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Corso di laurea in scienze politiche, studi internazionali e governo delle amministrazioni: governo locale

Definizioni di government e governance

M. Vercillo – Appunti di governo locale 1

Guardiamo subito due definizioni. Government: governo istituzionale e governance: azione di governo. Il concetto di territorio subentra all'affievolimento del concetto di settorialità (da sviluppo agricolo a sviluppo rurale). Il problema da fronteggiare è l'incapacità di attuazione di politiche integrate di sviluppo, agibile unicamente mediante il superamento della specializzazione settoriale, in favore della capacità di dialogo con altre prospettive di analisi disciplinari, complementari.

Interconnessione dei settori politici

I settori della politica sono tutti strettamente connessi tra loro. Il diritto arriva sempre in ritardo, in quanto esito di un processo regolativo, non sempre perfettamente funzionante. Il punto non è la regolazione, ma il conseguimento di obiettivi di sviluppo. Tali obiettivi sono perseguiti dalla politica. Easton definisce la politica come sistema di allocazione di risorse scarse, Parsons come strumento di conseguimento dei fini. Tali fini si conseguono mediante la progettazione di obiettivi di lungo-medio periodo e l'individuazione dei mezzi necessari allo sviluppo degli stessi.

Processo di regolazione

La regolazione è il processo attraverso cui si formano le regole. Essa è statica, mentre la realtà è dinamica, pertanto non a passo con i tempi. I processi storici di formazione delle leggi, e che permettono la loro interiorizzazione da parte degli attori, sono di importanza fondamentale. Esistono tre diverse forme di regolazione:

  • Sociale, costituita da norme sociali, strettamente connesse alla dimensione comunitaria;
  • Economica, che consiste in delle "leggi" di mercato;
  • Politica, prerogativa dello stato, soggetto pubblico che produce norme giuridiche, le leggi dello stato.

Studio del territorio e regolazione

Questi argomenti vengono, solitamente, sviluppati in materie diverse, ma al fine di uno studio del territorio, bisogna guardare a questi modi di regolazione in modo coordinato. In contesti diversi potranno prevalere dimensioni diverse. Si tratta di modi e non di modelli poiché i modelli sono schemi rigidi da adattare ai contesti, mentre i modi si sviluppano nei contesti. Al concetto dei "modi di regolazione", vanno associati i "modi di sviluppo" (i modelli di capitalismo), intesi come modi di fare economia di mercato. Ad ogni modo di regolazione corrisponde un modo di sviluppo. Si può comparare per analogie o differenze ma non si possono dare giudizi di valore o fare classifiche.

Importanza del contesto

Un "contesto" è ciò che dà significato alle azioni, non un fatto territoriale, ma un insieme di regole che ci dà la possibilità di interpretare azioni, parole, pensieri e comportamenti degli attori. Le regole definiscono il comportamento degli attori in un determinato contesto. Il contesto è, dunque, un sistema di significati specifici. Comparare contesti differenti implica una profonda conoscenza degli stessi. Ciò è possibile solo come esito di un'analisi comparata. La comparazione per contesti, dal punto di vista metodologico, è differente da quella dei dati, in quanto si ragiona in termini di modi e non di modelli, non si ragiona in termini quantitativi, ma solo qualitativi.

Sostenibilità dello sviluppo

La sostenibilità dello sviluppo consiste nella valutazione dello stesso in relazione alla qualità e non alla quantità. La sostenibilità non è compatibile con il capitalismo fordista. Tale modello è in crisi di stabilità economica e strutturale. Bagnasco e Trigilia scrivono "le tre italie", alla fine degli anni '70. All'epoca l'idea dello sviluppo era quella della dicotomia nord-sud. Non vi erano politiche territoriali di sviluppo, ma politiche per lo sviluppo delle grandi imprese. Arnaldo Bagnasco, sociologo dell'economia, si accorge dell'esistenza di una terza Italia (Nord-Est e Centro) che è quella della piccola-media impresa, di quelli che diverranno i distretti industriali. Beccadini, studiando Prato, svilupperà il concetto di distretto industriale come modello.

Regolazione sociale del mercato

Veneto ed Emilia-Romagna, per la loro collocazione geopolitica nella terza Italia, sono realtà simili, per quanto concerne modello (e non modo) di sviluppo. Il modello è quello della piccola e media impresa. Interessante è che Trigilia, allievo di Bagnasco, ex ministro dello sviluppo, sostiene che, da un approfondimento, affiora un'altra similitudine, inerente il fatto che Toscana e Veneto siano strettamente connesse alle culture politiche egemoniche in quel periodo. Nonostante le differenze di colore politico, secondo Trigilia, prevalgono le somiglianze, perché il collante delle piccole imprese è il capitale sociale. Il controllo sociale fa le veci del controllo giuridico. Ciò che conta non è il colore politico, ma il tessuto sociale, che porta alla "regolazione sociale del mercato" (che è un modello). Nonostante l'apparente somiglianza, la variabile politica ha una profonda rilevanza perché incide fortemente sulla regolazione. Si tratta di una variabile indipendente e interveniente.

Differenze tra Veneto ed Emilia

Esempio può essere la divergenza, nel periodo, tra i servizi "pubblici" dell'Emilia, offerti da comune/regione/stato, e quelli "comuni" del Veneto, controllati dalla chiesa (come nel caso delle scuole per l'infanzia). Tale differenza non è quantitativa, ma qualitativa. I numeri sono gli stessi, ma nei fatti differenze del genere hanno rilevanza immensa. In Veneto i comuni non hanno mai lavorato sulla regolazione politica ma si sono chiusi su quella sociale. Da qui l'antistatalismo e l'antipolitica che, in Veneto, portano alla predilezione delle associazioni a soggetti come quelli citati. Interessante è che di fronte alla stessa sfida-crisi i due modi di regolazione, i due sistemi regionali reagiscono diversamente in relazione alle proprie risorse ed alle proprie esperienze.

Grandi partiti, piccole imprese

"Grandi partiti, piccole imprese", di Trigilia è un paragone tra Veneto (Bassano) e Toscana (Valdelsa), ove si mette in evidenza come, in entrambi questi contesti, ciò che permette lo sviluppo di sistemi locali di piccola impresa è la "regolazione sociale del mercato", che lui definisce "localistica", caratterizzata da una forte rete associativa. Ciò consente il radicamento delle realtà produttive dei distretti industriali. Dal punto di vista politologico, nonostante la somiglianza sociologica dei modelli, vi sono profonde differenze tra i contesti, per via delle culture politiche, rosse, in Toscana ed Emilia Romagna, e bianche, in Veneto, che li caratterizzano.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vercillo.marco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Governo locale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Messina Patrizia.
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