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la presenza di liste bloccate. Cosi con questa sentenza si ritorno al sistema elettorale precedente ,

cioè quello proporzionale puro, invece nel senato vige un sistema proporzionale con premi di

maggioranza e soglie di sbarramento.

Dopo un grande processo e di elaborazione da parte del governo fu approvata la nuova legge

elettorale per la camera nel 2015 , la legge 52 cosiddetto Italicum; questo sistema prevedeva due

fasi: nella prima fase i partiti dovevano presentare le proprie liste nei 100 collegi plurinominali, a

cui venivano attribuiti dai 3 ai 9 seggi base alla popolazione presente in quel determinato collegio,

poi si procedeva al voto . Eseguita la votazione , si passava alla verifica della della soglia minima

del 3% per l'attribuzione dei seggi, se ci si accerta durante questa verifica che una lista abbia

ottenuto più del 50% dei voti , si procede alla divisione e spartizione dei seggi, se invece nessuna

lista ha raggiunto il 50%più uno dei voti , si controlla se qualche lista avesse raggiunto la soglia del

40% , cioè la soglia minima per il premio di maggioranza , se una lista ha raggiunto questa % , il

premio di maggioranza sussiste nell'assegnare alla lista 340 seggi e i restanti 277 dividerli fra le

altre liste in modo proporzionale in base al numero di voti ottenuti. Se invece nessuna lista avesse

raggiunto il 40% , si passa alla seconda fase , e cioè al ballottaggio fra le due liste che hanno

ottenuto più voti al primo turno di votazioni, il premio di maggioranza verrà assegnato alla lista che

otterrà più voti. Per la divisione dei seggi rimasti si procede con il metodo già spiegato

precedentemente. In ogni lista c'è un capolista e i componenti , il primo può essere presente anche

in altre liste (max 10) i secondi possono solo iscriversi in una lista.

“sistema elettorale per l'elezione dei consigli regionali”

il sistema elettorale regionale è affidato alla legge regionale 165/2004, ogni ragione attraverso il

proprio statuto può decidere in maniera autonoma il proprio sistema elettorale , salvo eccezioni il

presidente della giunta regionale viene eletto a suffragio universale e diretto sia per le regioni a

statuto speciale sia per quelle a statuto ordinario. Il sistema elettorale delle regioni a statuto speciale

è disciplinato dalla legge di stato sulle regioni a statuto speciale 2/2001.

“sistema elettorale per l'elezione dei consigli comunali , provinciali, e delle città metropolitane”

Il sistema elettorale per i comuni è disciplinato dal T.U 267/2000 il quale modifica sia il sistema

elettorale sia l'elezione diretta per la prima volta del sindaco; in questo testo vengono affermate

anche le cause di ineleggibilità, incompatibilità e incandidabilità per gli amministratori comunali.

Il sistema elettorale varia a seconda della popolazione presente nel comune :

1- comune con meno di 15.000 abitanti

in questo comune ogni candidato sindaco deve essere collegato ad una lista , l'elettore voterà quindi

contemporaneamente sia per il sindaco , sia per la la lista a lui collegata. Il sindaco eletto sarà quello

che otterrà il maggior numero di voti. Alla lista del sindaco eletto spetteranno 2/3 dei seggi in palio

e 1/3 dei seggi verrà diviso fra le altre liste partecipanti in modo proporzionale in base al numero di

voti ottenuti con il metodo d'Hondt.

2- comuni con più di 15.000 abitanti

in questi comuni il sindaco deve essere collegato ad uno o più liste di candidati consiglieri

comunali. L'elettore però in questo caso non è obbligato a dare il voto al sindaco e alla lista di suo

appartenenza ma può anche decidere di votare un'altra lista. Il sindaco eletto dovrà ottenere la

maggioranza assoluta dei voti , se non la ottiene si procede al ballottaggio fra i due sindaci che

hanno ottenuto più voti, vince in questo secondo turno il candidato che ottiene più voti.

L'attribuzione dei seggi avviene sempre in modo proporzionale seguendo il metodo d'Hondt in base

al numero di voti ottenuti. Alla lista del sindaco eletto però vengono assegnati il 60% dei seggi.

La durata dei sindaci e dei consiglieri comunali è di 5 anni e il sindaco può essere rieletto per due

mandati di seguito.

“sistema elettorale per le province e per le città metropolitane”

Il sistema elettorale delle province è disciplinato dalla legge 56/2014 , la quale le trasforma da

province in enti a rappresentanza indiretta. Infatti il presidente della provincia è eletto dai sindaci e

dai consiglieri comunali della provincia , e questo avviene anche per il consiglio provinciale. Oltre a

questi due organi il terzo organo della provincia a rappresentanza indiretta è l'assemblea dei sindaci,

costituita da tutti i sindaci dei comuni della provincia.

La legge 56/2014 disciplina anche il sistema elettorale delle città metropolitane. Il sindaco

metropolitano diventa colui che riveste la carica di sindaco del capoluogo, il consiglio

metropolitano è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali , e la conferenza metropolitana è

composta da tutti i sindaci presenti nell'area metropolitana.

“il sistema elettorale per il parlamento europeo”

l'elezione dei membri del parlamento europeo , l'unione lascia il compito di disciplinare questo

aspetto al legislatore nazionale. Per l'Italia è in corso la legge 1979 che prevede un sistema di tipo

proporzionale , a scrutinio di lista , il quale opera nelle cinque grandi circoscrizioni in cui è

suddiviso il territorio nazionale. Per il calcolo delle votazioni si procede in questo modo: si calcola

il quoziente elettorale nazionale ,dividendo il numero di espressi per il numero di seggi in palio da

assegnare , poi si divide la cifra elettorale nazionale(ovvero il numero totali di voti presi da ciascuna

lista in tutte le cinque circoscrizioni) per il quoziente nazionale, il risultato equivarrà al numero di

seggi da assegnare a ciascuna lista, alle singole circoscrizioni.

“ il contenzioso elettorale”

I contenzioso elettorale nasce da quelle controversie che possono nascere qualora un candidato , una

lista o un cittadino riscontri delle irregolarità durante l'assegnazione dei seggi .

Per il parlamento il contenzioso è affidato alle camere stesse , più precisamente ad un suo organo

interno la giunte delle elezioni. Che deciderà sia in merito al regolare svolgimento delle elezioni ,

sia in merito alle cause di ineleggibilità o incompatibilità, quindi non esiste il ricorso davanti al

giudice ordinario , come ha chiarito anche la sentenza della corte.

Il contenzioso elettorale può essere fatto anche a livello regionale ed in quel caso la legge regionale

affida il caso al consiglio che si occuperà degli aspetti relativi alle ineleggibilità e incompatibilità e

le relative decisioni in questo caso sono appellabili davanti al giudice ordinario.

Per quanto riguarda a livello locale e regionale i ricorsi per motivi di regolarità dei procedimenti

sono affidati alla magistratura amministrativa, mentre i ricorsi per cause di ineleggibilità o

incompatibilità sono affidati alla magistratura ordinaria. Per quanto riguarda il parlamento europeo

la legge affida il ricorso al TAR del Lazio per questioni legate al regolare svolgimento , e la sua

sentenza può essere impugnata in secondo grado davanti al consiglio di stato, mentre per il ricorso

per motivi di cause di ineleggibilità o incompatibilità si fa ricorso alla corte d'appello , presente in

ogni territorio.

“i contributi ai partiti”

i partiti devono finanziarsi tramite contributi privati , e non più tramite contributi pubblici. Il

finanziamento può avvenire in due modi: o una persona fisica tramite un'erogazione liberale con il

limita massimo di 100.000 mila euro l'anno , oppure tramite il 2 per mille sulle persone fisiche.

La commissione di garanzia degli statuti e dei rendiconti dei partiti si occupa di controllare i partiti

e eventualmente se riscontra delle irregolarità punirli con sanzioni .


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabiolilla96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Grisolia Maria Cristina.

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