I protagonisti del barocco romano
Bernini, Borromini e Pietro da Cortona sono i protagonisti principali del barocco romano. Sono i Classicisti a individuare le caratteristiche del Barocco, per poi criticarle: dinamismo, ricchezza dei materiali, bel composto e fusione delle arti, illusionismo prospettico. Tra questi Classicisti, c'è Bellori.
Neoclassicismo e la riscoperta dell'antico
Il Neoclassicismo è il recupero dell'antico, avvenuto nel Settecento, legato alla riscoperta di Pompei ed Ercolano. Sono i tedeschi che, tra gli anni '70 e '80 dell'Ottocento, si interessano nuovamente al Barocco, cominciandolo a considerare positivamente.
Critiche e rivalutazione del Barocco
L'Accademia di San Luca fu un'istituzione ufficiale degli architetti, dei pittori e degli scultori. Nel 1764, alla morte di tutti i protagonisti del Barocco, Bellori afferma: prima frase, riprende il pensiero di Vasari (che criticava l'arte Medievale e, soprattutto, l'architettura Gotica, periodo considerato della Decadenza dell'Arte). Ad un certo punto critica i protagonisti del Barocco (senza nominarli), elencando quelle che sono le caratteristiche del Barocco stesso: le forme dinamiche, l'idea di conquista dello spazio esterno (tendenza tipica delle Chiese Barocche, come San Carlino alle Quattro Fontane o la lanterna di Sant'Ivo), frottoli di stucchi (ricchezza eccessiva di materiali) finalizzata a perseguire la meraviglia, lo stupore dell'osservatore di fronte alla maestà, alla ricchezza e alla gigantomachia delle opere Barocche.
Bellori aveva scritto una critica spiccata a matita accanto alla descrizione di San Carlino, condannandola per il fatto di essere una Chiesa Gotica, per la spezzatura delle linee (dinamismo). Si riferisce anche a Sant'Ivo alla Sapienza, per il dinamismo estremo della lanterna.
Motivi e geometria nelle opere di Borromini
Ma Bellori compie un grande errore nel criticare: gli architetti Barocchi (come lo stesso Borromini) non costruivano ex novo rompendo con il passato, anzi, si basavano su una profonda conoscenza dell'antico e, quindi, gran parte delle architetture Barocche si basano, comunque, sulla conoscenza dell'architettura antica.
Critiche di Milizia e prospettive del Barocco
Altro teorico e critico, Milizia, con il suo Dizionario delle Belle Arti del 1797 critica i protagonisti Barocchi (anche quelli che sono venuti dopo Bellori): lo definisce l'eccesso del bizzarro. Barocco diventa, a questo punto, un aggettivo, una categoria di giudizio, utilizzato per criticare negativamente. Illusionismo prospettico, un'altra caratteristica del Barocco, che viene molto criticata.
Sant'Ivo alla Sapienza e l'architettura barocca
Sant'Ivo alla Sapienza, dal 1642: pianta inusuale progettata da Borromini, che suggerisce un profondo senso di dinamismo: non ha punti di arresto. Ma vengono condannate per questa loro bizzarria (definite come architetture chimeriche) che non ha nessun legame con le progettazioni passate. Tuttavia, queste piante non sono il frutto di una bizzarria, ma di un'attenta riflessione che Borromini compie sulla geometria.
La trabeazione della volta rispecchia la forma e la complessità della pianta, che prevede concavità, parti rettilinee, frutto di una riflessione geometrica: è costituita da due triangoli equilateri che si incastrano tra loro e all'interno dei quali vengono inseriti due cerchi. Quindi non è una bizzarria, ma il risultato di un lungo processo di studio geometrico, finalizzato a suggerire dinamismo.
Bernini e la Trasverberazione di Santa Teresa
Trasverberazione (estasi) di Santa Teresa, Bernini, 1647-165, Cappella Cornaro, Chiesa di Santa Maria della Vittoria: piena maturità linguistica di Bernini: esempio del senso dinamismo introdotto da Borromini in architettura, portato alle estreme conseguenze in scultura, nella realizzazione delle vesti, che cattura e trascina l'osservatore nello spazio e nel turbinio dell'opera stessa. Le vesti della Santa sono mosse dal vento e scomposte in modo irrazionale: la Santa è avvolta da qualcosa di sconvolgente, mentre la veste dell'Angelo sembra simulare l'effetto del panneggio bagnato (di gusto antichizzante), che aderisce al suo corpo, in seguito allo spostamento d'aria. Altro elemento: la luce, che avvolge, colpisce e costruisce.
Il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona
Il Trionfo della Divina Provvidenza, Pietro da Cortona, Palazzo Barberini, 1633-1639: per Urbano VIII Barberini (1623-1644), porta alle estreme conseguenze il concetto della quadratura: progettato come un grande spazio aperto, di carattere illusionistico, finalizzato a coinvolgere lo spettatore. Struttura architettonica in finto stucco (architettura+ elementi naturalistici, con i telamoni e i tritoni, come nella Galleria Farnese, che stanno sorreggendo una finta architettura, che suddivide in cinque parti la volta: si finge che la volta non sia chiusa, ma sia illusionisticamente aperto sul cielo, come una loggia immensa aperta sul cielo). Annulla il sistema dei quadri riportati, quindi.
Al centro, Trionfo (di Urbano VIII e della Casata dei Barberini: tuttavia, queste scene non sono collocate nel cielo che sta oltre, non stanno oltre la cornice, ma tendono a sovrapporsi alla cornice stessa: il che significa che non sono contenute all'interno di uno spazio limitato, ma stanno entrando nel salone, per sottolineare un altro aspetto del Barocco: coinvolgere lo spettatore, che diventa un tutt'uno con l'opera stessa (perché i protagonisti entrano, illusionisticamente, nello spazio in cui si trova, respirano la sua stessa aria). L'osservatore è direttamente coinvolto, perché i protagonisti campeggiano nello spazio reale.
Ma questa magniloquenza è finalizzata non solo a stupire, ma a celebrare il Pontificato dei Barberini: esaltazione di Papa Urbano Barberini. La pittura si fa aspetto di una celebrazione letteraria.
Il Baldacchino di San Pietro di Bernini
Il Baldacchino di San Pietro, Bernini, 1624-1633, realizzato con una tecnica specifica della fusione a cera persa e si adatta alla critica di Milizia, per le colonnette torte, avvolte e ingarbugliate, sopra mucchi di piedistalli, di zoccoli e di plinti senza ragione. Le colonne tortili non vengono scelte da Bernini solo per il loro movimento a spirale, ma anche per un motivo contenutistico: già esistevano nell'antica Pergula Medievale (collocata sempre all'interno di San Pietro): quindi, rimandano all'antico, le ha scelte per sottolineare questa continuità con il passato, con la Chiesa dei primi anni del Cristianesimo (la San Pietro Medievale).
Andrea Pozzo e l'evoluzione del Barocco
Andrea Pozzo, artista polivalente, realizza un'incisione raffigurante un altare molto particolare, caratterizzato da colonne che si incurvano.
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