Opere principali
- Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro.
- Dissertazione di Laurea (1841)
- Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione (1843)
- Manoscritti economico-filosofici del 1844 (editi nel 1932)
- Tesi su Feuerbach (scritte nel 1845, ma edite da F. Engels nel 1888)
- Con F. Engels L’ideologia tedesca (scritte nel 1845-46, ma edita nel 1932)
- Con F. Engels Manifesto del Partito comunista (1848)
- Per la critica dell’economia politica (1859)
- Il Capitale. Libro I (1867)
- Il Capitale. Libro II2 (1885, a cura di F. Engels)
- Il Capitale. Libro III3 (1894, a cura di F. Engels)
Il pensiero di K. Marx (1818-1883) si è formato nel contesto di un rapporto, iniziato nella prima gioventù e durato in alcuni casi fino alla morte, con i principali filosofi, economisti e politici del proprio tempo o di poco a lui anteriori.
I principali tra essi sono i filosofi G.W.F. Hegel e L. Feuerbach; gli economisti "borghesi" A. Smith e D. Ricardo; i socialisti "utopisti" J. Proudhon, H. Saint-Simon, Ch. Fourier, R. Owen.
Con tutti essi Marx ha intrattenuto un duplice rapporto: di apprezzamento da un lato e di forte critica dall’altro.
A ciascuno di loro riconosce degli importanti meriti, ma anche dei grandi limiti. E in alcuni casi corregge un pensatore con un altro pensatore.
La critica di Marx a Hegel
Il caso più significativo in proposito dal punto di vista filosofico riguarda il rapporto di Marx con Hegel e con Feuerbach.
Verso entrambi Marx si è sempre sentito debitore, anche dopo che li aveva duramente criticati per andare molto oltre.
I punti più significativi del rapporto di Marx con Hegel riguardano la dialettica, la Storia e lo Stato.
Marx ha, nella filosofia di Hegel, distinto il lato conservatore, costituito dal “sistema”, da quello rivoluzionario, costituito dal “metodo dialettico”.
KARL MARX (1818 - 1883)
Opere principali
- Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro.
- Dissertazione di Laurea (1841)
- Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione (1843)
- Manoscritti economico-filosofici del 1844 (editi nel 1932)
- Tesi su Feuerbach (scritte nel 1845, ma edite da F. Engels nel 1888)
- Con F. Engels L'ideologia tedesca (scritta nel 1845-46, ma edita nel 1932)
- Con F. Engels Manifesto del Partito comunista (1848)
- Per la critica dell'economia politica (1859)
- Il Capitale. Libro I (1867)
- Il Capitale. Libro II (1885, a cura di F. Engels)
- Il Capitale. Libro III (1894, a cura di F. Engels)
Il pensiero di K. Marx (1818-1883) si è formato nel contesto di un rapporto, iniziato nella prima gioventù e durato in alcuni casi fino alla morte, con i principali filosofi, economisti e politici del proprio tempo o di poco a lui anteriori.
I principali tra essi sono i filosofi G.W.F. Hegel e L. Feuerbach; gli economisti “borghesi” A. Smith e D. Ricardo; i socialisti “utopisti” J. Proudhon, H. Saint-Simon, Ch. Fourier, R. Owen.
Con tutti essi Marx ha intrattenuto un duplice rapporto: di apprezzamento da un lato e di forte critica dall’altro.
A ciascuno di loro riconosce degli importanti meriti, ma anche dei grandi limiti. E in alcuni casi corregge un pensatore con un altro pensatore.
La critica di Marx a Hegel
Il caso più significativo in proposito dal punto di vista filosofico riguarda il rapporto di Marx con Hegel e con Feuerbach.
Verso entrambi Marx si è sempre sentito debitore, anche dopo che li aveva duramente criticati per andare molto oltre.
I punti più significativi del rapporto di Marx con Hegel riguardano la dialettica, la Storia e lo Stato.
Marx ha, nella filosofia di Hegel, distinto il lato conservatore, costituito dal “sistema”, da quello rivoluzionario, costituito dal “metodo dialettico”.
Due lati che per Marx sono tra di loro in contraddizione, poiché se il sistema deve sempre chiudersi e avere una fine, con l'affermazione di una verità assoluta ed eterna, il metodo dialettico invece, per sua natura, antidogmatico, antiasolutistico e capace di dissolvere ogni stabile verità o fatto. Diviene senza cesse.
Il merito che Marx ha rivendicato a sé è quello di aver liberato il metodo dialettico, per sua natura rivoluzionario, dal sistema, che invece è, per sua natura, conservatore.
Operazione che non era stata compiuta da nessuno dei post-hegeliani, nemmeno dal migliore tra loro: L. Feuerbach, al quale anzi Marx rimprovera di aver messo da parte tutta la filosofia hegeliana come inutile, senza averla adeguatamente compresa.
Salvato il metodo dialettico, separandolo dal sistema, Marx critica poi l'uso sbagliato che Hegel aveva fatto della dialettica, considerandola come autoelevazione dell'Idea.
Hegel aveva fatto dell'idea (Ragione) il soggetto autentico del divenire dialettico, come aveva dimostrato soprattutto nell'Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, con le sue tre parti dedicate rispettivamente alla Scienza del
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