Che materia stai cercando?

Il medioevo: società, economia, politica e cultura (appunti 9 cfu)

Appunti dell'intero corso di storia medievale della professoressa Covini (a.a 2017/2018).

Modulo A: Cristianesimo e Islam.

Modulo B: Stato carolingio, dissoluzione signorile, formazione di monarchie medievali. I comuni italiani e gli sviluppi politici del tardo medioevo.

Modulo C: L’espansione europea. Guerre, crociate, espansione commerciale. Cultura e università.

Il... Vedi di più

Esame di Storia medievale docente Prof. M. Covini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Es. storia romanzata e romanzo storico = es “I Promessi Sposi”. Non si parla di personaggi reali, ma c’è una

visione della politica e della cultura di un certo periodo storico.

Romanzi pseudostorici: “Il codice da Vinci”. Qui invece si inventa.

04/10/17 (lezione 9)

SAN FRANCESCO E GLI ORDINI MENDICANTI (P. 279), breve accenno

Innocenzo III: interlocutore di Francesco che ne riconosce l’ordine mendicante.

In tutte le città nel 1200 si diffonde la predicazione di Francescani e Domenicani. Questi gruppi non

fondano monasteri, ma conventi (di frati) nelle città. => conseguenze urbanistiche nelle città medievali.

Il convento è un referente dei comuni. Molto spesso quando devono assegnare gli scrigni con beni affidati

dai cittadini, i comuni li danno ai francescani, perché sono considerati privi di desideri materiali.

Le Goff scrisse un testo su San Francesco e San Luigi (il re santo), perché riteneva che studiando le vite di

questi individui si capisse il 1200.

LE CARATTERISTICHE DELLO STANZIAMENTO DEI FRANCHI (paragrafo 2.7)

Verso la fine del 400 c’erano due scenari possibili, cioè due popoli che primeggiavano tra i regni romano-

barbarici: i Goti (figura di Teodorico, prestigiosa dal punto i vista militare) che erano stanziati in Italia =>

possibilità di un impero goto (che poi non si realizzerà, vd conflitti con componente romana) vs egemonia

del mondo franco (figura di Clodoveo).

Clodoveo: 486, conquista del regno di Siagrio (siamo nella zona di Parigi). Estensione del regno dei Franchi:

Gallia, la regione renana, i territori dei Turingi verso Nord, il medio corso del Reno, regno dei Burgundi. Più

tardi i Franchi conquisteranno anche la Provenza.

I Franchi hanno come punto di forza la facilità di integrarsi con le elites gallo-romane, grazie alla precoce

conversione di Clodoveo => alcuni Franchi scolarizzati e convertiti possono diventare sacerdoti e poi

vescovi. I Franchi non passano per l’Arianesimo, si convertono direttamente dal politeismo al Cristianesimo.

Presto gli antichi guerrieri franchi diventano proprietari fondiari e si circondano di un comitato armato +

iniziano a fare donazioni per l’edificazione di nuove chiese (come facevano già le famiglie aristocratiche

romane e latine).

Gregorio di Tour = vescovo di elevata cultura che scrisse “Historia Francorum”; in questo testo presenta

Clodoveo come difensore della fede e viene paragonato alla figura di Costantino => es. di integrazione.

Breve precisazione sulle condizioni attuali dell’ex-impero romano: i vescovi fanno tutto quello che con i

romani era fatto dallo Stato. I vescovi sono portatori in Occidente di una cultura statuale ereditata

dall’impero romano e successivamente recuperato dai giuristi alla corte di Bisanzio con Giustiniano. => I

barbari, provenienti da un’organizzazione in clan, acquisiscono la cultura statuale proprio tramite la Chiesa.

Cultura statuale = idea di uno stato sopra la società. Nel diritto romano si dice che ogni potere deriva da

una delega del popolo romano ai re (idea per cui la repubblica non è stata tradita). L’idealità statuale del

mondo romano deve comunque fare i conti con la cultura dei Franchi: il soggetto principale del diritto

romano è l’imperatore e c’è l’idea di un regno unico, invece quando Clodoveo muore il regno viene diviso

fra i figli. Regioni principali del regno franco: Neustria (territorio in cui c’era Siadrio, zona di Parigi, una delle

ultime conquiste), Austrasia (fra Lamosa e il Reno), Aquitania, Borgogna (antico regno dei Borgundi, fra

Rodano e la Saona). Ad ogni spartizione territoriale dei successivi re si seguirà lo stesso criterio.

Questo sistema di successione determina crisi: ci sono più re di cui alcuni più potenti; intervengono una

serie di regine merovinge. In questo periodo di crisi sono limitate le espansioni.

Quando arriveremo alla dinastia dei Carolingi vedremo che l’Aquitania e il regno italico diventeranno regni

autonomi. La costa francese (Settimania) rimarrà visigota ancora a lungo.

A nord del regno franco c’è la Frisia che sarà oggetto di conquista di Carlo Magno (come la Sassonia).

Saranno conquiste che andranno di pari passo con l’evangelizzazione (episodi di conversione forzata).

Alla morte di Clodoveo: Teodorico ottenne la Neustria, Childeberto l’Austrasia, Clodomiro ottenne il regno

d’Orleans e Clotario il regno di Soissons . Ci sono delle lotte civili.

A inizio 600 emergono Clotario e Dagoberto = due re capaci di riunificare il regno; resta comunque un regno

multipolare = ci sono molte realtà satelliti che sono estranei all’Austrasia e Neustria che sono i poli centrali.

Nel 650 nuove crisi dinastiche. I protagonisti non sono più i sovrani o gli aspiranti sovrani, ma dei funzionari

nominati dai re in Neustria e Austrasia (nelle residenze reali, cioè nei palazzi, dove si tenevano anche le

assemblee; vd il fatto che i re medievali sono itineranti e i palazzi quindi sono molti).

I funzionari sono i maestri di palazzo/maggiordomi (con fx di governo). Emergono perché sono membri di

un’aristocrazia molto ricca e potente (non solo incarico funzionariale) => hanno terre, clientele militari,

sono vescovi e prelati.

Ad emergere in particolare è la dinastia di maestria di palazzo dei Pipinidi (quelli che operavano nel palazzo

dell’Austrasia). Vd. p. 126

Il maggiore dei Pipinidi è Pipino II di Heristal che dal 687 al 714 è il personaggio più potente in Austrasia,

Neustria e Borgogna. I Pipinidi sono più potenti dei re merovingi (che comunque per il momento non

vengono deposti).

PARENTESI SU UNA VICENDA CHE SUGGERISCE IL CROLLO DEL POTERE DEI MEROVINGI

La regina Brunilde, moglie del re di Austrasia, figlia di un re visigoto. Gli scrittori del tempo dicono che fosse

una donna di grande fascino. Siamo alla fine del 500. Lui verrà ucciso dopo aver invaso il regno del fratello

Chilperico. Brunilde viene fatta prigioniera e accetta di sposare il figlio di Chilperico (il cognato), ma il

matrimonio deve restare segreto. Chilperico era vedovo (aveva ucciso la moglie che era sorella di Brunilde).

Quando apprende del matrimonio fra il figlio e Brunilde Chilperico la costringe a divorziare e tornare in

Austrasia. Tutto questo preoccupa gli aristocratici che vogliono difendere la tranquillità.

Il figlio che Brunilde ha avuto da questo matrimonio potrebbe ereditare tutti e due i regni. Diventerà re del

regno di Burgundia. Brunilde ha vari nemici che sono gli aristocratici del regno: lei li uccide tutti.

Il figlio muore e lei diventa regina di Austrasia e Neustria, ma ha nemici. Viene cacciata e va in Burgundia

dove inizia a fare una serie di congiure volte a piazzare i suoi fedeli nelle maggiori cariche ecclesiastiche e

dell’esercito. Uno di questi suoi fedeli è Gregorio di Tour.

612: il nipote di Brunilde Teodorico viene da lei sollecitato a combattere contro il fratello Teodeberto, ma

muore di dissenteria. Brunilde ha un altro candidato da promuovere Sigilberto II => diventa re di Burgundia-

Austrasia. A questo punto i nobili imprigionano Brunilde e la consegnano al re Clotario. Sigilberto II

(protetto di Brunilde) viene fatto uccidere. Brunilde viene sottoposta alla berlina (umiliante tortura) con

l’accusa di aver ucciso 10 re.

I PIPINIDI (dal 650 al 750)

Le crisi dinastiche riprendono dopo Clotario e Dagoberto (nel 650). A questo punto la soluzione è data

dall’emergere dei maestri di palazzo, in particolare dei Pipinidi di Austrasia. Sono grandi proprietari di terre,

hanno fedeli che dipendono da loro e che obbediscono a loro, sono in grado di monopolizzare la carica (di

evitare che altri intervengano per la successione).

Dal 650 a inizio 700 è connotato dalla crescente autorità dei Pipinidi, anche se i Merovingi continuano ad

esserci (ma hanno poco potere).

Nel 737 muore il re Teodorico IV. Carlo Martello (Pipinidi) ha potere, potrebbe togliere di mezzo i

Merovingi, ma non lo fa. Carlo Martello aveva moltissime clientele che aumentavano sempre più. All’inizio

lui non era rispettato perché non era figlio legittimo di Pipino di Heristal (capostipite dei Pipinidi), ma figlio

illegittimo. L’aumento delle clientele è dovuto al fatto che lui si impossessava di terre della Chiesa (che la

Chiesa aveva ricevuto in eredità dai nobili che volevano andare in paradiso) e le assegna alle sue clientele

militari. La Chiesa conservava la proprietà di queste terre, ma non ne poteva disporre.

Precisazione: nel Medioevo è ricorrente la distinzione fra proprietà e l’uso di un terreno = il proprietario

mantiene diritti, ma riconosce l’uso da parte degli altri.

Inoltre Carlo Martello era un grande guerriero => conquiste => bottini => anche per questo aumentano le

clientele.

Carlo Martello non diventa re: non si curava di ottenere un riconoscimento ufficiale, anche se di fatto era il

re dei franchi (leader indiscusso), anche perché dopo Teodorico IV i Franchi erano in un periodo senza re. A

deporre i re merovingi sarà il figlio Pipino.

Quando Carlo Martello sta per morire decide di dividere il regno fra Carlomanno, che ottenne l'Austrasia,

l'Alemannia e la Turingia e Pipino il Breve, che ottenne la Neustria, la Burgundia e la Provenza.

Il re merovingio ufficiale in questo momento è Childerico III.

Nel 747 Carlomanno abdica e si dà alla preghiera e si ritira nel monastero di Montecassino. Nel 750 Pipino è

solo al governo.

Carlo Martello aveva conquistato numerosi territori; tra questi non tutti vengono ricondotti sotto il suo

controllo (es. duca di Baviera e Aquitania autonomi). Carlo Martello, inoltre, era stato protagonista della

battaglia di Poitiers (732). L’espansione islamica (in particolare degli arabo-berberi di Spagna) era arrivata

infatti in Settimania (costa della Francia). Il duca di Aquitania si era alleato con gli arabi (vd forte autonomia

dell’Aquitania, in cui c’era una forte impronta del dominio romano), perché vuole difendersi da Carlo

Martello (sa che Carlo non vede di buon occhio l’autonomia del ducato di Aquitania). Alla fine quando il

duca si troverà in difficoltà con gli arabi chiederà l’intervento di Carlo Martello. Quest’ultimo interverrà

soprattutto perché temeva che il Tesoro di san Martino (a Tours) venisse rubato dagli Arabi. È in questo

contesto che si realizza la vittoria di Poitiers.

Nonostante questa battaglia abbia un grande valore, il fatto che il duca di Aquitania si fosse alleato con gli

arabi ci fa capire che non c’era questo netto antagonismo fra arabi e cristiani (gli arabi venivano spesso visti

come liberatori).

Le regioni più difficili da tenere da parte dei Franchi sono quelle del sud della Francia e per sostenere le

varie azioni militari servono numerose risorse (c’è bisogno di uomini e armature costose) => si decide di

annullare il privilegio di immunità di vescovi e monaci (vd anche necessità di dare terre ai comites) =>

spesso si costringono gli ecclesiastici a dare dei beni in concessione a guerrieri e cavalieri. Quindi alcuni

vescovi e abati iniziano a disapprovare Carlo Martello. Nonostante questo a molti ecclesiastici era gradito al

mondo cristiano grazie alla spinta verso l’evangelizzazione.

Immunità = concessione che le autorità pubbliche fanno a enti ecclesiastici (monasteri e vescovati), spesso

scrivendolo in un diploma (atto ufficiale) => autonomia nella riscossione dei tributi + rispetto a questi enti i

funzionari del re non hanno autorità + giurisdizione propria (no giudici regi). Gli ecclesiastici sono signori

fondiari (=> hanno ampio potere sugli uomini) => con l’immunità all’interno dei loro territori hanno pieno

potere ed autonomia.

L’immunità ecclesiastica non scompare con le decisioni di Carlo Martello.

9/10 (lezione 10)

Personaggio di spicco del mondo ecclesiastico dell’epoca: il monaco Bonifacio (origine anglosassone) = si

occupa della riforma della chiesa franca e si dedica all’evangelizzazione in territori non ancora raggiunti dal

Cristianesimo.

PIPINO

Dopo la rinuncia del fratello è Pipino a controllare la Neustria e l’Austrasia + Baviera, Borgogna => padrone

di un grande territorio.

Lui non si accontenta del titolo di maestro di palazzo e sa che i re merovingi ormai hanno solo i simboli del

potere, ma non sono più davvero re.

 Pipino cerca un alleato nel vescovo di Roma (Zaccaria), che in questo momento sta diventando la

figura principale della cristianità.

Pipino manda un inviato a Roma per chiedere al papa se sia bene che i Franchi abbiano un re incapace di

governarli + si fa notare al papa che la dinastia dei Pipinidi invece ha il potere.

In Italia c’erano i Longobardi (si erano fusi prima con Avari e Gepidi), arrivano da Udine e dalle Alpi. Trovano

un dominio bizantino debole (governatorati militari), la cui capitale era Ravenna. L’Italia rimane divisa fra

zona longobarda e zona bizantina. Vd cap. 4 del Vitolo. Giovanni Tabacco (storico medievale) parla di un

momento di grande cambiamento: l’Italia era già stata attraversata da Ostrogoti e Visigoti, ma la

dominazione ostrogota aveva introdotto una separazione fra mondo romano e mondo ostrogoto, invece

quando i Longobardi arrivano distruggono l’aristocrazia senatoria romana (quelli che restano vengono

spossessati). I Longobardi inoltre sono ariani, diventeranno cattolici solo successivamente (regina

Teodolinda che era bavarese e che aderiva allo scisma dei tre capitoli). Questo contrasta con il battesimo di

Clodoveo (Franchi) che invece aveva permesso forte integrazione nel mondo romano.

Verso la fine del 600 e l’inizio del 700 i Longobardi diventano cattolici. Il papato rimarrà ostile a loro

comunque, perché si sentiva circondato da loro. I Longobardi si erano stanziati infatti nella Pianura Padana,

e in Italia centrale (qui nasce un ducato indipendente = anche se c’era il re Alboino, non dobbiamo pensare

a una monarchia tradizionale) + si stanziano nel ducato di Benevento. Rimangono libere le zone bizantine e

anche il territorio di San Pietro (Roma + zone laziali e umbre).

Il papa vede nei Franchi un popolo che può aiutare Roma contro i Longobardi.

Attenzione: non c’è ancora lo stato pontificio!! Dobbiamo arrivare a Innocenzo III (1100-1200).

I Franchi sono cristiani da secoli, si presentano come difensori della cristianità e dell’ortodossia + tra i

Franchi ci sono molti evangelizzatori => sanno che il papa sarà favorevole.

Pipino riceve dal monaco Bonifacio l’unzione sacra (i re del popolo ebraico venivano unti e questo

segnalava l’origine divina della monarchia) per conto del papa Zaccaria => con questo riconoscimento

Pipino diventa re dei F ranchi.

Bloch dedica alcune pagine de “I re taumaturghi” a questa unzione. I re merovingi non avevano mai

ricevuto l’unzione. I re di Francia e d’Inghilterra diventeranno da comuni mortali a veri sovrani voluti da Dio

proprio tramite unzione => l’esempio di Pipino verrà ampiamente imitato.

Papa Stefano II (successore di Zaccaria) nel 754 va in Francia perché vuole conservare l’autonomia che ha

nei territori vicino a Roma (il papato aveva terre anche in Sicilia e zone lontane e non sono parte del

patrimonio di san Pietro che invece si concentrava intorno a Roma; si tratta di territori frutto di

eredità/altro), perché si sente minacciato da Longobardi e Bizantini (anche se in quel momento i

Longobardi non costituivano una minaccia). In questa occasione a Ponthion il papa ripete la cerimonia

dell’unzione nei confronti di Pipino con l’olio santo e unge anche i due figli Carlo Magno e Carlomanno

(attenzione a non confondere con il fratello di Pipino che è andato in convento).

Tra il 752 e il 754 Pipino è diventato re e ha molto potere perché ha molti compagni d’armi (Comites =

compiti) e ha molti vassalli (protetti, clienti).

“Vassallo” = seguace; i soldati a cui Carlo Martello aveva dato i territori della Chiesa erano vassalli. Qui non

c’è il feudalesimo, ma ci sono clientele militari e l’uso di concedere terre ai clienti.

Attenzione: nonostante l’operato di Carlo Martello, nel regno franco il concetto di immunità per gli enti

ecclesiastici rimane (siamo anche in un momento di forte evangelizzazione = la Chiesa arriva in nuovi

territori dove fonda nuove diocesi).

Ci chiediamo perché Pipino chiede al papa di essere unto con il sacro crisma (è così che diventa re).

I Bizantini faticano a tenere insieme i territori (vd espansione araba) + hanno combattuto contro i Goti. Ora

il re dei Franchi è protettore della chiesa di Roma. Pirenne dice che le grandi conquiste, il centro di tutto,

sta a Nord (regno dei Franchi) => il papato sa che deve allearsi con i Franchi.

Gli intellettuali che circondano i Pipini celebrano la nuova dinastia e insistono sull’idea che i re merovingi

fossero fannulloni => al di là dei meriti o dei demeriti dei re merovingi questi passano alla storia come re

fannulloni. Sono questi intellettuali che creano la leggenda intorno alla dinastia dei Pipinidi. Questo si vede

nel testo “Vita di Carlo” di Eginardo. Lettura di un passo (nelle slide) = le relazioni esterne erano lasciate

apparentemente al re, ma in realtà poi tutto era gestito dai maestri di palazzo. Alla fine il re aveva solo una

tenuta come patrimonio fondiario e da qui traeva sostentamento. C’erano le assemblee del regno franco

(grandi placidi = assemblee collettive), un po’ come quelle di cui parla Tacito nel descrivere gli usi

germanici).

Eginardo era vissuto alla Corte di Carlo Magno.

I re vivono delle loro terre, perché il sistema fiscale romano era andato perduto. Gli stessi Pipinidi ricavano

dalle loro proprietà quello di cui necessitano.

 Prima che la fiscalità cominci ad essere un sostegno per i re, i re devono vivere dei loro patrimoni.

L’idea di un fisco è tramontata. Solo più avanti le monarchie medievali si doteranno di sistemi fiscali

(vd Guglielmo il Conquistatore che fa censire tutte le proprietà).

LA CONQUISTA DELL’ITALIA LONGOBARDA DA PARTE DEI FRANCHI (p. 130/131) par. 7.3

Si parla della “Macchina da guerra dei Franchi”. Uno volta sistemata la questione dei titolo regio, Pipino

punta all’espansione.

Astolfo (re dei Longobardi) intanto è occupato nella lotta contro Bisanzio (volevano i territori bizantini) = vd

conquista di Ravenna e ducato di Spoleto (relativamente autonomo).

Quando il papa Stefano va a chiedere aiuto a Pipino a corte c’è un partito filo-longobardo alimentato da

Carlomanno (frate di Montecassino, fratello di Pipino). Pipino in quell’occasione ha promesso al papa di

sconfiggere i Longobardi e di dare al papa tutti i territori dell’Italia centrale (questione non sicura dal punto

di vista storiografico) => la configurazione politica che vogliono è: Franchi al nord e papa al sud.

Donazione di Costantino = documento fatto dai Franchi in cui si legge che Costantino aveva ceduto l’Italia a

papa Silvestro. È un falso (smascherato da Lorenzo Valla, umanista del Quattrocento).

755: spedizione dei Franchi in Italia. Astolfo viene sconfitto sulle Alpi dai Franchi e si rifugia a Pavia (capitale

del regno longobardo). Pipino si ferma e si ritira dall’Italia. Astolfo a questo punto riprende le spedizione

verso l’Italia centrale (minaccia il papa).

Attenzione: il papa aveva fatto di Pipino anche patrizio dei Romani (protettore del mondo romano).

756: nuovo re longobardo, Desiderio.

Matrimonio di Carlo Magno con Ermengalda e di Carlomanno con la sorella (sono principesse longobarde)

=> per 15 anni pace.

Carlo Mango ripudia la moglie longobarda e quindi scoppia ancora la guerra.

Carlomanno muore nel 771 => Carlo Magno è il solo re.

Adriano I (papa) chiede intervento contro i Longobardi; i Franchi vincono in val di Susa + assediano Pavia nel

774.

Nel 774 il regno longobardo entra a far parte del regno franco. Carlo Magno e i successori affideranno il

regno italico ai figli lasciandolo relativamente autonomo (Carlo Magno lo lascerà al figlio Pipino).

 Carlo Magno è re dei Franchi e dei Longobardi.

Per un po’ c’è l‘idea che non è cambiato molto: ai Longobardi si sono sostituiti i Franchi (la dinastia

longobarda non viene cacciata). In un secondo momento però, dal 776, inizia l’immissione di stirpi franche

anche nei territori italiani (vd esigenza di dare terre ai comites).

Quando i Franchi arrivano in Italia nasce il feudo, forma di legame vassallatico-beneficiario.

Il papato romano sollecita le imprese dei Franchi perché si sente continuamente minacciato. La Chiesa

romana è in questo momento una chiesa che sta lottando con quella bizantina. Quindi, anche se i re

longobardi si erano convertiti, si stavano comunque espandendo, anche se soprattutto ai danni di Bisanzio.

Astolfo, quando aveva occupato Ravenna, si era presentato come signore dei Romani; nonostante la

conversione, la cultura longobarda viene comunque colta come estranea. Il popolo longobardo è un popolo

fortemente militarizzato = sono gli arimanni (antichi guerrieri) a combattere. Tabacco dice che è per questo

che il papato li ripudia.

10/09/2017 (lezione 11)

LA NASCITA DEL FEUDO

Potenza militare dei Franchi: capacità politiche + aver intuito le potenzialità politiche e militari insite nella

clientela armata (questo è quanto sostiene Vitolo).

Vitolo richiama la vocazione guerriera di questi popoli e all’importanza del carisma nel guerriero. Entrando

nel mondo romano questi guerrieri diventano proprietari terrieri => si adeguano al ceto dirigente romano.

Trustis regia/comitatus = gruppo dei comites (nucleo forte/guardia del corpo che è il seguito del re). In

realtà ogni guerriero ha la sua trustis.

Le ricompense sono bottini etc., ma anche terre.

Questi guerrieri erano legati anche da un rapporto personale con il capo => giuramento di fedeltà (impegno

personale). Giuramento = promessa di prestare servizio militare in cambio di ricompense. Questo rapporto

fra potente e meno potente viene celebrata con l’”Omagium” (omaggio).

Vassus = giovane/ragazzo (in celtico); in realtà qui viene riferito al guerriero (membro della trustis).

Feudo = bestiame; questo perché all’inizio le ricompense erano di questo tipo. Poi il termine diventa

sinonimo di rapporto vassallatico beneficiario (diventa sinonimo dell’intera pratica).

Rapporto vassallatico beneficiario (feudo) presenta 3 elementi = fedeltà, omaggio, giuramento (rapporto

personale con il capo) + servizio (qui soprattutto militare, ma poi anche di altro tipo = diventerà un modo di

dare ordine alla società) + beneficio (si tratta di un servizio retribuito).

In assenza di un potere politico forte questo rapporto serve per creare legami nella società (legami che il

potere politico fa fatica a creare).

Quando pensiamo ai feudatari pensiamo a persone che godono di terre di cui dispongono, ma la cui

proprietà rimane spesso ad altri.

Il feudo inizierà a riguardare sempre più signori (oltre che al re) che avevano poi dei loro clienti.

Il Sergi ci spiega come al tempo della Rivoluzione Francese i rivoluzionari volevano sbarazzarsi di tutto ciò

che impediva alla borghesia di emergere => non gli interessava precisare il rapporto feudale per quello che

era, interessava loro spazzarlo via => si generalizzò dipingendo un Medioevo tutto feudale. Da qui deriva il

luogo comune della presenza di una gerarchia precisa (vd vassalli, valvassori e valvassini).

Bloch scrisse una sintesi di storia del Medioevo partendo dalle incursioni di Vichinghi, Saraceni e Ungari

(800/900) e dice che qui inizia il feudo. Insiste sul fatto che il rapporto feudale sia il rapporto da uomo a

uomo (“omagius”, cioè la celebrazione con cui si sanciva il rapporto feudale, ha la stessa radice della parola

“homo”)

Il “beneficium”, cioè la ricompensa che i clienti del signore ricevono deve essere sufficiente all’acquisto di

un cavallo e di un equipaggiamento costoso (tot = 20 buoi da lavoro).

Fin da Carlo Martello i Franchi avevano puntato sull’ampliamento delle clientele vassallatiche. Per questo

erano superiori i Pipinidi ed erano in grado di allestire una grande macchina da guerra.

Dopo la caduta del mondo carolingio e la dissoluzione dei suoi ordinamenti = il feudo non è più uno

strumento di clientelismo per i re ricchi, diventa una semplice forma di rapporto sociale.

Anche nel mondo romano degli ultimi secoli dell’impero c’erano i proprietari terrieri e i contadini. I

contadini faticano a difendersi dalle incursioni e dalle guerre e hanno bisogno di protezione (=> il loro

essere liberi non li tutela) => chiedono la protezioni di grandi signori (latifondisti). Questa protezione viene

messa per iscritto (istituzione della “commendatio”) in alcuni documenti.

 Già al tempo dei Romani esisteva una forma di clientelismo.

Ad un certo punto i contadini iniziano a rinunciare alla proprietà delle loro terre che cede al signore => il

contadino riceve comunque le sue terre in forma di concessione (anche qui siamo nella “commendatio”).

 La vita del contadino non cambia in concreto: continua a coltivare le terre, solo che non le possiede

più e in cambio ha protezione.

 La condizione del libero si trasforma in condizione semi-servile.

 Il raccomandarsi al potente è un'altra radice del feudalesimo (diversa da quella dei Franchi =

feudalesimo che nasce come clientelismo militare).

CARLO MAGNO

768 = succede a Pipino come re di Austrasia, Neustria e Aquitania.

771 = ottiene tutto il resto quando il fratello si ritira.

774 = conquista regno longobardo.

800 = incoronazione a Roma dal papa; è imperatore = significato antibizantino.

Durante il regno di Carlo Magno il ducato di Aquitania e l’Italia diventano regni autonomi.

814 = morte; pochi anni prima aveva deciso di dividere il regno fra i figli (come avevano fatto i

predecessori). Quando muore, però, l’unico figlio rimasto è Ludovico il Pio.

Il regno di Carlo Magno miete successi sul piano militare e su quello dell’organizzazione politica + periodo di

rilievo culturale. Non è un impero unito ed accentrato: ci sono anche zone poco controllate dai carolingi.

Al centro di questa organizzazione amministrativa c’è il palazzo (= centro culturale ed amministrativo). In

realtà i palazzi sono plurali, perché il territorio carolingio è multipolare => Carlo Magno è un re itinerante.

C. andrà ad Aquisgrana e ne farà una reggia di impianto romano/bizantino; questo non significa che il

palazzo sia solo quello di Aquisgrana.

In ogni palazzo ci sono dei dignitari che si occupano del re e della famiglia. Dentro il palazzo ci sono i conti

palatini (a capo della gestione amministrativa); attenzione: conte deriva da “comites”.

C’è anche la figura di maggiordomo (che c’era anche all’epoca dei Merovingi ed è la figura in cui all’inizio si

affermano i Pipinidi) + dei siniscalchi = addetti all’alimentazione (caccia etc.) + cappellani + scribi + guardie

del corpo. C’è un gruppo di persone che sta nei palazzi e una parte itinerante con il re.

Il fatto che i re restino a lungo itineranti è dovuto al fatto che il re consumava moltissimo dove si recava =>

spostarsi era anche un modo per prelevare risorse dalle diverse parti del regno. Carlo Magno comunque

itinera perché è un guerriero.

Si calcola un totale di 200 palazzi: Herstal sulla Mosa, Worms, Ingelheim, Aquisgrana (Carlo Magno vi

risedette stabilmente fra l’807 e l’814).

I conti palatini successivamente perdono di importanza e rimarranno a palazzo per abilitare i notai alla

professione e riconoscere i figli legittimi.

A palazzo c’era il camerario = colui che si occupava della camera privata e del tesoro del re +

conestabile/maestro della stalla = cura dei trasporti della corte (con l’aiuto dei marescalchi) + cappellano

per servizi religiosi e culto + conte palatino = direzione di tutto il palazzo + presiedeva al tribunale palatino.

Un posto molto importante nell’organizzazione palatina è quello dei chierici = Carlo Magno si circonda di

ecclesiastici in quanto portatori di una cultura romana (Carlo Magno è particolarmente preoccupato per il

clero non istruito) + è un re cristiano.

Alcuino di York: importante intellettuale che proviene da zone lontane; fu stretto collaboratore e

insegnante di Carlo Magno. Carlo Magno deve costruire una certa idea di regalità (suo padre era il primo re

dei Pipinidi).

Quando Carlo Magno decide di coniare una moneta che valga in tutto il regno (all’epoca c’erano moltissimi

tipi di monete in circolazione), il denaro di argento, sulla moneta c’è scritto: “Chiristiana religio” e “K.

Imperator augustus”. Punta sull’argento perché l’oro è difficile da trovare, è tesaurizzato. Il denaro è una

moneta che ha un certo valore e poteva servire a scambi di diverso livello (es. qualche chilo di pane).

799: il papa (Leone III) si trova a Roma, è contestato e accusato di delitti => gli aristocratici interferiscono

nella gestione della Chiesa.

 Il papa va a chiedere aiuto ai Franchi => premessa dell’incoronazione di Caro Magno come

imperatore dal papa.

A Bisanzio c’era in quel momento una reggente donna e c’era un momento di crisi. Questa comunque è la

creazione di un nuovo impero romano.

Par. 7.5 (p. 133). Carlo Magno è affascinato dall’Impero Romano e guarda a Costantino come modello =>

realizza delle costruzioni ad Aquisgrana che Eginardo descrive come somiglianti agli edifici bizantini (grande

aula destinata alle funzioni pubbliche + basilica + portico). L’aula ha come modello l’aula costantiniana di

Treviri + ricorda le aule in cui gli antichi germani davano le loro assemblee (vd passo di Tacito letto).

La Basilica di Aquisgrana ha una forma ottagonale ed è su due piani sovrapposti => somiglia alla chiesa di

San Vitale di Ravenna (a sua volta simile ad alcune basiliche bizantine).

Intanto a Bisanzio: imperatrice Irene (arrivata al potere con intrighi violenti). Il fatto che ci sia

un’imperatrice genera disappunto.

In questo momento è debole anche il papato (Leone III contestato = condannato di aver dichiarato il falso e

di adulterio). Nel 799 il papa viene aggredito in processione => decide di recarsi in Germania da Carlo

Magno.

Quando Carlo Magno va a Roma nell’800 convoca un’assemblea di prelati, Leone III dichiara la sua

innocenza e alla fine viene riabilitato.

Nella chiesa di San Pietro, nel giorno di Natale, Leone III incorona Carlo Magno imperatore. Secondo le

antiche leggi romane il depositario del potere imperiale è il popolo (l’imperatore trae la legittimità di

comandare da una delega del popolo); qui il popolo romano c’è e lo acclama.

Con questa cerimonia Carlo è diventato imperatore dei Romani, ma Eginardo ci racconta che Carlo si

presenta a questa cerimonia senza sapere cosa accadesse e che Carlo non l’avesse apprezzata. Il problema

è che Eginardo segue la retorica romana in cui si attribuisce sempre all’imperatore riluttanza nei confronti

degli onori + probabilmente l’intento di Carlo nel non mostrare entusiasmo era non far alterare Bisanzio.

Altra ipotesi: il motivo per cui Carlo potrebbe essere riluttante è che non volesse essere dipendente da un

riconoscimento papale.

Da questo nascerà un conflitto di Bisanzio che verrà ricomposto con il nuovo imperatore di Bisanzio,

Michele I, che riconoscerà il titolo imperiale a Carlo in cambio della cessione di alcuni territori conquistati

da Carlo in Dalmazia (siamo nell’812).

Secondo gli “Annales Francorum” dopo che Papa Leone III ha incoronato Carlo, il papa gli si prostra davanti.

Attenzione: Carlo era arrivato a Roma come patrizio dei Romani; qui depone questo titolo e ottiene quello

di imperatore.

Nell’813 si replicherà l’incoronazione di Carlo e del figlio Ludovico e si incoronano da soli.

Attenzione: non si parla ancora di Sacro Romano Impero.

Conquiste di Carlo: regno longobardo, Baviera e Carinthia (la conquista della Baviera era iniziata con

Pipino), Frisia e Sassonia (popoli non raggiunti dall’evangelizzazione => qui c’è anche l’idea di ampliamento

della Chiesa cattolica).

p. 131-133: almeno 30 dei 46 anni di regno sono anni di guerra e conquiste ininterrotte e sono celebrate

dagli intellettuali di corte.

Verso la Sassonia: spedizione militari che vogliono sottomettere questo popolo bellicoso. Si alternano ai

momenti di successo dei Franchi, momento di ribellioni dei Sassoni. Ci sono anche deportazioni di massa

per indebolirli + si voleva imporre a tutti i costi il Cristianesimo (mentre i Sassoni erano politeisti).

Anche la Baviera si ribella (anche se il duca era franco): si era già ribellata a Pipino e ora anche verso Carlo.

=> viene sottomessa.

Campagne verso gli Avari (791-796), verso Est e si consolida il confine verso l’attuale Austria. Sono guerre

violente con stragi e massacri. Il tesoro degli arabi era custodito in un “anello” = palazzo del capo degli

Avari. I Carolingi lo conquisteranno.

778: a Roncisvalle (paesi baschi) = massacro della retroguardia franca (questo evento ispira l’epica della

“Chanson de Roland”).

Ci sono varie spedizioni verso la Spagna meridionale = si fonda la marca di Barcellona. La marca (invece del

ducato/della contea) si usa per identificare territori di confine.

Tabacco definisce tutto questo come una grande macchina da guerra.

Documento: alcuni capitoli della “Capitolazione della Sassonia” = si parla della costruzione di chiese in

Sassonia e di alcuni precetti religiosi imposti ai Sassoni.

11/10/2017 (lezione 12)

CARLO MAGNO E I MODELLI DELLA ROMANITÁ

Eginardo = uno degli intellettuali che vivono alla vita di Carlo Magno. Lettura di alcuni passi scritti da

Eginardo in cui dice che Carlo Magno aveva come scopo principale quello di restaurare l’antica gloria di

Roma.

Ad Aquisgrana troviamo un complesso palatino che si ispira ad edifici antichi (aula antica, bagni alla

romana, cappella che imita le costruzioni imperiali bizantine e palazzi romani, decorazioni importanti).

Questi modelli non sono solo architettonici, ma anche culturali. Dentro il palazzo di Aquisgrana c’è uno

“scriptorium” = luogo in cui si preparano testi scritti a mano. Questo è il luogo della corte in cui troviamo

molti intellettuali. Nella scrittura si usano materiali costosi (es. oro).

Si studia il latino e si copiano testi perché non vadano perduti + li si corregge (si dice che i testi vengono

“emendati”, dato che presentavano errori dovuti a trascrizioni precedenti). C’era l’esigenza di riscrivere

testi antichi in una grafica più chiara => i testi devono essere alla portata di tutti coloro che sanno leggere.

L’operazione culturale di Alcuino è trascrivere la Bibbia partendo dalla traduzione di San Gerolamo. Il codice

risultante dalla trascrizione di Alcuino sarà modello per le successive copie della Bibbia (è modello di codice

biblico).

Anche altri testi liturgici di preghiera vengono copiati e si cercò di restituire loro correttezza grammaticale.

Citazione di un passo di un capitolare (comando regio) del 789, dato ad Aquisgrana (si trova nei

“Monumenta Germaniae Historica”) = qui si vede che Carlo si impegna come legislatore in merito a

questioni di educazione e cultura. Carlo era preoccupato per l’alfabetizzazione + per la trasmissione della

parola divina.

Attenzione: il processo educativo era interamente affidato ai chierici.

Nelle slide: esempio di minuscola carolina. Le lettere sono ben distanziate una dall’altra e questa la

caratterizza rispetto alle scritture antiche (lettura più semplice). La minuscola carolina si diffonde grazie alla

sua chiarezza. La carolina fu presa come esempio dagli umanisti italiani di fine Trecento-inizio Quattrocento

per la creazione dell’Umanistica. La carolina nasce alla corte carolingia (vd esperienza di Alcuino che fa

trascrivere i codici biblici); in realtà ci sono tanti centri culturali importanti, come gli scriptoria dei

monasteri => probabilmente la carolina ebbe centri diffusione molteplici.

Nelle slide: es. della Bibbia di Alcuino (prima pagina della “Genesi”).

L’ORGANIZZAZIONE E L’AMMINISTRAZIONE DELL’IMPERO CAROLINGIO

Nell’impero carolingio ci sono circa 200 palazzi, 600 tenute/fondi (proprietà fondiarie regie, queste 600

comprendono anche quelle del regno longobardo che era stato conquistato), 500 abbazie del regno (vd

monasteri che seguono le regole benedettine e hanno a loro volta delle terre; 200 di queste sono

dipendenti dal re), 189 città (antiche e nuove, città è sinonimo di diocesi/sede vescovile).

Al di sotto delle città ci sono altri centri abitati che si chiamano “pagi”; qui, come nelle città, vengono inviati

dal re dei comites che assumono titolo di “conte”. I ducati e le marche sono realtà territoriali più autonome

e situate in zone periferiche.

I centri abitati erano in totale 1500 => su tutte queste realtà il re aveva dei propri funzionari.

Vassalli = persone che giuravano fedeltà al re e che obbedivano alla convocazione militare. Tra i vassalli

troviamo 100 vescovi, 200 abati, 500 conti e 1000 vassalli minori (es. grandi proprietari terrieri aventi

clientele).

Questi legami sono molto importanti per il reclutamento militare. Ci sono grandi assemblee che i conti

convocano e a cui partecipano conti/abati della regione e anche vassalli regi. Queste assemblee hanno il

compito di convocare l’esercito regio. La convocazione dell’esercito prende nome di “eribanno” (a cui

devono rispondere tutti gli uomini liberi; libero = guerriero) Queste assemblee diventeranno anche luogo di

convocazione di un tribunale regio presieduto dal conte.

Forza militare totale = 35000 cavalieri + 100000 uomini. Nel 796 viene organizzata una spedizione contro gli

Avari a cui partecipano 15000 o 20000 cavalieri.

Il veicolo del reclutamento sono le convocazioni fatte dai conti + le milizie fornite dagli ecclesiastici e dai

vassalli laici.

L’ORDINAMENTO PUBBLICO CARAOLINGIO

p. 136 (Vitolo). Carlo Magno non poteva rendere uniformi gli apparati amministrativi e politici di tutti i regni

inclusi nel suo dominio. Quindi i vari territori conservano in parte ordinamenti e leggi precedenti.

Alcune di queste regioni rimangono indipendenti: es. regno longobardo e Aquitania (vengono affidati a dei

figli di Carlo). Ci sono i ducati di Baviera e la Sassonia che sono ducati etnici.

Nonostante questo c’è un incremento dell’attività regia: vengono creati nuovi distretti affidati ai conti

(scelti fra i vicini al re, erano suoi vassalli) che sono nominati come funzionari pubblici (la loro è una carica

affidata dal re). Al momento queste cariche non sono ereditarie (come saranno invece in futuro) e il conte è

il funzionario pubblico. Solo poi le contee diventeranno ereditarie e i conti diventeranno proprietari dei

territori governati.

Le contee sono 600, ma i conti sono meno (alcuni tenevano sotto controllo più contee di piccole

dimensioni).

I conti amministravano la giustizia in nome del re (quando la controversia era di rilievo) + presiedevano alle

assemblee generali (placiti) + convocavano l’esercito + facevano rispettare le leggi regie. Quando il conte

convoca il placito convoca tutti gli uomini liberi (= tutti coloro che prestano servizio militare).

Attenzione: l’esercito poi sarà sempre meno formato da uomini liberi e sempre più formato da cavalieri di

professione.

In genere i conti discendevano da antiche famiglie franche. In Italia all’inizio i conti sono anche longobardi,

poi invece molte contee italiche vengono affidate a dinastie/stirpi di origine franca (nonostante alcune

stirpi longobardi resistano).

Queste cariche non sono feudali, ma sono onores/ministeria (ruoli rivestiti per conto del re).

Nelle zone periferiche si formano delle marche e qui governano funzionari regi dal connotato militare più

spiccato (= margravi/marchesi). Es. Spagna, Bretagna.

Ci sono dei ducati etnici che conservano una certa autonomia (es. Baviera) e sono quelli abitati da popoli

che conservano la tradizione.

Sia i duchi che i marchesi, rispetto ai conti, hanno territori più vasti, autonomia e connotazione più militare.

C’è la tendenza dei conti a legarsi con rapporti matrimoniali con la nobiltà del luogo, a creare clientele etc.

=> gradualmente formano dinastie comitali e si perde la connotazione pubblica del loro ruolo. Testo che

parla di questo: “Una società francese nel Medioevo. La regione di Mâcon nei secoli XI e XII” (di Duby); si

tratta di una zona periferica del dominio franco. Si mostra come in origine il conte fosse un funzionario del

re, quando l’edificio carolingio crolla i conti diventano dinasti locali (dal 950 circa, quando viene deposto

Carlo il Grosso).

Il conte era rispettato in quanto aveva rapporti diretti con il re, perché costruiva castelli e perché aveva

delle clientele militari.

In una contea ci sono il conte, i prelati e gli abati, ma anche il re. Quando il dominio carolingio crolla ci sono

realtà locali che prendono le redini (ci sono re e duchi), ma la contea di Macon rimane comunque isolata e

quindi rimane indipendente => con la venuta meno del re viene meno il sistema politico superiore che c’era

e che si sentiva nella contea.

I conti potevano essere sottoposti a controlli/ispezioni che venivano eseguiti dai controllori del re

(solitamente in coppia: laico + ecclesiastico e prendono il nome di “missi regi/dominici”).

Nella cultura del regno franco conta molto il modello statuale romano. Nonostante la presenza di modelli

chiari, l’ordinamento carolingio si presenta come una formazione politica del tutto originale. Tabacco

infatti, riferendosi alla politica e alle istituzioni medievali, parla di sperimentazione.

LE LEGGI DEL RE

Le leggi del re sono dei comandi che si chiamano capitolari (chiamati così perché sono fatti per

capi/capitoli). Noi parliamo dei capitolari come di leggi, ma in realtà il diritto di famiglia, la giustizia,

l’eredità e la proprietà fondiaria etc. erano contenuti nelle leggi dei vari popoli (es. lex salica) => il re in linea

teorica non dovrebbe promulgare ulteriori leggi. Infatti in realtà i capitolari sono comandi del re che

riguardano solo specifiche materie = comportamento e doveri dei funzionari regi, questioni che stanno a

cuore al re (es. alfabetizzazione di bambini e dei chierici).

Alcuni capitolari sono talmente articolati da diventare quasi dei trattati politici che definiscono l’autorità

politica. Es. capitolare di Heristal nel 779 = capitolare dal tono solenne e che pare un programma di

governo. Questo capitolare riguarda materie ecclesiastiche (necessità di regolare culto e preghiera),

materie amministrative (dare indicazioni ai funzionari), le competenze giudiziarie dei funzionari. Questo

capitolare mostra che il re vuole ripristinare l’ordine e far fronte a proteste che denunciano scandali e

corruzione. In questo capitolare si proclama che l’intenzione del re è quella di far regnare la giustizia ed

impedire ai funzionari di commettere scorrettezze.

Altro capitolare: 789, “Admonitio generalis” che riguarda = comportamento religioso e culto, la morale, la

correttezza dei testi, il culto dei santi, l’educazione di chierici e laici => si tratta di un capitolare di

ispirazione religiosa (vd connubio fra regno e sacerdozio).

Altri capitolari di fine 700 riguardano i compiti dei missi dominici e le loro ispezioni. In questi capitolari si

dice che debba regnare armonia fra autorità laiche e autorità ecclesiastiche.

“Capitolare missorum” (805) = istruzioni per l’azione dei missi dominici (il re temeva che i conti si

appropriassero di proprietà regie e che non svolgessero il loro compito).

Altri capitolari vogliono introdurre norme che uniformino le leggi delle società diverse che facevano parte

dell’impero.

Il re emanava poi tanti altri capitolari di spessore meno rilevante (convocare esercito, richiamare un singolo

conte etc).

Una delle preoccupazioni principali del re era il brigantaggio => ci sono capitolari che si occupano di questo.

“Capitulare de villis” (fine 700-inizio 800, ai tempi di Carlomagno o di Ludovico). Il re possiede grandi

proprietà fondiarie e queste sono fondamento della ricchezza (no tassazione sul popolo per sostentamento

del re). Il problema è che i gestori (funzionari regi) commettevano irregolarità => questo capitolare riguarda

proprio questo.

Attenzione: nelle varie proprietà (sia del re sia le altre) c’era anche la produzione di eccedenze e di prodotti

di maggiore qualità che venivano esportati => l’autarchia c’è nel mondo contadino (cercano di far tutto da

sé, anche i prodotti artigianali) e l’economia è più chiusa rispetto ai secoli precedenti, però non è

un’economia completamente autarchica.

Capitolare di Quierzy-sur-Oise (pronuncia Chiersì sur uas, 877) sull’eredità dei feudi regi. Carlo il Calvo deve

allontanarsi per una spedizione militare e dà delle istruzioni da mettere in atto durante la sua assenza in

merito alla successione dei conti (vuole evitare disordini e conflitti). Lettura di alcuni passi. Attenzione

“ministeriali” sta per funzionari regi. Si vede l’idea che se il conte ha dei discendenti e questi hanno un’età

sufficiente questi allora possono subentrare nella carica => l’istituto comitale non è più provvisorio, già si

sta creando una dimensione di ereditarietà. Attenzione: gli “honores” sono i titoli militari => se un conte

rinuncia si isola in convento e figli o parenti sono nelle condizioni di prendere il suo posto allora possono

subentrargli e ricoprire la carica.

L’”edictum de Beneficiis” (1037) prevederà l’ereditarietà di tutti i feudi (non solo quelli regi).

16/10/17 (lezione 13)

PARENTESI SUL CROLLO DEL POTERE CAROLINGIO

Il regno carolingio ha qualcosa di statale, anche se la vastità ne rende difficile il controllo. Quando si parla di

brigantaggio nei capitolari si parla dei signorotti locali che hanno proprie milizie e, anche se dovrebbero

essere sottoposti al controllo regio, in realtà sono autonomi e si servono di queste milizie per commettere

angherie.

p. 155 (Vitolo): Vitolo spiega il tracollo del sistema carolingio (feudo e castelli rendono la società sempre più

frantumata). In questo clima di frammentazione si innestano nuove invasioni: Ungari e Avari (da Est);

Saraceni (da Sud); i Vichinghi (da Nord). Bloch parte, nel suo manuale di storia medievale, da questa società

in difficoltà che trova rifugio nell’incastellamento (castelli costruiti dai signori che erano potenti per

l’ampiezza delle loro clientele militari o delle loro terre) e nei legami feudali (fonti di protezione).

Troviamo anche iniziative ecclesiastiche per ovviare all’assenza di un potere politico forte => organizzazione

delle assemblee di pace (“Paci di Dio”) in cui si prega e si cerca di ottenere dai signori più bellicosi (quelli

che vessavano la popolazione contadina) che questi giurino di stare in pace. Le più importanti assemblee di

questo tipo (diffuse soprattutto in Francia) sono nel 1010 e nel 1020).

ALTRE NOZIONI SUL MONDO CAROLINGIO

Negli scritti degli intellettuali carolingi vediamo usare il termine “res publica” = concetto ereditato dalla

tradizione romana che allude all’idea dell’esistenza di diritti che vanno oltre il singolo individuo.

Ai tempi di Ludovico il Pio si restaurano le leggi romane che tutelano la figura del re (vd reati di alto

tradimento e di lesa maestà etc.).

Attenzione: l’impero carolingio crollerà in seguito alla deposizione di Carlo Il Grosso, il quale riporterà una

serie di insuccessi tra cui l’incapacità di difendere il Nord dalle incursioni ed è per questo che verrà deposto.

Slide: immagine dell’incoronazione. Il re è in una posizione che rivela superiorità rispetto al vassallo. Il

tenersi le mani indica il rapporto personale (il nome della cerimonia è “omaggio” che viene da “homo” => si

vuole alludere a un rapporto da uomo a uomo). In più in mezzo c’è una scriba = il patto viene registrato e

messo per iscritto, vd tema della conservazione degli eventi durante il Medioevo (affidata interamente a

monasteri etc., in quanto archivi pubblici ben tenuti iniziano ad esserci solo con le monarchie).

I capitolari vanno a regolamentare anche il rapporto feudale (es. un capitolare di Carlo Magno stabilisce i

casi in cui il vassallo non è più obbligato a fedeltà e servizio).

p. 120/121 del Vitolo: già dall’XIII secolo (700) sono tramandati i documenti scritti delle “commendationes”

(istituzione con cui i piccoli proprietari ottengono protezione di un grande signore, in cambio della

cessazione della proprietà delle terre). L’atto con cui il signore ridà al contadino le sue terre da coltivare

(anche se la proprietà rimane al signore) si chiama “precaria”.

Le “commendationes” contribuiscono alla nascita delle grandi proprietà fondiarie che sono coltivate dai

servi (parte signorile della proprietà fondiaria) e dai liberi che ricevano alcuni appezzamenti di terreno.

Manso = terre data in concessione al libero ed è abbastanza estesa da dare da mangiare alla sua famiglia

(vd il fatto che l’agricoltura all’epoca rendeva poco).

Quando l’autorità pubblica perde di vigore perché è frantumata, i grandi proprietari sono l’orizzonte in cui

vive il contadino: non sa nulla del re, la sua autorità di riferimento è quella del signore (es. il servo che

coltiva e commette qualche reato viene giudicato dal padrone stesso).

Si parla di signori per definire i proprietari fondiari perché hanno un enorme potere sugli uomini. Poi i

signori costruiranno i castelli e questo sarà espressione del loro potere. I castelli hanno la funzione di dare

rifugio ai protetti del signore in caso di necessità.

 Si creano dei nuclei di signoria rurale.

Ci sono anche dei servi che con il tempo sono liberati e anche a loro il signore affida terre => ci sono dei

mutamenti all’interno di questo sistema feudale (la mobilità sociale non è del tutto assente).

È come se tutta l’Europa si riempisse di signorie, mentre il potere dei re si restringe.

Vassalli del re = legati al re da una fedeltà particolare e questo passaggio alla condizione di vassallo viene

celebrata con l’homagium”/”immixtio manum” => è previsto contatto fisico fra re e vassallo.

Nel 757 Pipino sconfigge il duca di Baviera (Tassilone) + lo costringe a rinnovare il giuramento in cui si

dichiara vassallo di Pipino (era un vassallo che si era ribellato e che si ribellerà di nuovo con Carlo Magno).

Spesso i vassalli regi sono anche signori (grandi proprietari terrieri che hanno sotto di sé molti altri uomini

che lavorano le loro terre). Quando verrà meno l’edificio carolingio i rapporti feudali si diffonderanno anche

a strati più umili della popolazione (non ci saranno più solo signori che sono vassalli regi, ma anche altri

signori).

Altre parole chiave da ricordare (vd test di controllo delle parole chiave):

- Wergeld = valore della persona nel mondo germanico e longobardo (vd il fatto che il risarcimento

pecuniario a seguito di un reato dipende dallo status della persona colpita, cioè dal “wergerld”).

- Pagus = centro abitato del mondo medievale. Prendono il nome di pagi i distretti territoriali in cui

dominano i conti, i marchesi e i duchi.

17/10/2017 (lezione 14)

LA FINE DELL’IMPERO CAROLINGIO, LA DIFFUSIONE DI PICCOLI CENTRI DI POTERE E L’INCASTELLAMENTO

Cap 8 del Vitolo: la deposizione di Carlo il Grosso (888) è segno di una crisi dell’ordinamento carolingio. Si

tratta della fine di una dinastia che è l’inizio di una moltiplicazione dei nuclei di potere (signorili e religiosi).

Con il venire mene dell’autorità politica si andavano sviluppando sempre più i rapporti feudali => la società

trova si rifugia in legami di soggezione, dipendenza, protezione, raccomandazione.

Siamo infatti in un periodo di forte insicurezza, vd incursioni di Ungari (da est), Saraceni (da Sud) e Vichinghi

(da Nord).

Gli imperatori carolingi avevano messo in atto una serie di provvedimenti, tra cui il trattato di Verdun (843)

= divisione del regno dopo la morte di Ludovico il Pio). Il regno viene diviso in tre zone geografiche e

linguistiche:

- zona germanica (Ludovico il Germanico), lingua tedesca.

- zona francese con lingue romanze (Carlo il Calvo)

- zona intermedia (Lotario), lingua latino-romana.

Il trattato di Verdun non è solo un passaggio geo-politico importante, ma stabilisce anche di un panorama

linguistico europeo.

Intanto in tutta Europa andavano diffondendosi piccole forme di potere locale.

Signorie = centri fondiari e centri di dominio sugli uomini. Gli uomini in questione hanno come referente

politico il proprio signore; egli era giudice, esattore e si occupava della difesa del territorio radunando

piccoli eserciti (azioni fino a quel momento spettanti al governo, in quanto di competenza politica).

Alcune signorie erano dotate di immunità (si tratta di signorie ecclesiastiche).

Le incursioni degli invasori avevano come mira principale le chiese (ricche di beni preziosi) e le città. Nel

caso dei Saraceni le città conquistate divenivano roccaforti da cui partire per azioni predatorie e piratesche

(vd città dell’Italia meridionale).

Vista l’urgenza delle invasioni, la nascita delle signorie è accompagnata anche dal fenomeno

dell’incastellamento che va letto come tentativo di difesa dalle incursioni barbare.

In realtà l’incastellamento non è dovuto soltanto a esigenze difensive (vd analisi che gli storici hanno fatto

della cronologia delle incursioni): costruire un castello aveva anche conseguenze in termini di proprietà

fondiaria e potere => con questo tipo di iniziativa il signore diventava più potente.

Attenzione: non dobbiamo pensare al castello come semplice luogo di residenza signorile, ma come centro

abitato.

IL REGNO NORMANNO-INGLESE

Si tratta di un regno che nasce il 14 ottobre del 1066 con battaglia di Hastings, battaglia vinta dai Normanni

che da quel momento assumono il controllo del territorio inglese.

I Vichinghi (futuri Normanni) mettono in atto una serie di incursioni, fino a spingersi oltre le oste

dell’Atlantico. Le loro incursioni sono distruttive. Una volta conquistati i primi territori essi fondano delle

basi militari sulle coste del mare del Nord e del Baltico => da qui nasceranno i loro insediamenti nel nord

della Francia (Normandia).

È Rollone che diventa duca di Normandia. Nel X secolo Rollone diventa vassallo del re di Parigi. Colui che

conquisterà il regno anglosassone sarà un suo successore, cioè il duca di Normandia Guglielmo (detto il

Bastardo). Guglielmo veniva chiamato “il bastardo” in quanto ritenuto di discendenza illeggittima.

Slide che mostra l’Arazzo Bayeux: l’arazzo raffigura la storia della conquista d’Inghilterra e i suoi antefatti

(Guglielmo inizia la conquista d’Inghilterra dopo la morte di Edoardo il confessore). Attenzione: l’ultima

immagine dell’arazzo è stata cancellata. Dato che la prima raffigura Edoardo sul trono inglese si è pensato

che, per analogia, l’ultima raffigurasse Guglielmo sul medesimo trono.

Oltre all’arazzo, un altro documento che ci racconta qualcosa di Guglielmo è il censimento da lui voluto una

volta divenuto re d’Inghilterra: questo censimento è il “Domesday book” (venne completato nel 1086).

Cap 17 del Vitolo (pag. 310 e successive): secondo il Vitolo il regno normanno-anglosassone è un esempio di

feudalità efficiente = Rollone, cioè il duca di Normandia, era vassallo del re di Parigi e, quando Guglielmo (a

sua volta duca di Normandia e quindi vassallo del re parigino) conquista il regno inglese esporta in

Inghilterra il sistema feudale.

 Come nell’impero carolingio, anche in Inghilterra i funzionari pubblici trasformano le loro cariche

pubbliche e i benefici ad esse legati in una sorta di patrimonio ereditario.

In tutta l’Inghilterra vennero nominati dei vice-conti, aventi compiti amministrativi e giurisdizionali (= di

amministrazione della giustizia).

Attenzione: il concetto di giurisdizione è centrale nel Medioevo. Di fronte a una fiscalità sempre più debole

e ad una scarsa efficacia coercitiva delle leggi, la punizione dei malfattori rimane una priorità ed è al centro

delle azioni politiche.

Perché i Normanni vanno ad approdare in Inghilterra?

GUGLIELMO E LA CONQUISTA DELL’INGHILTERRA.

Al momento della conquista l’Inghilterra era divisa principalmente in tre zone. Le diocesi più importanti

erano quelle di Canterbury e York (in competizione fra loro per il primato).

A fine 700 (786) le spedizione dei Danesi (Vichinghi) verso l’Inghilterra sono piratesche e basta, solo dopo ci

saranno veri e propri insediamenti. Per contrastare queste incursioni il re del Wessex (la regione più ricca e

urbanizzata) inizia a costruire una serie di fortezze (“buhrs) e istituisce una tassa che veniva raccolta e poi

data ai Danesi per ottenere in cambio la pace. Questa tassa si chiamava Danegeld.

L’esistenza di una tassa imposta dal sovrano è da considerare un’eccezione nel panorama dell’epoca (vd

assenza di fiscalità). Questo permetteva ai re anglosassoni di essere molto più benestanti rispetto agli altri

re. La tassazione era stata resa possibile dall’organizzazione del territorio in Shires e hundreds (suddivisioni

amministrative degli shire).

Nello Shire troviamo lo sceiffo che si occupa del prelievo fiscale e degli affari del re nella contea.

Attenzione: l’importo della “danegeld” era basato sulla disponibilità di terre coltivate (hides) e sulle

comunità che vivevano su di esse. Talvolta non ci si limitava a riscuotere il denaro, ma veniva anche

prelevato un guerriero ogni 5 mansi.

EDOARDO IL CONFESSORE

I Danesi intanto erano riusciti a penetrare in Inghilterra fino ad assumerne il comando.

Edoardo regna dal 1042 al 1066. È stato anche beatificato dato che gli vennero attribuiti dei miracoli.

Durante il suo regno È considerato un re santo, gli vengono attribuiti dei miracoli.

All’epoca c’era una forte ostilità fra il re (di origini normanne, la madre era normanna) e la famiglia del duca

di Wessex (Godwin, di origini danesi). Si crea un conflitto fra lui ed il re => Godwin venne accusato di

tradimento e processato => lui ed i figli sono costretti a fuggire dal regno.

Dato che non voleva come successori al trono Godwin e i figli, Edoardo, prima di morire promise il regno

inglese al duca di Normandia (1051). Con Godwin e i figli (in particolare Harold) si schiereranno quanti

vogliono contrastare l’ingerenza normanna nel regno. Molti altri sosterranno invece Guglielmo in quanto

aveva ricevuto una promessa del re.

Al momento della promessa di Edoardo lo stesso Godwin e i figli stavano dalla parte di Guglielmo dato che

lui li aveva aiutati a rientrare in Inghilterra dopo l’esilio. L’arazzo di Bayeux ricorda il giuramento di fedeltà

in cui Harold si impegna a supportare Guglielmo quando sarebbe diventato re.

Nel frattempo sono molti i baroni inglesi che hanno giurato sostegno a Guglielmo e lui lo ricorda nel

momento in cui Edoardo muore senza eredi.

18/10/2017 (lezione 15)

PARENTESI SULL’INCASTELLAMENTO

C’è un immaginario romantico dei castelli medievali (alimentato dal Romanticismo). In realtà quando

parliamo di incastellamento dovuto alle incursioni di Ungari etc., parliamo della creazione di un luogo di

difesa che possa dare rifugio a una popolazione (no castello isolato e signorile = immagine del

Romanticismo). È un incastellamento che ha ragioni fondiarie (protezione contadini in modo che non

vengano presi d’assalto), cioè esogene (provenienti dall’esterno), + ragioni endogene (vd protezione da altri

signori nemici del signore).

RICOSTRUZIONE DI COME SI ARRIVA A EDOARDO IL CONFESSORE

Sweyn I Barbaforcuta, re di Danimarca, conquistò gran parte della Norvegia e poi l’Inghilterra (1013). Figlio:

Canuto (il Grande) era già ventenne quando il padre conquista l’Inghilterra. Alla morte di Sweyn Canuto

diventa re con proclamazione dell’esercito danese, ma l’assemblea di magnati sassone (cioè dei

conquistati) non lo accetta e vuole come re lo sconfitto Ethelred. Ethelred scaccia dall’Inghilterra Canuto

che torna in Danimarca.

In Danimarca, morto Sweyn, era salito al trono Harald (figlio di Sweyn e fratello di Canuto). Canuto chiede

ad Harald di governare insieme. Lui gli dice no, ma se vuoi ti posso aiutare a riprenderti l’Inghilterra, Canuto

rifiuta.

Canuto va in Inghilterra con i soldati danesi (1015), sbarca nel Wessex e conquista vari territori. Nel 1016

arriva a Londra. Ethelred (re dell’Inghilterra in quel momento) muore e al suo posto diventa re Edmondo il

Coraggioso. Canuto e Edmondo si mettono d’accordo di governare insieme e di affrontarsi fino a che uno

dei due non soccombe. Alla fine muore Edmondo e quindi Canuto rimane unico re d’Inghilterra.

Canuto prende i fratelli di Edmondo (Edoardo e Alfred) e li caccia in esilio in Normandia (posto da cui veniva

la loro madre = Emma di Normandia) e sposa Emma (la madre dei due bambini). Da lei ha un figlio (Canuto

l’Ardito).

Canuto aveva anche un altro figlio (Harold), ma preferì nominare come successore Canuto l’Ardito.

1018: muore il fratello di Canuto (Harald) che governava la Danimarca. => Canuto diventa re anche di

Danimarca.

Il figlio Canuto l’Ardito, prima di essere pienamente successore alla morte di Canuto, fu re di Danimarca

durante l’assenza del padre.

Nel 1028 Canuto conquista la Norvegia.

 Diventa re di tutta l’Inghilterra, di Danimarca, Norvegia e parte della Svezia.

Canuto affida il governo della Norvegia a suo figlio Sweyn (altro figlio avuto con concubina).

Corrado II, imperatore del Sacro Romano Impero, era amico di Canuto e fece sposare suo figlio (Enrico) con

Gunilde (figlia di Canuto) => Canuto ottiene terre nel continente (Pomerania).

Canuto muore nel 1035. Canuto II (l’Ardito), che era stato nominato erede, diventa solo re di Danimarca e

Harold (primo figlio di Canuto) prende potere in Inghilterra => è re.

Nel 1036 Edoardo e Halfred (i figli del re che Canuto I aveva sconfitto e della donna che lui aveva sposato,

cioè Emma), mandati in Normandia da piccoli, tentano di spodestare Harold, ma è un insuccesso.

Harold morì nel 1040 mentre Canuto II (quello che era solo re di Danimarca) preparava un attacco per

prendersi l’Inghilterra. Quando arriva Harold è già morto. Canuto II diventa re d’Inghilterra.

Il laicato anglosassone e la nobiltà ecclesiastica invitarono Edoardo a tornare in Inghilterra nel 1041; questa

volta entrò a far parte della famiglia del suo fratellastro Canuto (Emma era la madre di entrambi) e secondo

la Cronaca anglosassone gli fu promesso di divenire re accanto lui. A seguito della morte di Canuto,

avvenuta l'8 giugno 1042, Edoardo salì al trono.

Le simpatie di Edoardo per i normanni erano malviste dai nobili sassoni e danesi. Il punto di rottura si

raggiunse con la nomina dell'arcivescovo di Canterbury: Edoardo infatti nominò vescovo un normanno di

fiducia. La sua amicizia con il duca di Normandia Guglielmo il Bastardo lo metteva al riparo da attacchi

normanni e la guerra fra Danimarca e Norvegia lo tranquillizzava da incursioni vichinghe.

Nel 1060 Edoardo riceve Guglielmo il Bastardo di Normandia e decide che sarà lui il suo successore.

LA MORTE DI EDOARDO E LA LOTTA CON HAROLD

Nel 1066 Edoardo (detto il Confessore) muore. Suo genero Harold (principe del Wessex, il cui re era

Godwin) si autoproclama re (Harold II) d’Inghilterra. Harold diceva di aver ricevuto sul letto di morte una

promessa da parte di Edoardo (nel mondo anglosassone si trattava di qualcosa di inviolabile = la promessa

sul letto di morte era più importante di qualsiasi cosa perché il giuramento era una promessa davanti a

Dio).

Guglielmo di Normandia, invece, aveva ricevuto l’appoggio anche di baroni del regno + vantava motivazioni

legali (diceva che era nel giusto davanti agli uomini e davanti a Dio).

Quando muore Edoardo il confessore Harold diventa re, ma quando poi Guglielmo conquista il regno ne

cancella la memoria dicendo che non era legittimo.

Guglielmo di Normandia sa di avere le risorse per conquistare l’Inghilterra. La Normandia è uno stato

vassallo del re di Francia, ma molto più ricco rispetto al re di Parigi.

Quando Gugliemo va in Inghilterra per conquistarla si trova davanti Harald (re di Norvegia) che stava già

facendo la stessa cosa.

Gugliemo troverà come alleati i fratelli di Harold (= gli altri figli di Godwin).

Altri pretendenti: re di Danimarca + Edward Aetheling (solo 12 anni), era imparentato con il re

anglosassone + duca di Fiandra, anche lui tramite parentele e ricchezze della regione che governava

(industria e manifattura) ambisce al titolo di re anglosassone.

 Molti erano interessati al regno di Inghilterra.

Harold usa la milizia popolare (convocazione del popolo in armi, cioè della milizia di leva, “Fyrd”) per

contrastare l’avanzata di Guglielmo.

Problema: il reclutamento delle milizie di leva aveva una durata limitata.

Settembre 1066 mentre cerca di armarsi in previsione dell’attacco di Guglielmo, verrà attaccato da Harald

(re di Norvegia, uno degli interessati all’Inghilterra).

 Harold prende una parte delle milizie e lo porta a Nord (e questo richiede svariati giorni) e a

Stamford Bridge avviene la battaglia (25 sett.) = i Norvegesi vengono sconfitti.

Questo però da tempo a Guglielmo di preparare il suo attacco (navi che partono dal canale della Manica).

Nei preparativi Guglielmo non lascia nulla al caso; pensa anche all’appoggio papale + stipula alleanze

(alcune in cambio di promesse e benefici) + matrimoni dinastici e questo fa sì che molti amici gli

garantiscono armi, navi e denaro. Fonda presso Caen (Normandia) la Chiesa della Trinità = vuole l’appoggio

di Dio a tutti i costi. Quando Guglielmo comanda le sue milizie porta una collana fatta di tanti piccoli

reliquiari. Molte navi da commercio vengono trasformate in navi da guerra. C’è un enorme accumulo di

derrate (provviste). Dalla morte di Edoardo alla partenza c’è tutta questa preparazione.

I soldati di Guglielmo avevano provenienze diverse e Guglielmo li fece addestrare tutti insieme.

“Arazzo di Bayeux” (si legge Baior) + altre cronache e racconti ci parlano di 14.000 uomini armati con archi,

balestre + 3000 cavalli + 1000 tende per accampamenti etc. (vd scheda slide). Attenzione: 1 gallone (4 litri).

Non è detto che siano cifre realistiche. Si parla di più di 10000 navi, altre fonti parlano di 696 navi.

Alcune navi erano costruite ex novo.

Guglielmo si porta dietro tutto questo per evitare poi di prendere tutte le risorse degli anglosassoni (perché

questo lo avrebbe reso odiato dal popolo conquistato). Invece la prassi della guerra del tempo era fare

razzie e togliere beni e risorse al popolo conquistato.

Guglielmo parte proprio quando a Nord si sta combattendo la battaglia di Stamford Bridge (quindi Harold

deve precipitarsi a sud e ci vogliono alcuni giorni). Battaglia decisiva: 14 ottobre 1066 a Hastings.

L’esercito di Harold ha una convocazione di poche settimane e qui siamo poche settimane dopo Stamford.

Inoltre si tratta di milizie militari poco addestrate.

L’esercito di Guglielmo è costituito da milizie normanne + ci sono bretoni, fiamminghi e francesi. Harold

viene ucciso nella battaglia di Hastings.

L’ARAZZO DI BAYEUX

L’arazzo di B. è una striscia di lino ricamata e lunga 70 metri e alta 50 cm.

Si pensa che sia stato ricamato a Canterbury su commissione di Oddone di Bayer (fratello di Guglilemo).

Non contiene decorazioni preziose; se lo avessero fatto gli anglosassoni sarebbe meno sobrio (qui è un

gusto più normanno cioè francese). L’arazzo sottolinea il diritto di Guglielmo a regnare.

Vedi scheda in cui si vede la morte di Harold: Harold muore trafitto da una freccia sul capo.

Gli altri figli di Godwin nel frattempo erano morti.

L’arazzo dà spazio grafico ai preparativi per la battaglia.

La conquista del regno anglosassone da parte del re di Normandia porta a grandi cambiamenti. Si innesta

un nuovo ceto dirigente proveniente dalla Francia (anche se già al tempo di Edoardo c’erano vari normanni

a corte erano amici della madre Emma).

Guglielmo diventa duca e si fa incoronare il giorno di Natale del 1066 nella cattedrale di Westmister: è

circondato dai suoi guerrieri e la guardia del corpo lo aspetta fuori; quando viene incoronato parte un forte

urlo gutturale (di approvazione da parte del popolo anglossasone) la guardia del corpo pensa sia successo

qualcosa ed entra (aneddoto per dire che i normanni consideravano gli anglosassoni dei barbari).

Molti dei nobili inglesi originari sono spossessati delle loro terre che sono poi distribuite ai normanni =>

cambiamento del ceto dirigente a favore di francesi-normanni. Venne promulgato un comando che diceva

che se un normanno fosse stato catturato in un agguato da parte degli anglosassoni tutto il villaggio

anglosassone ne avrebbe risposto (il comando si chiama murdrum).

Vengono costruiti nuovi castelli regi e si amplia la foresta regia (idea che il bosco fosse la risorsa dei villaggi

in questo momento d’Europa vs riserva regia che era usata dal re per cacciare e da cui i dipendenti

prelevavano le risorse), vd Medioevo come recupero di spazi coltivati.

Guglielmo sa che, se vuole prendere un intero dominio ducale degli antichi nobili anglosassoni e darlo ai

suoi, ci saranno problemi => spezzetta i domini (i suoi seguaci acquisiranno terre tra loro distanti). Questo

perché vuole evitare quanto accadeva in Francia (tante contee e ducati separati).

Alcuni grandi nobili inglesi (earl) accettano il dominio normanno, altri si ribellano.

I normanni parlano francese e usano latino per i documenti ufficiali. Invece gli anglosassoni hanno una

lingua simile all’antico tedesco => questa lingua rimane ai villaggi e ai poveri e perde espressione letteraria.

 La lingua antica anglosassone decade: latino e francese sono le lingue dei documenti ufficiali. I

dominatori impongono la loro lingua e ai vertici della società ci sono infatti i normanni.

Lo scontro di culture si vede nel senso di superiorità dei normanni nei confronti degli anglosassoni.

Oltre al dominio normanno, a metà 1100 i re di Inghilterra sono gli Angiò e pretendono il dominio della

Francia (dinastia dei Plantageneti) => i contatti fra i due territori sono molti.

Con Guglielmo c’è la redazione del registro delle proprietà del regno (Domes dei Book = libro del giorno del

giudizio). È uno strumento talmente importante e onnicomprensivo che somiglia alla conoscenza del

giudizio divino. Questo permette al re di capire come funziona il regno e cosa può pretendere dai signori

del regno + da dove e da chi può prelevare armati.

Molti nobili inglesi vengono portati in Normandia per poi chiedere riscatto.

Le cariche delle maggiori abbazie e le cariche vescovili vanno ai Normanni (non tutte). Sono confermati

l’arcivescovo di Canterbury e quello di York. Nei casi della sostituzione vengono scelti anche vescovi romani

(es. Anselmo da Aosta).

Alla fine la maggior parte delle terre ce l’hanno i normanni.

Le ribellioni più consistenti sono nell’Inghilterra settentrionale: es. rivolta 1068 (i rivoltosi sono supportati

anche dal re di Danimarca) => dura repressione dei Normanni.

Il papa comunque è scontento degli aspetti sanguinosi della conquista di Guglielmo. Le penitenze date dal

papa consistono nella fondazione di monasteri, nelle pene corporali etc. . Tutto questo nonostante

Guglielmo si fosse impegnato ad avere l’approvazione religiosa.

Le cronache normanne descrivono gli Anglosassoni come barbari ubriaconi ed inetti. Secondo gli

anglosassoni i normanni erano approfittatori e ladri.

23/10 (lezione 16)

L’INGHILTERRA DOPO LA CONQUISTA DI GUGLIELMO

Una volta conquistata l’Inghilterra, Guglielmo mantenne il titolo di Duca di Normandia e soggiornerà spesso

e per periodi lunghi in Normandia.

Novità introdotte da Guglielmo:

- I documenti del regno vengono redatti in latino e francese. Ovviamente il passaggio sarà graduale

(Guglielmo non voleva rendersi impopolare) => i primi documenti del suo regno vengono redatti in

lingua anglosassone.

L’imposizione della lingua è dovuta al fatto che i Normanni si sentissero superiori agli anglosassoni.

- Nel 1085 viene redatto il “Domesday book”. Questo documento costituiva un censimento

delle varie proprietà fondiarie presenti nel regno e aveva come scopo quello di fissare i proventi

fiscali e patrimoniali che il re avrebbe potuto prelevare da ogni signore.

COSA ACCADEVA INTANTO IN EUROPA (XI SECOLO)

Intanto in Europa la Chiesa viveva un momento di cambiamenti. Era in atto la lotta per le investiture (vd

riforma gregoriana, nome generico con cui si indica l’intento dei papi riformatori di affermare il primato

della Santa Sede su vescovi e diocesi + la rivendicazione le prerogative del papato nei confronti delle libertà

civili). Intanto Urbano II metteva in atto la prima crociata e in Spagna (1085, Toledo) e nell’Italia

meridionale (vd operato dei Normanni) iniziava la reconquista.

Attenzione: i Normanni che conquistano i territori arabi in Italia sono Normanni indipendenti da quelli che

avevano conquistato l’Inghilterra.

Siamo nel secolo in cui si stava configurando lo scisma d’oriente e la conseguente separazione fra la chiesa

romana e quella greco-bizantina.

scisma d'oriente (chiesa romana/greco-bizantina).

Dopo la deposizione di Carlo il Grosso è la dinastia capetingia a dominare la Francia (parte occidentale

dell’impero di Carlo Magno ridotta a Parigi e zone limitrofe).

Nel frattempo la monarchia normanna si consolida e diventa sempre più potente in Inghilterra.

È inoltre nel nell’XI secolo che ha inizio un processo di crescita nel modo dell’agricoltura che prende il nome

di seconda rivoluzione agraria.

ELEMENTI DI CULTURA ANGLOSASSONE CONSERVATI DOPO LA CONQUISTA DEI NORMANNI

- 3 volte all’anno veniva celebrata la festa della corona

- Il territorio rimane diviso in contee e rimangono come autorità locali gli sceriffi.

 Rimane l’organizzazione territoriale ed amministrativa preesistente.

- Spesso gli stessi ecclesiastici che erano stati sottoposti e vicini a Edoardo il Confessore divengono

sottoposti di Guglielmo (sono coloro che redigono i documenti riportanti le decisioni regie).

- I manufatti architettonici e la tradizione letteraria anglosassone non vengono cancellati.

Un’eccezione è rappresentata dalle testimonianze del breve periodo in cui aveva governato Harold;

queste vengono cancellate.

- Viene mantenuta da parte del re l’usanza di scrivere writs = foglietti con cui il re impartiva comandi in

modo diretto e sintetico.

L’INGHILTERRA DI GUGLIELMO E IL DOMESDAY BOOK

Nel Domesday book si parla di 1 milione e mezzo/2 milioni di abitanti in tutta l’Inghilterra (esclusa la

Scozia). Siamo a inizio XI secolo. Nel XIV secolo si arriverà a 5/6 milioni di abitanti.

 Il Domesday book ci dà importanti informazioni per fare stime demografiche.

Questo documento fornisce anche importanti informazioni in merito all’organizzazione territoriale: il

territorio era suddiviso in shires e hundreds.

Attenzione: il termine “hide” indica il manso.

Il domesday book non nasce dal nulla, ma venne realizzato a partire da alcuni registri preesistenti in cui

venivano registrati i prelievi fiscali fatti dal re tra cui la stessa danegeld (la tassa che gli anglosassoni

pagavano ai danesi).

Il domesday book faceva parte del tesoro regio (custodito prima a Whichester, sede di importanti

assemblee di baroni, e poi a Westmister, sede degli archivi regi).

Attenzione: nel domesday book troviamo l’uso dell’abbreviazione T.R.E. = al tempo di re Edoardo.

24/10 (lezione 17)

GUGLIELMO E I RE DELL’ALTO MEDIOEVO

Il Domesday book è un documento rivolto al passato perché fa i conti con i patrimoni e i possessi al tempo

di re Edoardo (età dell’oro da recuperare per Guglielmo), ma anche al futuro, perché si osserva che nel

territorio di Westminster c’è bisogno di più aratri (si guarda a una produzione futura più ricca).

L’elemento interessante è che si tratta di un documento censitorio; gli altri regni europei non hanno una

capacità censitoria simile.

Il limite di questo documento è che andrebbe rifatto già dopo una generazione (vd assetti territoriali che

cambiano in continuazione => Cambiano anche le possibilità dei signori di pagare le tasse dovute al re). In

realtà il documento non venne mai aggiornato => chi nel tempo si era impoverito doveva comunicarlo a chi

discuteva i contributi.

Guglielmo evitò che fosse possibile accumulare enormi patrimoni fondiari, come quello che era stato

accumulato in passato dal conte di Wessex, perché questo costituiva una minaccia.

La società dei carolingi era ripartita fra liberi e servi; su questa società semplice (vd stampo germanico) si

innestano forme di preminenza => da una società di liberi e servi si passa a una stratificazione. La società

dei Normanni in Inghilterra è già in partenza più stratificata. In cima alla piramide ci sono i baroni: la base

del loro potere è la terra.

1085 (quando viene redatto il domesday book): un’alta percentuale dei baroni erano di origine normanna

(vd sostituzione della classe dirigente anglosassone con classe dirigente normanna).

Nel domesday book vengono precisati gli usi del reclutamento al tempo del re Edoardo e questo permette

di capire che il reclutamento militare avveniva tramite un contributo che il re pretendeva (un cavaliere ogni

hide). Non si veniva convocati solo per l’esercito, ma anche per la caccia del re => monarchia autoritaria.

Con Guglielmo ci furono novità finanziarie = venne istituito lo “Scaccarium” = due volte l’anno i baroni

incaricati dal re si riuniscono e gli sceriffi (coloro che gestivano le circoscrizioni territoriali) portano loro i

conti. All’inizio non era un’istituzione, ma un semplice evento. Si parla di “Scacchiere”(Exchequer) perché in

questa occasione veniva utilizzato uno strumento (lo scacchiere) che ricorda un abaco e serve per fare i

conti. Attenzione: se lo sceriffo sfuggiva alla regola veniva punito. Dai documenti dell’epoca si evince che i

Normanni fossero molto orgogliosi di questa loro invenzione (si tratta di una pratica che era diffusa, anche

in versioni simili, nella stessa Normandia)..

I conti erano trascritti su pergamene conservate arrotolate (pipe-rolls, primi conservati nel 1129/1130).

Ad un certo punto lo Scacchiere diventa un’istituzione (tenere traccia dei conti del regno richiedeva un

lavoro di maggiore continuità).

Da tutto questo si evince che il regno normanno in Inghilterra avesse introdotto un sistema fiscale.

Rimaneva però un problema consistente in merito alla stabilità del regno: i re normanni continuavano a

dividere il regno tra i figli e solo in alcuni casi, per cause fortuite, l’effettivo erede è uno soltanto (es. nel

caso di Enrico I) . Enrico ha poi un figlio maschio, ma questo muore => rimane una figlia (Matilda) che ha

sposato l’imperatore Carlo V => già con la morte del successore di Guglielmo si crea una situazione in cui

non si sa a chi andrà il regno. Prima di morire Enrico I fa in modo che i baroni giurino fedeltà a Matilda in

caso di successione. Matilda, una volta morto Carlo V, sposa Goffredo Plantageneto (duca d’Angiò) e

avranno un figlio che si chiama Enrico.

Quando poi Enrico I muore Matilda era in lite con lui.

 Stefano (principe francese) ne approfitta per diventare re d’Inghilterra => Stefano d’Inghilterra.

Il figlio di Matilda (Enrico) riuscirà a diventare re quando Stefano muore: Enrico di Platageneto (Enrico II).

Dopo di lui diventerà re Riccardo Cuor di Leone (il suo primogenito).

Siamo nel periodo in cui in Francia domina la dinastia capetingia (una volta deposto Carlo il Grosso). A tal

proposito si parla di miracolo capetingio: dal primo re capetingio (Ugo Capeto) in poi ogni re ebbe un figlio

maschio pronto a succedergli.

Attenzione: nessuno nel regno di Francia aveva pensato a regolare la successione => il miracolo capetingio

costituisce un evento fortuito. Questa situazione dura fino a Filippo il Bello il quale aveva 4 figli; il primo

figlio divenne re (fatto incoronare dal padre) e morì e il secondo idem => si scatenano lotte. La situzione va

avanti fino al 1328 (morte di Filippo il Bello): a questa data non c’erano eredi maschi. A questo punto si fa

avanti il nipote della figlia di Filippo (Edoardo III d’Inghilterra = era già re d’Inghilterra, discendente più

diretto di Filippo il Bello) => inizia la guerra dei Cent’anni. Gli intellettuali iniziano a discutere: può una

donna trasmettere il diritto al trono (Edoardo è figlio di una figlia di Filippo il Bello)? Qui allora c’è l’esigenza

di una legge sulla primogenitura e se ne cercherà ispirazione nella legge salica (travisandola).

Attenzione: il fatto che i re Germani dividessero il regno tra i figli è dovuto al fatto che essi consideravano il

regno alla stregua di un bene patrimoniale che, come tutti i beni patrimoniali, andava diviso fra i figli al

momento della successione.

Tabacco, parlando del Medioevo, parla di sperimentazione delle istituzioni: queste mancavano e si tentano

soluzioni diverse. Tra le istituzioni inventate ci sono anche la monarchia e la successione ereditaria. Questo

fa sì che le successioni si configurino come momenti di crisi.

Nel sistema germanico il re era a capo della gerarchia sociale. Enrico II, invece, essendo un conte d’Angiò,

presta fedeltà al re di Francia ed è suo vassallo. Il fatto che il re di Inghilterra fosse vassallo del re di Francia

costituisce un problema. Questo è uno degli elementi che portano al conflitto dei 100 anni (in Inghilterra il

re non prestava omaggio a nessuno).

La società normanna inglese è intensamente attraversata dai rapporti feudali (re che ha vassalli a cui da

terre in cambio di milizie).

Intorno alla figura regia c’è un’aurea sacrale e di mistero (vd testo di Bloch). Il re viene incoronato in una

cerimonia liturgica, con formule precise; il gesto di porre la corona sul capo è fatto da un ecclesiastico. In

questo contesto il re (di Francia e Inghilterra) riceve anche la sacra unzione = il re si sveste dei suoi abiti

perché lo spogliarsi indica un passaggio di stato (entra in Chiesa come uomo comune e ne uscirà come re

voluto da Dio), viene unto nelle parti scoperte della veste => la scintilla del divino entra nel corpo dell’uomo

comune. La sacralità gli dà anche il potere soprannaturale di guarire (vd Bloch).

All’epoca si avverte la necessità di fissare una corte, anche se i re continuano ad essere itineranti. Filippo

Augusto (tra 1100 e 1200) iniziò a dotare Parigi di varie strutture, ma comunque rimane itinerante e

quando va in guerra porta con sé il patrimonio, la corte e gli archivi e poi in guerra gli ruberanno tutto.

Episodi come questo faranno capire al re che è necessario avere delle corti fisse in cui tenere tesori e

documenti.

Con Guglielmo vennero rinnovate anche le regole inerenti le riserve regie (territori di cui il re ha i

monopolio).

Il domesday book ci dà l’idea d’Inghilterra di un re ricco (prelevava uomini e denaro) => sono più deboli i

duchi.

Le shires rimangono cellule di divisione del regno. In ogni shire c’è un agente regio (sceriffo che è un

interlocutore del re).

La giustizia è amministrata nelle contee, cioè nei tribunali di contea presiedute dallo sceriffo. Nonostante

questo però Il territorio è attraversato da giudici regi itineranti => collaborazione fra lo sceriffo (che

conosce la situazione locale, interlocutore di popolo e potenti) e i giudici regi che sono imparziali. Da qui

nascerà il sistema legale del Common Law (diverso da quello che ci sarà nell’Europa continentale) il cui

elemento caratteristico è l’interazione fra giustizia del re e giustizia locale.

LA CHIESA INGLESE

L’evangelizzazione nel territorio inglese era stata tarda: nel 600 tramite monaci irlandesi e inviati papali

(mandati da Gregorio Magno).

Attenzione: evangelizzare non vuol dire solo convertire, ma impiantare una struttura ecclesiastica precisa

(si creano diocesi, cioè circoscrizioni territoriali, e si nominano vescovi). Le diocesi del territorio inglese

sono 17. Tra Canterbury e York, che lottavano per il primato, ha la meglio la prima (per scelta del papa e

perché ci sarebbe sepolto San Tommaso).

I vescovi e gli arcivescovi incoronano il re; il loro potere si basa sulle terre, sui patrimoni ecclesiastici +

forniscono forti contingenti militari + alcuni sono consiglieri del re e giudici itineranti. Solitamente sono

uomini di alta cultura.

Il re amministra i vescovi durante la “vacanza del vescovo” = amministrava i vescovi fino a nuova elezione e,

a volte, sceglieva vescovi tra i fedeli => influenza del re sul mondo ecclesiastico.

Un caso che ci spiega quanto potere politico ed ecclesiastico fossero legati è quello di Becket, uno dei

consiglieri del re che diventa arcivescovo di Canterbury. Ad un certo punto lui non si lascia più pilotare dal

re (Enrico II) => Negli anni ’70 del 1100 Becket verrà esiliato e poi ucciso. Esempio di scontro fra potere

politico ed ecclesiastico.

Altro caso di scontro: dopo Guglielmo I c’è Guglielmo II (il Rosso) che si scontra con Anselmo d’Aosta (dal

1093 insegnava sulla cattedra più importante del regno) perché Guglielmo voleva influire sulla Chiesa. La

Chiesa voleva ottenere più autonomia (è in un momento di trasformazione) e Anselmo si oppone => viene

esiliato (1097-1100). Anselmo si scontrerà anche con il fratello di Guglielmo II, cioè Enrico I (il terzo figlio di

Guglielmo) in merito al tema delle investiture.

Questi scontri non implicano assenza di collaborazione fra e vescovi che invece c’era (vd il fatto che alcuni

vescovi partecipavano allo Scacchiere).

ALTRE COMPONENTI DEL PANORAMA INGLESE

Il Domesday book è importante per studiare i rapporti vassallatici. Molti dei baroni del regno sono vassalli

del re. I baroni disponevano di cavalieri; i cavalieri sono coloro che possiedono cavallo da guerra e armatura

(oggetti costosi) => i cavalieri detengono terre in quanto proprietari/in quanto le hanno ricevute in

concessione da altri.

I cavalieri ricevono l’investitura di altri cavalieri prima di loro. Obbligo: servire a cavallo nella milizia del

signore.

Nel 1200 il re inglese riusciva a radunare fino a 5000 cavalieri; questi non dipendevano tutti direttamente

da lui, ma da signori intermedi.

Il domesday book non venne mai aggiornato => noi leggiamo ancora il numero di cavalieri dovuto per ogni

terra in base alla situazione di quando venne redatto. I baroni che poi si sono impoveriti devono

comunicarlo al re. Il fatto di fornire i cavalieri previsti dal domesday book in base alle proprie risorse prende

il nome di “knight service”.

Per chi non può fornire i cavalieri si stabilisce il pagamento di una somma (scutage) = 20 scellini per

cavaliere. Si tratta di una soluzione che permette maggiore flessibilità. La presenza di questa alternativa

porta all’aumento del reclutamento dei militari di professione.

 Aumenta il reclutamento dei militari di professione.

25/10 (lezione 18)

Il passaggio da una figura di amministrazioni di patrimoni (es. sceriffo) a un funzionario regio non avviene

soltanto nella monarchia inglese, ma è comune anche ad altri processi di costruzione della monarchia.

RIASSUNTO PAROLE CHIAVE DEL MONDO ANGLOSASSONE (preciso solo quelle non sufficientemente

chiarite durante le spiegazioni precedenti)

Murdrum = dopo la conquista viene emanata questa legge che ha come obiettivo quello di tutelare i

normanni dagli attacchi da parte degli anglosassoni che stavano nei villaggi (vd il fatto che gli abitanti si

sentivano usurpati dai recenti conquistatori). Dato che i villaggi si coalizzavano contro i normanni si era

stabilito che le aggressioni contro i normanni venissero punite con una punizione di tutto il villaggio.

Scutage, danegeld, exchequer, Fyrd, writ, hide, knight service, hundred, sceriffo, barone.

LA RIFORMA DELLA CHIESA

LA CHIESA PRIMA DELLA RIFORMA GREGORIANA

Diocesi: ricalco sulle antiche diocesi che sono le antiche province romane + identità fra città e diocesi => i

vescovi sono fondamentali. Siamo infatti in un periodo in cui i poveri non venivano assistiti (cosa che invece

con i Romani avveniva, dato che avevano una fiscalità) => questo genere di assistenza sociale veniva fatta

da parte delle diocesi e del vescovo.

Il cristianesimo è una religione della salvezza e vuole diffondere il messaggio cristiano che si richiama agli

insegnamenti di Gesù di Nazaret. Si tratta di insegnamenti raffinati dal pdv morale = uguaglianza, concordia

fra uomini e obbedienza a un solo Dio; si tratta di idee ricollegabili alle filosofie del mondo ellenistico.

- 313 (editto di Costantino) = libertà di culto ai cristiani.

Seguiranno i concili che avvengono mentre si concretizzano certe divisioni religiose (culti alternativi vs

quello di Bisanzio che è quello ortodosso).

- 380 (editto di Tessalonica) = l’imperatore Teodosio stabilisce che il credo niceno è religione di stato

(concilio di Nicea del 325).

Intanto anche a livello locale ci sono concili e sinodi in cui si discutono questioni di conformità dei culti

alternativi al culto ufficiale (vd iniziative di Ambrogio contro l’arianesimo a Milano).

- VII secolo = evangelizzazione del Nord Europa (Britannia).

- 630-690: diffusione aree islamizzate in Europa, Spagna, Sicilia (basi saracene).

- VIII-IX: evangelizzazione (anche forzata) dei germani dell’est (Sassoni).

- Nel 1100 è iniziata la cacciata dei musulmani => l’Europa è interamente cristianizzata.

La conversione dei regni barbarici parte dalla conversione dei re (es. re Clodoveo che si battezza, fine V-

inizio VI secolo). Questo vale sia per i Franchi sia per i Burgundi che per i Visigoti. Gregorio di Tours dice che

i re si convertivano perché avevano visto fatti prodigiosi (vd quanto scrive in “Historia Francorum”). Anche

gli evangelizzatori insistono sul fatto che il Dio cristiano è un Dio efficiente di fronte alle esigenze degli

uomini. Inoltre, per i Franchi, i Visigoti e gli altri barbari aderire al Cristianesimo significa procedere con le

conquiste e favorire l’integrazione fra i propri popoli e le elite romane (possibilità di sostituirsi all’antica

aristocrazia senatoria senza distruggerla, come invece poi fanno i Longobardi).

I Visigoti passano per l’arianesimo e poi si convertono al cristianesimo cattolico => integrazione con elite

gote e romane. Ci saranno molti concili nelle zone conquistate dai Visigoti (dal 633). Questi concili non sono

voluti dal re di Bisanzio, ma dai re visigoti. Sede principale della chiesa visigota = Toledo.

 Collaborazione fra vescovi e re molto stretta => i re sono presenti nelle scelte vescovili etc.

Le chiese barbare riconoscono la figura papale a Roma, ma sono anche molto autonome. Sono delle chiese

regionali e molto legate alla realtà locale con un riconoscimento della Chiesa romana ma comunque anche

con distanza. La riforma Gregoriana (Gregorio VII) consiste infatti nell’organizzazione della Chiesa su una

base più centralizzata: i vescovi conservano il prestigio locale, ma devono obbedire al papa.

Fa eccezione la Chiesa franca perché i Pipinidi si erano legittimati come dominatori proprio tramite il

papato => da subito vengono riconosciuti la centralità del papa e il dovere di obbedienza.

 Fino al 1000 circa la Chiesa è molto regionalizzata.

In Irlanda si diffonde presto un monachesimo che va verso la Bretagna e verso il continente. Spesso

l’evangelizzazione procede dai re al popolo, ma i messaggi dati ai vertici e quelli dati al popolo sono diversi:

le discussioni dei Concili riguardano sottigliezze => occorre semplificare il messaggio cristiano e avvicinarlo

alle credenze dei popoli da evangelizzare. Uno dei più celebri missionari è Bonifacio: verso Turingia, Frisia e

Sassonia (muore in Frisia assalito da predoni) = lui insiste sul fatto che il Dio cristiano è più potente degli dei

germanici sottolineando che le condizioni climatiche dei territori delle popolazioni cristiane siano più miti

=> punta su condizioni materiali di vita per convertire.

I primi santi sono i martiri (i perseguitati dai Romani per la loro credenza). La sepoltura dei martiri dava

luogo alla costruzione di monasteri e chiese e diventava elemento identitario per i villaggi vicini. Gli

evangelizzatori portavano spesso con se delle reliquie a cui attribuivano poteri guaritori o miracolosi (vd

costume dei popoli barbarici di portare con sé amuleti => poteva essere elemento di contatto).

I culti dei santi e delle reliquie sono sintomo di un’esigenza che proviene dai popoli cristianizzati => la

Chiesa cambia il suo volto.

Le chiese erano ricche (lasciti, donazioni etc. date dai ricchi in vista della salvezza). Questo crea un

contrasto con i testi sacri: il messaggio evangelico è pauperistico e non si riesce a conciliare con la ricchezza

della Chiesa. L’aspetto positivo della ricchezza della Chiesa è la possibilità, attraverso la ricchezza, di

finanziare l’attività di culto, mantenere il clero e di mettere in atto attività di assistenza per i poveri.

Siamo nei secoli in cui i nobili, intorno alle reliquie o a luoghi miracolosi, fondavano chiese => chi

amministrerà i sacramenti sarà nominato dal patronus => saranno persone vicino alla famiglia nobile che ha

fondato quella chiesa.

 Fenomeno delle “adelskirche” = chiese nobiliari. Anche questo era in contrasto con il messaggio

evangelico (lo facevano per acquisire fama).

Decima = sistema fiscale ecclesiastico che serve per il mantenimento del clero e che era basata sulla

produzione dei vari terreni dei signori.

Gregorio Magno (morto nel 603, papa membro dell’aristocrazia senatoria romana e uomo di cultura) si

scambiava le lettere con i vescovi e anche con i missionari che andavano verso l’Inghilterra. Il monaco

Agostino, mandato da Gregorio, diventerà il primo vescovo di Canterbury (prima sede vescovile in

Inghilterra). Gregorio gli scrive che le zone su cui dominava erano ancora legate al paganesimo e gli dice che

occorre distruggere i templi pagani. Gregorio ha invece un atteggiamento più morbido in altre lettere

(all’arcivescovo di Londra scrisse che occorreva distruggere solo gli idoli dentro i culti pagani). Altrove dice

che non c’è bisogno di distruggere le feste pagane, ma che esse vanno gradualmente trasformate in feste

cristiane.

Evangelizzazione = non solo convertire ma anche creare un reticolo di chiese e nominare dei vescovi (i primi

ad essere nominati sono gli evangelizzatori).

Fin dalle origini la chiesa si dota del clero. Vescovo = pastore; poi c’è il clero dei sacerdoti e poi il clero

minore (es. diaconi e sotto-diaconi). Questo clero si occupa del culto e della trasmissione dei testi sacri ai

cristiani.

I deliberati dei vari concili (sia quelli ecumenici che quelli locali) danno luogo a dei testi che vanno a

costituire un codice canonico che include, oltre a questioni dottrinali, anche questioni di giustizia

ecclesiastica (leggi della chiesa = canoni, canonistica è la disciplina che studia i canoni). La costruzione

dell’edificio ecclesiastico riguarda anche le formule del culto (soprattutto del momento eucaristico).

Collegi canonici = forme di vita comune del clero nei pressi di una cattedrale (chierici che vivono insieme e

non ognuno nella propria chiesa). Monaci e canonici sono due tipi diversi di comunità, entrambe con regole

e la condivisione di vita e preghiera.

Nelle diocesi troviamo le pievi (chiese battesimali). Le parrocchie sono circoscrizioni ecclesiastiche più

piccole delle pievi. Ad ogni pieve corrisponde un territorio (ogni villaggio organizza il proprio culto in

funzione di una certa pieve).

IL MONACHESIMO

Capitolo sul monachesimo del Vitolo: il monasteri saranno centri di culto e di preghiera collettiva + centri

culturali + centri di produzione (es. cistercensi). Vitolo dice che le premesse del monachesimo sono, ad

esempio, nel buddhismo indiano + esperienze monastiche egiziane (che nascono come esperienze

eremitiche) + comunità basiliane = Dall’eremismo egiziano si passa a piccoli gruppi che si isolano dal mondo

+ Basilio dà a questi monaci delle “regole” = ammaestramenti per i cristiani che vivono in comunità.

A queste comunità basiliane risale anche la figura dell’abate (il superiore di questi monaci).

San Gerolamo = proviene da una famiglia della Dalmazia e studia a Roma, viene battezzato e si ritira in un

deserto della Siria in un’esperienza eremitica. Quando torna a Roma diventa uno studioso molto ammirato.

Poi decide di creare monasteri. È uno dei padri della Chiesa (pensatori che contribuiscono ad arricchire il

pensiero cristiano).

Ci sono anche altre esperienze: es. Cassiodoro fra i Visigoti + esperienza del vescovo di Tour, Gregorio (la

sua sepoltura diventa poi una basilica che è meta di pellegrinaggi) + Giovanni Cassiano = comunità cristiane

fondate nei Balcani.

Irlanda (celtica): l’evangelizzazione avviene a inizio 400; poi sono gli irlandesi ad evangelizzare gli

anglosassoni.

Le regole date da Benedetto (480/547) non erano una novità. Lui fonda Montecassino di cui poi diventa

abate. Poi crea la Regula che si rifà a quelle precedenti (vd comunità basiliane) => quella benedettina non fu

la prima regola. La regola benedettina inoltre non fu il primo codice monastico organico. Motivi di successo

della regola benedettina: essa non impone una vita troppo isolata, ma chiede preghiera e culto + impone

una serie di impegni durante la giornata del monaco.

I monasteri benedettini non sono un ordine, ma un modello di fondazione. La vita all’interno di questi

monasteri è simile, ma non è un ordine (il concetto di ordine arriva dopo).

La cristianità è organizzata intorno ai patriarcati di Antiochia, Alessandria d’Egitto, Roma, Gerusalemme e

Costantinopoli. Il vescovo di Roma emerge per la tradizione del martirio e della sepoltura di Pietro a Roma +

il fatto che gli imperatori romani abbiano scelto la religione cattolica come religione di Stato + iniziative di

evangelizzazione (le evangelizzazioni romane sono efficaci) + ricchezza possedimenti + collegamento con i

territori bizantini.

 Il papa di Roma è un personaggio di prestigio.

Nei secoli dopo il 400 il prestigio papale si deteriora: l’aristocrazia romana si impossessa di varie cariche

ecclesiastiche. Vitolo p. 76-77: parla del patrimonio di San Pietro = possessi fondiari nel Lazio e in Sicilia

(zona importante per la produzione granaria).

Roma era anche sede di un ducato bizantino. Ma qui il potere dell’impero di Bisanzio e la presenza di un

potere ecclesiastico forte porta alla fusione di potere ecclesiastico e bizantino.

Parlare di stato pontificio è improprio, si tratta di patrimoni che sono fonti di ricchezza e che ci spiegano

perché l’aristocrazia romana fosse interessata ad occupare cariche ecclesiastiche.

I Franchi doneranno territori bizantini al papato + gli ecclesiastici franchi producono un documento falso in

cui si dice che Costantino avrebbe dato a papa Silvestro la supremazia su Roma e sulla chiesa cristiana, il

palazzo del Laretano, le insegne imperiali e il potere sull’Impero d’Occidente. La donazione di Costantino

diventerà per la Chiesa occasione per rivendicare potere temporale.

Nell’800 c’è un impoverimento generale della società. La diffusione del regno Ostrogoto e poi l’arrivo del

Longobardi hanno aggravato la situazione. Roma è una città spopolata e impoverita. Molti spazi sono

occupate da greggi e pecore perché le città sono state spopolate. In questo contesto le famiglie

aristocratiche romane occupano le cariche ecclesiastiche per beneficiare delle ricchezze del papato; la

famiglia più celebre è quella dei Teofilatto (sono bizantini) = si impadroniscono delle cariche amministrative

a alcuni diventano papi e ne fanno una carica ereditaria.

 Grande corruzione.

20 papi in 65 anni: molti destituiti, altri assassinati. I luoghi sacri sono oggetto di sacrilegi. Dopo i Teofilatto

si impongono i Conti di Tuscolo e altre famiglie che esercitano imposizioni sulle lezioni papali.

Ugo di Provenza (re d’Italia): sposa Marozia (sorella del papa e membro dei Teofilatto) per aumentare le

possibilità di essere eletto imperatore (vd il fatto che l’imperatore era eletto fra i potenti dell’impero e

l’incoronazione era fatta dal papa). Questo progetto fallisce a causa di una rivolta.

Altra figura: Alberico (fratello di Marozia) emerge ed è padrone di Roma.

In questa confusione l’imperatore non viene incoronato. Si incorona solo nel 962 (verrà incoronato Ottone

di Sassonia, figlio di Alberico)

LA NECESSITÁ DI UNA RIFORMA

P. 186/188 dei Vitolo. La Chiesa romana è in balia delle aristocrazie e ha perso prestigio, ma rimangono

elementi di contrasto con la chiesa di Costantinopoli (soprattutto in materia dogmatica).

Scisma di Fozio (intorno a 860): il patriarca di Costantinopoli Fozio si scontra con la Chiesa romana (papa

Niccolò II) = nel credo del consiglio di Nicea si dice che lo Spirito Santo discende dal padre, mentre nella

predicazione romana si diceva che lo spirito santo discende dal padre e dal figlio.

Anche a Costantinopoli i patriarchi sono legati al potere politico => viste le tensioni con Roma l’imperatore

depone Fozio.

La questione dogmatica è solo uno dei motivi di contrasto, vd iniziative di cristianizzazione del mondo slavo

che non erano giunte a compimento (entrambe le chiese vogliono imporre il proprio credo e i propri

prelati).

Fozio ritornerà ad essere patriarca di Costantinopoli e poi venne ancora deposto.

Roma è in crisi quindi non c‘è capacità di comunicazione fra le due Chiese (ai papi interessano terre e beni).

Nel X secolo il dialogo si interrompe, riprende nell’XI secolo in merito alla prassi dell’Eucarestia (questione

liturgica = uso o meno pane lievitato) + divergenza di opinioni in merito ai matrimoni dei chierici (Chiesa

romana non lo permetteva, quella di Costantinopoli sì).

Nel 1053 crisi: patriarca di Costantinopoli (Michele Cerulario) vs papa romano (Leone IX).

 Esplosione controversie. Fallisce la mediazione dell’imperatore e nel 1054 scisma d’Oriente = gli

inviati papali vanno a Costantinopoli e depongono la bolla di scomunica.

A questo punto l’antica organizzazione della Chiesa (con i 4 patriarcati) non ha più valore.

30/10 (lezione 19)

XI secolo: nascita di istanze di riforma in vari ambienti (a Roma, Milano etc.).

La riforma gregoriana cambia la struttura ecclesiastica da policentrica ad accentrata e monastica.

L’esperienza patarinica dà spazio ai laici perché il clero era definito corrotto, invece con la riforma

gregoriana i mondi dei chierici e dei laici verranno separati più nettamente. La riforma punta anche a

togliere le influenze del potere temporale sulla Chiesa (vd famiglie nobili romane).

Capitolo 14 del Vitolo: parla del rinnovamento della vita religiosa.

Nel capitolo 11 si parla dello sviluppo dell’agricoltura: le innovazioni non sono spontanee, l’iniziativa viene

presa dai poteri politici e dai signori (grandi proprietari). Si capisce che una monocultura ripetuta

impoverisce il terreno => si introducono delle rotazioni (alternanze di colture), lasciano al limite parti di

terreno incolte. Vitolo parla anche delle rese agrarie che aumentano grazie alle novità introdotte => è

possibile destinare le eccedenze ai mercati.

p. 244: dissoluzione ordinamenti pubblici dopo i carolingi => si formano varie signorie (Europa più

parcellizzata e particolaristica). Di questo risente positivamente l’agricoltura (vd idee ed innovazioni dei

signori) + la Chiesa (fondazione di chiese private da parte di famiglie aristocratiche per avere fama), si tratta

di chiese la cui gestione spetta a chi le ha fondate.

Il fatto che molte chiese siano in mano ai privati è sintomo della crisi della Chiesa, come la questione

dell’educazione del clero (vd capitolari carolingi in cui si legge questa preoccupazione).

Il clero era corrotto e poco degno della funzione che doveva svolgere + colpevole di simonia (corruzione:

compravendita delle cariche ecclesiastiche) e concubinato (nonostante in Occidente si insistesse sul

celibato, molti preti vivevano con donne ed avevano figli). Inoltre ai figli dei preti spesso rimanevano le

cariche e i beni delle chiese e li disperdevano => il concubinato era anche una minaccia economica per la

Chiesa.

A Milano si lotta contro questo ed è una lotta che coinvolge anche i ceti popolari grazie all’azione dei

predicatori => si ipotizza una soluzione: se un prete è indegno perché si è macchiato dei peccati di simonia

o concubinato i sacramenti da lui somministrati non sono validi. Questo è pericoloso: questi preti che ruolo

hanno? Si sgretola l’istituzione ecclesiastica dalle fondamenta.

La corruzione di Roma coinvolge anche il resto dell’aristocrazia europea: Ugo di Provenza (re di Provenza)

diventa re d’Italia (regno che i carolingi avevano sempre destinato a un membro della dinastia) e sposa

Marozia (una Teofilatto, sorella di un papa) per diventare imperatore. Poi con Ottone I arriveranno i Sassoni

(anni ’50 del 900) che danno nuovo lustro all’impero.

Nel 900 le chiese di fondazione signorile sfuggono al controllo ecclesiastico + le grandi sedi vescovili e

abbaziali vedono le cariche monopolizzate da grandi famiglie (diventare vescovo o abate significava

disporre di patrimoni e godere dell’immunità => ha senso che le grandi famiglie aristocratiche vogliano

controllare queste posizioni).

 L’alto clero ha uno stile di vita simile a quello delle famiglie di provenienza (famiglie di laici potenti

che sono guerrieri): fanno guerre, partecipano alla caccia, partecipano alla vita di corte dei castelli,

hanno concubine. Anche la vita monastica è inquinata da tutto ciò.

I vescovi e gli abati, secondo i deliberati dei concili (e quindi per tradizione), vengono eletti per decisione

del clero e del popolo locale => non ci dovrebbero essere interferenze di potenti. In realtà i più potenti

condizionano le elezioni, soprattutto in ambito romano.

Ci sono però anche centri monastici in cui c’è un clero molto attento alla morale, sono quelli in cui nasce la

necessità di un ritorno alle origini.

Il richiamo al Vangelo originale c’è ovunque nel Medioevo (vd anche movimenti del 1200 che lotteranno

contro la Chiesa ricca).

Una espressione di queste idee è la fondazione del monastero di Cluny (Borgogna). È un monastero fondato

da Guglielmo duca d’Aquitania nel 910; l’intento è quello di creare un centro monastico di teologia e di

evitare i condizionamenti esterni. La regola è sempre quella benedettina, ma i cluniacensi sono un ordine =

l’abazia di Cluny verrà riprodotta tramite dei priorati (monasteri cluniacensi collegati alla struttura

originaria). L’abazia è dedicata a San Pietro e viene messa subito sotto dipendenza del papato; questo

perché si volevano evitare influenze locali (in teoria il vescovo della diocesi in cui si trovava Cluny sarebbe

stato il controllore del monastero). Questo era già successo a Montecassino (dipendeva direttamente da

Roma).

 Cluny diventa un reticolo di fondazioni monastiche in cui trovano posto degli aristocratici. Cluny

riceve molte donazioni dalle grandi famiglie, ma comunque non ci saranno interferenze. Gli abati

saranno sempre dotti e di grande levatura spirituale. Quando a Roma si discute della riforma,

soprattutto dell’elezione papale, molti dei riformatori che partecipano sono abati di Cluny => gli

abati di Cluny viaggiano spesso e sono spesso a Roma.

 È un’esperienza monastica molto legata all’ambiente aristocratico, ma è comunque centro di

spiritualità.

Fine XI secolo (1098): fondazione cistercensi a Cîteaux (si legge “Sitò”) in Francia = obbediscono alla regola

benedettina con accento sulla povertà come richiamo evangelico. I cistercensi scelgono luoghi da coltivare

e lavorano su queste terre e non sono esentati dalla guida del vescovo locale (non come Cluny). Siamo

quasi 2 sec. Dopo la fondazione di Cluny.

Anche dalle esperienze eremitiche arrivano personaggi che danno contributi alla riforma.

Anche negli ambienti laici ci sono dure critiche ad una Chiesa troppo ricca => tradimento del messaggio di

Cristo.

I più radicali dei critici delegittimano il clero con l’idea della deposizione del clero non degno (i sacramenti

amministrati da esso sono ritenuti non validi, vd Milano); di questo si discute nelle chiese locali, mentre a

Roma il problema cruciale è l’elezione papale.

Dal 1039, dopo imperatore Corrado II (vd emanazione dell’”Edictum de Beneficiis” del 1037 = a favore dei

feudatari minori), viene eletto Enrico III; quest’ultimo è sensibile al degrado delle cariche ecclesiastiche. Nel

1045/46 le elezioni papali erano tornate nelle mani dell’aristocrazia romana => Enrico III depone questi papi

uno dopo l’altro (sono 3 papi) e fa diventare papa una persona che potrebbe portare la Chiesa sulla retta

via = elezione di Clemente II a papa. Si tratta di un’ulteriore interferenza del potere laico, ma qui Enrico

voleva veramente rimediare alle corruzioni della Chiesa; questo papa fa di Enrico patrizio romano = ripresa

del modello carolingio e dell’integrazione fra Chiesa e potere al di là dell’aristocrazia.

Anche i papi successivi sono legati all’imperatore, soprattutto Leone IX (proviene da un monastero

cluniacense della Lorena ed è cugino dell’imperatore, profilo intellettuale e morale elevato = si circonda di

personaggi riformatori). Questo papa si scontra con dei nuclei normanni che hanno ricevuto come

ricompensa dei territori Italiani, a discapito dei longobardi e dei bizantini. L’espansione di questi territori

normanni diventa pericolosa per il papato => deve contrarli, ma hanno notevoli capacità militari.

1053: Leone IX è sconfitto a Civita dai Normanni (nonostante con lui combattessero anche i bizantini) e

viene a patti con i Normanni.

Sul fronte della corruzione ecclesiastica, Leone IX inviò emissari nei vari vescovati tedeschi per affrontare la

corruzione locale; però qui si scontrò con degli ecclesiastici potenti che hanno eserciti potenti e che

ricevevano onorificenze dall’imperatore. Alla fine Lene IX non riesce a convincerli a rinunciare a tutto ciò.

Leone IX dialogherà con i Normanni, una volta sconfitto: Leone promette di riconoscere il loro dominio =>

alleanza con i Normanni (siamo nel periodo di rottura del papato con Bisanzio).

Alla morte di Enrico III rimane Enirco IV che però è sotto tutela materna. Il dibattito sulla Chiesa va avanti.

Le famiglie romane non cedono molto sul piano della loro influenza sulle vicende papali.

Morto Stefano IX c’è il problema di eleggere il papa (si teme nuova ingerenza della nobiltà romana) => si

decide di andare a e lì nel 1059 viene eletto papa Niccolò II (vescovo di Firenze). Si decide di andare a Siena

in quanto lì il papa era protetto da Goffredo di Lorena (fratello del papa precedente e parente dei marchesi

di Canossa). Io è sostenuto dai sostenitori dell’imperatore Enrico IX e dalla famiglia feudale dei Canossa

(nobili della zona), imparentati con l’ex papa Stefano IX. Il problema è: come si risolve l’elezione papale?

Venne convocato un concilio e riformulato il processo di elezione papale = la formula “clero et populo” era

democratica, ma si era mostrata fallimentare, quindi si decide che siano i prelati delle diocesi laziali

(suburbicali) vicine a Roma ad eleggere il papa (cardinali = vescovi e anche sacerdoti).

 Rimangono escluse le famiglie aristocratiche romane e il popolo romano.

Se però l’elezione di Niccolò II era stata appoggiata da nobili e dall’imperatore questa decisione tende ad

escluderli. Enrico IV è deluso e inizia a maturare un’ostilità verso il papato.

Quando diventa papa Alessandro II (vescovo di Lucca) il suo nome è Anselmo da Baggio (viene dalla zona

milanese ed è vicino al movimento patarinico, mentre il vescovo di Milano è ostile ai patarini). Alessandro II

aveva favorito Guglielmo favorendolo nella conquista del regno d’Inghilterra. Sarà papa fino al 1073,

quando viene eletto papa Ildebrando di Soana (uno dei riformatori che erano stati vicini a Leone IX).

Intanto Enrico IV è circondato da vescovi tedeschi (personalità a lui legate) che dispongono di patrimoni

etc. => ambiente tedesco che guarda a Roma con preoccupazione (hanno paura che venga messo in

discussione il loro concetto di ruolo vescovile).

IL MOVIMENTO PATARINICO A MILANO

Simonia = compravendita di cariche ecclesiastiche (origine del termine: Simon Mago si rivolge a Pietro e gli

chiede se con il denaro si può acquistare la grazia divina).

Spesso si parlava di concubinato utilizzando l’espressione “nicolaismo”. Nicolaismo = riferimento a una

setta di eretici dell’Anatolia (seguaci di Nicola di Antiochia) che si dedicava ai piaceri carnali.

I preti sono simoniaci perché per arrivare alla loro carica avevano pagato figure importanti. A Milano si

schiera contro di loro Arialdo (chierico, parte del clero minore), intorno a lui si radunano le folle. Se il clero

è indegno allora i laici devono poter leggere i testi sacri sostituendosi al clero. L’arcivescovo (Guido da

Velate, membro di una famiglia nobile importante) è preoccupato, convoca un sinodo in cui ci sono Arialdo

e Landolfo Cotta (notaio, laico). Arialdo e Landolfo vanno a Roma e chiedono aiuto al papa e vengono

favoriti dagli ambienti riformatori romani.

I patarini derivano il nome dal termine popolare che vuol dire “straccioni”. È una denominazione usata dai

loro avversari (aristocratici alleati del vescovo, difensori dello status quo). I patarini vengono presentati

come plebaglia incontrollabile che vuole rubare risorse al clero. Se noi leggiamo le narrazioni degli autori

dell’epoca di Milano troviamo invece come patarini gente comunque altolocata (a partire da Arialdo e

Landolfo), quello che noi chiameremmo ceto medio.

Uno degli aspetti più radicali della predicazione patarinica è l’idea della destituzione dei sacerdoti indegni

=> pericoloso: messa in discussione dei sacramenti ricevuti in precedenza (i preti ordinati da preti corrotti

non sono riconoscibile come preti).

Spesso si parla di eresia patarinica, ma sbagliando. Un esempio di eresia è quella dei Catari = eretici della

Francia del sud nel 1100 + eretici di Monforte (castello di Monferrato) che avevano formato una comunità e

l’arcivescovo di Milano li aveva catturati, interrogati ed era emersa eresia.

Invece i patarini non contestavano i dogmi, ma volevano colpire il clero indegno e dare spazio ai laici

sostituendo clero indegno.

1066: il nuovo papa Alessandro II scomunica Guido da Velate (il vescovo che aveva ostacolato i patarini) e

c’è una guerra civile. Valete scaglia l’interdetto sulla città di Milano, Arialdo verrà assassinato dai seguaci

dell’arcivescovo.

 Due aspetti della vicenda patarinica = i patarini si incontrano con i riformatori romani + i laici

vogliono dire la loro.

Siamo nell’età pre-gregoriana.

LA RIFORMA GREGORIANA

Papa Gregorio VII è Ildebrando di Soana (uno dei riformatori che circondavano Alessandro IX)

Attenzione: fino al 1059 la questione era sottrarre l’elezione papale alle aristocrazie romane. Poi i papi

riformatori si trovano di fronte alla resistenza dei vescovi di rinunciare ai loro legami con i potenti locali.

 La questione è: chi sceglie e investe della carica il vescovo = lotta delle investiture. Questo perché la

carica vescovile vedeva la presenza di molti aspetti temporali (patrimoni, legami con poteri laici, a

capo di forze militari).

In Germania era soprattutto l’imperatore a ricompensare i vescovi e questo crea problemi.

Non dobbiamo pensare che i vescovi tedeschi fossero tutti corrotti.

31/11/2017 (lezione 20, tenuta da Francesco Bozzi, cartine aggiunte dal web)

L’ITALIA DELL’ALTO MEDIOEVO E DEI NORMANNI (su Ariel sono presenti slides con testi di cui si è parlato a

lezione).

I Longobardi arrivano in Italia nel 568, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, sono di origine

scandinava e sono guidati dal re Alboino. La potenza militare di questo popolo si esprimeva via terra e non

via mare: questo fu il motivo per cui molti territori dell’Italia meridionale rimasero in mano ai bizantini.

Alboino muore nel 572, il successore è Clefi che è re dal 572 al 574; successivamente (dal 574 al 584) i

Longobardi rinunciano all'elezione di un successore e si costituiscono in 36 ducati separati, sostanzialmente

indipendenti tra loro (questo periodo è detto “periodo dei Duchi”).

Presto i Longobardi si rendono conto che questa forma di governo non porta a risultati politici ed

amministrativi soddisfacenti e eleggono come re Autari (dal 584). Siamo in un momento di integrazione fra

la popolazione longobarda e quella romano-latina e di avvicinamento da parte dei Longobardi

all’episcopato che in quel momento vedeva papa Gregorio I (vd obiettivo di Autari di rafforzare l’autorità

regia).

L’avvicinamento con il papa porta, nel 728, alla donazione, da parte dei Longobardi, di Sutri. Per molto

tempo si è ritenuto che questa donazione fosse all’origine del potere temporale della Chiesa, in realtà si

tratta di una donazione come molte altre che vi erano in quel periodo => si è smesso di attribuire a tale

spessore.

Intanto i Longobardi, sotto la guida di re Desiderio, portano avanti una politica espansionistica che

minacciava lo stesso papato => intervengono i Franchi, guidati da Pipino il Breve: forzano i Longobardi a

cedere parte del loro territorio allo stato della Chiesa (patrimonio sancti Petri).

A seguito di questi scontri vengono coltivati dei buoni rapporti fra Franchi e Longobardi: Carlo Magno (il

figlio del re Pipino) viene fatto sposare con Ermengalda, principessa dei Longobardi (figlia di Desiderio)

Quando però, dopo la morte di Pipino, Carlo Magno rimane solo sul trono (vd morte del fratello

Carlomanno nel 771) egli ripudia Ermengalda che trovò rifugio presso il padre Desiderio; la politica di Carlo

Magno, fortemente espansionistica mirava a prendersi i territori longobardi in Italia.

 Carlo Magno scende in Italia nel 773, sconfigge i longobardi in poche ed efficaci battaglie.

 Dal 774 Carlo Magno è re dei Franchi e dei Longobardi (si fa erede della tradizione longobarda in

Italia).

Dopo Carlo Magno e il suo successore Ludovico il Pio il regno viene diviso in monarchia francese, regno

d’Italia e Sacro Romano Impero. L’impero viene poi riunificato, ma, a causa delle invasioni vichinghe, Carlo il

Grosso viene deposto (887). A seguito di tale deposizione il regno d’Italia venne attribuito a Berengario,

marchese del Friuli.

Guido (duca di Spoleto) spodesta Berengario e regna sull’Italia fino al 894 (poi gli succede il figlio che regna

per altri 4 anni).

Ad un certo punto si affaccia un pretendente esterno, il re di Germania Arnolfo di Carinzia (diventa re

d’Italia nel l’894 ed imperatore dal’896): Arnolfo scende in Italia, sconfigge Lamberto (figlio di Guido di

Spoleto che in quel momento era re d’Italia e imperatore, incoronato dal papa Stefano I). Arnolfo diventa

prima re d’Italia e poi imperatore.

È successivamente con gli Ottoni (dinastia che regna la Germania dal 962 al 1024) che il regno d’Italia si lega

definitivamente alla dignità imperiale.

Tutti questi avvenimenti riguardano i territori dell’Italia centro-settentrionale (quella conquistata dai

Longobardi). I Longobardi non arrivano mai a conquistare la Sicilia che rimane in mano ai bizantini per

molto tempo, fino a che, nell’827, viene occupata dagli arabi. Palermo diviene presto capitale dell’isola. La

conquista termina nel 962-965 con la caduta delle ultime fortezze bizantine cadono del 962-65.

La convivenza fra il Regno d’Italia al centro-nord e la dominazione araba a sud continua fino all’arrivo dei

Normanni. Inizialmente i gruppi di Normanni arrivano in Italia sporadicamente, fino a che arrivano veri e

propri eserciti autonomi che vogliono conquistare singole aree del territorio (non vogliono creare un regno

normanno in Italia).

Completa con testi presenti su Ariel.

06/11 (lezione 21)

LA RIFORMA GREGORIANA

Gregorio (Ildebrando di Soana) era stata coinvolto dai patarini + era stato fra i grandi personaggi che

discutevano della corruzione della Chiesa romana.

Enrico III vuole rimediare a una situazione difficile creatasi a Roma (papi indegni), ad un certo punto depone

3 papi e pone sul trono papale dei suoi amici e parenti (tra cui Leone IX) => interferenza dei poteri laici sulla

Chiesa. La riforma gregoriana va contro questo.

Enrico IV (figlio di Enrico III) è destinato a diventare imperatore nonostante la carica imperiale fosse elettiva

(perché questa dinastia si era distinta particolarmente). Intanto è il papato a occuparsi dell’elezione del

papa. Diventa papa Niccolò II (a Siena: papato sotto la protezione dei Canossa). In un sinodo romano (1059)

nell’antico palazzo del Laterano si decretano le nuove regole per l’elezione papale: non sono più il clero e il

popolo ad eleggere il papa, ma i preti e i vescovi di alcune chiese della diocesi romana (collegio

cardinalizio).

 L’elezione papale è sottratta alle scelte dell’aristocrazia romane + si toglie la possibilità

all’imperatore di intervenire.

Nel medesimo sinodo si condanna la simonia (anche nei casi in cui ci fosse il semplice conferimento di

benefici da parte degli ecclesiastici che avevano terre e patrimoni => concetto esteso di simonia). Con

questa decisione si ostacola pesantemente l’imperatore dato che, durante la dinastia degli Ottoni, gli

imperatori avevano difficoltà a controllare i signori laici => puntavano sui vescovi per disciplinare i signori

laici e gli antichi conti (che andavano a perdere potere politico: in Germania il titolo comitale viene

concesso volentieri ai vescovi dato che poi non lo lasciavano in eredità) => Spesso i vescovi avevano poteri

pubblici (poteri comitali). Anche in Italia ci sono vescovi-conti o semplici vescovi che hanno immunità

importanti => forte legame con imperatore.

Molti vescovi tedeschi erano interessati a riportare la Chiesa all’insegnamento evangelico (non dobbiamo

pensarli tutti come corrotti) ed erano poco propensi ad accettare l’autorità di Roma (erano sempre stati

autonomi). Con la riforma gregoriana tutto questo cambia: si vuole intervenire sui vescovati autonomi + si

vuole eliminare il forte rapporto che questi avevano con l’imperatore.

BREVE ACCENNO ALLE ALLEANZE DEL PAPA E A COSA STAVA ACCADENDO IN ITALIA

I Normanni intanto si erano scontrati con Papa Leone IX a Civita (vd lezione precedente); Niccolò II (il

successore di Leone IX) riconoscerà l’autorità normanna al Sud e riconoscerà a Roberto il Guiscardo il titolo

di duca di Puglia e Calabria e futuro re di Sicilia. Questa alleanza va letta in chiave antibizantina (con il titolo

di duca di Puglia e di Calabria) + in chiave antiaraba (futuro re di Sicilia). Il duca normanno riconoscerà

sempre la sua dipendenza dal papa. Ai re Normanni verrà riconosciuta la legazia apostolica = i re normanni

verranno considerati alla stregua dei grandi prelati del Sud Italia.

Oltre che con i Normanni presenti in Italia (vd Roberto il Guiscardo), il papa è anche alleato del duca di

Normandia Guglielmo e lo appoggia nella conquista dell’Inghilterra + è alleato con i marchesi di Toscana (i

Canossa, in particolare Matilde, figlia di Bonifacio).

Arduino di Ivrea sarà per un po’ re d’Italia (vd il fatto che l’Italia faceva parte del sacro romano impero), lui

era re dei Franchi. Dopo di lui sarà re d’Italia Enrico II (re dei Franchi e poi Imperatore). In Italia ci sono

pochi principati. Era da tempo che il regno d’Italia andava alla dinastia imperiale degli Ottoni.


PAGINE

84

PESO

2.37 MB

PUBBLICATO

10 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti dell'intero corso di storia medievale della professoressa Covini (a.a 2017/2018).

Modulo A: Cristianesimo e Islam.

Modulo B: Stato carolingio, dissoluzione signorile, formazione di monarchie medievali. I comuni italiani e gli sviluppi politici del tardo medioevo.

Modulo C: L’espansione europea. Guerre, crociate, espansione commerciale. Cultura e università.

Il file contiene gli appunti presi a lezione rielaborati e controllati aggiungendo, quando necessario, indicazioni aggiuntive. Questo file contiene tutte le lezioni del corso. Voto conseguito: 30.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze filosofiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaS95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Covini Maria Nadia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia medievale

Il medioevo: società, economia, politica e cultura (appunti e riassunto di tutto il materiale indicato dalla docente)
Appunto
Il medioevo: società, economia, politica e cultura (terzo modulo)
Appunto
Storia contemporanea - storia della politica internazionale nell'età contemporanea
Appunto
Appunti Biblioteconomia e domande frequenti
Appunto