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Medicina clinica

  • Obiettivo: ripristinare lo stato di salute attraverso la terapia.
  • Campo di attività: individuo.
  • Modello di intervento: assistenza individuale.
  • Metodologia: semeiotica (studio dei segni).
  • Strumento di indagine: tecniche diagnostiche.

Medicina preventiva

  • Obiettivo: mantenere lo stato di salute attraverso la prevenzione.
  • Campo di attività: popolazione.
  • Modello di intervento: sanità pubblica.
  • Metodologia: epidemiologia.
  • Strumento di indagine: statistica.

Definizione di salute e malattia

Salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.

Malattia: stato di alterazione della salute. Le malattie hanno spesso più cause.

  • Decorso clinico (più grave): si manifestano segni e sintomi della malattia.
  • Decorso subclinico: non si manifestano ancora segni e sintomi della malattia.

Determinante di malattia

Fattore la cui alterazione induce un cambiamento nella frequenza o nei caratteri di una malattia.

  • Determinanti primari (cause): senza di essi la malattia non può manifestarsi.
  • Determinanti secondari (fattori di rischio): aumentano la probabilità che la malattia si manifesti ma non sono indispensabili affinché si manifesti.

Entrambi i determinanti possono essere:

  • Endogeni (interni all'ospite): costituzione genetica, età, razza, stato nutrizionale, immunologico, funzionale.
  • Esogeni (esterni all'ospite): ambiente, clima, traumi, agenti di stress, malattie intercorrenti.

Malattie infettive

Provocate da un microrganismo che viene a contatto con l'uomo. Non la provoca sempre perché intervengono dei fattori ambientali, dei fattori relativi all'ospite e relativi all'organismo che condizionano il passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia. L'agente eziologico è costituito da una causa necessaria ma non sufficiente (non basta venire a contatto con il microrganismo per prendere la malattia).

Malattia multifattoriale

Riconoscono più fattori di rischio e nessuno di essi può essere considerato causa. La causa non è necessaria né sufficiente.

C'è un'intersezione dei fattori di rischio che rende difficile prevedere gli effetti dei fattori di rischio stessi.

Malattia a causalità diretta

(traumatismi, avvelenamenti, radiazioni): la causa è sufficiente per provocare un danno.

Malattie genetiche

Legate ad un'alterazione di un gene o di un intero cromosoma. Le malattie cromosomiche e monogeniche (un gene alterato recessivo o dominante) possono essere considerate malattie a causalità diretta. Le malattie multigeniche (diabete) possono essere considerate malattie multifattoriali.

Epidemiologia

Studio delle malattie e dello stato di salute di una popolazione (frequenza e distribuzione delle malattie, determinanti della malattia, stato di salute e malattia nella popolazione).

Popolazione in epidemiologia: insieme di individui che compongono un gruppo in studio, scelti in base a caratteri utili ai fini dello studio. Si intende anche un insieme di individui su cui si effettuano inferenze in base a informazioni ottenute da un campione.

Inferenza: procedimento di generalizzazione dei risultati ottenuti da un campione alla popolazione da cui è stato tratto il campione.

Compiti dell'epidemiologia

  • Epidemiologia descrittiva: raccogliere informazioni sulla frequenza/distribuzione di salute/malattia.
  • Epidemiologia analitica: identificare i fattori che influenzano la comparsa e l'andamento delle malattie in popolazione e quantificare le inter-relazioni tra salute e malattia. Identificare la fonte di una malattia la cui causa è nota.
  • Epidemiologia clinica: studiare la storia naturale di una malattia.
  • Epidemiologia in programmazione sanitaria: pianificare e monitorare i piani di prevenzione/controllo/eradicazione malattie. Valutare l'impatto economico di una malattia e analizzare i costi/benefici dei sistemi di lotta.

Principi generali di prevenzione

Prevenzione primaria

Tende ad evitare l'instaurarsi della malattia, riducendo i fattori di rischio e l'incidenza attraverso:

  • Inattivazione o rimozione dell'agente causale o del fattore di rischio.
  • Risanamento e protezione ambientale.
  • Aumento delle difese individuali.

Ogni malattia può avere un'incidenza (nuovi casi della malattia) e una prevalenza (tutti i casi della malattia). Es: lotta all'inquinamento, vaccinoprofilassi, educazione alla salute.

Prevenzione secondaria

Rivolta ai soggetti il cui rischio di malattia si è già tramutato in danno, anche se la malattia non è ancora manifesta. Si realizza con l'identificazione dei gruppi a rischio e la diagnosi precoce (intervento clinico anticipato). Riduce la mortalità per una malattia ma non l'incidenza. Es: campagne di screening come mammografie, pap test, immunoprofilassi passiva, incidere sugli stili di vita attraverso interventi di educazione alla salute.

Prevenzione terziaria (riabilitazione)

Insieme degli interventi di ordine medico e sociale necessari per bloccare o ritardare l'evoluzione delle malattie verso complicazioni, ricadute, cronicizzazioni, invalidità. Es: prevenzione di attività fisica adattata (AFA) prescritta come qualsiasi altro intervento terapeutico in pazienti affetti da patologie cronico-degenerative in cui l'esercizio fisico contribuisce al miglioramento della sintomatologia e previene ulteriori complicanze (AFA per malattie dismetaboliche, cardiovascolari, osteoporosi, Parkinson, post ictus).

Palestre sicure

Hanno l'obiettivo di creare una rete tra regione e palestre sicure, certificate e istituzionalmente riconosciute, finalizzata alla tutela della salute.

  • Palestre etiche: si svolge attività fisica finalizzata alla prevenzione e alla tutela della salute (azioni di contrasto all'uso improprio di farmaci, per la prevenzione dei rischi legati al consumo di sostanze psicoattive e dopanti, per favorire la corretta alimentazione e limitare l'uso di integratori alimentari.
  • Palestre sicure: si pratica attività fisica prescritta come terapia dai medici del Servizio Sanitario Regionale in quanto in queste strutture opera personale specializzato e appositamente formato. Sono in dotazione defibrillatori cardiaci.

Percorso per ottenere certificazione di palestra etica: adesione volontaria a un codice etico che comporta controlli da parte dei Servizi di medicina dello sport delle Aziende Usl per verificare il possesso dei requisiti previsti e richiede l'obbligo di partecipazione alle attività di formazione e aggiornamento organizzate a livello locale e regionale nell'ambito del progetto.

Riconoscimento di palestra sicura per attività fisica prescritta come terapia: le palestre devono:

  • Possedere i requisiti di palestra etica.
  • Impiegare referenti per la salute laureati in scienze motorie o Isef appositamente formati attraverso corsi organizzati da Regione.
  • Avere in dotazione defibrillatori cardiaci.

Educazione alla salute

Insieme di interventi che coinvolge sia chi fornisce certe conoscenze (operatore sanitario, servizio, insegnante) sia il destinatario di tali conoscenze. Per modificare stili di vita non corretti sono fondamentali 3 momenti:

  • Acquisizione conoscenze
  • Modifica atteggiamenti
  • Adozione comportamenti

Approccio educativo tradizionale: consiste nel dare le informazioni (es: fumo fattore di rischio per l'infarto). È orientato alla malattia e al modo di evitarla. Questo approccio dà scarsi risultati perché basato sull'invito a rinunciare a cose piacevoli in soggetti che vedono molto lontano il rischio di malattia.

Approccio intermedio: incentrato sui fattori di rischio la cui eliminazione può prevenire diverse malattie. Es: un intervento sul fumo vale per la prevenzione di diverse malattie. Anche questo approccio è più informativo che formativo e non riserva un ruolo attivo ai destinatari.

Approccio innovativo: parte dal concetto che la semplice trasmissione di informazioni non modifica necessariamente gli atteggiamenti ed i comportamenti. Le malattie ed i fattori di rischio non vengono affrontati settorialmente, ma i comportamenti da adottare per aumentare la salute vengono presentati in un insieme integrato che costituisce un nuovo stile di vita, sottolineando soprattutto gli aspetti positivi dei nuovi comportamenti da adottare. Es: una dieta bilanciata e l'esercizio fisico visti non come sacrifici per ottenere semplicemente una riduzione del peso corporeo, ma per raggiungere una prestazione fisica e una condizione di benessere.

Fasi di un intervento educativo

  1. Analisi dei problemi e dei bisogni: tramite un'indagine epidemiologica di partenza si raccolgono dati demografici e socio-sanitari sulla comunità destinataria dell'intervento, sulla presenza in essi di leader, sul rilievo di bisogni individuali e di gruppo. È utile accertare gli interessi fondamentali e reali e verificare le motivazioni positive e negative dei comportamenti. Le tematiche devono essere rilevanti, globali, coinvolgenti la personalità e suscettibili di soluzioni idonee e concrete.
  2. Programmazione: identificazione della gamma di soluzioni possibili, esaminate come vantaggi e svantaggi in rapporto agli obiettivi educativi. Gli interventi non devono mai essere isolati, ma coinvolgere diverse realtà (scuola, famiglia, contesto sociale, mass media, associazioni, lavoro..).
  3. Operatività ed attuazione dell'intervento prescelto secondo criteri di priorità e di fattibilità:
    • Formulazione dei messaggi: favorire la partecipazione attiva, messaggio non occulto, non imposto ma accettato, non terroristico ma propositivo, instaurare serenità di rapporto con l'udienza.
    • Trasmissione del messaggio diretta (colloquio, lezione, conferenza, dibattito).
    • Trasmissione del messaggio indiretta (radio, televisione, film, stampa).
  4. Valutazione e verifica dei risultati raggiunti: attraverso un'indagine epidemiologica finale si valuta:
    • Efficienza: se il programma è stato svolto con la minima spesa possibile.
    • Efficacia: se sono stati raggiunti gli obiettivi comportamentali e di salute (grado di modifica del comportamento e durata della modifica del comportamento).

Microrganismi

Organismi unicellulari microscopici (visibili solo al microscopio). Non tutti sono responsabili delle malattie, solo una minima parte. Essi, in natura, sono indispensabili al ciclo della materia che è in continua trasformazione.

Il ciclo della materia

  • Organismi vegetali (autotrofi): cellule in grado di organicare il carbonio e produrre sostanze organiche partendo da sostanze minerali.
  • Organismi animali (eterotrofi): assumono dall'esterno le sostanze organiche.
  • Luce: agisce sulle piante.
  • Microrganismi: operano la ritrasformazione da sostanze organiche in sostanze minerali tramite meccanismi di putrefazione.

Malattie infettive

Riconoscono una causa necessaria che è chiamata agente eziologico ma non sufficiente. L'agente eziologico è un microrganismo.

Rapporto microrganismo-uomo

  1. Simbiosi: esistono dei microrganismi simbiotici. La vitamina K viene prodotta nel nostro organismo da microrganismi nell'intestino.
  2. Commensalismo: i microrganismi commensali colonizzano il nostro corpo in tutte quelle cavità che sono in rapporto con l'esterno. Non sono indifferenti all'uomo perché svolgono un ruolo utile. In alcuni casi può trasformarsi in parassitismo.
  3. Parassitismo: i parassiti sono quelli che sviluppandosi nel corpo umano provocano un danno e quindi la malattia. I microrganismi patogeni sono dei parassiti.

Protisti

1) Protisti inferiori (cellula procariotica).

  • Batteri: agenti eziologici di malattie infettive.
  • Cianoficee e cianobatteri.

2) Protisti superiori (cellula eucariotica)

  • Protozoi: agenti eziologici di malattie infettive.
  • Miceti unicellulari: agenti eziologici di malattie infettive.
  • Alghe unicellulari: possono rendersi responsabili di intossicazioni, ma non vere e proprie malattie infettive.

Classificazione dei batteri

  1. In base alla forma:
    • Cocchi: se sono sferoidali.
    • Bacilli: se sono allungati.
    • Spirilli: se hanno una forma di virgola.
  2. In base all'aggregazione delle cellule:
    • Diplococchi: a coppie di 2.
    • Streptococchi: unite a catena.
    • Stafilococchi: unite a grappolo d'uva.
  3. In base alla struttura della parete cellulare: la parete è il mezzo con cui il batterio si difende dall'esterno. Gram è il cognome del microbiologo che ha individuato la differenza tra batteri.
    • Gram positivi.
    • Gram negativi.

    Colorazione di Gram: colorazione differenziale che utilizza in successione 2 coloranti diversi (fucsia e cristalvioletto).

    • Gram positivi si colorano in blu-violetto.
    • Gram negativi in rosso.

    Il diverso comportamento alla colorazione è dovuto alla diversa struttura della parete cellulare:

    • Gram positivi: hanno parete uniforme formata da un polisaccaride complesso (peptidoglicano).
    • Gram negativi: hanno parete formata da uno strato più interno di peptidoglicano e da una membrana esterna lipopolisaccaridica.
  4. In base alla produzione di spore: le spore sono una forma di resistenza dei batteri prodotte solo da alcuni batteri in condizioni sfavorevoli e conferiscono al batterio una notevole resistenza agli agenti ambientali ed ai mezzi di disinfezione. Le spore batteriche sono gli organismi viventi più resistenti che si conoscono.
    • Sporigeni: sono anaerobici (Bacillus e Clostridium).
    • Asporigeni.
  5. In base alla mobilità:
    • Immobili.
    • Mobili: flagelli monotrichi, peritrichi, anfitrichi, lofotrichi.
  6. In base al metabolismo:
    • Batteri aerobi obbligati: vivono e si moltiplicano solo in presenza di ossigeno. Utilizzano come fonte di energia la respirazione aerobia con l'ossigeno accettore finale dell'idrogeno.
    • Batteri anaerobi obbligati: vivono e si moltiplicano solo in assenza di ossigeno. Utilizzano come fonte di energia la respirazione anaerobia con accettori finali dell'idrogeno diversi (solfato riduttori e metanobatteri) e processi fermentativi (clostridi).

Riproduzione batterica

I batteri si riproducono per scissione semplice. In alcune specie il processo di formazione della membrana divisoria parte da un mesosoma.

Azione patogena dei batteri

Contaminazione -> Infezione -> Malattia

Il passaggio da infezione a malattia non è per forza necessario. Il periodo di incubazione della malattia inizia dalla contaminazione fino al primo sintomo della malattia. L'evoluzione del processo infettivo verso la malattia dipende da diversi fattori relativi sia all'ospite che al microrganismo.

Fattori che determinano la patogenicità di un batterio

  1. Carica infettante: minima quantità di microrganismi in grado di provocare l'infezione.
  2. Invasività del batterio o virulenza: capacità del microrganismo di moltiplicarsi in vivo. Per far ciò deve trovare nell'organismo le sostanze nutritive di cui necessita per il suo metabolismo e contrastare le difese che l'organismo oppone alla sua moltiplicazione.
  3. Tossigenicità: capacità del microrganismo di produrre tossine che esercitano un danno sull'organismo ospite.

Tossine batteriche

  1. Esotossine:
    • Natura proteica.
    • Alto potere antigene.
    • Termolabilità.
    • Stretta specificità di azione.
    • Prodotte sia da Gram positivi che da Gram negativi perché sono prodotti del metabolismo batterico (proteine non strutturali).
  2. Endotossine:
    • Natura liposaccaridica.
    • Limitato potere antigene.
    • Termostabilità.
    • Azione tossica aspecifica (ipertermia, leucopenia seguita da leucocitosi, alterazioni del metabolismo glucidico..).
    • Presenti nei Gram negativi (lipopolisaccaridi della parete).

Virus

Non appartengono ai protisti perché non hanno una struttura cellulare. I virus in natura non li troviamo con una vita autonoma. Per potersi riprodurre sfruttano una cellula (parassiti intracellulari obbligati). Sono definiti entità subcellulari che presentano i seguenti caratteri:

  • Dimensioni estremamente piccole (da 20 a 300 nanometri), non visibili al microscopio ottico che ha un potere di risoluzione (distanza alla quale vedo distinti 2 punti) di 0,2 micrometri.
  • Composizione chimica assai semplice.
  • Presenza di uno solo degli acidi nucleici (virus a DNA o virus a RNA): l'acido nucleico che non hanno lo prendono dalla cellula che parassita.
  • Sono parassiti endocellulari obbligati (cellule animali, vegetali, batteriche). Quando si trovano all'interno della cellula non vengono raggiunti nemmeno dai farmaci.

Struttura dei virus

  1. Genoma:
    • Dna mono o bicatenario (desossiribovirus).
    • Rna mono o bicatenario (ribovirus).
  2. Core: è la parte più interna del virus e avvolge il genoma.
  3. Capside o involucro proteico: riveste il core e si dispone intorno ad esso secondo precise simmetrie.
    • Icosaedrica.
    • Elicoidale.
  4. Pericapside o peplos o envelope: è presente solo in alcuni virus ed ha natura lipoproteica.

Virus e la replicazione virale

Il virus per riprodursi deve costituire il capside -> l'acido nucleico. I capsidi devono essere sintetizzati. Il virus ha il ciclo di riproduzione chiamata replicazione: fa quindi delle copie di sé stesso all'interno della cellula. Questo comporta la morte della cellula. Le fasi del ciclo sono:

  1. Adesione.
  2. Penetrazione del virus nella cellula attraverso un meccanismo di pinocitosi (il virus da esterno diventa interno). A questo punto ci sono alcuni virus che restano nel citoplasma (virus a DNA).
  3. Esposizione acido nucleico virale:
  4. Sintesi dei costituenti virali: ogni acido nucleico penetra all'interno di un capside e quindi la cellula diventa un sacchettino pieno di virus appena replicati.
  5. Assembleranno i nuovi virioni.
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher baggio97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene generale e applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Leoni Erica.
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