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I tessuti del corpo umano

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Esame di Citologia e istologia docente Prof. S. Nistri

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Le giunzioni sono mediate da molecole di adesione. Le molecole di adesione sono

proteine transmembrana, e come tali hanno una porzione extracellulare, una che

attraversa la membrana e una intracellulare. La porzione extracellulare di una

membrana prende adesione con la porzione extracellulare della membrana della

molecola accanto. La componente intracellulare è associata ai filamenti sottili del

citoscheletro. Nei desmosomi, invece, la componente intracellulare interagisce con i

filamenti intermedi del citoscheletro (le membrane extracellulari si comportano allo

stesso modo).

Il citoscheletro di una cellula è strettamente connesso, attraverso i desmosomi, al

citoscheletro della cellula adiacente.

Le giunzioni gap sono delle giunzioni particolari: a differenza delle altre, che sono vere

e proprie giunzioni meccaniche che vengono fisicamente unite alle altre cellule, le

giunzioni gap sono giunzioni elettrico-metaboliche, quindi permettono il passaggio di

molecole tra una cellula e l’altra. La giunzione è costituita da tante piccole molecole di

adesione, organizzate a formare dei canali. Questa struttura si chiama connessone,

formata da delle proteine chiamate connessine. Questa struttura presenta un lume al

suo interno: i connessoni di una membrana si allineano con i connessoni dell’altra, per

cui si lega un canale che attraversa le due membrane plasmatiche.

Queste tre giunzioni sono delle specializzazioni delle facce laterali della cellula, ma le

giunzioni cellulari si possono anche ritrovare nella porzione basale della cellula. Anche

qui troviamo una giunzione, che si chiama emidesmosoma: il desmosoma sappiamo

che è formato da due componenti, uno della cellula a, l’altro della cellula b; in questo

caso, invece, la relazione viene fatta tra la prima cellula e la matrice sottostante, per

cui non c’è una seconda cellula, quindi il desmosoma sarà a metà. Sarà sempre fatto

da molecole di adesione, sarà sempre connesso al citoscheletro, ma cambia la

porzione extracellulare, che in questo caso prende rapporto con delle molecole della

membrana basale.

Al livello dell’emidesmosoma ci sono delle proteine che si chiama integrine. Queste

prendono rapporto con due molecole della membrana basale: la laminina e la

fibronectina. Sono queste le adesioni cellula-matrice, mediate dalle integrine.

Le specializzazioni della porzione apicale

La porzione apicale è quella che guarda il lume dell’organo che riveste. Una delle

specializzazioni della membrana della porzione apicale della cellula sono le ciglia

vibratili; si chiamano vibratili perchè sono in grado di muoversi, e quindi di spostare il

fluido che bagna la cavità. Le ritroviamo per esempio nelle tube uterine, o a livello

delle vie aeree.

Le ciglia vibratili sono costituite al loro interno da microtubuli. I microtubuli sono

disposti in maniera diversa a seconda del taglio del ciglio vibratile: sarà diverso se il

taglio verrà fatto nella parte allungata del ciglio oppure nella parte sottostante, quella

in cui il ciglio penetra nella cellula.

Il ciglio è costituito da nove coppie di microtubuli periferici e una coppia di microtubuli

centrali. Le varie coppie di microtubli periferici e quella centrale sono associate a delle

proteine di connessione, che stabilizzano la struttura. Questo tipo di struttura si

chiama assonema. E’ lei la responsabile del movimento del ciglio.

Le coppie di microtubuli periferici sono disposte allo stesso modo dei microtubuli nel

centriolo: microtubulo a interno, microtubulo b esterno; il microtubulo a ha parete

completa, il microtubulo b si completa con la parete del microtubulo precedente. I

microtubuli della coppia centrale sono separati, e sono entrambi a parete completa.

Questo succede se facciamo il taglio nella parte allungata. Se facciamo il taglio alla

base del ciglio la situazione è diversa. Alla base del ciglio si trova una struttura

chiamata corpuscolo basale, o blefaroblasto, che è uguale a un centriolo, una struttura

rigida formata quindi da nove triplette di microtubuli periferici. Fondamentali per il

movimento del ciglio sono ancora una volta le proteine motrici: al livello del

microtubulo a di ogni coppia periferica vi è l’adineina, legata al microtubulo A di una

coppia, che poi ava prendere rapporto con la coppia del microtubulo B che lo precede.

Quando l’adineina si associa al microtubulo seguente determina il movimento, lo

scorrimento dei microtubuli interessati; questi tenderebbero a scorrere l’uno sull’altro,

ma in fondo c’è una struttura rigida che non permette il movimento. Quindi, l’unico

fattore che permette il movimento è che il ciglio si ripieghi.

I microvilli sono un’altra speializzazione della porzione epicale della membrana

plasmatica. Essi sono più piccoli delle ciglia vibratili, dato che non si riescono a vedere

al microscopio ottico. A differenza del ciglio, non sono dotati di un movimento

autonomo.

La funzione del microvillo è quella di aumentare la superficie apicale della cellula, e

quindi aumentare l’assorbimento di sostanze e di materiale. Si ritrovano nell’intestino.

Sono strutture allungate rivestite da membrana, sostenuti internamente da un asse di

microfilamenti di actina, che alla base va a prendere rapporto con la trama terminale

fatta da actina. Hanno una sorta di movimento a stantuffo, per cui fanno una sorta di

rinnovo del liquido che li attraversa.

Al microscopio ottico non possiamo vedere i microvilli, ma possiamo vederne l’insieme.

L’insieme di tutti i microvilli viene definito cuticola striata.

L’ultima specializzazione della zona apicale sono le stereociglia. Rispetto alle ciglia

esse sono prive di movimento. Sono piùttosto dei grossi microvilli. La loro funzione in

molti casi non è neanche nota.

Gli epiteli

I tessuti epiteliali di rivestimento si classificano in base a due criteri:

1. Il numero degli strati che compongono l’epitelio: se l’epitelio è costituito da un

unico strato di cellule viene detto semplice, o monostratificato; se l’epitelio è

composto da due o più file di cellule, esso viene detto composto, o pluristratificato, o

pluriseriato.

2. Il secondo criterio riguarda la forma assunta dalle cellule: se le cellule sono

schiacciate, appiattite, con l’altezza che è minore della larghezza, l’epitelio viene detto

pavimentoso; se le cellule hanno forma cubica, con le due dimensioni che si

equivalgono, viene detto cubico; se invece hanno forma cilindrica, con l’altezza che

predomina sulla larghezza, viene detto cilindrico.

Gli epiteli si combinano nel corpo umano: avremo epiteli cubici semplici, cilindrici

semplici, cilindrici composti, pavimentosi semplici. Mentre per un epitelio semplice è

facile capire la forma delle cellule, per un epitelio pluristratificato la forma delle cellule

tra le varie file non è la stessa. Per definire l’epitelio dobbiamo andare a guardare la

forma che le cellule assumono nello strato superficiale, quindi nella vicinanza della

cavità del lume dell’organo. Quelle basali sono meno differenziate.

Ci sono due eccezioni a questa classificazione generale: l’epitelio pseudo stratificato e

l’epitelio di transizione.

L’epitelio pseudo stratificato è composto da cellule che poggiano tutte sulla

membrana basale: in un epitelio pluristratificato solo le cellule dell’ultimo strato

poggiano sulla membrana basale; in quello pseudo stratificato, invece, tutte le cellule

poggiano sulla membrana basale, e hanno altezze diverse. Siccome il nucleo sta

generalmente al centro della cellula, avendo le cellule altezze diverse, i nuclei si

trovano in posizioni diverse, ma in realtà poggiano tutti su uno stesso piano, quello

della membrana basale.

L’epitelio di transizione, detto anche urotelio perchè riveste le vie urinarie, è un

epitelio in cui il numero degli strati e la forma delle cellule cambiano in base all’organo

che riveste: per esempio, quando la vescica è vuota, l’epitelio appare disposto in più

strati; quando invece la vescica si riempie, l’organo aumenta di volume, per cui

l’epitelio mette in atto una sorta di riarrangiamento tra le cellule. Succede che alcune

cellule si appiattiscono, diventando quindi allungate, e alcuni strati si riorganizzano in

modo da coprire l’aumento di superficie. Le strutture quindi scorrono in modo da

creare quella parte di epitelio che manca quando l’organo aumenta di volume.

L’endotelio è l’epitelio di rivestimento dei vasi sanguigni e della superficie interna del

cuore. Questo è un epitelio ppavimentoso semplice. I vasi sanguigni contengono gas

respiratori e sostanze nutritive che devono essere rilasciate nel tessuto, ecco perchè

l’epitelio dev’essere il più sottile possibile.

Dal momento che dev’esserci uno scambio veloce tra vasi e tessuti, le cellule

endoteliali presentano anche un particolare modo di trasporto dei nutrienti, molto

veloce, che si chiama transcitosi, uno scambio di molecole e nutrienti tra il sangue e i

tessuti mediante un movimento a spoletta continuo e bidirezionale.

Nel versante si formano delle vescicole di endocitosi. Queste vanno velocemente dal

lato opposto e si fonde, rilasciando il contenuto del tessuto: ecco perchè il movimento

è continuo, a spoletta, ed è bidirezionale, perchè viene preso dai tessuti e riportato su;

è uno scambio diretto, che non passa per i compartimenti lisosomiali.


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AUTORE

kekkodis

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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia (EMPOLI, FIRENZE, PISTOIA)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kekkodis di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Citologia e istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Nistri Silvia.

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