Sociologia dei processi culturali
Prof.ssa Emanuela C. Del Re
Modulo 9: L'identità collettiva
È solo in anni assai recenti che il concetto di identità è stato applicato ad attori collettivi. L'introduzione dell'espressione 'identità collettiva' si deve soprattutto agli studi sociologici, antropologici e storici sull'etnicità e sui movimenti sociali. Come è stato sottolineato, il riemergere di conflitti etnici in molte società occidentali, tra gli anni sessanta e settanta, insieme all'ingresso sulla scena sociale di movimenti che hanno una base diversa dalla classe sociale (differenze generazionali o sessuali) richiedeva nuovi approcci al problema dell'etnicità e dell'azione collettiva, approcci che fossero in grado di spiegare la persistenza e l'intensità dei vincoli di appartenenza nel cuore del mondo sviluppato. Il concetto di identità collettiva sembrava possedere questo valore euristico.
L'utilità euristica dell'applicazione del concetto di identità ad attori collettivi (gruppi etnici, movimenti sociali, ecc.), a meno di usarlo in maniera del tutto aspecifica, è proprio quella di sottolineare che l'appartenenza (etnica, nazionale, ecc.) ha un aspetto soggettivo e uno oggettivo, rimanda cioè sia a categorie sociali esterne sia all'auto-percezione come sostiene Epstein (1978), e di concepirla quindi non in maniera statica, come dato o legame primordiale immodificabile, ma in maniera dinamica, come processo di costruzione e di modificazione di confini.
La riflessione contemporanea sull'identità nelle scienze sociali, anche quando viene riferita alla persona, tende d'altro canto a evitare concezioni sostanzialistiche e a cogliere analiticamente le sue molteplici componenti. La distinzione tra identità individuale e identità collettiva non riguarda la struttura analitica. La definizione di confini (dimensione locativa) è ritenuta una componente fondamentale per caratterizzare l'identità collettiva dei gruppi etnici e delle nazioni. Mentre per queste ultime i confini assumono un carattere territoriale e giuridico, per i primi possono anche essere sociali in senso lato.
L'accento posto sui confini significa che le identità collettive si basano su processi di inclusione e di esclusione, che distinguono 'noi' da 'loro'. Anche il senso di continuità e di permanenza nel tempo (dimensione integrativa) rappresenta una caratteristica rilevante; essa fa riferimento alla costruzione di una memoria storica, basata sull'elaborazione di miti e di simboli comuni, rivitalizzata attraverso riti celebrativi e commemorativi.