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I controlli

La funzione dell’attività di controllo è rappresentata dal dovere della P.A. di sottoporre a un nuovo e successivo esame atti e persone fisiche che rientrano nell’attività pubblicistica. Deputato ad effettuare il controllo è un organo diverso da quello che ha emanato l’atto, dalla persona giuridica o da chi ha svolto l’attività pubblicistica. Il profilo soggettivo si sostanzia nel principio dell’alterità, stabilendo che l’attività di controllo promana da un soggetto diverso rispetto a quello che ha emanato l’atto.

Analizzando la natura giuridica del controllo possiamo definirlo “atto di secondo grado”, poiché posto in essere in fase temporaneamente successiva rispetto all’atto o alla gestione sottoposta a controllo. Bisogna quindi distinguere tra procedimento di primo grado e procedimento di secondo grado. Il primo è diretto a emanare atti che perseguono fini e scopi pubblicistici, il secondo invece incide sul precedente, quindi sugli atti conclusivi di I grado.

Tra i procedimenti di II grado troviamo oltre all’attività di controllo anche l’autotutela (il potere di risoluzione unilaterale dei conflitti potenziali o reali che la P.A. può avere con il privato). Funzione dell’attività di controllo è quella tipica di tutte le attività di II grado; assicurare e garantire la continuità dell’azione amministrativa, ricordando che l’amministrazione, per il perseguimento dell’interesse pubblico, deve agire sempre tenendo in considerazione l’art 97 Cost., e quindi principio di imparzialità e di correttezza.

Fondamento del controllo

Il fondamento del controllo si atteggia diversamente a seconda della relazione tra organo controllante e organo controllato, in particolare:

  • Se c’è rapporto di gerarchia funzionale la posizione di controllo è ontologicamente connaturata alla situazione di supremazia dell’organo controllante, quindi non è necessaria la previsione specifica di una disposizione di legge che affida il potere di controllo.
  • Se c’è una mera relazione di equiordinazione, ossia di pari dignità delle sfere di competenza di ciascun organo, il controllante deve essere legittimato da una previsione specifica di legge.

Esempio di relazione gerarchica con sovra-ordinazione: relazione tra ministeri e enti pubblici ancillari. Esempio di rapporto di equi ordinazione: relazione tra gli enti territoriali, tra regioni e enti locali.

Oggetto dell'attività di controllo

Riguardo l’oggetto dell’attività di controllo si distingue tra controllo sugli organi, controllo sugli atti e controllo di gestione dell’attività.

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

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