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Il panorama linguistico europeo

Concludiamo la breve e sintetica presentazione del panorama linguistico europeo. Vediamo dapprima i gruppi indoeuropei germanico e celtico. In seguito, indichiamo le lingue appartenenti ad altre famiglie.

Le lingue germaniche

Le lingue germaniche sono suddivise tradizionalmente in orientali, occidentali e settentrionali, anche se di recente si è proposto di annoverare quelle orientali nel sottogruppo settentrionale. Fra le orientali, ricordiamo il gotico che, soprattutto con la Bibbia tradotta dal vescovo Ulfila (IV secolo), ci offre i testi germanici di più antica attestazione.

Molte informazioni sui Goti vengono dalla Historia Gothorum di Iordanes, che fu redatta nella prima metà del VI secolo. Iordanes – o Giordane – riprendeva un testo di Cassiodoro (perduto), il quale disponeva di fonti di prima mano (saghe, canti eroici ecc.). Nella Historia si afferma che la terra di origine dei Goti è l’attuale Götaland (regione meridionale della Svezia). In proposito, va segnalato che, in effetti, dal I secolo a.C. si registra un impoverimento dei reperti archeologici nel Götaland. Questo fatto è stato invocato come indizio a sostegno di uno spopolamento della regione, avvenuto in quel periodo.

I Goti e la loro storia

In base alla narrazione di Iordanes, nel I sec. a.C. i Goti raggiungono il corso inferiore della Vistola. Vi si fermano fino al I sec. d.C. E quel territorio fu chiamato Gotiscandza. Oggi, per questo nome si propongono due etimologie, che riflettono due diverse analisi lessicali:

  • Goti-scandja (con deformazione di <dj>, dovuta a Iordanes; da Scandinavia; fu chiamato Scandia il territorio europeo nel quale i Goti si insediarono);
  • Gotisc-andza (con alterazione del termine germanico andja “parte terminale, litorale”: “il litorale abitato dai Goti”).

Nel I sec. d.C. vi fu una divisione tra Visigoti (“Goti dell’Ovest”) e Ostrogoti (“Goti dell’Est”). Il confine era rappresentato dal fiume Dnepr. Avvenne in quel periodo che i Visi entrarono in conflitto con l’impero. E nel 274 Aureliano assegnò loro la Dacia.

La figura di Wulfila

Proprio in Dacia, agli inizi del quarto secolo, nacque Wulfila. Egli era dunque un Visigoto. Trilinguismo: peraltro, a quanto pare, aveva anche antenati greci (un’antenata di Wulfila era stata rapita dai Visi in Asia Minore nella II metà del III secolo); crebbe poi in un ambiente latino, ma dentro a una comunità di lingua e cultura gotica. Wulfila morì verso il 380-385.

Egli tradusse l’intera Bibbia (come affermano i biografi) eccetto i libri dei Re (Filostorgio dice che si evitò di renderli perché di contenuto cruento) e la lettera agli Ebrei (dove si afferma che Gesù è figlio di Dio e si insiste sulla divinità di lui: per gli ariani, Cristo è “homòios”, di natura simile, ma non “hòmos”).

Manoscritti gotici

Il testo è conservato in documenti della seconda metà del sesto secolo. La catalogazione dei manoscritti è la seguente:

  • Codex Argenteus: era un lezionario, reca i testi dei Vangeli (oltre alle lettere degli Evangelisti). Scritto in caratteri argentei e d'oro su pergamena in color porpora, il manoscritto fu redatto tra la fine del quinto e l'inizio del sesto secolo in Italia, nell'abbazia di Bobbio. Oggi è conservato nella biblioteca dell'Università di Uppsala, in Svezia. Dei 330 fogli originari, che contenevano i quattro Vangeli (nell'ordine Matteo, Giovanni, Luca, Marco) sono rimasti 187. Tutti i brani evangelici in gotico a noi pervenuti sono contenuti in questo manoscritto.
  • Codex Gissensis (era conservato nella biblioteca dell’università di Giessen – perduto in seguito alla guerra: risultò infatti rovinato a causa di infiltrazioni d’acqua nel caveau della banca dove era conservato; ne resta copia fotografata). Rilevante perché consta di due fogli, con testo bilingue gotico-latino (forse usato da ariani bilingui). È un frammento del vangelo di Luca. Fu ritrovato nel 1906 in Egitto.
  • Codex Carolinus, in 4 fogli, con brani dell’epistola di Paolo ai Romani. È un codice bilingue gotico-latino.
  • Infine, vi sono i due Codices Ambrosiani. Scoperti in Ambrosiana dal card. Maj.

Lingue germaniche occidentali e settentrionali

Tuttora parlate sono lingue del sottogruppo occidentale - inglese, olandese e fiammingo, tedesco - e settentrionale, ossia l'islandese, lo svedese, il danese e il norvegese; di queste, l'islandese è il più conservativo, mentre il norvegese presenta una storia complessa, che risente della dominazione danese. A tutt'oggi in Norvegia vi sono due lingue, il bokmål - che si sviluppa dal danese letterario - e il nynorsk, una koiné costruita a partire dalla metà del XIX secolo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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