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Igiene: prima lezione

L’igiene è una disciplina che ha contenuti molto ampi: sono tutte quelle misure utili a prevenire le malattie. Parliamo dei vaccini, smaltimento dell’acqua. L’igiene quindi è una disciplina medica. Il medico igienista occupa un ruolo prevalentemente di prevenzione. L’igienista ha come scopo principale quello di mantenere la popolazione il più possibile verso un buono stato di salute. Le autorità sanitarie, la regione, lo stato, prendono decisioni politiche in merito di sanità pubblica.

L’igiene si applica in tutti i campi. Si attua nel campo degli impianti sportivi, i quali devono avere determinati standard igienici che devono garantire la salute a tutti i membri che ne fanno parte. L’attività motoria negli ultimi anni ha il compito di prevenire le malattie croniche ed è utile per fare sì che il soggetto rimanga in un buono stato di salute. Per poter prevenire le malattie devo conoscere e capire come si manifesta la malattia nella popolazione. Quindi devo conoscere i comportamenti e tutto quello che può portare allo sviluppo della malattia.

Medicina clinica e preventiva

C’è una parte di intervento legata proprio alle politiche sanitarie. Le scienze mediche si possono dividere in due aree: una della medicina clinica e una della medicina preventiva. La medicina clinica ha come obiettivo principale quello di curare e quindi ripristinare la salute del soggetto che si era persa. Il medico di medicina preventiva ha come obiettivo quello di mantenere lo stato di salute nella popolazione con la prevenzione. Non si occupa del singolo soggetto ma della popolazione generale. Il medico clinico si occupa dell’individuo e quindi avrà modi diversi di agire in base al paziente che ha di fronte.

Nella medicina preventiva si ha come obiettivo la popolazione. La prevenzione viene effettuata tenendo conto dell’intera popolazione. L’oggetto è la popolazione. Come modello di intervento, per quanto riguarda il medico clinico è l’assistenza individuale; il modello del medico igienista è quello della sanità pubblica. Il medico clinico arriva a una diagnosi attraverso lo studio dei segni e dei sintomi della malattia presentata da quel paziente, quindi utilizzando tecniche diagnostiche. Il medico preventivo, invece, usa l’epidemiologia. Deve conoscere le cause della malattia e i fattori di rischio per quella malattia per poter intervenire. Per fare l’epidemiologia lo strumento efficace è la statistica. Quindi tramite indagini statistiche il medico preventivo può adottare piani di prevenzione.

Salute e malattie

Definizione di salute secondo l’OMS: Stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. La malattia è uno stato di alterazione di questo benessere. Una malattia può avere un decorso:

  • Clinico: per l’individuo è più grave della malattia subclinica.
  • Subclinico: per l’individuo è meno grave, ma in una popolazione è altrettanto importante, perché il numero di individui interessati può essere più elevato. Per prevenire le malattie non basta osservare le malattie già conclamate ma bisogna analizzare anche le malattie subcliniche. Infatti, coloro che si trovano in uno stato subclinico non hanno ancora sviluppato la malattia.

Epidemiologia

L’epidemiologia studia sia la popolazione malata che la popolazione sana. Raramente una malattia riconosce un’unica causa. I determinanti della malattia sono: per causa si intende qualcosa senza la quale la malattia non può svilupparsi. Tutte le malattie infettive hanno una causa ben specifica, la quale è indispensabile per manifestare la malattia. Senza di essi la malattia non può manifestarsi:

  • Primari (o cause): aumentano la probabilità che la malattia si manifesti, ma non sono indispensabili affinché essa si manifesti. Ci sono tanti fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, per esempio. Più fattori di rischio insieme aumentano la probabilità di sviluppo di quella determinata malattia.
  • Secondari (o fattori di rischio): sono aspetti che aumentano la probabilità che la malattia si manifesti, ma non sono indispensabili.

Sia i determinanti primari che i secondari possono essere:

  • Endogeni: Costituzione genetica, Età, Stato nutrizionale, Stato immunologico, Stato funzionale, Comportamento, ecc.
  • Esogeni: Ambiente, Clima, Traumi, Malattie intercorrenti, Agenti di stress.

L’epidemiologia studia tutti questi determinanti per vedere se una cerchia di persone, che sono a contatto con questi fattori, sviluppano una determinata malattia. I determinanti sono:

  • Fattori ambientali – fisici - chimici - biologici
  • Fattori comportamentali – abitudini alimentari – stile di vita
  • Uso di tabacco, alcol, droghe, …
  • Sedentarietà
  • Stress
  • Fattori genetici
  • Fattori individuali – età - razza - sesso - patologie predisponenti

Se parliamo di malattie multifattoriali, è più difficile intervenire perché ci sono molti fattori di rischio che potrebbero contemporaneamente sviluppare le malattie. La malattia infettiva è provocata da una causa ben precisa che è un microrganismo. La causa è necessaria, perché senza il batterio non c’è la malattia infettiva ma non è sufficiente, perché ci sono altre condizioni per le quali si possa sviluppare la malattia. Quindi l’agente eziologico provoca la malattia, ma il passaggio dallo stato di salute a quello della malattia è provocato da fattori ambientali, relativi all’ospite e relativi al microrganismo. Il virus c’è sempre, ma si sviluppa maggiormente in inverno, perché il freddo riduce le difese aspecifiche delle vie respiratorie. Respiriamo aria fredda che limita la mucosa bronchiale; altro fattore è che in inverno si passa maggiormente del tempo in ambienti chiusi, il che provoca lo sviluppo della malattia infettiva. Ci sono fattori relativi all’ospite, cioè noi; anche al microrganismo. Sono multifattoriali perché dipendono da tanti fattori di rischio. Alcuni fattori di rischio agiscono su più malattie. Per esempio il fumo non è legato solo a una malattia, ma anche ad altre moltissime malattie. Lo stesso fattore di rischio agisce contro diverse malattie croniche. Però il fumo, per esempio, non è l’unico fattore di rischio. Quindi non posso dire che il fumo è la causa. Per prevenire questi fattori di rischio, si cerca di limitare, quando possibile, l’utilizzo, per esempio, del fumo. Questa è una forma di prevenzione.

Quindi ci sono tanti fattori di rischio che agiscono per la stessa malattia. La causa non è necessaria né sufficiente. Le malattie a causalità diretta, si ha la causa che è necessaria e sufficiente. Quindi quella causa è stata sufficiente a provocarmi il danno. Il danno può essere diverso, ma in generale, la causa è diretta. Una malattia a causalità diretta è l’avvelenamento. Dove quando ingeriscono una sostanza tossica è sufficiente a provocarmi un’intossicazione. Il danno sarà diverso a seconda di diversi fattori ma la causa è stata sufficiente a provocarmi il danno. Un’altra potrebbe essere l’esposizione a radiazioni. Quindi parliamo di malattie multifattoriali, causalità diretta e malattia infettiva. Le malattie genetiche rientrano sia nelle malattie multifattoriali che in quelle a causalità diretta. Ci sono per esempio le malattie cromosomiche che sono a causalità diretta (per esempio sindrome di Down; oppure la talassemia). Ci sono molte malattie, come per esempio il diabete, dove concorrono altri fattori di rischio. Per esempio il diabete non è a causalità diretta ma la componente genetica è uno dei tanti fattori che porta a queste malattie. I geni intervengono nelle malattie multifattoriali.

Epidemiologia

Come termine significa: epi= attorno; demos= popolazione; logos= studio. Quindi è lo studio attorno alla popolazione, e studia le malattie in popolazioni. Non è lo studio della malattia nel singolo individuo, ma è lo studio della malattia nella popolazione e quindi studio le modalità con le quali le malattie si sviluppano nella popolazione. Descrivo le malattie per le caratteristiche su come si presentano e si diffondono nella popolazione. Quindi studia:

  • Frequenza
  • Distribuzione
  • Determinanti
  • Salute/malattie
  • Popolazione

In epidemiologia popolazione significa: insieme di individui che compongono un gruppo in studio, scelti in base a caratteri utili ai fini dello studio. Quindi scelgo un campione sul quale studiare un determinato fattore. Inoltre, la popolazione è anche l’insieme di individui su cui si effettuano inferenze in base a informazioni da un campione. Per inferenza si intende: procedimento logico per cui, data una o più premesse, è possibile trarre una conclusione. In statistica ed epidemiologia: procedimento di generalizzazione dei risultati ottenuti da un campione alla popolazione da cui è stato tratto il campione. I risultati presi da quel campione lo adatto a tutta la popolazione.

I compiti specifici dell’epidemiologia sono:

  • Raccogliere informazioni sulla frequenza/distribuzione di salute/malattia (EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA) -> descrivere nella popolazione come si manifesta la malattia.
  • Identificare i fattori che influenzano la comparsa e l’andamento delle malattie in popolazioni e quantificare le inter-relazioni tra salute e malattia.
  • Identificare la fonte di una malattia la cui causa è nota. Studiare e controllare una malattia la cui causa o i cui fattori di rischio sono ignoti (EPIDEMIOLOGIA ANALITICA) -> si cerca di individuare la causa se esiste, ma soprattutto i fattori di rischio. Attraverso la descrittiva faccio una fotografia della popolazione; in quella descrittiva vedo se le persone particolarmente esposte hanno un’incidenza maggiore di sviluppo della malattia.
  • Studiare la storia naturale di una malattia (EPIDEMIOLOGIA CLINICA) -> si parte dai malati. In questo caso studio l’effetto dei diversi trattamenti adottati su persone malate. Posso confrontare l’esito di una malattia in coloro che fanno solo una terapia farmacologica e in coloro che hanno anche un’altra malattia. Posso confrontare questi gruppi di soggetti.
  • Pianificare e monitorare i piani di prevenzione/controllo/eradicazione delle malattie.
  • Valutare l’impatto economico di una malattia e analizzare i rapporti costi/benefici dei sistemi di lotta. (EPIDEMIOLOGIA IN PROGRAMMAZIONE SANITARIA)

L’epidemiologia è un momento conoscitivo dove si conoscono i fattori di rischio; la prevenzione è la parte pratica.

Principi generali di prevenzione

Si possono distinguere tre livelli di prevenzione:

Prevenzione primaria

Rappresentata da tutte quelle forme vere e proprie di prevenzione.

  • Tende ad evitare l'instaurarsi della malattia, riducendo i fattori di rischio attraverso:
  • Inattivazione o rimozione dell'agente causale o del fattore di rischio -> tra le malattie infettive l’unico virus eliminato è stato il vaiolo. Qui si è riusciti ad eliminare la causa. Anche per la poliomielite si è eliminata la causa (causa quella necessaria); si possono eliminare anche i fattori di rischio per cercare di ridurre lo sviluppo di quella malattia.
  • Risanamento e protezione ambientale -> ambiente in senso lato, considerando acqua, aria, suolo e alimenti.
  • Aumento delle difese individuali -> si raggiunge attraverso un corretto stile di vita; oppure si raggiunge in maniera artificiale attraverso le vaccinazioni.
  • Riduce l’incidenza di una malattia -> tutte le misure di sopra riducono l’incidenza di una malattia, cioè lo sviluppo di una malattia.

Per una malattia si può parlare di incidenza e di prevalenza: l’incidenza è data dal numero dei nuovi casi di una determinata malattia rispetto alla popolazione che è esposta a quella malattia; la prevalenza è data dal numero di casi della malattia tra la popolazione. Nel caso di malattie acute incidenza e prevalenza sono la stessa cosa: se ho 50 casi di tetano nel 2018. Tutti i nuovi casi sono anche tutti quelli del 2018. Per la malattia cronica invece, per il diabete, l’incidenza è data dal numero di nuovi casi. Questi casi nuovi di diabete rimangono diabetici e si aggiungono a quelli già presenti. Quindi la prevalenza è data dal numero di tutti i casi di soggetti che hanno la malattia. Le misure di prevenzione primaria agiscono sull’incidenza, quindi tendono ad evitare i nuovi casi di malattia. Se agiscono su soggetti già malati, agiscono sulla sopravvivenza di soggetti che hanno già quella malattia.

Esempi di Prevenzione Primaria:

  • Lotta all’inquinamento ambientale
  • Misure per ridurre inquinamento atmosferico
  • Potabilizzazione dell’acqua
  • Trattamento dei rifiuti solidi e dei liquami
  • Controlli nella produzione e commercializzazione degli alimenti
  • Sicurezza negli ambienti di lavoro
  • Vaccinoprofilassi -> misura fondamentale per le malattie infettive. Il vaccino serve per evitare che le persone si ammalino.
  • Educazione alla salute -> misure comportamentali che un soggetto deve acquisire per evitare di ammalarsi. Deve conoscere quali sono i comportamenti corretti per evitare la malattia.

È prevenzione primaria anche l’attività motorie in età evolutiva, che protegge dalla malattia in età adulta.

Prevenzione secondaria

Questa agisce successivamente. Se la prevenzione primaria avesse sempre successo non avrebbe senso parlarne.

  • È rivolta a quei soggetti in cui il rischio di malattia si è già tramutato in danno, anche se la malattia non è ancora manifesta. Si realizza con l'identificazione dei gruppi a rischio e la precoce diagnosi (diagnosi molto anticipata che consente di intervenire con una probabilità di successo molto più alta. Per esempio, per evitare l’infarto del miocardio si interviene in quei soggetti che hanno dei fattori di rischio) intervento clinico anticipato.
  • Riduce la mortalità per una malattia, ma non l’incidenza.

Esempi di prevenzione secondaria:

  • Campagne di Screening (mammografia, pap test, sangue occulto nelle feci) -> uno screening è un test semplice, poco costoso e non invasivo e riconosce per un paziente una situazione pre-tumorale oppure un tumore molto piccolo che non si è ancora diffuso e quindi si può intervenire con una probabilità di successo molto alta. Lo screening è utilizzato per i tumori della mammella e quelli della cervice dell’utero. Per il primo si pratica la mammografia proposta a tutte le donne una volta ogni due anni. La mammografia non è un test diagnostico, però serve che se risultato positivo, si può intervenire con interventi ancora non invasivi. Si parla di campagna di screening perché viene proposto a tutte le donne non ad una in particolare. Per il tumore della cervice uterina si fa il pap test come test di screening oppure si può anche fare la ricerca del virus del papilloma virus, che causa appunto il tumore. Il tumore della cervice uterina è provocato da un virus. A 12 anni viene proposta la vaccinazione contro il papilloma virus. Nell’uomo il virus crea proprio papillomi. Un altro test che si pratica è quello della analisi delle feci per vedere il tumore del colon. Si ricercano nelle feci tracce di sangue che potrebbero essere un campanello di allarme per il tumore del colon. Non ci sono test di screening per tutte le patologie, come per esempio il tumore alla prostata.
  • Incidere sugli stili di vita attraverso interventi di educazione alla salute
  • Immunoprofilassi passiva -> si possono usare gli anticorpi prodotti da un'altra persona.

Prevenzione terziaria (Riabilitazione)

  • È rappresentata dall'insieme degli interventi di ordine medico e sociale necessari per bloccare o ritardare l'evoluzione delle malattie verso complicazioni, ricadute, cronicizzazioni, invalidità. Si identifica con la riabilitazione -> il laureato in scienze motorie qui è particolarmente coinvolto.
  • Rientra in questo ambito la somministrazione di Attività Fisica Adattata (AFA), prescritta come qualsiasi altro intervento terapeutico in pazienti affetti da patologie cronico-degenerative in cui l’esercizio fisico contribuisce al miglioramento della sintomatologia e previene ulteriori complicanze -> si parla di soggetti già malati e si cerca di migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita di queste persone.

Esempi di AFA:

  • AFA per le malattie dismetaboliche e cardiovascolari -> AFA sta per attività fisica adattata.
  • AFA per l’osteoporosi
  • AFA per il Parkinson
  • AFA post Ictus

Progetto regionale "Palestre che promuovono salute"

Obiettivo: Creare una rete tra Regione e palestre pubbliche e private, certificate e istituzionalmente riconosciute, finalizzata alla tutela della salute. Due tipologie di palestre:

  • "Palestre etiche": dove si svolge attività fisica finalizzata alla prevenzione e alla tutela della salute (azioni di contrasto all'uso improprio di farmaci, per la prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze psicoattive e dopanti, per favorire la corretta alimentazione e limitare l'uso di integratori alimentari);
  • "Palestre che promuovono salute": dove è possibile praticare attività fisica.
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sebastianovinella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Leoni Erica.
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