L'ictus cerebrale
L'ictus cerebrale rappresenta, nei Paesi economicamente avanzati, la seconda causa di morte e la prima causa di invalidità. In Italia si verificano ogni anno 200.000 casi di ictus (sommando i primi eventi e le recidive) e si contano circa 800.000 persone colpite da ictus; la spesa del nostro sistema sanitario per l'ictus è di circa 3,5 miliardi di euro all'anno.
Prevenzione e terapia
Negli ultimi vent'anni sono stati fatti passi da gigante per quanto riguarda le conoscenze sulla prevenzione, sulla terapia, sul ricovero e sulla riabilitazione dei pazienti con ictus: purtroppo però il nostro Paese non sta sfruttando appieno questi progressi per via di limiti di comunicazione, di organizzazione e di risorse. Infatti oggi è disponibile una terapia piuttosto efficace per i pazienti colpiti da ictus: la trombolisi con Alteplase (cioè rtPA: attivatore tessutale del plasminogeno ricombinante). È una terapia che, se eseguita entro 3 ore dall'evento, conferisce un 60% di probabilità di ritornare ad una vita normale.
Il problema però è che solamente il 30% delle persone colpite da ictus vengono soccorse in tempo perché gli venga somministrato questo trattamento entro 3 ore: questo perché non c'è abbastanza informazione su quali siano i sintomi dell'attacco ischemico cerebrale e quindi le persone spesso non li riconoscono. Invece ad esempio in Svizzera c'è una campagna di informazione molto efficace.
Stroke unit
Altra cosa fondamentale: dopo che una persona ha subito un evento ischemico cerebrale, dovrebbe essere ricoverata in un reparto apposito, la stroke unit, dove viene adeguatamente monitorata e dove può avvalersi del trattamento da parte di una equipe multidisciplinare formata da medici e infermieri appositamente addestrati, da fisioterapisti, logopedisti ecc. Il ricovero in un ambiente di questo tipo aumenta la probabilità di un recupero completo di un ulteriore 10%.
Purtroppo solo in pochi ospedali d'Italia esiste un reparto del genere perché molte autorità politiche non ritengono opportuno investire denaro in questo tipo di struttura; eppure l'ictus è una patologia estremamente pesante per la società.
Sintomi dell'ictus
L'ictus si manifesta con l'improvvisa comparsa di sintomi di danno focale dell'encefalo, ad esempio:
- Paresi o paralisi di uno o più arti
- Perdita di sensibilità ad un arto
- Paresi di una emifaccia inferiore
- Afasia non fluente (incapacità di elaborare il linguaggio)
- Afasia percettiva (incapacità di comprendere il linguaggio altrui)
- Forte cefalea improvvisa mai provata prima (sintomo di emorragia subaracnoidea)
- Emianopsia (perdita di vista in un campo visivo)
- Amaurosi (perdita totale di vista da un occhio)
- Disturbi del campo visivo
- Disturbi dell'equilibrio, ecc.
Tipi di ictus
Può essere dovuto ad un evento ischemico o ad un evento emorragico:
- Ictus ischemico (80%)
- Ictus emorragico (20%)
Ictus ischemico
Per quanto riguarda gli eventi ischemici bisogna distinguere due tipi di manifestazioni: l'ictus ischemico vero e proprio e il TIA (= transient ischemic attack), definito come "comparsa improvvisa di sintomi di danno focale dell'encefalo che spariscono nell'arco di 60 minuti". In realtà il limite di tempo che sancisce lo "spartiacque" fra TIA e ictus è molto controverso: fino a poco tempo fa era fissato in 24 ore, adesso invece si parla di ictus se i sintomi durano più di un'ora. Comunque sia, più un TIA è prolungato, più lascia segni di lesioni cerebrali visibili ad una RM.
Il concetto fondamentale da tenere sempre in mente è che la persona che ha subito un TIA ha un elevatissimo rischio di avere un ictus già nei giorni seguenti:
- Rischio del 30% nei successivi 30 giorni
- Del 12-13% da un mese a un anno dopo
- Del 25-30% da uno a cinque anni dopo
Ciò implica che la persona che ha subito un TIA debba essere assolutamente sottoposta ad un'accurata indagine diagnostica per chiarirne la patogenesi e poi bisogna attuare le opportune misure di prevenzione secondaria: terapie farmacologiche, interventi chirurgici eccetera.
Cause di ictus ischemico
- Aterotrombosi (50%)
- Embolia cardiogena (20%)
- Infarto lacunare (25%)
- Altri (5%): dissecazione arteriosa, arteriti, coagulopatie, emopatie
Le cause principali sono le prime tre, che insieme spiegano almeno l'80% degli ictus ischemici; la dissecazione di arterie coronarie o cerebrali è un evento per fortuna raro che spesso riguarda giovani sportivi; le arteriti di vasi intracranici sono eventi molto più rari rispetto alle prime tre grandi cause. L'ictus "aterotrombotico" si realizza in seguito a trombosi di una placca aterosclerotica localizzata su una grossa arteria (in genere la carotide comune, oppure il distretto vertebro-basilare). Conosciamo la patogenesi dell'aterosclerosi e sappiamo che le placche ateromasiche possono ulcerarsi; dopo l'ulcerazione è facile che sulla placca si formi un trombo e da questo trombo possono distaccarsi...
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