Brevetti
Il tema dei brevetti è particolarmente importante tra il '45 e il '65. Il brevetto è un titolo giuridico esclusivo che un titolare ha su un prodotto o su un qualcosa che egli stesso ha inventato. Un brevetto può essere per modello d’invenzione d’utilità, ovvero un brevetto di un oggetto totalmente nuovo, oppure un brevetto ornamentale, che cambia un particolare di un modello precedente. Il brevetto per modello di utilità ha una durata di 10 anni, mentre il brevetto per modello o disegno ornamentale dura 15 anni. La protezione si attua con il deposito della domanda di brevetto presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. I modelli e disegni industriali devono soddisfare alcuni requisiti: essere nuovi, e cioè diversi dai modelli precedentemente divulgati o brevettati, e originali, intendendosi per originalità il particolare apporto creativo, dal punto di vista funzionale e/o estetico.
Esempi di brevetti
(Gli fece vincere il Compasso d’Oro).
Scimmietta Zizì, Bruno Munari 1953.
Gatto Meo, Bruno Munari 1949.
Alcuni esempi di interessanti brevetti negli anni ‘50 sono la “Scimmietta Zizì” e il “Gatto Meo” di Bruno Munari, entrambi in filo metallico, rivestito in gomma piuma. La Pirelli aveva incaricato Munari di mettere a punto un prodotto con un nuovo materiale, la gommapiuma. Il materiale viene chiamato Pigomma, nel brevetto del prodotto finale, però, non compare il nome di Munari, ma quello della Pirelli.
Gioco di 16 animali, Enzo Mari 1957. (brevettato nel 1959)
Anche Enzo Mari si occupò di giochi per bambini, il suo gioco di 16 animali, progettato per la Rinascente, viene brevettato nel 1959, inizialmente in legno e poi negli anni ‘90 in poliuretano.
L'economia italiana e il boom economico
“Isetta”, Ermenegildo Preti 1945
Tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni ’60, l’economia italiana conobbe un’espansione senza precedenti. Le cause sono molteplici, per esempio le nuove fonti di energia: il gas e il petrolio. L’Eni e l’Agip divennero propulsori determinanti dello sviluppo. Anche le esportazioni, in particolare nel settore siderurgico, furono fattori del boom. I salari erano ancora abbastanza bassi, ma si creò comunque un grande mercato interno di consumo dei beni durevoli in un’Italia che da contadina diventava definitivamente industriale, soprattutto nelle abitudini sociali.
“600”, Dante Giacosa 1956
Per quanto riguarda l’automobile, la crescita del divario tra lo scooter e l’automobile vera e propria era evidente. Nel frattempo, cresceva anche il divario.