Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

OSSA ETEROTOPICHE.

mala sono definite L’ossificazione membranosa ha inizio durante l’ottava set-

timana di sviluppo embrionale e gli stadi di sviluppo sono:

STADIO 1: il tessuto mesenchimale diventa altamente vascolarizzato mentre le cellule me-

senchimali si ingrandiscono e si differenziano in osteoblasti. All’inizio gli osteoblasti si rag-

gruppano e cominciano a secernere i componenti organici della matrice. Il prodotto, cost i-

tuito da fibre di collagene dermiche ed osteoide, viene poi mineralizzato attraverso la cri-

centro di

stallizzazione di sali di calcio. La sede in cui ha inizio l’ossificazione viene definita il

ossificazione di un osso. Man mano che l’ossificazione procede, intrappola alcuni osteobla-

sti all’interno di lacune ossee; queste cellule si differenziano in osteociti, benché gli osteociti

siano a questo punto separati dalla matrice secreta, restando in connessione tramite sottili

processi citoplasmatici.

STADIO 2: l’osso in via di sviluppo cresce verso l’esterno rispetto al centro di ossificazione, in

SPICOLE.

piccole lamelle dette Sebbene gli osteoblasti restino via via intrappolati nell’osso

che si accresce, la divisione di cellule mesenchimali continua a produrre altri osteoblasti.

L’accrescimento osseo è un processo attivo, e necessita di molto ossigeno e di un adegua-

to rifornimento di nutrienti a cui fanno fronte i vasi sanguigni che si ramificano tra le spicole.

STADIO 3: nel tempo, si formano centri di ossificazione multipli e l’osso aumenta la struttura

di osso spugnoso. La continua deposizione di osso da parte degli osteoblasti localizzati vici-

no ai vasi sanguigni, nonché il rimodellamento dell’osso di nuova formazione da parte degli

osteoclasti, determina la formazione dell’osso compatto.

OSSIFICAZIONE ENDOCONDRALE

L’ossificazione encondrale inizia con la formazione di un modello di cartilagine ialina. Lo sviluppo

delle ossa della parte libera degli arti rappresenta un buon esempio di questo processo. In un em-

brione di 6 settimane, le ossa prossimali della parte libera degli arti, il femore e l’omero sono presen-

ti, ma costituite unicamente da cartilagine. Questo modello continua a crescere per espansione

della matrice cartilaginea e produzione di nuova cartilagine esterna. Gli stadi di crescita e di ossifi-

cazione di una delle ossa della parte libera degli arti sono spiegati come segue:

STADIO 1: man mano che la cartilagine si accresce, i condrociti vicini al centro della diafisi

aumentano notevolmente il volume e la matrice circostante inizia a calcificare. Privati di

nutrienti, questi condrociti muoiono e si disintegrano

STADIO 2: le cellule del pericondrio che circondano questa regione della cartilagine si diffe-

STATO OSTEOGE-

renziano in osteoblasti. Il pericondrio si è ora trasformato in periostio, e lo

9 NICO collare osseo,

interno produce rapidamente un ovvero un sottile strato di osso intorno

alla diafisi cartilaginea.

STADIO 3: mentre avvengono queste modificazioni, la vascolarizzazione del periostio au-

menta e i capillari ed osteoblasti migrano al centro della cartilagine, invadendo gli spazi la-

sciati liberi dai condrociti disintegrati. La matrice cartilaginea calcificata viene distrutta, e

centro di ossi-

gli osteoblasti la sostituiscono con osso spugnoso. L’ossificazione procede dal

ficazione primario della diafisi verso l’estremità del modello cartilagineo.

STADIO 4: fino a quando il diametro è piccolo, l’intera diafisi è riempita da osso spugnoso,

ma con l’aumento delle dimensioni gli osteoclasti erodono la parte centrale e creano la

cavità midollare.

FATTORI CHE REGOLANO L’ACCRESSCIMENTO OSSEO

Il normale accrescimento di un osso dipende da una combinazione di fattori nutrizionali ed ormo-

nali: Il normale accrescimento di un osso non può avvenire senza un apporto costante, attraver-

so la dieta. Di Sali di calcio e di fosfato, così come gli altri ioni quali magnesio, citrato, car-

bonato e sodio.

La vitamina A e C sono essenziali pere la normale crescita e il rimodellamento osseo.

come vitamina D,

Il gruppo di steroidi, conosciuto nell’insieme svolge un ruolo importante

nel normale metabolismo del calcio, poiché stimola l’assorbimento e il trasporto degli ioni

calcitriolo

calcio e fosfato nel sangue. La forma attiva della vitamina D, il è sintetizzato nel

colecalcifero-

rene; questo processo dipende dalla disponibilità di uno steroide correlato, il

lo, che può essere assorbito attraverso la dieta o sintetizzato dalla cute in presenza di raggi

UV.

Gli ormoni regolano il modello di crescita modificando il rapporto tra l’attività degli osteoblasti e

degli osteoclasti:

Le ghiandole paratiroidi rilasciano un ormone (paratormone) che stimola l’attività degli o-

steoclasti e degli osteoblasti, incrementando la velocità di assorbimento del calcio a livello

dell’intestino tenue, e riduce la velocità di eliminazione del calcio attraverso le urine.

cellule C

Le della ghiandola tiroide del bambino e della donna in gravidanza producono

calcitonina,

l’ormone che inibisce gli osteoclasti e aumenta la qualità di calcio eliminato at-

traverso le urine.

L’ormone della crescita, tiroxina

prodotto dall’ipofisi, e la prodotta dalla tiroide, stimolano la

crescita ossea. ormoni sessuali e

Alla pubertà, la crescita ossea accelera drammaticamente. Gli (estrogeni

testosterone) stimolano gli osteoblasti a produrre osso più velocemente rispetto

all’espansione della cartilagine epifisaria.

ANATOMIA DEGLI ELEMENTI SCHELETRICI

206

Lo scheletro umano contiene ossa principali. Sulla base della forma e possibile dividere queste

ossa in 6 grandi categorie:

OSSA LUNGHE: sono relativamente lunghe e sottili. Presentano una diafisi, due metafisi e due

epifisi, e contengono una cavità midollare. Le ossa lunghe si trovano a livello degli arti supe-

riori e inferiori come per esempio l’omero, il radio, l’ulna, il femore, la tibia e la fibula.

OSSA PIATTE: sono ossa sottili, la cui struttura è simile ad un sandwich nel quale l’osso spu-

gnoso si trova compreso tra due strati di osso compatto; tali ossa sono resistenti ma relati-

vamente leggere. Sono ossa piatte le ossa che formano la volta cranica, lo sterno, le coste

e le scapole. Esse forniscono protezione ai tessuti molli sottostanti e offrono una superficie

estesa per l’inserzione dei muscoli scheletrici. Nella descrizione delle ossa piatte del cranio,

come ad esempio le ossa parietali, vengono utilizzati termini specifici. I loro strati relativa-

tavolato interno e tavolato esterno

mente spessi di osso compatto vengono definiti e, lo

diploë.

strato di osso spugnoso tra i due tavolati è detto

OSSA PNEUMATICHE: sono ossa cave o contenenti numerose cellette aeree, come ad e-

sempio l’osso etmoide.

OSSA IRREGOLARI: hanno forma complessa con superfici corte, appaiate, incavate o spigo-

lose. La loro struttura interna è varia. Le vertebre che formano la colonna vertebrale e alcu-

ne ossa del cranio sono esempi di ossa irregolari.

10 OSSA BREVI: hanno forma chiusa e la loro superficie esterna è ricoperta da osso compatto,

carpo

ma all’interno sono costituite da osso spugnoso. Esempi sono le ossa del (polso) e del

tarso (caviglia).

OSSA SESAMOIDI: sono in genere piccole, rotondeggianti e appiattite e si sviluppano

all’interno dei tendini e sono frequentemente localizzate in prossimità dell’articolazione del

ginocchio, delle mani e dei piedi. Le ossa sesamoidi variano da individuo a individuo, con

patella

l’eccezione della o rotula, oso sesamoide costante.

L’apparato scheletrico

L’apparato scheletrico è diviso in due parti: assiale e appendicolare. L’apparato scheletrico è co-

stituito da 206 ossa e da un certo numero di cartilagini asso-

scheletro assiale

ciate. Lo è formato da ossa del cranio, del

torace e della colonna vertebrale. Questi elementi formano

l’asse longitudinale del corpo. Lo scheletro assiale compren-

de: Il cranio (22 ossa);

Le ossa associate al cranio (6 ossicini uditivi + osso ioi-

de);

La colonna vertebrale (24 vertebre, osso sacro e

coccige);

La gabbia toracica (24 coste + sterno).

La funzione dello scheletro assiale è quella di creare una

struttura che sostiene e protegge gli organi nelle cavità dor-

sale e ventrale del corpo. In esse sono potetti organi speciali

di senso per il gusto, il tatto, l’udito, l’equilibrio e la vista. Inol-

tre, esso fornisce un’ampia superficie per l’inserzione di mu-

scoli che regolano la posizione della testa, del collo e del

tronco, eseguendo i movimenti respiratori stabilizzano o posi-

zionano strutture dello scheletro appendicolare. Le articola-

zioni dello scheletro assile permettono movimenti limitati, ma

sono molto resistenti e ben rinforza teda legamenti. Infine,

alcune parti dello scheletro assile, tra le quali porzioni delle

vertebre, sterno e coste, contengono il midollo rosso per la produzione delle cellule del sa ngue,

come molte ossa lunghe dello scheletro appendicolare.

11 scheletro appendicolare cingoli

Lo è costituito da 126 ossa: le ossa della parte libera degli arti e i

toracico pelvico

e che connettono gli arti al tronco.

CRANIO E OSSA ASSOCIATE Il cranio è costituito da 22 ossa: 8 for-

NEUROCRANIO

mano il o scatola cra-

SPLANCNO-

nica e 14 costituiscono lo

CRANIO o scheletro della faccia.

Il cranio e circonda e protegge

dalle ossa

l’encefalo. Esso è formato

occipitale, parietali, frontale, tempora-

le, sfenoide ed etmoide che, insieme,

cavità cranica,

delimitano la camera

contenente un liquido che ammortizza

e sostituisce l’encefalo. Vasi sanguigni,

nervi e membrane che stabilizzano la

posizione dell’encefalo si inseriscono

sulla superficie interna del cranio. La

sua superficie esterna fornisce

un’ampia area per l’inserzione dei mu-

scoli che determinano il movimento di occhi, mandibola e testa. L’articolazione tra l’osso occipit a-

le e la prima vertebra cervicale stabilizza la posizione del cranio e della colonna vertebrale, pur

consentendo una notevole ampiezza di movimenti della testa.

ossa della faccia,

Le infatti, proteggono e sostengono le parti iniziali dei tratti digerenti e respiratori.

mascella, palatine, nasali, zigomatiche, lacrimali, vomere e man-

Le ossa superficiali della faccia,

dibola forniscono superfici per l’inserzione dei muscoli che controllano le espressioni del viso e assi-

stono la masticazione del cibo. suture.

L’articolazione tra le ossa del cranio sono immobili, e sono definite A livello di una sutura, le

ossa sono saldamente unite per mezzo di tessuto connettivo denso fibroso. Ciascuna sutura del

cranio ha un nome, ma è necessario conoscere solo le cinque più importanti:

Sutura lambdoidea: situata sulla super-

ficie del cranio unisce l’osso occipitale

ossa sa-

dalle ossa parietali. Uno o più

turali possono trovarsi lungo questa su-

tura.

Sutura sagittale: inizia sulla linea me-

diana superiore della sutura lambdoi-

dea e si estende anteriormente tra le

ossa parietali fino alla sutura coronale.

Sutura coronale: anteriormente, la su-

tura sagittale termina incontrando la

sutura coronale

sutura coronale. La si

estende sulla superficie superiore del

l’osso frontale,

cranio, unendo anteriore, alle ossa parietali, posteriori. Le ossa occipitale,

calvario, o volta cranica.

parietali e frontale formano il

Sutura squamosa: l’osso temporale

essa su ciascun lato del cranio si realizza tra e l’osso pa-

rietale dello stesso lato.

Sutura frontonasale: si trova tra i margini superiori delle sue ossa nasali e l’osso frontale.

12

OSSA DEL CRANIO

Le ossa del cranio possono essere classificate nel seguente modo:

OSSO OCCIPITALE che partecipa alla costruzione delle superfici posteriore, laterale e inferio-

 re del cranio. La superficie in-

feriore dell’osso occipitale

presenta un’ampia apertura

forame magno,

circolare, il

che mette in comunicazione

la cavità cranica con il cana-

le vertebrale contenuto nella

colonna vertebrale. Attraverso

condili occipitali,

i adiacenti

al forame magno, il cranio si

articola con la prima vertebra

cervicale. La superficie ester-

na posteriore dell’osso occipi-

tale presenta una serie di cre-

cresta oc-

ste prominenti. La

cipitale esterna si estende po-

steriormente dal forame ma-

gno, terminando in un piccolo

protu-

rilievo centrale definito

beranza occipitale esterna. linee nucali inferiore e superiore,

Due creste orizzontali, le dipar-

tono da tale cresta e danno inserzione ai muscoli e ai legamenti che stabilizzano

l’articolazione atlo-occipitale, bilanciando il peso della testa sulle vertebre del collo. L’osso

foro giugulare.

occipitale forma parte del La vena giugulare interna origina esternamente a

canali dell’ipoglosso

questo foro e drena il sangue venoso refluo dell’encefalo. I si trovano

lateralmente alla base di ciascun condilo occipitale, appena sopra i condili e danno pas-

nervi ipoglossi,

saggio ai nervi cranici che controllano i muscoli della lingua. Sulla superficie

interna del cranio, i due canali dell’ipoglosso sono situati ai lati del forame magno. La super-

ficie interna concava dell’osso occipitale si adatta perfettamente ai contorni dell’encefalo.

I solchi seguono il decorso dei vasi di calibro maggiore e, le creste danno inserzione alle

meningi che stabilizzano la posizione dell’encefalo. OSSA PARIETALI che pari,

 partecipano alla

costruzione delle

superfici superiore e

laterale del cranio e

formano la maggior

parte della volta

cranica. La superficie

esterna di ciascun osso

parietale presenta un

paio di linee poco

linee

marcate, le

temporali superiore e

inferiore. Queste linee

segnano l’inserzione del

muscolo temporale, un

ampio muscolo la cui

azione determina la

chiusura della bocca. La

eminenza parietale.

superficie parietale liscia al di sopra di queste linee è definita La super-

ficie interna delle ossa parietali presenta le impressioni delle vene e delle arterie che si di-

ramano all’interno del cranio.

13  OSSO FRONTALE

che forma la fronte e il tet-

to delle cavità orbitarie.

Durante lo sviluppo, le ossa

del cranio si formano at-

traverso la fusione di centri

di ossificazione diversi, e

alla nascita la fusione non

è ancora completa, ma

sono presenti due ossa

frontali che si articolano

sutura frontale.

lungo la

Questa sutura decorre al

fron-

centro dell’eminenza

tale dell’osso frontale. La

parte squamosa,

superficie anteriore convessa della parte frontale è detta o fronte. La par-

margini

te dell’osso frontale termina a livello dei

sopraorbitali, che seguono i limiti superiori delle

orbite, i recessi ossei che sostengono e proteggo-

no i bulbi oculari. Su ciascun margine sopraorbita-

l’arcata so-

le è presente una cresta pronuncia,

praciliare, in corrispondenza della quale si trova il

sopracciglio. Il centro di ciascun margine è perfo-

foro sopraorbitale. parte orbitale

rato dal La

dell’osso frontale forma il tetto, pressoché orizzon-

tale di ciascun orbita. La superficie inferiore è re-

lativamente liscia, ma contiene piccoli fori per il

passaggio dei vasi sanguigni e nervi verso o da

superficie orbi-

strutture dell’orbita, ed è definita

tale La fossa lacrimale,

dell’osso frontale. poco

ghiandola

profonda, rappresenta la sede della

lacrimale, il cui secreto bagna le superfici anterio-

ri dell’occhio. La superficie interna dell’occhio

dell’osso frontale si adatta alla porzione anteriore

dell’encefalo. Sulla superficie interna della squa-

cresta fronta-

ma frontale si trova una prominente

le che dà attacco alle meningi che, tra le varie

funzioni, impediscono il contatto tra i delicati tes-

seni frontali

suti cerebrali e le ossa del cranio. I so-

no variabili per dimensione ed epoca di compar-

sa.

14 OSSA TEMPORALI: ossa tempo-

le due

 rali che contribuiscono a formare le

pareti laterali e inferiore del cranio,

arcate zigomatiche;

nonché le si arti-

colano con la mandibola e proteggo-

no gli organi di senso dell’orecchio in-

terno. Inoltre, le superfici inferiori con-

vesse di ciascun osso temporale for-

mano un’estesa area per l’attacco dei

muscoli che innalzano la mandibola.

Le ossa temporali si articolano con le

ossa zigomatiche, parietali ed occipi-

tale, nonché con lo sfenoide e con la

mandibola. Ognuno possiede tre posi-

zioni: squamosa, timpanica e petrosa.

porzione squamosa

La del temporale

corrisponde alla superficie laterale e si

articola formando la

sutura squamosa. La superficie ester-

 na convessa della porzione squamosa

detta squama;

è la superficie interna

concava, la cui curvatura decorre pa-

rallela alla superficie dell’encefalo, è

superficie cerebrale.

la Il margine infe-

riore della porzione squamosa è for-

processo zigo-

mato dal prominente

matico, processo tempo-

che si incurva lateralmente ed anteriormente fino ad incontrare il

rale dell’osso zigomatico. l’arcata zigomatica,

Questi processi formano nell’insieme o zigo-

mo. Inferiormente alla base del processo zigomatico, l’osso temporale si articola con la

fossa mandibolare, tuber-

mandibola mediante una depressione, la e un evidente rilievo, il

colo articolare. In posizione immediatamente posteriore e laterale alla fossa mandibolare si

porzione timpanica

trova la dell’osso temporale. Questa porzione circonda l’ingresso del

meato acustico esterno. porzione petrosa,

La parte più spessa dell’osso temporale è la che

circonda e protegge gli organi di senso deputati all’udito e all’equilibrio. Sulla superficie la-

processo ma-

terale, il grosso rilievo che si trova posteriormente e inferiormente al meato è il

stoideo. foro mastoideo.

Vicino alla base del processo mastoideo si apre il Attraverso questo

foro decorrono vasi sanguigni che vascolarizzano le meningi che circondano l’encefalo.

processo stiloideo

Sull’appuntito si inseriscono legamenti di sostegno dell’osso ioide, così

foro stilo mastoideo

come alcuni muscoli della lingua e della faringe. Il si trova posterior-

nervo facciale

mente alla base del processo stiloideo, e da passaggio al che innerva i mu-

foro giugulare,

scoli della faccia. Medialmente, il è delimitato dalle ossa temporale e occi-

canale carotico. L’arteria carotide interna,

pitale. Anteriormente si trova l’ingresso del im-

portante arteria per la vascolarizzazione dell’encefalo, penetra nel cranio attraverso il ca-

nale carotico. Anteriormente e medialmente rispetto a quest’ultimo, una fessura allungata

foro lacero,

e frastagliata, il si stende tra l’osso sfenoide e l’osso temporale. Lateralmente al

foro carotico, l’osso temporale si articola con l’osso sfenoide. Un piccolo canale inizia a li-

ca-

vello dell’articolazione e termina all’interno della massa dell’osso temporale. Questo è il

nale muscolo tubarico tuba uditiva,

che delimita la un condotto contenente aria che inizia

cavità timpanica

a livello della faringe e termina nella situata all’ingresso dell’osso tempora-

orecchio medio, ossicini dell’udito.

le. La cavità timpanica, o contiene gli Queste minuscole

ossa trasferiscono le vibrazioni sonore dal ti pano ai recettori uditivi dell’orecchio interno,

meato acustico interno

che delimitano il senso dell’udito. Il dà passaggio a vasi sanguigni e

nervi destinati all’orecchio interno, e al nervo facciale diretto verso il foro stilo mastoideo.

OSSO SFENOIDE che contribuisce alla costituzione del pavimento del cranio e si articola

 con tutte le altre ossa craniche. L’osso sfenoide è un ponte che unisce le ossa del cranio e

le ossa della faccia; si articola con le ossa frontale, occipitale, parietale, etmoide e tempo-

rali del cranio, e con le ossa palatine, zigomatiche, mascellari.

15 corpo

Esso agisce anche come sostegno che rafforza i lati del cranio. Il forma la porzione

centrale dell’osso. La forma generale dell’osso sfenoide è stata paragonata a un pipistrello

gigante con le ali aperte. Le ali possono essere viste più chiaramente dalla superficie supe-

riore. Un’ampia depressione centrale tra le ali accoglie la ghiandola pituitaria posta infe-

riormente all’encefalo. Questa depressione centrale tra le ali accoglie la ghiandola pituit a-

fossa ipofisaria,

ria posta inferiormente all’encefalo. Questa depressione è chiamata e la

sella turca.

porzione ossea è detta sella turcica in ragione della somiglianza con una Ante-

processi clinoidei anteriori, piccole

riormente ad essa, si trovano i proiezioni posteriori delle

ali tubercolo della sella

dello sfenoide. Il forma il margine anteriore della sella turca; il dorso

processi clinoidei posteriori

della sella forma il margine posteriore. I si prolungano lateral-

mente dal dorso della sella. Le superfici inferiori formano parte dell’orbita e il margine supe-

fessura orbitale superiore,

riore della che funge da via di passaggio per i vasi sanguigni e i

nervi cranici diretti all’occhio. Il solco trasversale che incrocia la parte anteriore della sella,

solco del chiasma ottico.

al di sopra del livello della depressione, è il Alle estremità di questo

canale ottico. foro rotondo, il foro ovale

solco si trova un Lateralmente alla sella turcica, il

ed il foro spinoso grandi ali

perforano le dello sfenoide. Attraverso questi fori passano vasi

sanguigni e nevi cranici diretti a strutture della cavità orbitale, della faccia e della mandi-

bola. Posteriormente e lateralmente a questi fori, le grandi ali dello sfenoide terminano a li-

spina sfenoide processi pterigoidei

vello della appuntita. I dello sfenoide sono proiezioni

verticali che emergono all’unione tra le grandi e le piccole ali. Alla base di ciascun proces-

canale pterigoideo

so, il viene attraversato da un piccolo nervo e da un’arteria diretti al

palato molle e alle strutture adiacenti.

OSSO ETMOIDE che è un osso di forma irregolare costituisce la parte della parete dell’orbita,

 il pavimento anteromediale del cranio, il tetto delle cavità nasali e parte del setto nasale.

lamina cibrosa, labirinto etmoidale e lamina perpendico-

L’etmoide è formato da tre parti:

lare. lamina cibrosa

La porzione superiore dell’etmoide contiene la perforata da piccoli fo-

nervi olfattivi,

rellini che permettono il passaggio dei rami e dei i quali forniscono il senso

crista galli,

dell’olfatto. Una cresta molto sviluppata, la separa i lati sinistro e destro della la-

falce del cervello,

mina cibrosa e dà attacco alla piega meningea che stabilizza la posizio-

cornetti nasali superiore e

ne dell’encefalo. Il labirinto etmoidale, dal quale emergono i

medio, labirinto et-

è ben visibile dalla superficie anteriore e posteriore dell’osso etmoide. Il

moidale è costituito da cellette intercomunicanti contenente aria, in continuità con quelle

lamina perpendicolare

presenti nella porzione inferiore dell’osso frontale. La forma parte del

setto nasale, insieme al vomere e alla cartilagine ialina del setto nasale. I recettori olfattivi

sono localizzati nell’epitelio che riveste le superfici inferiori della lamina cibrosa, le superfici

mediali del cornetto nasale superiore e la porzione superiore della lamina perpendicolare.

FOSSA CRANICHE fossa

Osservata dall’alto, la base cranica forma a ciascun livello una depressione concava detta

cranica. fossa cranica anteriore

La è formata dall’osso frontale, dall’etmoide e dalle piccole ali

fossa

dello sfenoide. La fossa cranica anteriore accoglie i lobi frontali degli emisferi cerebrali. La

cranica media si stende dallo scalino costituito dalle piccole ali dello sfenoide alla parte petrosa

diencefalo

dell’osso temporale. Tale fossa accoglie i lobi temporali degli emisferi cerebrali, il e la

mesencefalo. fossa cranica posteriore,

parte superiore del tronco cerebrale, il La più bassa, si e-

stende dalla porzione petrosa delle ossa temporali alla superficie posteriore del cranio.

OSSA DELLO SPLANCNOCRANIO

OSSA MASCELLARI

ossa mascellari

Le di destra e di sinistra sono le ossa della faccia più grandi, e insieme formano la

“mascella superiore”. Esse si articolano con tutte le altre ossa della faccia ad eccezione della

mandibola.

superficie orbitale processo frontale

La protegge l’occhio e le altre strutture dell’orbita. Il di ciascun

osso mascellare si articola con l’osso frontale e con l’osso nasale. Le ossa mascellari contengono

processi alveolari, fessura orbitale infe-

inoltre i nei quali si articolano denti dell’arcata superiore. La

riore è delimitata, in ogni orbita, dalle ossa mascellare e dallo sfenoide.

16 foro infraorbitale

L’ampio dà passaggio ad un importante nervo sensitivo proveniente dalla faccia

solco infraorbitale,

che, nell’orbita, decorre nel prima di passare attraverso la fessura orbitale infe-

riore e il foro rotondo per raggiungere il tronco cerebrale.

seni mascellari processi palatini,

Gli ampi sono visibili in sezione sia orizzontale che mediale e i for-

palato duro fossa incisiva

mano la maggior parte del della bocca. La sulla linea mediana inferiore

canali incisivi,

del processo palatino segna l’apertura dei attraversati da piccole arterie e nervi.

OSSA PALATINE

ossa palatine lamine orizzontali

Le sono piccole ossa a forma di L. Le si articolano con le ossa ma-

scellari per formare la parte posteriore del palato duro. La superficie inferiore di ciascun lamina o-

foro palatino maggiore,

rizzontale presenta un ampio foro, il tra le ossa palatino e mascellare, e in

fori palatini minori. cresta nasale,

genere uno o più La che si viene a creare nel punto in cui le ossa

palatine destra e sinistra si articolano tra loro, permette l’articolazione con il vomere. La porzione

lamina perpendicolare

verticale della “L” è formata dalla dell’osso palatino e si articola con le os-

sa mascellare, sfenoide, etmoide e cornetto inferiore. La superficie mediale della lamina perpend i-

cresta concava

colare presenta due creste: una che si articola con il cornetto nasale inferiore, e

cresta etmoidale

una che si articola con il cornetto nasale medio dell’etmoide.

OSSA ZIGOMATICHE dell’osso zigomatico

Come già detto, il processo temporale si articola con il processo zigomatico

zigomatico - facciale

dell’osso temporale per formare l’arcata zigomatica. Un foro sulla superficie

.

anteriore di ciascun osso zigomatico dà passaggio a un nervo sensitivo che innerva la guancia

OSSA LACRIMALI

ossa lacrimali,

Le pari, sono le più piccole del cranio. Sono situate sulla parte mediale di ciascuna

cavità orbitale, dove si articolano con le ossa frontale, mascellare ed etmoide. Una depressione

il solco lacrimale, canale naso lacrimale

poco profonda, accoglie il delimitato dalle ossa lacrimale

e mascellare e attraversato dal dotto lacrimale che si dirige verso il canale nasale inferiore.

VOMERE

Il vomere forma la porzione inferiore del setto nasale. Esso poggia sul pavimento delle fosse nasali e

si articola al centro con entrambe le ossa mascellari e palatine. La porzione verticale del vomere è

sottile. Il suo margine superiore curvo si articola con lo sfenoide e con la lamina perpendicolare

setto nasale

dell’etmoide, formando il osseo, che separa le due cavità.

MANDIBOLA

La mandibola corpo

forma l’intera “mascella inferiore”. Quest’osso è formato da un orizzontale, e

rami dell’angolo della mandibola.

due ascendenti che si uniscono al corpo a livello I denti

processi condi-

dell’arcata inferiore sono accolti negli alveoli scavati nel corpo della mandibola. I

loidei condilo

terminano con la superficie articolare liscia del della mandibola, che si articola con

temporo-mandibolare.

la fossa mandibolare dell’osso temporale formando l’articolazione

Questa articolazione è molto mobile, come si può evidenziare dai movimenti effettuati durante la

processi coronoidei mu-

masticazione o l’articolazione del linguaggio. I sono il sito di inserzione del

scolo temporale, uno dei più potenti muscoli coinvolti nella chiusura della bocca. Anteriormente, i

fori mentali, attraversano il corpo della mandibola ai lati del mento; essi danno passaggio a nevi

L’incisura mandi-

che trasportano informazioni sensitive delle labbra e dal mento verso l’encefalo.

bolare La porzione alveolare

è la depressione che si trova tra i processi condiloideo e coronoideo. linea miloioidea

della mandibola è un’area ispessita che contiene alveoli e le radici dei denti. La si

muscolo

trova sulla faccia mediale del corpo della mandibola e costituisce il punto di origine del

miloioideo ghiandola salivare sottomandi-

che sostituisce il pavimento della bocca e la lingua. La

bolare fossa sottomandibolare,

è accolta nella depressione situata inferiormente alla linea miloioi-

foro mandibolare

dea. Vicino all’estremità postero-superiore della linea miloioidea, l’ampio dà ac-

canale mandibolare,

cesso al importante sito di passaggio dei vasi sanguigni e dei nervi per i denti

dell’arcata inferiore.

17

Gli arti superiori cingolo tora-

Ciascun arto superiore si articola con il tronco attraverso il

cico, scapola

costituito dalla clavicola a forma di S e alla appiattita. La

clavicola si articola con manubrio dello sterno, nella sola connessione

diretta del cingolo toracico con lo scheletro assile. Ciascun arto superio-

braccio, avambraccio, polso e mano.

re è costituito da: Lo scheletro

radio ulna

dell’arto superiore è costituito dall’omero nel braccio, da e

dalle ossa carpali ossa metacarpali

nell’avambraccio, nel carpo, dalle

e dalle falangi nella mano.

CINGOLO TORACICO

I movimenti della clavicola e della scapola posizionano l’articolazione

della spalla e forniscono una base per il movimento del braccio. Quan-

do l’articolazione della spalla è in posizione, i muscoli che originano dal

cingolo toracico aiutano a muovere l’arto superiore. Nei punti di inser-

zione dei muscoli più voluminosi e robusti si formano creste e rilievi ossei.

Altre caratteristiche dell’osso, come solchi o i fori, indicano la posizione

di nervi o vasi sanguigni che controllano i muscoli e nutrono muscoli e

ossa.

CLAVICOLA clavicola

La connette il cingolo to-

racico allo scheletro assile. Fa da

supporto alla spalla, trasferendo par-

te del peso dall’arto superiore allo

scheletro assile. È un osso a forma si S

che origina a livello del margine

cranio- laterale del manubrio dello

sterno, lateralmente all’incisura giu-

Dall’estremità sternale,

gulare. di

forma piramidale, la clavicola piega

lateralmente e dorsalmente fino ad

articolarsi con l’acromion della sca-

L’estremità acromiale

pola. è più vo-

luminosa e appiattita a quella ster-

tubercolo conoide

nale. Il si trova sul-

la superficie inferiore dell’estremità

tuberosità costale

acromiale, e la si

trova all’estremità acromiale, e la

tuberosità costale si trova all’estremità sternale. Sono entrambi punti di inserzione dei legamenti

della spalla.

SCAPOLA

corpo della scapola

Il ha la forma di un ampio triango-

lo che presenta diverse tracce di superficie che riflet-

tono l’inserzione di muscoli, tendini e legamenti. I tre lati

margini superiori, mediale

del triangolo costituiscono i

vertebrale, e laterale o ascellare.

o I muscoli che man-

tengono la scapola in posizione si inseriscono lungo

superio-

questi lati. Gli angoli del triangolo sono definiti

re, inferiore e laterale. L’angolo laterale forma un este-

cavità glenoi-

so processo che contiene la concava

dea a livello della quale la scapola si articola con

l’estremità prossimale dell’omero, l’osso del braccio,

18

nell’articolazione della spalla, articolazione gleno- omerale.

nota come anche L’angolo laterale è

collo fossa sottoscapolare

separato dal corpo della scapola per mezzo di un rotondeggiante. La

rappresenta la faccia anteriore della scapola.

processo coracoideo,

Il processo anteriore, più piccolo, è il che si proietta anteriormente e leg-

bicipite brachiale,

germente di lato e funge da sito di inserzione per un capo del anteriore del

L’incisura soprascapolare

braccio. si trova alla base del processo coracoideo. L’acromion, il pro-

cesso posteriore più voluminoso, si proietta in avanti formando un angolo di 90° con l’estremità la-

spina della scapola, muscolo trapezio

terale della e rappresenta uno dei punti di origine del del

acromio- clavicolare.

dorso. L’acromion si articola con la clavicola nell’articolazione La maggior

parte della superficie della scapola costituisce un sito di inserzione di muscoli in grado di orientare

la spalla e il braccio.

L’acromion si continua

della sca-

con la spina

pola rilievo che attra-

versa il corpo della

scapola prima di termi-

nare a livello del mar-

gine mediale. La spina

della scapola divide la

superficie posteriore

convessa del corpo in

due regioni: l’area che

si estende al di sopra

della spina costituisce

fossa sopraspinata;

la

l’area posta inferior-

fos-

mente alla spina la

sa infraspinata.

PARTE LIBERA DELL’ARTO SUPERIORE

OMERO L’omero è l’osso prossimale dell’arto superiore. La porzione

superiore mediale dell’epifisi prossimale è liscia e rotondeg-

testa

giante e rappresenta la dell’omero, che si articola con

la scapola a livello della cavità glenoidea. Il margine laterale

tubercolo maggiore

dell’epifisi presenta una sporgenza, il

dell’omero, che forma il margine laterale della spalla. Il tu-

bercolo maggiore presenta tre impressioni lisce e piatte per

mu-

l’inserzione di tre muscoli che originano sulla scapola: il

scolo sopraspinato muscolo infra-

sull’impressione superiore, il

spinato muscolo piccolo rotondo

sull’intermedia e il sull’infe-

tubercolo minore

riore. Il si trova sulla superficie anteriore e

mediale dell’epifisi prossimale e costituisce il sito di inserzione

sottoscapolare.

di un altro muscolo della scapola, il Il tuber-

solco

colo minore ed il tubercolo maggiore sono separati dal

intertubercolare. collo anatomico,

Il una posizione ristretta si-

tuata subito al di sotto della testa dell’omero, segna il limite

distale della capsula articolare dell’articolazione della spalla.

collo chirur-

In posizione distale rispetto ai tubercoli, il sottile

gico corrisponde alla metafisi dell’osso in via di accrescimen-

tube-

to. In sezione, il corpo dell’omero è rotondeggiante. La

rosità deltoidea si trova lungo il margine laterale del corpo

oltre la metà della sua lunghezza.

19

condilo

Il articolare domina la superficie distale inferiore dell’omero. La

troclea è in posizione mediale, ha la forma di una puleggia e si articola

troclea

con l’ulna, l’osso mediale dell’avambraccio. La si estende dalla

coronoidea fossa olecrani-

base della fossa della faccia anteriore, alla

ca della faccia posteriore, depressioni che accolgono processi corri-

spondenti dell’ulna quando il gomito compie la flessione massima o

Il capitello,

l’estensione massima, rispettivamente. rotondeggiante, for-

ma la superficie laterale del condilo e si articola con la testa del radio,

La fossa radiale

l’osso laterale dell’avambraccio. situata al di sopra del

condilo, poco profonda, accoglie una piccola sporgenza dalla testa

del radio durante la flessione dell’avambraccio. Sulla faccia posteriore,

solco radiale

il corre lungo il margine posteriore della tuberosità deltoi-

epicondili

dea. Gli sono processi che si sviluppano prossimalmente ad

un’articolazione e forniscono superfici aggiuntive per le inserzioni mu-

epicondili mediali e laterali

scolari. Gli si proiettano dai lati dell’epifisi di-

stale dell’omero fino all’articolazione del gomito.

ULNA radio

L’ulna e il sono segmenti scheletrici paralleli che sostengono

l’avambraccio. L’olecrano dell’ulna costituisce la sporgenza del gomito

l’incisura trocleare

e sulla superficie anteriore, sia articola con la troclea

dell’omero. L’olecrano forma il labbro superiore dell’incisura trocleare,

processo

e il processo coronoideo il labbro inferiore. Lateralmente al

coronoideo, incisura radiale

la levigata accoglie la testa del radio

nell’articolazione radio- ulnare prossimale. Una membrana fibrosa, la

membrana interossea antebrachiale, unisce il margine laterale

dell’ulna al margine laterale dell’ulna al margine mediale del radio, e

fornisce un’ulteriore area di inserzione muscolare. Distalmente, il corpo

testa dell’ulna,

dell’ulna si assottiglia prima di terminare nella di forma

processo stiloi-

discoidale, il cui margine posteriore dà origine a breve

deo. L’articolazione radio- ulnare distale si trova vicino al margine late-

rale della testa dell’ulna. L’articolazione del gomito è una stabile artico-

lazione bipartita che funziona come un cardine. La maggior parte della

stabilità è fornita dall’incastro tra la troclea omerale e l’incisura troclea-

re dell’ulna nell’articolazione omero-ulnare. L’altra parte

dell’articolazione è l’articolazione omero-radiale, cui partecipano il

condilo dell’omero e la superficie superiore appiattita della testa del

radio.

RADIO testa

Il radio è l’osso laterale dell’avambraccio. La del radio, a forma

collo

di disco, si articola con il capitello dell’omero. Un sottile si esten-

tuberosità radiale,

de dalla testa del radio ad una prominente che

costituisce il sito di inserzione del muscolo bicipite brachiale, il quale

flette il gomito portando l’avambraccio verso il braccio. Il corpo del

l’estremità distale

radio si incurva lungo il suo asse longitudinale, e è

notevolmente più voluminosa rispetto all’estremità distale dell’ulna. Il

processo stiloide presente sulla superficie laterale dell’estremità distale

partecipa alla stabilizzazione dell’articolazione.

La superficie mediale dell’estremità distale si articola con la testa

dell’incisura ulnare del radio,

dell’ulna a livello formando

l’articolazione radio-ulnare distale. L’articolazione radio-ulnare prossi-

male permette la rotazione mediale o laterale della testa del radio.

20 OSSA DEL CARPO

ossa carpali ossa carpali prossima-

Le del polso o carpo sono disposte su due file: quattro nella fila

le ossa carpali distale. scafoide, semiulnare, piramidale e

e quattro nella fila Sono prossimali le ossa

pisiforme. ossa trapezio, trapezoide, capitato e uncinato.

Sono distali le

OSSA PROSSIMALI DEL CARPO

scafoide

L’osso è localizzato sul margine laterale

del polso, vicino al processo stiloideo del radio.

semiulnare

L’osso a forma di virgola si trova me-

dialmente all’osso scafoide e, come quest’ultimo,

si articola con il radio

piramidale

L’osso è mediale rispetto al semiulna-

re. Ha la forma di una piccola piramide e si arti-

cola con la cartilagine che separa la testa

dell’ulna dal polso.

piccolo osso pisiforme

Il a forma di pisello si trova

anteriormente al piramidale, ed è il più mediale di tutte le altre ossa del carpo, sia della fila

prossimale che della fila distale.

OSSA DISTALI DEL CARPO

trapezio

Il è l’osso laterale della fila distale e forma un’articolazione prossimale con lo sca-

foide. trapezoide

L’osso a forma di cuneo si trova medialmente al trapezio ed è il più piccolo osso

distale.

capitato

L’osso è l’osso più voluminoso

del carpo. Si trova tra le ossa trapezoide

e uncinato.

uncinato

L’osso ha la forma di uncino ed

è l’osso distale mediale del carpo.

OSSA METACARPALI E FALANGI

ossa metacarpali

Cinque si articolano con le os-

sa della fila distale del carpo e costituiscono lo

scheletro del palmo della mano. Ciascun osso

metacarpale ha una larga base prossimale

concava, un piccolo corpo e una testa distale.

Distalmente, le ossa metacarpali si articolano

falangi.

con le ossa delle dita, o Esistono 14 fa-

pollice

langi in ciascuna mano. Il ha due falan-

gi.

21


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

31

PESO

974.78 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (ASTI - AOSTA - CUNEO - ORBASSANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _MorphinE_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Struttura, morfologia e funzionamento del corpo umano I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Sassoè Pognetto Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in infermieristica (asti - aosta - cuneo - orbassano - torino)

Farmacologia - Appunti
Appunto
Microbiologia
Appunto
Sistema cardiocircolatorio
Appunto
1: Sistema nervoso
Appunto