Igiene, qualità e sicurezza nello sport e nelle attività motorie - 1° anno magistrale (interclasse LM47 & LM68) scienze motorie
Capitolo 1: Introduzione e definizioni
Il fine ideale cui tende l’igiene è che ogni individuo nasca sano e mantenga sano e inalterato il suo stato di salute fino al naturale compimento del proprio ciclo vitale. Per salute si intende “lo stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non solo assenza di malattia e/o infermità”.
Il termine benessere invece va inteso in senso oggettivo (stare bene), soggettivo (sentirsi bene) e psicologico (sapere ed avere coscienza di star bene).
Le caratteristiche individuali che possono incidere sullo stato di salute sono: età, sesso, personalità, condizioni fisiche, nutrizione, malattia e fattori genetici.
I fattori ambientali invece che possono incidere sulla salute sono:
- Fattori psicologici, come stress, turni di lavoro e relazioni umane
- Fattori accidentali, come situazioni di pericolo, velocità, droghe ecc.
- Fattori biologici, come batteri, virus, parassiti ecc.
- Fattori fisici, come rumore, illuminazione, clima, radiazioni ecc.
- Fattori chimici, come sostanze chimiche, farmaci, tabacco ecc.
Attività fisica: qualunque movimento del corpo prodotto dai muscoli che comporta una spesa energetica. È diversa dall’esercizio fisico che comporta un movimento pianificato, strutturato e ripetitivo per migliorare o mantenere la forma fisica.
Fitness fisica: attributi che la gente ha o raggiunge nel campo delle abilità a compiere attività fisica.
Sport: attività praticate attraverso esercizi e/o competizioni facilitate da organizzazioni sportive. Rappresenta quindi un settore più specializzato ed organizzato del più ampio settore dell’attività fisica. Attività fisica per la salute: definizione usata per evidenziare i benefici di salute legati all’attività fisica.
Capitolo 1.1: Sedentarietà
La sedentarietà è uno dei maggiori determinanti di malattie e disabilità, con conseguenti ricadute sulla spesa sanitaria. La mortalità infatti, risulta inversamente correlata con la quantità di attività fisica praticata. Secondo l’OMS, la sedentarietà è responsabile di circa 2MLN di morti all’anno.
La sedentarietà causa un aumento dei trigliceridi nel plasma (LDL) e il decremento dei trigliceridi ad alta densità (HDL). Inoltre, il comportamento sedentario influenza il metabolismo dei carboidrati attraverso il contenuto della proteina glucotransportasi (GLUT), che veicola i carboidrati nel tessuto muscolare.
L’inattività porta ad un rapido incremento del riassorbimento osseo, senza concomitante incremento nella formazione del tessuto osseo, conducendo a demineralizzazione con aumentato rischio di osteoporosi. Molto forte è l’associazione tra sedentarietà e disturbi psicologici e di inserimento sociale, sia nei bambini sia negli adulti. L’obesità è fortemente associata con uno stile di vita sedentario e con la mancanza di attività fisica.
È stato scientificamente provato che, una corretta attività fisica, porta notevoli benefici alla salute e una persona allenata o comunque attiva, gode di salute migliore rispetto a una persona sedentaria.
La sedentarietà in Italia è abbastanza pronunciata nella fascia d’età che va dai 3 ai 5 anni, diminuisce fino ai 18 per poi tornare a salire fino al picco nella fascia d’età degli over75. È bene notare comunque che, nel 2017, rispetto all’anno precedente, la sedentarietà è diminuita in ogni fascia d’età.
Capitolo 1.2: Attività motoria e salute
L’attività motoria continuativa comporta benefici nel controllo motorio e migliora l’equilibrio, la forza, la coordinazione, la resistenza. Inoltre, favorisce corretti processi metabolici e aiuta a prevenire ansia e depressione, migliorando anche le funzioni cognitive.
Nell’infanzia e nell’adolescenza l’attività motoria:
- Aiuta lo sviluppo di ossa, muscoli e articolazioni
- Serve a controllare l’accumulo di grassi e il peso corporeo
- Migliora il funzionamento di cuore e polmoni
- Permette l’apprendimento degli schemi motori base per la coordinazione
- Favorisce l’espressione e l’autostima
In età adulta si registra una speranza di vita maggiore in chi svolge normalmente una regolare attività fisica. L’attività motoria è utile alla prevenzione di malattie cronico-degenerative come ipertensione, diabete, obesità, tumori.
Capitolo 1.2.1: Attività motoria e prevenzione obesità
L’attività motoria ha, come detto, un ruolo importante e rilevante nella prevenzione e nella cura di sovrappeso e obesità. Nel dettaglio, questa fa diminuire il colesterolo totale, fa diminuire i trigliceridi e fa aumentare il colesterolo “buono” (HDL). L’incremento dell’attività fisica (anche camminare velocemente) è fondamentale nella cura dell’obesità e nel mantenimento della forma fisica in coloro che hanno perso peso.
Capitolo 1.2.2: Attività motoria e prevenzione malattie cardiovascolari
L’attività motoria ha anche degli effetti nella prevenzione e nella cura dell’ipertensione e delle malattie cardiovascolari correlate (è utile ovviamente anche adottare uno stile di vita sano, una sana alimentazione e senza eccessi). Questa infatti, provoca:
- Riduzione delle resistenze vascolari periferiche
- Aumento del volume e sviluppo di circoli collaterali delle arterie coronarie
- Diminuzione della concentrazione di sodio nel sangue
- Riduzione delle placche aterosclerotiche
I livelli più bassi di volume e intensità della dose protettiva non sono stati definiti con certezza, ma la raccomandazione di 30 min di attività moderata per più giorni alla settimana è considerata sufficiente per raggiungere una fitness cardiorespiratoria adeguata.
Capitolo 1.2.3: Attività motoria e prevenzione tumori
Gli effetti nella prevenzione del cancro al colon sono notevoli: una regolare attività fisica infatti, abbassano del 30/40% il rischio di contrarre questo tipo di tumore. Nella prevenzione del cancro alla mammella invece abbassa il rischio del 20/30% e ha effetti importanti anche nella prevenzione del cancro alla prostata e al polmone. L’attività fisica moderata (>4-5 MET) ha un più alto effetto protettivo rispetto a livelli minori. La pratica regolare di attività motoria, migliora la qualità della vita in pazienti già affetti da cancro.
Capitolo 1.2.4: Attività motoria e diabete
Gli effetti principali nella prevenzione e cura del diabete sono un aumento della sensibilità all’insulina e una miglior regolazione della glicemia. La perdita di peso riduce il rischio di progressione dalla ridotta tolleranza al glucosio al diabete mellito. L’attività fisica riduce il rischio di sviluppare diabete indipendentemente dal livello di adiposità.
Capitolo 1.2.5: Attività motoria e altre malattie
L’attività motoria è utile anche nella prevenzione e nella cura dell’osteoporosi: il miglioramento dell’equilibrio e della mobilità articolare negli anziani permette la riduzione delle cadute. È utile anche nella prevenzione e nella cura delle broncopneumopatie croniche ostruttive: l’attività moderata e gli esercizi di respirazione selettivi migliorano la capacità ventilatoria e di ossigenazione.
L’attività motoria ha anche effetti positivi nella prevenzione e nella cura dei disturbi psichici: questa infatti, provoca una maggior produzione di endorfine, fa aumentare le capacità sensoriali e l’autostima.
Capitolo 1.2.6: Attività motoria per fasce di età
L’attività motoria può aiutare a:
- Prevenire le patologie cronico-degenerative. Prevenzione primaria
- Ritardare/evitare l’insorgenza di patologie nei soggetti a rischio. Prevenzione secondaria
- Permettere il reinserimento sociale e il miglioramento della qualità della vita quando si sono manifestate le patologie. Prevenzione terziaria
Capitolo 1.3: Piramide dell’esercizio fisico
Capitolo 1.4: Raccomandazioni mondiali sull’attività fisica per la salute
Sono delle raccomandazioni orientate alla prevenzione primaria delle malattie cardiorespiratorie, metaboliche, muscolo-scheletriche, tumorali e dei disturbi depressivi. Sono tutte raccolte in un documento che indica i livelli di attività fisica raccomandati per la salute nelle fasce d’età 5-17 anni, 18-64 anni e over65.
I livelli di attività fisica raccomandati sono formulati sulla base dei seguenti parametri:
- Tipo, cioè quale attività fisica fare. È la modalità di partecipazione all'attività fisica. Può assumere molte forme: aerobica, di forza, di flessibilità e di equilibrio corporeo
- Durata, per quanto tempo farla. Il periodo di tempo in cui l'attività l'esercizio viene eseguito. È generalmente espressa in minuti
- Frequenza, cioè quante volte. Il numero di volte che l'esercizio o l'attività è svolto. È generalmente espressa in sessioni, momenti o incontri a settimana
- Intensità, cioè con quanta fatica. Si riferisce alla velocità con cui l'attività è eseguita o all'entità dello sforzo richiesto per svolgere l'attività o l'esercizio
- Volume, cioè quanta attività fisica in totale. La pratica di esercizio aerobico può essere caratterizzata da un'interazione di attività di diversa intensità, frequenza e durata. Il prodotto di queste caratteristiche può essere pensato come il volume
Si definiscono:
- Attività fisica di moderata intensità: su una scala assoluta, si riferisce all'attività che viene eseguita da 3,0 a 5,9 volte l'intensità di uno stato di riposo; su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, è di solito riferita alla pratica di 5 o 6 volte su una scala da 0 a 10
- Attività fisica di vigorosa intensità: su una scala assoluta, si riferisce all'attività che viene eseguita da 6.0 o più volte l'intensità di uno stato di riposo per gli adulti e da 7.0 o più volte per bambini e giovani; su una scala riferita alla capacità funzionale di un individuo, è di solito riferita alla pratica di 7 o 8 su una scala da 0-10
- Attività fisica aerobica: Chiamata anche attività di resistenza, migliora le funzioni cardiorespiratorie (es. camminare a ritmo sostenuto, correre, andare in bicicletta, saltare la corda, nuotare)
Capitolo 1.4.1: Livelli di attività fisica raccomandati per i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 17 anni
Bambini e ragazzi di età compresa fra i 5 e i 17 anni dovrebbero compiere giornalmente almeno 60 minuti di attività fisica di intensità variabile fra moderata e vigorosa. Lo svolgimento di attività fisica superiore ai 60 minuti fornisce ulteriori benefici per la salute. La maggior parte dell'attività fisica quotidiana dovrebbe essere aerobica. Attività di intensità vigorosa, che comprendano quelle che rafforzano muscoli e ossa, dovrebbero essere previste almeno tre volte la settimana. Le attività da proporre a bambini e ragazzi dovrebbero supportare il naturale sviluppo fisico, essere divertenti e svolte in condizioni di sicurezza.
Capitolo 1.4.2: Livelli di attività fisica raccomandati gli adulti di età compresa fra i 18 e i 64 anni
Gli adulti di età fra i 18 e i 64 anni dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di moderata intensità o 75 minuti di attività fisica aerobica vigorosa o una combinazione equivalente di attività fisica moderata e vigorosa. L’attività aerobica va eseguita in sessioni di almeno 10 minuti. Per ulteriori benefici gli adulti dovrebbero aumentare la loro attività fisica moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti a settimana di attività fisica vigorosa. Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di muscoli.
Capitolo 1.4.3: Livelli di attività fisica raccomandati gli adulti di età over 65
Gli anziani dovrebbero fare almeno 150 minuti alla settimana di attività fisica moderata o 75 minuti di attività vigorosa o una combinazione di attività ad intensità moderata e vigorosa. L'attività aerobica va praticata in sessioni di almeno 10 min. Per ulteriori benefici gli over65 dovrebbero aumentare la loro attività fisica moderata a 300 minuti per settimana, o impegnarsi in 150 minuti di attività fisica vigorosa, o una combinazione equivalente di attività di intensità moderata e vigorosa. Gli anziani dovrebbero svolgere attività fisica per tre o più giorni alla settimana al fine di migliorare l'equilibrio e prevenire le cadute. Le attività di rafforzamento muscolare dovrebbero essere fatte due o più giorni alla settimana includendo il maggior numero di muscoli. Qualora gli anziani non possano seguire totalmente il livello raccomandato di attività fisica a causa delle loro condizioni di salute, dovrebbero adottare uno stile di vita attivo adeguato alle loro capacità e condizioni.
Capitolo 1.5: Attività fisica e salute
Nonostante il consenso unanime raggiunto sull’utilità individuale e sociale dell’attività fisica, questa rimane poco praticata. Almeno il 60% della popolazione mondiale non raggiunge i livelli di attività fisica minimi che sarebbero indispensabili per la salute. Dai dati ISTAT risulta che circa il 40% degli italiani è sedentario e la quota più bassa di attività si riscontra tra gli ultra 65enni. Applicare tali raccomandazioni può portare, secondo l’OMS, a benefici sostanziali in termini di vite salvate e miglioramento della qualità della vita.
È però fondamentale che l’attività fisica venga scelta da ciascun individuo, in base ai propri interessi e alle proprie possibilità, e che venga svolta in completa sicurezza. Il ruolo dell’igiene nella promozione dell’attività fisica è quello di far in modo che questa venga praticata in totale sicurezza ponendo attenzione:
- Alle condizioni strutturali e organizzative dei luoghi in cui l’attività viene praticata
- Alla salute dei praticanti e alla loro educazione nei confronti delle norme comportamentali
Capitolo 2: Pericoli associati alla pratica di attività motoria e sportiva
- Fattori ambientali, riguardano sia l’ambiente esterno che quello confinato
- Fattori chimici
- Fattori fisici
- Fattori biologici
- Fattori comportamentali
- Fattori organizzativi e gestionali
- Fattori individuali
Capitolo 2.1: Clima ed attività sportive
Il clima può condizionare la prestazione sportiva influendo in modo più o meno significativo sul rendimento, sulla comparsa della fatica, sulla frequenza e gravità degli infortuni, sull’usura psicofisica e sulla resistenza alle malattie. Gli elementi climatici possono limitare notevolmente il rendimento delle prestazioni atletiche. I parametri più importanti da considerare sono: temperatura e pressione atmosferica. Un’eccessiva esposizione al sole può provocare gravi eritemi delle parti colpite e altri eventi negativi come febbre, cefalea e malessere generale. Un essere vivente raggiunge lo stato di benessere a diverse condizioni di temperatura ambiente, umidità, pressione atmosferica e ventilazione tramite l’acclimatazione. L’acclimatazione è l’adattamento dell’organismo a condizioni climatiche diverse da quelle in cui si trovava in precedenza (avviene anche in caso di trasferta all’estero in caso di gare). Nel caso di acclimatazione si verificano dapprima fenomeni vasomotori come:
- Vasocostrizione e brivido come reazione al freddo
- Vasodilatazione e sudorazione come reazione al caldo
A questi seguono variazioni nell’attività della tiroide e del metabolismo. La presenza di contaminanti derivanti dall’inquinamento atmosferico (ossido di zolfo e di azoto) può avere effetti acuti o cronici sullo stato di salute.
Il rischio infortunistico può essere determinato da:
- Agenti meteo-climatici
- Superfici inidonee
Capitolo 2.2: Rischi chimici e fisici negli impianti adibiti ad attività motorie e sportive [Vedi capitoli successivi per approfondimenti]
- Rischi infortunistici, dovuti a scivolamento o caduta, folgorazione, urti, annegamento
- Microclima, i principali fattori fisici che caratterizzano l’aria indoor e che condizionano lo stato di benessere in ambiente confinato sono:
- Temperatura
- Irraggiamento termico
- Umidità
- Movimento dell’aria (ventilazione)
- Qualità dell’aria, rappresenta un requisito molto importante a causa dell’eliminazione attraverso la pelle di CO2, sudore, calore e sebo cutaneo. Tali fattori, uniti all’umidità e alle variazioni di temperatura, alterano la qualità dell’aria e l’equilibrio fisico-chimico del microclima
- Rumore
- Illuminazione, nell’effettuazione di molti esercizi fisici e nella maggior parte degli
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