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Gruppi indeuropei germanico e celtico

Appunti di Linguistica generale della prof.ssa Gatti sui gruppi indeuropei germanico e celtico: le lingue germaniche, Il tedesco, L’inglese, Il gruppo celtico, La famiglia linguistica ugro-finnica, prima rotazione consonantica, Occlusive sonore, il basco.

Esame di Linguistica generale docente Prof. M. Gatti

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Tuttora parlate sono lingue del sottogruppo occidentale - inglese,

olandese e fiammingo, tedesco - e settentrionale, ossia l'islandese, lo svedese,

il danese e il norvegese; di queste, l'islandese è il più conservativo, mentre il

norvegese presenta una storia complessa, che risente della dominazione

danese. A tutt'oggi in Norvegia vi sono due lingue, il bokmål - che si sviluppa

dal danese letterario - e il nynorsk, una koiné costruita a partire dalla metà del

lingua e cultura gotica. Wulfila morì verso il 380-385. Egli tradusse l’intera

Bibbia (come affermano i biografi) eccetto i libri dei Re (Filostorgio dice che

si evitò di renderli perché di contenuto cruento) e la lettera agli Ebrei (dove si

afferma che Gesù è figlio di Dio e si insiste sulla divinità di lui: per gli ariani,

Cristo è “homòios”, di natura simile, ma non “hòmos”).

Il testo è conservato in documenti della seconda metà del sesto secolo. La

catagolazione dei manoscritti è la seguente:

Codex Argenteus: era un lezionario, reca i testi dei Vangeli (oltre alle lettere

degli Evangelisti). Scritto in caratteri argentei e d'oro su pergamena in color

porpora, il manoscritto fu redatto tra la fine del quinto e l'inizio del sesto

secolo in Italia, nell'abbazia di Bobbio. Oggi è conservato nella biblioteca

dell'Università di Uppsala, in Svezia. Dei 330 fogli originari, che

contenevano i quattro Vangeli (nell'ordine Matteo, Giovanni, Luca, Marco)

sono rimasti 187. Tutti i brani evangelici in gotici a noi pervenuti sono

contenuti in questo manoscritto.

Codex Gissensis (era conservato nella biblioteca dell’università di Giessen –

perduto in seguito alla guerra: risulto infatti rovinato a causa di infiltrazioni

d’acqua nel caveau della banca dove era conservato; ne resta copia

fotografata). Rilevante perché consta di due fogli, con testo bilingue gotico-

latino (forse usato da ariani bilingui). È un frammento del vangelo di Luca.

Fu ritrovato nel 1906 in Egitto.

Codex Carolinus, in 4 fogli, con brani dell’epistola di Paolo ai Romani. È un

codice bilingue gotico-latino.

Infine, vi sono i due Codices Ambrosiani. Scoperti in Ambrosiana dal card.

Maj nel 1817, contengono tutte le epistole, eccetto la lettera agli Ebrei.

2 La denominazione di gruppo germanico orientale viene dalla sede

geografica - all'incirca il territorio, oggi polacco, fra l’Oder ad occidente e il

Bug ad oriente, e soprattutto lungo la Vistola - attribuita a popolazioni come i

Vandali, i Burgundi, i Gepidi, gli Eruli, prima delle loro migrazioni, che

coincisero con la fine dell'Impero di Roma. Peraltro il gotico presenta diverse

affinità con le lingue germaniche settentrionali: come abbiamo visto (v. nota

precedente) la tradizione gotica stessa - con lo storiografo Iordanes -

considerava la regione scandinava dello Jutland (Göta-land) come la sede

originaria, prima che, intorno all'inizio della nostra era, i Goti passassero

sulla terraferma.

XIX secolo sulla base dei dialetti norvegesi. Oggi, tuttavia, in seguito a

numerose riforme ortografiche e al definitivo distacco dallo Stato danese, le

poco3.

due lingue differiscono fra loro ben

Le lingue germaniche occidentali sono tre: il neerlandese, con le due

fiammingo4,

varietà dell’olandese e del il tedesco e l’inglese. Tutte e tre sono

lingue pluricentriche, ossia, hanno più di una varietà standard: il tedesco ha

tre standard (quello tedesco-federale, quello austriaco e quello svizzero); il

neerlandese ha i due standard fiammingo e olandese; l’inglese ha un gran

numero di standard: dal British English, all’American English, allo Hiberno-

English (Irlanda), allo Australian English, e così via.

Il tedesco

3 Dal 1380 al 1814 la Norvegia era unita al Regno di Danimarca. Nel corso di

questi secoli, ma soprattutto dopo l'introduzione della confessione evangelica

nel 1536, il danese si diffuse sempre più in Norvegia, soprattutto nelle regioni

meridionali, vicine alla Danimarca. La lingua scritta danese veniva però

pronunciata "alla norvegese". Anche con lo scioglimento dell'unione con la

Danimarca, la lingua danese mantenne e anzi aumentò il suo influsso, perché

essa continuava ad essere utilizzata negli atti amministrativi e

nell'insegnamento scolastico. In reazione a queste circostanze si iniziò a

pensare a una lingua nazionale norvegese. Ma le proposte andavano in due

direzioni diverse: da una parte si puntò a “norvegizzare” il danese ereditato, e

nacque così il riksmål (la lingua cancelleresca), in seguito chiamata bokmål

(composto di bok, “libro”, e mål, “lingua”: più che “lingua libresca” è la

“lingua dei libri”, distinta dal “sermo quotidianus”). Dall'altra si sostenne

l'elaborazione di una lingua nuova, il landsmål, che era basata sul patrimonio

comune dei dialetti norvegesi. Intorno al 1850 nacque così il nynorsk, il

“norvegese nuovo”. La disputa fra i propugnatori del bokmål e del nynorsk (i

termini sono ufficiali a partire dal 1929) terminò con l'equiparazione delle

due lingue, sia per l'insegnamento che per la redazione degli atti

amministrativi. Oggi il bokmål è la lingua principale di circa quattro quinti

degli scolari (soprattutto nelle regioni settentrionali e sud–orientali, oltre che

nelle città), per gli altri è il nynorsk (soprattutto nelle regioni occidentali e

nell'interno del Paese).

4 Al neerlandese fa riferimento anche l’afrikaans, parlato nel Sud Africa dalla

comunità di origine neerlandese. Nel territorio settentrionale – per lo più

insulare – dello Stato dei Paesi Bassi e nelle zone del Land tedesco della

Bassa Sassonia prossime ai confini con i Paesi Bassi si parla il frisone, che è

una lingua distinta dal neerlandese.

Le parlate del tedesco sono tradizionalmente suddivise in alte (alemanne e

bavaresi, a sud), medie (franconi, al centro) e basso-tedesche (o Plattdeutsch,

a nord). Storicamente, le parlate meridionali fino al secolo XIII costituiscono

l'antico alto tedesco, cui ci riferiremo nei capitoli successivi.

Un idioma basato su dialetti medio-tedeschi medievali è lo jiddisch, la

lingua degli Ebrei dell'Europa centrale e orientale, che morì con l'Olocausto.

Dialetti tedeschi, soprattutto alemanni e franconi, sono parlati ancor oggi in

Kazachstan e in Siberia: sono gli idiomi originari dei Russlanddeutsche,

emigrati in diverse regioni della Russia Europea a partire dalla fine del

Settecento, e deportati nell'Asia sovietica da Stalin durante la seconda guerra

mondiale. Oggi buona parte dei tedeschi di Russia parla il russo come prima

lingua, come risultato del decennale divieto, da parte del potere sovietico, di

aprire scuole tedesche per i Russlanddeutsche e di usare il tedesco per

funzioni amministrative locali.

L’inglese

Da una serie di parlate settentrionali del gruppo germanico occidentale

provengono gli idiomi degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, che nel corso del

VI secolo si stabilirono in quella che fu poi chiamata Inghilterra (da Engla-

land, la “terra degli Angli”, e si intendevano tutte le popolazioni germaniche

nell’isola)5.

insediatesi Si parla di antico inglese per il periodo che precede

l'arrivo dei Normanni. La battaglia di Hastings (1066) segnò la conquista

dell'Inghilterra da parte di Guglielmo di Normandia. Tale avvenimento

determina i successivi profondi mutamenti della lingua, che caratterizzano il

passaggio dall'antico al medio inglese. Alla fine del Quattrocento, e agli inizi

del Cinquecento, si hanno ulteriori profonde modifiche per la fonologia,

soprattutto nel vocalismo: comincia così a crescere l'inglese moderno, che nel

corso dei secoli diventa lingua internazionale e si dirama in numerose varietà

standard, alquanto diverse dal "British English".

Oltre alla variazione geografica (l'inglese d'America, del Canada,

d'Australia ecc.) vi è una variazione che riguarda le funzioni sociali, con il

"Business English", una sorta di inglese “lingua franca” internazionale, usata

dai ceti dirigenziali di tutto il mondo. Il destino dell'inglese assomiglia a

quello del latino: da lingua germanica sta diventando la matrice genetica di

un gruppo linguistico (dove la lingua franca internazionale, per funzione,

ricorda il latino medievale).

Il gruppo celtico

5 Rinvio, per notizie dettagliate, al volume di D. Pezzini, Storia della lingua

inglese, La Scuola, Brescia 1981.

Delle lingue indeuropee minori oggi parlate, quelle celtiche sembrano più di

altre minacciate di estinzione, dato il prestigio dell'inglese.

Il celtico si divideva anticamente in insulare e continentale: quest'ultimo

comprendeva idiomi parlati nelle Gallie, nella Penisola Iberica, nell'odierna

Germania: si ritiene che si siano estinte tutte entro il 500 d. C., anche se

hanno influito sulle lingue romanze e germaniche. Il celtico insulare è

suddiviso in due tronconi: il gaelico, con due lingue, l'irlandese e lo scozzese,

e il britannico o brittonico, con il gallese e il bretone (intorno al V secolo una

popolazione celtica insulare emigrò nella penisola, allora detta Armorica, che

prese appunto a chiamarsi Bretagna). Un'altra lingua brittonica, il cornico, si

parlò in Cornovaglia fin al XVIII secolo. L'idioma gaelico dell'isola di Man

(il manx) si è invece estinto nel nostro secolo. Delle lingue celtiche, la più

viva è il gallese: nel censimento del 1981 vi erano oltre 500.000 parlanti (il

20% della popolazione del Galles). Dal 1967 nei territori del Galles il welsh è

lingua ufficiale alla pari dell'inglese. Invece l'irlandese, sebbene la

Costituzione dell'Irlanda lo dichiari prima lingua della nazione, è parlato

come prima lingua solo da circa 100.000 persone (il 4% della popolazione

dell'Irlanda)6.

La famiglia linguistica ugro-finnica

La famiglia ugro-finnica è di solito divisa in più gruppi. I più importanti sono

l'ugro e il balto-finnico.

Il gruppo ugro è rappresentato dall'ungherese, o magiaro. Vi sono poi

lingue minori, come il vogulo e l'ostiaco, con comunità assai ridotte (intorno

a diecimila parlanti) nel territorio siberiano settentrionale a ridosso degli

Urali. Gli Ungheresi, la cui regione d'origine era forse in territori compresi

fra il Volga e gli Urali, giunsero nell'Europa centrale durante il IX secolo.

Del gruppo balto-finnico fanno parte il finnico e l'estone, che sono lingue

ufficiali dei rispettivi Stati. Vi appartengono inoltre lingue minori, come il

Pietroburgo7.

vepso, parlato da una minuscola comunità nella regione di San

Vi sono poi lingue ugro-finniche di altri gruppi minori: ricordiamo il

gruppo sami (chiamato anche “lappone”), articolato in vari dialetti parlati da

comunità sparse nei territori subartici della Scandinavia e della Russia (in

6 Ricavo queste notizie da P. Cuzzolin, Le lingue celtiche, in E. Banfi, La

formazione dell'Europa linguistica, cit.

7 Per comprendere l'esiguità di queste comunità linguistiche, basti considerare

che, alla data del censimento della popolazione, effettuato nel 1979 nell'allora

Unione Sovietica, il vepso era usato come prima lingua da circa 770 parlanti.

Rinvio in proposito a G. Gobber, La politica linguistica dell'Urss, "Vita e

Pensiero", 1986.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

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