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La nascita del feudo

Potenza militare dei Franchi: capacità politiche + aver intuito le potenzialità politiche e militari insite nella clientela armata (questo è quanto sostiene Vitolo). Vitolo richiama la vocazione guerriera di questi popoli e all’importanza del carisma nel guerriero.

Entrando nel mondo romano questi guerrieri diventano proprietari terrieri => si adeguano al ceto dirigente romano. Trustis regia/comitatus = gruppo dei comites (nucleo forte/guardia del corpo che è il seguito del re). In realtà ogni guerriero ha la sua trustis. Le ricompense sono bottini etc., ma anche terre.

Questi guerrieri erano legati anche da un rapporto personale con il capo => giuramento di fedeltà (impegno personale). Giuramento = promessa di prestare servizio militare in cambio di ricompense. Questo rapporto fra potente e meno potente viene celebrato con l’“Omagium” (omaggio).

Vassus = giovane/ragazzo (in celtico); in realtà qui viene riferito al guerriero (membro della trustis). Feudo = bestiame; questo perché all’inizio le ricompense erano di questo tipo. Poi il termine diventa sinonimo di rapporto vassallatico beneficiario (diventa sinonimo dell’intera pratica).

Rapporto vassallatico beneficiario (feudo) presenta 3 elementi = fedeltà, omaggio, giuramento (rapporto personale con il capo) + servizio (qui soprattutto militare, ma poi anche di altro tipo = diventerà un modo di dare ordine alla società) + beneficio (si tratta di un servizio retribuito).

In assenza di un potere politico forte questo rapporto serve per creare legami nella società (legami che il potere politico fa fatica a creare). Quando pensiamo ai feudatari pensiamo a persone che godono di terre di cui dispongono, ma la cui proprietà rimane spesso ad altri.

Il feudo inizierà a riguardare sempre più signori (oltre che al re) che avevano poi dei loro clienti.

Il Sergi ci spiega come al tempo della Rivoluzione Francese i rivoluzionari volevano sbarazzarsi di tutto ciò che impediva alla borghesia di emergere => non gli interessava precisare il rapporto feudale per quello che era, interessava loro spazzarlo via => si generalizzò dipingendo un Medioevo tutto feudale. Da qui deriva il luogo comune della presenza di una gerarchia precisa (vd vassalli, valvassori e valvassini).

Bloch scrisse una sintesi di storia del Medioevo partendo dalle incursioni di Vichinghi, Saraceni e Ungari (800/900) e dice che qui inizia il feudo. Insiste sul fatto che il rapporto feudale sia il rapporto da uomo a uomo (“omagius”, cioè la celebrazione con cui si sanciva il rapporto feudale, ha la stessa radice della parola “homo”).

Il “beneficium”, cioè la ricompensa che i clienti del signore ricevono deve essere sufficiente all’acquisto di un cavallo e di un equipaggiamento costoso (tot = 20 buoi da lavoro).

Fin da Carlo Martello i Franchi avevano puntato sull’ampliamento delle clientele vassallatiche. Per questo erano superiori i Pipini ed erano in grado di allestire una grande macchina da guerra.

Dopo la caduta del mondo carolingio e la dissoluzione dei suoi ordinamenti = il feudo non è più uno strumento di clientelismo per i re ricchi, diventa una semplice forma di rapporto sociale.

Anche nel mondo romano degli ultimi secoli dell’impero c’erano i proprietari terrieri e i contadini. I contadini faticano a difendersi dalle incursioni e dalle guerre e hanno bisogno di protezione (=> il loro essere liberi non li tutela) => chiedono la protezione di grandi signori (latifondisti). Questa protezione viene messa per iscritto (istituzione della “commendatio”) in alcuni documenti. Già al tempo dei Romani esisteva una forma di clientelismo.

Ad un certo punto i contadini iniziano a rinunciare alla proprietà delle loro terre che cedono al signore => il contadino riceve comunque le sue terre in forma di concessione (anche qui siamo nella “commendatio”). La vita del contadino non cambia in concreto: continua a coltivare le terre, solo che non le possiede più e in cambio ha protezione.

La condizione del libero si trasforma in condizione semi-servile. Il raccomandarsi al potente è un'altra radice del feudalesimo (diversa da quella dei Franchi = feudalesimo che nasce come clientelismo militare).

Carlo Magno

768 = succede a Pipino come re di Austrasia, Neustria e Aquitania. 771 = ottiene tutto il resto quando il fratello si ritira. 774 = conquista regno longobardo. 800 = incoronazione a Roma dal papa; è imperatore = significato antibizantino. Durante il regno di Carlo Magno il ducato di Aquitania e l’Italia diventano regni autonomi.

814 = morte; pochi anni prima aveva deciso di dividere il regno fra i figli (come avevano fatto i predecessori). Quando muore, però, l’unico figlio rimasto è Ludovico il Pio. Il regno di Carlo Magno miete successi sul piano militare e su quello dell’organizzazione politica + periodo di rilievo culturale.

Non è un impero unito ed accentrato: ci sono anche zone poco controllate dai carolingi. Al centro di questa organizzazione amministrativa c’è il palazzo (= centro culturale ed amministrativo). In realtà i palazzi sono plurali, perché il territorio carolingio è multipolare => Carlo Magno è un re itinerante.

C. andrà ad Aquisgrana e ne farà una reggia di impianto romano/bizantino; questo non significa che il palazzo sia solo quello di Aquisgrana. In ogni palazzo ci sono dei dignitari che si occupano del re e della famiglia. Dentro il palazzo ci sono i conti palatini (a capo della gestione amministrativa); attenzione: conte deriva da “comites”.

C’è anche la figura di maggiordomo (che c’era anche all’epoca dei Merovingi ed è la figura in cui all’inizio si affermano i Pipinidi) + dei siniscalchi = addetti all’alimentazione (caccia etc.) + cappellani + scribi + guardie del corpo. C’è un gruppo di persone che sta nei palazzi e una parte itinerante con il re.

Il fatto che i re restino a lungo itineranti è dovuto al fatto che il re consumava moltissimo dove si recava => spostarsi era anche un modo per prelevare risorse dalle diverse parti del regno. Carlo Magno comunque itinera perché è un guerriero. Si calcola un totale di 200 palazzi: Herstal sulla Mosa, Worms, Ingelheim, Aquisgrana (Carlo Magno vi risedette stabilmente fra l’807 e l’814).

I conti palatini successivamente perdono di importanza e rimarranno a palazzo per abilitare i notai alla professione e riconoscere i figli legittimi. A palazzo c’era il camerario = colui che si occupava della camera privata e del tesoro del re + conestabile/maestro della stalla = cura dei trasporti della corte (con l’aiuto dei marescalchi) + cappellano per servizi religiosi e culto + conte palatino = direzione di tutto il palazzo + presiedeva al tribunale palatino.

Un posto molto importante nell’organizzazione palatina è quello dei chierici = Carlo Magno si circonda di ecclesiastici in quanto portatori di una cultura romana (Carlo Magno è particolarmente preoccupato per il clero non istruito) + è un re cristiano.

Alcuino di York: importante intellettuale che proviene da zone lontane; fu stretto collaboratore e insegnante di Carlo Magno. Carlo Magno deve costruire una certa idea di regalità (suo padre era il primo re dei Pipinidi).

Quando Carlo Magno decide di coniare una moneta che valga in tutto il regno (all’epoca c’erano moltissimi tipi di monete in circolazione), il denaro di argento, sulla moneta c’è scritto: “Chiristiana religio” e “K. Imperator augustus”. Punta sull’argento perché l’oro è difficile da trovare, è tesaurizzato. Il denaro è una moneta che ha un certo valore e poteva servire a scambi di diverso livello (es. qualche chilo di pane).

799: il papa (Leone III) si trova a Roma, è contestato e accusato di delitti => gli aristocratici interferiscono nella gestione della Chiesa. Il papa va a chiedere aiuto ai Franchi => premessa dell’incoronazione di Caro Magno come imperatore dal papa.

A Bisanzio c’era in quel momento una reggente donna e c’era un momento di crisi. Questa comunque è la creazione di un nuovo impero romano.

Par. 7.5 (p. 133). Carlo Magno è affascinato dall’Impero Romano e guarda a Costantino come modello => realizza delle costruzioni ad Aquisgrana che Eginardo descrive come somiglianti agli edifici bizantini (grande aula destinata alle funzioni pubbliche + basilica + portico). L’aula ha come modello l’aula costantiniana di Treviri + ricorda le aule in cui gli antichi germani davano le loro assemblee (vd passo di Tacito letto).

La Basilica di Aquisgrana ha una forma ottagonale ed è su due piani sovrapposti => somiglia alla chiesa di San Vitale di Ravenna (a sua volta simile ad alcune basiliche bizantine).

Intanto a Bisanzio: imperatrice Irene (arrivata al potere con intrighi violenti). Il fatto che ci sia un’imperatrice genera disappunto. In questo momento è debole anche il papato (Leone III contestato = condannato di aver dichiarato il falso e di adulterio). Nel 799 il papa viene aggredito in processione => decide di recarsi in Germania da Carlo Magno.

Quando Carlo Magno va a Roma nell’800 convoca un’assemblea di prelati, Leone III dichiara la sua innocenza e alla fine viene riabilitato. Nella chiesa di San Pietro, nel giorno di Natale, Leone III incorona Carlo Magno imperatore. Secondo le antiche leggi romane il depositario del potere imperiale è il popolo (l’imperatore trae la legittimità di comandare da una delega del popolo); qui il popolo romano c’è e lo acclama.

Con questa cerimonia Carlo è diventato imperatore dei Romani, ma Eginardo ci racconta che Carlo si presenta a questa cerimonia senza sapere cosa accadesse e che Carlo non l’avesse apprezzata. Il problema è che Eginardo segue la retorica romana in cui si attribuisce sempre all’imperatore riluttanza nei confronti degli onori + probabilmente l’intento di Carlo nel non mostrare entusiasmo era non far alterare Bisanzio.

Altra ipotesi: il motivo per cui Carlo potrebbe essere riluttante è che non volesse essere dipendente da un riconoscimento papale. Da questo nascerà un conflitto di Bisanzio che verrà ricomposto con il nuovo imperatore di Bisanzio, Michele I, che riconoscerà il titolo imperiale a Carlo in cambio della cessione di alcuni territori conquistati da Carlo in Dalmazia (siamo nell’812).

Secondo gli “Annales Francorum” dopo che Papa Leone III ha incoronato Carlo, il papa gli si prostra davanti. Attenzione: Carlo era arrivato a Roma come patrizio dei Romani; qui depone questo titolo e ottiene quello di imperatore. Nell’813 si replicherà l’incoronazione di Carlo e del figlio Ludovico e si incoronano da soli. Attenzione: non si parla ancora di Sacro Romano Impero.

Conquiste di Carlo: regno longobardo, Baviera e Carinthia (la conquista della Baviera era iniziata con Pipino), Frisia e Sassonia (popoli non raggiunti dall’evangelizzazione => qui c’è anche l’idea di ampliamento della Chiesa cattolica).

p. 131-133: almeno 30 dei 46 anni di regno sono anni di guerra e conquiste ininterrotte e sono celebrate dagli intellettuali di corte.

Verso la Sassonia: spedizione militari che vogliono sottomettere questo popolo bellicoso. Si alternano ai momenti di successo dei Franchi, momento di ribellioni dei Sassoni. Ci sono anche deportazioni di massa per indebolirli + si voleva imporre a tutti i costi il Cristianesimo (mentre i Sassoni erano politeisti).

Anche la Baviera si ribella (anche se il duca era franco): si era già ribellata a Pipino e ora anche verso Carlo. => viene sottomessa.

Campagne verso gli Avari (791-796), verso Est e si consolida il confine verso l’attuale Austria. Sono guerre violente con stragi e massacri. Il tesoro degli arabi era custodito in un “anello” = palazzo del capo degli Avari. I Carolingi lo conquisteranno.

778: a Roncisvalle (paesi baschi) = massacro della retroguardia franca (questo evento ispira l’epica della “Chanson de Roland”).

Ci sono varie spedizioni verso la Spagna meridionale = si fonda la marca di Barcellona. La marca (invece del ducato/della contea) si usa per identificare territori di confine. Tabacco definisce tutto questo come una grande macchina da guerra.

Documento: alcuni capitoli della “Capitolazione della Sassonia” = si parla della costruzione di chiese in Sassonia e di alcuni precetti religiosi imposti ai Sassoni.

Carlo Magno e i modelli della romanità

Eginardo = uno degli intellettuali che vivono alla vita di Carlo Magno. Lettura di alcuni passi scritti da Eginardo in cui dice che Carlo Magno aveva come scopo principale quello di restaurare l’antica gloria di Roma.

Ad Aquisgrana troviamo un complesso palatino che si ispira ad edifici antichi (aula antica, bagni alla romana, cappella che imita le costruzioni imperiali bizantine e palazzi romani, decorazioni importanti).

Questi modelli non sono solo architettonici, ma anche culturali. Dentro il palazzo di Aquisgrana c’è uno “scriptorium” = luogo in cui si preparano testi scritti a mano. Questo è il luogo della corte in cui troviamo molti intellettuali. Nella scrittura si usano materiali costosi (es. oro).

Si studia il latino e si copiano testi perché non vadano perduti + li si corregge (si dice che i testi vengono “emendati”, dato che presentavano errori dovuti a trascrizioni precedenti). C’era l’esigenza di riscrivere testi antichi in una grafica più chiara => i testi devono essere alla portata di tutti coloro che sanno leggere.

L’operazione culturale di Alcuino è trascrivere la Bibbia partendo dalla traduzione di San Gerolamo. Il codice risultante dalla trascrizione di Alcuino sarà modello per le successive copie della Bibbia (è modello di codice biblico). Anche altri testi liturgici di preghiera vengono copiati e si cercò di restituire loro correttezza grammaticale.

Citazione di un passo di un capitolare (comando regio) del 789, dato ad Aquisgrana (si trova nei “Monumenta Germaniae Historica”) = qui si vede che Carlo si impegna come legislatore in merito a questioni di educazione e cultura. Carlo era preoccupato per l’alfabetizzazione + per la trasmissione della parola divina. Attenzione: il processo educativo era interamente affidato ai chierici.

Nelle slide: esempio di minuscola carolina. Le lettere sono ben distanziate una dall’altra e questa la caratterizza rispetto alle scritture antiche (lettura più semplice). La minuscola carolina si diffonde grazie alla sua chiarezza. La carolina fu presa come esempio dagli umanisti italiani di fine Trecento-inizio Quattrocento per la creazione dell’Umanistica. La carolina nasce alla corte carolingia (vd esperienza di Alcuino che fa trascrivere i codici biblici); in realtà ci sono tanti centri culturali importanti, come gli scriptoria dei monasteri => probabilmente la carolina ebbe centri di diffusione molteplici.

Nelle slide: es. della Bibbia di Alcuino (prima pagina della “Genesi”).

L'organizzazione e l'amministrazione dell'impero carolingio

Nell’impero carolingio ci sono circa 200 palazzi, 600 tenute/fondi (proprietà fondiarie regie, queste 600 comprendono anche quelle del regno longobardo che era stato conquistato), 500 abbazie del regno (vd monasteri che seguono le regole benedettine e hanno a loro volta delle terre; 200 di queste sono dipendenti dal re), 189 città (antiche e nuove, città è sinonimo di diocesi/sede vescovile).

Al di sotto delle città ci sono altri centri abitati che si chiamano “pagi”; qui, come nelle città, vengono inviati dal re dei comites che assumono titolo di “conte”. I ducati e le marche sono realtà territoriali più autonome e situate in zone periferiche. I centri abitati erano in totale 1500 => su tutte queste realtà il re aveva dei propri funzionari.

Vassalli = persone che giuravano fedeltà al re e che obbedivano alla convocazione militare. Tra i vassalli troviamo 100 vescovi, 200 abati, 500 conti e 1000 vassalli minori (es. grandi proprietari terrieri aventi clientele). Questi legami sono molto importanti per il reclutamento militare.

Ci sono grandi assemblee che i conti convocano e a cui partecipano conti/abati della regione e anche vassalli regi. Queste assemblee hanno il compito di convocare l’esercito regio. La convocazione dell’esercito prende nome di “eribanno”. Queste assemblee diventeranno anche luogo di convocazione di un tribunale regio presieduto dal conte.

Forza militare totale = 35000 cavalieri + 100000 uomini. Nel 796 viene organizzata una spedizione contro gli Avari a cui partecipano 15000 o 20000 cavalieri. Il veicolo del reclutamento sono le convocazioni fatte dai conti + le milizie fornite dagli ecclesiastici e dai vassalli laici.

L'ordinamento pubblico carolingio

p. 136 (Vitolo). Carlo Magno non poteva rendere uniformi gli apparati amministrativi e politici di tutti i regni inclusi nel suo dominio. Quindi i vari territori conservano in parte ordinamenti e leggi precedenti. Alcune di queste regioni rimangono indipendenti: es. regno longobardo e Aquitania (vengono affidati a dei figli di Carlo). Ci sono i ducati di Baviera e la Sassonia che sono ducati etnici.

Nonostante questo c’è un incremento dell’attività regia: vengono creati nuovi distretti affidati ai conti (scelti fra i vicini al re, erano suoi vassalli) che sono nominati come funzionari pubblici (la loro è una carica affidata dal re). Al momento queste cariche non sono ereditarie (come saranno invece in futuro) e il conte è il funzionario pubblico. Solo poi le contee diventeranno ereditarie e i conti diventeranno potenti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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