Analisi semiologica del romanzo
Il libro si propone di unire alle classiche interpretazioni e sintesi storicistiche, psicologiche e tematiche del romanzo un'analisi semiologica del testo stesso.
Caratteristiche del romanzo
Un romanzo si riconosce e distingue per il tipo di soggetto trattato, si distingue dall'epopea (o epica) per il suo carattere laico e familiare, e di finzione. Non ha un canone linguistico pre-costituito che anzi sfida sempre, è progressivo, psicologico e dialogico al contrario dell'epica. È un genere unicamente scritto quindi è individuale, non narra gesta della tradizione epica ma se ne ispira.
Evoluzione e struttura del romanzo
I grandi autori nel tempo hanno rivoluzionato la struttura e le parti del romanzo, facendolo evolvere. Le parole nei romanzi rinviano al contesto culturale e non a quello naturale (cioè il realismo). In un testo distinguiamo diversi elementi transtestuali, che cioè rimandano a concetti esterni:
- Intertestualità (allusioni, citazioni e plagi)
- Paratestualità (il titolo, le note, le prefazioni e altre varianti), le "soglie" del testo
- Metatestualità (dove si scorge dentro il testo un giudizio sull'opera stessa)
- Architestualità (indicazioni di lettura come genere, collana)
- Ipertestualità (imitazione, parodia, trasposizione di una fonte letteraria precedente o di un mito chiamato ipotesto)
Lo studio dei generi
Divisione aristotelica dei generi
Nella divisione aristotelica dei generi, drammatico/narrativo tragedia/commedia, il romanzo è genere misto perché contiene narrazione diretta dello scrittore e mimesi durante i dialoghi drammatici. Nel medioevo il termine indicava il tipo di linguaggio usato (sia prosa che poesia), il volgare e tematiche non sacre, quindi basse e soprattutto l'atto di narrare, eventi reali o finti con prevalenza però infine del carattere di finzione avventurosa.
Caratteristiche comuni nei generi di romanzo
Cosa lega i generi di romanzo? L'esecuzione narrativa (lo stile), l'enunciato narrativo (le parole) e l'idea di finzione, ma spesso generi contigui (racconti brevi, poesie, novelle) contengono le stesse caratteristiche dei romanzi. Inoltre, spesso la denominazione di romanzo assegnata a un'opera è data dagli editori per scopi commerciali o dagli scrittori come chiave di lettura.
Indizi testuali e stilistici
Le caratteristiche dei generi sono riconosciute da indizi testuali, a volte stilistiche, altre volte tematiche, racconto di avventure, di costume, psicologico, sentimentale. Il romanzo si scontra con la contrapposizione tra linguaggio letterario dell'autore e linguaggio "basso" dei personaggi. Si oscilla cioè tra linguaggio mimetico a linguaggio interamente narrativo, proprio dell'autore.
La querelle tra realismo e idealismo
Nel XIX secolo inizia la querelle tra realismo e idealismo nel romanzo, e su come si scrive la realtà. Nell'impersonalità (naturalismo) o nel seguire una logica culturale per spiegare i fatti? Ogni scrittore espone le sue teorie. Pur non avendo fisse regole poetiche, il romanzo ha numerose convenzioni, dovute paradossalmente alle aspettative del destinatario dell'opera, la sua cultura. Se non obbedisce a queste aspettative, il testo non sarà recepito come romanzo. Queste sono la spartizione tra descrizione e dialogo, la divisione in capitoli, una retorica dell'intrigo e del destino. Il romanzo si basa su segni culturali più che formali.
Il romanzo come opera aperta e polisemica
Il romanzo è opera aperta e polisemica perché il rapporto tra mittente e destinatario è fluttuante tra le aspettative culturali e l'originalità imprevedibile dell'autore, sempre cangiante a causa delle differenti epoche. Laddove un'opera chiusa come una poesia ha bisogno per essere capita che il lettore si accordi all'ideologia annessa.
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