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Il funzionamento dei gruppi e la loro evoluzione

Il funzionamento dei gruppi divenne importante negli Stati Uniti negli anni '30, mentre in Europa c'era il totalitarismo. Volevano controllare e manipolare il comportamento invece di limitarsi a misurarlo. Mayo, negli anni '20, mise in evidenza l'incidenza dei fattori umani sulla produzione e del gruppo come fonte di organizzazione del comportamento degli individui. Quindi la produttività del gruppo era funzione della soddisfazione lavorativa dei membri, soddisfazione che a sua volta dipende dalla struttura sociale che il gruppo si dava in maniera informale.

Lewin fonda al MIT il Research Centre for Group Dynamics e lo statuto psicosociale della nozione di gruppo. Negli anni '50 si spostò in Europa e paura dell'espansione dell'ideologia marxista. E abbandono dello studio dei gruppi per l'approccio individualista.

Approcci e teorie sui gruppi

Negli anni '90 in Europa il gruppo viene considerato sia l'oggetto di studio sia il mezzo sociale. Questo ritorno allo studio dei gruppi è influenzato dall'approccio europeo e dalla cognition, in cui l'approccio epistemologico privilegia l'individuo piuttosto che il collettivo.

Approccio individualista: La gente si comporta nello stesso modo sia da sola che in gruppo.

Approccio collettivista: Il comportamento della gente è influenzato da processi sociali peculiari e da rappresentazioni cognitive che possono originarsi solo in gruppo.

Action-research: Attivi sia i soggetti-oggetti sia i ricercatori.

T-group: È un metodo di formazione attiva di gruppo.

McGrath disse che ogni aggregazione di individui non è per forza un gruppo. Ci sono aggregazioni artificiali (classificati insieme per qualche caratteristica comune ma non necessariamente implicati in qualche tipo di relazione) e aggregazioni non organizzate (insieme di individui che si trovano nello stesso luogo e nello stesso momento senza alcun tipo di legame). Gli aggregati possono includere o meno la vicinanza fisica e uno scopo contingente comune.

Tipologie di unità sociali

  • Unità sociali con modelli di relazione: Individui che condividono set di valori, abitudini, la cultura, il linguaggio, subculture e parentele.
  • Unità sociali strutturate: Legame più forte, ad esempio famiglie o comunità.
  • Unità sociali intenzionalmente progettate: Ad esempio, organizzazioni o gruppi di lavoro.
  • Unità sociali meno intenzionalmente progettate: Ad esempio, volontari.

Queste relazioni non sono mutuamente esclusive. Per McGrath i gruppi sono aggregazioni sociali che implicano reciproca consapevolezza e una potenziale reciproca interazione. (Restrittiva perché ci sono gruppi che non hanno interazioni dirette).

De Grada disse che non c'è una netta differenziazione tra gruppo sociale, aggregato sociale e situazione collettiva. Piccoli gruppi si influenzano a vicenda anche se c'è interazione diretta non è una conditio sine qua non, ad esempio un piccolo villaggio.

Gruppo faccia a faccia: Gruppo ristretto nel quale i gruppi interagiscono direttamente.

Gruppi primari: Interazione diretta, vincolo affettivo e forte senso di appartenenza.

Gruppi secondari: Scopi da raggiungere, ruoli differenziati e relazioni impersonali.

Gruppi formali: Che si formano sotto un’istituzione che detta obiettivi.

Gruppi informali o naturali: Aggregazioni spontanee e lo scopo non è un’attività ma l'intensità delle relazioni tra i membri.

Gruppi inventati: Per la ricerca.

Quasi-gruppi: Sempre per la ricerca ma altamente artificiali (es. barriere per evitare il faccia a faccia).

Gruppi di riferimento: Quelli per cui l’individuo si identifica o ai quali aspira all'appartenere.

Teoria del gruppo e contributi di studiosi

Per Lewin il gruppo è innanzitutto una totalità dinamica le cui proprietà strutturali sono diverse dalle proprietà strutturali delle sottoparti. La totalità dinamica è caratterizzata dalla stretta interdipendenza delle sue parti. Interdipendenza del destino: Ad esempio, ostaggio. Interdipendenza del compito: Più forte e diretto del destino, può essere positiva (collaborazione) o negativa (competizione).

Per Sherif il gruppo è una struttura in cui i membri sono legati da rapporti di status e ruoli e in cui si delineano norme e valori comuni. Quindi, le proprietà minime ed essenziali di un gruppo sono la struttura, l’organizzazione, le norme e i valori.

Emerson disse che ciò che costituisce una nazione o un gruppo è il fatto che l'individuo si sente parte di essi, questa definizione include tre componenti: cognitiva, valutativa, emozionale.

La categorizzazione sociale è un processo cognitivo che divide il mondo sociale in categorie cui si appartiene e non si appartiene.

Entitatività: Grado in cui un aggregato sociale è percepito dagli osservatori esterni come avente natura di un'entità, dotata di un'esistenza reale e secondo Campbell è un continuum. Principi di somiglianza della Gestalt.

Asch dà importanza alla percezione interpersonale nel guidare le interazioni, perché esse non dipendono solo dai comportamenti oggettivi ma anche dalle nostre percezioni. Secondo Asch nella percezione sociale gli individui sono visti come unità e come entità dotate di coesione interna.

Secondo Hamilton e Sherman i gruppi hanno un'entitatività più bassa (cioè minore unità, consistenza, organizzazione e coerenza) dei singoli; mentre per Tajfel esprime nella sua teoria che la percezione dei gruppi è più entitativa.

Riti di passaggio e coesione sociale

Secondo Van Gennep ogni società per sopravvivere deve soddisfare due requisiti fondamentali: la coesione interna e la continuità temporale. I riti di passaggio sono i meccanismi cerimoniali che hanno la funzione di guidare, controllare e regolamentare i cambiamenti di ogni tipo dei gruppi e degli individui. Possono essere liminari (di margine cambiare aspetto), preliminari (di separazione) e postliminari (di aggregazione).

Locomozione sociale: Il passaggio da un gruppo sociale all’altro. Nei riti di iniziazione è fondamentale la simbologia, in particolare quella della morte e della nuova rinascita.

Riti puberali: Passaggio dall'infanzia al mondo degli adulti. Sono serie prove fisiche e psicologiche e obbligatori.

Riti di ingresso nelle società segrete: Facoltativi.

Riti di chiamata mistica: Ad esempio, lo sciamano (trance è la condizione nella quale egli realizza abitualmente la sua relazione con gli altri spiriti). Oppure il battesimo e altri sacramenti.

I rituali e le cerimonie contribuiscono a radicare l’individuo nel suo ambiente fisico e sociale e soprattutto convogliano un senso di identità. Pratiche di rinuncia costituiscono i riti preliminari e i riti liminari. Pratiche di comunione costituiscono i riti postliminari.

I riti hanno una funzione di identità per il gruppo e l’individuo, suscitare lealtà e servire da fasi di apprendistato. Le iniziazioni negative sono infatti utilizzate per allontanare i meno convinti a far parte del gruppo, coloro che decidono di rimanere osano autoconvincersi che il rito non è stato così.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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