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Il gusto e l'olfatto

Appunti di psicologia fisiologica sul gusto e l'olfatto basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Trojano dell’università degli Studi Seconda Università di Napoli SUN - Unina2, facoltà di Psicologia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia fisiologica docente Prof. L. Trojano

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diverse nella frequenza di scarica. L’ampia popolazione di recettori potrebbe contenere

anche dei neuroni proposti a rispondere a stimoli termini, olfattivi e di consistenza fisica

proveniente da un particolare alimento.

OLFATTO.

l’olfatto si associa al gusto nell’aiutarci a identificare i diversi cibi e nel farcene apprezzare

la bontà. Gli odori costituiscono anche un sistema di comunicazione. Certe sostanze

chiamate feromoni sono importanti segnali per il comportamento riproduttivo, e possono

ance essere usate per la marcatura del territorio, per l’identificazione degli individui e pere

indicare aggressione o sottomissione. Noi odoriamo grazie ad un sottile strato di cellule

situate in alto nella cavità nasale che costituiscono l’epitelio olfattivo. Vi si distinguono tre

tipi principali di cellule, le cellule recettrici dell’olfatto che sono deputate alla trasduzione

degli stimoli, I recettori olfattivi sono dei veri e propri neuroni con i loro assoni che

penetrano direttamente nel sistema nervoso centrale. Le cellule di supporto sono simili a

nevroglia, uno dei loro compiti è quello di aiutare la produzione del muco, le cellula basali

danno origina a nuovi recettori olfattivi. Quando si annusa, l’aria entra nei passaggi

convoluti del naso, ma solo una piccola percentuale raggiunge l’epitelio olfattivo. Da esso

viene secreto constatemene un sottile strato mucoso, rimpiazzato circa ogni 10 minuti, nel

quale le sostanze odorose si sciolgono prima di raggiungere i recettori. Il muco è costituito

da acqua, Sali, mucopolisaccaridi e diverse sostanze proteiche fra cui anticorpi, enzimi e

recettori delle sostanze odorose. La presenza di anticorpi è di fondamentale importanza, in

quanto le cellule olfattive rappresentano un potenziale ingresso al cervello per alcuni

batteri e virus. Sono anche importanti le proteine in grado di legare sostane odorose, che

sono piccole e solubili e possono aiutare a concentrare le sostanze odorose nel muco.

I neuroni recettori dell’olfatto. I recettori dell’olfatto possiedono un lungo, sottile

dendrite che termina sulla superficie dell’epitelio olfattivo con un rigonfiamento dal quale si

protende nello strato mucoso un elevato numero di sottili cilia. Le sostanze odorose

disciolte nel muco si legano alle cilia attivando il meccanismo di trasduzione. Dal lato

opposto della cellula si diparte un sottilissimo piccolo gruppo di assoni, sprovvisto di guaina

mielinica, che attraversa un sottoli strato osseo detto lamina cribrosa, per raggiungere il

bulbo olfattivo. Gli assoni olfattivi non sono tutti raggruppati insieme in un singolo nervo. Gli

assoni sono molto fragili e un trauma cranico di una certa entità può essere sufficiente a

spezzarsi causando anosmia (insensibilità agli odori).

La traduzione olfattiva. A differenza dei recettori del gusto che possiedono diversi

meccanismi di trasduzione, quelli olfattivi ne hanno solo uno. Tutti i mediatori coinvolti in

questi processi sono localizzati nelle cilia. Lo stimolo olfattivo può essere interrotto in vari

modi: per allontanamento della sostanza odorosa a causa degli enzimi spazzini che ne

provocano la degradazione chimica e forse ance a causa dell’AMP (adenosina mono fosfato

ciclico) che potrebbe attivare dei sistemi di interruzione della trasduzione. Anche se la

sostanza odorosa è continuamente presente, l’intensità dell’odore si riduce

complessivamente. Una dimensione della risposta nonostante la stimolazione continui

viene chiamata adattamento. e si tratta di una caratteristica comune dei recettori sensoriali

di tutte le modalità. Questo meccanismo presenta due caratteristiche:

1) la presenza di recettori proteici per le molecole odorose e i canali attivati dal Amici.

2) le sostanze odorose si legano alle proteine recettrici attraverso siti specifici presenti sulla

loro porzione extracellulare.

ognuno dei recettori codificato da questi geni ha una struttura leggermente diversa rispetto

ad un altro, così ciascuna proteina recettrice codificata da questi geni differisce nella sua

abilità a legare odoranti. I recettori olfattivi appartengono ad un ceppo allargato di proteine

chiamate proteine G, che hanno 7 alfa eliche transmembrana. I recettori proteine G

includono anche una varietà di recettori neurotrasmettitori. Tutti questi recettori sono

accoppiati a proteine G che, a loro volta, trasferiscono segnali a sistemi intracellulari di

secondi messaggeri.

Le vie olfattive centrali.

Gli assoni recettori dell’olfatto si prolungano sino all0interno dei due bulbi olfattivi. I bulbi

sono strutture ricche di connessioni fra dendriti, di sinapsi reciproche e di elevate

concentrazioni di neurotrasmettitori atipici. Lo strato dei bulbi presenta numerose strutture


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Mahureva

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4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche per la persona e la comunità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mahureva di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia fisiologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Trojano Luigi.

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