Che materia stai cercando?

I parte dell'esame Istituzioni di diritto pubblico, prof. Zammartino (solo Carretti, no sorrentino) Appunti scolastici Premium

Prima parte dell'esame di istituzioni di diritto pubblico con il prof. Zammartino, sulla base di appunti personali e del manuale "Diritto costituzionale e pubblico" (Carretti-De Siervo).

Argomenti:
- caratteri fondamentali del fenomeno giuridico
- forme di stato
- forme di governo
- stato costituzionale
- dallo statuto albertino alla costituzione del 1948
-... Vedi di più

Esame di Istituzioni di diritto pubblico docente Prof. F. Zammartino

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Composizione Assemblea Costituente DC + PSIUP + PCI

(“intesa istituzionale” – ¾ dei consensi)

espressione delle 3 grandi correnti ideologiche: cattolica, laico-liberale e marxista.

Difficoltà per la creazione di un progetto comune Commissione per la Costituzione (o

Commissione dei 75), che propose un progetto approvato col 90% dei voti.

COSTITUZIONE REPUBBLICANA

La nostra Costituzione è entrata in vigore il 1 gennaio 1948 ed è formata da

139 articoli + 18 disposizioni transitorie e finali.

Può essere divisa in 4 parti:

I – Principi fondamentali (1-12)

II- Diritti e doveri dei cittadini (13 - 54)

III – Ordinamento della Repubblica (55 -139)

IV – Disposizioni transitorie e finali (I-XVIII)

Essa è lunga (in quanto i suoi contenuti non si limitano solo ad affrontare materie generali, ma

anche il loro effettivo svolgimento “ razionalizzazione”) e rigida (in quanto richiede un

procedimento aggravato per la sua modifica Art. 138 e 139)

Inoltre è pluralista (Art. 2, 5, 8, 18, 49) nel senso più ampio del termine, lavorista (Art. 4),

solidarista (Art. 3) e internazionalista (Art. 10-11).

Prevede una forma di governo parlamentare a bicameralismo perfetto e uno Stato

regionale (Art. 5) . Come cita l’Art. 139, la forma Repubblicana non è oggetto di

revisione costituzionale.

//Caratteri fondamentali://

principio della sovranità popolare come nuova fonte di legittimazione del

• potere: →

Art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della

Costituzione.”

Organi costituzionali = Organi che esercitano la sovranità, in quanto popolo (Corpo

elettorale) o in quanto organi rappresentativi del

popolo (Parlamento – Presidente della Repubblica –

Governo – Corte Costituzionale)

Gli organi costituzionali sono anche: →

- organi titolari di indirizzo politico determinano gli obiettivi della politica nazionale

→ costituzionale

- organi necessari indispensabili al corretto funzionamento del sistema

- organi indefettibili non possono essere sostituiti nell’esercizio delle loro funzioni (pena

rottura della Costituzione)

Da non confondere con gli organi costituzionali sono gli altri

organi di rilievo costituzionale, che sono:

- Consiglio Superiore della Magistratura (CSM);

- Corte dei Conti;

- Consiglio Supremo di Difesa (CSD);

- Consiglio di Stato;

- Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL)

Tutela dei valori comunitari e personalistici ( Costituzione garantista)

Art. 2 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come

singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento

dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

Principio di uguaglianza che lo Stato deve tutelare e garantire.

Art. 3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza

distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e

sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,

che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno

sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori

all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.”

[Il principio di uguaglianza è “formale” nel primo comma e “sostanziale” nel secondo, che si

pone come base di ogni Stato sociale democratico che si rispetti.]

Lavoro come valore sociale primario e promotore dello sviluppo della personalità.

• Art. 4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le

→ condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta,

un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Art. 1 “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro

→ (...)”

Tutela delle libertà collettive e apertura verso i valori del pluralismo .

- Pluralismo religioso:

Art. 8 “

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri

statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

(...)”

- Pluralismo istituzionale

(Regioni, Province, comuni, trattati internazionali)

- Pluralismo sociale

(libertà associative + attribuzione di poteri ad alcune essenziali formazioni sociali, come la

famiglia, le comunità locali, i partiti, i sindacati, le confessioni religiose…)

Internazionalismo e pacifismo

Art. 10 “ L’ordinamento italiano si conforma alle norme del diritto internazionale

→ generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei

trattati internazionali.

(…)”

Art. 11 “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberà degli altri popoli e

come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con

gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri

la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali

rivolte a tale scopo.”

Sulla base di questi principi, l’Italia è entrata a far parte dell’ONU ed è stata uno dei Paesi

fondatori delle Comunità europee che poi sarebbero state unite nell’Unione Europea.

//

“Costituzione economica” parte della Costituzione che si occupa:

- dei rapporti di lavoro,

-della disciplina dei diritti di proprietà e di libera iniziativa economica,

- della disciplina dell’intervento diretto dello Stato nell’economia.

(** Cap. 15**)

//

La Costituzione prevede un modello organizzativo basato su un sistema di “pesi e

contrappesi”:

Democrazia rappresentativa

(il corpo elettorale seleziona la classe politica)

+

Istituti di democrazia diretta

(referendum abrogativo e iniziativa legislativa popolare)

Sistema politico centrale

• +

Forti autonomie locali

(con la legge costituzionale n.3 del 2001, le Province, i Comuni e le Città metropolitane

trovano per la loro autonomia statutaria, regolamentare e amministrativa un diretto

fondamento nella Costituzione, così come le Regioni per la loro autonomia legislativa e

amministrativa)

Autonomia del potere giudiziario rispetto all’Esecutivo e al Parlamento per un

• imparziale esercizio delle funzioni.

(viene infatti gestito dal Consiglio Superiore della Magistratura)

Corte Costituzionale garanzia del rispetto della legalità costituzionale

(giudica la legittimità costituzionale delle leggi dello Stato e delle Regioni / risolve i conflitti

di attribuzione tra gli organi supremi dello Stato o tra lo Stato e le Regioni / giudica le

eventuali responsabilità penali del Presidente della Repubblica)

[Sistema di giustizia costituzionale]

La forma di governo parlamentare è razionalizzata e parzialmente corretta dalla

• previsione di alcuni poteri, incidenti sull’esercizio del Parlamento, affidati ad altri

organi costituzionali per dare un freno alle degenerazioni del parlamentarismo.

(frantumazione del sistema politico)

//

Dal 1948 a oggi, la Costituzione ha subito alcune modifiche sia relative a singole disposizioni che

a interi Titoli, soprattutto a partire dagli anni ‘90. Tuttavia, tali modifiche non sono state così vaste

e profonde da alterare l’ordinamento costituzionale della Repubblica e il funzionamento delle sue

istituzioni.

Ci sono stati due tentativi di ottenere questo risultato: nel 2005 e nel 2016.

Entrambi i procedimenti di revisione costituzionale non ottennero approvazione nei

referendum costituzionali.

Essi avrebbero inciso sì sulla forma di Stato, ma in modo particolare sulla forma di governo.

2005 rafforzare il ruolo del Presidente del Consiglio

2016 eliminare il bicameralismo perfetto rendendo il Senato solo indirettamente

rappresentativo

Anche se secondo modalità diverse, entrambi avrebbero ridotto i poteri delle Regioni,

rappresentandole però in Senato.

* Presidenti della Repubblica *

//Enrico De Nicola Luigi Einaudi Giovanni Gronchi Antonio Segni

→ → → →

Giuseppe Saragat Giovanni Leone Sandro Pertini Francesco Cossiga

→ → → →

Oscar Luigi Scalfaro Carlo Azeglio Ciampi Giorgio Napolitano (x2)

→ → →

Sergio Mattarella//

CAP. 5: L’ITALIA E L’UNIONE EUROPEA

Processo di integrazione europeo inizio: anni ‘50 con le 3 “comunità” originarie:

CECA – CEE – EURATOM

(Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio / Comunità Economica Europea / Comunità

Europea dell’Energia Atomica)

obiettivo al di là delle finalità economiche, esse volevano eliminare il rischio della rinascita

di condizioni di conflittualità in Europa

per raggiungere questo scopo, si pensava di partire dalla creazione di un

mercato comune per garantire:

- libera circolazione delle merci, dei capitali e dei lavoratori dipendenti

- diritto di stabilimento dei lavoratori autonomi

- libera prestazione di servizi

Trattato di Bruxelles (1965)

[Unificazione degli esecutivi delle 3 Comunità unica Commissione, unico Consiglio e unico

bilancio.]

Atto Unico Europeo (1986)

eliminazione di gran parte delle barriere alla circolazione di merci, persone e capitali;

• allargamento delle competenze delle istituzioni comunitarie (es. ambiente, ricerca

• scientifica);

potenziamento del ruolo del Parlamento europeo;

• avvio della cooperazione in materia di politica estera.

Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea / TUE) (1992)

Vengono definiti i 3 pilastri su cui reggeva l’UE prima del Trattato di Lisbona:

• 1 – sistema comunitario

2 – cooperazione nella politica estera e di sicurezza (PESC)

3 – cooperazione nella giustizia e negli affari interni (GAI);

Vengono poste le basi per l’introduzione dell’euro e di una Banca centrale europea per

• garantire la stabilità dei prezzi all’interno del mercato unico;

Viene introdotto il Comitato delle Regioni e delle autonomie locali, in

• rappresentanza dei governi locali;

principio di sussidiarietà, secondo cui la Comunità può intervenire nei settori che non

• sono di sua esclusiva competenza solo se gli obiettivi previsti non sono sufficientemente

realizzabili dagli Stati membri tutela delle competenze;

Obbligo di rispettare i diritti fondamentali (garantiti dalla Convenzione europea dei

• diritti dell’uomo) e delle libertà fondamentali;

nozione di cittadinanza europea, nel senso che ciascuno Stato membro è tenuto a

• rafforzare i diritti riconosciuti ai cittadini degli altri Stati membri.

Trattato di Amsterdam (1997)

Compiti fondamentali della Comunità- aggiunta dell’ uguaglianza tra uomini e

donne, la protezione delle persone fisiche in ordine alla raccolta e al trattamento dei

dati personali, il diritto d’accesso ai documenti comunitari, una procedura

sanzionatoria per le violazioni gravi e persistenti dei diritti fondamentali;

Estensione e semplificazione delle procedure attraverso le quali il Parlamento europeo

• partecipa al procedimento legislativo;

Rafforzamento della politica sociale (soprattutto sul tema dell’occupazione)

• Trattato di Nizza (2001)

[modifiche alla forma di governo comunitaria

(nuova composizione del Parlamento e della Commissione + nuova ponderazione dei voti per le

decisioni del Consiglio)

in vista dell’allargamento dell’UE]

Trattato di Atene (2003)

[Trattato di adesione tra i 15 Stati membri e i 10 Stati che entrano a farne parte]

Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa (Roma – 2004)

[di carattere costituente, avrebbe dovuto sostituire tutti i trattati precedenti, rafforzare il ruolo

del Presidente del Consiglio europeo, istituire un Ministro degli Esteri e incorporare la

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Tuttavia, il processo di ratifica ebbe

un esito negativo, soprattutto in Francia e Olanda, dove si tennero due referendum]

Trattato di Lisbona (o di riforma – 2007/in vigore dal 2009)

Comunità Europea Unione Europea

• Abbandono del progetto di una Costituzione

Riforma il TCE (Trattato istitutivo della Comunità Europea Trattato sul funzionamento

• →

dell’Unione Europea) e il TUE (Trattato sull’Unione Europea)

Riconosce ma non allega la Carta dei diritti

• //

- Ma cos’è l’Unione Europea? -

Una Confederazione?

Un’organizzazione internazionale?

Un’embrione di uno Stato fedeale?

Non è l’embrione di uno Stato federale ci sono cessioni di sovranità e un territorio ben definito,

ma manca un popolo che possa dirsi europeo;

Può dirsi organizzazione internazionale, ma presenta caratteristiche mai viste in una semplice

organizzazione, come la moneta unica.

//

Per quanto riguarda l’adeguamento del diritto interno al diritto comunitario, si segnalano

come decisivi:

- il caso Tanja Kreil in Germania

- in Italia, i casi Costa, Simmenthal e Granital.

//

Forma di governo comunitaria composizione, rapporti reciproci e funzioni degli organi a

cui sono affidati i poteri ceduti dagli Stati membri.

Organi di decisione politica:

- Consiglio europeo

- Parlamento europeo

- Commissione europea

- Consiglio dei Ministri europeo

Consiglio europeo:

composto dai Capi di Stato o di Governo;

• formalizzato nel 1986 con l’Atto Unico Europeo;

• definisce gli orientamenti politici generali;

• il Presidente, eletto dal Consiglio stesso, ha un mandato di 2 anni e mezzo.

Parlamento europeo:

a elezione diretta secondo leggi elettorali nazionali;

• in base alla popolazione, a ogni Stato spetta un numero di seggi diverso (numero minimo 6

• – massimo 96);

incide sul contenuto degli atti attraverso la procedura di codecisione

• [la Commissione propone un testo legislativo al Parlamento, che elabora e vota una

relazione sul provvedimento, eventualmente modificandolo. Tale testo verrà proposto in

aula dove sarà approvato o respinto. A questo punto viene inviato al Consiglio. Una legge

viene promulgata solo se Consiglio e Parlamento approvano lo stesso identico testo.] Tutta

via non ha potere legislativo.

gli spetta l’adozione finale del bilancio dell’Unione

• approva le nomine del Presidente della Commissione, dandogli più rilevanza politica

• rispetto agli altri commissari

Commissione europea:

organo esecutivo;

• formato da 38 membri nominati dai Governi degli Stati membri, che hanno un mandato

• di 5 anni e operano in regime di assoluta indipendenza con gli Stati di appartenenza;

Il Presidente viene proposto al Parlamento, cui spetta l’elezione;

• ha poteri di:

• - iniziativa (propone le leggi);

- controllo (che gli Stati membri e i privati si adeguino agli obblighi derivanti

dall’adesione all’UE);

- esecuzione (delle decisioni assunte a livello comunitario + gestione del bilancio);

- sanzionari (nel caso imprese o privati violino gli obblighi di diritto comunitario)

Consiglio dei Ministri:

composto dai Ministri degli Stati membri competenti per le materie di discussione;

• per esercitare le sue funzioni si avvale del Comitato dei rappresentanti permanenti

• (composto da ambasciatori rappresentanti degli Stati membri, che preparano i lavori del

Consiglio).

Alto rappresentante per gli affari esteri e per la politica di sicurezza:

è il Ministro degli Esteri previsto dal trattato costituente, che con il Trattato di Lisbona ha

• assunto questo nome;

ha il compito di guidare la politica estera e di sicurezza comune nella Commissione,

• nel Consiglio europeo e nel Consiglio dei Ministri.

Corte dei conti:

28 membri (uno per Stato);

• gestione finanziaria

Corte di giustizia:

28 membri nominati per 6 anni dai Governi degli Stati membri;

• assicura la legittimità degli atti delle istituzioni dell’UE, verificando che siano

• conformi alle disposizioni dei trattati;

assicura il rispetto del diritto comunitario da parte delle autorità statale e dei privati;

• // →

Poteri normativi comunitari esercitati in 2 atti:

Direttive Regolamenti

[atti che fissano degli obiettivi

normativi [atti normativi che contengono una

che devono essere raggiunti dagli Stati normativa autosufficiente, che non

membri in una determinata materia, richiede altro che la diretta

lasciando questi liberi di scegliere la applicabilità]

disciplina di dettaglio più idonea al loro

conseguimento] Poteri amministrativi: →

l’attuazione del diritto comunitario sul piano amministrativo amministrazioni nazionali

La Commissione europea verifica che tale attuazione sia effettiva attraverso poteri

amministrativi di decisione, controllo, ispezione, sanzione.

In particolare, la Commissione gestisce i Fondi strutturali della Comunità (= risorse destinate

allo sviluppo economico degli Stati membri):

- fondi per la politica agricola (Feoga)

-fondi per lo sviluppo regionale (Fers)

- fondi per la formazione professionale (Fse)

Poteri in campo monetario:

Secondo il Trattato di Maastricht, la moneta unica avrebbe dovuto essere adottata dal 1 gennaio

1999, una volta che gli Stati membri avessero provveduto a ridurre le distanze tra le loro situazioni

economiche.

Ma già nel 1998 sono stati ammessi al sistema 12 dei 15 Paesi allora membri, tra cui l’Italia.

Centro decisionale BCE (Banca Centrale Europea), i cui organi maggiori sono:

- Consiglio Direttivo (decisioni di indirizzo)

- Comitato Esecutivo (attuazione delle decisioni del Consiglio)

- Presidente (nominato tra i membri del Comitato)

Essa può emanare regolamenti che hanno la stessa efficacia (diretta applicabilità) degli atti

normativi emanati dalle altre istituzioni europee e opera in assoluta indipendenza rispetto ai

Governi nazionali e alle istituzioni comunitarie stesse.

Poteri giudiziari Tribunale di Primo Grado + Corte di Giustizia

essi assicurano: →

che gli atti adottati dalle istituzioni comunitarie siano legittimi (= conformi ai trattati)

• ricorso per annullamento; →

il rispetto del diritto comunitario da parte degli Stati membri ricorso per

• infrazione o inadempimento;

un risarcimento del danno a chi abbia subito un pregiudizio dall’attività di un organo

• comunitario.

Potere estero = potere di stipulare accordi internazionali che vincolano al loro rispetto tutti

gli Stati membri (su alcune materie espressamente previste dai trattati).

Il compito di “super ministro” per i settori della politica estera, della sicurezza comune e della

difesa, spetta oggi all’Alto rappresentante.

* Per quanto riguarda i primi due pilastri, PESC (cooperazione nella politica estera e nella

sicurezza e difesa comuni) e GAI (cooperazione nella giustizia e negli affari interni), le

istituzioni comunitarie adottano poteri e procedure decisionali speciali all’unanimità. Tali decisioni

si dividono in:

azioni comuni l’UE interviene direttamente alla soluzione di uno specifico problema;

• →

posizioni comuni gli Stati membri adottano politiche nazionali conformi alla posizione

• comunitaria assunta.*

//

Condizionamenti dell’UE sul sistema costituzionale italiano:

Rafforzamento del ruolo del Governo e parziale alterazione dei suoi rapporti con il

• Parlamento. Infatti, dato che fino a poco tempo fa il Parlamento non era tenuto a sapere

granché degli indirizzi seguiti dal Governo, né poteva esprimersi a sua volta in sede

comunitaria, sono aumentate le spinte per ridefinirne i rapporti.

Una parte significativa del potere estero e ogni scelta di politica economica sono

• vincolate alle decisioni comunitarie (si pensi a tutta la politica monetaria e alla tutela

della libertà di concorrenza, che ha dato il via a un processo di privatizzazione di molte

imprese pubbliche).

In particolare, con la crisi economico-finanziaria che di recente ha investito l’euro, i

condizionamenti da parte dell’UE in quest’ambito sono arrivati a investire anche la

Costituzione.

Intere materie non sono più nella disponibilità del legislatore nazionale, in quanto sono

• passate nelle competenze dell’UE. Ciò vale sia per il Parlamento che per le Regioni

(queste ultime, nei settori materiali, sono chiamate solo a dettare una normativa di

dettaglio, applicazione e adattamento delle norme europee alle realtà regionali).

Sul piano amministrativo, intere attività di programmazione, finanziamento e

• promozione di iniziative di vario genere sono condotte a stretto contatto con le decisioni

degli organi comunitari. →

Legge comunitaria > legge interna Il giudice italiano è obbligato ad applicare la

• norma comunitaria direttamente applicabile e a non applicare la norma italiana, nel caso in

cui la materia della controversia sia disciplinata da entrambe le fonti (criterio

applicazione-non applicazione).

CAP. 6: IL CORPO ELETTORALE

Il corpo elettorale è il primo (o l’ultimo) dei cinque organi costituzionali. Infatti, secondo

l’Art. 2 della Costituzione, la sua volontà rappresenta il principio di legittimazione del

potere degli altri organi dello Stato, che si fanno strumenti attraverso i quali il popolo esercita la

propria sovranità.

Corpo elettorale = “parte attiva del popolo”

(insieme di soggetti in possesso dei requisiti richiesti dalla Costituzione o/e dalla legge per

l’esercizio delle funzioni attraverso le quali si esprime la sovranità popolare)

popolo nel suo complesso = insieme di tutti i cittadini, compresi i non elettori

(questi ultimi, pur non possedendo i requisiti richiesti, sono portatori di interessi che influiscono

sull’esercizio della sovranità)

* Tali nozioni non hanno nulla a che vedere con il concetto di nazione (= patrimonio etnico,

linguistico, culturale e sociale di una determinata collettività)

o di popolazione (= insieme di soggetti – cittadini, stranieri e apolidi – che risiedono in un

determinato momento sul territorio dello Stato)*

* apolide colui che non è in possesso di nessuna cittadinanza*

Il requisito fondamentale per l’esercizio dei diritti connessi alla titolarità della sovranità è il

possesso della cittadinanza status che comprende sia diritti che doveri.

L’acquisto, la perdita e il riacquisto di essa

sono disciplinati dalla legge n.91 del 1992.

Acquisto per nascita: →

Iure sanguinis cittadinanza acquistata dal figlio (anche adottivo) di padre o madre

• in possesso della cittadinanza italiana, qualunque sia il luogo di nascita. Inoltre, il non

cittadino che abbia padre o madre che sono stati cittadini italiani, può acquistarla su

richiesta e se ricorrono alcune condizioni.

Iure soli cittadinanza acquistata da colui che è nato nel territorio nazionale da

• genitori ignoti, apolidi o stranieri, che non hanno quindi ottenuto la cittadinanza.

Acquisto per richiesta:

coniuge – straniero o apolide – di un cittadino o cittadina italiani

• (può avvenire dopo 2 anni di legale residenza in Italia o dopo 3 anni se residente all’estero)

straniero maggiorenne adottato da un cittadino italiano

• coloro che possono vantare un certo periodo di residenza in Italia

Perdita:

per rinunzia

• →

automatica un cittadino svolge funzioni alle dipendenze di uno Stato estero e intende

• conservare tale posizione

Art. 22 Cost. essa non può essere disposta per motivi politici

Riacquisto:

dichiarazione della volontà di riacquistarla + servizio militare / impiego alle

• dipendenze dello Stato italiano;

dichiarazione della volontà di riacquistarla+ residenza nel territorio della Repubblica

• entro 1 anno dalla dichiarazione;

residenza di oltre 1 anno nel territorio della Repubblica (salvo rinunzia entro lo stesso

• termine);

abbandono della dipendenza da uno Stato estero + residenza da almeno 2 anni

• →

legge n.124 del 2006 richiesta da parte di coloro che sono stati cittadini italiani

• residenti nei territori successivamente ceduti alla Repubblica Jugoslava, dai

loro figli e discendenti diretti.

“cittadinanza europea” (introdotta nel Trattato sull’Unione Europea e definita nel Trattato

sul Funzionamento dell’Unione Europea) si acquista con il possesso della cittadinanza in uno

degli Stati membri. Essa prevede:

Diritto di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri;

• Tutela da parte delle autorità diplomatiche di uno qualunque degli Stati membri;

• Qualora il cittadino europeo si trovi sul territorio di un Paese terzo, il diritto di rivolgere

• petizioni al Parlamento europeo, di ricorrere al Mediatore, di rivolgersi alle stesse

istituzioni comunitarie in una delle lingue dei trattati;

Avanzamento di proposte su materie in merito al quale si ritene necessario l’intervento

• giuridico dell’UE;

Elettorato attivo e passivo nello Stato in cui si risiede per le elezioni per il

• Parlamento europeo.

Funzioni del corpo elettorale:

esercizio della funzione elettorale (Parlamento nazionale ed europeo, Consigli regionali,

• provinciali, comunali, circoscrizionali ecc.)

petizione

• iniziativa popolare istituti di “democrazia diretta” come correttivo del

• referendum sistema rappresentativo

• Diritto al voto:

Valenza soggettiva singolo soggetto che, mediante la propria manifestazione di volontà,

concorre con altri individui per decisioni collettive.

Valenza oggettiva entità collettiva composta da cittadini maggiorenni e dotati della capacità di

agire.

Art. 48 della Costituzione: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne che abbiano

raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

(…)

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza

penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.”

Esso fissa i principi fondamentali dell’esercizio della funzione elettorale.

Caratteristiche del voto (configurate come imperativi rivolti al legislatore elettorale):

Personalità la funzione elettorale non può essere esercitata attraverso altri soggetti

• →

(voto per delega), salvi i casi in cui l’intervento di un terzo sia indispensabile all’esercizio

del voto. (personalità assoluta del voto) la

Con la legge n. 46 del 2009, per casi di grave infermità, si può richiedere al Sindaco

possibilità di votare a casa.

Uguaglianza per ogni elettore, il voto è un atto unico e irripetibile. Dunque non può

• essere attribuito un “peso” elettorale maggiore ad alcuni soggetti rispetto che ad altri.

Libertà l’elettore deve esprimere la propria volontà elettorale senza condizionamenti di

• sorta. →

Segretezza il voto non deve essere riconducibile a un soggetto specifico.

• (Infatti, dal 2008, è vietato introdurre all’interno delle cabine telefoni cellulari o altre

apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini)

Dunque, il legislatore elettorale ha l’obbligo di non predisporre modalità di esercizio del diritto del

voto che non garantiscano tali caratteristiche.

Il voto è inoltre definito un dovere civico.

L’Assemblea Costituente, su questo punto, era spaccata in due:

- da un lato, c’erano i favorevoli all’introduzione del principio del voto giuridicamente

obbligatorio (il mancato esercizio, quindi, avrebbe dovuto essere sanzionato);

- dall’altro, i favorevoli alla definizione del voto in termini di diritto di libertà o al massimo di

obbligo morale.

Dunque, si può dire che questa formula sia nata da un compromesso tra le due tesi.

(In passato, erano previste delle sanzioni amministrative per coloro che non esercitassero il diritto

di voto ingiustificatamente, ma sono state eliminate nel 1993).

Capacità elettorale

(requisiti necessari per l’acquisto del diritto di elettorato sia attivo che passivo)

Requisiti positivi: Requisiti negativi:

- cittadinanza - incapacità civile

- maggiore età - sentenza penale irrevocabile

- indegnità morale

* elettorato attivo elettorato di colui che può votare

elettorato passivo elettorato di colui che può essere eletto*

In passato, requisiti positivi erano stati il possesso di un determinato censo o di un determinato

livello di alfabetizzazione, oppure l’appartenenza al sesso maschile.

L’ostacolo del sesso è stato rimosso per l’elettorato attivo con l’introduzione del suffragio

universale. Per quello passivo invece sono state varate delle leggi ordinarie che imponevano

ai partiti di tener conto di un rapporto equilibrato tra uomini e donne, ma sono state dichiarate

incostituzionali dalla Corte nella sentenza n. 422 del 1995, poiché introducevano limitazioni

nell’elettorato passivo non compatibili con quanto disposto nell’Art. 51. Così, si è arrivati a

modificare direttamente il primo comma dell’Articolo, con la legge costituzionale n.1 del

2003.

Art. 51 della Costituzione: “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli

uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla

legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari

opportunità tra uomini e donne.

(...)”

(La disposizione evidenziata è quella che è stata aggiunta nel 2003)

Per quanto riguarda le elezioni regionali:

- legge costituzionale n.2 del 2001 la forma di governo deve promuovere “condizioni di

parità per l’accesso alle consultazioni elettorali al fine di conseguire l’equilibrio della

rappresentanza dei sessi” (regioni a statuto speciale)

- legge n.20 del 2016 prevede tra i principi la “promozione della parità tra uomini e donne

nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di

incentivare l’accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive” (regioni a statuto

ordinario)

Elezioni comunali: →

- legge n. 215 del 2012 nelle liste, i candidati dello stesso sesso non possono superare i 2/3 e

l’elettore, nel caso dovesse esprimere due preferenze, deve assegnarle a candidati di sesso diverso.

Elezioni provinciali e per le Città metropolitane:

- legge n. 56 del 2014 dal 2017, nelle liste “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in

misura superiore al 60%” (Voto degli immigrati residenti…?)

L’idea di porre come requisito per l’esercizio del diritto di voto la residenza e non solo più la

cittadinanza ha trovato la sua prima applicazione con i cittadini europei, ma oggi comincia a farsi

strada anche con gli stranieri immigrati. Nonostante il decreto legislativo n.286 del 1998 alluda

a questa possibilità in relazione agli stranieri con regolare carta di soggiorno (nei limiti della legge),

la dottrina è divisa sull’individuazione della fonte con la quale procedere a tale estensione (se

quindi intervenire sull’Articolo 48.1 della Costituzione o tramite legge ordinaria). In certi casi,

a livello regionale è riconosciuto il diritto di voto nei referendum consultivi per gli stranieri

in possesso della carta o del permesso di soggiorno.

(Voto degli italiani all’estero)

legge costituzionale n.1 del 2000 aggiunta di un comma (3) all’ Art. 48 della Costituzione:

“La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio di voto dei cittadini residenti all’estero

e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle

Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e

secondo criteri determinati dalla legge.”

La circoscrizione Estero ha 4 ripartizioni:

1- Europa;

2- America Meridionale;

3- America Settentrionale e Centrale;

4- Africa, Asia, Oceania e Antartide

La successiva legge costituzionale n.1 del 2001 ha poi disposto l’assegnazione di 12 seggi per

la Camera dei deputati e 6 seggi per il Senato.

Legge n. 459 del 2001 modalità concrete per l’esercizio del diritto di voto da parte degli

italiani all’estero:

- gli elettori, iscritti in apposite liste, votano per corrispondenza o in Italia;

- a ciascuna delle 4 ripartizioni viene assegnato 1 seggio per Camera, mentre gli altri

vengono ripartiti in proporzione al numero dei cittadini residenti nelle ripartizioni;

- la copertura dei seggi rimanenti avviene secondo il sistema proporzionale.

Questa normazione è stata aspramente criticata per:

- la “frantumazione” della rappresentanza politica [l’Art. 67 della Costituzione dispone che

il Parlamento è rappresentante degli interessi dell’intera Nazione, e non di interessi differenziati]

-la previsione di un numero fisso di parlamentari;

-la limitazione dell’elettorato passivo ai soli italiani all’estero [l’Art. 51 garantisce a tutti i

cittadini la possibilità di accedere alle cariche pubbliche in condizioni di eguaglianza]

In ogni caso, tale disciplina è stata applicata per la prima volta alle elezioni del 2006.

(Il decreto legge n.24 del 2008 ha poi consentito limitatamente l’esercizio di voto per

corrispondenza ad alcune categorie di cittadini temporaneamente residenti all’estero)

Maggiore età l’ Art. 48 ne rinvia la fissazione alla legge ordinaria

(dal 1975, oggi è fissata a 18 anni)

Tuttavia, per le elezioni e per la copertura di determinati organi amministrativi, sono altre

disposizioni costituzionali a fissare la maggiore età:

- Elezione dei membri del Senato 25 anni →

- Elettorato passivo per la Camera dei deputati 25 anni

- Elettorato passivo per il Senato 40 anni →

- Elettorato passivo per la Presidenza della Repubblica 50 anni

Requisiti negativi: →

Incapacità civile (interdetti– infermi mentalmente)

• Dal ‘67, questi sono ammessi al voto, rendendo desueto il disposto dell’art. 48

Sentenza penale irrevocabile:

• - perdita del diritto di voto (pena che comporta l’interdizione permanente dai pubblici

uffici);

- sospensione temporanea dell’esercizio del diritto di voto (pena che comporta l’interdizione

temporanea dai pubblici uffici / sottoposizione a misure di prevenzione o di sicurezza

temporanee)

Indegnità morale:

• - perdita definitiva del diritto di voto

(membri di casa Savoia, XIII disposizione transitoria e finale)

caduta in seguito alla legge costituzionale n.1 del 2002;

- perdita transitoria del diritto di voto

(capi responsabili del regime fascista, XII disposizione transitoria e finale)

Tra le cause di indegnità morale possono rientrare i casi in cui l’esercizio del diritto di voto è

precluso a coloro che sono soggetti a misura di prevenzione per la durata della stessa.

Fino al 2006, il diritto di voto era limitato per i soggetti dichiarati “falliti”. Tali limitazioni

sono ora state eliminate. +

Per quanto riguarda l’elettorato passivo, esistono altri 2 requisiti negativi:

cause di ineleggibilità e cause di incompatibilità

Incidono sull’esercizio del diritto all’elettorato

Incidono sulla capacità elettorale inibendo passivo, limitandolo o escludendolo, per escludere

l’acquisto del diritto all’elettorato passivo per ipotesi di contemporaneo esercizio di

evitare che il candidato posso valersi del ruolo funzioni ritenute inconciliabili tra loro.

professionale svolto per realizzare un’influenza

indebita sul libero esercizio degli elettori.

Ineleggibilità a livello parlamentare:

- coloro che ricoprono determinati uffici (Sindaci dei grandi Comuni, presidenti di Province,

prefetti, viceprefetti, alti dirigenti della polizia ecc.);

- coloro che hanno determinato rapporti di ordine economico con lo Stato;

- coloro che abbiano violato gravemente le norme che disciplinano le spese per la campagna

elettorale;

- giudici della Corte Costituzionale;

- direttori generali delle Aziende sanitarie.

[Tali casi, essendo limitazione a un diritto inviolabile, devono essere previste dalla legge sulla base

del principio secondo cui l’eleggibilità è una regola e l’ineleggibilità l’eccezione]

Incompatibilità a livello parlamentare:

Non si possono rivestire contemporaneamente le cariche di senatore e deputato.

Inoltre, non possono diventare contemporaneamente parlamentari:

- il Presidente della Repubblica;

- i membri del Consiglio Superiore della Magistratura;

- i membri della Corte Costituzionale;

- i membri del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL);

- i membri del Parlamento Europeo;

- soggetti che ricoprono determinate cariche o svolgono determinate funzioni in enti che

operino per conto dello Stato o del Governo;

- soggetti che ricoprono qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad

organi di governo di enti pubblici territoriali con + di 5.000 abitanti (dal 2011)

La Costituzione affida alla legge regionale il compito di determinare tali casi a livello

regionale. Tuttavia prevede alcune cause di incompatibilità:

- membro del Consiglio/della Giunta regionale + membro del Parlamento

nazionale/europeo

- ricoprire le cariche di membro del Consiglio e della Giunta in più di una Regione

Legge del 2004: Incompatibilità

Ineleggibilità (vi è un conflitto tra le funzioni svolte dal

(le attività o le funzioni svolte dal candidato e quelle per cui si candida che

candidato possono turbare in modo può mettere a rischio l’imparzialità

diretto la libertà di voto dell’elettore) dell’amministrazione)

Per gli enti locali (Province, Comuni, Città metropolitane) e per il Parlamento europeo,

ineleggibilità e incompatibilità sono stabilite dalla legge.

Istituto della non candidabilità:

Introdotto negli anni ‘90 per le elezioni regionali, provinciali, comunali e

• circoscrizionali per coloro:

- che siano stati condannati per delitti gravi

(mafia – traffico di droga/armi – abuso di potere – violazione di doveri inerenti a una

pubblica funzione – delitti dei pubblici ufficiali);

- che siano stati condannati per uno stesso reato non colposo a pena di minimo 2

anni;

- che siano stati colpiti da misure definitive di prevenzione inerenti a pericolosità

relative ad attività di tipo mafioso.

Ha trovato disciplina organica nel 2012, con un decreto che si riferisce a tutte le

• consultazioni elettorali.

Parlamentari condanna definitiva ad una pena superiore a 2 anni di reclusione

• per reati di associazione a delinquere o contro la pubblica amministrazione

(corruzione, concussione ecc.) //

sistema elettorale = insieme di regole attraverso le quali i voti espressi dal corpo

elettorale vengono utilizzati per l’assegnazione dei seggi posti

in palio nella consultazione elettorale. Sistemi proporzionali

Sistemi maggioritari i seggi in palio vengono assegnati a tutti i

- modello plurality: partiti che hanno partecipato alla

i seggi in palio vengono assegnati al partito o

alla coalizione di partiti che ottiene la competizione elettorale in proporzione al

maggioranza semplice dei voti espressi (un numero dei voti ottenuti.

numero di voti superiore a quello ottenuto dagli

altri) ● Rappresentanza delle minoranze

● Meno stabilità alla maggioranza di

- modello majority: Governo

i seggi in palio vengono assegnati al partito o ● Idoneo in presenza di tanti partiti,

alla coalizione di partiti che ottiene la espressione di una forte frammentazione

maggioranza assoluta dei voti espressi (la del corpo elettorale

metà + 1 dei voti)

[nel caso in cui nessun candidato consegue il

numero necessario di voti, si adotta l’istituto Metodo d’Hondt

del ballottaggio, che consiste in un secondo Metodo del

Metodo Sainte-

turno elettorale tra i candidati che nel primo quoziente

Lagüe

seggi assegnati sulla

turno hanno ottenuto più voti o comunque una base di quozienti

certa soglia di consensi] seggi assegnati al

seggi assegnati

interi più alti, candidato che

sulla base di

ottenuti:

● Sottorappresentanza o mancata abbia ottenuto

quozienti interi

1,2,3,4...

rappresentanza delle minoranze una cifra

più alti ottenuti:

–--------------

● Stabilità alla maggioranza di Governo elettorale pari al

cifra elettorale

● Idoneo in presenza di pochi partiti con un quoziente

numeri dispari

seguito grosso modo equivalente naturale o

-----------------

*cifra elettorale = corretto.

cifra elettorale

numero dei voti

ottenuti

* quoziente naturale = numero di voti validi : numero complessivo dei seggi da

assegnare nella circoscrizione

*quoziente corretto consente di aumentare il numero dei seggi messi in palio, di uno o di due

unità, in modo da diminuire il quoziente e quindi il numero dei voti sufficienti per ottenere un

seggio.

Sistemi elettorali misti convivono nello stesso sistema elementi maggioritari e elementi

proporzionalistici

Talvolta, in questo senso, nei sistemi elettorali proporzionalistici gli elementi

maggioritari più frequentemente introdotti sono:

- premi di maggioranza (parziale sovrarappresentazione del partito o della coalizione più

votata)

- soglie di sbarramento (esclusione dalla ripartizione dei seggi dei partiti di modesta

consistenza elettorale)

I sistemi proporzionali garantiscono dunque una rappresentanza qualificata delle

minoranze (la cui entità è determinata attraverso il voto degli elettori), ma esistono altri

meccanismi che raggiungono lo stesso risultato attraverso una predeterminazione

legislativa. Essi sono:

Voto limitato Voto cumulativo

(gli elettori esprimono un numero di suffragi (gli elettori esprimono un numero di suffragi

inferiore a quello dei seggi posti in palio; per pari a quello dei seggi posti in palio, ma

quanti voti il partito di maggioranza possa devono concentrarsi su un numero più

ottenere, un certo numero di seggi ridotto di candidati. Così, una minoranza

determinato a priori dalla legge è riservato al ben organizzata potrà utilizzare la facoltà di

partito minore) cumulo come moltiplicatore della propria

forza e ottenere seggi)

//

Sistemi elettorali per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato:

Prima del 1993 sistemi proporzionali per garantire la rappresentanza a tutti i

◦ movimenti politici, mettendo però in discussione la stabilità e l’efficienza del sistema di

governo; →

1993, “Mattarellum” sistema elettorale misto: maggioritario per ¾ dei seggi

◦ (secondo la regola plurality) e proporzionale per il restante ¼.

2005, Legge Calderoli o “Porcellum” sistema elettorale proporzionale con

◦ →

scrutinio di lista ( l’elettore non può esprimere preferenze) in collegi plurinominali

con assegnazione di un forte premio di maggioranza alla coalizione/lista che

raggiungesse il maggior numero di voti validi.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n.1 del 2014, l’ha dichiarata

incostituzionale:

- per la mancata previsione di una soglia minima di voti da raggiungere per ottenere il

premio di maggioranza ( limitazione del principio di uguaglianza);

- per la presentazione di liste bloccate ( negazione della libertà di scelta).

“Consultellum” ciò che è rimasto del “ porcellum” dopo la sentenza della Corte.

◦ Dunque un sistema proporzionale quasi puro, senza premio di maggioranza e

senza liste bloccate. Fino al “Rosatellum”, ha caratterizzato il SENATO.

2015, “Italicum” sistema proporzionale a scrutinio di lista, a due turni, con

◦ assegnazione di un premio di maggioranza. / SOLO PER LA CAMERA

- L’elettore può esprimere una o due preferenze;

- Premio di maggioranza lista con almeno il 40% dei voti validi;

- Nell’ipotesi in cui nessuna lista raggiunga il 40% secondo turno tra le due liste più

votate;

- Seggi assegnati a liste che abbiano conseguito almeno il 3% dei voti.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 35 del 2017, ha dichiarato

incostituzionale: →

- l’assegnazione del premio di maggioranza nel caso del secondo turno ( eccessiva

sovrarappresentazione della lista vincente);

- la mancata previsione di un criterio oggettivo per vincolare la scelta del collegio in cui

essere eletti da parte dei capilista ( violazione di uguaglianza e personalità del voto)

2017, “Rosatellum” sistema elettorale misto:

◦ - 36 % maggioritario e 64% proporzionale;

- soglia di sbarramento 3% per partito / 10% per coalizione

// →

Sistema elettorale per l’elezione dei Consigli regionali Art. 122 Costituzione, modificato

Dalla legge costituzionale n.1 del

1999:

“Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente e degli altri

componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati

dalla legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con la legge della

Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.

(…)

Il Presidente della Giunta regionale (…) è eletto a suffragio universale e diretto. Il

Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta.”

La maggior parte delle Regioni a statuto ordinario hanno optato per un sistema elettorale

proporzionale con premio di maggioranza;

Le Regioni che non si sono ancora date una propria legge elettorale continuano ad applicare il

sistema disciplinato dalle leggi dello Stato. //

Sistema elettorale per l’elezione dei Consigli comunali, provinciali e metropolitani:

Comuni fino a 15.000 abitanti:

◦ Ogni candidato a Sindaco è collegato a una lista di candidati a consigliere comunale.

L’elettore vota contemporaneamente per il Sindaco e per la lista a lui collegata.

Sarà sindaco il candidato che avrà ottenuto la maggioranza relativa dei voti (maggior

numero). In caso di parità, si procede a un ballottaggio.

La lista vincitrice ottiene i 2/3 dei seggi, mentre i rimanenti vengono distribuiti tra le

altre liste in proporzione ai voti ottenuti.

Comuni +15.000 abitanti:

◦ Ogni candidato a Sindaco è collegato a una o più liste di candidati a consigliere

comunale.

L’elettore vota contemporaneamente per il Sindaco e per una lista, che possono anche

non essere collegati tra loro.

Sarà sindaco il candidato che avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti (50% + 1).

In caso non si raggiunga tale soglia, si procede a un ballottaggio in cui i candidati

possono dichiarare di collegarsi ad altre liste oltre a quelle a cui erano collegati al primo

turno.

L’attribuzione dei seggi avviene secondo metodo proporzionale, con una soglia di

sbarramento al 3% dei voti al primo turno.

In determinate circostanze, alla lista o al gruppo di liste collegate al Sindaco viene

assegnato un premio di maggioranza del 60% dei seggi.

Province:

◦ Negli anni scorsi, al fine di rendere meno complesso l’assetto del nostro sistema di

autonomie locali, ci sono state varie proposte di riforma costituzionale per abolire o

accorpare le Province.

Nel 2014, è stata approvata una nuova legge che trasforma le Province in enti a

rappresentanza indiretta il Presidente e il Consiglio provinciale vengono eletti

dai sindaci e dai consiglieri comunali della Provincia.

Città metropolitane:

◦ Le città metropolitane sono enti di nuova costituzione le cui caratteristiche sono state

definite nel 2014, con una legge che prevedeva la loro formazione per le Regioni a

statuto ordinario in sostituzione alle relative Province.

Sono composte da 3 organi:

1) Sindaco metropolitano (= Sindaco del Comune capoluogo);

2) Consiglio metropolitano ( eletto dai Sindaci e dai consiglieri comunali ricompresi

nell’area);

3) Conferenza metropolitana (composta da tutti i Sindaci dei comuni ricompresi

nell’area). //

Sistema elettorale per il Parlamento europeo:

Dal 1979, esso è organo a elezione diretta da parte del corpo elettorale dei singoli Stati

membri.

Tale elezione è regolata dalle decisioni autonome dei legislatori nazionali, in attesa di una

“procedura uniforme”.

Italia sistema proporzionale a scrutinio di lista che opera nelle 5 grandi

circoscrizioni elettorali:

[Italia nord-orientale, Italia nord-occidentale, Italia centrale, Italia meridionale, Italia insulare]

//

contenzioso elettorale = controversia nata qualora un singolo candidato, una lista o un

cittadino ritengano che siano state commesse delle irregolarità

nell’assegnazione dei seggi.

Per quanto riguarda le due Camere del Parlamento,

• il controllo circa la regolarità delle operazioni elettorali è riservato alle Camere stesse

tramite la Giunta delle elezioni, in cui a decidere circa la convalida o meno delle elezioni

è sempre la maggioranza, senza che l’interessato possa rivolgersi a un giudice.

Per quanto riguarda i Consigli regionali,

• la convalida è riservata al Consiglio, ma solo nei casi di ineleggibilità e incompatibilità.

In ogni caso, le sue decisioni sono impugnabili davanti al giudice ordinario dagli

interessati, da qualsiasi elettore e dal Commissario del Governo.

Per quanto riguarda le elezioni regionali e locali:

• →

- questione sulla regolarità dell’elezione magistratura amministrativa;

- questione sull’eleggibilità dei candidati magistratura ordinaria.

Per quanto riguarda il Parlamento europeo:

• →

- questione sulla regolarità dell’elezione TAR (Tribunale amministrativo regionale) del

Lazio; →

- questione di ineleggibilità o incompatibilità Corte d’appello competente per quel

determinato territorio.

* Per contenzioso elettorale, però, s’intendono anche quelle controversie relative alle operazioni

preliminari alla consultazione elettorale. In tale ambito, la legge delega il Governo a

introdurre la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Tuttavia, tale delega è attuata

solo in riferimento a Regioni, Province e Comuni.

//

Ai mutamenti in senso maggioritario del nostro sistema elettorale, è stata accompagnata una

disciplina legislativa delle campagne elettorali

Accesso dei candidati ai mezzi di Spese sostenute dai partiti e dai singoli

informazione candidati

La disciplina s’ispira ai principi di: Per quanto riguarda i contributi pubblici ai

- parità di trattamento partiti, erogati sotto forma di rimborsi per

- imparzialità le spese elettorali, la legge del 2012 ne ha

(nel gergo giornalistico, son indicati col termine ridotto l’importo, ma quella del 2014 ha

“par condicio”) introdotto un nuovo meccanismo di

contribuzione, basato su 2 strumenti:

● comunicazione politica:

(= programmi radiotelevisivi nei quali si 1) Erogazioni private da parte di persone

mettono a confronto in forma dialettica e fisiche o altri soggetti, che non possono in

discorsiva le varie diverse opinioni che esistono ogni caso superare i 100mila euro per anno;

su temi oggetto di dibattito politico)

Tali programmi devono essere diffusi 2) Il singolo contribuente può scegliere di

obbligatoriamente dalle emittenti pubbliche e destinare a un partito il 2 per mille

private che operano a livello nazionale. dell’imposta sulle persone fisiche.

● messaggi autogestiti: Per accedere ai benefici di legge, il partito

(= forme di comunicazione volte a illustrare un deve iscriversi al Registro nazionale dei

singolo programma o una singola partiti politici, la cui tenuta e vigilanza è

opinione politica) affidata alla Commissione di garanzia

- sono diffusi dalla concessionaria pubblica degli statuti e per la trasparenza e il

(RAI); controllo dei rendiconti dei partiti

- devono avere una durata minima tale da politici.

permettere di esprimere opinioni pur

sinteticamente motivate;

- gli spazi devono essere attribuiti in condizioni

di parità e gratuitamente dagli emittenti di

livello nazionale e a un prezzo più basso di

quello di mercato dalle emittenti locali.

Il rispetto di questo insieme di regole è affidato

all’Autorità di garanzia nelle

comunicazioni.

Nonostante ciò, la disciplina dell’attività di

propaganda, per quanto analitica e dettagliata,

presenta una grande lacuna: il fatto che, oggi,

quest’attività si compie non tanto più attraverso

radio e televisione, ma attraverso le reti

elettroniche. //

Istituti di democrazia diretta = funzioni attraverso le quali il corpo elettorale può esercitare in

proprio la sovranità, senza doverla delegare ad altri organi.

Essi sono dunque correttivi apportati al sistema rappresentativo che non ne alterano il

funzionamento complessivo. Anzi, lo arricchiscono.

Gli istituti di democrazia diretta sono previsti dalla Costituzione e sono 3:

petizione (Art. 50);

• iniziativa legislativa popolare (Art. 71);

• → → →

referendum [abrogativo Art. 75 / costituzionale Art. 138 / a livello regionale Art.

• →

123 / a livello comunale Art. 132-133] -

Petizione = diritto di ciascun cittadino di rivolgersi alle Camere “per chiedere provvedimenti

legislativi o esporre comuni necessità”.

Art. 50 Costituzione “

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per

chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.”

Di tale diritto è titolare la generalità dei cittadini, non solo quelli elettori.

A livello statale:

• petizione = funzione di stimolo nei confronti delle Camere, in quanto ogni deliberazione in

merito spetta esclusivamente ad esse.

La disciplina è regolata dai regolamenti della Camera dei deputati e del Senato:

( 1- trasmissione della petizione alla commissione competente;

2- possibilità che tale commissione la prenda in considerazione e deliberi su essa;

3- trasmissione al Governo, nel caso esso sia chiamato in causa;

4- comunicazione dell’esito al presentatore della petizione.)

A livello regionale:

• La disciplina è contenuta negli statuti delle Regioni e nei regolamenti dei Consigli

regionali.

Tuttavia, la scarsissima utilità rivelata da questo istituto ha spinto alcuni consigli regionali a

non farne più menzione. -

Iniziativa legislativa popolare = istituto di democrazia diretta volto all’approvazione di uno

specifico provvedimento legislativo il cui contenuto è direttamente

determinato dai proponenti.

Titolari di tale diritto sono almeno 50.000 cittadini in possesso della capacità elettorale.

Art. 71 Costituzione “(…)

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno 50.000

elettori, di un progetto redatto in articoli.”

A livello statale:

• Così come la petizione, l’iniziativa popolare svolge una funzione di stimolo.

La disciplina subcostituzionale assicura alcune garanzie minime (come la presa in

considerazione da parte delle Camere), ma non prevede alcun serio vincolo alla loro libertà

decisionale.

Regolamenti parlamentari:

- obbligo di prenderla in considerazione;

- non decadenza con lo scadere della legislatura, ma sopravvivenza anche nella successiva;

- inizio dell’esame entro e non oltre un mese.

L’unico controllo a cui l’iniziativa popolare è sottoposta è quello sulla regolarità delle

firme, svolto dalla stessa Camera che riceve la proposta di legge.

A livello regionale:

• Prevista sia per atti legislativi (eccetto quelli relativi alle decisioni di bilancio) che per

provvedimenti amministrativi (con limiti più vari).

L’attuale disciplina ha cercato di potenziare le garanzie procedimentali a favore dei

proponenti, con particolari agevolazioni alla raccolta e all’autenticazione delle firme

necessarie, la fissazione perentoria per l’esame di commissione ecc.

-

Referendum = istituto di democrazia diretta che permette ai cittadini di esprimersi riguardo

a determinate misure normative.

(≠ plebiscito, che riguarda scelte politiche ed è spesso vigente

in Stati autoritari per dare una parvenza di democrazia).

Nella teoria generale, i referendum sono divisi in

consultivi sospensivi

(riguardanti una misura normativa) (riguardanti l’interruzione di un

procedimento legislativo)

Nell’ordinamento italiano, il referendum è previsto sia a livello nazionale che a livello regionale

e locale.

Tipologie di referendum a livello nazionale:

Referendum abrogativo di legge statale Referendum nel procedimento di

revisione costituzionale

-

Referendum abrogativo di legge statale

Art. 75 della Costituzione “È indetto un referendum popolare per deliberare

l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge,

quando lo richiedono 500.000 elettori o 5 Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di

indulto, di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la

Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la

maggioranza degli avanti diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente

espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.”

Dunque, il referendum abrogativo:

consiste nella sottoposizione al voto popolare di uno o più quesiti relativi

◦ all’abrogazione, totale o parziale, di una legge già in vigore;

può abrogare le leggi ordinarie dello Stato (leggi del Parlamento, decreti-legge e

◦ decreti legislativi), quindi non può abrogare né le leggi costituzionali né le leggi

regionali;

può essere richiesto da almeno 50.000 elettori o da almeno 5 Consigli regionali;

◦ presenta dei limiti di materia per quanto riguarda le leggi tributarie e di bilancio,

◦ di amnistia e di indulto, e di autorizzazione a ratificare trattati

internazionali;

presenta dei limiti procedurali, poiché è richiesto un doppio quorum:

◦ →

- uno di partecipazione per produrre gli effetti abrogativi, deve presentarsi alle

elezioni il 50%+1 degli aventi diritto di voto per la Camera dei deputati;

- uno relativo all’esito della consultazione per produrre gli effetti abrogativi, se a

favore di essi si esprime la maggioranza dei voti validamente espressi.

(Il rispetto di tali limiti è assicurato, dalla legge costituzionale del 1953, alla Corte

costituzionale, cui è affidato il giudizio sull’ammissibilità del referendum).

Procedimento referendario nel dettaglio:

1. Richiesta referendaria, depositata tra il 1 gennaio e il 30 settembre.

2. Controllo di conformità da parte dell’ Ufficio centrale per il referendum,

istituito presso la Corte di cassazione.

Esso deve:

- computare le firme dei cittadini;

- verificare la regolarità delle firme;

- controllare che l’atto oggetto di richiesta sia un atto avente forza di legge;

- unificare più richieste referendarie che presentino uniformità o analogia di materia.

[Esso può inoltre interrompere il procedimento, ma solo se il Parlamento proceda da

sé all’abrogazione della legge o di quella parte della legge che ne costituisca i principi

ispiratori e i contenuti normativi essenziali. Nel caso il Parlamento non abroghi la legge

in questo senso e l’Ufficio interrompa ingiustamente il procedimento referendario, i

promotori possono ricorrere davanti alla Corte Costituzionale.]

L’ordinanza dell’Ufficio deve essere emanata entro il 15 dicembre.

3. Giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale, affinché la richiesta non

voli i limiti fissati dalla Costituzione. Inoltre, la Corte ha adottato un’interpretazione

estensiva di tali limiti, escludendo l’ammissibilità delle richieste che:

- pongono un quesito contenente più domande eterogenee che possono

confondere l’elettore;

- attingono a norme o leggi costituzionali;

- attingono a leggi particolarmente resistenti all’abrogazione anche da parte del

Parlamento (come quelle di recepimento di una direttiva comunitaria o di esecuzione

dei trattati internazionali);

- attingono a leggi ordinarie a contenuto costituzionalmente vincolato, ossia

quelle che rappresentano l’unico possibile svolgimento di un disposto costituzionale;

- si propongono di abrogare integralmente leggi ordinarie costituzionalmente

necessarie, ossia che coinvolgono più interessi costituzionalmente protetti che

richiedono un minimo di disciplina legislativa.

La sentenza della Corte deve essere pubblicata entro il 10 febbraio.

4. Indizione del referendum in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno da parte di

un decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei

Ministri.

Nel caso di scioglimento anticipato delle Camere, il referendum è sospeso e

riprende dopo 1 anno dalle nuove elezioni.

Per le campagne referendarie valgono le stesse norme che disciplinano la propaganda

elettorale.

5. Scrutinio presso l’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di

Cassazione.

6. Proclamazione dei risultati:

- Se l’abrogazione è stata approvata, il Presidente della Repubblica dichiara

l’abrogazione con un decreto. Gli effetti decorrono dal giorno successivo a quello della

sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ma, previa delibera del Governo,

possono essere posticipati di 60 giorni per dare al Parlamento la possibilità di

colmare il vuoto normativo rimasto.

- Se l’abrogazione è stata negata, il Ministro della Giustizia, sempre attraverso

la Gazzetta Ufficiale, pubblica i risultati.

La stessa legge o disposizione non potrà essere sottoposta a un altro referendum

abrogativo per 5 anni.

Il referendum abrogativo è fonte “passiva” del diritto, in quanto di fatto può abrogare fonti

primarie e il risultato positivo di esso è qualificato tra gli atti aventi valore di legge.

- Problemi interpretativi legati al referendum abrogativo-

1. Il Parlamento è impossibilitato a reintrodurre una disciplina identica a

quella abrogata dal referendum?

Sì. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’esistenza di questo vincolo giuridico e politico, in

quanto la legge intenta a ripristinare la disciplina caduta nel referendum sarebbe

incostituzionale.

2. Se quindi il Parlamento è vincolato, che si intende per “ripristino” della

disciplina abrogata?

(quesito aperto)

3. Se quindi il Parlamento è vincolato giuridicamente, quanto dura questo

vincolo?

(quesito aperto)


PAGINE

56

PESO

328.60 KB

AUTORE

hickou1

PUBBLICATO

9 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Prima parte dell'esame di istituzioni di diritto pubblico con il prof. Zammartino, sulla base di appunti personali e del manuale "Diritto costituzionale e pubblico" (Carretti-De Siervo).

Argomenti:
- caratteri fondamentali del fenomeno giuridico
- forme di stato
- forme di governo
- stato costituzionale
- dallo statuto albertino alla costituzione del 1948
- costituzione repubblicana
- italia e unione europea
- corpo elettorale


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hickou1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Zammartino Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di diritto pubblico

Schemi riassuntivi di istituzioni di diritto pubblico (libro di riferimento: Diritto costituzionale e pubblico, Carretti, De Siervo)
Appunto
Riassunto esame Istituzioni di diritto pubblico, prof. Zammartino, libro consigliato Diritto costituzionale e pubblico, Caretti, De Siervo
Appunto
Schemi riassuntivi di istituzioni di diritto pubblico (libro di riferimento: Diritto costituzionale e pubblico, Carretti, De Siervo)
Appunto