Facoltà di filosofia (Università La Sapienza) – Filosofia teoretica
Ciclo di lezioni sull'attività e produzione filosofica del giovane K. Marx
Lezione del 6 ottobre 2021 - Introduzione al corso
Il corso riguarda il "giovane Marx". È un'espressione non facile da spiegare, va "ripulita" concettualmente. Dall'arrivo a Berlino nel 1836, seguendo le vicende del periodo di Parigi e, ancora, seguendo attentamente la fase di vita di Marx a Bruxelles, ci occuperemo di un periodo piuttosto lungo della biografia intellettuale di Marx (di seguito più brevemente indicato con “M.”). La biografia è: bios (vita) e grafia (narrazione).
Marx era nato a Treviri (Renania, Germania) il 5/5/1818 e lo seguiremo fino agli inizi del 1848 quando fu distribuito il Manifesto del Partito Comunista. Quindi fino a circa l'età di 30 anni. M. morirà a Londra il 14/3/1883 in esilio. Egli vivrà da protagonista la tempesta delle rivoluzioni europee del 1848/49; a Londra pubblicherà il primo libro de Il Capitale.
È in soli 5 anni, dal '43 (arrivo a Parigi) al '48 (Manifesto p.c.), che Marx diventa Marx: la genesi delle principali componenti del pensiero di M., il rapporto con Hegel, il rapporto con Feuerbach, il materialismo storico e i concetti come lo sfruttamento e l'alienazione e poi il comunismo.
Periodo tedesco di Marx
1836: inizio giovinezza di Marx. Egli arriva all'università di Berlino e inizia a studiare giurisprudenza. L'esperienza principale è quella di leggere le opere di Hegel trovando in esso il "suo" filosofo. Periodo tedesco di Marx: Treviri, Colonia, Berlino, Yena. Nel periodo tedesco scrive per la Gazzetta Renana 1842-43: anni in cui si esprime in modo liberal-democratico.
Il periodo di Parigi di K. Marx
Nell'ottobre '43 si trasferisce a Parigi fino a febbraio '45. A Parigi ci va perché ha accolto la proposta di Arnold Ruge (amico del circolo hegeliano) di scrivere gli Annali franco-tedeschi (di cui esce solo un numero): escono nel febbraio 1844, e contiene anzitutto il testo del carteggio che M. ha con Arnold Ruge e con L. Feuerbach e con M. Bakunin.
Il carteggio suddetto è importante per capire la mentalità di M. in questo periodo, capire cioè che la critica successiva alla sinistra hegeliana sarà una vera e propria autocritica delle sue precedenti posizioni. I filosofi tedeschi volevano rivoluzione intellettuale che portasse a una rivoluzione politica, come avvenuto in Francia (Illuminismo → Rivoluzione Francese); Marx negli Annali franco-tedeschi esplicita la sua convinzione che in Germania ci sia bisogno di una rivoluzione intellettuale.
Quello che accadde con Lenin, fu il contrario: prima il proletariato prende il potere e poi fa la rivoluzione intellettuale-culturale. Possiamo quindi caratterizzare questo scritto giovanile "Gli Annali franco-tedeschi" come portatori di questa idea di Marx: la rivoluzione la devono fare i filosofi, deve esserci un incipit intellettuale: soggetto rivoluzionario deve essere il filosofo; questa idea sarà di M. fino a che non scoprirà il soggetto rivoluzionario che identifica con il proletariato; da quel momento M. abbandona quel modello precedente.
Annali Franco tedeschi: due articoli fondamentali - A) Sulla questione ebraica, esamina il concetto di emancipazione umana; discute con Bruno Bauer, giunge al concetto di emancipazione umana, come qualcosa di ulteriore e diverso rispetto all'emancipazione politica (cioè distinzione tra Stato e Chiesa) caratteristica della rivoluzione borghese avanzata.
B) Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico. Introduzione, in cui si parla per la prima volta di proletariato. (link ipertestuale)
A Parigi non succede solo questo: ma egli viene conquistato dalla filosofia di L. Feuerbach; inizia inoltre il sodalizio con Friederich Engels; studia l'economia politica. Approfondisce Hegel (filosofia del diritto hegeliano); poi ci sarà la Kritik, scritta a Parigi ma non pubblicata, fino al 1927; scrive anche sull'alienazione nei Manoscritti economico filosofici (pubblicati nel 1932).
Il periodo di Bruxelles
A Bruxelles dal 5 febbraio 1845 (fino agli inizi 48), scriverà La Sacra Famiglia, scritta con Engels: resa dei conti con i giovani hegeliani. Poi La miseria della filosofia facendo i conti con Proudhon, personaggio in vista del socialismo europeo. Queste opere le pubblica a Bruxelles, ma è una minima parte di ciò a cui lavora in quella città. Aprile-Maggio 1845: scrive le 11 tesi su Feuerbach (pubblicate molto dopo, nel 1888); quindi nel periodo di Bruxelles dopo aver criticato Hegel, fa i conti con Feuerbach; infine scriverà L'Ideologia Tedesca, testo fondativo del materialismo storico, ma sarà pubblicata nel 1932.
E poi nel 1848 esce il Manifesto del Partito Comunista; partecipa da protagonista delle rivoluzioni europee e alla fine va a Londra dove pubblica tanti articoli sui giornali e 3 opere di peso maggiore: Le lotte di classe in Francia; il 18 brumaio di Luigi Bonaparte; La guerra civile in Francia 1871; Per la critica dell'economia politica 1859; Il libro del Capitale 1867.
Bisogna quindi essere coscienti della divaricazione tra ciò che fu pubblicato da Marx e ciò che fu pubblicato dal movimento politico detto marxismo. Il grande sforzo di Marx fu sostanzialmente l'interpretazione della rivoluzione borghese.
La lezione dell'8 ottobre 2021 – Prime definizioni di “prassi rivoluzionaria”
Marx inizia la sua giovinezza nel 1836: si trasferisce a Berlino e nel 1837 conosce le opere di Hegel. La sua attività è il giornalismo: nella Gazzetta Renana; inizia nel periodo 38-41 a scrivere articoli sempre nell'ottica liberal-democratica, sempre più radicalmente pro-democrazia, assetto democratico e liberale.
Poi a Parigi nel 1843 dove, su invito dell'amico A. Ruge, si avventura nella redazione degli Annali Franco Tedeschi che dovevano servire come stampa illuminista affinché in Germania si creasse quel terreno culturale su cui impiantare una rivoluzione sociale anche lì sul modello francese.
Nel periodo francese scrisse (senza renderlo pubblicato) la Kritik, la critica alla filosofia hegeliana del diritto pubblico, un grosso tomo che costituisce la critica ai Lineamenti di Filosofia del Diritto Pubblico di Hegel; poi scrisse i Manoscritti Economico-Filosofici.
Periodo di Bruxelles: qui si compie la critica a Feuerbach! Oltre che a quella contro Hegel e la sinistra hegeliana; poi scrivono lui ed Engels L'Ideologia Tedesca: ivi troviamo la filosofia di Marx denominata "materialismo storico"; è il 1848 l'anno che chiude la giovinezza di Marx.
Definiamo così la giovinezza di Marx il periodo 1836 – 1848; parlando della filosofia come scienza, possiamo dire che essa ha come oggetto di studio i concetti; essi possono esistere però a patto che rimangano nel "sistema" del testo in cui vengono espressi, nascono nelle opere filosofiche.
Ogni testo si apre poi a delle aporie (ferite) che costituiscono alcuni punti nevralgici, o punti deboli che permettono di individuare anche piccole o grandi questioni problematiche e contraddizioni da cui partire per risolverle, superando il testo analizzato.
Poi vi sono le interpolazioni: le mutazioni, i cambiamenti di un testo ad opera di chi legge: colui che studia un testo spessissimo lo muta, lo cambia. (fu interpolato il testo di Marx in un caso da Engels, quando dovette pubblicare le 11 Tesi su Feuerbach: il caso della espressione Prassi Rivoluzionaria, poi cambiato da Engels in prassi rovesciante; poi Prassi Rovesciata, da Gentile; infine rovesciamento della prassi); un'interpolazione intesa come alterazione del testo.
Quindi la storia e il pensiero di Marx si deve interpretare anche alla luce delle vicende delle pubblicazioni. Il marxismo a differenza delle altre filosofie è teoria&prassi: teoria unita alla prassi, teoria su qualcosa che è in continuo movimento: il marxismo infatti supera Marx perché si sviluppò soprattutto dopo la IIa internazionale e la IIIa internazionale.
Il Capitale si compone di 16 volumi e ognuno è suddiviso in più tomi. Quando parliamo del Capitale parliamo del 1, 2 e 3 volume, insomma di tutta una serie di documenti che costituiscono il lascito dell'opera. Il primo volume è stato l'unico volume pubblicato da Marx in vita nel 1867.
La vicenda tra Marx e marxismo è tutta in questa vicenda filologica: ciò che nasce dopo la morte di Marx, è il “marxismo” inteso come filosofia a parte rispetto alle altre: è in progress, riguarda un movimento sociale storico che si forma nel tempo. Il marxismo è teoria che si costituisce attraverso la prassi.
Schematizziamo 6 fasi per le edizioni, dopo la morte di Marx
Il primo periodo è quello subito dopo la morte di Marx (1883) e finisce con la morte di Engels (1895): qui si compie la grande azione di Engels di pubblicazione delle opere inedite di M.: escono le tesi su Feuerbach, il secondo vol. del Capitale, quello sulla Teoria della circolazione, la Critica del programma di Gotha; il terzo libro del Capitale.
La seconda fase va dalla morte di Engels fino al 1932; in questa fase opera la S.P.D. e Rjazanov; riedizioni avvengono in questo periodo: le carte di M. a Londra vengono riunificate e acquisite dall'SPD nel 1901 a Berlino e le cose cambiano col 1917: entra in scena David Rjazanov (1870-1938) che nel 1921 assume la direzione dell'Istituto Marx-Engels di Mosca che compone la Prima MEGA, in 42 volumi che escono fino al 1935.
Una terza fase tra il 1939 in poi: il Materialismo Dialettico. Il 1929 Stalin vara il primo piano quinquennale. I manoscritti di Marx vengono portati via dalla Germania.
MEW: opere di Marx ed Engels: negli anni 50-60 del '900. Infine il 5 passaggio: è la terza raccolta critica: la MEGA 2 la cui pubblicazione inizia nel 1975. Nel 1990 viene istituita la IMES: associazione internazionale Marx ed Engels che cerca di completare la MEGA2.
Lezione del 13 ottobre 2021: I quaderni del periodo di Berlino
Resterà a Berlino fino a fine marzo 1841, trascorrendo 18 mesi molto importanti per la sua formazione intellettuale; fino a quando presenta a Jena, la sua tesi di laurea su Democrito ed Epicuro, laureandosi. Diventa hegeliano, leggendo tutte le opere possibili di Hegel e partecipa alle vicende di un club, Doktor Klub: dove nasce la sinistra hegeliana; il Doktor Klub diventa Frei Klub: associazione degli uomini liberi. Egli diviene protagonista dell'associazione, in cui era inserito Bruno Bauer, Max Stirner, Ludwig Feuerbach.
Di questo periodo di Berlino frequenta alcuni maestri, della cultura tedesca: segue antropologia di H. Stepphens, segue lezioni di diritto romano insegnato da Carl Von Savigny. Soprattutto trova un maestro in un allievo di Hegel, Edward Gantz che insegnava diritto penale a Berlino nel 1836: vi erano tracce di filosofia del diritto e filosofia della storia. Gantz era editore della seconda ed. della Filosofia del Diritto di Hegel e fu autore di un libro importantissimo sul diritto di successione.
I quaderni del Periodo di Berlino sono importanti per comprendere il pensiero di Marx: fra essi vi è il quaderno Spinoza. Il primo insegnamento che M. ebbe sulla rivoluzione francese venne da Koppen, uno storico delle religioni.
Come avvenne la formazione di Marx? Bisogna capire prima cosa era l'hegelismo in quei tempi a Berlino ed in Germania. Hegel era arrivato a Berlino dopo aver insegnato in giro per la Germania, per volontà del ministro prussiano del culto, cioè era una sorta di viceré, una persona importantissima. Hegel scrisse Lineamenti della filosofia del Diritto (1820) con cui M. si confronterà. Hegel tiene i grandi corsi, affida la sua fortuna di filosofo alla cattedra universitaria. Dopo il 1825 Hegel è filosofo ufficiale della Prussia e diventa un'autorità praticamente politica.
Il primo fatto importante è la costruzione di una scuola hegeliana, nel 1827—30, più importante di quella di Shelling, di Kant, etc. Hegel fondò una rivista coi suoi allievi, facendo i conti con tutta la filosofia mondiale: Annali Berlinesi per la Critica Scientifica; altro fatto è che la filosofia di Hegel va a “sfondare” i confini della Germania: hanno successo in Francia! In Olanda addirittura si fonda una rivista hegeliana: Ateneum.
Marx arriva a Berlino poco dopo la morte di Hegel. In questo decennio avviene la pubblicazione di opere postume di Hegel: dal 31 al 40; la grande filosofia muore con la morte di Hegel; Hegel viene a perdere ogni fortuna dopo Federico Guglielmo IV, viene addirittura creato un sistema universitario di stampo reazionario: mentre Hegel viene sempre più considerato come un pensatore “politicamente scomodo, pericoloso”. I corsi di Shelling (messo all'università di Berlino) saranno pieni di attacchi contro Hegel.
Nelle università tedesche prussiane vengono cioè inseriti insegnanti pro-monarchia e teorici dell'assolutismo monarchico, quindi in appoggio a Federico Guglielmo IV. Anche Bruno Bauer viene rimosso dalla cattedra all'università di Bonn.
Reazione anti-hegeliana: perché? Risposta: perché era filosofia del liberalismo e pensiero democratico; filosofia della libertà. Quando M. arriva a Berlino siamo nel mezzo di queste trasformazioni: Hegel da un lato è santificato e poi dall'altro lato viene pian piano superato tramite crisi. Questo processo di lungo periodo dentro cui M. è un personaggio fondamentale.
Lukács: “La distruzione della Ragione”; Lukács propone un paradigma diverso rispetto a Levitt. Per Levitt la consumazione della filosofia di Hegel è un processo lineare e Marx ne è un protagonista. Hegel era stato il filosofo dell'illuminismo che aveva dato corpo alle interpretazioni delle rivoluzioni del 7-800, a cominciare da quella francese.
Per Lukács no: questo processo avviene contro Marx. Lukács e Levitt comunque dicono una stessa cosa: in quel periodo storico succede qualcosa di fondamentale che porta da Hegel a Nietzsche, alla distruzione della ragione hegeliana, passando per Marx. Marx si presenta come esponente di una sinistra hegeliana, espressione che deriva dalla posizione parlamentare a sinistra. La destra hegelista è formata da allievi di Hegel conservatori; la sinistra invece da coloro che vogliono innovare e rinnovare; poi diventerà una frangia di critici.
Hegel nella prefazione (berlinese) del 1820 ai Lineamenti di Filosofia del Diritto dice 3 cose fondamentali: che cosa è la filosofia? Egli, Hegel, dice (riprendendo Bacone) che la filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero. Questa definizione lega la filosofia al tempo storico; la filosofia è la vera comprensione razionale del tempo in cui vivi.
Seconda formula è questa: nella storia e nel tempo, ciò che è reale è razionale e ciò che è razionale è reale. Quindi il filosofo deve cogliere la razionalità che costituisce la realtà, anche nell'apparenza della sua irrazionalità. Ciò che è razionale è reale: non esiste razionalità astratta; la razionalità non è astratta, è immanente. Ciò che è reale è razionale, ha dentro di sé la razionalità: il filosofo deve saper cogliere il nucleo di razionalità.
Il filosofo non si può illudere di progettare cambiamenti del mondo (compito che spetta alla politica); il filosofo è come la nottola di minerva: si leva in volo alla sera, quando gli avvenimenti sono compiuti. Il filosofo interpreta gli avvenimenti una volta avvenuti.
La solidità di Hegel: egli armonizza la grande eredità dell'illuminismo: la realtà diventata razionale con una posizione conservatrice: la realtà è già razionale. Queste due cose nella sua filosofia devono sintetizzarsi: non c'è conservazione che non sia rivoluzionaria, etc. Questa sintesi con la morte di Hegel si spacca.
La sinistra hegeliana torna a considerare il problema che, la realtà diventi razionale e quindi bisogna in questo ricorrere alla prassi rivoluzionaria. Al contrario la destra hegeliana.
Per riassumere al massimo quello che è in gioco è la questione del soggetto: non c'è filosofia senza il problema del soggetto: esso è l'energia attiva, il luogo di generazione degli enti. Il soggetto genera e trasforma gli enti: per esempio una forma sociale, etc. Il soggetto ha un'energia trasformatrice. Tra sinistra e destra hegeliana si combatte sulla lettura del soggetto hegeliano. Il soggetto è l'idea e l'alienazione dell'idea genera le determinazioni della realtà che poi si ricompongono in un intero il vero è l'intero ideale e razionale.
Da qui il rovesciamento: bisogna rovesciare la dialettica hegeliana; per la sinistra hegeliana il soggetto non è l'idea, ma l'esistenza! Cioè Hegel nella rappresentazione che la sinistra hegeliana ne dà, pensa che l'idea produce l'esistenza; e nella critica che essi muovono ad Hegel, bisogna rovesciare questa cosa: l'esistenza produce l'idea. Tutta la filosofia post-hegeliana torna a dividere l'“intero hegeliano” di realtà-razionalità: essenza-esistenza, indicando nell'esistenza il soggetto creatore.
L'esistenza cos'è? Filosoficamente qui avverrà la grande diaspora di Marx ed Engels rispetto alla sinistra hegeliana e a Feuerbach: l'esistenza non è l'esistenza dell'uomo, dell'individuo, ma è l'esistenza storica (materialismo storico) come realtà sociale “impastata” con i suoi rapporti di produzione. La pretesa di dedurre il divenire dall'essere, questa sarebbe la critica verso la dialettica hegeliana: quindi pensiamo all'essere.
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