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31/11/2017 (lezione 20, tenuta da Francesco Bozzi, cartine aggiunte dal web)

L’ITALIA DELL’ALTO MEDIOEVO E DEI NORMANNI (su Ariel sono presenti slides con testi di cui si è parlato a

lezione).

I Longobardi arrivano in Italia nel 568, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, sono di origine

scandinava e sono guidati dal re Alboino. La potenza militare di questo popolo si esprimeva via terra e non

via mare: questo fu il motivo per cui molti territori dell’Italia meridionale rimasero in mano ai bizantini.

Alboino muore nel 572, il successore è Clefi che è re dal 572 al 574; successivamente (dal 574 al 584) i

Longobardi rinunciano all'elezione di un successore e si costituiscono in 36 ducati separati, sostanzialmente

indipendenti tra loro (questo periodo è detto “periodo dei Duchi”).

Presto i Longobardi si rendono conto che questa forma di governo non porta a risultati politici ed

amministrativi soddisfacenti e eleggono come re Autari (dal 584). Siamo in un momento di integrazione fra

la popolazione longobarda e quella romano-latina e di avvicinamento da parte dei Longobardi

all’episcopato che in quel momento vedeva papa Gregorio I (vd obiettivo di Autari di rafforzare l’autorità

regia).

L’avvicinamento con il papa porta, nel 728, alla donazione, da parte dei Longobardi, di Sutri. Per molto

tempo si è ritenuto che questa donazione fosse all’origine del potere temporale della Chiesa, in realtà si

tratta di una donazione come molte altre che vi erano in quel periodo => si è smesso di attribuire a tale

spessore.

Intanto i Longobardi, sotto la guida di re Desiderio, portano avanti una politica espansionistica che

minacciava lo stesso papato => intervengono i Franchi, guidati da Pipino il Breve: forzano i Longobardi a

cedere parte del loro territorio allo stato della Chiesa (patrimonio sancti Petri).

A seguito di questi scontri vengono coltivati dei buoni rapporti fra Franchi e Longobardi: Carlo Magno (il

figlio del re Pipino) viene fatto sposare con Ermengalda, principessa dei Longobardi (figlia di Desiderio)

Quando però, dopo la morte di Pipino, Carlo Magno rimane solo sul trono (vd morte del fratello

Carlomanno nel 771) egli ripudia Ermengalda che trovò rifugio presso il padre Desiderio; la politica di Carlo

Magno, fortemente espansionistica mirava a prendersi i territori longobardi in Italia.

 Carlo Magno scende in Italia nel 773, sconfigge i longobardi in poche ed efficaci battaglie.

 Dal 774 Carlo Magno è re dei Franchi e dei Longobardi (si fa erede della tradizione longobarda in

Italia).

Dopo Carlo Magno e il suo successore Ludovico il Pio il regno viene diviso in monarchia francese, regno

d’Italia e Sacro Romano Impero. L’impero viene poi riunificato, ma, a causa delle invasioni vichinghe, Carlo il

Grosso viene deposto (887). A seguito di tale deposizione il regno d’Italia venne attribuito a Berengario,

marchese del Friuli.

Guido (duca di Spoleto) spodesta Berengario e regna sull’Italia fino al 894 (poi gli succede il figlio che regna

per altri 4 anni).

Ad un certo punto si affaccia un pretendente esterno, il re di Germania Arnolfo di Carinzia (diventa re

d’Italia nel l’894 ed imperatore dal’896): Arnolfo scende in Italia, sconfigge Lamberto (figlio di Guido di

Spoleto che in quel momento era re d’Italia e imperatore, incoronato dal papa Stefano I). Arnolfo diventa

prima re d’Italia e poi imperatore.

È successivamente con gli Ottoni (dinastia che regna la Germania dal 962 al 1024) che il regno d’Italia si lega

definitivamente alla dignità imperiale.

Tutti questi avvenimenti riguardano i territori dell’Italia centro-settentrionale (quella conquistata dai

Longobardi). I Longobardi non arrivano mai a conquistare la Sicilia che rimane in mano ai bizantini per

molto tempo, fino a che, nell’827, viene occupata dagli arabi. Palermo diviene presto capitale dell’isola. La

conquista termina nel 962-965 con la caduta delle ultime fortezze bizantine cadono del 962-65.

La convivenza fra il Regno d’Italia al centro-nord e la dominazione araba a sud continua fino all’arrivo dei

Normanni. Inizialmente i gruppi di Normanni arrivano in Italia sporadicamente, fino a che arrivano veri e

propri eserciti autonomi che vogliono conquistare singole aree del territorio (non vogliono creare un regno

normanno in Italia).

Completa con testi presenti su Ariel.

06/11 (lezione 21)

LA RIFORMA GREGORIANA

Gregorio (Ildebrando di Soana) era stata coinvolto dai patarini + era stato fra i grandi personaggi che

discutevano della corruzione della Chiesa romana.

Enrico III vuole rimediare a una situazione difficile creatasi a Roma (papi indegni), ad un certo punto depone

3 papi e pone sul trono papale dei suoi amici e parenti (tra cui Leone IX) => interferenza dei poteri laici sulla

Chiesa. La riforma gregoriana va contro questo.

Enrico IV (figlio di Enrico III) è destinato a diventare imperatore nonostante la carica imperiale fosse elettiva

(perché questa dinastia si era distinta particolarmente). Intanto è il papato a occuparsi dell’elezione del

papa. Diventa papa Niccolò II (a Siena: papato sotto la protezione dei Canossa). In un sinodo romano (1059)

nell’antico palazzo del Laterano si decretano le nuove regole per l’elezione papale: non sono più il clero e il

popolo ad eleggere il papa, ma i preti e i vescovi di alcune chiese della diocesi romana (collegio

cardinalizio).

 L’elezione papale è sottratta alle scelte dell’aristocrazia romane + si toglie la possibilità

all’imperatore di intervenire.

Nel medesimo sinodo si condanna la simonia (anche nei casi in cui ci fosse il semplice conferimento di

benefici da parte degli ecclesiastici che avevano terre e patrimoni => concetto esteso di simonia). Con

questa decisione si ostacola pesantemente l’imperatore dato che, durante la dinastia degli Ottoni, gli

imperatori avevano difficoltà a controllare i signori laici => puntavano sui vescovi per disciplinare i signori

laici e gli antichi conti (che andavano a perdere potere politico: in Germania il titolo comitale viene

concesso volentieri ai vescovi dato che poi non lo lasciavano in eredità) => Spesso i vescovi avevano poteri

pubblici (poteri comitali). Anche in Italia ci sono vescovi-conti o semplici vescovi che hanno immunità

importanti => forte legame con imperatore.

Molti vescovi tedeschi erano interessati a riportare la Chiesa all’insegnamento evangelico (non dobbiamo

pensarli tutti come corrotti) ed erano poco propensi ad accettare l’autorità di Roma (erano sempre stati

autonomi). Con la riforma gregoriana tutto questo cambia: si vuole intervenire sui vescovati autonomi + si

vuole eliminare il forte rapporto che questi avevano con l’imperatore.

BREVE ACCENNO ALLE ALLEANZE DEL PAPA E A COSA STAVA ACCADENDO IN ITALIA

I Normanni intanto si erano scontrati con Papa Leone IX a Civita (vd lezione precedente); Niccolò II (il

successore di Leone IX) riconoscerà l’autorità normanna al Sud e riconoscerà a Roberto il Guiscardo il titolo

di duca di Puglia e Calabria e futuro re di Sicilia. Questa alleanza va letta in chiave antibizantina (con il titolo

di duca di Puglia e di Calabria) + in chiave antiaraba (futuro re di Sicilia). Il duca normanno riconoscerà

sempre la sua dipendenza dal papa. Ai re Normanni verrà riconosciuta la legazia apostolica = i re normanni

verranno considerati alla stregua dei grandi prelati del Sud Italia.

Oltre che con i Normanni presenti in Italia (vd Roberto il Guiscardo), il papa è anche alleato del duca di

Normandia Guglielmo e lo appoggia nella conquista dell’Inghilterra + è alleato con i marchesi di Toscana (i

Canossa, in particolare Matilde, figlia di Bonifacio).

Arduino di Ivrea sarà per un po’ re d’Italia (vd il fatto che l’Italia faceva parte del sacro romano impero), lui

era re dei Franchi. Dopo di lui sarà re d’Italia Enrico II (re dei Franchi e poi Imperatore). In Italia ci sono

pochi principati. Era da tempo che il regno d’Italia andava alla dinastia imperiale degli Ottoni.

La dinastia canossiana era di origine longobarda (si tratta di una delle poche famiglie longobarde che

avevano conservato il potere dopo la conquista dei Franchi) e in questo periodo ha difficoltà nei rapporti

con i vassalli minori.

RITORNO ALLA RIFORMA GREGORIANA

Ovviamente siamo in un momento in cui il papato si sentiva forte (vd le alleanze che aveva stipulato) => per

questo si prendono provvedimenti che, come nel caso del concilio del 1059, mirano a limitare l’influenza

dei poteri laici sul mondo ecclesiastico.

1073: elezione di Ildebrando(Gregorio VII) di Soana che a Roma aveva contribuito alla discussione sulla

riforma della Chiesa = Gregorio VII.

- Nel 1075 Gregorio convoca a Roma un sinodo in cui emana un decreto che condanna simonia e

concubinato + prende una posizione netta contro le investiture fatte dagli imperatori tedeschi =>

minaccia a Enrico IV (non potrà fare come gli altri Ottoni e usare i vescovi come strumenti di

poteri).

- 1075: “Dictatus papae” = scritto che si trova nel registro papale e riassume per punti l’intento di

Gregorio VII di riformare la Chiesa = idea della superiorità del potere papale su quello civile.

Dictatus papae = i dettami del papa. Il testo è diviso in vari capitoli: La Chiesa romana è stata

fondata da Dio + il pontefice romano è l’unico che di diritto può essere chiamato universale + solo il

papa può deporre o reinsediare i vescovi (vs prassi di imperatori di sceglierli ed investirli di simboli

ecclesiastici) + in un qualsiasi concilio il papa può mandare un suo legato che può emanare

sentenze e deporre gli assenti.

Il dictatus papae contiene 27 proposizioni che riassumono l’assetto verticistico della Chiesa di Roma (un

assetto prima inesistente). Vd slide. Si sottolinea l’infallibilità e l’ingiudicabilità del papa.

In alcune lettere che Gregorio invia ai vescovi emerge che egli ritenesse che il potere ecclesiastico voluto da

Dio, mentre i poteri laici come frutto della corruzione umana (si basano sulla vana gloria e sul desiderio di

primeggiare) = teoria politica negativa sul potere politico. Teorie precedenti invece avevano sostenuto che

sia i poteri laici che ecclesiastici derivassero da Dio (siamo lontani dalla visione carolingia ed ottoniana in cui

il re era visto come sacro). Si può vedere una vicinanza fra Gregorio VII ed Agostino di Ippona (visione

dualistica del mondo in cui l’uomo è solo peccato).

Gregorio VII diceva che solo il papa di Roma fosse universale = affermazione di una giurisdizione del papa,

in modo che fosse un vero e proprio monarca.

 Il papa si proporrà come fautore di guerre sante.

Il motto di tutti i provvedimenti gregoriani è quello della libertas ecclesiae = liberazione dalle influenze

laiche + superiorità sui poteri laici.

Si tratta di un programma di forte intransigenza: I vescovati locali non hanno più indipendenza, ma sono

sottoposti all’autorità papale => Chiesa gerarchica.

La pataria è un fenomeno popolare perché coinvolge tutta la popolazione contro il clero indegno. La pataria

era stata appoggiata da Roma. Si diceva che se il clero fosse indegno => era delegittimato => sacramenti

non validi => il semplice fedele ha la possibilità di leggere i testi sacri e di predicare. La Chiesa gregoriana

invece elimina questa fusione: netta separazione fra laici ed ecclesiastici (questo nonostante Gregorio fosse

stato fra coloro che a Roma avevano sostenuto la pataria).

Queste idee vennero tradotte in decreti, scomuniche e provvedimenti.

1076: Enrico IV è cresciuto e reagisce convocando una dieta a Worms (uno dei palazzi imperiali); la dieta

era assemblea dei grandi del regno, alcuni sono vescovi. Enrico IV decide la deposizione di papa Gregorio in

quanto traditore della collaborazione fra regno e sacerdozio (vd il fatto che Enrico III aveva deposto i 3 papi:

sono provvedimenti simili a quelli paterni).

 Gregorio VII convoca un sinodo a Roma e scomunica l’imperatore (scomunica = messa al bando

dalla comunità e, per i potenti, delegittimazione => Enrico IV non ha più autorità sui sudditi).

Alcuni vescovi si schierano con l’imperatore, mentre altri si allineano a Gregorio.

Attenzione: gli imperatori del XI secolo si sono occupati poco del territorio italiano (anche quando

contemporaneamente erano re d’Italia). Enrico IV stesso deve mantenere l’obbedienza nella parte

germanica dell’impero.

 Alla fine, temendo la ribellione dell’aristocrazia tedesca (che poi avrebbe dovuto sedare,

allontanandosi ancora dall’Italia), l’imperatore si umilia a Canossa nel castello della contessa

Matilde = chiede perdono all’imperatore. L’imperatore è tenuto a fare penitenza per alcuni giorni e

poi Gregorio VII lo perdona, annulla la scomunica, ma la deposizione non viene tolta (si rinvia ad

una futura dieta = se gli elettori tedeschi saranno disposti a reintegrarlo il papa lo accetterà).

1080: la scelta fatta da Enrico in precedenza era stata opportunistica (per ragioni politiche) => visto che le

cose non si sono risolte (lui non è tornato ad essere imperatore), Enrico raduna a Bressanone 27 vescovi

suoi sostenitori (tedeschi, lorenesi e dell’Italia del Nord) e durante questo concilio elegge un antipapa (papa

imperiale) = Clemente III (vescovo di Ravenna). Clemente II era stato il primo papa eletto per volontà di

Enrico III => si richiama alla scelta paterna.

I principi tedeschi però approfittano delle difficoltà dell’imperatore, depongono Enrico IV e lo sconfiggono.

1084: Enrico IV si è gradualmente ripreso dalle sconfitte e ricostruito delle alleanze con i principi tedeschi

=> scende in Italia e sconfigge le truppe di Matilde (la Canossa che difendeva il papa) => porta a Roma il suo

papa, occupa la città e costringe alla fuga Gregorio VII (si rifugia a Castel S. Angelo).

Intervengono i Normanni (guidati da Guiscardo) che saccheggiano Roma. Papa Gregorio approda a Salerno

(città normanna) dove morirà.

1089-1091: continuano gli scontri militari fra gli eserciti dei vassalli dei Canossa (vd il fatto che essi

controllavano molti vassalli con truppe) e truppe imperiali. Alcuni vassalli dei Canossa li tradiscono => c’è

spazio per l’avanzamento imperiale. Enrico IV però deve tornare in Germania. Alla fine Enrico IV abdica e

muore.

1088: papa Ubano II. Convoca vari concili a Piacenza e a Clermont. Urbano II è un abate di Cluny => è un

grande viaggiatore e un uomo dotto. Nei concili da lui convocati si riprende la condanna della simonia, del

concubinato e anche delle investiture laiche; questi dibattiti portano a scritti in cui gli autori prendono

posizione a favore delle varie tesi proposte nei concili.

 Ubano II prosegue la politica gregoriana, ma sa che il programma di Gregorio VII non può essere

impiegato completamente.

I patarini mettevano in discussione la validità dei sacramenti amministrati dai sacerdoti indegni, la

soluzione della deposizione era esclusa (sarebbe saltato l’assetto ecclesiastico), questo vale anche per la

condanna della simonia => serve punire ma conservando l’assetto ecclesiastico.

 Durante i concili di Urbano II si decide di punire solo chi aveva versato denaro per acquisire la carica

(=> tutta la dimensione della lotta delle investiture viene lasciata fuori).

Il concilio di Clermont è famoso perché si lancia l’idea di “pellegrinaggio in armi” = si esortano i cavalieri

cristiani a liberare il santo sepolcro (i luoghi sacri) che era stato preso dai Turchi Selgiuchidi (Urbano II aveva

ricevuto l’appello dell’impero romano d’oriente che era sotto attacco). Urbano II non si sarebbe mai

aspettato la mobilitazione che invece ci fu.

1106: abdica Enrico IV e diventa re di Germania Enrico V (figlio). Incontrerà Pasquale II (papa) a Sutri = il

papato rinuncia ad interventi sul piano temporale (anche la Chiesa, e quindi i vescovi, devono fare

altrettanto), l’imperatore rinuncia alle investiture dei vescovi. Questa soluzione però non può realizzarsi

concretamente: non venne mai messa in pratica e l’accordo fu revocato e sconfessato dal papa stesso.

 Nel 1122 si arriva a una soluzione di compromesso = si accetta che la Chiesa abbia molti legami con

il potere civile e si cerca di riformarla (l’idea di libertas ecclesiae ha attecchito) = concordato di

Worms:

- I vescovi e gli abati vengono eletti dall’alto clero locale e dai monaci (non più dai potenti laici); in

Germania l’elezione dei vescovi viene fatta in presenza dell’imperatore e l’imperatore decide se ci

sono contendenti;

- ll vescovo viene consacrato dai vescovi (la consacrazione la fanno gli ecclesiastici) e poi l’imperatore

può conferire l’investitura nei beni e poteri temporali; in Germani l’investitura poteva avvenire

prima della consacrazione, mentre in Italia e Borgogna l’investitura laica deve venire dopo;

- Il vescovo può giurare la fedeltà all’imperatore ma solo per la sua dimensione di vassallo.

07/11/2017 (lezione 22)

L’ISTITUZIONE DEL COMUNE

ANTEFATTI DEL MOVIMENTO COMUNALE

- Dinamismo economico dei secoli intorno al 1000.

- Condizioni degli abitanti delle città e rivendicazione di un particolare status.

- Differenze fra i comuni italiani e quelli d’Oltralpe: i comuni italiani ereditano il ruolo delle città ai

tempi dell’Impero Romano, vedono come forte la presenza del vescovo + siamo in un periodo in cui

i ceti cittadini emergono in contrapposizione al ruolo vescovile (vd lotta per le investiture) + il

comune nasce nel momento in cui vengono eletti i consoli e vengono fatti i giuramenti

COMUNE-MOVIMENTO COMUNALE

(per movimento comunale fuori Italia richiamo a P.Grillo pg. 9 )

A fine XI secolo in molte città viene creata l’istituzione dei consoli da cui poi si arriva ai comuni.

Il processo che po

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaS95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Covini Maria Nadia.
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