Letteratura italiana contemporanea
La letteratura italiana contemporanea nasce nel 1700, nel contesto della modernità urbano-borghese. In questo studio sono inclusi anche i dialetti. Di questo ambito fa parte anche la riflessione sullo studio della letteratura contemporanea e lo studio delle mediazioni editoriali.
Concetto di letteratura italiana
La letteratura italiana è un concetto dinamico. Tiraboschi, sotto il titolo di letteratura italiana, fa rientrare anche la letteratura greca. Nel Settecento, l’idea di letteratura è diversa da quella che abbiamo oggi. La nostra idea di letteratura italiana viene da De Sanctis, che fa partire la letteratura italiana dal 200 con Dante, Petrarca e Boccaccio.
L'età contemporanea e il Novecento
Contemporanea: dal Settecento; solo nel 1700 abbiamo i presupposti della modernità (Rivoluzione francese, Rivoluzione industriale e la cultura illuminista).
Novecentesca: ci si concentra sul Novecento.
Comunicazione letteraria
La comunicazione letteraria non considera la letteratura come un insieme di classici, ma in un’ottica funzionalistica e relazionale, secondo la prospettiva di Jacobson (mittente, destinatario, messaggio e codice). In questa ottica emergono spesso personaggi che non siamo sempre abituati a considerare in letteratura (mittente = pubblico; canale = mediazione editoriale).
- Se manca una di queste componenti, la comunicazione viene meno.
- Senza pubblico non c’è opera come se non ci fosse l’autore, lo stesso vale anche per la mediazione editoriale.
Al centro abbiamo un’attività editoriale che è bifronte e duplice: la letteratura ha una componente artistica, astratta e ideale, ma si traduce in un oggetto concreto, il libro, che ha una copertina, un numero di pagine e un prezzo.
In quanto opera d’arte, il libro dialoga anche con la tradizione in cui si inserisce.
La mediazione editoriale
La mediazione editoriale trasforma il testo in un libro. Testo e libro sono concetti ed entità diverse, anche se complementari e in relazione funzionale. Non tutti i testi diventano libri, perché gli editori non li hanno pubblicati; a decidere se un testo debba essere pubblicato come libro o meno è la mediazione editoriale. L’editor emette un giudizio di pubblicabilità riguardo al libro.
Il caso di "Vino al vino"
Il terzo modulo è di taglio monografico e si parla di un’opera particolare: Soldati, “Vino al vino”. Soldati è uno dei protagonisti del Novecento letterario italiano. Ha attraversato vari generi, linguaggi e forme letterarie. È stato anche un regista, un critico d’arte e giornalista; non è un letterato tradizionale, ha fatto anche molte altre cose.
È uno scrittore dotato di grande sensibilità mediale, capace di cogliere le potenzialità dei tanti media (non solo il libro, ma anche il giornale, il cinema e la televisione). Ha la capacità di parlare a pubblici diversi.
Specialmente nella modernità, la nozione di pubblico al singolare non esiste più; c’è un’articolazione interna del pubblico. Soldati comunica con più pubblici anche all’interno della stessa opera. Dalla fine degli anni ’50, inizia infatti a rivolgersi anche al pubblico meno colto, in un momento di democratizzazione della cultura, come il boom economico italiano.
“Vino al Vino” è una delle opere che più incarnano l’idea di una letteratura aperta ed impura. È un’opera ibrida, innanzitutto perché lui non è un enologo e non ha un sapere tecnico specifico, ma si propone comunque come guida, in forza di una sensibilità diversa e del suo essere letterato.
La ricerca di vini genuini è un’occasione per attraversare tutte le regioni italiane e conoscere realtà diverse. Il vino costituisce anche l’occasione per confrontarsi con alcune dinamiche della società di massa e della società dei consumi, un compromesso tra tutela di pratiche tradizionali e l’esigenza di standardizzazione. Il vino è un simbolo di un rapporto di compromesso con la modernità.
Questa opera nasce nel novembre del ’68 come una serie di reportage in rivista e per la rivista “Grazia” (rivista femminile), seguendo un percorso di mediazione letteraria particolare, a cavallo tra il letterario e il giornalistico. Inoltre, è un’opera che anche nel formato libro è caratterizzata da molte immagini e pluralità dei media utilizzati. Dall’81 la dimensione plurimediale si perde, quindi il testo si è progressivamente “librizzato”.
Nuovi orari e bibliografia
Nuovi orari: Martedì: 14.30; Lunedì invece si inizia alle 15.00.
Come si fa la bibliografia: carta di identità di un libro, cioè autore, titolo, luogo, editore, anno di edizione (la prima). La bibliografia deve essere sintetica.
Opera miscellanea (a cura di vari autori), quella di Couegnas. In questo caso, bisogna cercare il titolo. Compra il testo di Franchini. Poi c’è ancora Spinazzola: raccolta di saggi (di solito gli studiosi prima li pubblicano separatamente sulle riviste). SBN.IT è uno strumento per cercare testi.
Frontespizio e lettura
Frontespizio: pagina successiva alla copertina dove trovo elementi identitari del libro (la bibliografia). Emeroteca: luogo di raccolta dei periodici (separata dal reparto libri, in biblioteca).
La comunicazione presuppone mittente (= autore), destinatario (chi ascolta, lettore e pubblico), canale (= testo = mediazione editoriale). Attenzione: il lettore è concepito come individuo, mentre il pubblico è un concetto collettivo fatto da individui che hanno elementi particolari in comune. I vari pubblici influenzano il modo di produrre e scrivere il libro. Se tolgo uno dei tre elementi, non ho più una comunicazione.
Il lettore da questo punto di vista ha pari dignità rispetto all’autore. L’editore o mediazione editoriale (fra autore e pubblico) ha lo scopo di trasformare il testo in un libro, in un numero n di copie di quel testo (oggetto materiale con un prezzo). Senza mediazione editoriale, non esiste tutto il resto.
“Che cosa è la letteratura” (Sartre): la letteratura esiste in quanto letta, altrimenti non esiste. Gramsci nei “Quaderni del carcere” concepisce la letteratura in termini letterari e non ontologici. La lettura è un'esperienza che richiede un pubblico, e per lui ne è esempio la letteratura popolare. Houerbach “Mimesis”: racconta l'evoluzione della rappresentazione della realtà nella letteratura occidentale.
La mediazione editoriale
La mediazione editoriale trasforma un testo in un libro attraverso una struttura industriale; come ogni industria, ha come scopo precipuo il profitto. Nella modernità, non esistono libri di letteratura che non siano stampati da un editore: fondamentale per la diffusione del testo nella forma di libro e della sua stessa esistenza (da Gutenberg). Con la stampa, infatti, si passa dalla civiltà amanuense a quella del libro.
Esempi per comprendere il rapporto tra testo e libro
Italo Calvino (1923-1985): autore del Novecento più canonizzato. Noi solitamente ci facciamo un’idea dell’autore in base ai testi che ha scritto, ma nella maggior parte dei casi si tratta di idee fuorvianti: l’autore mette volontariamente nel libro un’idea di sé. Calvino ha dedicato la vita ai “libri degli altri”: ha lavorato per molto nella mediazione editoriale (Einaudi). Si tratta di un professionista della letteratura anche perché professionista della mediazione editoriale.
Uno degli ultimi libri di Calvino è “Se una notte di inverno un viaggiatore” (1979). Questo libro scala le classifiche per la sua notevole leggibilità. Unisce successo e fama critica (apprezzamento degli addetti ai lavori), ed è uno dei rari casi. Nel testo troviamo un’introduzione critica, una biografia sintetica dell’autore e una bibliografia critica (serie di studiosi che si sono occupati del testo). Questo ora; ma se fossimo andati anni fa in libreria ci avrebbero dato un oggetto diverso (sempre un Oscar Mondadori, ma cambia la copertina, la struttura grafica; è diverso a livello identitario).
Dentro non troviamo né introduzione, né biografia, né bibliografia critica; è cambiato il PARATESTO. Paratesto = frutto di una decisione redazionale e configura libri diversi. Si tratta di due libri diversi, anche se il testo è lo stesso.
Un nuovo modo per distribuire i libri è anche quello di appoggiarsi ai periodici; i libri in questione sono fatti ad hoc per questo scopo. “Se una notte di inverno un viaggiatore” pubblicato così è un libro ancora diverso (soprattutto cambia anche il prezzo).
Esiste anche la prima edizione del testo: questo è ancora un altro libro; questa volta l’immagine di copertina è stata scelta da Calvino. Questa edizione non ha il paratesto, c’è solo l’elenco delle opere di Calvino scritto da Calvino stesso (lui ormai si celebra come un classico). In fondo al libro troviamo una nota scritta da lui stesso (lui era editore di se stesso presso Einaudi).
C’è anche la collana delle opere di Calvino, come esempio “I Meridiani” (Mondadori). Volumi che raccolgono testi di contemporanei e di classici con paratesti autorevolissimi. Il passare ai Meridiani per un autore implica essere canonizzato; l’autore assume una dignità superiore. È un libro ancora diverso rispetto a quelli prima. La mediazione editoriale ha anche la funzione di aiutare un autore a diventare un classico.
I Meridiani hanno una redazione che decide come fare tutto ciò e influenza il canone della letterarietà novecentesca. Fino ad ora un testo e tanti libri diversi.
Calvino è tradotto in quasi 50 lingue. Ad esempio, la traduzione finlandese. Le traduzioni sono un tradimento del testo originario; non è più né lo stesso testo, né lo stesso libro. La traduzione modifica totalmente il testo. Esistono poi varie traduzioni di un testo nella stessa lingua (magari per lo stesso editore ma con traduttori diversi).
Qualunque editore cerca di rendere acquistabile il proprio libro. Ci sono anche copie della prima edizione del testo di Calvino con dedica autografa; questo non è lo stesso libro delle altre copie della prima edizione. L’oggetto e il suo valore cambiano.
Il sentiero dei nidi di ragno
“Il sentiero dei nidi di ragno”, edizione Einaudi (I coralli). Qui Calvino è già conosciuto per i racconti letterari (non è sconosciuto al mondo letterario). Giulio Einaudi manda il testo a Cesare Pavese per un giudizio di pubblicabilità (compito di alcuni che lavorano nella mediazione editoriale).
Il giovane Calvino viene sottoposto a questo giudizio di pubblicabilità. Einaudi dice che pubblicherebbe il testo ma solo se viene tolto il capitolo 9 che, secondo Pavese, non c’entra nulla. Calvino non toglie il capitolo 9. A questo punto, il capitolo 9 è frutto di discussione interna tra mediazione editoriale ed autore.
Calvino si stupì della fama del testo, avendo venduto 8000 copie: vd limitatezza del pubblico letterario italiano all’epoca.
Nella seconda edizione, Calvino ha proposto un testo diverso; cambia il libro, ma cambia anche il testo. Ma non aveva detto nulla a livello pubblico: Einaudi lo sapeva, ma i lettori vengono messi a corrente nella terza edizione (1964). Il libro è espressione del compromesso tra editore ed autore.
Autori e case editrici
L’editore di Calvino è sempre stato Einaudi, non Mondadori. Ci sono autori fedeli ed infedeli alle case editrici (es. di autori infedeli: Anna Maria Ortese).
Quando Einaudi è in crisi, Calvino passerà a Garzanti; la vedova consegnerà poi le opere a Mondadori (passaggi contrattualizzati). Al passaggio Mondadori, la prima clausola era che venisse pubblicato nei Meridiani (collana autorevole e costosa Mondadori); rilancio autorevolissimo dell’autore. E poi la vedova volle anche che Calvino venisse pubblicato negli Oscar (collana economica di Mondadori).
Cavino ha tradotto “I fiori blue di Queneau” di Raymond: è un autore che traduce un altro; traduzione d’autore.
Di un testo ci possono essere delle varianti (vd il caso del “Sentiero dei nidi di ragno”). Testo autografo = testo originario prodotto dall’autore. Fino ad un certo punto manoscritti (scritto a mano), poi dattiloscritti (recano sempre correzioni autografe: l’autore modifica e corregge), oggi formato digitale. Il testo è unico (prodotto dall’autore = lavoro individuale) mentre il libro è multiplo (prodotto dalla mediazione editoriale = lavoro collettivo).
Il testo che diventa libro
Il libro è un oggetto, ha un peso, delle misure ed un prezzo e rende pubblico (attraverso la pubblicazione) qualcosa di privato. Pubblicare vuol dire: in che collana collocare, scegliere un pubblico, decidere una grafica e un formato, candidarlo ad alcuni premi e controllare (strumenti giuridici) la regolarità della competizione ecc.
Il testo dell’autore (autografo) ha un valore che non è di mercato. Esiste un collezionismo di autografi, ma è il mondo dei musei e degli archivi; non c’è il prezzo. Cosa diversa sono le copie rilegate, autografate e con dedica (hanno un testo standard).
La scelta della collana
In quale collana collocare il testo: spesso gli editori richiedono agli autori dei volumi in base alla collana in cui collocarli. Collana = contenitore funzionale: possibilità per l’editore di organizzare la propria produzione in modo ordinato e utilità nella costruzione del catalogo di un autore (fatto di collane). Il catalogo serve per differenziarsi dagli altri autori.
La collana permette al lettore di avere già un’indicazione circa il potenziale interesse di un libro; la collana ha un ruolo anche nel condizionare il nostro modo di pensare la letteratura (Mondadori nel 1929 pubblicò per la prima volta dei gialli con la copertina gialla e da quella collana prese vita il termine “giallo” per indicare il genere letterario).
Decisa la collana diventa fondamentale renderla riconoscibile a livello grafico.
Episodi significativi
Nel 1949, Rizzoli decide di lanciarsi nell’impresa di creare una collana economica e tascabile che possa raggiungere qualsiasi lettore interessato; il prezzo è modesto. Dopo il conflitto mondiale, l’Italia sta ripartendo e Rizzoli è attenta alla dimensione politica (editoria che influenza e fa politica culturale). Si vuole permettere ad ogni italiano di avere una piccola biblioteca di classici; nasce la BUR (Biblioteca Universale Rizzoli).
Biblioteca = tutti i libri importanti; Universale: si rivolge a tutti e i generi sono vari (una sorta di canone letterario che si offre a chi vuole leggere). Questa collana è concepita in modo chiaro: copertina semplice, modesta e “sporca” (il colore della copertina non è sporchevole).
La collana comprendeva testi di ogni paese e di ogni età, tradotti tutti ex novo: è fondamentale avere traduzioni adatte a un lettore non esperto (per un pubblico non di specialisti). In ogni libro troviamo un’introduzione per spiegare di cosa si tratta, con note esplicative (così il testo diventa più accessibile). Il costo è modesto. C’è una modularità a livello industriale e l’oggetto libro è standardizzato: sono sempre 100 pagine (dal costo di 50 lire) e ogni testo è suddiviso in più volumi.
Il primo libro sono i “Promessi Sposi” di Manzoni, un classico che a inizio Novecento (1906) era il libro di letteratura italiana più letto in Italia, a seguire troviamo “Cuore”, “Il bel paese”, “Pinocchio”.
La BUR conta in definitiva 807 titoli: biblioteca universale straordinaria. Quando si parla di impostazione tipografica della pagina si parla di scelte fondamentali per l’autore (imposte dalla collana scelta). Quanto più la copia è costosa tanto più dominano i bianchi, mentre se il prezzo è ridotto dominano i neri.
La BUR si rinnova perché nel 1965 irrompe sulla scena italiana una nuova collana economica concorrente: gli Oscar Mondadori.
Di “biblioteche universali” ce ne erano già state in passato, mentre di Oscar no; anche il nome (“Oscar”) rimanda allo star system e al mondo del cinema (alla novità), un’idea moderna e spregiudicata. Il primo Oscar Mondadori è “Addio alle armi” di Hemingway (autore in vista in quel momento negli USA): vennero stampate 60.000 copie che vennero vendute tutte il primo giorno, successo strepitoso.
I titoli dei nuovi Oscar Mondadori che escono in libreria sono sempre in catalogo (riportati in ogni libro); magari il lettore passa ad altri testi dopo quello che ha comprato, una strategia di marketing. Ad un certo punto si decide di togliere il catalogo dai libri (era troppo lungo e finiva per costituire la metà o più del volume stesso).
Gli Oscar si inaugurano con lo scrittore americano più importante dell’epoca (era un contemporaneo vivente, non come Manzoni); si propongono come vetrina di novità. Pubblicare un contemporaneo costa in termini di diritti: all’epoca a sessanta anni dalla morte dell’autore cessavano di esistere i diritti e la BUR, infatti, non aveva mai pubblicato testi di autori di cui dovesse pagare i diritti. Quindi quella di Mondadori è una scelta coraggiosa e rischiosa, ma soprattutto necessaria: i grandi classici del passato, pubblicati da Rizzoli nella collana BUR, erano già presenti nelle case degli Italiani; servivano delle novità.
La pagina è più ariosa (più bianco), rispetto a quella dei libri BUR; notevole tenuta della legatura, anche se la carta è scadente: fatti per essere letti sui trasporti pubblici. Stiamo ragionando in termini di confezione.
La confezione del libro
Baricco fonda una scuola di scrittura (scuola Holden) = idea che la scrittura si possa imparare e sia un...
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