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GENTRIFICATION G. Semi

Introduzione

Obbiettivo: cambiare immaginario negativo (costruzione sociale fatta di elementi negativi es. persone

ignoranti e violente) della città -> raffinare la città, cioè selezionare.

Se un oggetto è socialmente prodotto si può produrre un altro oggetto con un messaggio contrario.

Comunicare/trasmettere un messaggio (attraverso uno spot), ma non tutti sono in grado di farlo -> linguaggio

selettivo: linguaggio di un certo tipo rivolto a un determinato gruppo di persone (una classe sociale/un ceto)

secondo rappresentazioni condivise.

Conflitto

Conflitto: non è possibile che un processo sociale vada bene a tutti, c’è sempre qualcuno che perde.

Generalmente una parte della città è favorevole al cambiamento (chi ammira il progetto / chi si dà da fare

per implementarlo provando ad integrarsi -> l’ideologia è stata incorporata), mentre un’altra parte della città

è sfavorevole al cambiamento (persone che non sono integrate all’interno della società -> diversi livelli di

integrazione e opposizione al progetto).

Riferimento a modelli esterni

Le città vogliono essere le wannabe cities. Gli immaginari circolano in uno spazio globale e fanno da

riferimenti agli immaginari di qualsiasi posto.

Cosa si intende per Gentrification

Per gentrification si intende la conquista di un territorio urbano centrale da parte di un gruppo di persone

differenti per posizione di classe rispetto agli abitanti precedenti (urban gentry, borghesia) -> persone che

in quel quartiere riconoscono delle qualità, delle opportunità e un valore, per le quali la trasformazione di

quel pezzo di città diventa uno strumento di affermazione sociale, un elemento identitario forte, una ragione

sufficientemente condivisa da lottare per ottenerlo.

La gentrification è quindi un insieme di trasformazioni della città tali per cui l’area in cui essa avviene

diventa più costosa e quindi esclusiva -> è la prova che le disuguaglianze esistono e tendono a riprodursi

continuando ad escludere alcune persone e favorirne altre.

Classi sociali

È un cambiamento legato alle classi sociali, in particolare alle classi medie istruite, che si insediano in aree

di minor pregio, prima del loro arrivo, rendendole meno accessibili a chi sta peggio di loro.

Scelte che indirizzano la città verso un modello di cambiamento e sviluppo

La gentrification ci mette in condizione di riconoscere che ognuno di noi, quando sceglie, sta indirizzando la

città verso un modello di cambiamento e di sviluppo -> sta quindi decidendo anche per altri.

Le città si stanno uniformando?

Forse le città stanno perdendo la propria anima distintiva per assumere caratteri simili -> omogeneizzazione.

Storia della Gentrification

Consideriamo la gentrification come una delle forme classiche e principali del progetto urbano della

modernità. Le città crescono e decrescono e la gentrification è una componente importante e un segnalatore

efficacie delle fortune e delle miserie delle società urbane. Per illustrare queste dinamiche:

- Haussmanizzazione di Parigi -> pietra fondante dell’edificio urbano della modernità;

- New York e Chicago -> tappe intermedie tra suburbanizzazione e ascesa della gentrification;

- Londra anni ’60 -> coniazione del concetto preciso e ben delimitato di gentrification.

Haussmanizzazione di Parigi

La trasformazione urbana più celebre e significativa dell’epoca moderna è stata l’Haussmanizzazione di Parigi

-> periodo storico concentrato, seconda metà ‘800, caratterizzato da un grosso cambiamento della città.

Esso rappresenta l’archetipo (modello originario) dal punto di vista storico, ma anche dal punto di vista degli

immaginari -> modello al quale tutte le grandi città guardano a partire dal 1880: definisce il modello di città.

Con questo modello, a metà ‘800, Haussmann anticipa ciò che la città diventerà oltre 100 anni dopo.

Interventi sulla città

L’architetto Haussmann, incaricato da Napoleone III, interviene sul contesto urbano con l’obbiettivo del

miglioramento della città ridefinendone usi e forme degli spazi.

Egli rade al suolo una parte consistente del centro di Parigi con due scopi principali:

- eliminare le aree fatiscenti della città rifugio delle “classi pericolose”;

- costruire grandiosi boulevard e parchi per ridefinire la circolazione e l’immagine della città.

Rendere la città più bella

Viene promossa la realizzazione di

- Giardini: preservazione degli spazi verdi della città valorizzandoli (anticipo questione ambientale);

- Teatri -> spazi per favorire lo sviluppo della cultura;

- Caffè -> spazi per il tempo libero ed il consumo.

Realizzazione di spazi per l’ozio, interventi richiesti principalmente dai borghesi, per godere del tempo libero

-> essi diventano il modello di vivere urbano anche per i non borghesi, immaginario incorporato da tutte le

classi, oggetto del desiderio che tutti vogliono raggiungere.

Haussmann anticipa quelle che saranno le tendenze della città post-industriale ove il consumo prevale.

Rendere la città più sicura

- Inizia ad emergere, sia in senso politico che in senso sociale, una nuova classe sociale: il proletariato, i

poveri si organizzano ed iniziano a rivendicare i propri diritti. Nella Parigi industriale tutti (anche i poveri)

sono cittadini e va riconosciuto loro qualcosa come membri a pieno titolo di cittadinanza -> Parigi deve

mettere in sicurezza il proletariato per essere sicura -> problema del controllo sociale.

- Sistema dei boulevard: direttrici con scopo militare per spostare l’esercito all’interno della città e

per placare le rivolte del proletariato. Essi vengono però venduti come spazi della celebrazione,

vengono infatti collocati archi di trionfo e vengono utilizzati per le parate militari.

Questi sono gli immaginari che stanno dietro le politiche di Haussmann.

Haussmann conferisce un aspetto lineare alla città, case perfettamente allineate -> razionalizzazione urbana.

Trasformazione sul piano urbanistico del processo di razionalizzazione che la modernità aveva già messo in

atto in altri ambiti.

- Si intende “bonificare” lo spazio da ciò che non va bene.

- Salute: rischio di malattie dovuto al forte addensamento della popolazione.

- Popolazioni: la città deve essere sicura per la borghesia, minacciata dal proletariato in subbuglio.

La città è lo spazio della contaminazione culturale (circolazione di idee, mode…), oltre che epidemica proprio

perché vi è addensamento, le strutture non cono adatte e devono essere riadattare -> la città va

riorganizzata.

Governo (come è stato possibile realizzare questo nuovo assetto della città?)

Per governo si intende la configurazione del potere che rende possibile l’Haussmanizzazione.

Per realizzare gli interventi nella città sono necessarie:

- consenso dalla città

- disponibilità monetarie

Napoleone III è convinto di dover lasciare il segno della città per essere ricordato e quindi investii molti soldi

statali in questo progetto (celebrazione dell’immagine della città -> branding urbano).

Ci si rivolge a privati e borghesi per avere risorse, e in questo modo si ottiene anche la loro legittimazione.

Con l’intervento di Haussmann i borghesi ottengono la loro legittimazione -> coinvolgimento dei privati nelle

politiche urbane (anticipo di un modello di governo di governance)

Con Haussmann viene definito un modello prevalente (che poi verrà imitato) di come deve essere la città e

di quale sia il ruolo delle popolazioni all’interno di essa -> si afferma un’ideologia legata al modello di uso

dello spazio urbano.

La narrazione dell’ozio e dell’uso della città non può essere condivisa da tutti, ma deve fornire una speranza

anche a chi nel ruolo privilegiato non c’è, di poterci arrivare ed esserci, o almeno di avvicinarsi: non importa

da dove si parte, ma si può uscire dalla situazione in cui ci si trova e arrivare alla situazione nella quale si è

come gli altri (si può progredire nel lavoro del self-made man) -> nonostante i divari sociali, la città sta in piedi

proprio perché vi è questa speranza che anche chi si trova in una situazione svantaggiata può uscirne e

raggiungere la situazione privilegiata, quella dei borghesi -> crescita dei magazzini, diffusione dei beni che

prima erano solo dell’upper class…

Si propone un modello (quello borghese) che funge da forma di controllo sociale, questa speranza evita che

scoppino rivolte delle classi più povere.

Il legame dell’haussmanizzazione con la gentrification

Parigi diventa il modello per tutti i pianificatori interessati a ridurre la densità urbana e ad aprire la città

-> è questa la ragione della vicinanza tra haussmanizzazione e gentrification: entrambi sono interventi che

prescindono dalla singola operazione, ma si pongono come universali, come esempio a cui ispirarsi.

Esempi che mostrano come per produrre una trasformazione sociale è necessario agire sullo spazio fisico,

architettonico e urbanistico modificando il progetto urbano nel suo complesso.

Perché ci interessa

Celebrazione

Napoleone III vuole celebrare la sua grandezza -> celebrare qualche cosa della città: la maggior parte dei

monumenti hanno un carattere celebrativo, anche i grandi eventi sono celebrazioni della capacità

organizzativa di un paese, così come si possono celebrare anche gli immaginari della città…

Personalizzazione

L’Haussmanizzazione è anche un processo di personalizzazione, Napoleone III voleva essere ricordato,

volontà di essere partecipi alla città anche nel futuro.

Razionalizzazione (controllo)

Governare sulla base di dati, su basi scientifiche, numeri…

Governare attraverso gli spazi -> razionalizzazione degli spazi: razionalizzando gli spazi si inducono gli

individui ad assumere un comportamento, piuttosto che un altro (es. se metto una panchina in uno spazio,

esso è uno spazio per sedersi).

Modello di città

Parigi, dal 1870 in poi, diviene il modello di città al quale tutte le altre grandi città si ispirano -> convergenza

verso un modello unificazione di alcuni tipi di funzione e fruizione (imitando il modello di Haussmann).

Le città tendono ad assomigliarsi sempre più, vi sono città che seguono un modello e riescono a diventare

come esso, e poi ci sono le wannabe city (modello al quale di vuole provare ad allinearsi).

Modello normativo

Dietro la definizione degli spazi urbani stanno dei modelli normativi che definiscono i comportamenti

legittimi e quelli illegittimi -> conformando lo spazio in un determinato modo si dice quali sono i

comportamenti legittimi e illegittimi e di conseguenza si dice chi è il cittadino buono e quello cattivo.

Greenwich Village di New York (anni ‘30)

Caroline Ware, giovane storica, scrisse il primo volume dedicato alla gentrification e a New York dove trattò

il caso del Greenwich Village di New York studiando il fenomeno di ricambio graduale della popolazione.

Greenwich Village viene studiato in quanto spazio in cui confluiscono persone che hanno stili di vita specifici

e particolari.

1 L’offerta immobiliare (prezzi bassi delle case) della città fa da attrattore per famiglie con figli, giovani

che iniziano a lavorare, immigrati…

2 queste categorie modificano con caratteristiche specifiche lo spazio dove si insediano incrementando

i servizi -> sono le persone che creano l’immaginario, non gli immobiliaristi;

3 l’incremento di servizi porta ad un leggero incremento dei prezzi delle case che rimangono però

comunque competitivi...

4 tale spazio diventerà la nuova ragione della nuova domanda abitativa -> attirerà nuove popolazioni

leggermente più ricche rispetto alla condizione iniziale, ma meno ricche rispetto alla popolazione che

già abita la zona e la lascia perché arricchita riesce a vivere in un posto migliore;

5 anche queste nuove popolazioni modificheranno con caratteristiche specifiche e il proprio

immaginario lo spazio, aggiungendo ulteriori servizi.

(…) Si innesca un meccanismo di continuo entrare di classi medie, e classi medie superiore.

Mano a mano che la metropoli cresce, il Village si trova sempre più al centro di Manhattan e viene

attraversato da ondate di ingressi massicci di popolazioni e da altrettanto significative fuoriuscite.

Quando una popolazione si inserisce in un quartiere inizialmente lo accetta, anche se non pienamente; essa

sposta la propria rappresentazione verso quel quartiere -> sovrapposizione tra immaginari che porta allo

scambio di opinioni.

Il territorio è suddiviso per fare il più contenti possibile i gruppi sociali -> tale suddivisione degli spazi può

mutare anche in funzione a fattori esterni (es. leggi).

Nello spazio, prima che le parti si incontrino, può crearsi conflitto che scoppia poiché le popolazioni non

trovano incontro nello spazio. Il conflitto è evitato fino a quando ognuno occupa il proprio spazio.

La scuola di Chicago

Lo studio della città degli anni ’20, effettuato dalla Scuola di Chicago, è noto come ecologia umana -> studio

delle relazioni spaziali e temporali degli esseri umani in quanto influenzati dalle forze selettive, distributive e

adattive che agiscono nell'ambiente.

L’ecologia umana è una sorta di legge naturale, un processo normale come lo è ciò che succede in natura: gli

individui inconsapevolmente occupano lo spazio urbano seguendo un ordine dettato da mezzi di

comunicazione e di trasporto -> tendenza alla segregazione: il modo in cui le popolazioni entrano nello spazio

della città porterebbe alla creazione di spazi dove la segregazione della popolazione è un fenomeno

apparentemente spontaneo.

Fasi di ingresso di una popolazione in città:

1. Competizione: le nuove popolazioni arrivano, occupano un posto dove insediano le proprie abitudini;

2. Conflitto: le abitudini delle nuove popolazioni e della popolazione già presente sono in conflitto;

3. Competizione: i codici etici e i valori delle nuove popolazioni devono cercare un compromesso con

quelli della popolazione già presente;

4. Assimilazione: la nuova popolazione abbandona i propri comportamenti e assimila totalmente quelli

della popolazione già presente nella città. (Questa teoria insiste molto sull’assimilazione).

Quindi ha luogo un continuo avvicendamento delle popolazioni che si spostano fino a che non assimilano i

codici etici e i valori delle popolazioni native, divenendo come loro.

Essenziale è l’approccio cartografico -> immagine per cerchi concentrici della città che mostra il processo

che conduce alla distribuzione ecologica delle popolazioni nella città e di conseguenza alla formazione di aree

segregate: la città è rappresentata a cerchi, dove al centro sta la zona più povera e mano a mano che ci si

allontana dal centro, le zone sono via a via più ricche e le case costano di più.

Studiando le serie storiche dei quartieri della città:

- ci sono delle zone con caratteristiche permanenti, i prezzi delle case rimangono uguali nelle zone;

- ma cambiano le popolazioni all’interno della zona: poiché da povere, lavorando, migliorano la propria

posizione e riescono a fare un salto avanti in uno spazio migliore. Essi lasceranno lo spazio più povero

libero e al suo posto si andranno ad insediare le nuove popolazioni.

Critiche:

- le popolazioni migranti e quelle locali devono somigliarsi, ma non in tutto.

Suburbanizzazione

Tendenza centrifuga: tendenza diffusa dei gruppi sociali ad ambire ad abitare nelle zone periferiche della

città, i sobborghi -> attorno alla città si formano dei blocchi residenziali e progressivamente di sviluppa un

atteggiamento favorevole alla suburbanizzazione e all’abitare nei sobborghi.

Abitare nel centro piuttosto che nei sobborghi costituisce parte fondamentale della propria rappresentazione

identitaria, si è fieri di abitare nei sobborghi che sono i posti più desiderabili dove abitare. Coloro che scelgono

di abbandonare la città per vivere nei sobborghi lo fanno per allontanarsi dal centro, zona considerata sempre

più come luogo di degrado, affollamento, pericolo e perdizione.

Contrapposizione tra:

- Sobborgo -> luogo desiderabile ove abitare

- slam -> postaccio, luogo poco desiderabile (centro, sempre più degradato).

Per suburbanizzazione s’intende la decentralizzazione della città, ovvero quel processo di espansione al di

fuori dei confini inziali che produce crescita urbana nei dintorni della città originaria. La suburbanizzazione è

legata alla crescita della popolazione della città e dunque all’aumento della domanda di spazi abitativi che

può tradursi nell’aumento della densità e situazioni di sovraffollamento, ma anche nell’uscita dalla città verso

i territori circostanti.

Questa suburbanizzazione colpisce anche le grandi città, i fenomeni che la caratterizzano sono:

- shrinking cites: città che vengono abbandonate, vanno a fondo (es. in 50 anni Detroit perde il 60%

della popolazione urbana).

- sprawl urbano: la città si sparpaglia al di fuori dei propri confini, non presenta più il proprio tessuto

compatto, ma incomincia ad assumere forme sparpagliate.

- continuum: non si capisce più dove finisce una città e dove inizia l’altra (le città prima erano separate

dai campi, ora invece sono un continuum) -> opzione privilegiata nel ‘900.

Queste trasformazioni sono il prodotto di una rappresentazione forte e specifica.

Rapporto tra suburbanizzazione e gentrification

Sono due fenomeni fortemente interconnessi tra loro.

Suburbanizzazione

La fuga delle famiglie dal centro verso il sobborgo, porta con sé anche una fuga di capitali: se una città vede

crescere le proprie periferie (sobborghi) vuol dire che in quella zona, oltre ad essere aumentata la

popolazione, è aumentato il numero degli investimenti, ma dato che il capitale economico per gli investimenti

nel sistema sociale è fisso, se gli investimenti aumentano in una zona, vuol dire che diminuiranno in un’altra,

in questo caso nel centro città (slam) -> crescita verso l’esterno, ma depressione all’interno.

+ popolazione nei sobborghi -> + capitale investito nei sobborghi -> sviluppo dei sobborghi

- popolazione nel centro -> - capitale investito nel centro -> degrado del centro

Gentrification

La crescita nei sobborghi porta le case a diventare sempre più belle e costose, al contrario in centro le case

diventano catapecchie e hanno prezzi bassissimi -> buona ragione per il ritorno dei capitali nel centro (anni

‘70): alcuni, attirati dai prezzi bassi delle case del centro, le acquistano e contribuiscono a rendere favorevole

l’abitare in centro invertendo l’immaginario che vede belli i sobborghi e brutti la città, in un immaginario in

cui la gente ricomincia ad apprezzare il centro.

Cambiamento dell’immaginario

Quando il sobborgo era l’immaginario del modello di vita desiderabile, tutti si sono spostati verso il sobborgo;

se si vuole riportare le persone in centro bisogna invertire l’immaginario creandone uno che renderà

maggiormente apprezzabile il centro.

Spostamento dell’immaginario

Le dinamiche dei prezzi (come cambiano i prezzi delle aree urbane) sono importanti e influenzano lo

spostamento delle popolazioni, ma non basta questo, sono importanti anche le rappresentazioni, ci si sposta

in un luogo la cui rappresentazione è positiva:

- spazio pubblico di consumo

- città e loisir

- centro-periferia

- ordine

Ci sono tanti immaginari, non solo uno unico e dominante. Ognuno ha il proprio ordine.

Queste scelte individuali hanno comunque bisogno di una linea guida che viene data dal governo.

Gentrification, Londra negli anni ‘60

Gentrification: afflusso di persone di classi medie/superiori nei quartieri operai soppiantando i residenti di

classe inferiore, ed è considerata la produzione dello spazio urbano per utenti progressivamente più ricchi.

La sociologa marxista Ruth Glass afferma che i quartieri operai di Londra sono stati, a partire dagli anni ’60,

invasi dalle classi medie, superiori e inferiori. Questo ricambio della popolazione genera una trasformazione

delle case aumentandone il valore immobiliare e contribuendo a modificare la natura sociale del quartiere.

I gentrificatori trasformano visibilmente lo spazio. Gli usi degli spazi vengono diversificati: essi si riempiono

di attività commerciali e terziarie

Mentre a New York e in altre grandi città del mondo le aree centrali stavano decadendo e diventando ghetti,

a Londra si assiste al ritorno della ricchezza nelle aree centrali. All’interno della città, gli spazi vuoti lasciati

dalle fabbriche, che si sono spostate o hanno chiuso, vengono riempiti da attività commerciali e terziarie;

queste nuove occupazioni hanno fatto rivalutare alle famiglie i benefici dell’abitare nel centro di Londra per

essere più vicini al posto di lavoro. I nuovi arrivati lotteranno a favore della conservazione degli isolati con

case a schiera restaurandole e per la pedonalizzazione o almeno il decongestionamento del traffico.

Rent Act = movimento associato alle politiche di laissez-faire nel settore immobiliare e nelle costruzioni che

destabilizzò il mercato degli affitti, lasciando ai proprietari di casa mano libera nel determinare il prezzo

-> ha aperto la strada ad un rientro in città.

I gentrificatori detengono il potere di imporsi economicamente e culturalmente essendo spesso parte delle

nuove classi medie.

Le ondate di Gentrification

A partire dagli anni ’70 aumentano considerevolmente i casi di gentrification su scala globale.

Sono 4 le principali ondate di gentrification alle quali si intersecano anche momenti di transazione (latenza).

Globalizzazione Sporadica (anni 60-73)

In maniera spontanea e non sistematica si cominciano ad osservare le prime forme di ritorno di capitali e

investimenti al centro -> autonomo spostamento di investimenti, con una minima incentivazione da parte

delle politiche pubbliche locali che fungono da stimolo e attrattore di investimenti.

Gli investitori comprano gli immobili ormai degradati e svalutati del centro della città attratti dai prezzi bassi.

Il ritorno delle popolazioni si può prendere in considerazione nel caso Londra, ma non nelle città americane.

Esempio. Caso londinese.

Ancoraggio (anni 79-88)

Diffusione su scala internazionale dei fenomeni di gentrification caratterizzati da una connessione sempre

più stretta con il settore immobiliare e finanziario e dal legame con politiche di riqualificazione culturale.

Dato il movimento di capitali interessante si ha interessa a provare a governarlo. Gli immobiliari si prendono

l’impegno di acquistare gli immobili e riqualificarli, questo sistema di riqualificazioni inizia ad appoggiarsi dalla

dimensione culturale dell’area: vengono realizzati servizi appositi -> dimensione culturale: se prima i singoli

imprenditori acquistavano una casa e la riqualificavano, ora le riqualificazioni avvengono su interi quartieri,

è quindi necessario occuparti anche dal patrimonio infrastrutturale utile alla culturalizzazione della città.

New-build Gentrification (93-01)

Diffusione e incorporazione di fenomeni di riqualificazione urbana guidati in larga misura dal settore pubblico

e non caratterizzati dal restauro degli immobili precedenti, ma dalla costruzione di nuovi edifici, oltre che

dalla generale scomparsa di movimenti di protesta.

Prima i processi avvenivano principalmente nei centri urbani delle grandi città, all’improvviso il settore delle

costruzioni prende forza e diventa il fattore trainante dell’economia italiana, i centri storici delle grandi città

non bastano più quindi anche i piccoli centri vengono interessati dai processi di gentrification.

Bolla speculativa (02-06)

In seguito alla crisi dopo i fatti delle torri gemelle, si è dovuto creare un elemento di contentezza interna: per

fare ciò il governo, con la bolla speculativa, ha spinto enormemente verso la proprietà della casa

concedendo credito privato a chi la voleva acquistare, a nessuno quindi veniva negato il mutuo.

Questa speculazione immobiliare di livello globale fece lievitare l’indice dei prezzi delle case fino a quando,

nel 2007, la bolla è scoppiata causando la più grande recessione dal secondo dopoguerra.

-> improvvisamente le famiglie si sono trovate senza casa, è stato necessario un intervento gigantesco.

Mattoni, capitali e politica

A partire dagli anni ’60 le città di buona parte del pianeta hanno visto spuntare al loro interno quartieri simili

tra loro, ma diversi rispetto al proprio passato -> quartieri riscoperti per le loro qualità e ritenuti meritevoli

di forme d’investimento allo scopo di trasformarli, renderli abitabili e abitati da persone diverse, rispetto a

quelle che vi abitavano in passato.

- “Prima” Fordista (secondo dopoguerra-anni ’70) -> vengono create politiche nei campi della sanità,

istruzione e lavoro che incidono sulla stratificazione sociale e sulle opportunità di mobilità sociale,

ampliando l’accesso ai diritti e alle tutele delle classi popolari e di una classe media che da quel

momento crescerà in maniera esponenziale.

- “Dopo” Post fordista (anni ’70-in corso) -> la diffusione di ondate di deindustrializzazione e la crisi

fiscale portano a una ristrutturazione in cui esiti non sono ancora oggi conclusi. Le città, a partire

dagli anni ’70, sembrano riattivarsi dopo una fase manageriale e rinascono come imprenditrici e

attive promotrici di crescita economica, innescando dinamiche reciproche sia competitive che

emulative.

Approccio marxista allo studio della città

Neil Smith, cosi come altre figure degli studi contemporanei, condivideva l’approccio marxista secondo cui la

produzione dello spazio urbano si compie attraverso continui e progressivi spostamenti di investimenti di

capitale che generano massicci disinvestimenti nei luoghi dai quali pendono largo -> sviluppo diseguale

(uneven development).

La dinamica spaziale è composta da cicli di investimento economico in determinate aree urbane, ai quali sono

seguiti disimpegni di capitale che hanno lasciato dietro a sé terreni svuotati di lavoro, ricchezza e vita urbana,

dove hanno proliferato ghetti e villaggi urbani.

+ investimenti area A (arricchimento area) -> - investimenti area B (impoverimento area, ghetti).

La fase d’investimento nell’industria ha avuto luogo fino agli anni ’70, quando fu interrotta dando luogo ad

una deindustrializzazione interna e una reindustrializzazione all’esterno:

- insieme al lavoro si spostano all’esterno anche molti lavoratori.

- aree centrali in progressiva decadenza e abbandono, abitate da popolazioni tendenzialmente

più povere, sembianze di ghetti o slum -> luoghi caratterizzati dalla sovrapposizione di

disuguaglianze: segregazione.

Come fanno questi capitali e i loro detentori a sapere quando è il momento di rientrare in città?

Esistono diverse teorie che si integrano l’una all’altra, di volta in volta migliorandosi e completandosi.

Teoria del Rent Gap

Alla teoria del Rent Gap hanno partecipato molti studiosi, si tratta di una teoria strutturalista dal chiaro

marchio economico -> partendo da concetti economici si prova a spiegare il concetto di gentrification.

La spirale regressiva ha iniziato a rovesciarsi coi primi segni di gentrification: alcuni pionieri iniziano a valutare

positivamente la vita nelle aree centrali della città -> applicazione di politiche pubbliche per il ritorno dei

capitali in città ove in precedenza si erano verificati fenomeni duraturi di disinvestimento.

Rent Gap

Per spiegare la gentrification bisogna innanzitutto prendere in considerazione il ruolo dei produttori della

gentrification che si attivano quando si accorgono che si sta ampliando il differenziale di rendita.

Rent Gap = valore potenziale – valore attuale -> differenza di valore tra quanto si potrebbe guadagnare se

un’area venisse pienamente riqualificata ed il suo valore attuale.

Graficamente

Al crescere della rendita potenziale, si allarga lo spazio rispetto alla rendita capitalizzata, ovvero il

differenziale di rendita. (Viene raffigurata una curva che rappresenta la capacità di produrre redditi

d’investimento date le condizioni di mercato in un certo tempo).

La rendita capitalizzata del terreno è il valore che si estrae dagli edifici e corrisponde a: affitto realizzato (se

il proprietario dà in locazione ad altri l’appartamento); affitto risparmiato (se il proprietario risiede

nell’appartamento); prezzo di vendita dell’immobile (quando il proprietario decide di cederlo in via

definitiva). La curva della rendita capitalizzata è decrescente perché il valore dello spazio costruito tende a

diminuire con il passare del tempo: esso è massimo al momento della costruzione, poi diminuisce a causa del

deterioramento; esso perderà valore meno rapidamente se più capitale verrà impiegato.

La rendita potenziale del terreno indica invece quanto potrebbe valere l’appartamento se venisse sfruttato

al massimo delle proprie potenzialità.

Fluttuazione del prezzo

Il prezzo non fluttua mai liberamente, ma dipende da tre dinamiche fondamentali: economia, cultura e

politica -> l’economia fissa quelli che sono i prezzi, ci sono trasformazioni culturali che incidono nel processo

ed il prezzo non funziona esattamente come vuole il mercato perché vi è l’intervento della politica che

stabilisce per esempio la tassazione locale che influisce su oggetti identici che avrebbero prezzi differenti.

- Dinamica economica -> Frontiere di profittabilità locali

L’economia fissa quelli che sono i prezzi.

Non esiste un valore assoluto dell’immobile, ma il valore dell’immobile è vincolato dalle condizioni in cui il

mercato percepisce la collocazione di quell’oggetto. Ci sono degli imprenditori che si mobilitano investendo

in modo da produrre le condizioni che portano ad innalzare il valore degli immobili.

- Dinamica culturale -> Pratiche di conservazione urbana

La dinamica del prezzo funziona solo se la si guarda in modo aggregato, al di là di tale dinamica bisogna capire

cosa succede nella specifica situazione. La dinamica economica non può essere considerata in assenza di

dinamica culturale che abbia a che fare con specifici oggetti che subentrano a modificare il territorio.

- Dinamica Politica -> Diritto di proprietà relativo ai beni immobili

Gli spostamenti di prezzo non dipendono solo dalla riqualificazione degli immobili e degli oggetti sul suolo,

ma c’è anche una dimensione politica.

I mercati immobiliari e degli oggetti sul suolo sono sempre in qualche misura regolati politicamente: il

regolatore pubblico stabilisce un sistema di tassazione locale (es. imposta comunale ICI).

Per esempio nel centro delle città non possono essere inseriti sexy shop, compro oro e kebab poiché a livello

morale non sono visti positivamente: avere un divieto porta a modificare il valore della redditività.

Validità delle dinamiche in Europa

Le dinamiche relative al Rent Gap sono state studiate nel contesto statunitense caratterizzato da alcuni

elementi particolari e decisivi come le politiche urbane e la storia dell’urbanizzazione che sono estremamente

differenti da quelle europee.

Non i tutti i posti dove il valore immobiliare di è alzato si verificano fenomeni di gentrification: alcune aree /

città che dovrebbero gentrificarsi spesso non lo fanno, mentre altre aree / città che hanno frontiere di

profittabilità meno elevate invece sì.

Teoria della Growth Machines (GM)

Harvey Molotch, con Logan, afferma che la teoria del Rent Gap non è sbagliata, ma non è sufficiente perché

non analizza il processo politico della costruzione delle coalizioni degli attori che producono lo spazio e le

azioni di essi -> ciò che fa la teoria della città come macchina della crescita.

La teoria GM sostiene che chi condivide il controllo dei luoghi cerca di gestirne la crescita associandosi tra

loro per godere dei benefici delle trasformazioni scaricando i costi su altri.

Quindi, per sfruttare economicamente il valore dei luoghi e produrre crescita gli attori si coalizzano e creano

“macchine della crescita”: meccanismi di produzione di consenso politico ed economico che incrementano

i benefici di chi ne fa parte e aumentano i costi sulle aree non interessate.

Importanza della continua crescita

Molotch mostra come tutte le città americane entrano nella fase post-industriale attraverso macchine della

crescita -> coalizione che ha interesse a far sì che la città si espanda (cresca); se una città non cresce rischia

di morire perciò è fondamentale che continui a crescere.

Questa teoria si adatta alla seconda ondata di gentrification, quella dell’ancoraggio -> attori che entrano a

far parte delle coalizioni con l’obbiettivo della crescita. Gli attori che entrano a far parte di questa coalizione

sono: potere politico locale (giunta comunale), immobiliaristi e sistema dei media (stampa locale) -> il sistema

dei media fa sì che la rappresentazione del potere politico locale e degli immobiliaristi venga rappresentata

come l’unico discorso possibile.

Questa è una rappresentazione, che ha degli attori che la sostengono e la presentano agli altri: questi attori

sono attivi in tutte le città americane e vogliono la crescita (allargamento delle entrate o base fiscale) -> la

macchina della crescita è il sistema delle costruzioni, essa prova a crescere:

- allargando la città per poter ottenere una maggiore quantità di imposte;

- investendo maggiormente sullo spazio esistente (edifici più belli con persone più ricche) per poter

chiedere imposte maggiori rispetto a quelle chieste ai meno ricchi.

Place making (costruzione del luogo)

Importare è anche il processo di costruzione del luogo: rappresentazione rispetto ai servizi.

Oltre alla versione economica che si spiega per via politica, occorre vedere cosa rappresenta la casa per chi

la abita -> è il luogo in cui si vive e attraverso cui si accende un sistema di relazioni, immaginario: essa non è

solo valore immobiliare, ma anche relazioni e status -> rappresentazione.

La stampa veicola la rappresentazione dominante:

- casa, come rappresentazione positiva;

- rappresentazione che le persone hanno di un quartiere rispetto ad un altro.

Secondo Moloth e Logan il prezzo del bene casa è determinato dal fatto di possedere certi vantaggi, ossia

il suo possesso permette di accedere a certi servizi e relazioni -> le famiglie fanno un lavoro di localizzazione

della propria residenza in funzione di certi elementi, essa quindi dipende dai servizi che ci sono nel quartiere

(es. scuola dell’obbligo, si va ad abitare in un quartiere dove si sa che c’è una buona scuola).

Processo di schooling: molto accentuato nei periodi della scuola dell'obbligo: nei quartieri entrano e si

sostituiscono famiglie con figli che andranno a scuola nel quartiere stesso -> con l'estensione di tale modello

vengono generati movimenti di espulsione nei confronti di alcune popolazioni.

La teoria delle GM prevede quindi che gli abitanti attribuiscono un valore al bene immobiliare per via degli

elementi accessori.

Per far sì che le persone continuino ad andare ad abitare in un quartiere, i place makers devono fare in modo

che la qualità dei servizi non si abbassi, ma che migliori sempre di più, cercando di espellere quelli che non

appartengono e non corrispondono alla rappresentazione della casa. Essi lottano per mantenere il proprio

spazio -> lotta per l’occupazione dello spazio e la possibilità di dettare regole che regolamentino lo spazio.

L’attitudine a spostarsi sul territorio alla ricerca dei posti migliori in cui vivere non riguarda solo le città

americane, ma anche quelle europee.

Argomentazioni a favore delle trasformazioni

Le coalizioni producono ideologie a sostegno delle proprie azioni.

- benessere fiscale, si riqualifica per migliorare il bilancio pubblico;

- con i lavori di riqualificazione dovrebbero aumentare i tassi di occupazione;

- maggiore consumo a livello locale;

- eliminazione dei portatori di problemi sociali;

- incontrare i desideri del pubblico, cioè coloro che accederanno al luogo riqualificato.

La teoria della GM invita a osservare come viene prodotto il cambiamento urbano, da chi e con quale scopo.

Un effetto-domino della gentrification e che al crescere delle aree riqualificate e all’aumentare dello

scaricamento dei costi sulle aree limitrofe, queste diventano progressivamente più appetibili da un punto di

vista speculativo.

Teoria dei regimi urbani (RU)

Secondo Stone non tutte le coalizioni di governo sono di crescita, possono esserci anche coalizioni differenti

che non spingono ad alimentare la base fiscale.

Esempio. le coalizioni pro-welfare che hanno l’obbiettivo migliorare i servizi della città.

Alla dinamica della crescita si aggiungono altre dinamiche e coalizioni che convivono allo stesso tempo

attraverso forme di negoziazioni definita da una regia che tiene a bada tutti gli interessi.

Gli attori si coalizzano per governare la città attraverso un set di accordi e relazioni, da tale coalizione essi

ottengono responsabilità e opportunità di azione.

I RU sono delle coalizioni che, a differenza dei GM, consentono un salto qualitativo in termini di possibilità di

intervento e dunque possono decidere maggiormente -> i RU si occupano di più di politiche rispetto alle GM,

ma hanno anche una durata più lunga per questi sono detti “regimi”.

Agenda urbana

Il elemento centrale di questa teoria è l’agenda urbana, ovvero l’insieme di obbiettivi che il regime urbano

persegue nel corso della propria durata -> il regime urbano è costituito dagli attori che sostengono una

specifica agenda, ovvero un set di accordi e relazioni attraverso cui si governa la città.

I regimi urbani possono essere:

- di mantenimento

- di sviluppo

- di classe media progressista

- di espansione delle opportunità delle classi inferiori

Importanti per agente gentrification perché:

- le trasformazioni urbane che subentrano sembrano comparire in poco tempo, ma in realtà sono

spesso frutto di processi lunghi, decisi dagli attori dei regimi urbani;

- bisogna tenere presente che il governo della città non si basa solo sulla pretesa di essere autonomo,

ma anche sulla interdipendenza con le altre scale di governo dello spazio, a partire da quello

nazionale.

Politiche di rigenerazione urbane e nuove geografie globali

Le città fanno parte di un contesto globale in cui c’è reciproca interdipendenza.

Il campo delle politiche urbane, note come rigenerazione urbana, si occupa dei diversi livelli di scala con

coinvolgimento di attori non locali nelle politiche urbane.

Le politiche di rigenerazione urbana compaiono negli anni ’60 con l’obiettivo di colmare il vuoto derivante

dalla deindustrializzazione trasformarlo in occasione di crescita urbana e sviluppo locale -> passaggio alla fase

fordista, in cui alle città si richiede di farsi carico del proprio destino economico diventando diretta

promotrice di politiche.

Attori della rigenerazione urbana: attori privati, organismi internazionali, stati, attori pubblici.

Un aspetto significativo delle ultime rigenerazioni urbane è la scala d’intervento sempre più ridotta (isola,

quartiere, strada).

I governi urbani promuovono allora interno meccanismi politici contrattazione locale (governance) per

radunare attori economici e politici intorno a progetti di rigenerazione urbana locale.

Relazione tra rigenerazione urbana e gentrification

La gentrification è il punto finale di una strategia di lunga durata, quasi un effetto inevitabile di essa.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze del turismo e comunità locale
SSD:
Docente: Tosi Simone
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KatiKey_96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Città e governo locale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Tosi Simone.

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