Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Questa fase vede:

- Forte competizione tra gli attori

- Può procedere senza una definizione esatta del problema o senza che chi deve formulare la politica

abbia mai avuto rapporti stretti con i gruppi interessati.

- Non c’è necessariamente un collegamento tra formulazione e istituzioni particolare (pluralismo

istituzionale).

- Può andare avanti per lungo tempo senza che venga raggiunto il consenso per una proposta.

- Possibilità di appello per gli sconfitti.

- Il processo non è mai neutrale.

Le risposte delle autorità pubbliche alla richiesta dell’iscrizione di un problema nell’agenda può portare a

diverse situazioni:

- Indurre ad un rifiuto

- Inviare un segnale simbolico, di fronte all’impossibilità di prendere una decisione equa si prende

una decisione simbolica che mandi un messaggio per prendere tempo

- Eccepire situazioni di forza maggiore, occorrerebbe una decisione ma non si è in grado di farlo per

svariati motivi.

- Rinviare la decisione ad un secondo momento

- Decidere una procedura di trattazione del problema senza però compromettersi sul contenuto,

altro modo per posticipare la soluzione finale.

- Regolare uno dei vari aspetti dell’aspetto totale.

- Prendere in considerazione tutto il problema.

- Anticipare il sorgere di una richiesta.

Per risolvere un problema occorre scegliere dei criteri di esclusione delle opzioni. Occorre quindi

individuare per primi i criteri per prendere una decisione. È un modo per rendere meno complesso il

problema, per cominciare a fare una prima scelta tra tutte le alternative. Quando uno prende una decisione

deve considerare anche i vincoli.

I vincoli possono essere:

- Vincoli sostanziali, insiti nella natura del problema stesso, conoscenze tecniche (es: non basta

stampare moneta per risolvere la povertà)

- Vincoli procedurali, sono il frutto dalle procedure derivanti dall’adozione o dal compimento di

un’opzione

Occorre quindi tenere conto che vi sono anche dei vincoli per i policy maker quando prendono delle

decisioni e delle scelte.

Nella fase di formulazione sono coinvolti tutti quegli attori che hanno una conoscenza minima dell’area del

dibattito, c’è quindi una prima selezione di coloro che possono partecipare al dibattito del processo

decisionale. Minore sarà la selezione più realista sarà il processo. Nella fase di formulazione poi c’è una

prima vera e propria selezione.

Esiste un acceso dibattito riguardo a chi deve essere coinvolto dal quale scaturiscono diversi punti di vista:

- Triangoli di ferro, la formulazione delle ipotesi è costruita intorno a tale triagolo. In particolare a

sostenere questa idea è Heclo che ha studiato come venivano determinate le soluzioni negli USA

ipotesi proposte da Congresso, Burocrazia e Gruppi di Interesse. I gruppi di interesse sono

importanti per il congresso dal punto di vista elettorale perché muovono gli elettori verso un

gruppo piuttosto che un altro. Questi tre attori per Heclo sono combinati in modo tale che le

decisioni del governo americano vengano prese attraverso l’interazione di questi tre attori. Questa

è una visione piuttosto estrema spesso criticata anche negli stessi USA.

- Issue networks, significa quelle reti di attori che racchiudono quella rete di attori che si interessano

ad una certa iniziativa. Nessuno controlla la rete ma sono fortemente dipendenti tra loro.

- Advocacy coalitions, è un gruppo di attori proveniente da una serie di istituzioni pubbliche e

private che condividono un insieme di credenziali di base e che cercano di manipolare le regole, il 15

budget e il personale delle istituzioni di governo per raggiungere nel tempo quegli obiettivi. Un

esempio è la comunità epistemica che è un gruppo di pochi attori che sono in grado di imporre le

decisioni alle autorità pubbliche. A sostenere questa tesi è in particolare Sabatier.

- Policy communities, attori e potenziali di attori dell’universo di policy condividono un comune

problema o una politica comune. Il network è il processo di collegamento all’interno della policy

community o tra due o più communities.

- Policy networks, prevedono legami che uniscono gli attori dello Stato e della società nel processo di

policy. Tesi sostenuta da Katzenstein. Rhodes evidenzia come le reti variano a seconda del loro

livello di integrazione, della stabilità della leadership, ecc..

Un massimo di stabilità è quello dei triangoli di ferro, un minimo delle issue network e in messo ci sono le

policy network.

Fase decisionale

È la fase politica proprio perché coinvolge principalmente politici cioè coloro che sono legittimati a

prendere delle decisioni in quanto eletti dai cittadini. Questa politicità è evidente dal fatto che alcune

proposte di soluzione vengono scartate perché ne verrà scelta una o una composizione di più proposte di

soluzione. La scelta finale è spesso il frutto di un calcolo politico. L’esito della decisione può anche essere

una non decisione.

In questa fase quindi avremo:

- Numero limitato di attori.

- Solo politici, giudici o funzionari del governo dotati di potere e di prendere decisioni autoritative

nell’area in questione.

- Vincoli che sono: procedure e mandato.

Molto dipende dalla logica del sistema politico cioè dai sistemi consensuali o competitivi: nel primo

verranno prese le decisioni coinvolgendo tutti gli attori principali del sistema politico, nel secondo la

decisioni saranno presa da una maggioranza. Nel caso dell’UE ci si rifà al primo caso.

Modelli di come vengono prese le decisioni, sono dei modelli ideali:

- Razionalità assoluta, prevede che ci sia un problema ed un decisore con delle preferenze che

vengono considerate e vengono valutate tutte le alternative, poi si ricorre ad un criterio oggettivo

cioè l’efficacia, e si arriva alla decisione finale.

I presupposti sono che devono essere chiare: le preferenze del decisore, il criterio di scelta

(oggettivo), massima conoscenza possibile delle diverse ipotesi. Bisogna sapere l’efficacia di tutte le

ipotesi possibili e quindi poi scegliere l’opzione migliore. Ci si aspetta sempre che venga scelta

l’opzione migliore. Occorre che venga presa la decisione in base a quello che è necessariamente

meglio. È un modello che trae la sua fortuna dal fatto che spesso noi ragioniamo secondo questa

visione (es: amico in giacca e cravatta che corre si pensa che sia in ritardo), si mettono insieme i

pezzi in maniera razionale.

Quando è stato creato l’euro è uscito un libro di un funzionario della commissione che aveva

seguito tutte le fasi dei negoziati e ne aveva ricavato che semplicemente i capi di governo quando

dovevano prendere delle decisioni non erano pienamente a conoscenza di quello che stavano

facendo. Questo significa che vengono prese delle decisioni senza sapere esattamente tutte le

ipotesi possibili perché le nostre conoscenze sono limitate. Per molti politici creare l’euro

significava porre l’UE di fronte all’inevitabilità di arrivare ad un’unione politica dell’Europa perché

erano coscienti della crisi che sarebbe arrivata a causa della moneta unica. L’obiettivo di fondo era

proprio quello di giungere ad un’unione politica e quindi si è usato l’euro a questo scopo. Il criterio

di scelta utilizzato non è quindi necessariamente l’efficacia.

- Razionalità limitata, c’è un decisore con un contesto che incide sulle alternative e sul criterio

scelto, di fatto il contesto incide sulla razionalità dell’attore ed inciderà sul decisore. Il criterio che il

decisore utilizzerà sarà un criterio di ragionevolezza, verrà presa la decisione che in linea di

principio affronta il problema, sarà quindi una decisione non ottimale ma soddisfacente. Non sarà 16

quella che massimizzerà ma sarà una soluzione migliore considerato il contesto. Di tutte le

alternative possibili il contesto opera una prima selezione e il decisore sceglierà tra le opzioni

rimaste. Il modello è abbastanza esplicativo ma viene applicato nel tempo e quindi in diverse fasi

che sono collegate tra loro ma sono applicate in arene diverse contemporaneamente. Non viene

quindi considerata una pressione esterna ma anche quelle che sono state le scelte che sono state

compiute in precedenza. C’è una specie di pendenza verso il percorso che è stato fatto, la storia ha

un peso sul presente. Per capire il motivo delle scelte di oggi occorre capire le scelte del passato.

Neanche questo è un modello perfetto per vari motivi:

1. Mancanza di orientamento agli obiettivi

2. Conservatorismo

3. Modello che induce a decisioni miopi perché scoraggia l’analisi e la pianificazione sistematica.

4. Si basa sull’idea che le situazioni siano stabili, ma le cose cambiano sempre più velocemente

- Bidone della spazzatura o della razionalità nulla, prevede che il modo di prendere decisioni sia

irrazionale, problemi e soluzioni sono imprevedibili e prevede la totale mancanza di razionalità. Le

decisioni sono prese attraverso criteri non prevedibili appunto. Si sa qual è l’obiettivo ma si

potrebbe scegliere le varie soluzioni in modo totalmente casuale. Ad esempio lo scopo dell’impresa

è considerato la massimizzazione del profitto ma non necessariamente un imprenditore vuole

massimizzare il profitto ma può decidere di fare degli investimenti, aprire nuova fabbrica, cambiare

la produzione ecc.. Non necessariamente quello che l’azienda produce diventa un profitto. È più

complicato capire cosa vuole fare un imprenditore di quello che si crede.

Smith e May sostengono: “abbiamo bisogno di più di una spiegazione per descrivere le molte

sfaccettature della vita organizzativa. Il problema non è riconciliare le differenze tra i modelli

razionali e quelli incrementali e neppure proporre una terza alternativa che riunisca le

caratteristiche più solide di ciascuno dei due modelli. Il problema è stabilire una relazione fra i due

nel senso di decifrare il rapporto tra le realtà sociali di cui si interessa ciascuno dei due modelli.”

Nuovi modelli

Se non vi sono le condizioni allora abbiamo altri cinque stili decisionali:

- Ottimizzazione, scelta più razionale possibile.

- Soddisfacimento, riporta al modello della razionalità limitata.

- Ricerca di nuove soluzioni, dove il problema non è sufficientemente definito.

- Negoziazione, quando più attori gestiscono il processo in assenza di informazione e tempo.

- Strategia organizzativa, si cerca di associare a quella decisione tutti quegli attori che si ritengono

rilevanti con la conseguente difficoltà di arrivare ad una decisione.

Teoria dei giochi

- Giochi somma zero: uno vince uno perde

- Giochi a somma negativa: tutti e due perdono

- Giochi a somma positiva: tutti e due vincono

Nella realtà spesso i giochi sono asimmetrici:

- Dilemma del prigioniero

Se solo uno dei due confessa chi ha confessato evita la pena e l’altro condannato a 20 anni

Se entrambi confessano vengono condannati a 5 anni entrambi

Se nessuno confessa entrambi vengono condannati a 1 anno

- Battaglia dei sessi

Marito vuole andare a vedere partita, moglie a vedere l’opera, una cosa sicura è che tutti

preferirebbero andare assieme piuttosto che stare separati.

Applicando questa cosa ai paesi dell’UE: Francia e Italia hanno problemi di immigrazione, le

soluzioni possono essere che entrambi chiudono le frontiere, solo uno dei due le chiude e uno le

tiene aperte, entrambi le tengono aperte. Cooperare sarebbe quello che massimizza la decisione.

La teoria dei giochi può darci una prima visione delle difficoltà del prendere delle decisioni.

In conclusione le modalità di interazione si distinguono in: 17

1. Contrapposizione, risorse pesate all’interno di un gioco tendenzialmente a somma zero e vince

chi dispone di più risorse.

2. Contrattazione, risorse sono scambiate tra attori nell’interesse di tutti i partecipanti.

3. Collaborazione, risorse sono messe in comune per raggiungere un obiettivo condiviso da tutti i

partecipanti.

Fase dell’attuazione

Fase in cui vengono messe in atto le politiche, mettere cioè in pratica quello che si è scelto. Non è facile

implementare le decisioni.

I risultati dipendono da:

- Difficoltà tecniche, alcuni temi sono più difficili da affrontare di altri: è più facile creare una scuola

che combattere l’evasione fiscale.

- Difficoltà intrinseca dei problemi, non si riesce ad individuare la leva principale per poterli risolvere:

come alzare il rendimento scolastico? Su quale causa agire?

- Eterogeneità dei destinatari, non si sa quale strategia adottare per intervenire sui destinatari:

meglio intervenire sui produttori di auto o sui guidatori?

Ci sono due modelli principali dell’attuazione:

- Modello top-down, prevede che vi sia un decisione che viene presa e poi eseguita ed avrà un

impatto. C’è un’autorità governativa che prende una decisione e la fa eseguire da autorità

periferiche, attraverso l’esecuzione essa raggiungerà l’obiettivo prefissato. Anche l’autorità

incaricata di implementare la decisione ha una sua volontà (es: comuni cercano di implementare il

meno possibile la spending rewiew). La principale critica è che il destinatario della decisione

incaricato di implementarla non subisce la volontà dell’autorità ma la interpreterà.

- Modello bottom up, gli implementatori hanno dei loro interessi e per questo ci saranno diversi

gradi di implementazione. Il successo o fallimento della decisione verrà influenzato dal modo

attraverso il quale gli implementatori decidono di applicare le decisioni prese dal centro. Quello che

conta alla fine di tutto è quello che desiderano fare coloro che sono incaricati di implementare la

decisione.

Fase della valutazione

Valutare significa cercare di capire se gli obiettivi che ci era posti vengono raggiunti e valutare se i mezzi

usati sono adeguati.

La valutazione può essere fatta in diverse fasi:

- Ex ante, prima di iniziarlo (es: corso dell’università a scelta)

- In itinere, dopo averlo iniziato

- Ex post, valutazione finale

La valutazione è data da tutte e tre i tipi.

Tipi di valutazione:

- Amministrativa, si guarda se ho avuto o meno un beneficio da un dato servizio. Si valuta:

1. Sforzo

2. Performance

3. Efficacia

4. Efficienza

5. Processo

- Politica, profondamente parziale e faziosa, non vi è un elevato grado di sistematicità (es: sostengo

la decisione del mio partito perché è quello che sostengo a prescindere dalla decisione in sé).

Democrazia partecipativa 18

- Esperienze concrete:

Ivrea partecipata

La legge elettorale della Toscana sulla

partecipazione

Altri esempi

- La democrazia partecipativa e i suoi dilemmi

Chi partecipa?

Quali meccanismi di selezione?

Decisione o consultazione?

E molti altri dilemmi…

- Come organizzare processi partecipativi

Piani sociale di zona?

La democrazia partecipativa è: un relazionamento della società con le istituzioni che comporta un

intervento di espressioni dirette della prima nei processi di azione delle seconde.

Ivrea partecipativa 

A San Giovanni (quartiere di Ivrea) si vota cittadini del quartiere sono chiamati a decidere su come

spendere sul proprio territorio 100.000 Euro messi a disposizione dall’amministrazione comunale. Devono

scegliere tra due progetti di riqualificazione e il referendum è sembrato il mezzo più adatto per farlo

Progetti:

1. Piazza centrale del quartiere (nuovo percorso pedonale, staccionata di legno per delimitare meglio

il parco, nuova isola alberata, risistemazione dei parcheggi, potenziamento dell’illuminazione)

2. Parco pubblico adiacente alla piazza (nuovo percorso pedonale interno e per connettere il parco

e la piazza, staccionata di legno per delimitare meglio il parco, manutenzione dei vecchi giochi,

installazione di nuovi giochi, miglioramento illuminazione).

 Cittadini chiamati ad esprimersi su progetto per decidere come spendere i loro soldi

Metodo per includere cittadini nel processo decisionale e per avvicinarli alle istituzioni

Ai cittadini vengono sottoposti dei sondaggi e delle interviste per vedere loro posizione

Risultati:

I giovani scelgono in maggior % gli spazi pubblici e scelgono in minor % il commercio

Gli anziani scelgono in maggior misura la sicurezza

Le donne scelgono in maggior misura il commercio come prima scelta e la sicurezza come seconda

Seguono delle riunioni nelle quali:

- Si discutono problemi generali (carenza di un centro commerciale, problemi della fognatura,

inadeguatezza delle isole rifiuti…)

- Nella seconda si discutono i temi emersi più di frequente nelle cartoline e interviste

- Alla fine, si decide di concentrarsi su Piazza Boves e il parco (considerati i limiti finanziari e

il parere dei tecnici del comune e del Politecnico)

Il referendum finale vedrà prevalere la creazione di una Piazza (Boves) più sicura e meglio fornita dal punto

di vista infrastrutturale, aggiunta di alberi e riqualificazione

Legge Toscana sulla partecipazione 19

Idea nasce prima delle elezioni Regionali del 2005 per la creazione di una legge per favorire la

partecipazione dei cittadini obiettivo è raccogliere idee degli altri garantendo una presenza attiva dei

cittadini nelle scelte che lo interessano

Presidente Regione Martini lo vede come un diritto fondamentale della cittadinanza

Assessore Agostino Fragai: “La regione guarda alla partecipazione come a un pensiero forte, non solo più

inclusivo e democratico, ma anche più efficace e tempestivo nel raggiungimento degli obiettivi.

Scommettiamo sulla maturità della società, sul senso civico dei cittadini e sul loro patrimonio di

conoscenza e professionalità”

 Strumento per raggiungere obiettivi e fare scelte più valide e che rispecchino la volontà dei cittadini

Si opta quindi per la Town meeting per formulare la nuova legge

Town meeting

Ieri: Il Town Meeting nasce più di 500 anni fa negli Stati Uniti, per coinvolgere la cittadinanza nella

discussione delle problematiche del territorio

Oggi: La sua versione moderna (electronic– TM) si serve della tecnologia informatica (televoto; computer

da tavolo; software). Si tratta di un incontro pubblico a iscrizione, guidato da un Facilitatore centrale.

La platea è organizzata attorno a più tavoli, ciascuno dei quali coordinato da un facilitatore e supportato da

un assistente. L’assistente trascrive su un PC i commenti dei partecipanti e li trasmette a un server

centrale

 Accento è posto non tanto su persone che sono rappresentative ma piuttosto sul fatto che persone

presenti discutono le questioni esprimendo le loro preferenze

Argomenti affrontati sono trattati nel profondo e attraverso riflessione dei partecipanti disposti a

fare scambio di opinioni e informazioni cambiando anche la loro idea iniziale

Come funziona

Tavoli ognuno con un numero di partecipanti limitato e con un facilitatore, tavoli collegati con un tavolo

che costituisce la squadra dei temi (theme team) che:

- Legge tutti i commenti pervenuti dai tavoli

- Evidenzia i temi comuni e quelli minoritari

- Presenta una sintesi dei temi alla sala

- Estrae delle domande da sottoporre ai partecipanti per il televoto individuale

L’opinione individuale viene espressa mediante telecomandi anonimi, con cui si televota, scegliendo

una delle risposte alternative che appaiono sullo schermo

Partecipanti al tavolo

Siedono attorno al tavolo di dibattito, discutono sui temi proposti, votano le principali mozioni emerse

dall’assemblea. 

Prima dell’evento vengono formati e informati attraverso un’apposita guida (Guida ai Temi raccoglie

temi che verranno affrontati nel town meeting):

- Sono informati prima di discutere sull’argomento

- Discutono e quindi si confrontano con opinioni diverse dalla propria

- Conoscono la sintesi di quanto è stato discusso dall’intera assemblea

- Votano singolarmente

 Importanza dei temi di discussione

Facilitatore

Il Facilitatore di Tavolo è un volontario che, dopo una breve formazione, gestisce la discussione tra i

partecipanti ai tavoli (10-12 persone)

Ruoli:

- Garantisce una discussione improntata all’ascolto, ricordando che l’obiettivo non è il consenso,

ma il dialogo 20

- Guida la discussione e fa in modo che vengano affrontati i temi in sequenza

- Verifica che le opinioni espresse siano registrate sul PC

Vantaggi 

- Maggiore possibilità di dialogo piccoli gruppi favoriscono dialogo, troppe persone in platea

costituisce problema di relazione

- Discussioni in tempo reale con annessa discussione tra persone e quindi c’è feedback diretto

- Voto finale si arriva a prescrizioni chiare trasmesse così subito ad organizzatori evento

Town meeting Toscano

Porta a capire cosa sostengono i cittadini riguardo al alcuni punti fondamentali della futura legge

- Progettazione requisiti per proporre progetti:

a. Devono essere strutturati e definiti prima del finanziamento

b. Progetti presentati non solo da enti locali ma da qualsiasi soggetto purché supportato da

numero minimo di cittadini

c. Progetti assistiti da esperti di partecipazione

- Affrontare progetti dei grandi interventi 

a. Legge deve proporre forma di discussione pubblica preventiva sui grandi interventi grandi

opere devono passare attraverso processo inclusivo della popolazione prima di essere attuate

- Continuo coinvolgimento dei cittadini

a. Cittadini vogliono essere coinvolti ancora durante i lavori per controllare processo

Legge che ne è uscita (2007)

Punti: 

1. Introduzione del garante regionale della partecipazione istituzione di un organo indipendente,

democratica composto da unica persona scelta che deve vigilare su implementazione legge e

valutare progetti proposti a Regione

2. Obbligo fare dibattito pubblico su grandi opere

3. Obbligo Regione fornire sostegno economico e formativo a cittadini che avanzano proposta di fare

progetto partecipativo 

Legge che aveva carattere temporanea ma invece si è tramutata in definitiva inizialmente si voleva fare

bilancio su legge e poi eventualmente decidere se tenerla o no

 Legge è stata rifinanziata ma con cambiamento

Rilancio legge legato al fatto che funzionava

Floridia evidenzia che: legge ha portato a risultati anche se non tutti erano d’accordo con decisioni finali ma

importante è che tutti abbiano dialogato

 Dal punto di vista del mass media però non c’era stata particolare attenzione ed interesse

Nuova legge su partecipazione Toscana (2013)

Riformata l’autorità indipendente prima era un unico membro ora è composto da tre persone (due

designate da Consiglio regionale e uno da Presidente Giunta regionale)

Caso Rovereto (2009) 

Gruppo giovani ha cercato di sollecitare discussioni su democrazia partecipativa interventi su temi

democrazia rappresentativa

Comune non ha però preso atto della cosa che non è andata a buon fine

Caso Bologna(2013) 21

Bologna è città metropolitana (decide propria costituzione) town meeting usato per definire contenuti

variabili del nuovo statuto

Iniziativa partita da comitati dei cittadini con sostegno comunità che costituiscono città metropolitana

Si rivela caso più articolato di quello toscano 

Città metropolitana = nuova organizzazione territoriale inserita da Costituzione Statuto definisce regole

interne

Contenuti minimi obbligatori:

- Organizzazione ente

- Competenza organi

- Strumenti di coordinamento del governo metropolitano

- Ecc….

 Principi di funzionamento della nuova città metropolitana con possibilità di introdurre

obbligo/possibilità di forme di partecipazione o deliberazione

Obiettivi città metropolitane:

- Cura sviluppo strategico territorio metropolitano

- Promozione e gestione integrata dei servizi, infrastrutture, reti comunicazione

- Rapporti tra istituzioni anche europee

Organi di governo: 

- Sindaco metropolitano sindaco eletto direttamente da cittadini dell’intera città metropolitana

(normalmente non c’è elezione ma lo statuto prevede questa possibilità)

- Consiglio metropolitano organo collegiale di indirizzo e controllo

- Conferenza metropolitana sindaci varie città

Processo creazione Statuto

Due fasi: 

1. Fase partecipativa ascolto e raccolta opinioni con sollecitazione partecipazione

2. Fase deliberativa attenzione su documento che guida istituzioni a formulazione dello Statuto

vero e proprio

 Documento finale chiamato Documento di proposta partecipata che registra esito fasi

Fase partecipativa 

- Comunicazione sito web apposta

- Conferenze stampa, pubblicità, ecc

- Outreach tecniche per sollecitare partecipazione cittadini

- Interviste

- Charette

- Focus group

- Eventi informativi

- Incontri pubblici

- Open space technology

- World cafè

 TOWN MEETING finale

Charette

Rimanda a Francia 800 dove studenti mentre portavano opere per esame a università le modificano

durante il tragitto attraverso suggerimenti passanti

Discussione aperta tra esperti di comunicazione e cittadini su questioni di ampia portata

Open space technology

Persone disposte in cerchio specie di anfiteatro con assemblea plenaria, gruppi successivamente possono

unirsi in base a temi che scelgono 22

Predisposizione di fogli su cui scrivere proprie opinioni ed idee per scambiarsele 

Facilitatore non prende parte a dibattito e così non c’è persona che controlla e giudica lavoro ruolo

facilitatore è molto limitato semplice cerimoniere

Unica regola fondamentale è che quando persona sostiene di aver dato quello che poteva ad un gruppo

deve spostarsi in un altro persone libere di organizzarsi a piacimento

Fine dell’open space caratterizzato da momento conviviale con festa autogestita

Quattro principi: 

- Chiunque venga è la persona giusta tutti possono partecipare

- Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere date quelle persone l’esito che si poteva

ottenere è quello che si è ottenuto

- Qualsiasi momento è quello giusto

- Quando è finita è finita è inutile darsi un termine e un limite all’azione, non serve una scaletta

con orario prestabilito

- Legge dei due piedi esaurito il proprio contributo in un gruppo si passa ad un altro

World cafè

Clima informare e rilassato in cui si contribuisce liberamente attraverso proprie idee inventando nuove

iniziative, spazio piacevole

Piccoli gruppi di persone in ambito accogliente e famigliare, discussione avviene tra in piccoli tavoli e

persone cambiano il tavolo ogni 20 minuti

Persone sono più vincolate rispetto a open space

Principi guida:

- Creare contesto

- Coinvolgimento di tutti nella discussione, incoraggiare attraverso il talking stick (passaggio di un

simbolo tra chi vuole parlare)

- Chiarire il contesto indicando che risultati si vogliono ottenere

- Temi da approntare

- Condividere risultati e punti di vista

- Ascoltare gli altri

Statuto della città metropolitana di Bologna 

Spariscono le province con questa riforma e capoluogo provincia diventa città metropolitana necessità di

nuove regole con statuto che dipende da volontà città stessa

Per fare nuovo statuto si crea un town meeting che è momento finale di una lunga fase così detta di

ascolto che discuteva quattro temi:

- Convivenza principi e valori per garantire convivenza tra cittadini

- Funzioni ruolo statuto per definire attività di pianificazione e programmazione

- Governo metropolitano e sistemi elettorali rapporti cittadini istituzioni

- Democrazia partecipativa e deliberativa

Successo democrazia partecipativa legata al fatto che persone durante discussione hanno cambiato idea al

di là dell’impatto sulla decisione pubblica democrazia partecipativa pone accento su deliberazione e su

processo di cambiamento idea e vede partecipazione come un momento che non esaurisce (fine per

raggiungere obiettivo cioè posizioni più articolate)

Regione Puglia: accorda le tue idee

Caso problematico Regione a fine 2010 lancia consultazione online per fare nuova programmazione

fondi strutturali

 UE offre finanziamenti a regioni in ritardo di sviluppo (meno del 75% del PIL comunitario) e

necessitano di grande parte finanziamenti europei

35-40% bilancio EU dato a regioni con fondi 23

Abruzzo Molise e Sardegna hanno fatto phasing out cioè sono uscite da cerchia regioni più

bisognose 

Politica di coesione comprende i fondi strutturali

Due accezioni di coesione:

1. Economica = livelli economici regioni devono essere più vicini possibili tra loro

2. Politica = programmi utilizzo fondi e progetti da sottoporre a UE devono essere prese in modo

congiunto tra le parti (province, regioni, commissioni, cittadini, ecc..) unire diversi livelli di

politica

 Principio partenariato comporta che tutte le decisioni dei progetti EU devono essere condivise tra

tutti gli attori implicati scopo è coinvolgere attori che saranno poi destinatari politiche di

sviluppo, coinvolgere le persone che beneficeranno di questi fondi fanno capire reale bisogno di

utilizzo questi fondi

Italia e i fondi

Per tanto tempo ITA ha dato più fondi a UE di quanti ne beneficiasse non riuscendo neanche a spenderli

Successivamente ha cercato di non sprecare questi fondi e nel frattempo c’è stato l’allargamento del 2004

con effetto statistico (siccome erano entrati nell’UE paesi più poveri, regioni ITA sono diventate più ricche

statisticamente rispetto a altri stati)

Regioni sono state spinte ad immaginare nuovi modi per affrontare problema programmazione dei fondi e

determinazione a progetti

Puglia avendo subito effetto statistico decide di attivarsi per stabilire nuovi progetti di utilizzo fondi

attraverso partecipazione cittadini

 Regolamenti UE non stabilisce come regioni devono applicare il partenariato

Segue più canali:

- Canale istituzionale (giunta e consiglio)

- Canale concertativo 

- Canale partecipativo creazione assessorato alla cittadinanza attiva e nuove forme di e-mocracy

(rete internet)

Passaggi

1. Documento introduttivo: documento di partenza a carattere tecnico

2. Creazione di forum: stesura schede informative per enfatizzare alcuni temi

3. Pubblicizzazione: cartoline, deplian, video, sito, youtube

4. Assemblea di avvio del processo con le associazioni

5. Interlocuzione: cercare di identificare problemi che valesse la pena affrontare considerati

particolarmente onerosi e affrontarli tramite progetti

6. Stesura contributi: contributo di tutti nella definizione delle questioni di interesse

7. Restituzione ai cittadini di quanto elaborato

8. Documenti finali: poche idee e da attori che avrebbero comunque partecipato, persone non

avevano conoscenze specifiche, documenti provenienti solo da addetti ai lavori

Caso della Puglia mostra i problemi legati a partecipazione (bassa e inefficace) che può essere un buon

strumento ma bisogna riuscire ad accompagnare quello strumento con altre iniziative, questioni

affrontate non devono essere troppo tecniche

Castelfranco di Sotto: il pirograssificatore

Caso che ha fatto molto discutere 24

Castelfranco di Sotto tra Firenze e Livorno zona di lavorazione del cuoio, circa 10 mila lavoratori legati a

questo settore 

Per mantenere bassi costi smaltimento scarti si affidano a servizi pubblici settore pubblico partecipa con

delle spese legate a trattamento rifiuti

Fine anni 70 aziende si sono dotate di macchinari di recupero scarti e rifiuti 

Azienda ha deciso di mettere all’interno del perimetro della fabbrica un pirogassicatore ha portato a

proteste da parte di associazioni contro gli impianti

Altro problema è legato a occupazione spesso inquinamento considerato elemento con cui convivere

per presenza di lavoro e costi legati a smaltimento compromesso sostenibile fino ad un certo punto,

spesso tensione accompagnata da idea che sia territorio troppo sfruttato portando a problemi e

ipersensibilità da parte dei cittadini che va gestita 

Ditta ha deciso di costruire pirogassificatore ad uso solo dell’azienda caratteristiche pirogassificatore:

- Piccolo

- Privato

- Non produce benefici per il pubblico ma serve solo a smaltire rifiuti prodotti da azienda

- Modulabile in base a quantità rifiuti può variare in base a bisogno

Pirogassificatore impianto innovativo del trattamento di rifiuti con calore talmente elevato da dividere

particelle facendo distinzione tra diverse materiali, non è un inceneritore

La sua creazione è legata a finanziamento da Regione Toscana

Forte opposizione deriva da fatto che regione non riusciva a raggiungere risultati adeguati rispetto a

trattamento rifiuti e frustrazione cittadini che non vogliono inceneritori

Caso di forte opposizione risposte date erano legate solo a definire se si è favorevoli o no a

pirogassificatore

Due posizioni

1. Perché analizzare proposte se è già stato bocciato da cittadini? 

2. Processo serve a legittimare la decisioni già presa di fare impianto Regione vuole fare progetto

per poi ratificare posizione già assunta a parere di molti

Proposta di progetto passa diversi passaggi arrivando all’ASL, valutazione impatto ambientale, provincia

quando dà risposta positiva propone di aprire confronto con cittadini ditta che propone impianto decide

di investire anche sul processo inclusivo

Utilizzo legge su partecipazione proposta di costruire processo inclusivo e si decide di fare giuria dei

cittadini data in gestione ad associazione Avventura Urbana, tra settembre ed aprire 2010-11 vengono fatti

sei incontri

 

Contrari Comitato locale e comitato di fuori persone contrarie a qualsiasi forma di pirogassificatore

 Processo inclusivo è attivato molto in ritardo e in più finanziato dalla stessa azienda

Parte del lavoro viene dato a università di Siena che deve occuparsi di identificare i partecipanti alla

giuria dei cittadini

Giuria dei cittadini

È una specie di tribunale dove persone (circa 20) selezionate in base a rappresentatività posizioni e

persone, si incontrano con esperti che danno loro formazione bilanciata, alla fine le persone esprimono il

loro giudizio obiettivo è dare la più ampia rappresentanza possibile di tutti gli argomenti:

- Dare informazioni bilanciate

- Verificare le alternative

- Dare possibilità di conoscere risvolti possibili decisioni

- Stimolare dibattito 25

Tre saggi dato il clima conflittuale si sono scelte tre persone più vicine alla posizione contraria ma

riconosciuti da collettività come esperti hanno nominato il Comitato di Garanzia (16 persone) con

compito di garantire che tutti gli interessi fossero rappresentati e quindi indipendenza del processo

Membri Comitato Garanzia erano persone con posizioni diverse tra loro + 50 cittadini a sorte tra i tre

Comuni, selezionati in base a genere, occupazione, luogo di abitazione

 Difficoltà nel trovare bilanciamento tra le due posizioni perché è prevalsa la posizione dei contrari

 poca rappresentatività con problemi di legittimità e decisioni finali

Conclusione lavori Giuria si dichiara contraria con ratificazione da Consiglio Comunale, Consiglio

Provinciale vota contro ma Consiglio Regionale ma alla fine introduce norma che prevede che nei casi in

cui opere pubbliche strategiche siano bloccate per qualsiasi momento la Regione assume potere

decisionale (volontà Comune Provincia ecc non conta nulla)

Alla fine anche Provincia approva pirogassificatore

 Si è arrivati ad esito prevedibile, se Regione aveva questo interesse così forte avrebbe dovuto

dichiararlo fin dall’inizio senza attivare processo partecipativo che alla fine è stato scavalcato da

Regione

 Per molti aspetti è stato un vero fallimenti per altri meno perché è venuto fuori che dal punto di

vista della deliberazione e dell’importanza del processo di discussione sono emerse le posizioni dei

cittadini che nel tempo sono anche mutate (obiettivo finale della demo partecipativa)

Caso della Valdastico

Immaginare cosa sarebbe potuto succedere se Veneto e Trentino avessero deciso di fare un processo

inclusivo 

Valdastico è autostrada A31 problema legato a parte nord autostrada perché non collega bene e quindi

lavori sono fermi

Schneck (presidente provincia Vicenza) nel 2010 annuncia di aver dato corso a un bando europeo per

progettare la parte Nord dell’autostrada da punto di vista legale PAT Trento ha completa autonomia

nella gestione delle strade che quindi deve dare sua autorizzazione per farla

Opposizione PAT legata ad aggravamento traffico su A22 non risolverebbe problemi SS47 e non tiene conto

della politica euroregionale di spostare su rotaia il traffico 

Provincia è nettamente contraria mentre Veneto la vorrebbe formalmente Provincia si è opposta

arrivando fino a Corte costituzionale che decreta che serve accordo con Trentino, allora veneti decide di

fare autostrada fino a confine con Trentino

In Trentino adesso l’A22 ha 39 km

Valdastico è valle poco ricca e poco industrializzata

Favorevoli:

- Provincia di Vicenza

- Autostrada Brescia-Padova

Secondo loro porterebbe a:

 Aumento PIL

 Miglioramento viabilità

 A31 è sotto-sfruttata quindi porterebbe più macchine

Contrari:

- Provincia Trento

Secondo loro porterebbe a:

 Troppo costosa

 Scarsa conoscenza territorio da parte dei progettisti non tengono conto specificità territoriale

(montagne hanno problemi di tenuta) 26


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

28

PESO

666.40 KB

AUTORE

Puntini

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Gestione delle organizzazioni e del territorio
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Puntini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Governo locale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Brunazzo Marco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Governo locale

Riassunto esame governo locale, prof. Brunazzo, libro consigliato I governi locali nelle democrazie contemporanee, Bobbio
Appunto
Appunti, Analisi politiche territoriali ed ambientali
Appunto
Appunti, Sociologia del territorio progredito
Appunto
Appunti, Pianificazione territoriale
Appunto