21/09/2016
Letteratura italiana contemporanea nasce nel 1700 (modernità urbano-borghese). In questo studio sono
inclusi anche i dialetti. Di questo ambito fa parte anche la riflessione sullo studio della letteratura
contemporanea + studio delle mediazioni editoriali.
LETTERATURA ITALIANA = si tratta di un concetto dinamico. Il Tiraboschi sotto il titolo di letteratura italiana
fa rientrare anche la letteratura greca. Nel Settecento l’idea di letteratura è diversa da quella che abbiamo
oggi.
La nostra idea di letteratura italiana viene da de Sanctis: la letteratura italiana parte dal 200 con Dante,
Petrarca e Boccaccio.
CONTEMPORANEA = dal Settecento; solo nel 1700 abbiamo i presupposti della modernità (rivoluzione
francese, rivoluzione industriale e la cultura illuminista).
NOVECENTESCA = ci si concentra sul Novecento.
COMUNICAZIONE LETTERARIA = no letteratura come insieme di classici, ma in un’ottica funzionalistica e
relazionale => la letteratura viene concepita come atto di comunicazione, vd Jacobson (mittente,
destinatario, messaggio e codice). In quest' ottica spesso emergono però personaggi che non siamo sempre
abituati a considerare in letteratura (mittente = pubblico; canale = mediazione editoriale).
Se manca una di queste componenti la comunicazione viene meno.
Quindi senza pubblico non c’è l’opera come se non ci fosse l’autore, lo stesso vale anche per la
mediazione editoriale.
Al centro abbiamo un’attività editoriale che è bifronte, duplice: la letteratura ha una componente artistica,
astratta ed ideale, ma si traduce in un oggetto concreto, il libro, che ha una copertina, un numero di pagine,
un prezzo.
In quanto opera d’arte il libro dialoga anche con la tradizione in cui si inserisce.
La mediazione editoriale trasforma il testo in un libro. Testo e libro sono concetti ed entità diverse anche se
complementari ed in relazione funzionale. Non tutti i testi diventano libri, perché gli editori non li hanno
pubblicati, perché a decidere se un testo debba essere pubblicato come libro o meno è la mediazione
editoriale. L’editor emette un giudizio di pubblicabilità riguardo al libro.
Il terzo modulo è di taglio monografico (si parla di un’opera particolare = Soldati, “Vino al vino”).
Soldati è uno dei protagonisti del Novecento letterario italiano. Ha attraversato vari generi, linguaggi e
forme letterarie. È stato anche un regista, un critico d’arte, giornalista => non è un letterato tradizionale, ha
fatto anche molte altre cose.
È uno scrittore dotato di grande sensibilità mediale = sa cogliere le potenzialità dei tanti media (non solo il
libro, ma anche il giornale, il cinema, la televisione). Capacità di parlare a pubblici diversi.
Specialmente nella modernità la nozione di pubblico al singolare non esiste più; c’è un’articolazione interna
del pubblico = più pubblici che comunicano fra loro. Soldati comunica con più pubblici anche all’interno
della stessa opera. Dalla fine degli anni ’50 inizia infatti a rivolgersi anche al pubblico meno colto (momento
di democratizzazione della cultura, vd boom economico e Italia che passa ad essere un paese ad economia
capitalista).
“Vino al Vino” è una delle opere che più incarnano l’idea di una letteratura aperta ed impura. È un’opera
ibrida innanzitutto perché lui non è un enologo, non ha un sapere tecnico specifico, ma si propone
comunque come guida, in forza di una sensibilità diversa e del suo essere letterato.
La ricerca di vini genuini è un’occasione per attraversare tutte le regioni italiane e conoscere realtà diverse.
Il vino costituisce anche l’occasione per confrontarsi con alcune dinamiche della società di massa e della
società dei consumi = compromesso tra tutela di pratiche tradizionali e l’esigenza di standardizzazione.
Vino come simbolo di un rapporto di compromesso con la modernità.
Questa opera nasce nel novembre del ’68 come una serie di reportage in rivista e per la rivista “Grazia”
(rivista femminile) => ha un percorso di mediazione letteraria particolare (a cavallo tra il letterario ed il
giornalistico). Inoltre è un’opera che anche nel formato libro è caratterizzata da molte immagini (pluralità
dei media utilizzati).
Dall’81 la dimensione plurimediale si perde. Quindi il testo si è progressivamente “librizzato”.
26/09/2016
Nuovi orari: Martedì: 14.30; lunedì invece si inizia alle 15.00.
Come si fa la bibliografia. Carta di identità di un libro = autore, titolo, luogo, editore, anno di edizione (la
prima). La bibliografia deve essere sintetica.
Opera miscellanea (a cura di vari autori), quella di Couegnas. => in questo caso bisogna cercare il titolo.
Compra il testo di Franchini.
Poi c’è ancora Spinazzola = raccolta di saggi (di solito gli studiosi prima li pubblicano separatamente sulle
riviste).
SBN.IT strumento per cercare testi.
Frontespizio = pagina successiva alla copertina dove trovo elementi identitari del libro (la bibliografia).
Emeroteca = luogo di raccolta dei periodici (separata dal reparto libri, in biblioteca).
La comunicazione presuppone mittente (= autore), destinatario (chi ascolta, lettore e pubblico), canale (=
testo = mediazione editoriale).
Attenzione: il lettore è concepito come individuo, mentre il pubblico è un concetto collettivo fatto da
individui che hanno elementi particolari in comune. I vari pubblici influenzano in modo di produrre e
scrivere il libro.
Se tolgo uno dei tre elementi non ho più una comunicazione.
Il lettore da questo punto di vista ha pari dignità rispetto all’autore.
L’editore o mediazione editoriale (fra autore e pubblico) ha lo scopo di trasformare il testo in un libro = in
un numero n di copie di quel testo (oggetto materiale con un prezzo). Senza mediazione editoriale non
esiste tutto il resto.
“Che cosa è la letteratura” (Sartre) = la letteratura esiste in quanto letta, altrimenti non esiste.
Gramsci nei “Quaderni del carcere” concepisce la letteratura i termini letterari e non ontologici. La lettura è
un esperienza che richiede un pubblico e per lui ne è esempio la letteratura popolare.
Houerbach “Mimesis”: racconta l’evoluzione della rappresentazione della realtà nella letteratura
occidentale.
LA MEDIAZIONE EDITORIALE
Trasforma un testo in un libro attraverso una struttura industriale => come ogni industria ha come scopo
precipuo il profitto.
Nella modernità non esistono libri di letteratura che non siano stampati da un editore: fondamentale per la
diffusione del testo nella forma di libro e della sua stessa esistenza (da Gutenberg). Con la stampa infatti si
passa dalla civiltà amanuense a quella del libro.
ESEMPI PER COMPRENDERE IL RAPPORTO TRA TESTO E LIBRO
Italo Calvino (1923-1985) = autore del Novecento più canonizzato. Noi solitamente ci facciamo un’idea
dell’autore in base ai testi che ha scritto, ma nella maggior parte dei casi si tratta di idee fuorvianti: l’autore
mette volontariamente nel libro un’idea di sé. Calvino ha dedicato la vita ai “libri degli altri”: ha lavorato per
molto nella mediazione editoriale (Einaudi). Si tratta di un professionista della letteratura anche perché
professionista della mediazione editoriale.
Uno degli ultimi libri di Calvino è “Se una notte di inverno un viaggiatore” (1979). Questo libro scala le
classifiche => notevole leggibilità. Unisce successo e fama critica (apprezzamento degli addetti ai lavori), si
tratta di uno dei rari casi. Nel testo troviamo un introduzione critica, una biografia sintetica dell’autore ed
una bibliografia critica (serie di studiosi che si sono occupati del testo). Questo ora; ma se fossimo andati
anni fa in libreria ci avrebbero dato un oggetto diverso (sempre un Oscar Mondadori, ma cambia la
copertina, la struttura grafica => è diverso a livello identitario). Dentro non troviamo né introduzione, né
biografia, né bibliografia critica => è cambiato il PARATESTO.
Paratesto = frutto di una decisione redazionale e configura libri diversi.
Si tratta di due libri diversi, anche se il testo è lo stesso.
Un nuovo modo per distribuire i libri è anche quello di appoggiarsi ai periodici => i libri in questione sono
fatti ad hoc per questo scopo => “Se una notte di inverno un viaggiatore” pubblicato così è un libro ancora
diverso (soprattutto cambia anche il prezzo).
Esiste anche la prima edizione del testo: questo è ancora un altro libro = questa volta l’immagine di
copertina è stata scelta da Calvino. Questa edizione non ha il paratesto, c’è solo l’elenco delle opere di
Calvino scritto da Calvino stesso (lui ormai si celebra come un classico). In fondo al libro troviamo una nota
scritta da lui stesso (lui era editore di se stesso presso Einaudi).
C’è anche la collana delle opere di Calvino, come esempio “I meridiani” (Mondadori). Volumi che
raccolgono testi di contemporanei e di classici con paratesti autorevolissimi. Il passare ai Meridiani per un
autore implica essere canonizzato => l’autore assume una dignità superiore => è un libro ancora diverso
rispetto a quelli prima.
La mediazione editoriale ha anche la funzione di aiutare un autore a diventare un classico.
I Meridiani hanno una redazione che decide come fare tutto ciò => influenza il canone della letterarietà
novecentesca.
Fino ad ora un testo e tanti libri diversi.
Ma Calvino è tradotto in quasi 50 lingue. Es. traduzione finlandese. Le traduzioni sono un tradimento del
testo originario => non è più né lo stesso testo, né lo stesso libro. La traduzione modifica totalmente il
testo. Esistono poi varie traduzioni di un testo nella stessa lingua (magari per lo stesso editore ma con
traduttori diversi).
Qualunque editore cerca di rendere acquistabile il proprio libro. Ci sono anche copie della prima edizione
del testo di Calvino con dedica autografa => questo non è lo stesso libro delle altre copie della prima
edizione. => l’oggetto ed il suo valore cambiano.
“Il sentiero dei nidi di ragno”, edizione Einaudi (I coralli). Qui Calvino è già conosciuto dei racconti letterari
(non è sconosciuto al mondo letterario). Giulio Einaudi manda il testo a Cesare Pavese = GIUDIZIO DI
PUBBLICABILITÁ (compito di alcuni che lavorano nella mediazione editoriale).
Il giovane Calvino viene sottoposto a questo giudizio di pubblicabilità. Einaudi dice che pubblicherebbe il
testo ma se viene tolto il capitolo 9 che, secondo Pavese, non centra nulla. Calvino non toglie il capitolo 9. A
questo punto il capitolo 9 è frutto di discussione interna tra mediazione editoriale ed autore.
Calvino si stupì della fama del testo (ha venduto 8000 copie: vd limitatezza del pubblico letterario italiano
all’epoca).
Nella seconda edizione Calvino ha proposto un testo diverso => cambia il libro, ma cambia anche il testo.
Ma non aveva detto nulla a livello pubblico: Einaudi lo sapeva, ma i lettori vengono messi a corrente nella
terza edizione (1964). Il libro è espressione del compromesso tra editore ed autore.
27/09/2016
L’editore di Calvino è sempre stato Einaudi, non Mondadori. Ci sono autori fedeli ed infedeli alle case
editrici (es. di autori infedeli: Anna Maria Ortese).
Quando Einaudi è in crisi Calvino passerà a Garzanti; la vedova consegnerà poi le opere a Mondadori
(passaggi contrattualizzati). Al passaggio Mondadori la prima clausola era che venisse pubblicato nei
Meridiani (collana autorevole e costosa Mondadori) => rilancio autorevolissimo dell’autore. E poi la vedova
volle anche che Calvino venisse pubblicato negli Oscar (collana economica di Mondadori).
Cavino ha tradotto “I fiori blue di queneau” di Raymond: è un autore che traduce un altro => traduzione
d’autore.
Di un testo ci possono essere delle varianti (vd il caso del “Sentiero dei nidi di ragno”).
Testo autografo = testo originario prodotto dall’autore. Fino ad un certo punto manoscritti (scritto a mano),
poi dattiloscritti (recano sempre correzioni autografe: l’autore modifica e corregge), oggi formato digitale.
Il testo è unico (prodotto dall’autore = lavoro individuale) mentre il libro è multiplo (prodotto dalla
mediazione editoriale = lavoro collettivo).
Il libro è un oggetto, ha un peso, delle misure ed un prezzo e rende pubblico (attraverso la pubblicazione)
qualcosa di privato.
Pubblicare vuol dire: in che collana collocare, scegliere un pubblico, decidere una grafica e un formato,
candidarlo ad alcuni premi e controllare (strumenti giuridici) la regolarità della competizione etc. .
Il testo dell’autore (autografo) ha un valore che non è di mercato. Esiste un collezionismo di autografi, ma è
il mondo dei musei e degli archivi => non c’è il prezzo. Cosa diversa sono le copie rilegate, autografate e con
dedica (hanno un testo standard).
IL TESTO CHE DIVENTA LIBRO
1) LA SCELTA DELLA COLLANA
In quale collana collocare il testo: spesso gli editori richiedono agli autori dei volumi in base alla collana in
cui collocarli. Collana = contenitore funzionale: possibilità per l’editore di organizzare la propria produzione
in modo ordinato + utilità nella costruzione del catalogo di un autore (fatto di collane). Il catalogo serve per
differenziarsi degli altri autori.
La collana permette al lettore di avere già un’indicazione circa il potenziale interesse di un libro => la
collana ha un ruolo anche nel condizionare il nostro modo di pensare la letteratura (Mondadori nel 1929
pubblicò per la prima volta dei gialli con la copertina gialla e da quella collana prese vita il termine “giallo”
per indicare il genere letterario).
Decisa la collana diventa fondamentale renderla riconoscibile a livello grafico.
EPISODI SIGNIFICATIVI
1949: Rizzoli decide di lanciarsi nell’impresa di creare una collana economica e tascabile che potesse
raggiungere qualsiasi lettore interessato (il prezzo è modesto). Dopo il conflitto mondiale l’Italia sta
ripartendo e la Rizzoli è attenta alla dimensione politica (editoria che influenza e fa politica culturale). Si
vuole permettere ad ogni italiano di avere una piccola biblioteca di classici => nasce la BUR (Biblioteca
Universale Rizzoli). Biblioteca = tutti i libri importanti; Universale: si rivolge a tutti e i generi sono vari (una
sorta di canone letterario che si offre a chi vuole leggere). Questa collana è concepita in modo chiaro:
copertina semplice, modesta e “sporca” (il colore della copertina non è sporchevole).
La collana comprendeva testi di ogni paese e di ogni età tradotti tutti ex novo: è fondamentale avere
traduzioni adatte ad un lettore non esperto (per un pubblico non di specialisti). In ogni libro troviamo
un’introduzione per spiegare di cosa si tratta, con note esplicative (così il testo diventa più accessibile). Il
costo è modesto. C’è una modularità a livello industriale e l’oggetto libro è standardizzato: sono sempre
100 pagine (dal costo di 50 lire) e ogni testo è suddiviso in più volumi.
Il primo libro sono i “Promessi Sposi” di Manzoni, un classico che a inizio Novecento (1906) era il libro di
letteratura italiana più letto in Italia, a seguire troviamo “Cuore”, “Il bel paese”, “Pinocchio”.
La BUR conta in definitiva 807 titoli: biblioteca universale straordinaria.
Quando si parla di impostazione tipografica della pagina si parla di scelte fondamentali per l’autore
(imposte dalla collana scelta). Quanto più la copia è costosa tanto più dominano i bianchi, mentre
se il prezzo è ridotto dominano i neri.
La Bur si rinnova perché nel 1965 irrompe sulla scena italiana una nuova collana economica concorrente =
gli Oscar Mondadori.
Di “biblioteche universali” ce ne erano già state in passato, mentre di Oscar no; anche il nome (“Oscar”)
rimanda allo star sistem e al mondo del cinema (alla novità) = idea moderna e spregiudicata.
Il primo oscar Mondadori è “Addio alle armi” di Hemingway (autore in vista in quel momento negli USA):
vennero stampate 60.000 copie che vennero vendute tutte il primo giorno => successo strepitoso.
I titoli dei nuovi Oscar Mondadori che escono in libreria sono sempre in catalogo (riportati in ogni libro):
magari il lettore passa ad altri testi dopo quello che ha comprato => strategia di marketing. Ad un certo
punto si decide di togliere il catalogo dai libri (era troppo lungo e finiva per costituire la metà o più del
volume stesso).
Gli Oscar si inaugurano con lo scrittore americano più importante dell’epoca (era un contemporaneo
vivente, non come Manzoni) => si propongono come vetrina di novità.
Pubblicare un contemporaneo costa in termini di diritti: all’epoca a sessanta anni della morte dell’autore
cessavano di esistere i diritti e la BUR, infatti, non aveva mai pubblicato testi di autori di cui dovesse pagare
i diritti. Quindi quella di Mondadori è una scelta coraggiosa e rischiosa, ma soprattutto necessaria: i grandi
classici del passato, pubblicati da Rizzoli nella collana BUR, erano già presenti nelle case degli Italiani =>
servivano delle novità.
La pagina è più ariosa (più bianco), rispetto a quella dei libri BUR; notevole tenuta della legatura, anche se
la carta è scadente: fatti per essere letti sui trasporti pubblici.
Stiamo ragionando in termini di confezione.
2) LA CONFEZIONE DEL LIBRO
Baricco fonda una scuola di scrittura (scuola Holden) = idea che la scrittura si possa imparare e sia un
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