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separata comporta che le valutazioni debbano avvenire su base analitica per categorie omogenee

di classi componenti, invece che su base complessiva per aggregati.

Principio della continuità dei criteri di valutazione (p.to 6 art 2423 bis c.c.): è il principio base per

consentire la comparabilità temporale dei valori di bilancio e dei risultati economici di gestione

dell’impresa. Questo principio, pure se necessario, non è sufficiente a garantire la possibilità di una

comparazione. Il divieto di mutare i criteri di valutazione non è assoluto: la deroga è consentita in

casi eccezionali purché ne venga data debita motivazione in nota integrativa.

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Le strutture ed i contenuti degli schemi di SP secondo la IV direttiva CEE: la dir. Europea propone

due schemi alternativi, uno a sezione contrapposte e l’altro a forma scalare. I paesi membri

possono adottare uno soltanto o accettarli entrambi. Lo SP a sezioni contrapposte continua a

rappresentare un modello di più facile comprensione e di immediata interpretazione per i

molteplici destinatari ed è per questo che è stato scelto dal legislatore italiano.

Lo schema di Stato Patrimoniale (art.2424 c.c.): il legislatore ha individuato uno schema

vincolante che, attraverso l’inclusione dei valori in classe omogenee, consente di evidenziare gli

aspetti fondamentali della situazione patrimoniale e finanziaria, aumentando la capacità

informativa del documento. Sono infatti predeterminati sia l’ordine che l’esposizione delle singole

poste, allo scopo di renderle più facilmente individuabili e interpretabili. Tale rigidità di struttura

non è tuttavia assoluta, in quanto, per rispettare le peculiari caratteristiche delle diverse imprese,

è consentito procedere ad integrazioni ed adattamenti.

L’attivo patrimoniale: è strutturato in quattro grandi classi di poste la cui individuazione è legata

la criterio della destinazione funzionale.

1) rileva la parte di decimi di capitale

Crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti:

sociale sottoscritta ma non ancora versata all’atto della redazione del bilancio d’esercizio.

beni destinati ad essere utilizzati durevolmente

2) Immobilizzazioni:

a. Immobilizzazioni immateriali: sette differenti tipologie di poste, con l’ultima che

assume valore residuale. Sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità e sono

costituite da costi che on esauriscono la loro utilità in un solo periodo, ma

manifestano benefici economici lungo un arco temporale di più esercizi.

a) insieme degli oneri che vengono

Costi di impianto e di ampliamento:

sostenuti dalla società all’atto della costituzione on in relazione a particolari

momenti della vita d’impresa, quali l’aumento del capitale sociale.

oneri relativi alla

b) Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità:

progettazione e alla sperimentazione, viene richiesta la dimostrazione

concerta della loro utilità futura ai fini della capitalizzazione e dell’iscrizione

all’attivo.

c) Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno

d) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili

e) Avviamento

f) imm. Immateriali che vengono

Immobilizzazioni in corso ed acconti:

costruite internamente all’impresa e non ancora ultimate all’atto della

2

redazione del bilancio; anticipi versati ai fornitori per l’acquisto di imm.

Immmateriali che non possono essere ricompresi nei crediti.

spese di manutenzione, ulteriori costi per

g) Altre imm. Immateriali:

fattori produttivi immateriali ecc.

b. Immobilizzazioni materiali: cinque differenti tipologie di poste, assimilate dalla

duratura utilizzazione e dal requisito della materialità. Sono costi anticipati o

sospesi comuni a due o più esercizi; incorporano una potenzialità di servizi

produttivi che saranno resi durante lo svolgimento della loro vita utile; la loro

utilizzazione comporta il trasferimento dei costi sostenuti ai processi svolti ed ai

prodotti ottenuti, tramite la rilevazione delle quote di ammortamento; la loro

realizzazione non avviene direttamente bensì tramite i ricavi d’esercizio conseguibili

durante la loro vita utile.

a) Fabbricati e terreni

b) Impianti e macchinario

c) Attrezzature industriali e commerciali

con valore residuale.

d) Altri beni:

e) 1) beni materiali costruiti in

Immobilizzazioni in corso e acconti:

economia ma non ancora ultimati in data di formazione del bilancio; 2)

anticipi in denaro versati ai fornitori per l’acquisto di immobilizzazioni

materiali.

c. Immobilizzazioni finanziarie: quattro voci principali, riguardano elementi del

patrimonio che derivano da esborsi finanziari per l’acquisto di titoli di credito, per la

concessione di crediti a terzi o per l’assunzione di partecipazioni in altre imprese.

quattro sottovoci che evidenziano rapporti di

a) Partecipazioni:

controllo, collegamento od altro.

quattro sottovoci che evidenziano sia i rapporti con le

b) Crediti:

imprese di cui si possiede una quota di capitale (di controllo o di

collegamento) sia con le imprese controllanti sia con altri soggetti.

valori mobiliari a reddito fisso e variabile.

c) Altri titoli: titoli sociali detenuti in portafoglio, che siano stati

d) Azioni proprie:

acquistati nel rispetto delle disposizioni normative in materia.

3) insieme degli elementi patrimoniali che per la loro funzione non sono

Attivo circolante:

destinati a servire durevolmente l’attività dell’impresa.

a. Rimanenze: cinque differenti tipologie di voci, con la quinta che rileva per

destinazione gli anticipi concessi ai fornitori per l’acquisizione di materie prime,

sussidiarie, di consumo e merci.

b. Crediti: cinque differenti tipologie di voci, che riguardano sia i rapporti commerciali

con la clientela sia i rapporti commerciali e finanziari con le imprese appartenenti al

gruppo.

c. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: sei differenti tipologie di

voci, includono le attività, costituite per lo più da titoli, che non rappresentano un

investimento durevole per l’impresa.

d. Disponibilità liquide: comprendono depositi bancarie postali, assegni denaro e

valori in cassa. 3

proventi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi e

4) Ratei e risconti attivi:

costi sostenuti entro la chiusura ma di competenza di esercizi successivi. Deve trattarsi di

quote. Rientra in questo aggregata anche la voce “disaggio di emissione sui prestiti” che si

connette all’emissione sotto la pari di un prestito obbligazionario, la cui competenza

economica si estende agli esercizi di durata del prestito medesimo.

Il passivo patrimoniale: suddiviso in cinque aggregati di poste. La prima è il patrimonio netto.

1) sono accantonamenti di utili lordi da destinare ai fondi di

Fondi per rischi ed oneri:

provvisione, hanno quindi lo scopo di coprire perdite o debiti di natura determinata, di

esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati

o l’ammontare o la data di sopravvenienza

Fondi per trattamento di quiescenza e simili: rappresenta un vero e proprio debito

a. di cui tuttavia non si conosce ancora il momento in cui dovrà essere soddisfatto.

Sono le quote accantonate annualmente per gli amministratori.

b. Fondo per imposte: non sono considerate in questa voce le imposte del reddito, ma

tutte le altre imposte che dovranno essere versate a seguito di eventuali

contenziosi tributari.

c. Altri: con carattere residuale, raccoglie tutti gli oneri presunti ed i rischi eventuali

legati allo svolgimento dell’attività d’impresa e contabilizzati nel pieno rispetto del

principio di prudenza.

2) rappresenta il debito nei confronti del

Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato:

personale dipendente che matura al termine di ciascun periodo lavorativo, ma che verrà

saldato soltanto al momento della cessazione del rapporto di lavoro. L’importo si calcola

sommando per ciascun anno di servizio una quota pari o comunque non inferiore

all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5. A questo valore si

aggiunge una rivalutazione con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa

e dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo, accertato dall’Istat.

3) tredici voci, di cui l’ultima di carattere residuale.

Debiti: Obbligazioni: titoli rappresentativi delle quote di prestito e conferiscono il diritto

a. alla percezione di un interesse periodico ed al rimborso del capitale, secondo un

definito piano d’ammortamento.

b. Obbligazioni convertibili

c. Debiti verso banche: debiti, caratterizzati da diversa durata e forma tecnica, che

l’impresa ha nei confronti degli istituiti creditizi.

d. Debiti verso altri finanziatori: tutti i prestiti, sia a breve che a medio e lungo

termine, concessi all’impresa da soggetti diversi dagli istituiti di credito.

Acconti: racchiudono le anticipazioni in denaro compiute dalla clientela della

e. società in conto di future vendite o prestazioni di servizi.

f. Debiti verso fornitori: voce tipica dei cosiddetti debiti di funzionamento, ossia i

debiti che sorgono a seguito di acquisti dei fattori della produzione, sia a fecondità

semplice he ripetuta.

g. Debiti rappresentati da titoli di credito: racchiude sia le cambiali commerciali che le

cambiali finanziarie. Le prime sorgono a seguito degli acquisti dei fattori della

produzione e consentono all’impresa di ottenere una dilazione di pagamento. Le

4

seconde si concretizzano nell’erogazione di un finanziamento a breve termine a

favore dell’impresa, la quale emette a favore del suo finanziatore un documento,

recante la promessa incondizionata di pagare ad una determinata scadenza.

h. Debiti verso imprese controllate, collegate e controllanti: riguardano i rapporti, di

natura commerciale o finanziaria, che si vengono ad instaurare all’interno del

gruppo aziendale.

Debiti tributari: tutti i debiti che l’impresa ha nei confronti dell’erario. È differente

i. dal “fondo imposte” perché qui vi è la certezza del rapporto debitorio, sia per

quanto riguarda l’0ammontare da corrispondere dia per la data del pagamento.

j. Debiti verso istituiti di previdenza e di sicurezza sociale: debiti della società nei

confronti degli istituiti previdenziali ed assistenziali.

costi di competenza dell’esercizio esigibili in esercizi successivi e

4) Ratei e risconti passivi:

proventi percepiti entro la chiusura ma di competenza di esercizi successivi. Deve trattarsi

di quote. Rientra in questo aggregata anche la voce “aggio di emissione sui prestiti” che si

connette all’emissione sopra la pari di un prestito obbligazionario, la cui competenza

economica si estende agli esercizi di durata del prestito medesimo.

Il patrimonio netto: nove voci, inerenti alla composizione ideale dei mezzi propri dell’impresa.

a. Capitale: rappresenta il valore nominale delle azioni o delle quote sottoscritte dai

socia, sia in sede di costituzione che in sede di aumento del capitale. Tale voce è

collegata al primo aggregato dell’attivo patrimoniale “cred. vs soci per versamenti

ancorata dovuti”.

b. Riserva da sovraprezzo delle azioni: deriva, in sede di aumento a pagamento del

capitale, dal fatto che le nuove azioni vengono emesse ad un prezzo superiore al

valore nominale.

Riserva da rivalutazione: riguarda sia le rivalutazioni per conguaglio monetario sia

c. che le rivalutazioni economiche (ossia l’applicazione della deroga ai criteri di

valutazione).

Riserva legale: è alimentata con la ventesima parte degli utili annuali, fino a quando

d. la stessa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale; la sua funzione consiste

nel rafforzamento patrimoniale della società. I prelevamenti possono effettuarsi

solo per reintegrare perdite che rappresentino la sintesi della gestione annuale.

Riserva per azioni proprie in portafoglio: tutela l’integrità del capitale e deve essere

e. mantenuta nello SP fino a quando le azioni proprie non siano state trasferite o

annullate.

f. Riserve statutarie: sono sottoposte alla normativa prevista dallo statuto della

società e costituite da utili netti, accantonati allo scopo di rafforzare

finanziariamente la società stessa. Hanno la funzione di corredare di una garanzia

aggiuntiva la riserva legale e tutelare il capitale sociale.

g. Altre riserve: valore residuale (riserva per rinnovo impianti, per ammortamenti

anticipati, riserve facoltative ecc.)

h. Utili (perdite) portati a nuovo: accoglie sia eventuali avanzi di utili che perdite,

relativi a precedenti esercizi. 5

i. Utile (perdita) dell’esercizio: risultato, positivo o negativo, conseguito nell’esercizio

in cui si riferisce il bilancio.

I conti d’ordine: vasta categoria di fatti attinenti a momenti della vita aziendale che, per la loro

natura, non influenzano né la formazione del reddito di periodo né la composizione del correlato

capotale di funzionamento, e ciò nonostante risultano di estrema rilevanza, fornendo un notevole

contributo per la conoscenza di riflessi delle scelte gestionali ed organizzative dell’impresa sul

sistema dei valori di bilancio ovvero dei sistemi parziali elaborati al di fuori della sintesi dei valori di

esercizio. Essi devono risultare semplicemente in calce allo SP, ossia annotarti in un'unica colonna,

con denominazione idonea a rendere comprensibile per il lettore la natura dei rapporti ai quali la

voce si riferisce. I c. d’ordine hanno una duplice funzione: la prima, riguardante la rilevazioni di

fatti che pur non indicendo sul reddito del periodo, possono in via mediata e successiva

influenzare la formazione e la composizione del capitale di funzionamento dell’impresa, in virtù di

impegni e rischi in precedenza assunti; la seconda che mira a far aderire la situazione o il bilancio,

oltre che alla realtà economico-finanziaria anche all’’”ortodossia giuridica”. I fatti rientranti nei

conti d’ordine rientrano in tre categorie distinte.

contratti e rapporti giuridici che, pur non riflettendosi immediatamente

1. Degli impegni:

sulla sostanza patrimoniale, fanno sorgere in capo alle parti obblighi e doveri che devono

essere oggetto di attenta osservazione e, quindi, costituite materia di rilevazione contabile

da esporre in apposite zione del bilancio di esercizio.

2. sistema legato alla circostanza che l’azienda, immersa in un più ampio contesto

Dei rischi:

ambientale caratterizzato da una consistente e incessante dinamicità ha necessità di

conoscere i futuri svolgimenti, al fine di garantire una gestione imprenditoriale equilibrata

e duratura.

3. sistema che riguarda accadimenti di diversa natura,

Dei beni di terzi o presso terzi:

caratterizzati da differenti conseguenze che, nell’evolversi della gestione d’impresa

potrebbero derivare alla composizione ed all’entità del patrimonio aziendale. In sintesi, la

società potrebbe privarsi della detenzione o del possesso di beni di proprietà a seguito di

un deposito presso terzi o un virtù del rilascio di una garanzia reale ecc.

Lo Stato patrimoniale in forma abbreviata: la IV direttiva della CEE ha previsto la possibilità di

redigere uno SP in forma abbreviata. L’opzione lasciata alla libera decisione degli Stati membri

trova la sua ragione nella struttura complessa ed articolata del bilancio d’esercizio. Il legislatore

italiano ha previsto per le imprese di minori dimensioni la possibilità di predisporre un bilancio in

forma abbreviata, le cui semplificazioni riguardano i contenuti dello SP e della Nota integrativa (il

CE deve essere redatto nel rispetto delle prescrizioni dell’art 2425 c.c.). La predisposizione di un

bilancio in forma abbreviata è lasciata alla libera scelta delle singole società le quali, qualora lo

ritengano opportuno possono sempre redigere i propri conti annuali nelle forme ordinarie previste

dalle norme del codice civile. 6

Lo schema di conto economico: il legislatore comunitario ha elaborato quattro schemi di conto

economico con due diverse strutture e con due modalità di classificazione di componenti

economici del reddito d’esercizio. Viene concessa agli stati membri l’opportunità di adottare uno

solo o più modelli. Il legislatore italiano ha optato per la forma espositiva scalare, in grado di

evidenziare risultati parziali, consentendo collegamenti e correlazioni con le voci dello SP. È stata

preferita la classificazione delle poste secondo la loro natura, ritenuta sicuramente più idonea,

rispetto a quella per destinazione funzionale. Scopo del CE non è tano quello di evidenziare il

risultato finale di periodo, quanto quello di indicare il percorso attraverso il quale di è giunti a quel

determinato risultato, ponendo in luce il contributo di ciascuna delle diverse gestioni dell’impresa.

Il contenuto delle poste del CE:

A. VALORE DELLA PRODUZIONE: vi sono sia elementi reddituali effettivamente realizzati che

rettifiche e capitalizzazioni di costi ed oneri. proventi derivanti dallo svolgimento della

1. Ricavi delle vendite e delle prestazioni:

tipica attività d’impresa, che devono essere indicai al netto di resi, sconti, abbuoni,

premi e imposte direttamente connesse con le vendite e le prestazioni

2. Variazione delle rimanenze dei prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e

risultante della differenza algebrica fra il valore assegnato alle rimanenze

finiti:

finali (componente reddituale positiva che racchiude una rettifica di costi) e quello

risultante dal bilancio di apertura (componente reddituale negativa che identifica la

quota di costi che sono stati rinviati dai precedenti esercizi). L’inclusione di tale

posta nel primo aggregato dipende dal fatto che, indipendentemente dal segno

positivo o negativo che la stessa può assumere, si tratta di beni che hanno

comunque preso parte ad una fase del processo di trasformazione o di lavorazione

all’interno dell’impresa differenza fra il valore delle

3. Variazione dei lavori in corso su ordinazione:

rimanenze finali ed il valore di quelle iniziali delle commesse ancora in fase di

ultimazione alla fine dell’esercizio rappresenta una forma di rettifica

4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni:

indistinta di costi sostenuti, e contabilizzati separatamente all’interno del CE, per la

realizzazione di un’immobilizzazione tecnica, sia materiale che immateriale,

avvalendosi del proprio personale e delle proprie strutture. Si tratta di un processo

di capitalizzazione di costi, ossia di trasformazione del periodo di cessione dei

servizi da annuale a pluriennale dei fattori della produzione; in tal modo un coso

d’esercizio viene sostituito da un onere pluriennale.

assume un valore residuale e racchiude tutti i componenti

5. Altri ricavi e proventi:

reddituali positivi inerenti alla gestione ordinaria dell’impresa, che non sono

classificati nelle prime quattro poste.

B. COSTI DELLA PRODUZIONE: componenti negativi di reddito; espressione dei fattori

produttivi impiegati per l’ottenimento della produzione economica. Composto da nove

poste di cui l’ultima carattere residuale. sono inclusi tutti i costi,

6. Costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci:

compresi gli oneri accessori, sostenuti per l’acquisto dei fattori necessari per il

normale svolgimento dell’attività ordinaria d’impresa (valori iscritti al netto)

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oneri sostenuti per l’ottenimento di un servizio, inteso come

7. Costi per servizi:

l’oggetto di un rapporto contrattuale con terzi consistente nel fornire una

prestazione di fare. Vanno, inoltre, iscritti i corrispettivi per prestazioni di lavoro

autonomo, in base a contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

oneri sostenuti per ottenere la cessione di

8. Costi per godimento di beni di terzi:

servizi da beni non di proprietà dell’impresa.

inerenti alle prestazioni fornite dal personale dipendente,

Costi del personale:

9. viene ripartita in ulteriori cinque sotto-voci.

a) Salari e stipendi

b) Oneri sociali

c) Trattamento di fine rapporto

d) Trattamento di quiescenza e simili

e) Altri costi articolata in sotto-voci riguardanti gli

10. Ammortamenti e svalutazioni:

ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali e le svalutazioni delle

immobilizzazioni, dei crediti coresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide

a) Amm.to immobilizzazioni immateriali

b) Amm.to immobilizzazioni materiali

c) Altre svalutazioni delle immobilizzazioni

d) Svalutazione dei crediti compresi nell’attivo circolante e delle

disponibilità liquide

Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci:

11. compensazione contabile di partite, ossia la differenza tra il valore delle giacenze

finali ed il valore di quelle inziali. Qualora il primo sia superiore al secondo si ha un

aumento delle rimanenze, che deve essere sottratto ai costi di produzione;

nell’ipotesi inversa, invece, il valore della posta va aggiunto ai costi sostenuti per la

produzione. costi che si presume di sostenere finanziariamente nei

12. Accantonamenti per rischi:

futuri esercizi, ma che sono reputati di competenza di quello di chiusura in quanto

hanno partecipato alla formazione dei ricavi.

13. Altri accantonamenti ha carattere residuale, racchiude tutti gli elementi

14. Oneri diversi di gestione:

reddituali negativi diversi dai precedenti, sempre inerenti ala gestione ordinaria

d’impresa

DIFFERENZA FRA IL VALORE E I COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B): rappresenta il primo risultato

parziale del CE, ed è espressione, nella su massima parte, della gestione caratteristica, ossia delle

operazioni che si manifestano in via continuativa nello svolgimento della gestione identificando la

parte peculiare e distintiva dell’attività economica scolta dall’impresa, per la quale la stessa è

finalizzata.

C. PROVENTI E ONERI FINANZIARI: gestione finanziaria dell’impresa; tre voci e relative sotto-

voci. 8

quote di dividendi e di utili, con separata indicazione di

15. Proventi da partecipazione:

quelli relativi ad imprese controllate e collegate, ed i ricavi di vendita dei diritti di

opzione

16. Altri proventi finanziari

a) Da crediti iscritti nelle immobilizzazione

b) Da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono

partecipazioni

c) Da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

d) Proventi diversi dai precedenti

racchiude tutti gli oneri legati alla gestione finanziaria

17. Interessi e oneri finanziari:

dell’impresa, con la separata indicazione di quelli relativi ai rapporti di

finanziamento intercorsi con le imprese controllate, collegate e controllanti.

D. RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÀ FINANZIARIA: insieme delle rivalutazioni e delle

svalutazioni compiute nel corso dell’esercizio e relative agli elementi attivi del patrimonio

di natura finanziaria. si riferisce sia ai ripristini di valore qualora siano venuti meno i motivi

Rivalutazioni:

18. che avevano condotto ad una svalutazione dell’attività finanziaria, sia ai casi di

applicazione del metodo del patrimonio netto alle partecipazioni in imprese

controllate e collegate.

a) Di partecipazioni

b) Di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

Di titoli iscritti all’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

c) concreta applicazione dell’obbligo di ridurre il valore delle

19. Svalutazioni:

immobilizzazioni qualora sia durevolmente inferiore a quello in precedenza

riportato nel bilancio

a) Di partecipazioni

b) Di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

c) Di titoli iscritti all’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

E. PROVENTI E ONERI STRAORDINARI: vi vengono ricompresi tutti gli elementi negativi e

positivi di reddito, la cui origine è da considerarsi estranea all’attività ordinaria

dell’impresa. può comprendere plusvalori relativi ad operazioni

Proventi straordinari:

20. straordinarie di impresa (per esempio cessione di rami aziendale), nonché tutti

quegli accadimenti che hanno determinato significative modificazioni della

struttura aziendale.

21. Oneri straordinari

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A – B ± C ± D ± E): rappresenta il risultato del CE prima

dell’applicazione delle imposte sul reddito.

misura l’entità dell’imposizione diretta.

22. Imposte sul reddito:

23. Abrogata

24. Abrogata

25. Abrogata 9

rappresenta il risultato netto complessivo di gestione,

26. Utile (perdita) dell’esercizio:

in base al quale verranno determinati gli importi fa destinare alle riserve

patrimoniali, in osservanza delle disposizioni civilistiche e statutarie, e da ripartire

fra i partecipanti al capitale di rischio.

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Il costo storico: assume nella disciplina delle valutazioni il ruolo di criterio base per l’assegnazione

dei valori ai singoli elementi del capitale di bilancio. Esso è l’espressione del valore di

funzionamento dei fattori della produzione nell’economia della gestione d’impresa.

concerne il prezzo dei fattori produttivi acquistati da terze economie,

Costo d’acquisto:

sommato a tutte le spese accessorie di diretta imputazione e necessarie alla messa in

funzione ed all’utilizzo degli stessi. Sono esclusi i costi generali, quelli speciali (successivi

temporalmente all’entrata in funzione del bene) e gli oneri finanziari.

comprende tutti i costi direttamente imputabili ed una quota delle

Costo di produzione:

spese generali di fabbricazione, purché sia ragionevolmente determinabile e dia relativa al

periodo della fabbricazione medesima e fino al momento dell’oggettiva possibilità di

utilizzazione del bene.

Immobilizzazioni materiali: vengono valutate sulla base del loro costo originario, di acquisto o di

produzione. Elencazione dei principali oneri che concorrono a formare il valore originario dei:

Fabbricati:

spese notarili per la redazione dell’atto d’acquisto

o tasse per la registrazione dell’atto

o costi per opere di urbanizzazione primaria e secondaria, poste dalla legge a carico del

o proprietario

compensi per la mediazione

o

Impianto e macchinario:

spese di progettazione

o trasporti, dazi su importazione

o spese di installazione, per perizie e collaudi

o spese di montaggio, posa in opera, messa a punto

o

Mobili

trasporti, dazi su importazione

o

Il legislatore non detta criteri valutativi nel caso di beni acquisiti tramite donazione o altro titolo

gratuito: in tale situazione, mancando un costo originario di acquisto, bisogna necessariamente

rifarsi al valore di mercato. Ulteriori problemi sorgono nel caso in cui l’immobile sia acquisito

singolarmente o come parte di un complesso economico-tecnico, a seguito di in conferimento. In

entrambi i casi la valutazione va compiuta sulla base di una perizia redatta da un esperto.

Maggiormente articolata è la determinazione del valore di costo da attribuire alle costruzioni in

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale (PERUGIA - TERNI)
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DonValeria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cavazzoni Christian.

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