Che materia stai cercando?

Guido Gozzano, Letteratura italiana contemporanea Appunti scolastici Premium

Appunti di Letteratura italiana contemporanea sulla vita di Guido Gozzano, poeta crepuscolare controcorrente; elenco e descrizione delle sue opere, dalle sceneggiature, alle novelle, alle due famose raccolte poetiche: "La via del rifugio" e "I colloqui". Descrizione approfondita delle raccolte e delle caratteristiche fondamentali della poetica gozzaniana. Analisi delle poesie "L'assenza", "La signorina... Vedi di più

Esame di Letteratura italiana contemporanea docente Prof. E. Salibra

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Torino, la città donna

- L'AVVOCATO (nel quale si autoraffigura, ma è un ruolo che non raggiungerà mai)

• carattere orale: grande quantità di voci che si intersecano tra loro con l'uso del

discorso diretto. Questo particolare causerà conseguenze formali come la

disarticolazione della sintassi. Questo plurilinguismo dà vita a generi articolati in

modo ognuno diverso dall'altro, poiché ogni voce ha un suo stile (questo ci

ricorda la sceneggiatura cinematografica, dove ogni personaggio ha propria

personalità), pur rimanendo nella cosiddetta "gabbia metrica" tradizionale (versi

regolari -> sestine di endecasillabi). La sestina è comunque un metro narrativo,

che racchiude le voci, all'interno delle quali viene perso l'endecasillabo.

• ironia dissacrante nei confronti della tradizione:

- rime ironiche (basso-Tasso, Nietzche-camice)

- poeti classici in un contesto basso (Dante): parodia

- shock tra aulico e prosaico

- riuso del mito in senso prosaico

ANALISI: "L'ASSENZA"

La poesia “L’Assenza” è la penultima poesia della prima sezione dai "Colloqui".

Versi novenari, quartine.

Ritmo che si ripete, accenti che cadono nella II, V e VIII sillaba creando una sorta di

ritornello (refrain).

STROFA I: Tecnica del rallentamento data dall’attacco che da il senso della

dissolvenza attraverso le pause sintattiche e la tripartizione dei versi.

Segno di una mancanza, un’immagine che si dissolve, quella della madre.

Nella poesia del ‘900 l’attenzione si punta sull’interno: stanze diventano a poco a

poco stanze della tortura (interno della casa) dove si consumano le angosce

individuali (interno del poeta).

Metafora del corridoio: ansia del passaggio (effetti visivi).

STROFA II: L'immagine della madre viene ricordata dal poeta ("Risalgo", "Rivedo"),

in una descrizione con termini aulici, arcaici.

STROFA III: sintassi paratattica (pause date dal punto fermo) che contrappongono le

frasi luna all’altra danno il senso dell’angoscia nella lentezza dei gesti descritti

dall'autore.

I periodi sono chiusi da un punto fermo, ma sono legati tra loro dalla

“e” (continuazione).

Sintassi e metro non corrispondono la gabbia metrica si sovrappone alla

sovrabbondanza sintattica: il metro e la sintassi si trovano sfasati.

STROFA IV: descrizione del declino dell'estate (l'estate muore, la stagione dei

crepuscolari non è colorata e gioiosa come l'estate): punto di raccordo con Carducci.

Nonostante questo ci sono dei colori forti come ad esempio il rosso vermiglio.

“Fremendo le ali caudate” -> ablativo assoluto (sintassi aulica)

“Papilio” -> linguaggio scientifico: farfalla diurna.

La definisce enorme ma utilizza un’iperbole (esagerazione), poiché in realtà essa

non è così grande.

Il papilio rende straniata l’atmosfera e la rende metafisica (come l’albatros

Baudlairiano).

[Farfalla essere effimero, durano un solo giorno. Gozzano era un entomologo ed è

attratto dalla metamorfosi bruco-farfalla… tutto ciò avviene in un solo giorno e

presuppone una morte necessaria perché ci sia una nuova vita esorcizza la morte e

crea una situazione di ciclicità (equilibrio della natura).

Ci sono tutta una serie di dettagli legate alle farfalle nelle sue raccolte.]

STROFA V: altro colore presente nel poemetto è l'Azzurro, colore della lontananza

(radici classiche: Ulisse che allontanandosi da Ithaca vede dinnanzi a sé questo

colore).

“La luna già pensa al ritorno” -> Il ritorno della donna è paragonato al ritorno della

luna: si trasfigura in una dimensione mitica.

STROFA VI: fa da cornice la descrizione dello stagno.

Questa poesia è connotata dal silenzio che fa parte del ritmo, dei suoni della poesia

("si tace la rana").

“smeraldo” -> altro colore: verde che si combina con l’azzurro.

“Martin Pescatore” -> nome scientifico

STROFA VII: Il poeta affida al lettore le fantasticherie e i dettagli. Egli dichiara la sua

non tristezza e la fantasticheria lo porta allo stupore regressione all’infanzia.

STROFA VIII: "Stupito da che?"-> dalle “cose” (dice tutto e dice niente) la presenza

di questa parola è tipica crepuscolare. La parola “cosa” è immersa nella poesia per

indicare qualcosa di generico di cui non si conosce il nome. Stranezza e

spaesamento di chi fantastica e regredisce all’infanzia.

Essa viene trasportata nell’atmosfera circostante ovvero quella dello stagno ("i fiori

mi paiono strani"). La fantasticheria continua attraverso quelli che sono i dettagli del

paesaggio naturale, ma il percorso è interiore e i punti di sospensione per far

partecipare chi legge a questo percorso interiore.

Cercano di creare un rapporto tra il detto e non-detto.

Con i poemetti Gozzano vuole dare al lettore il senso di continuità da una raccolta

all’altra. Continuità che esprime ripetendo i soliti poemetti in raccolte diverse: con "Le

due strade" e "L’amica di nonna Speranza" che sono presenti in entrambe le

raccolte.

Per Gozzano quindi esiste un singolo testo, ma anche un macro testo che intorna:

architettura di un grande libro che comprende tutte le "storie".

ANALISI: "LA SIGNORINA FELICITA OVVERO LA FELICITA'"

Dai "Colloqui" è “La signorina Felicita ovvero la Felicità”.

Nel titolo: parole che sono uguali ma distinte dall’accento -> FELICITA (sdrucciola)

personaggio femminile, FELICITA’ (tronca) parola astratta. Il termine "signorina" è

usato in connotazione negativa e ironica.

Epigrafe: 10 luglio Santa Felicita.

Argomento : amore per una ragazza di provincia.

Il poemetto è diviso in otto capitoli lirici come un romanzo, ma scritto in versi.

Presenta una struttura di sestine di endecasillabi (metrico tradizionale per

eccellenza), ma la sestina è una strofa di tipo narrativo che serve per raccontare, si

rifà però all’ottava tipica dei temi cavallereschi (Orlando Furioso, Orlando

Innamorato..).

SEZIONE I

STROFA I: crea una serie di citazione frammentate e costruisce qualcosa di

completamente diverso da quello che le citazioni vogliono trasmettere, perdendo

dunque il loro valore aulico, venendo rovesciate (SHOCK TRA AULICO E

PROSAICO). Gozzano vuole così comunicare al lettore il suo modo di far poesia il

maniera ludica, fin da subito.

STROFA II: Sensazioni Olfattive -> il caffè preparato dalla signorina Felicita, l’orto

della villa (STROFA III)

Storia d’amore fittizia, costruita con i tasselli letterari: "cuci […] e pensi a me" + "e

l'avvocato è qui: che pensa a te"

STROFA IV: rime dai "Canti di Castelvecchio" (Pascoli) -> casa - cimasa - invasa

Percorso che da Pascoli porta a Gozzano attraverso Montale.

STROFA V: sintassi nominale (manca il verbo).

Descrizione dell'edificio caratterizzata da particolari architettonici e dal silenzio delle

stanze inabitate, morte.

Odore (sensazione olfattiva) d’ombra (qualcosa di astratto).

Una casa in rovina attraverso il riuso del mito.

STROFA VI: il mito perde il suo significato nel ‘900, non ha più una funzione.

SEZIONE III

STROFA I: descrizione della moglie ignorante -> donna priva di lusinghe, arte della

seduzione; il "quasi" così frequente, ha una funzione attenuante dell'aggettivo, ma in

modo ironico, va a delineare la figura della donna piccolo borghese.

"Ma" -> attacco anaforico, che va a ridefinire la bellezza "fiamminga" della donna

("faccia buona e casalinga", "capelli color di sole")

"trecciuole" -> termine aulico

STROFA II: continua la descrizione -> nelle rime, dantesche, troviamo lo shock tra

aulico e prosaico:

⁃ "bocca vermiglia" (aulico)

⁃ "senza sopracciglia" (aulico)

⁃ "azzurro di stoviglia" (prosaico)

l'aggiunta del colore dà importanza al significante (parte fonico-timbrica).

STROFA III: stile epistolare -> la ripetizione del "tu" e del "piacermi" come nell'VIII del

Paradiso.

STROFA VI: troviamo una rima equivoca -> la rima equivoca è l'utilizzo di una stessa

parola, ma con significati diversi per fare rima. In questo caso abbiamo "salivo alla

tua volta" e "la prima volta".

STROFA V: descrizione della cena ANACRONISTICA, cioè che riprende spunto dal

passato. Secondo Gozzano un'atmosfera è dominabile e descrivibile solo se

proiettata in un'era passata.

Introduzione del personaggio di Maddalena, la serva -> è un personaggio ironico,

iperbolico, viene descritta con un polisindeto (elenco di aggettivi, accumulati, come in

un'immagine).

STROFA VIII: Ci troviamo in una situazione parodica e grottesca, nella quale

Maddalena è in cucina, e lavando i piatti produce ritmo, dando vera e propria

musicalità alla strofa, eliminando la gabbia sillabica.

SEZIONE IV

STROFE da I a VI: Prosaico. Ci troviamo in soffitta e il poeta fa uso della tecnica del

rovinismo, l'elencazione di oggetti vecchi e in rovina.

Descrizione della Marchesa la vecchia padrona della villa, anch'ella parte degli

oggetti in rovina: ritorno del suo fantasma.

In questo ambiente la moglie ride "illusa", scambiando l'alloro che cinge il capo di

Torquato Tasso in rami di ciliegie, ed è qui che l'autore fa una dichiarazione poetica,

definendola la sua Musa.

Shock aulico prosaico con la rima Este-teste. La Gloria poetica di Tasso (raffigurato

in una tela logora) contrapposta all'ambiente basso e di cattivo gusto presente in

soffitta.

STROFE VII e VIII: Rapporto del fuori col dentro -> a partire dall'interno, l'esterno

visto attraverso il vetro (della finestra), che fa da filtro, appare deformato, artificioso,

finto connotato da una realtà limitata e circoscritta. Non esiste più una realtà unica,

ma è per ognuno soggettiva, rappresentata come una stampa, una fotografia. La

realtà circoscritta la si può raccontare solo se spostata all'indietro, con un

anacronismo. Come al cinema, il film è interpretato in modo diverso da ogni

spettatore.

Separazione dell'IO LIRICO dall'IO NARRANTE -> i commenti fra parentesi stanno

ad indicare il vero pensiero del poeta che scrivo (io narrante). "Non vero (e bello)

[…]".

STROFA IX: disprezzo del mondo e degli uomini "cosi con due gambe" -> il mondo è

visto come insieme di lotte, e gli uomini vengono disprezzati per aver perso la loro

anima e per essersi trasformati in automi alla ricerca della propria identità. Gli fanno

pena.

STROFA XIII: introduzione del discorso diretto in un dialogo fra l'Avvocato (io lirico) e

la moglie ignorante (Felicita). Abbiamo qui l'intreccio di voci, e una dichiarazione

d'amore. Distruzione della metrica (STROFA XVIII).

STROFE XIV e XV: presenze inquietanti -> il quadro della vecchia marchesa e un

"atropo", una farfalla (termini aulici) che produce effetti fonici sinistri. Le due figure

sono impersonate l'una dall'altra: il ronzio della farfalla diventa il pianto della

Marchesa. Sono entrambi simboli di morte: la realtà chiusa in una stampa, diventa

una reliquia secolarizzata, la farfalla è come la "stampa della natura", compie una

metamorfosi da bruco a crisalide (oggetto inutile) a farfalla, dopodiché muore dopo

un giorno.

[Farfalla essere effimero, durano un solo giorno. Gozzano era un entomologo ed è

attratto dalla metamorfosi bruco-farfalla… tutto ciò avviene in un solo giorno e

presuppone una morte necessaria perché ci sia una nuova vita esorcizza la morte e

crea una situazione di ciclicità (equilibrio della natura).

Ci sono tutta una serie di dettagli legate alle farfalle nelle sue raccolte.]

Nella strofa il poeta riporta uno stornello toscano -> ridurre la strofa a ritornello

(refrain).

SEZIONE V

STROFA I: anadiplosi -> il primo e l'ultimo verso fanno rima ("giornata-insalata"),

racchiudono tra le due rime tutta la strofa.

Qui il poeta immagina la sua vita con la moglie ignorante, in un giardino comune, che

non ha niente a che vedere con le classiche ville dannunziane. La figura del giardino

è abbassata prosaicamente grazie all'elencazione di oggetti di bassa considerazione:


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

9

PESO

110.10 KB

AUTORE

agna.nya

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Letteratura italiana contemporanea sulla vita di Guido Gozzano, poeta crepuscolare controcorrente; elenco e descrizione delle sue opere, dalle sceneggiature, alle novelle, alle due famose raccolte poetiche: "La via del rifugio" e "I colloqui". Descrizione approfondita delle raccolte e delle caratteristiche fondamentali della poetica gozzaniana. Analisi delle poesie "L'assenza", "La signorina Felicita, ovvero la Felicità", "Torino".
Approfondimento della professoressa Morotti sulla rilettura di Gozzano, in particolare le differenze fra Gozzano e i suoi "colleghi" crepuscolari, il rapporto del poeta col melodramma, e analisi della prosa "Le farfalle", carica di contenuti extrapoetici, tra cui il rapporto con Amalia Guglielminetti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline dello spettacolo e della comunicazione
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher agna.nya di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Salibra Elena.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Letteratura italiana contemporanea

Caproni, Letteratura italiana contemporanea
Appunto
Appunti delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea su Gozzano e il Crepuscolarismo, docente Vinicio Pacca
Appunto
Saba, Letteratura italiana contemporanea
Appunto
Amelia Rosselli, Letteratura italiana contemporanea
Appunto