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IL CINEMA SECONDO ALFRED HITCHCOCK:

“Il cinema è la vita con le parti noiose tagliate”

A Cura di:

Valeria Fiorenza

Dams cinema (000022732)

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INDICE

INTRODUZIONE

Le Origini e l’Esperienza

Inglese………………………………………………………………………………..3

Grande Stagione Inglese, la Nascita del

1.La

Mito……………………………………………………………...5

e Scenari da incubo............................................................................................................................7

2.Paura

Grande Abilità Tecnica...........................................................................................................................9

3.La

Scheda

Filmografica..................................................................................................................................12

Conclusioni............................................................................................................................................

..15

Bibliografia..................................................................................................................................................16

Filmografia……………………………………………………………………………………………………16

2 INTRODUZIONE

Le origini e l’esperienza inglese

Alfred Hitchcock, inizia la sua carriera, con una proficua esperienza cinematografica in Inghilterra,

sua patria d’origine, infatti continua con molta fortuna la ricca tradizione poliziesca, tinteggiandola

con tocchi d’ironia, tipica dell’ umorismo inglese, mettendo già dai suoi esordi la sua inquietante

personalità.

Studia presso i Gesuiti, in seguito abbandona gli studi d’ Ingegneria, per tentare la strada del

cinema, infatti nel 1920 viene assunto da una filiale di una Casa Cinematografica americana, come

disegnatore di titoli di testo e didascalie per film muti, per poi passare allo studio di montaggio (si

occupa anche di filmare gli esterni senza attori), e al reparto sceneggiatori.

Nel 1922 viene assunto da un'altra casa cinematografica come regista, si era ormai specializzato in

tutte le fasi riguardanti la produzione cinematografica, dirigendo anche qualche spezzone.

Dopo vari tentativi, Hitchcock dirige il suo primo film nel 1925.

Ma il suo nome comincia a risuonare già dalla realizzazione di The Lodger (Il Pensionante, 1926), il

film si ispira alla storia del più celebre criminale inglese “Jack the Ripper”.

Una tranquilla famiglia londinese ospita un giovane dal comportamento misterioso, che si innamora

della figlia.

I genitori credono di riconoscere nel giovane il famigerato seviziatore di prostitute, che uccide solo

donne bionde e solo di martedì, e il poliziotto, ex fidanzato della giovane, pensa di riconoscere in

lui l’assassino e lo denuncia.

Il sospettato tenta la fuga, la polizia e la folla lo inseguono nella nebbia, fino a quando giunge la

notizia che il vero criminale è stato arrestato.

Il film piacque molto, sicuramente perché presentava ambienti e situazioni insolite, e poi perché

calamitava l’attenzione dello spettatore con la “suspense” creata dalla fuga.

Il film, inoltre rivela l’ambivalenza morale del regista, che dimostra di simpatizzare per il maniaco

sessuale, mostrando sentimenti di apatia o indifferenza verso i perbenisti.

Dopo questa esperienza, il produttore John Maxwell, gli affida la realizzazione del primo film

sonoro inglese Blackmail (Ricatto, 1929), nel film una giovane donna fidanzata con un detective,

commette un omicidio, e viene arrestata dall’uomo che ama.

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Il rimorso della giovane, l’impotenza del poliziotto e la viltà del ricattatore, creano un atmosfera da

incubo.

Quindi già dagli esordi il registra dimostra un interesse particolare per il Thriller, mettendo in scena

un universo psicologico e morale, dove le ossessioni, le colpe e i peccati, la realtà e l’angoscia, e

infine il sospetto, costituiscono il punto cruciale dell’intreccio narrativo.

I film che risalgono al periodo inglese, che trattano questi temi sono: The Lodger (Il Pensionante,

1926), Blackmail (Ricatto, 1929), The Step 39( Il Club dei 39,1935), Sabotage (Sabotaggio, 1936),

Young and Innocent (Giovane e innocente, 1937), The lady Vanishes (La Signora scompare, 1938).

Tutti questi film contribuiscono a creare le basi del suo genere, oltre che a renderlo noto al grande

pubblico ma soprattutto ad Hollywood, dove approfondirà maggiormente le sue scelte stilistiche.

Ma già da queste prime esperienze, comincia a delinearsi l’universo creativo di Hitchcock.

Certamente nella carriera di questo “grassoccio” e “flemmatico” regista non mancherà mai la

componente creativa, che dopo aver spaziato tra diversi generi, come la commedia sofisticata e il

genere poliziesco, finirà per scegliere quest’ultimo, di cui diventerà un abile e riconosciuto maestro.

4 CAPITOLO I

La grande stagione americana, la nascita del mito

Diventato ormai il regista di punta del cinema inglese, Hitchcock, si trasferisce ad Hollywood nel

1940, alla vigilia della guerra, voluto dal produttore David. O. Selznick (produttore di Via col

VENTO).

L’esordio con Rebecca la prima moglie (1940), gli valse il suo unico Oscar, e fu seguito dalla

creazione di altri venticinque film di successo.

Divenne in breve tempo un autore di successo, un beniamino del pubblico, senza entrare mai in

contrasto con le scelte Hollywoodiane, fu proprio questa sua grande capacità di attrarre le masse,

che alla fine peso sulla sua valutazione artistica da parte della critica che ignorando il suo gusto per

l’estetica e la tensione, sottovalutò allungo la sua abilità di regista, affibbiandogli l’etichetta

riduttiva di “ Maestro del Brivido”.

La stessa critica, che in seguito sarà smentita dall’opera di rivalutazione attuata dai cineasti francesi,

che condurranno una battaglia in nome di una precisa idea di cinema, sulle pagine della rivista

Cahier dù Cinemà, fondata da Abdré Bazin, colui che condurrà una vera riscoperta dei film di

Hitchcock, che nelle pagine della rivista n 39 a lui dedicata nell’ottobre del 1959, con il titolo

“Quando un Uomo”, viene riconosciuto come un grande autore, e dalla quale si evince la stima dei

colleghi francesi per questo grande regista.

Con l’ affermarsi della sua figura, poté finalmente ingaggiare attori di alto livello come: Cary Grant,

James Stewart, i suoi colpevoli, innocenti ideali, personificazioni del cittadino onesto e simpatico,

Grace Kelly, Ingrid Bergman, Kim Novak, Marlene Dietrich, glaciali bellezze misogine.

Hitchcock, preferiva le attrici belle e glaciali come Grace Kelly, o le bionde fragili più facili da

seviziare come Kim Novak.

Nei suoi film mostra poco interesse per gli idilli, oltre che anche per le smancerie romantiche, il suo

vero interesse è solo per gli intrighi.

Negli anni 50, il regista intensifica maggiormente il meta-cinema , questa scelta è dettata dal

periodo storico particolare, nel quale il cinema subisce un incessante concorrenza causata dalla

presenza della neonata televisione, che determina la creazione di un nuovo pubblico, che segna in

momento di grande fervore per il cinema americano, che si ritrova ad affrontare la crisi.

Queste nuove modalità stilistiche si possono già riscontrare in film come il Mistero del Falco

(1941) di John Huston, considerato da molti il miglior film del genere poliziesco, il padre di tutti i

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Noir, oltre che il film che ha lanciato definitivamente Humphrey Bogart, che si vide consegnare il

ruolo di eroe, anche se il personaggio era un po’ contorto e cinico.

Ma con le nuove possibilità offerte dal cinema, Hitchcock riesce ad infondere maggiore spessore e

valore al suo cinema, mostrando una straordinaria abilità nell’evitare tagli e censure nei suoi film,

attraverso un uso abilissimo della metafora sessuale di cui sarà un grande maestro, come si vede in

film come: Delitto perfetto (1954), La Finestra sul cortile (1954),e La Donna che Visse Due Volte

(Vertigo,1958).

Questo è il periodo in cui il grande maestro raggiungerà il suo massimo picco e l’apice del successo

e della notorietà, che sfrutterà moltissimo, mostrandosi come un cinico affarista.

Hitchcock pertanto si mostrò ripetitivo, e continuò a sfruttare con grande maestria il genere di cui

possedeva praticamente il monopolio.

Fece soldi vendendo la propria silhouette, il proprio marchio, la propria firma, a periodici e

trasmissioni televisive.

Il film per Hitchcock è un servizio narrativo astratto, quel che importa non è il contenuto, ma la

forma, per questo s

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher val.fi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teorie del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Manzoli Giacomo.
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