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Hegel: Vita e filosofia

Appunti di filosofia sulla vita e sulla filosofia di Hegel basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Antolini dell’università degli Studi Normale di Pisa - Sns, Classe di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filosofia docente Prof. S. Antolini

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contraddittorio, poiché un oggetto è uno e

molti al tempo stesso, in quanto presenta

una molteplicità di qualità. L’unità

dell’oggetto è stabilita dal soggetto

conoscente, qui si manifesta così il

passaggio da percezione ad intelletto.

• Intelletto: l’oggetto che appare

come fenomeno è il prodotto delle forze

delle leggi dell’intelletto, la coscienza

diventa quindi consapevole che l’oggetto

dipende dal soggetto, cambia il suo punto

di vista e diventa autocoscienza, dove

l’attenzione è rivolta su se stessa e dove la

verità dell’essere è l’IO.

• AUTOCOSCIENZA: si presenta innanzitutto come appetito (BEGIERDE) e come tale nega

l’essere, se ne impadronisce, poiché il destino dell’oggetto del desiderio è di essere consumato,

negato. L’appetito dell’autocoscienza non è però diretto verso le cose sensibili, anzi desidera se

stesso e può raggiungersi solo con il riconoscimento di altre autocoscienze. Dal momento che la

coscienza non è un processo immediato, l’autocoscienza non può conoscere se stessa

immediatamente, ma deve rapportarsi ad altre autocoscienze. Il proprio simile le riconoscerà la

dignità di essere umano e le riconoscerà di essere una vita superiore a quella degli oggetti e degli

animali.

Hegel vede il riconoscimento come un incontro conflittuale, una lotta che ha in gioco il

riconoscimento. Una delle due autocoscienze si dimostrerà disponibile a correre il rischio di perdere

la vita pur di avere salva la propria libertà, mentre l’altra tremerà di fronte alla possibilità della morte

e pur di avere salva la vita si sottometterà all’altra. Qui si profilerà la DIALETTICA SERVO-

PADRONE in cui un’autocoscienza sarà signorile e l’altra sarà servile. Questa dialettica sarà

destinata ad un rovesciamento a fine percorso in cui l’autocoscienza signorile diventerà serva e

quella servile diventerà libera.

Il servo riconosce dignità al signore, ma il signore non riconosce il servo, ne conserva la vita come si

conserva una cosa.

Appare così una prima contraddizione, poiché il riconoscimento è in gioco nella lotta, ma dal

momento che è solo il servo a riconoscere la dignità del signore e non il contrario, il riconoscimento

non è valido, poiché necessita di un rapporto di reciprocità.

La seconda contraddizione sta nel fatto che il servo pensa erroneamente che la sua essenza sia nel

signore, ma, a ben vedere, nel momento del conflitto quando ha avuto paura della morte, ha colto la

propria essenza. L’emancipazione del servo avviene attraverso il lavoro.

(TESTO P.464)

L’emancipazione del servo nell’autocoscienza si suddivide nella triade composta da:

• Stoicismo: rappresenta la libertà della coscienza che,

riconoscendosi come pensiero, si riconosce come coscienza

libera, cioè al di sopra della distinzione tra signoria e servitù.

Qui Hegel fa l’esempio di Marco Aurelio e di Epitteto. È

indifferente essere schiavi o signori qualora conta la libertà

come dimensione del pensiero.

Lo stoicismo ha però dei limiti, poiché nella misura in cui ha

come fine di liberare dalle passioni, proponendo uno stile di

vita con un annullamento di queste, finisce per isolare gli

uomini dalla vita. Crea una libertà astratta, che rimane a

livello interiore e non prende corpo nelle istituzioni concrete

della società.

• Scetticismo: trasforma il distacco dal mondo in negazione del

mondo. Negano la conoscibilità delle cose, giudicate inconoscibili

poiché instabili e sospendono quindi il giudizio e restano indifferenti

(epochè). Gli scettici cadono nella contraddizione di negare il

mondo non potendo però non vivere in esso. Negano la validità del

pensiero, ma pensano. Negano la validità dei valori etici, ma

agiscono in base a questi.

• Coscienza infelice: è infelice in quanto sdoppiata. Da una

parte vi è l’uomo che rappresenta l’aspetto mutevole e dall’altra Dio

che rappresenta quello immutevole. Questo rappresenta un tratto

tipico del cristianesimo medievale e dell’ebraismo, che hanno in

comune la concezione di Dio come trascendente.

La coscienza è quindi infelice perché vive la scissione tra umano e

Dio, pone quindi la propria essenza fuori di se. Questa scissione

sarà sanata solo nella misura in cui Dio venga concepito da

trascendente ad immanente e qui l’essenza venga riconosciuta

dentro di se.

Rappresenta la figura centrale della Fenomenologia, poiché con il

suo dolore rivela l’inadeguatezza della coscienza che non ha portato

a termine il suo percorso, che la porterà alla piena mediazione tra

certezza soggettiva e verità oggettiva, quindi al risolversi del finito

nell’infinito. SISTEMA HEGELIANO

È esposto nell’opera “Enciclopedia delle scienze filosofiche”, pubblicata nel 1817.

È necessario fare le distinzione tra:

• Filosofia asistematica, adottata nel 1900

• Filosofia sitematica, consiste nella filosofia nella misura in cui ha la pretesa, partendo da uno

o più principi, di spiegare la totalità della realtà, che tende a ribellarsi. Questa fu adottata da Hegel,

in quanto intendeva trasformare l’amore per il sapere in sapere scientifico, e rifiutata da Nietzsche.

Questa è divisa in tre parti:

• Logica, studia l’idea in sé

• Filosofia della natura, studia l’idea fuori di sé

• Filosofia dello spirito, studia l’idea in sé e per sé

L’idea in sé rappresenta l’idea prima del percorso di manifestazione nel mondo; è definita da Hegel

come “Dio prima della creazione del mondo”. Affinché pervenga ad una piena conoscenza di sé

deve mettere in atto un percorso, occorre che l’idea esca fuori di sé, si oggettivi nella natura.

Questo processo è detto alienazione (non essere presso di sé) e di solito ha un’accezione negativa,

ma per Hegel, al contrario, è funzionale alla conoscenza di sé, come occasione di crescita. Il

concetto di alienazione sarà sviluppato in altri modi, opposti a questo, da Feuerbach e Marx.

Occorre infine che l’idea torni in sé e per sé nel momento della sintesi, in cui è pienamente

consapevole di sé. Questo momento è definito come “penetrazione cosciente di un essere entro la

propria natura”. L’essere per sé è la verità dell’essere in sé.

LOGICA: è descritta in tre volumi e viene ripresa anche nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche, nella

prima sezione.

Per Kant corrispondeva alla scienza che riguarda le leggi del pensiero, mentre per Hegel, riferendosi alla

logica aristotelica, corrisponde alla metafisica, riguarda cioè sia le leggi del pensiero sia corrisponde alla

scienza che studia l’essere. Spiega sia i modi di conoscere il mondo sia com’è fatto il mondo.

Viene completamente superato il dualismo kantiano. Ricostruisce il progetto divino, il mondo pensato prima

della sua realizzazione.

L’inizio della logica corrisponde allo sviluppo del risultato a cui Hegel è pervenuto nella Fenomenologia dello

spirito, poiché nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche i concetti sono presentati come determinazioni e

strutture statiche, in quanto sono stati già guadagnati.

Si suddivide in tre momenti:

• Dottrina dell’essere : la logica procede mostrandoci come partendo dai concetti più astratti si

giunga a concetti sempre più concreti sotto la pressione della dialettica, che ci mostra il carattere

unilaterale e inadeguato dei concetti astratti, che quindi siamo obbligati a renderli concreti.

L’Essere corrisponde all’essere più astratto e inadeguato e fa si che sia il più universale; a ben

vedere corrisponde quindi con il nulla.

Anch’esso a sua volta è suddiviso in tre momenti:

• Essere

• Nulla : non si risolve nello zero, ma nella negazione del suo contenuto

particolare

• Divenire : è il passaggio dall’essere al non essere e viceversa, è la verità di

essere e nulla e li tiene insieme come identici e opposti al tempo stesso.

Poiché la verità è la sintesi di essere e nulla, è contraddittoria, riprende Spinoza dicendo: “ogni

determinazione è una negazione”.

Il finito è inficiato di non essere, muta ed è destinato a perire, azione funzionale alla realizzazione

dell’infinito. (Platone vede l’essere sensibile come misto di essere e non essere).

• Dottrina dell’essenza

• Dottrina del concetto

FILOSOFIA DELLA NATURA: per Shelling: essendo questo più vicino alla sensibilità romantica ha una

concezione organicistica della natura, intesa come spirito invisibile.

Per Hegel: questo non è un ammiratore della natura, poiché sostiene che se dobbiamo cercare lo spirito

dobbiamo farlo nella storia. La natura è l’idea nella forma dell’essere altro.

Si articola in tre momenti:

• Meccanica

• Fisica

• Organica

Il limite della natura corrisponde al fatto che quando l’idea si oggettiva nei vari prodotti naturali i diversi

momenti rimangono giustapposti uno di fianco all’altro, non si risolvono l’uno nell’altro.

Il processo dialettico non è presente nelle forme della natura, ma nei concetti che dipendono da queste.

La natura è il momento dell’idea da sé stessa, che nella forma dell’esteriorità è inadeguata.

Questa corrisponde alla parte più superata della sua filosofia.

Il fine della natura corrisponde all’uomo, in quanto essere più complesso nel quale si accende la coscienza.

FILOSOFIA DELLO SPIRITO: è il momento in cui l’idea torna in sé, diventa quindi in sé e per sé, dove cioè

ha la conoscenza più alta di sé. È la più alta manifestazione dell’Assoluto.

Procede per gradi, ogni grado è risolto in quello successivo. Da una parte il grado inferiore è risolto in quello

superiore, dall’altra quello superiore è prefigurato in quello inferiore.

Si articola in tre momenti:

• Soggettivo : è lo spirito individuale considerato nel suo lento e progressivo emergere da

mondo naturale. A partire dalle forme più elementari di vita psichica per arrivare a quelle più

complesse e alle più complesse attività conoscitive e pratiche, attraverso le quali diventa libero e si

pongono le condizioni per passare al momento Oggettivo. La volontà di libertà del singolo tende ad

oggettivarsi nelle istituzioni sociali concrete.

• Oggettivo : è lo spirito che si realizza nell’ethos, cioè negli usi e costumi che alimentano la

vita etico-politica. È quella sfera spirituale in cui ciascuno di noi è inserito per nascita, educazione,

circostanza storica; è il medium con cui conosciamo il mondo.

L’oggettivo si divide in tre momenti:

• Diritto :

• Proprietà

• Contratto

• Diritto contro torto

Il primo modo con cui la libertà acquista fisionomia oggettiva è la proprietà. Il diritto è

l’insieme di norme che regolano la proprietà, cioè il contratto. È comunque una forma

inadeguata, esterna e immediata.

Il diritto astratto o formulare riguarda l’esistenza esterna della libertà; non tiene consto

dei caratteri specifici che rendono gli individui diversi tra loro.

Il diritto contro torto fa riferimento al fatto che il diritto può essere violato, negato.

Perché venga riaffermato occorre infliggere una pena a chi lo ha negato. Questa,

affinché sia efficace occorre che venga interiorizzata, in quanto deve avere valenza

formativa, nel momento in cui viene interiorizzata si ha passaggi oda diritto a moralità.

• Moralità :

• Proponimento

• Intenzione e benessere

• Bene e male

È una dimensione dell’interiorità. È la morale soggettiva. Il proponimento corrisponde

alla volontà soggettiva che si manifesta in un’azione e l’uomo agisce in base a questo.

È un concetto vicino a quello di intenzione. A differenza di Kant, Hegel crede che sia

una naturale predisposizione dell’individuo agire con il fine di trovare il proprio

benessere. Qualora intenzione e benessere si innalzano all’universale si perseguirà il

bene; ma essendo la volontà soggettiva si potrebbe perseguire anche il male.

Tutto questo è inadeguato nella moralità poiché non si supera lo scarto tra essere e

dover essere tipico di Kant

• Eticità :

• Famiglia :

• Matrimonio

• Patrimonio

• Educazione dei figli

• Società civile

• Stato

È la moralità sociale. È la vita etica della comunità, ha una dimensione oggettiva. Si

oggettiva con le istituzioni concrete. È la realizzazione del bene che si manifesta nelle

istituzioni sociali di famiglia, società civile e stato. La volontà del bene non rimane un

proponimento.


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DETTAGLI
Esame: Filosofia
Corso di laurea: Corso di Filosofia
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinabaiardi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Normale di Pisa - Sns o del prof Antolini Simona.

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