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Salute e igiene

Fino al XIX secolo il termine salute era sinonimo di assenza di malattia. Dal 1900 al 1947 stava a indicare invece uno stato di benessere fisico, ma la definizione adottata dal 1948 e in vigore tutt’oggi è quella di completo benessere fisico, mentale e sociale. Il termine igiene proviene dalla dea Igea, dea della salute, invocata per prevenire malattie e danni fisici. In particolare, l’igiene è una disciplina che attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e all’allontanamento o alla correzione dei fattori responsabili delle malattie, tende a conseguire, promuovere, mantenere e potenziare lo stato di salute della collettività.

La tutela della salute è compito della Repubblica Italiana che garantisce inoltre cure gratuite agli indigenti.

L'OMS – WHO, World Health Organization

L’OMS è l’agenzia specializzata per la salute dell’ONU, governata da 195 stati membri. È stata fondata nel 1946 ed è entrata in vigore nel 1948 e ha sede a Ginevra. L’obiettivo di questa organizzazione è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni nel mondo del livello più alto possibile di salute. È costituita da 6 strutture organizzative regionali: Europa, Africa, Mediterraneo Orientale, Sud-est asiatico, Americhe e Pacifico occidentale.

Campi d'azione per la promozione della salute

  • Rafforzare i processi di partecipazione dei cittadini alla formulazione, implementazione e valutazione di politiche che influiscono sulla promozione della salute
  • Costruire ambienti che supportano la promozione della salute, per esempio scuole, contesti lavorativi
  • Sviluppare le abilità personali per meglio affrontare decisioni inerenti la salute individuale e della comunità
  • Riorientare i servizi sanitari sulla promozione della salute, e non solo sulla cura

Il sistema sanitario nazionale

Il Sistema Sanitario Nazionale è un insieme di enti ed organi nazionali italiani che concorrono al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute dei cittadini. Assicura al cittadino tutte le prestazioni (prevenzione, ospedale, assistenza primaria) a cui ha diritto. Le caratteristiche del SSN sono:

  • La responsabilità pubblica della tutela della salute
  • Universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari
  • La globalità di copertura in base alle necessità assistenziali di ciascuno
  • Il finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale
  • La "portabilità" dei diritti in tutto il territorio nazionale e la reciprocità di assistenza con le altre regioni

Il SSN è composto dal Ministero della Salute, dall’Istituto e dal Consiglio Superiore di Sanità, dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, dall’Agenzia Italiana del Farmaco, i servizi sanitari regionali come ASL e aziende ospedaliere.

Il ministero della salute

Il Ministero della Salute è l’organo centrale del SSN, cui sono attribuite le funzioni spettanti allo Stato per la tutela della salute umana, della sanità veterinaria, la tutela e la sicurezza sui luoghi di lavoro, l’igiene e la sicurezza degli alimenti; predispone il piano sanitario nazionale e rappresenta l’organo di raccordo con l’OMS. Ha molte direzioni generali coordinate da un segretario generale, tra cui: la direzione generale della prevenzione sanitaria, direzioni generali delle professioni sanitarie, dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, della ricerca, dell’igiene e della sicurezza degli alimenti e nutrizione.

Per quanto concerne la direzione generale della prevenzione sanitaria, si occupa della sorveglianza epidemiologica, della prevenzione generale in tutti gli aspetti (dalle esposizioni ad agenti chimici, fisici e biologici nell’ambiente di vita, naturale e nelle acque) e della promozione della salute. La direzione generale dell’igiene e della sicurezza degli alimenti e nutrizione si occupa invece del controllo sulla produzione e sui commerci, all’interno della catena alimentare, la gestione del sistema di allerta, di emergenze e tecnologie alimentari.

Le ARPA

Le ARPA sono le agenzie regionali per la protezione dell’ambiente e si occupano principalmente del controllo di fonti e fattori di inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo, del monitoraggio delle diverse componenti ambientali e del controllo e della vigilanza nel rispetto delle norme vigenti in materie ambientali.

Le ASL – Aziende Sanitarie Locali

Fanno parte del SSN. In Liguria sono 5 e hanno un’ampia competenza su molti aspetti sanitari. Il dipartimento di prevenzione è la struttura preposta all’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro. Ha il compito non solo di prevenire le malattie, ma soprattutto di promuovere, proteggere e migliorare la salute e il benessere dei cittadini attraverso interventi che spesso trascendono i confini del settore sanitario e vanno a coinvolgere l’intera società civile. Garantisce la tutela della salute collettiva e del patrimonio zootecnico da rischi di origine ambientale, alimentare e lavorativa, perseguendo obiettivi di promozione della salute, prevenzione delle malattie e delle disabilità e miglioramento della qualità della vita.

Il dipartimento di prevenzione si occupa di igiene e sanità pubblica, di igiene degli alimenti e nutrizione, medicina legale, popolazione a rischio (screening). L’igiene e la sanità pubblica si occupa di: vaccinazioni ai bambini dal 13o mese di vita, agli adulti, agli anziani, alle persone che intendono effettuare viaggi internazionali in Paesi dove esistono situazioni infettive localizzate; notifica delle malattie infettive; interventi di profilassi nelle comunità; visite mediche a migranti e profughi; valutazione degli aspetti sanitari relativi all’inquinamento chimico, fisico di aria, acqua e suolo; valutazione degli aspetti sanitari connessi a procedimenti autorizzativi in materia ambientale (bonifica suolo, gestione rifiuti) e valutazione di impatto ambientale relativi a insediamenti produttivi (instaurazione di un cantiere -> valutazioni tecniche per poter approvare l’avvio dei lavori); valutazioni di rischi per la salute legati a inquinamento (acque di balneazione); vigilanza igienica sulle attività di disinfestazione di blatte, zecche, zanzare, o derattizzazione; certificazioni relative a interventi edilizi; valutazione del rischio per la salute pubblica negli ambienti di vita per la presenza di amianto.

Il servizio di igiene degli alimenti

Il servizio di igiene degli alimenti si occupa di vigilanza, controllo e formazione di coloro che producono alimenti di origine non animale, controlla i menù della ristorazione collettiva, controlla i prodotti alimentari, valuta i requisiti minimi strutturali degli esercizi che producono o vendono prodotti alimentari, controlla le mense, tutela le acque (potabilità), vigila la commercializzazione dei prodotti fitosanitari, sorveglia e fa indagini epidemiologiche quando c’è un’infezione o un’intossicazione accertata causata dagli alimenti, gestisce i sistemi di allerta alimentari, fa consulenza e verifica la commestibilità dei funghi, registra le attività delle imprese alimentari.

Il servizio di igiene della nutrizione si occupa di: sorveglianza nutrizionale con interventi volti all’educazione alimentare e prevenzione dell’obesità, collaborazione nella redazione del menù nella ristorazione collettiva, dietetica preventiva e promozione degli stili di diete corrette ed equilibrate, attività di formazione, informazione ed educazione alimentare.

IZS – Istituto Zooprofilattico Sperimentale

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale ha 10 sedi centrali ed è uno strumento tecnico ed operativo per la sanità animale, per il controllo della salute e della qualità degli alimenti di origine animale, per l’igiene degli allevamenti ed attività correlate.

Agenzia nazionale per i servizi regionali

È un ente pubblico con funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni. Affianca le regioni per la definizione dei piani sanitari regionali, analizza le attività di emergenza e ospedaliere. Monitora l’organizzazione della rete territoriale e l’area della fragilità e della non autosufficienza.

Le malattie

Le malattie si distinguono in monofattoriali e multifattoriali:

  • Monofattoriali: hanno un’unica origine, una sola causa nella loro genesi. Comprendono le malattie infettive promosse da batteri, virus, miceti e le malattie da esposizione a fattori ambientali specifici (silicosi, inalazione di silice).
  • Multifattoriali: sono le malattie respiratorie, cardiovascolari, neoplasie (tumori), dismetaboliche, articolari, iatrogene (derivanti da consumo di alcool, droghe, fumo, medicinali). Derivano dalla concomitante presenza e azione di più cause.

I fattori ambientali sono un insieme di fattori chimici (sostanze chimiche, farmaci), biologici (batteri, virus), fisici (rumori, radiazioni), accidentali (pericolo), psicologici (stress, turni di lavoro) che scatenano una malattia multifattoriale. Le caratteristiche individuali possono modificare l’effetto dei fattori ambientali, come ad esempio l’età, il genere, la nutrizione, la personalità, fattori genetici, condizioni fisiche.

I rapporti tra ambiente e salute umana sono molto importanti poiché alcune situazioni come l’inquinamento idrico, atmosferico, del suolo, la contaminazione alimentare possono generare patologie con effetti acuti o effetti cronici. Gli effetti acuti si determinano con elevate dosi di sostanze che determineranno un avvelenamento o uno stato tossico sistemico (che interessa tutto l’organismo). Le malattie respiratorie sono collegate sia ad alte dosi che a basse dosi. Basse dosi portano a effetti cronici come malattie neurologiche, cardiovascolari, tumori, malattie ereditarie.

Gli inquinanti biologici (responsabili delle malattie monofattoriali), come i microrganismi, hanno un meccanismo di azione noto che provoca effetti specifici acuti e periodi di latenza brevi. Gli inquinanti chimici (responsabili delle malattie multifattoriali) invece hanno un meccanismo di azione in parte sconosciuto, gli effetti sono spesso aspecifici di tipo cronico con un periodo di latenza molto lungo. Spesso hanno la possibilità di trasformarsi e accumularsi nelle diverse matrici ambientali.

Si stima che il 24% delle malattie e il 23% dei decessi possa essere attribuito ai fattori ambientali. Più di un terzo delle patologie nei bambini è dovuto a fattori ambientali modificabili.

Malattie monofattoriali

Gli agenti eziologici di queste malattie sono virus, batteri, miceti e protozoi.

I virus sono parassiti intracellulari che necessitano di un ospite nel quale replicarsi. Sono costituiti da un frammento di acido nucleico (DNA o RNA) circondato da un rivestimento proteico che può rigenerarsi assumendo il controllo di tutte le attività sintetiche della cellula ospite. Le dimensioni variano da pochi nm a centinaia di nm.

I batteri sono organismi procarioti che non contengono un vero nucleo. Sono lunghi da 1 a 10 mm e sono ubiquitari, cioè vivono ovunque. Sono note oltre 200 specie di batteri patogeni, responsabili di numerose malattie dell’uomo.

I miceti sono uni o pluricellulari con una struttura complessa con il nucleo evidente. Sono molto diffusi nell’ambiente e non sono sensibili agli antibiotici, ma solamente a farmaci specifici antimicotici. Possono causare micosi superficiali e profonde come le candide.

I protozoi sono unicellulari con struttura cellulare complessa con nucleo evidente. Non sono sensibili agli antibiotici, ma solamente a farmaci specifici antiprotozoari. Esempi sono il Plasmodio della malaria, Leishmania, Toxoplasma (in circolazione in Europa, pericoloso per le donne in gravidanza e neonati).

I parassiti sono pluricellulari con una struttura complessa. Si dividono in ectoparassiti, se vivono sulla superficie del corpo (acari, pidocchi) ed endoparassiti, se vivono nelle cavità interne del corpo (ossiuridi).

Epidemiologia generale delle malattie infettive

L’epidemiologia studia le condizioni che favoriscono od ostacolano il manifestarsi delle malattie infettive. I capisaldi dell’epidemiologia sono l’origine, la trasmissione, l’attecchimento, lo sviluppo e il ritmo di comparsa delle malattie infettive. Perché una malattia infettiva possa avere luogo è necessario il contatto tra il microrganismo e il macrorganismo. Ci sono quattro situazioni diverse:

  • Contaminazione: il contatto occasionale di microorganismi (cute o mucose) che non si moltiplicano e pertanto non riescono a impiantarsi persistentemente nella sede contaminata, non creano ancora un vero pericolo e possono essere eliminati (lavaggio mani porta alla decontaminazione).
  • Colonizzazione: presenza persistente di microrganismi (a livello di superfici esterne o mucose interne) in assenza di segni clinici di malattia o di risposta immunologica dell’ospite.
  • Infezione: moltiplicazione rapida del microrganismo.
  • Malattia infettiva: manifestazione clinica caratterizzata da sintomi quali febbre, tosse, aumento dei globuli bianchi.

Infezione

L’infezione è la penetrazione di microrganismi (virus, batteri, miceti, protozoi) in un macrorganismo e la loro rapida riproduzione nell’ospite. È la premessa della malattia infettiva che ha una manifestazione clinica con sintomatologia. Dipende dalle caratteristiche del microrganismo come la virulenza, la patogenicità, l’infettività, ma anche dalle capacità di difesa dell’ospite. L’infezione può essere anche asintomatica. Il periodo di incubazione è il tempo che intercorre tra il contatto tra un agente infettante e il corpo umano fino all’apparire dei sintomi. È diverso a seconda della malattia infettiva e dipende dai rapporti che si instaurano tra il microrganismo e l’ospite. Impedendo il raggiungimento dell’organo bersaglio da parte del patogeno si riesce a bloccare l’infezione per tempo e quindi a bloccare la produzione della malattia infettiva. Il decorso inapparente o clinicamente evidente di un’infezione dipende da fattori legati al microrganismo, all’ospite e alla modalità di trasmissione. Il processo infettivo, o in forma subclinica o come malattia conclamata, il più delle volte si autoestingue con completa eliminazione del microrganismo e comparsa di uno stato di immunità specifica. Il passaggio da infezione a forma subclinica o malattia conclamata è governato dalle caratteristiche del microrganismo e del soggetto suscettibile che può spegnere o alimentare la malattia infettiva.

Sviluppo delle patologie infettive

Con il termine contagiosità si intende la capacità dell’agente etiologico di trasmettere e di stabilire un’infezione, ad opera di soggetti che eliminano il microorganismo, a soggetti recettivi attraverso vie di trasmissione proprie per quell’agente etiologico. La contagiosità dipende dalla resistenza dell’ambiente, dalla quantità di agenti etiologici escreta dall’ospite (in molti casi sono necessari più virus/batteri/protozoi per produrre la malattia: carica minima infettante), dalla necessità da parte dell’agente etiologico di dover compiere cicli biologici in più specie differenti e da condizioni strettamente correlate alle caratteristiche dell’agente etiologico.

Esistono diversi gradi di contagiosità: nulla (tetano, botulino), bassa (virus della rabbia), alta (febbri emorragiche (ebola), virus influenzale).

La contagiosità dipende:

  • Dalla carica infettante, cioè il numero minimo di microrganismi necessario per dare inizio all’infezione. È molto variabile da una specie all’altra e, nell’ambito della stessa specie, può variare a seconda dello stipite
  • Capacità dei microrganismi di superare le barriere cutanee o mucose
  • Il ciclo biologico che alcune specie di microrganismi devono compiere in specie diverse
  • Il passaggio per alcuni microrganismi dallo stato di spora (per sopravvivere alle condizioni avverse dell’ambiente esterno) a forma vegetativa per potersi poi replicare

Collegati al concetto di contagiosità esistono due parametri, Rt e R0. L’R0 indica la trasmissibilità nella fase iniziale dell’epidemia (condizione in cui una patologia interessa quasi contemporaneamente molti soggetti di una popolazione) o pandemia (questa condizione interessa più Paesi e addirittura continenti). È un parametro utile a valutare l’andamento di un’epidemia provocata da una malattia infettiva, nella sua fase iniziale in assenza di interventi di contenimento. Rappresenta il numero medio di infezioni secondarie causate da ciascun individuo infetto in una popolazione che non sia mai venuta in contatto con un determinato patogeno. Nel caso in cui R0 sia pari a 1 significa che un singolo malato potrà infettare una persona, se è uguale a 2 ne contagerà due e così via. Maggiore è il valore di R0, dunque, tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’agente infettivo. Il parametro Rt invece descrive il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia.

Le caratteristiche del microrganismo sono:

  • Patogenicità: insieme delle proprietà che rendono un microrganismo capace di aggredire l’ospite e determinare lo stato di malattia. Essa dipende dall’invasività del microrganismo, cioè la capacità di diffondersi all’interno dell’organismo ospite (morbillo), o a livello di infezioni localizzate, dalla tossigenicità, cioè la capacità di produrre tossine pur restando localizzato in un determinato distretto del corpo (tetano, difterite), e dalla capacità citoepatica, cioè la capacità di produrre danno a livello cellulare.
  • Virulenza: grado con cui un microrganismo manifesta l’infettività e la capacità di causare malattie.
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ale0708 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Cristina Maria Luisa.
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