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Guido Gozzano: un poeta crepuscolare

Guido Gozzano è un poeta torinese esponente del crepuscolarismo. Vive a Torino, culla del cinema, una vita breve: muore infatti a soli 32 anni (1916) malato di tisi. Molto vicino al cinema e al teatro, poiché la madre era un'attrice teatrale; questo influenzerà molto la sua poesia-melodramma dal punto di vista metrico.

Opere cinematografiche e teatrali

Scrive due sceneggiature:

  • "La vita di S. Francesco"
  • "La vita delle Farfalle"

Tre novelle ispirate al cinema:

  • "Il nastro di celluloide"
  • "Pamela e il riflesso delle cesoie"
  • "Le serpi di Laocoonte"

Raccolte poetiche

Due raccolte poetiche:

  • "La via del rifugio" (1907) pubblicata da una casa editrice sconosciuta.
  • "I colloqui" (1911) pubblicata da una casa editrice importante: TREVES di Milano (aveva pubblicato opere di Verga e D’Annunzio).

Pubblica molte delle sue poesie nelle riviste, culturali e di divulgazione popolare (pubblicista). Gozzano è definito dal critico Croce "il più colto dei crepuscolari".

Critica e analisi

Montale scriverà un saggio come introduzione a una delle sue raccolte agli inizi degli anni '50: lo definisce poeta "lirico". Parla di un'operazione letteraria interessante: ATTRAVERSARE D’ANNUNZIO PER ARRIVARE A UN TERRITORIO SUO (come Baudelaire in Francia nei confronti di Hugo). Montale dice: "G. è il primo che fa cozzare l’aulico col prosaico" (es. introducendo rime come: Nietzsche-Camicie), "come uno scolaro corretto un po’ da una serva". Pasolini definisce Gozzano "fine narratore in versi", per il suo tentativo di portare la conversazione all’interno dei versi, a volte eseguendolo in modo fittizio.

"I colloqui" e la poesia narrativa

Partendo dalla raccolta di Gozzano "Colloqui" entriamo nel genere narrativo della poesia. La poesia diventa narrazione, è un poemetto in versi che scorre come un racconto, un romanzo, le poesie (benché indipendenti) saranno legate da un "sottile filo ciclico". È un Bildungs Romanz, un romanzo di formazione. Prima della pubblicazione prepara una campagna pubblicitaria sui principali giornali e si fa intervistare, in questo è molto moderno.

La raccolta è divisa in tre sezioni:

  1. "Il giovanile errore": sintagma petrarchesco, si rifà sempre alla tradizione contrappone la prosa. Perché errore? Errare, vagabondare perdere la retta via sbagliare.
  2. "Alle soglie, adombrante, qualche colloquio con la Morte"
  3. "Il reduce": dall’amore e dalla morte, rifletterà l’animo di chi avendo passato le tempeste della vita alla fine da saggio si rassegna ad essa sorridendo.

Partendo da quest'ultima sezione, diciamo che Gozzano si autodefinisce incapace di amare, si autoaccusa di aridità sentimentale, vittima di una Tabe Letteraria (intossicazione).

Caratteristiche della poetica

  • Introduzione di personaggi trasgressivi:
    • Donne: sportive (Graziella la ciclista, la pattinatrice) Felicita, la moglie ingenua Carlotta l'amica di nonna Speranza la prostituta Torino, la città donna
    • L'avvocato (nel quale si autoraffigura, ma è un ruolo che non raggiungerà mai)
  • Carattere orale: grande quantità di voci che si intersecano tra loro con l'uso del discorso diretto. Questo particolare causerà conseguenze formali come la disarticolazione della sintassi. Questo plurilinguismo dà vita a generi articolati in modo ognuno diverso dall'altro, poiché ogni voce ha un suo stile (questo ci ricorda la sceneggiatura cinematografica, dove ogni personaggio ha propria personalità), pur rimanendo nella cosiddetta "gabbia metrica" tradizionale (versi regolari -> sestine di endecasillabi). La sestina è comunque un metro narrativo, che racchiude le voci, all'interno delle quali viene perso l'endecasillabo.
  • Ironia dissacrante nei confronti della tradizione:
    • Rime ironiche (basso-Tasso, Nietzche-camice)
    • Poeti classici in un contesto basso (Dante): parodia
    • Shock tra aulico e prosaico
    • Riuso del mito in senso prosaico

Analisi: "L'assenza"

La poesia “L’Assenza” è la penultima poesia della prima sezione dai "Colloqui". Versi novenari, quartine. Ritmo che si ripete, accenti che cadono nella II, V e VIII sillaba creando una sorta di ritornello (refrain).

Strofa I

Tecnica del rallentamento data dall’attacco che dà il senso della dissolvenza attraverso le pause sintattiche e la tripartizione dei versi. Segno di una mancanza, un’immagine che si dissolve, quella della madre. Nella poesia del ‘900 l’attenzione si punta sull’interno: stanze diventano a poco a poco stanze della tortura (interno della casa) dove si consumano le angosce individuali (interno del poeta). Metafora del corridoio: ansia del passaggio (effetti visivi).

Strofa II

L'immagine della madre viene ricordata dal poeta ("Risalgo", "Rivedo"), in una descrizione con termini aulici, arcaici.

Strofa III

Sintassi paratattica (pause date dal punto fermo) che contrappongono le frasi luna all’altra danno il senso dell’angoscia nella lentezza dei gesti descritti dall'autore. I periodi sono chiusi da un punto fermo, ma sono legati tra loro dalla “e” (continuazione). Sintassi e metro non corrispondono la gabbia metrica si sovrappone alla sovrabbondanza sintattica: il metro e la sintassi si trovano sfasati.

Strofa IV

Descrizione del declino dell'estate (l'estate muore, la stagione dei crepuscolari non è colorata e gioiosa come l'estate): punto di raccordo con Carducci. Nonostante questo ci sono dei colori forti come ad esempio il rosso vermiglio. “Fremendo le ali caudate” -> ablativo assoluto (sintassi aulica) “Papilio” -> linguaggio scientifico: farfalla diurna. La definisce enorme ma utilizza un’iperbole (esagerazione), poiché in realtà essa non è così grande. Il papilio rende straniata l’atmosfera e la rende metafisica (come l’albatros Baudlairiano).

[Farfalla essere effimero, durano un solo giorno. Gozzano era un entomologo ed è attratto dalla metamorfosi bruco-farfalla… tutto ciò avviene in un solo giorno e presuppone una morte necessaria perché ci sia una nuova vita esorcizza la morte e crea una situazione di ciclicità (equilibrio della natura). Ci sono tutta una serie di dettagli legate alle farfalle nelle sue raccolte.]

Strofa V

Altro colore presente nel poemetto è l'Azzurro, colore della lontananza (radici classiche: Ulisse che allontanandosi da Ithaca vede dinnanzi a sé questo colore). “La luna già pensa al ritorno” -> Il ritorno della donna è paragonato al ritorno della luna: si trasfigura in una dimensione mitica.

Strofa VI

Fa da cornice la descrizione dello stagno. Questa poesia è connotata dal silenzio che fa parte del ritmo, dei suoni della poesia.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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