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La programmazione socio-sanitaria

OMSl’Organizzazione mondiale della sanità, agenzia specializzata dell'ONU per la salute, è stata fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in vigore il 7 aprile 1948 con sede a Ginevra. L'obiettivo dell'OMS, così come precisato nella relativa Costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.

I produttori di servizi sanitari

Le Aziende ospedaliere, servizi direttamente gestiti dalle ASL e strutture convenzionate, sono funzionalmente distinte dai loro finanziatori rappresentati a livello locale dalle aziende sanitarie. Le ASL ricevono attraverso la Regione un finanziamento a base capitaria, definito in base al costo del pacchetto dei servizi sanitari, che rappresenta le prestazioni che il servizio sanitario deve garantire per assicurare i livelli uniformi di assistenza su tutto il territorio nazionale.

Esse possono offrire i servizi necessari per assicurare le prestazioni garantite:

  • Producendo in proprio o attraverso servizi gestiti direttamente.
  • Acquisendole da produttori esterni, aziende ospedaliere pubbliche o strutture private.

Alle ASL viene riconosciuta una certa quota dalla Regione. L’obiettivo delle ASL è arrivare al 31/12 restando in pareggio (attivo-risparmio, disavanzo-troppo). I produttori di servizi sanitari a tutti i livelli del sistema sanitario sono finanziati in base al volume ed al tipo delle prestazioni rese, secondo tariffazioni stabilite a livello nazionale/regionale nei limiti dei massimali definiti al livello ministeriale. L’azienda ospedaliera viene quindi pagata a prestazioni:

  • Ambulatoriali.
  • Day-Hospital.
  • Ricovero (pagamento con procedimento DRG, variabile che determina le condizioni di similarità tra casi diversi attribuiti alla stessa categoria, in cui sono fissati due parametri, costo e durata).

La separazione tra le funzioni di produzione e di finanziamento dei servizi sanitari, assieme alla definizione di un sistema di pagamento o prestazione dei fornitori, persegue l’obiettivo di realizzare le condizioni per lo sviluppo di una competizione tra produttori, costituendo un mercato dei servizi sanitari.

Modelli organizzativi di integrazione

La programmazione socio-sanitaria si basa su dei modelli organizzativi di distretto. Il distretto sanitario, con il decreto legislativo 229 del 1999, viene dotato di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria, con contabilità separata all’interno del bilancio della unità sanitaria locale; definisce il Programma delle attività territoriali coi Sindaci, ha assegnate funzioni e risorse, è governato da un Direttore di distretto e garantisce la piena integrazione socio-sanitaria. E’ diventato la migliore soluzione organizzativa per i nuovi modelli di gestione in rete delle malattie croniche.

I modelli organizzativi di distretto sono:

  • Distretto classico.
  • Distretto delle cure primarie.
  • Distretto evoluto.
  • Distretto integrato.

Si sono sviluppati nel nostro Paese due grandi modelli organizzativi di riferimento dell’evoluzione dell’assistenza sanitaria del territorio:

  1. Modello settoriale-funzionale, responsabilità per materie e discipline sanitarie, in cui prevale la logica dell’offerta, in cui sono i servizi a detenere il potere gerarchico sui fattori produttivi.
  2. Modello divisionale, responsabilità per aree complessive di bisogni e di domanda, è il distretto che detiene il potere gerarchico diretto, mentre i servizi hanno competenze funzionali.

La Società della Salute: introduzione

Un nuovo modo di concepire la programmazione socio sanitaria è la Società della salute, che nasce dall’idea che bisogna cominciare a investire non solo sui servizi sanitari, ma anche su altri fattori, quali i fattori biologici, i fattori ambientali e lo stile di vita.

La Società della Salute

La Società della salute è un consorzio pubblico costituito in Toscana dai comuni di una zona sociosanitaria e l’azienda USL per poter governare e programmare le politiche relative alla Salute. Ha come finalità quella di consentire la piena integrazione delle attività socio-sanitarie e le attività assistenziali di competenza degli enti locali e di assicurare l’integrazione delle attività sociosanitarie e la continuità del percorso terapeutico, diagnostico e assistenziale.

Sono organi della Società della salute:

  • L’assemblea dei soci, composta dai Comuni aderenti (66%) e dall’ASL (33%), elegge il presidente della giunta esecutiva e ha il compito di approvare il PIS, Piano Integrato di Salute.
  • Giunta esecutiva, composta da tre componenti, e ne fanno parte il presidente della Società della salute e il direttore generale dell’ASL.
  • Il collegio sindacale, il cui compito è il controllo sulla regolarità contabile e finanziaria.

Piano Integrato di Salute

Il PIS è lo strumento che viene utilizzato dalle Società della Salute per programmare gli interventi sociali e sanitari in grado di garantire un adeguato stato di salute e benessere alla cittadinanza. Al suo interno sono previste tutte le attività, progetti e prestazioni socio-sanitarie dei prossimi cinque anni. Può incidere e influenzare tutte le politiche che incidono sulla salute della popolazione,

Gli strumenti più utilizzati per costruire un Piano che risponda effettivamente ai bisogni del cittadino sono:

  • Profili di salute: scopo di fornire una “fotografia” dello stato di salute della popolazione. L’analisi effettuata è relativa sia alla cittadinanza in generale, sia a particolari fasce.
  • Percorsi partecipativi: scopo di coinvolgere nella costruzione del PIS il più ampio ventaglio di attori possibili, tra i quali le figure professionali, la cittadinanza e il Terzo Settore.

Strumento del PIS è il POA, ossia Programma Operativo Annuale, che comprende i programmi e i progetti operativi elaborati e approvati nell’ambito del PIS. Il POA approva il programma delle singole strutture organizzative titolari di budget operativo, nel rispetto del vincolo delle risorse finanziarie.

La sperimentazione di un modello di cure primarie

Le cure primarie, erogate dal dipartimento di cure primarie, sono il primo livello di contatto degli individui con il servizio sanitario, per avvicinare il più possibile l’assistenza sanitaria ai luoghi dove la popolazione vive e lavora. L’UCP è un nuovo modello organizzativo che assicura sul territorio regionale l’intersettorialità e l’integrazione degli interventi socio-sanitari da parte dell’assistenza primaria, della pediatria di libera scelta, della continuità assistenziale, della specialistica ambulatoriale e di altre professionalità presenti nel territorio individuato.

Lo scopo è garantire:

  1. L’erogazione di una effettiva continuità assistenziale nell’arco delle 24 ore, per sette giorni alla settimana.
  2. Risposte sanitarie e sociosanitarie organizzate a livello più complesso, anche con l’utilizzo di adeguata strumentazione tecnica ed inserimento di altre professionalità a valenza territoriale.
  3. Diminuzione dei ricoveri impropri al pronto soccorso.

L'accreditamento

L’accreditamento è l’attività finalizzata alla promozione ed al miglioramento continuo dell’assistenza sanitaria. Introdotto con la legge 502/92, sulla base del principio di competizione e concorrenza tra servizio sanitario pubblico e le strutture private accreditate, ha effetti benefici sia sull’economia che sulla qualità. L’accreditamento per strutture pubbliche e private è diverso: le strutture private passano attraverso tre fasi, quelle pubbliche attraverso due. Le strutture private vogliono entrare a far parte del servizio pubblico perché con la legge 502/92 si è aperto un nuovo mercato.

Gli ambiti di accreditamento sono le case di cure private accreditate, istituti di riabilitazione, ambulatori e laboratori privati, strutture residenziali accreditate, etc. Gli obiettivi dell’accreditamento sono:

  1. Standardizzazione dell’ambiente di lavoro.
  2. Garanzia di buona organizzazione e sicurezza delle strutture e dell’attività.
  3. Garanzia di attenzione in merito al risultato finale e soddisfazione dell’utente.

Forme di accreditamento

L’accreditamento ha tre forme:

  • Accreditamento autorizzato: è il primo livello di accreditamento solamente per strutture private; l’autorizzazione di esercizio dell’attività sanitaria su base su dei requisiti minimi: strutturali, tecnologici ed organizzativi. E’ data dal Sindaco, che verifica insieme ai dirigenti ASL che la struttura abbia tali requisiti.
  • Accreditamento istituzionale: valido per le strutture private e pubbliche, è ottenuto dimostrando la conformità ai requisiti ulteriori di qualificazione per esercitare attività sanitarie per conto del SSN. Si focalizza quindi sulla qualità e se tale livello di qualità richiesto non viene raggiunto, la struttura non viene accreditata, ma ha un periodo in cui provare a raggiungere la qualità richiesta, e chiedere di nuovo l’accreditamento. E’ gestito da enti governativi, le Regioni.
  • Accreditamento all’eccellenza: il top delle strutture accreditate, lasciato ad iniziativa volontaria, non regolamentato da alcuna legge. La struttura che svolge attività clinica, prima di richiedere tale accreditamento deve fare una verifica interna. E’ un processo volontario di valutazione che mira a garantire qualità in continuo miglioramento e viene accertato a livello regionale.

Le Tre A dell’accreditamento

Per operare sul mercato privato, tutte le strutture di produzione devono essere in possesso dell’autorizzazione al funzionamento, data dal Sindaco attraverso le ASL per le strutture private, mentre per quelle pubbliche non è richiesta alcuna pratica, poiché vi sono contratti adeguati nell’ambito dell’accreditamento.

Se vogliono operare per conto del SSN, oltre all’autorizzazione, le strutture di produzione pubbliche e private devono conseguire l’accreditamento; le strutture accreditate poi sottoscrivono contratti di fornitori, accordi di servizio contrattuali (collaborazioni con altre strutture accreditate o individui privati, o con singoli collaboratori esterni, regolamentati dalle Regione e dalle ASL).

Il periodo di accreditamento è valido per tutti e tre gli anni di durata del PSN con verifiche da parte delle Regioni ogni 120 giorni. La Regione dispone i tempi e le modalità per l’adeguamento delle strutture già autorizzate. Nel contratto di accreditamento è contenuto i volumi di attività, le tariffe, la tipologia di prestazioni erogate, la qualità, i tempi di attesa da rispettare e il sistema di controllo.

Il nostro sistema di accreditamento copre le funzioni di:

  1. Protezione, con l’autorizzazione.
  2. Garanzia, con l’accreditamento istituzionale.
  3. Promozione della qualità, con l’accreditamento d’eccellenza (volontario).

L’accreditamento della struttura comporta che quest’ultima accetti le modalità di pagamento delle prestazioni erogate in base alle tariffe a prestazione concordate a livello centrale. L’utente dunque che si rivolge a strutture private, a seconda della prestazione erogate, pagherà la tariffa corrispondente alla prestazione, senza incorrere in ulteriore spese sulla base dell’accreditamento. In caso di errore professionale, in ambito di accreditamento, ci sono gli estremi per il penale, e inoltre un discredito per la struttura.

Assistenza domiciliare integrata

L’ADI si fa sostanzialmente a livello di cure primarie. I pazienti sono di solito persone con malattie cardio-circolatorie, con patologie tumorali e allettati. Le figure professionali sono il medico di medicina generale e l’infermiere. Tutti i pazienti in ADI vengono seguiti dall’equipe del distretto nel quale si trovano. C’è anche la figura dell’assistente sociale, in particolar modo per i pazienti oncologici.

L’ADI ha come obiettivi:

  1. Aumento della qualità sul territorio (il paziente è seguito a casa).
  2. Diminuzione dei ricoveri.
  3. Collaborazione con i medici di famiglia.
  4. Supportare i pazienti con un maggior carico assistenziale.
  5. Favorire l’integrazione socio-sanitaria.

Una volta che il paziente è inserito nell’ADI, le spese sono tutte a carico del Distretto.

Assistenza domiciliare programmata

L’ADP è per pazienti anziani non ambulabili affetti da patologie croniche e soggetti a scompenso, seguiti a casa perché non possono recarsi dal medico di famiglia; allora è il medico di famiglia che programma due accessi al medico (se il paziente ha bisogno di accessi in più, può chiamare egli stesso il medico di famiglia).

Residenza sanitarie assistite

Nelle RSA si trovano persone non autosufficienti che sono seguite 24 ore su 24, in cui non ci sono medici, la figura professionale di riferimento è quella dell’infermiere (equipe di infermieri). Chi decide il percorso in cui incanalare il paziente è il medico di famiglia, chi poi lo attua in RSA è l’infermiere.

Nelle RSA si danno risposte a problemi sanitari (in cui la quota sanitaria, per le strutture accreditate, non si paga) e a problemi sociali (in cui la quota sociale si paga o non si paga in base al reddito, e chi non paga è a carico del comune).

I parametri di stima per la quota sanitaria e per l’entrata in RSA sono:

  • La presenza o assenza di famiglia.
  • La patologia.
  • Le condizioni economiche.
  • Le condizioni abitative (importanti per avere un quadro completo della persona).

Assistenza domiciliare residenziale

Nell’ADR si trovano pazienti con patologie che potrebbero essere seguiti in ADI, ma per di più sono anziani...

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher XDanyMX di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Maccari Mauro.
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