Igiene generale e applicata
Con il termine “igiene” si intende una disciplina scientifica che ha l'obiettivo di promuovere la salute mediante programmi di prevenzione volti a ridurre l'incidenza e la gravità delle patologie nella popolazione a rischio.
Caratteristiche della disciplina
È una disciplina scientifica perché utilizza il metodo scientifico suddiviso in più fasi:
- Fase di osservazione
- Fase in cui si formula una ipotesi
- Fase nella quale si verifica l'esattezza dell'ipotesi effettuando esperimenti ripetuti nel tempo
L'igiene comprende due branche: l'epidemiologia e la prevenzione.
Epidemiologia
È definita anche scienza del confronto in quanto effettua uno studio descrittivo acquisendo e valutando dati quantitativi. È la disciplina che studia le patologie e i fenomeni ad esse correlate avvalendosi di rilevazioni e osservazioni relative all'andamento e alla distribuzione della patologia nella popolazione, individuazione dei fattori di rischio, al fine di progettare strategie e programmi preventivi atti a promuovere la salute e elaborare interventi curativi.
La prima indagine epidemiologica risale al 1800. Ignaz Semmelweis indagò sulle cause di una maggiore mortalità per febbre puerperale rilevata tra le gestanti di un ospedale di Vienna che al momento del parto erano assistite da medici e studenti di medicina, rispetto ai casi di morte che si erano verificati tra le partorienti dello stesso ospedale assistite da sole ostetriche. Egli eseguì uno studio di epidemiologia sperimentale: mutò i parametri dell'evento osservato, invertendo il reparto di lavoro degli operatori sanitari. In questo modo egli poté osservare che, invertendo il luogo di lavoro degli operatori, i casi di mortalità restavano sempre più alti tra le gestanti assistite da medici. Questa osservazione portò Semmelweis a ritenere che vi era una relazione causale tra la maggiore incidenza di morte per febbre puerperale e l'intervento dei medici. Egli in particolare associò la pratica dei medici e studenti di medicina nella sala autoptica e i casi di morte delle gestanti, ritenendo, a ragione, che i medici e gli studenti di medicina che al contrario delle ostetriche frequentavano la sala autoptica trasmettevano germi dai cadaveri alle gestanti al momento del parto, causando stati infettivi che esitavano nella morte della paziente. Per ovviare a questo problema si introdusse la pratica del lavaggio delle mani con cloruro di calcio (il primo antisettico utilizzato) al fine di evitare la trasmissione di germi.
Misure usate in epidemiologia
- Proporzione: rapporto in cui il numeratore è contenuto nel denominatore; i due valori hanno dunque la stessa unità di misura e il rapporto può assumere valori compresi tra 0 e 1.
- Tasso: rapporto in cui il numeratore non è incluso nel denominatore; i due valori hanno unità di misura diverse.
Indicatori di frequenza
- Morbillità: numero di giorni lavorativi persi per malattia sul numero totale delle giornate lavorative (è una proporzione).
- Morbidità: indica la frequenza di una malattia in una popolazione. Si esprime facendo riferimento a due misure: la prevalenza e l'incidenza. La prevalenza può essere di due tipi: puntuale o periodale. La prevalenza puntuale indica il numero di casi di malattia (vecchi e nuovi) in un dato istante. La prevalenza periodale indica invece il numero di casi di malattia (vecchi e nuovi) in un intervallo di tempo. La prevalenza può essere ricavata dal prodotto tra l'incidenza e la durata della malattia. L'incidenza può essere di due tipi: cumulativa o persona/tempo. L'incidenza cumulativa indica il numero di nuovi casi di malattia in un dato periodo e si ricava facendo la divisione tra il numero di nuovi casi di malattia e la popolazione a rischio di ammalare. L'incidenza persona/tempo...