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loro esperienze personali. Queste variazioni contribuiscono a marcare la singolarità di

ogni opera appartenente a questo genere la cui longevità si deve anche alla

mescolanza di reale e fantastico. Nella seconda metà del secolo, però il suo

avanzamento fu contrastato dalla nascita della novela pastorile e della novela

picaresca.

La novela pastorale è scritta da autori che sentivano un profondo fascino nei confronti

della naturalezza. Il personaggio più adatto a questo contesto era sicuramente il

pastore che spontaneamente era poeta e musicista e che amava raccontare i suoi

amori.

Le novelas e i racconti moriscos nacquero in Spagna, cioè nell’unico posto

dell’Occidente in cui i musulmani e i cristiani coabitarono per secoli. Questi generi

evocano la vita della frontiera fra il regno dei cristiani e quello dei musulmani che

cesserà di esistere nel 1492 con la conquista di Granada da parte dei cristiani.

L’opera che fonda il genere picaresco è ‘’Il Lazarillo de Tormes’’. È un testo breve in

prosa, organizzato come se fosse una lettera in prima persona, in cui il narratore e il

personaggio sono un’unica persona. La lettera scritta da Lazaro de Tormes è in

risposta ad un'altra lettera anonima che chiedeva informazioni a Lazaro per poter

svolgere delle indagini riguardo ai pettegolezzi che giravano per Toledo e che

riguardavano il prete di Toledo e la moglie di Lazaro. Lazaro racconta la sua vita dalla

nascita fino ad allora ed è un racconto del disonore a differenza delle novelas di

cavalleria che sono un itinerario dell’onore. È un’opera anonima e nonostante l’autore

dichiara di non essere andato a scuola, è scritta per bene. Non ci sono manoscritti

conservati, solo edizioni stampate. L’edizione madre del libro è andata persa mentre le

4 successive, che sono state conservate, risalgono al 1554 e sono di Burgos, di Alcalà

de Henares , di Amberes e di Medina del Campo. L’edizione di Medina del Campo è

stata trovata in Extremadura in un armadio nella parete in cui c’erano tanti libri proibiti

dall’Inquisizione. La prima lista dei libri proibiti in Spagna risale al 1559, è di Valdes e

includeva i libri che potevano rappresentare un pericolo per la fede cattolica. L’

inclusione del Lazarillo in questa lista fa si che non si editi per molto tempo fino al

1573 che diventa un best seller e apre le porte al genere picaresco caratterizzato da

lunghi testi a differenza di esso stesso che è breve. Lazaro inizia a raccontare di se

stesso dalla nascita, e spiega che il suo nome è dato dal fiume presso cui è nato cioè il

Tormes. Suo padre era un mulinatore, non ha una casa propria, e ogni tanto rubava la

farina ( la figura del mulinatore rapinatore così come quella del cieco e del bambino fa

parte del folklore). Il padre muore per un’impresa guerriera e allora la madre lo porta

in città dove conosce un negro da cui ha un altro bambino. La madre affida Lazaro ad

un cieco che lo educa alla furbizia e alla violenza, gli fa patire la fame e insieme

decidono di andare via da Salamanca. Lazaro riuscirà a liberarsi del cieco e si avvicina

ad un prete ingordo che farà patire di nuovo la fame a Lazaro, il quale riesce a trovare

un modo per cibarsi del suo pane ma quando il prete lo scopre lo picchia, gli fa un

taglio in fronte e lo manda via. Il terzo padrone di Lazaro è uno scudiero che però è più

povero di Lazaro per cui lo abbandona lasciando Lazaro da solo. Da qui in poi, Lazaro

cambia altri padroni fino a quando si sposta a Toledo dove incontra un prete che gli da

un asino per prendere l’acqua potabile e venderla in città. Lo stesso prete gli offre

anche un matrimonio, una casa e il lavoro da boia. Tutto ciò gli procura un

miglioramento della sua vita ma non totale a causa dell’accusa che viene fatta a sua

moglie e quindi la stabilità, la tranquillità, il trionfo di Lazaro non è mai completo ma

parziale.

‘’Il Lazarillo de Tormes’’ è un’opera rivoluzionaria sia per la forma che per il contenuto,

essa crea l’antieroe e solleva la questione sull’onore: è quello trasmesso dalla famiglia

o quello conquistato da solo?

15/03/18

Il teatro spagnolo si divide in teatro vecchio e teatro nuovo. Il teatro vecchio era per i

nobili e gli ecclesiastici, disponeva di un linguaggio colto ed era rappresentato nelle

chiese o nei palazzi. Di questo tipo di teatro ci sono arrivate solo poche testimonianze

dato che originariamente era un tipo di letteratura solo orale. Le poche testimonianze

rimaste sono di Juan del Encina, Torres Naharro, Gil Vicente e Lucas Fernández.

Encina, Naharro e Fernández erano spagnoli e studiarono in Salamanca. Gil Vicente

era un musicista portoghese che scrisse 8 pezzi in castigliano su 44 portoghesi. Essi

vengono a contatto con il teatro perché diventano i signori della Casa d’Alba di Tormes

che attrae poeti che scrivono poesia drammatica e infatti il teatro spagnolo è

generalmente scritto in versi. Sia Juan del Encina che Naharro vengono a Roma spinti

dai loro interessi ecclesiastici ed entrambi divennero sacerdoti.

Il teatro di Juan del Encina è raccolto nel suo ‘’Cancionero’’ del 1496. Il suo teatro ha a

che fare con la poesia regliosa dell’epoca ma egli scrive anche teatro profano come ad

esempio ‘’L’ecloga del trionfo dell’amore’’ in cui i protagonisti sono pastori rustici,

hanno un linguaggio basso e c’è un’introspezione amorosa con un conflitto interiore.

L’ecloga ‘’Plácida y Vitoriano’’, rappresentata a Roma nel palazzo di un cardinale

spagnolo, apre le porte alla futura commedia mostrando l’importanza fondamentale

della coppia come protagonista nel teatro moderno e introducendo il monologo

introspettivo.

Gil Vicente nonstante fosse portoghese scrisse teatro religioso in castigliano e ‘’El Auto

de la sibilia Cardona’’ è un’opera maestra del teatro religioso castigliano e una delle

più belle creazioni della letteratura mariana.

Lucas Fernández ha scritto molte più opere religiose di Encina e la più importante è

sicuramente ‘’L’Auto della Passione’’ che si celebrava in occasione della Pasqua.

Bartolomé Torres Naharro è il vero padre del teatro spagnolo da cui prendono

ispirazione i migliori autori teatrali del XVII secolo. Del teatro religioso fa parte il suo

‘’Dialogo del nacimiento’’ in cui c’è un elogio alla grandezza militare della Spagna e la

vocazione religiosa appare sono negli ultimi versi con una specie di sermone sul

demonio, la Trinità e la morte di Gesù. Scrisse la maggior parte delle sue opere in Italia

e l’edizione prima di Naharro è napoletana. Tutte le sue opere sono raggruppate in un

unico volume intitolato ‘’Propalladia’’, pubblicato a Napoli da un editore che si

chiamava Jan Pasqueto e che aveva la sua stamperia nella chiesa dell’Annunziata. È la

prima collezione del teatro del siglo de oro ed era indirizzata all’intrattenimento

dell’esercito e del clero. Nella raccolta, Naharro scrive una dedicatoria a Fernando de

Avalos cioè il figlio di una famiglia importante ispano-napoletana che si stablisce nella

seconda metà del XV secolo, quando Alfonso il Magnanimo possedeva Ischia. Fernando

si sposa con Vittoria Colonna cioè la figlia del condottiero di cui Naharro stava a

servizio e quindi ‘’La propalladia’’ diventa un’arte per l’élite militare-nobiliare. In

questa raccolta c’è un prologo che è il primo manifesto del teatro spagnolo (1517), il

secondo lo scrive Lope de Vega circa 80 anni più tardi (1607) e poi Cervantes nel 1613

o 1615. Nel prologo è visibile la sua formazione umanista e divide le commedie in:

comedias a noticia basate sulla storia e comedias a fantasia basate sulla finzione. Le

comedias a noticia propongono uno spirito critico della realtà quotidiana,mentre le

comedias a fantasia hanno un trama amorosa che si sviluppa su due coppie: una

nobiliare e un’altra di servitori e questo tipo di commedia è quella che influenzerà di

più Lope de Vega che darà vita alla commedia nuova. Le commedie di Naharro hanno

un prologo recitato da un personaggio rustico che parla una lingua quasi

incomprensibile e che non fa parte dei personaggi, sono lunghe, sono divise in 5 atti,

hanno varie interruzioni e circa 6-7 personaggi fra cui il padre nobile, il servitore

sleale, la serva ma non l’intermediaria.

‘’La tinelaria’’ è ambientata nel palazzo di Carvajal, uno dei cardinali più famosi, e il

tema è la rappresentazione degli ambienti cardinali più bassi come ad esempio la

mensa, è scritta in un linguaggio basso, è comica ma è anche critica perché mostra la

corruzione del mondo cardinale. ‘’La soldadesca’’ come

‘’La tinelaria’’ è ambientata a Roma e presenta l’esercito con i suoi vari problemi, parla

dell’odio fra gli italiani e gli spagnoli e fa delle riflessioni sui ricchi e i poveri. Un’altra

opera ambientata a Roma è ‘’Trophea’’ in cui è rappresentata la sfilata dell’esercito

portoghese davanti al Papa a Roma. Fra le commedia di tema amoroso troviamo

invece, ‘’L’Aquilana’’ , ‘’Jacinta’’ e ‘’Imenea’’ quest’ultima scritta a Napoli e ambientata

nella piazza dove prima c’erano le selle per cavalcare.

Questi autori rappresentano la prima parte del teatro spagnolo, una sorta di teatro

sperimentale, mentre, la seconda parte inizia nei primi anni del XVII secolo ed è

rappresentato da autori come Cervantes, Lope, Tirso e Calderón.

16/03/18

La maggior parte delle opere della seconda metà del XVI secolo sono andate perse

ma si può comunque tracciare un percorso di cambiamento che porta poi allo sviluppo

del teatro del XVII secolo rappresentato da autori come Cervantes, Lope, Tirso e

Calderón. In primo luogo c’è una trasformazione della rappresentazione dello

spettacolo marcata dalla nascita di un pubblico semrpe più vasto, dall’apparizione di

attori professionali organizzati in compagnie e da una costruzione di sale teatrali

permanenti all’interno dei corrales. In secondo luogo c’è un ampliamento costante del

repertorio teatrale che si diversifica in funzione della domanda di un pubblico sempre

più vasto. I drammaturghi del rinascimento come Encina, Gil Vicente e Torres Naharro

si indirizzavano a circoli ristretti composti da aristocratici o clerici che nella seconda

metà del XVI secolo furono sostituiti da un pubblico essenzialmente urbano, infatti , le

rappresentazioni teatrali avvenivano soprattutto nelle due capitali economiche

spagnole: Valencia e Sevilla. A questa evoluzione corrisponde la nascita di una serie di

figure professionali legate al teatro come ad esempio gli attori e i direttori di

compagnie teatrali. Per molto tempo, il teatro castigliano si rappresentò nelle sale o

nei giardini dei mercenari se erano rappresentazioni private o all’aria aperta se erano

rappresentazioni pubbliche. Con la nascita dei corrales situati nel patio interiore di una

casa, il teatro profano dispone di luogo più adatto per la sua rappresentazione. Il

teatro spagnolo del XVI secolo aveva anche una funzione sociale, infatti, ciò che si

guadagnava dalle rappresentazioni teatrali veniva usato per finanziare gli ospedali. Il

teatro religioso, invece, non presenta grosse differenze rispetto a quello della prima

metà del secolo e il tema centrale era sempre la celebrazione del Corpus Christi che fu

argomento di riflessione contemporaneo anche per il Concilio di Trento.

Lope de Vega è poco più giovane di Cervantes, nasce a Madrid nel 1562, studia

all’università di Alcalà e sta al servizio di vari personaggi importanti. È uno studioso

brillante ed è il tipico spagnolo valido perché partecipa alla conquista delle Azzorre che

formano parte del regno del Portogallo e al suo ritorno a Madrid conosce un’ attrice

che si chiama Elena Osorio e che sarà la sua femme fatale (nel teatro spagnolo del

XVII secolo le donne potevano già recitare e le opere teatrali erano scritte

appositamente per loro). Nel 1587 scrive alcuni testi ingiuriosi contro Elena e per

questo è esiliato da Madrid e Castilla. Successivamente si sposa con Isabel de Urbino e

si arruola nell’Invincible Armada . Durante l’esilio si sposta molto e si stabilisce sia a

Valencia, dove muore la sua sposa e dove Lope apprende molto del teatro e infatti

questi anni diventano decisivi, sia a Toledo per 5 anni al servizio della casa di Alba

come poeta, intellettuale e letterato. Qui pubblica l’ ‘’Arcadia’’ che è un’imitazione di

Sannazzaro . Si sposa di nuovo con Juana de Guardo, ha altre relazioni amorose e tutte

hanno una trascendenza letteraria perché gli dedica poemi e gli cambia i nomi. È un

uomo pieno di dinamismo ed è un fenomeno perché nonostante la sua vita frenetica

ha comunque tempo per scrivere. La sua seconda sposa muore di parto, resta

nuovamente vedovo e allora si ordina sacerdote e pubblica le ‘’Rime sacre’’.

Nonostante ciò si innamorò nuovamente di Marta de Nevares, ha una relazione con lei,

la nomina nelle poesie e gli dedica delle novelas ‘’Las novelas a Marcia Leonarda’’.

Lope pubblica la sua opera maestra quando Marta muore ed è ‘’La Dorotea’’ cioè una

novela dialogata dedicata a Elena Osorio. È un’opera che presenta Elena, la sua

famiglia, se stesso e anche un’intermediaria come accade nella ‘’Celestina’’. La

caratteristica principale di Lope è che c’è sempre una relazione fra ciò che ha vissuto e

ciò che ha narrato sia nelle poesie che nelle novelas e quindi c’è una sorta di

autobiografismo. Usa un linguaggio chiaro, semplice, spontaneo e oltre alla presenza

femminile c’è anche la sua stessa presenza che appare con pseudonimi come ad

esempio Belardo. Scrive ecloghe, poesia religiosa, prosa e soprattutto teatro. Era un

poeta culto, aveva una formazione solida con particolare attenzione alla grammatica

ma l’ impressione è di una scrittura naturale, spontanea.

Nel 1614 Cervantes scrisse ‘’El viaje del Parnaso’’ cioè un viaggio favoloso, allegorico

dei poeti spagnoli che visitano Apollo e in questo viaggio passavano anche per Napoli.

A imitazione di questo viaggio, Lope scrive ‘’El Laurel de Apolo’’ cioè una specie di

antologia poetica in cui vengono giudicati i poeti in voga in quel momento. È un’opera

in versi in cui si alternano in modo più libero rispetto alla lira endecasillabi e settenari.

Questo tipo di composizione è chiamata silvas perché ricorda il modo naturale in cui

crescono gli alberi una selva. Queste opere rappresentano una specie di manuale

bibliografico della poesia dell’epoca che si sviluppa attorno al simbolo mitologico di

Apollo.

Lope scrisse anche romances chiamati romances nuevos e a differenza dei romances

viejos hanno la firma per cui non sono anonimi e vengono chiamati artistici. Questi

romances sono inclusi nelle rimas in cui sono inclusi anche i sonetti. Le prime rimas

risalgono al 1602 mentre le rimas sacras sono del 1612-1614. Lope scrive anche

molte canzoni da cantare alle corti e quasi sempre erano in ottosillabi.

Nel 1613 Cervantes pubblica ‘’Las Novelas Ejemplares’’ cioè novelle corte come quelle

italiane e poco dopo Lope imita Cervantes scrivendo ‘’Las Novelas a Marcia Leonarda’’.

Lope è un grande nemico di Cervantes, lo critica molto anche se Cervantes non

risponde mai in maniera violenta, anzi lo nomina mostro della natura.

La gloria di Lope corrisponde a quella che si è potuta chiamare l’invenzione del teatro

nazionale. La nascita di questo teatro avviene in un terreno già fertile che ha

permesso lo sviluppo della comedia nueva anche se i drammaturghi compreso Lope,

componevano anche l’auto sacramental e l’entremés cioè generi considerati minori.

Con il nome di comedia nueva si indica un’ampia produzione generalmente divisa in

due cicli: quello di Lope e quello di Calderón. Lope scrive ‘’Arte nueva de hacer

comedias’’ in cui spiega qual è la sua idea di opera teatrale e in cosa consiste. L’opera

con i suoi 3 atti e circa 3000 versi era accompagnata da un prologo in versi cioè la loa

che permette all’autore di annunciare il tema della sua opera, un entremés fra il primo

e il secondo atto e un ballo fra il secondo e il terzo atto. Le opere di Lope de Vega sono

formate quindi da 3 atti, da una versificazione polimetrica e dalla presenza di un

criado comico, o gracioso, sua grande invenzione, anche nelle tragedie, e da un

intreccio secondario che spesso si incrocia con il primario.

La genialità di Lope sta nel aver saputo mescolare la drammaturgia alla poesia infatti

lui scrive in versi, gli elementi colti agli elementi popolari e i valori individuali ai valori

collettivi. Oggi giorno si riconoscono circa 400 opere di Vega e la cronologia di esse si

sovrappone alla vita dello scrittore. La sua poetica si potrebbe definire

sociodrammatica in quanto uno degli schemi ricorrenti è quello dell’opposizione fra

città e campo ai quali corrispondono diversi livelli e registri. Al livello superiore del

gruppo urbano generalmente corrisponde una parlata discreta, cortese e poetica,

mentre al livello inferiore dei criados corrisponde una parlata stolta. La coesistenza di

questi due intrecci, di queste due dimensioni si inscrive perfettamente nella struttura

delle opere di Vega che spesso raddoppia le coppie presentandone quindi 4. Queste

caratteristiche ritornano nelle commedie, nelle tragedie e nei racconti di episodi storici

contemporanei. Tra i migliori testi di Lope ci sono delle tragedie dedicate a rivoluzioni

popolari contro la nobiltà come ad esempio ‘’Fuenteovejuna’’ che ha assunto un

valore simbolico della ribellione del popolo che alla domanda ‘’Chi ha ucciso il

signore?’’ risponde ‘’Fuenteovejuna!’’. L’opera più importante di Lope è ‘’Il cavaliere di

Olmedo’’. Quest’opera è basata su un canto popolare ed è una tragicommedia perché

contiene elementi romantici tipici delle commedie di Lope ma allo stesso tempo finisce

con la morte del cavaliere. I personaggi principali sono Don Alonso, Doña Inés, Doña

Leonor, Don Rodrigo, l’intermediaria Fabia e Tello. In quest’opera è interessante anche

la sovrapposizione temporale che c’è fra il momento in cui Inés avrebbe dovuto

sposare Alonso e il momento in cui, invece, le viene data la notizia della sua morte.

19/03/18

Letteratura spirituale e poesia mistica.

Nella seconda metà del XVI secolo ci sono vari tipi di letteratura spirituale scritta in

prosa. Il vertice dal punto di vista estetico e artistico è raggiunto dalla poesia mistica

anch’essa scritta in prosa.

El siglo XVII

Il siglo XVII è un gran secolo letterario, è la culminazione di un processo creativo che

inizia con la ‘’Propalladia’’ e finisce con la morte di Calderón. Questo processo quindi

impiega due secoli che sono chiamati los siglos de oro. Il XVII secolo dal punto di vista

letterario è più maturo e più geniale del XVI. La letteratura spagnola del XVII secolo fa

da modello a tutte le letterature europee e presenta sia rivisitazioni di generi già

esistenti sia nuove creazioni quindi c’è una tendenza ad ammirare, a sfruttare e a

innovare la tradizione. La maggior parte delle grandi opere della letteratura spagnola

sono del XVII secolo: Il Don Quijote, tutte le opere maestre del teatro nuovo, le poesie

di Gongora, ‘’El Buscon’’ dello scrittore politico Francisco de Quevedo, il teatro di Tirso

de Molina e Calderón. Il

trionfo letterario del XVII secolo però non coincide con il trionfo politico perché nel XVII

secolo c’è già un principio di crisi che si sviluppa ed esplode verso la fine del secolo

ma, nonostante ciò, non è un secolo di decadenza, è un secolo di trionfo intellettuale,

artistico e non solo letterario grazie a pittori come Juan Rivera.

In questo periodo il re Carlo II era malato, resiste fino al 1700 ed è l’ultimo re della

dinastia degli Asburgo, infatti, nel XVIII secolo c’è la dinastia dei Borboni. L’apogeo

politico della Spagna si ha con Filippo II che nel 1580 viene dichiarato re di Portogallo

perché il re del Portogallo era morto in una battaglia nel nord Africa e quindi

automaticamente la Spagna si ingrandisce sempre di più. Durante tutto il secolo c’è

solo la dinastia degli Asburgo a partire da Carlo V, che sale al trono nel 1516 quando

muore suo nonno, fino a Carlo II cioè suo tris nipote chiamato ‘’Lo stregato’’. Il XVII

secolo è un secolo d’espansione territoriale ed economica: la Spagna porta

dall’America l’oro e lo diffonde in Europa. In Spagna c’è una mentalità tradizionalista

che impedisce che ci sia un’adeguazione sociale alle circostanze storiche e politiche

del paese, infatti, la struttura sociale continua ad essere tradizionale, cavalleresca e

non c’è nessuna classe borghese che prevale come accade in Francia o nei Paesi Bassi,

quindi lo sviluppo economico non va parallelo allo sviluppo militare e culturale. La

monarchia che nel XVI secolo è molto potente, approfitta del sistema instaurato dai re

cattolici per creare una classe di letrados cioè gente formata nelle università che

dirigono l’amministrazione al cui capo poi c’è il re. La nobiltà ha un ruolo importante

ma non dal punto di vista politico perché la monarchia era appoggiata alla classe dei

letrados che è interclassista. Questo sistema inizia a sgretolarsi nel XVII secolo,

quando diminuisce l’importanza della monarchia e del re perché il re non vuole o non

può occuparsi di politica e quindi nomina un privado (un primo ministro) che si

appoggia alla propria fazione nobiliare iniziando così a creare i primi partiti politici e

questo accade con Carlos II, Felipe III e Felipe IV. Con Felipe III abbiamo un privado

molto colto cioè il Duca de Yerma che porta poi anche ai suoi parenti ad occupare posti

privilegiati. I letrados in questo secolo quindi, rispetto al XVI, hanno meno valore,

meno autorità,e tutto ciò influisce sulla popolazione perché nessuno vuole fare i lavori

manuali o pagare le tasse ma tutti tendono a sposarsi con i nobili e quindi diventare

nobili. In tutto ciò alcuni grandi artisti dipendono dai nobili e dal mecenatismo ,altri

invece, sono indipendenti perché economicamente autosufficienti come ad esempio i

mistici, oppure Gongora. È

una società che poco a poco perde il dinamismo, presenta tratti di razzismo nei

confronti dei cristianos nuevos considerati non puri di sangue e la questione della

purezza di sangue è uno dei temi che appare più frequentemente nel teatro, dove gli

agricoltori ricchi sostengono di essere puri di sangue per cui hanno il diritto ad un

riconoscimento sociale. La Spagna è il primo paese del mondo con una cultura di

massa indirizzata alle masse e nel XVII secolo ha una politica culturale molto intensa

la cui manifestazione più evidente è il teatro, il cui pubblico è interclassista. Il teatro

del XVII secolo si rappresenta nei corrales, con un palco non molto alto e circondato

dal pubblico su tutti i 4 lati. Il teatro all’interno di spazi chiusi era un teatro cortigiano

cioè destinato al re e all’aristocrazia e infatti Felipe IV che era molto attaccato al

teatro, nel 1634 si fa costruire un palazzo in cui si riposava e in cui assisteva alle

rappresentazioni teatrali. La politica culturale era svolta anche dalle Accademie in cui

c’erano molti intercambi fra le varie arti come la poesia, la scienza, la pittura e c’è una

specie di attenzione alle arti molto moderna.

22/03/18

Tirso de Molina nasce a Madrid nel 1579. Nel 1600 entra nell’ordine dei mercenari per

cui si sposta molto fra Madrid, Sevilla e Santo Domingo. Tirso è un frate molto onesto

che però si dedica alla scrittura del teatro profano e ciò non era possibile per una

persona del clero. Ha una vita travagliata e ciò si riflette nella vita del personaggio di

‘’El burlador de Sevilla’’ composto prima del 1620. Tirso come Lope scrive molto

velocemente e quindi riesce a scrivere circa 400 opere e 6 auto sacramentali anche se

delle 400 opere oggi ci restano circa un’ottantina. Tirso ammira molto il suo maestro

cioè Lope anche se rispetto a lui, Tirso indaga di più sull’interiorità dei personaggi e

infatti apre il cammino a Calderón. Fra le sue opere più importanti ricordiamo la

miscellanea ‘’Los cigarrales de Toledo’’ , ‘’La venganza de Tamar’’ , ‘’El burlador de

Sevilla’’ e ‘’El condenado por desconfiado’’.

La ‘’La venganza de Tamar’’ è un’opera a cui si ispira Calderón ed in cui è visibile la

sua ricerca di equilibrio fra perdono e castigo, amore e incesto e soprattutto all’amore,

Tirso da uno spazio talmente grande quasi da far scomparire la tragicità della tragedia.

‘’El condenado por desconfiado’’ è un’opera ambientata a Napoli e narra la storia di un

eremita condannato perché non accetta la misericordia di Dio quindi non si fida di Dio.

‘’El burlador de Sevilla’’ è un dramma che inizia in medias-res in una stanza buia in cui

sono lui e Isabela che si salutano dopo un incontro d’amore durante il quale Don Juan

si finge di essere il fidanzato di Isabela e le chiede la mano che è uno dei simboli di

tutta l’opera. Un altro elemento fondamentale di tutta l’opera è il travestimento, il

cambio di identità cioè la burla. Don Juan si diverte a ingannare sia le donne nobili che

le villane e infatti nell’opera sono raccontate 4 burle alternate. Il testo inizia a Napoli

cioè la capitale orientale del regno e finisce a Sevilla cioè la capitale occidentale.

L’opera inizia a Napoli perché Don Juan raggiunge lo zio a causa di problemi con la

giustizia e questo antefatto però non viene raccontato ma lo si capisce nel corso della

storia. Don Juan è sempre accompagnato da un criado grazioso come quello di Lope,

ma in questo caso single, che lo avverte dei pericoli ai quali va incontro e funge da


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DESCRIZIONE APPUNTO

I secoli d'oro della Spagna. Contesto storico e autori del XVI e XVII secolo.
Cancioneros;
Romanceros;
Garcilaso de la Vega: Sonetto di Dafne + canzone III e V;
La prosa: Il lazarillo di Tormes;
Teatro vecchio: Gil Vicente, Juan del Encina, Lucas Fernández, Torres Naharro: La Propalladia, La Soldadesca, La Tinelaria, Trophea;
Teatro nuovo:
Lope de Vega con le relative opere più importanti;
Tirso de Molina: El Burlador de Sevilla;
Calderón: La vida es sueño
Cervantes con le relative opere più importanti;
Il Don Quijote.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, letterature e culture dell'Europa e delle Americhe
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ulisse1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Sanchez Garcia Encarnacion.

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