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endocitosi

con la membrana plasmatica della cellula ospite) oppure per (invaginazione

della membrana plasmatica). traslocazione

I virus nudi invece penetrano o per (l’intero virus entra nel citoplasma) o

endocitosi.

per

Spoliazione del capside

La terza fase è quella dell’uncoating o esposizione del genoma, in cui si verifica la

rimozione dell’involucro virale (capside e envelope) e il genoma viene liberato nel

citoplasma. A questo punto ha inizio la fase di eclisse che va dalla spoliazione alla

produzione della prima particella virale. In questa fase il genoma virale acquisisce il

controllo del metabolismo cellulare e lo finalizza alla sintesi dei componenti virali.

Replicazione del genoma virale e sintesi delle componenti proteiche

Una volta penetrato nella cellula, il virus dà inizio al suo ciclo replicativo. Questo, pur

presentando delle differenze a seconda che si tratti di virus a RNA o DNA, presenta

delle tappe comuni: il genoma virale viene prima trascritto in mRNA e

successivamente questo viene tradotto grazie ai ribosomi in proteine strutturali ed

enzimi.

Prende il nome di maturazione il momento del ciclo replicativo in cui il virus diventa

infettivo. Generalmente questo processo comporta cambiamenti strutturali nelle

particelle del virus che possono dar luogo al clivaggio (taglio) delle proteine del

capside per formare prodotti maturi o a cambiamenti conformazionali durante

l’assemblaggio.

Quando è stato prodotto un numero sufficiente di copie del genoma e delle proteine

virali, si verifica l’assemblaggio del virus. Questo processo a simile ad una catena di

montaggio in cui le varie parti del virus vengono costruite separatamente in siti

cellulari diversi e poi unite tra loro.

Rilascio

Il rilascio del virus nell’ambiente extracellulare avviene di norma per lisi, per esocitosi

o per gemmazione.

Gran parte dei virus non dotati di envelope vengono rilasciati per lisi e per questa

ragione vengono definiti virus litici: durante questo processo la cellula si rompe e

rilascia il suo contenuto all’esterno.

I virus dotati di envelope sono invece virus non litici e vengono rilasciati per

gemmazione o per esocitosi; non si verifica quindi rottura della membrana o morte

della cellula ospite ma è proprio durante questo processo che i virus acquisiscono

l’envelope.

Altri virus possono essere trasportati da una cellula infetta ad altre adiacenti senza

essere rilasciati, cioè vengono trasmessi per contatto cellula-cellula.

P ATOGENESI VIRALE

Trasmissione del virus

La trasmissione del virus può essere orizzontale o verticale.

La trasmissione orizzontale avviene da infetto a sano, per contatto diretto o

indiretto:

contatto diretto

il consiste nel contatto sessuale, con il sangue o altri fluidi corporei

• o attraverso organi trapiantati

contatto indiretto

il può invece essere mediato da veicoli (oggetti, acqua e alimenti

• contaminati) o vettori (animali)

La trasmissione verticale è la trasmissione da una generazione di ospiti alla

successiva e può essere:

transplacentare: se interessa il feto prima della nascita (CMV, HIV)

• perinatale: durante il passaggio nel canale del parto o con l’allattamento (HIV,

• Papilloma, Herpesvirus)

I -

NTERAZIONI VIRUS OSPITE

Il processo infettivo da parte dei virus avviene di norma in varie fasi:

invadere l’ospite

replicazione nelle cellule nel punto di inoculo

sopraffare le difese dell’ospite

nuova replicazione

uscita

Penetrazione del virus nell’organismo ospite -> la prima fase è la penetrazione

del virus nell’organismo ospite: le vie di ingresso sono simili a quelle delle infezioni

batteriche. Comprendono quindi discontinuità della cute e delle mucose, le vie

respiratorie, il tratto gastroenterico e quello urogenitale.

Disseminazione del virus e tropismo nell’ospite -> dopo la penetrazione del

virus, si ha quindi un periodo di incubazione necessario per la moltiplicazione virale e il

trasporto del virus nell’organo bersaglio. Alcuni virus possono infatti replicarsi e

causare danno nel sito primario di infezione senza però diffondere nell’organismo

(tipicamente virus respiratori e intestinali); altri invece possono replicarsi in sedi

distanti dal punto di ingresso detti siti secondari. Le principali vie di diffusione del virus

nel corpo umano sono il torrente circolatorio e il sistema linfatico. Il trasporto in circolo

del virus è detto viremia.

A questo punto può quindi comparire la sintomatologia. In molte infezioni alla

penetrazione e alla disseminazione del virus segue un’insorgenza rapida di sintomi,

per cui si parla di malattia virale acuta. I sintomi iniziali si localizzano generalmente a

livello del sito primario di infezione mentre i sintomi più tardivi sono dovuti alla

disseminazione del virus in siti secondari. La completa eliminazione del virus avviene

in 2-3 settimane con la partecipazione della risposta cellulo-mediata e umorale.

Tuttavia, in alcuni casi, all’infezione iniziale può far seguito un’infezione latente. Virus

come gli Herpesvirus e i Retrovirus possono rimanere latenti all’interno delle cellule

infettate anche per un lungo periodo di tempo senza replicarsi o causare malattia. In

particolare alcuni virus rimangono latenti nel citoplasma delle cellule infettate, altri

invece possono invece integrare il loro materiale genetico con quello della cellula

ospite e attivarsi e replicarsi solo in un secondo momento (HIV).

Citopatogenesi virale:

Inoltre, a seguito dell’infezione virale nelle cellule, a livello morfologico, è possibile

osservare vari tipi di risposte:

morte cellulare: avviene per lo più nell’infezione litica in cui il virus induce la lisi

• della cellula. il virus può inibire la sintesi di DNA, RNA e proteine nella cellula ospite.

In questo modo si liberano grosse quantità di progenie virale che ripeteranno il

processo di replicazione (virus della poliomielite)

trasformazione: alcuni virus trasformano le cellule normali in cellule maligne

• (trasformazione neoplastica). Le cellule maligne hanno minori esigenze per la

crescita rispetto alle cellule normali e hanno una vita molto più lunga. La

trasformazione è un processo irreversibile causato dall’integrazione del DNA virale

nel DNA dell’ospite (retrovirus, papillomavirus)

fusione cellulare: è dovuta alla trasformazione indotta dal virus a livello della

• membrana cellulare e porta alla formazione di cellule giganti multinucleate

effetto citopatico: consiste in un’alterazione della cellula infettata come

• rigonfiamento, comparsa di macchie/corpi di proteine virali, disintegrazione

cellulare

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DETTAGLI
Esame: Microbiologia
Corso di laurea: Corso di laurea in logopedia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher minni.1221 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Trancassini Maria.

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