Gli organi
Entità morfologiche e funzionali alla cui costruzione contribuiscono diversi tessuti. Possono essere:
- Pieni o parenchimatosi → no cavità, costituiti da parenchima (tessuto principale dell'organo)
- Cavi → costituiti da una parete che delimita una cavità volta a contenere liquidi, solidi o gas
Organi pieni
Delimitati da una capsula di tessuto connettivo denso → capsula esterna che protegge l'organo e lo ancora alle strutture adiacenti. È possibile identificare una zona chiamata ilo, attraverso cui decorrono in entrata ed in uscita i vasi sanguigni e linfatici ed i nervi. Hanno lo stroma, ovvero uno scheletro interno all'organo. Attraverso questo, i vasi, le fibre nervose penetrano nell'organo. Tiene insieme l'organo e identifica delle sotto-regioni che sono indipendenti o svolgono, a livello microscopico, la funzione dell'organo stesso. Hanno il parenchima, il tessuto che compone l'organo e formano la componente funzionale dell'organo (secrezione, assorbimento…). La parte periferica è chiamata corticale, mentre la parte interna è detta midollare. Il parenchima in alcuni organi può ancora suddividersi in una parte midollare ed una corticale.
Organi cavi
Hanno una forma a sacco o tubulare. Possono comunicare direttamente o indirettamente con l'esterno. La cavità è detta lume, gli strati (sono 4) della parete sono detti tonache e sono:
- Mucosa → è costituito da un epitelio di rivestimento che appoggia sulla membrana basale, che appoggia a sua volta su un sottile strato di tessuto muscolare liscio;
- Sottomucosa → formata da tessuto connettivo lasso. Dove passano vasi e fibre nervose;
- Muscolare → 2 strati di tessuto muscolare liscio. Quello più interno ha fibrocellule con andamento circolare, quello più esterno con orientamento longitudinale;
- Avventizia o sierosa → è formato da tessuto connettivo denso. Avvolge esternamente l'organo cavo per stabilire rapporti di fissità con le strutture circostanti. Se è sierosa ancora l'organo alle strutture circostanti e ne favorisce la motilità.
Tessuti
Sono aggregati di cellule appartenenti allo stesso tipo o a tipi relativamente simili fra loro, che svolgono specifiche funzioni nel contesto di ciascun organo.
Giulio Bizzozero scoprì che l'eritropoiesi/leucopoiesi ha luogo nel midollo osseo. Comprese che il rinnovamento cellulare varia nei diversi tessuti, che classificò in:
- Tessuti labili → tessuti che continuamente perdono delle componenti e le ripristinano, in continuo cambiamento (es epidermide, sangue, tessuto osseo). Anche nell'adulto presentano cellule che mantengono la capacità di proliferare, generando delle cellule figlie che vanno a generare le parti danneggiate (come cellule staminali);
- Tessuti stabili → non si rinnovano nell'adulto. Nel caso in cui ci sia una lesione del tessuto possono ripararlo. Quindi mantengono una componente cellulare che mantiene le caratteristiche di cellule staminali in quiescenza e si risvegliano solo quando c'è una lesione (es tessuto ghiandolare del fegato);
- Tessuti perenni → una volta nati e cresciuti non sono in grado di rigenerare, quindi se lesionati non si riparano (es tessuto nervoso e il tessuto muscolare cardiaco). Sono privi di cellule staminali o ne hanno poche. Negli ultimi vent'anni studi per cercare di riparare questi tessuti.
Tessuti epiteliali (epiteli)
Epiteli di rivestimento → ricoprono la superficie del corpo e tutte le cavità degli organi interni. Funzione: proteggono gli organi da agenti chimici e fisici, e controllano la permeabilità e lo stato di idratazione;
Epiteli ghiandolari → costituiscono il parenchima delle ghiandole. Funzione: sono specializzati nella produzione e secrezione di sostanze;
Epiteli sensoriali → formati da cellule altamente specializzate, intercalate negli epiteli di rivestimento, che funzionano come recettori per diverse modalità sensoriali. Funzione: trasducono stimoli fisici o chimici in impulsi nervosi.
Proprietà epiteli
Negli epiteli le cellule sono disposte in strati, fra le cellule esistono dei sottili spazi che prendono il nome di spazi interstiziali: sono pieni di una matrice gelatinosa che è resa più o meno fluida dal liquido interstiziale. Gli epiteli non sono vascolarizzati quindi il nutrimento di cui necessitano arriva dal tessuto connettivo adiacente.
Cellule di forma poliedrica (possono essere più o meno alte) in cui è riconoscibile un lato basale, rivolto verso il tessuto connettivo, e un lato apicale, rivolto verso il lume della cavità rivestita o verso l'esterno del corpo. Queste cellule sono caratterizzate da polarizzazione funzionale (parti diverse della cellula svolgono funzioni diverse poiché gli organelli cellulari sono disposti in modo asimmetrico).
Le cellule adiacenti aderiscono tra di loro tramite giunzioni di membrana:
- Giunzioni occludenti → sono localizzate lungo la superficie laterale delle cellule, in prossimità della loro superficie apicale. Vanno a impermeabilizzare gli spazi intercellulari, rendendo l'epitelio impermeabile e contribuendo alla funzione di barriera del tessuto;
- Giunzioni ancoranti → attraverso delle molecole di superficie mettono in collegamento i citoscheletri di cellule adiacenti. Conferiscono resistenza quindi sono abbondanti negli strati superficiali della pelle;
- Giunzioni comunicanti → mettono in comunicazione cellule adiacenti e costituiscono dei pori formati da proteine canali perfettamente allineate con quelle della membrana adiacente. Ogni coppia di canali è chiamata connessone e può essere chiusa o aperta.
Gli epiteli poggiano sul tessuto connettivo sottostante tramite la membrana basale. È una forma specializzata di matrice extracellulare con due funzioni:
- Supporto meccanico: permette l'ancoraggio dell'epitelio al tessuto connettivo sottostante;
- Filtro per il passaggio di molecole e cellule al connettivo (e quindi ai vasi sanguigni).
Negli epiteli in cui abbiamo bisogno di avere una divisione netta la membrana basale è più spessa mentre dove sono necessari maggiori scambi la membrana è più sottile (es epitelio degli alveoli). È costituita da due strati sovrapposti:
- Lamina basale → lamina lucida + lamina densa. È la più vicina all'epitelio. Formato da molecole che sono glicoproteine e proteoglicani che vengono esocitate dalle cellule epiteliali. Ha la consistenza di un gel denso;
- Lamina reticolare → a diretto contatto con il tessuto connettivo. Costituita da fibroblasti e producono fibre proteiche che sono fibre collagene e sono dette fibre reticolari perché sono organizzate in reticoli. È una struttura più densa di origine connettivale.
Quando la membrana basale deve essere spessa ci sono entrambi gli strati mentre quando deve essere più sottile c'è solo lamina basale.
Specializzazioni del dominio baso-laterale delle cellule epiteliali
Negli epiteli in cui avvengono scambi attraverso l'epitelio si notano delle introflessioni della membrana cellulare e pile di mitocondri disposti perpendicolarmente. Questi forniscono energia necessaria per gli scambi → trasporto attivo del sodio attraverso la pompa sodio potassio ATPasi (necessita ATP). Le cellule hanno un aspetto striato nel compartimento basale.
Specializzazioni della superficie libera (apicale) delle cellule epiteliali
Microvilli: sono estroflessioni di membrana plasmatica presenti nella membrana plasmatica e servono ad aumentare la superficie di scambio. Sono strutture microscopiche e sono visibili solo in microscopi ottici, li vediamo solo tramite colorazione nel loro insieme → orletto (es orletto a spazzola). Sono presenti nelle cellule renali o a livello intestinale.
Ciglia: sono strutture più macroscopiche. Sono percorse internamente da un citoscheletro. Hanno la funzione di generare un movimento stereotipato. È funzionale per spostare qualcosa che si trova sopra all'epitelio. Es. epitelio ciliato delle vie aeree superiori per far scorrere il muco (verso l'esterno) e allontanare le polveri e microorganismi; es epitelio delle tube di Falloppio.
Stereociglia: strutture più grosse delle ciglia. Non sono dotati di motilità ma sono dei grandissimi microvilli la cui funzione è quella di aumentare la superficie di scambio. Si trovano nelle cellule uditive dell'organo di Corti (nell'orecchio). Serie di stereociglia hanno la tipica disposizione di canne d'organo. Vengono piegate da un liquido (endolinfa) presente nell'orecchio interno, il movimento del liquido identifica il suono inoltre apre dei canali e avviene una depolarizzazione.
Epiteli di rivestimento
Barriere di separazione tra ambiente esterno e gli altri tessuti.
- Monostratificato (o semplici) → 1 solo strato di cellule, sottili e delicate
- Pluristratificato (o composti) → molti strati
Epiteli monostratificati (in base alla forma delle cellule)
- Pavimentoso semplice → cellule piatte, i più delicati e i più specializzati per favorire scambi di gas. Es endotelio dei vasi sanguigni, epitelio alveolare
- Cubico semplice → cellule cubiche. Per processi di secrezione e assorbimento. Es. tubulo renale, dotti escretori di alcune ghiandole
- Cilindrici semplici → cellule cilindriche. Tra i più diffusi. Es. a livello respiratorio, a livello dell'intestino, tube di Falloppio. È di rivestimento ma anche di secrezione e assorbimento
- Pseudostratificato → sembra stratificato ma non lo è perché le cellule hanno altezza diverse.
Epiteli pluristratificati
Le cellule sono diverse, non hanno la stessa forma, infatti nella parte basale sono più grosse. Gli epiteli pluristratificati si classificano in base alla forma delle cellule nello strato superficiale:
- Pavimentoso pluristratificato → possono essere corneificati (presenza di cheratina) e non corneificati (es mucosa orale). L'epidermide pavimentoso corneificato (è presente uno strato di cheratina). Nelle parti del corpo sollecitate molto questo strato corneo è molto spesso.
- Cubico → poco diffusi. Dotti escretori delle ghiandole.
- Cilindrico → poco diffusi e si trovano a circoscrivere le cavità che sono interne al corpo ma che posso comunque subire insulti (Es parte inferiore della faringe dove passa il bolo)
- Epitelio di transizione → chiamato urotelio. Caratteristico delle vie urinarie. La stratificazione dipende dallo stato funzionale dell'organo. Quando la vescica è vuota, l'epitelio appare composto da 6 o 8 strati. Quando invece è piena l'epitelio si riduce a 3 o 4 strati. Lo strato superficiale presenta cellule ad ombrello o cupoliformi e proteggono dagli effetti ipertonici e potenzialmente tossici dell'urina.
Epiteli ghiandolari
Sono specializzati in secrezione e produzione di sostanze. Vengono classificati in base alla modalità di secrezione:
- Epiteli esocrini → rilasciano secreto al di fuori del secreto o in cavità interne all'organismo
- Epiteli endocrini → la secrezione avviene nel sangue. Ormoni
Esocrini
- Epiteli unicellulari → singoli elementi cellulari che producono un secreto che viene rilasciato fuori dalla cellula. Si trovano integrati in un altro tipo di rivestimento. Es. mucipare (producono muco → è una sostanza di natura glicoproteica, queste glicoproteine vengono esocitate e si legano a molecole d'acqua formando dei complessi che gelificano, quindi muco, che viene riversato su epiteli)
- Epiteli pluricellulari → le cellule formano degli epiteli o ghiandole.
- a) Epiteli secernenti → es. epitelio mucoso gastrico (è necessario che sia presente per proteggere la mucosa gastrica in modo che non venga digerita insieme al cibo)
- b) Ghiandola esocrina → sono formate da due parti: adenomero (parte più profonda della ghiandola, formata da un epitelio secernente più o meno stratificato. Questa è la parte che produce il muco), per andare fuori dalla ghiandola, il secreto passa per i dotti escretori (costituito da cellule cubiche assorbenti, modificano la composizione del secreto), lo stroma è il tessuto di sostegno di natura connettivale che avvolge la ghiandola.
In base al numero di dotti escretori si dividono in:
- Ghiandole semplici → 1 solo dotto
- Ghiandole composte → dotto escretore ramificato
In base alla morfologia dell'adenomero si dividono in:
- Ghiandole tubulari → forma allungata
- Ghiandole tubulari glomerulari o spiraliformi → a gomito
- Ghiandole acinose → forma sferica
- Ghiandole alveari → forma dilatata
Anche gli epiteli ghiandolari sono caratterizzati da una polarizzazione funzionale. Si dividono in lato apicale (verso adenomero) e lato basale (rivolto verso l'esterno della ghiandola).
Classificazione della modalità di secrezione della ghiandola
- Secrezione merocrina → il secreto viene rilasciato sulla superficie cellulare attraverso l'esocitosi. È la più comune;
- Secrezione apocrina → secrezione della parte apicale della cellula. In questo caso l'intero citoplasma (parte apicale) della cellula si stacca ed entra a far parte del secreto. La cellula poi ricrea la parte apicale. Es ghiandola mammaria;
- Secrezione olocrina → "tutto". Tipica di ghiandole formate da epiteli pluristratificati. Tipica delle ghiandole sebacee (sono ghiandole alveolari) che producono sebo.
Classificazione funzione riguardo al contenuto del secreto
- Ghiandole mucose → secernono mucine, glicoproteine. Quando vengono rilasciate si idratano e formano il muco;
- Ghiandole sierose → producono un siero molto ricco di proteine (enzimi).
In alcuni casi le cellule si dicono miste. Molte ghiandole esocrine contengono cellule mioepiteliali posizionate tra le cellule secernenti (possono essere fusiformi, a polipo). Sono cellule con caratteristiche di cellule muscolari. Facilitano la secrezione attraverso i dotti (li schiacciano).
Endocrine
Formate da cellule epiteliali di tipo secernente. Non hanno dotto escretore. Le riconosciamo perché sono particolarmente circondate da capillari sanguigni. Nelle ghiandole endocrine, le cellule sono tutte polarizzate e dato che la secrezione avviene nel sangue avviene nel compartimento basale.
Formazione delle ghiandole dagli epiteli di rivestimento: durante lo sviluppo fetale le cellule epiteliali proliferano e penetrano nel connettivo sottostante. Se il contatto con l'epitelio in superficie permane, si forma una ghiandola esocrina; se è perso, si forma una ghiandola endocrina (viene poi circondata da vasi sanguigni). Le cellule delle ghiandole endocrine possono essere classificate come:
- Ammassi o cordoni cellulari → es. paratiroide, secernano un ormone che regola la quantità di calcio. Es. porzione endocrina del pancreas, circa il 2% del totale.
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