Riassunti e appunti delle lezioni per l'esame di igiene (Prof. Brandi)
Definizione di igiene
Il termine "igiene" deriva dal greco "Igea", che era una dea mitologica greca, invocata dagli antichi per chiedere protezione dalle malattie. Essa veniva associata alla prevenzione delle malattie e al mantenimento dello stato di salute. Dal punto di vista letterale e concettuale, la disciplina dell'igiene assume significati connessi alla tutela e alla promozione della salute.
Per salute si intende
- Stato di benessere
- Non è solo assenza di malattia
- È importante considerare componenti inscindibili: salute fisica, sociale, mentale
Igiene porta alla buona salute (individuale e collettiva). Il fine dell'igiene è la promozione e protezione della salute che, a sua volta, porta alla buona salute. Questa disciplina si occupa della collettività, tuttavia la collettività è formata da individui, quindi il risultato della collettività dipende dalle caratteristiche di ogni singolo individuo. Pertanto, è importante la risposta di ogni singolo alunno alle varie proposte.
Obiettivi dell'igiene
- Promozione dei fattori utili alla salute
- Correzione e allontanamento dei fattori responsabili di malattia
- Individuare e potenziare i possibili fattori di benessere
- Scoprire e correggere i fattori causali di una malattia
- Studiare il meccanismo di azione
- Studiare i fattori che ostacolano o favoriscono la diffusione di una malattia
Purtroppo, spesso si interviene sulla malattia quando ormai è troppo tardi. Molto importante è la promozione, la prevenzione (es: vaccini), l'educazione alla salute e la protezione (es: bere acqua potabile, indossare la cintura di sicurezza). La promozione alla salute è spesso difficile perché un soggetto sano non è sensibile a quello che gli si dice se si parla di una malattia che non lo coinvolge.
Campi di interesse
- Epidemiologia: studia le cause di una malattia, i vari fattori, il modo in cui la malattia si diffonde
- Demografia: studia la popolazione
- Prevenzione
- Organizzazione sanitaria
- Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive
- Epidemiologia e prevenzione delle malattie cronico-degenerative
- Igiene dell'ambito fisico
- Igiene dell'alimentazione (aria, acqua, suolo, microclima)
- Educazione sanitaria
Educazione sanitaria
È un intervento che si fa sulla popolazione, perché essa ha un diritto alla salute. È uno strumento fondamentale. Molto importante è la responsabilità, sia individuale che collettiva. Per esempio, se una persona sa di essere infetta, è bene che protegga il prossimo da un eventuale contagio.
Importante capire che la salute è una condizione dinamica di equilibrio: se oggi sono in salute non vuol dire che lo sarò anche il giorno dopo, e viceversa. Quando ci si trova in una condizione di squilibrio (es: menomazione), è fondamentale acquisire una capacità di ristabilire l'equilibrio. L'educazione sanitaria aiuta i soggetti a sviluppare il proprio equilibrio.
Che caratteristiche deve avere l'educatore sanitario?
- Deve avere responsabilità della salute del bambino e dell'adolescente. È importante sottolineare il ruolo della scuola e degli insegnanti: i bambini non hanno ancora consolidato errati stili di vita! Il periodo scolastico è il più adatto per fare un adeguato intervento di educazione sanitaria.
- Creare coscienza igienica nel fanciullo
- Inserire temi di educazione sanitaria nel programma di materie basilari
- Impiego di personale altamente qualificato
- Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tale compito deve essere affidato a insegnanti qualificati
- Deve essere informato a proposito dei problemi relativi all'igiene e alla salute individuale (esempio: stupefacenti)
- Deve sapere i regolamenti sanitari del Paese per sapere come comportarsi nelle varie situazioni (esempio: alunno che arriva a scuola con i pidocchi)
- Deve conoscere i fattori importanti per insegnare in un ambiente adeguato (es: illuminazione)
Prevenzione
La prevenzione può essere di tre tipi:
- Primaria (come il vaccino)
- Secondaria
- Terziaria (come gli interventi per evitare le ricadute)
Protezione della salute avviene tramite misure legali e amministrative, come per esempio la decisione di chiudere il traffico cittadino in determinati periodi di tempo.
Educazione sanitaria: è importante promuovere l'attività fisica, promuovere le diete, evitare il fumo.
Medicina preventiva
La medicina preventiva è quella che ci interessa e di cui parleremo. Non ci interessa la medicina curativa, ma la prevenzione.
- Prevenire le infezioni è possibile tramite dei vaccini (prevenzione primaria)
- Per prevenire le malattie non infettive è opportuno rimuovere i fattori che ne sono la base
- Per prevenzione secondaria delle malattie infettive e non infettive, si intende la diagnosi precoce
- Importante anche potenziare i fattori di benessere
Tutti questi interventi vengono eseguiti dalla sanità pubblica, che mette in pratica i principi della medicina preventiva. La sanità pubblica include, per esempio, la ASL (azienda sanitaria locale), il medico di base, i distretti sanitari.
Cosa fa nello specifico la sanità pubblica?
- Sorveglianza epidemiologica
- Controlla malattie e morti
- Controlla l'inquinamento ambientale
- Controlla la qualità dell'aria e dell'acqua (es: controlli di potabilità)
- Controlla ricoveri e dimissioni ospedaliere
- Fa indagini programmate (ad hoc), come le indagini sul fenomeno dell'obesità infantile
- Indagini estemporanee
- Interventi di prevenzione
- Programmazione, organizzazione
Stato di salute
Fondamentale: non è uno stato definitivo, è dinamico, è uno stato di equilibrio. Sulla salute intervengono fattori che potenziano le condizioni di benessere (es: attività motoria, dieta) - fattori positivi. Fattori che possono condurre alla malattia in tempo variabile - fattori negativi.
I più importanti fattori eziologici di malattia
- Fattori biologici e comportamentali: i fattori biologici sono i fattori viventi (come i virus, ogni tipo di microorganismi)
- Fattori ambientali
- Fattori immunologici
- Fattori nutrizionali
- Fattori genetici: predisposizione genetica
- Fattori sociali, servizi: per esempio, la possibilità di sopravvivenza a seconda di dove uno si trova; ci sono territori dove dei vaccini vengono proposti e altri no.
Un organismo sano può essere sottoposto a diversi fattori di malattia (negativi) - questi fattori portano a delle condizioni di rischio. Alla condizione di rischio può seguire:
- Remissione del rischio: quando non si va più incontro al rischio (es: drogati che usano gli aghi e smettono, fumatori che smettono di fumare)
- Persistenza del rischio
- Malattia
Le variabili che influenzano il rischio
- Uomo: immunità, nutrizione, refrattarietà
- Agente (quello che causa la malattia): chimico, fisico, microbiologico
- Condizioni esterne: clima
Fattori non modificabili
- Fattori individuali:
- Età, sesso, razza (es: ci sono malattie che è più probabile contrarre rispetto all'età)
- Caratteri genetici (predisposizioni, per esempio per il diabete)
- Struttura fisica
- Struttura psichica
- Stato fisiologico
Fattori modificabili
Sono i fattori ambientali, sono fattori su cui si può agire per prevenire:
Fattori chimici
- Alcol, fumo, inquinanti, farmaci, droghe, veleni, composti dei terreni
Fattori biologici
- Batteri, virus, protozoi, macroparassiti (pidocchi, vermi intestinali), vaccini e sieri
Fattori fisici
- Radiazioni, clima, elettricità, temperatura, umidità, rumori, traumi (spesso richiedono assistenza sociosanitaria)
Modello etiopatogenetico
Il modello etiopatogenetico spiega la causa di una malattia. Malattia - modello pluricausale (determinata quindi da fattori maggiori e fattori minori detti cofettori) - quindi più fattori concorrono alla malattia.
Esempi:
- Malattia infettiva:
- Fattore maggiore: microorganismo
- Fattori minori: sono i fattori comportamentali e i fattori ambientali
- Epatite B:
- Fattore maggiore: è il germe
- Fattore minore: è un fattore comportamentale (se io mi proteggo non lo contraggo)
- Arteriosclerosi:
- Fattore maggiore: alimentazione dei grassi
- Fattore minore: sedentarietà/fumo
Fattori di malattia
Fattore certo - microorganismo x - che causa - malattia x (per esempio l'influenza è sempre causata dal virus influenzale A e B, la silicosi è sempre causata da un certo tipo di silice).
Fattore di rischio
Un fattore associato al manifestarsi della malattia - aumenta la probabilità della sua comparsa (per esempio l'eccesso di alcol o di fumo aumenta la probabilità di rischio di tumore al polmone). In ogni caso ci deve sempre essere anche:
- Compatibilità biologica
- Corrispondenza dose-risposta
- Forza dell'associazione (rischio relativo)
Per forza dell'associazione si intende, per esempio, capire se l'uso eccessivo del telefonino è associato alla comparsa di particolari tipi di tumore.
Indicatore di rischio
L'indicatore non può causare, indica solo! Per esempio, gli occhi chiari sono indicatori di una maggiore probabilità di tumore alla pelle. Non sono però il fattore che comporta tale tumore, sono solo un indicatore!
Igiene e educazione sanitaria
Agente, vettore, ospite, ambiente. Una malattia non può derivare da una sola causa, ci sono più fattori che intervengono. Per "agente" si intendono gli agenti infettivi (come i virus, i batteri) e gli allergeni. L'ambiente è un altro parametro importante, basta considerare le malattie da sovraffollamento: è più facile prendere l'influenza in inverno, perché gli ambienti sono chiusi, c'è meno ricambio d'aria e più possibilità di contagio. Per "ospite" si intende la resistenza genetica, immunitaria, nutrizionale, il comportamento di una persona: per esempio, la febbre tifoide si prende bevendo acqua non potabile oppure non curando l'igiene delle mani. Per "vettore" si intende un portatore di microorganismi: per esempio, nel caso della malaria o della febbre gialla o della peste (dove il vettore erano i ratti di fogna). Per avere una malattia, non è sufficiente solo avere il microorganismo, ma devono coesistere anche altri fattori.
Malattie infettive e malattie non infettive (o cronico-degenerative)
| Malattie infettive | Malattie non infettive |
|---|---|
| Sono trasmissibili (quasi tutte, il tetano non lo è). Questo è un aspetto molto importante per la prevenzione. | Sono non trasmissibili (diabete, tumori, cardiopatie) |
| Hanno un agente eziologico: hanno sempre una causa specifica. Es: l'influenza può essere causata solo da un virus influenzale A e B | Sono multifattoriali o pluricausali: ci sono diversi fattori che interagiscono fra loro, quindi è anche più difficile fare prevenzione |
| Sono acute: durano per un periodo limitato (giorni, ore, settimane, mesi) | Sono cronico-degenerative: tendono a mantenersi nel tempo, anzi con il passare del tempo portano a danni sempre più gravi delle strutture e delle funzioni dell'organismo |
Però ci sono alcuni esempi di malattie infettive che sono anche croniche:
- AIDS: ha il 100%. Significa che tutti quelli che si infettano di AIDS hanno un'infezione cronica per tutta la vita, non si guarisce.
- HCV (epatite C): 75%, su 100 persone infettate solo il 25% riesce a superare l'infezione.
- HBV (epatite B): 5-10%
- TBC (tubercolosi): 100%
Infezioni ricorrenti (herpes)
Non è che il soggetto si reinfetta di nuovo. È il virus che va a nascondersi nei gangli infettivi e torna fuori quando le difese immunitarie si abbassano (es: periodo mestruale per le donne, sotto esame, in concomitanza con altre malattie)
Infezioni latenti
Come nel caso dello Zoster (comunemente chiamato fuoco di Sant'Antonio) è un virus che sta nascosto nel nostro organismo, anche per anni, e poi torna fuori.
Prevenzione primaria
Nel caso delle malattie non infettive, fare prevenzione è molto difficile perché la malattia deriva da più fattori. Diagnosi precoce: con delle tecniche precise si può scoprire la malattia nella fase iniziale. Per esempio, la mammografia. Se si aspetta di vedere i sintomi clinici, sarà già troppo tardi. Prevenzione terziaria: serve per evitare le ricadute.
Osservando degli schemi che riportano dati certificati
Si vede che nel 1900 le prime tre cause di morte erano dovute a malattie infettive, mentre nel 2000 ai primi tre posti troviamo malattie cronico-degenerative. Questo non perché è cambiata la genetica dell'uomo, ma perché sono cambiati i fattori di rischio.
Facendo un paragone tra le cause di morte in Africa e in America, vediamo che in Africa si muore per lo più per infezioni, mentre in America per malattie cardio-vascolari o comunque di tipo cronico-degenerativo.
Negli ultimi anni, dunque, si sono modificate le cause di morte. Perché?
- Migliorate le condizioni nutrizionali e questo comporta un potenziamento delle difese immunitarie
- Incremento delle difese immunitarie specifiche dovuto alle vaccinazioni di massa
- Miglioramento delle condizioni ambientali: disponibilità di acqua potabile, conservazione degli alimenti, smaltimento dei liquami
- Generale miglioramento delle condizioni di vita: lavoro, istruzione, assistenza sociale
- Disponibilità di farmaci
- Educazione sanitaria
È avvenuto un aumento delle malattie cronico-degenerative, perché?
- Forte industrializzazione
- Malnutrizione da eccesso
- Allungamento della vita media
La mortalità generale è in leggera diminuzione, essa si calcola in fasce d'età.
Attesa di vita alla nascita
Si vive molto più a lungo rispetto a qualche tempo fa, ma come? L'uomo in media vive fino a 78 anni, la donna fino a 84. Però, se si va a vedere la qualità della vita di una donna, negli ultimi dieci anni di vita, si vede che è molto bassa, con molte disabilità. Si sta lavorando molto per ridurre al massimo l'arco di età con una qualità così bassa.
Destino di salute e livello di responsabilità
Parlando di responsabilità, ci si riferisce a diverse cose:
- Responsabilità individuali: stili di vita (fumo, alimentazione, alcolici)
- Familiari o di gruppo: relazioni affettive e sociali (es: spesso nelle famiglie con genitori tossicodipendenti le condizioni dei figli sono di equilibrio precario)
- Di comunità, governi, nazionali: politiche sociali, di lavoro, di territorio (es: l'inquinamento è una situazione che non dipende dal singolo, se ne deve occupare la politica del paese)
- Sovranazionali: nazioni unite, banca mondiale (politiche sugli alimenti, sulle epidemie)
Diseguaglianze nella salute
Diseguaglianze razziali: riguardano le minoranze etniche all'interno dei paesi ricchi. Sono una parte di popolazione vulnerabile. Sono spesso emarginati e discriminati e spesso hanno difficoltà ad accedere ai servizi sociali.
Diseguaglianze di genere: tassi di mortalità diversi tra maschi e femmine a seconda delle loro condizioni e della loro situazione.
Diseguaglianza tra nazioni: maggiore è il reddito di una nazione e maggiore è lo stato di salute della popolazione (nella maggior parte dei casi è così). Altri fattori che incidono oltre al PIL sono l'equità nella distribuzione del reddito e il livello di istruzione.
Diseguaglianze in salute in Europa e in Italia
Negli ultimi 50 anni in Italia c'è stato un notevole cambiamento demografico e sociale:
- Aumento della speranza di vita
- Diminuzione della natalità
- Invecchiamento della popolazione
- Aumento di divorzi e separazioni
- Immigrazione interna nord-sud e da paesi extracomunitari (porta ad un aumento di malattie perché spesso non fanno le nostre stesse vaccinazioni, aumento criminalità, aumento natalità quindi conseguente aumento della forza lavoro)
- Disoccupazione e pre-pensionamento
- Allungamento della scuola dell'obbligo
- Modificazione delle retribuzioni e aumento del reddito medio
Tutto questo comporta degli effetti significativi sulla salute della popolazione.
Dati ISTAT
Disoccupazione: 7.3% in Trentino Alto Adige, mentre è del 23% in Sicilia.
Povertà: 4% di poveri in Toscana, mentre il 20% in Sicilia e Basilicata.
Anche questi dati hanno dei riflessi sullo stato di salute dei cittadini.
Nozioni generali di demografia ed epidemiologia
Sono entrambe discipline che si riferiscono alla popolazione. L'epidemiologia fa capire le cause delle malattie, i fattori che influenzano in positivo e negativo la salute e le indicazioni per la prevenzione. La demografia si occupa di studiare le varie caratteristiche della popolazione.
Demografia
- Si occupa dell'analisi delle caratteristiche di una popolazione
- È strettamente connessa all'epidemiologia
- Ha competenze "trasversali" in campo biomedico, statistico, sociologico
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