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Governance territoriale

Appunti di governance territoriale e partecipazione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Burini dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Governance territoriale e partecipazione docente Prof. F. Burini

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Il paesaggio come patrimonio culturale importante dell’umanità a livello internazionale. 1972

UNESCO ha steso convenzione sulla protezione del patrimonio naturale e culturale in cui si

parla del paesaggio culturale. Paesaggio va conservato è protetto perché si protegge e si

valorizza l’identità degli abitanti. In Francia negli anni 90 è nata la charte paysagère in cui si

spiegano le azioni di valorizzazione del paesaggio di quel territorio, un’azienda non farà mai

niente che andrà a intaccare quel patrimonio di cui se ne parla nella carta. Da un punto di

vista geografico il paesaggio è la percezione di un territorio, risulta dal soggetto che esperisce

un territorio e è dimostrazione di un bagaglio culturale che la società possiede da secoli.

Conflitto culturale nasce quando un elemento o più del paesaggio viene messo in pericolo e la

comunità locale si ribella. Paesaggio è anche oggetto di contesa all’interno dei conflitti urbani

o territoriali. Si toccano valori culturali che stanno molto a cuore alle comunità locali. Il

paesaggio si potrebbe definire come forma visiva del territorio se assumiamo la visione come

senso predominante nella nostra cultura. Concetto di paesaggio esiste solo presso società che

hanno tradotto il paesaggio nelle diverse forme es. musica, pittura ecc. Ma in altre società non

esiste il concetto perché non fa parte di un’elaborazione culturale sotto forme diverse.

Paesaggio come frutto della percezione visiva in cui si distinguono degli elementi principali. Il

iconema

geografo turri ha elaborato il concetto di per dire che le società identificano nel

paesaggio alcuni elementi che sono più importanti di altri, gli iconemi, ovvero unità di

significazione del paesaggio che servono a produrre il mio paesaggio. Il paesaggio è la

manifestazione della territorialità, è una manifestazione di tutte le azioni fatte sul territorio,

è frutto della percezione visiva e assicura la sopravvivenza fisica e lo sviluppo delle

società(sono ancorate al paesaggio è una perturbazione esterna produce uno scompenso, un

dolore effettivo nella società perché cancella il loro senso di appartenenza a quel luogo), è

frutto del bagaglio culturale e dei valori di una società. Crea un’identità territoriale. Quando

avvengono grandi trasformazioni del territorio senza chiedere ai cittadini, es espropri, il

problema non è solo lo spostamento logistico ma il fatto che dentro il luogo in cui abitiamo.

Paesaggio omologato, cioè un territorio che viene costruito attraverso moduli che vengono

standardizzati in cui c’è una perdita di identità del luogo, problema è stabilire qual è

l’iconema nel suo paesaggio. Società statunitense vive all’interno di contesti omologati, quindi

è più facile che si sposti. Le forme urbane per sono gradualmente la loro specificità e danno

luogo a quartieri privi di punti di riferimento per la collettività. Per gli europei è negativo,

perché facciamo parte di cultura della differenziazione storica, artistica. Territorio frutto di

processi di territorializzazione diversi; nei contesti in cui non esiste questa evoluzione

territoriale non esiste questa patologia perché per loro è normale. Street art, grazie all’arte si

diversificano alcuni luoghi di quei quartieri popolari che diventano unici. Paesaggio degradato

quando il territorio perde la funzione che aveva e compaiono aree abbandonate o trascurate

dalla popolazione locale. Se non c’è un cambiamento di funzione nel giro di pochi anni,

quell’area diventa ricettacolo di discariche, azioni illegali, zona pericola insicura, che viene

percepita dagli abitanti come un luogo pericoloso.

LUOGO

È una parte di territorio circoscritta, che ha una determinata funzione per un determinato

gruppo di abitanti, dove un gruppo di attori sociali svolgono una determinata funzione per

quel gruppo di attori che lo frequenta.

Studi di due geografi, uno francese Augustin Berque e uno cinese, Yi Fu Tuan che parlano del

luogo dicendo che il concetto può essere descritto secondo due modalità: luogo come topos,

quella specificità del luogo che ci permette di definire la sua posizione esatta sulla superficie

terrestre, facilmente rappresentabile cartograficamente, dare enfasi all’aspetto della

localizzazione di quel luogo nello spazio terrestre e luogo come chora, insieme di valori che un

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soggetto o un insieme di soggetti attribuiscono al luogo stesso, la dimensione esistenziale del

luogo, es Bergamo considerata come luogo di nascita, ho sposato qualcuno di Bergamo, ecc.

Dimensione relazionale tra un soggetto e il luogo, collega il luogo a dei soggetti. Nella

definizione di luogo ci viene in aiuto Jacques Levy che parla dell’importanza dei luoghi

all’interno del processo cui la nostra società è collegata che è la mondializzazione, è

l’evoluzione della globalizzazione (scambio di merci, finanze ecc con portata internazionale)

intendendola come l’estensione della dimensione internazionale mondiale che tutti i fenomeni

hanno. La nostra azione ha un impatto a scala mondiale. Lo spazio geografico è passato da un

approccio areale, dove eravamo interessati a sapere dell’area in cui ci trovavamo, la

mondializzazione scardina questi confini, ciò che è importante non è il topos, ma se sei

connesso, fisicamente ma anche in modo virtuale alla rete internet e se sei in grado di

mantenere relazioni che stanno da tutt’altra parte del pianeta. Approccio reticolare fa sì che il

mondo sia visto come tanti nodi di una rete connessi tra di loro in cui ogni nodo è un locale ma

connesso con altri locali crea il globale. Mondo è la somma di tutte le relazioni che esistono in

tutti i locali, si creano percorsi tra questi nodi. Ha come elemento fondativo l’essere connessi,

non è importante la posizione o la distanza tra un luogo all’altro. Cade l’importanza delle

distanze metriche, nuova regola che 30 anni fa non esisteva, due luoghi possono essere vicini

tra loro se sono connessi es. aeroporti, esplosione dei voli low cost, emergere di internet e del

suo potenziale sempre più alto. Per riuscire a comprendere le dinamiche del territorio bisogna

guardare il mondo con confini fluidi. Al centro della rete abbiamo i nodi urbani, dove

avvengono i principali scambi. Ha sradicato e ha eliminato alcuni modi di concepire l’urbano,

secondo Levy non è solo la città ma qualsiasi luogo in cui posso essere connesso fisicamente e

virtualmente, anche in montagna ci può essere un’area urbana. Tutti i luoghi del pianeta

posso diventare un nodo importante della rete mondiale. Il fenomeno più importante è la

mobilità di persone, oggetti, informazioni. È al centro della mondializzazione: società a

individui mobili, abbiamo perso il radicamento a un luogo fisso; è l’insieme delle

manifestazioni spaziali legati a uno spostamento fisico. Mezzo utilizzato, durata, costo dello

spostamento, ciò che si guadagna nello spostamento. Concetto di mobilità legato alle ideologie

e tecnologie del movimento che caratterizzano la società, non è solo questione tecnica, ma

anche di un quadro culturale che assume una prospettiva diverse (pedalare a Shangai in

mezzo al traffico non è come la nostra idea di pedalare nella tranquillità della natura). La

mobilità è il sistema di gestione della distanza:

1. La mobilità

2. Le telecomunicazioni

3. La copresenza, incontrarsi nello stesso posto con l’altra persona. Può essere reale cioè

due individui nello stesso luogo, o virtuale cioè due individui in due luoghi diversi ma

che si connettono tramite internet.

Problema è che per risolvere un problema della mobilità si deve andare a capire il movimento

degli individui, che sono talmente ipermobili, un buon governo del territorio non lavora

sull’infrastruttura, ma cerca di capire i bisogni degli abitanti nel corso del tempo e dello

spazio. Il fatto che tutti prendano l’automobile è un costo individuale e collettivo. Mobilità è

un fenomeno molto complesso che varia a seconda di diversi aspetti, ma è quello su cui si basa

la nostra vita quotidiana, nasce quando ci sono le condizioni tecniche e sociali per cui possa

realizzarsi. L’accessibilità è la possibilità di spostarsi. Nelle città che assumono sempre più

importanza ci sono delle differenziazioni o delle omogeneizzazioni. Differenze sociali, di

accessibilità ai servizi urbani e creano omogeneizzazioni. La questione urbana è molto

complessa. Non c’è solo benessere sociale ma anche disagio sociale. Nelle grandi metropoli

vanno coloro che hanno bisogno di trovare rifugio. Dimensione dell’individualità, l’individuo fa

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scelte singole ma che impattano anche a livello collettivo. Scelte impattano molto di più sul

territorio che rispetto a diversi anni fa.

Luoghi mobili sono i mezzi di trasporto, che si sono trasformati in luoghi e garantiscono la

copresenza degli individui per svolgere determinate funzioni. Michel Lussault ha pubblicato il

libro iper luoghi, nel nostro pianeta esistono dei luoghi che hanno assunto la caratteristica di

iper, c’è la presenza di individui per svolgere delle funzioni, ma sono iper perché hanno

rilevanza mondiale, quel luogo è emblematico per tutta la società mondiale, perché ha valenza

politica, culturale ecc.. La società mondiale in quel momento e luogo si identifica in una serie

di valori condivisi da persone che provengono da tutta la terra. Ha una portata turistica,

politica di grande attrattività e in quel luogo la società riconosce li i propri valori es. basilica

di San Pietro, stadio, Times square, piazza si riempie di persone che provengono da tutto il

mondo, nella nostra epoca nel momento in cui siamo nell’iper luogo vogliamo condividere

l’esperienza con altre persone con il cellulare, il luogo sta in altri luoghi del mondo grazie ai

social network. Iper luogo garantito da una connettività di rete che permette di essere

presenti in quel luogo anche se si è lontani. Times square è un iper luogo storico, nel cuore di

Manhattan, dove è nata la sede del New York Times, e nasce il primo cartellone pubblicitario

elettrico. Diventato luogo di delinquenza tra anni 30 e 70. Altro esempio che Lussault fa è

piazza San Marco, tantissime persone frequentano questo luogo. Mall degli Stati Uniti. Iper

luogo per noi è orio center perché frequentato da moltissimi individui, destinazione per vari

usi da parte di diversi soggetti. Società contemporanea attratta da luogo in cui si può

condividere la propria esperienza, richiede la condivisione. La dimensione spaziale

contemporanea si definisce per la mondializzazione. Luoghi di partenza, transizione, approdo,

che formano percorsi in cui si muovono gli individui e le informazioni, idee, valori, arte.

Spostamento reale, uso delle telecomunicazioni o copresenza, ci sono motivi di spostamento

reale, come le migrazioni, turismo, pendolarismo, viaggi di lavoro, studio. Livello di scala

mondale e la società è diventata a individui mobili. Territorio è internet che è una possibilità

di connessione, ma non solo, produce nuovi spazi o nuovi territori che non hanno una

localizzazione reale ma una virtuale, connetto a un server tramite cablaggio di cavi, anche il

router Wi-Fi è un luogo di internet. Quindi internet ha anche dimensione spaziale, reale. Nel

territorio di internet abbiamo dei luoghi virtuali, invenzione per gestire la distanza, trasferire

in tempo reale grandi masse di dati e di informazioni. Forte connotazione spaziale: indirizzi,

stanze virtuali, siti, navigazione, cyber spazio. asincronia tra delle azioni all’interno di

internet, comunicazione può non avvenire in modo immediato Es sito web non è aggiornato, la

mail si può leggere dopo un po’ . Questione spaziale ciò copresenza in luoghi reticolari.

NORME E STRUMENTI PER REALIZZARE LA GOVERNANCE E LA

PARTECIPAZIONE.

Quadro giuridico italiano che prevede partecipazione dei cittadini nella vita pubblica e alla

politica grazie alla costituzione italiana. Apparteniamo a un tipo di governo democratico

quindi il potere appartiene al popolo e di decidere i rappresentanti all’interno degli organi

politici. A livello europeo governance e partecipazione sono fortemente incentivate a partire

soprattutto dal libro bianco sulla governance europea approvato nel luglio 2001. I libri bianchi

sono documenti di indirizzo delle politiche degli Stati membri dell’ue. Non sono norme ma

linee guida che poi gli Stati membri ricevono. Riguarda una maggiore apertura del processo di

partecipazione alla vita pubblica. Invita i cittadini a partecipare di più e anche le istituzioni

regionali e locali così da avere una maggiore partecipazione per la definizione delle scelte di

fondo. Questa apertura si chiama governance, che è un concetto importante è che si distingue

dal governo (government), scelto per governare il territorio, è un soggetto pubblico che ha la

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titolarità nel prendere le decisioni pubbliche per quel territorio. La governance è la

distribuzione del potere, inclusione di più attori possibili, soggetti istituzionali, privati, società

civile che in rete stabiliscono cosa è bene fare in quel territorio e lo propongono a coloro che

governano; allargare la partecipazione a diversi soggetti. Procedimento istituzionalizzato: in

cui nessuna decisione può essere presa dal governo senza che prima i soggetti coinvolti si

siano riuniti es. Canada, alcuni degli Stati Uniti, Brasile, paesi del nord Europa, Francia

alcuni processi in questa direzione. Altri paesi come l’Italia che stanno lavorando

gradatamente, sforzi regionali in Toscana e Emilia Romagna che hanno una legge regionale

della partecipazione, in tutte le altre regioni eventi sporadici. Quando la commissione europea

stila il libro bianco decide i principi di una buona governance (si possono coinvolgere gli attori

ma non arrivare all’obiettivo):

Apertura,

1. spiegare con linguaggio comprensibile e accessibile a un pubblico vasto cosa

si fa e in che cosa consistono le decisioni che si adottano. Il problema spesso è mancanza di

consapevolezza degli abitanti su qualcosa che sta avvenendo. In Italia c’è un problema

interculturale che impedisce la trasparenza.

Partecipazione,

2. in termini di diverse fasce d’età, diverse professionalità, aumentano

la prospettiva di una decisione e aumentano la fiducia sul risultato finale che andremo ad

ottenere. Quindi la decisione finale avrà più successo senza conflitti. Concetto che nasce nel

1992 con la conferenza di Rio de Janeiro delle nazioni unite, non esiste sviluppo senza

partecipazione, nessun intervento sul territorio senza il coinvolgimento delle comunità locali e

degli altri soggetti che possono essere interessati e coinvolti in quella decisione. Documento

agenda 21 che invia gli Stati dell’onu a coinvolgere le comunità locali per avere uno sviluppo

sostenibile. Libro bianco è rafforzamento del principio che era già stato ribadito anni prima.

Ancora oggi non abbiamo strumenti che ci garantiscono che il principio sia rispettato.

Responsabilità,

3. chiarezza in cui vengono distribuiti i ruoli nell’attuazione delle

politiche. Garantisce che una certa politica, decisione che ha impatto sul territorio, venga

realizzata da soggetti che devono prendersi un impegno in un certo lasso di tempo per

garantire ai cittadini che quella politica venga realizzata.

Proporzionalità,

4. ovvero scelta del livello dove si deve intervenire (sovrazonale,

zonale, comunale ecc..) strumenti che bisogna utilizzare per quella politica devono essere

proporzionata agli obiettivi perseguiti. (Grande opera pubblica=molte risorse). Adeguati alla

misura e al valore dell’opera che deve essere realizzata, è necessario ottica pluriscalare.

Sussidiarietà,

5. cooperazione finalizzate alla costituzione di reti tra soggetti di pari

livello (sussidiarietà orizzontale) - > tre comuni, tre regioni, o di diverso livello istituzionale

(sussidiarietà verticale) -> regione con dei comuni, o con una provincia. In entrambi i casi si

ha pari livello, anche se di ruolo gerarchico più alto.

Dalla partecipazione alla democrazia deliberativa

Partecipazione riguarda tutti gli attori sociali con ruoli diversi che si confrontano, per

risolvere una situazione collettiva di natura conflittuale, processo di natura decisionale che

porti alla decisione, si coinvolgono soggetti che devono prendere una decisione di interesse

pubblico.,

Democrazia deliberativa, prevedere processi dialogici, informati, deliberativi. Quando si

arriva a una decisione condivisa è democrazia deliberativa, informazione viene costantemente

trasferita ai partecipanti, processi che producono una scelta che poi passa alla democrazia

deliberativa (sindaco, presidenti..). Ha un potere più forte della semplice partecipazione e

avviene quando le istituzioni hanno inserito questo iter, lo hanno istituzionalizzato nei propri

documenti giuridici. In Italia processi partecipativi spesso e pochi casi di democrazia

deliberativa. Solo Toscana e Emilia Romagna hanno dispositivi di democrazia deliberativa,

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fasi e modalità e strumenti per fare processi di partecipazione con una delibera che poi il

governo deve mettere in atto.

Nonostante poche regioni hanno avuto che fare coi processi partecipativi, in molti ne parlano,

ma non sempre diventano una deliberazione. Ci sono diverse modalità di fare partecipazione,

come referendum consultivi, raccogliere firme per presentare un’istanza, una petizione al

governo, ed esistono anche le petizioni, i referendum, iniziative di legge popolare, cittadini

comuni non hanno potere di organizzarsi e redigendo i documenti necessari, attività è prevista

e sfruttata dai partiti politici oppure da gruppi es associazioni che vogliono portare

l’attenzione dei cittadini verso un tema specifico. Tipologia di processo non arriva in modo

trasparente e aperto, di riuscire ad arrivare a tutti gli attori coinvolti in quel territorio.

Esistono poi alcuni strumenti di partecipazione che servono a dare il benestare, a valutare che

VAS

una area territoriale risponda a dei criteri di benessere, adattabilità: valutazione

VIA

ambientale strategica o la valutazione d’impatto ambientale effettuate in qualsiasi

intervento di grande impatto territoriale, devo fare valutazione d’impatto che prevede di

coinvolgere i vari attori presenti sul territorio, attori istituzionali, privali, non istituzionali ma

con grande rappresentanza, associazioni, cooperative. Esistono strumenti che consentirebbero

di coinvolgere gli abitanti ma in entrambi i casi non vengono coinvolti tutti i livelli ma

prevalentemente i gruppi privati o grandi associazioni. Altri strumenti sono le agende 21

locali, procedura prevista dal congresso di rio del 92, che prevede il coinvolgimento degli

abitanti, ma i comuni non sono obbligati a farle. Possono essere utilizzate per garantire una

progettualità che promuova gli attori locali. Il bilancio partecipativo, i comuni possono

riservare una parte di bilancio per delle attività che vengono stabilite dai cittadini. È nato a

porto alegre in brasile, i bilanci partecipativi li sono molto utili, in italia alcuni comuni come

bergamo nel 2013, in altre città italiane viene utilizzato in modo continuativo.

Caso virtuoso di democrazia deliberativa: regione Toscana

La prima ad essersi dotata di una legge regionale (2007) e rinnovata nel 2013. Processo

partecipativo di un anno in cui ci sono stati incontri coi cittadini nelle varie città della toscana

usando anche il web (e-town meeting) per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini

per discutere dei vari temi che interessano il territorio, discussione approfondita sulla norma

che la regione voleva approvare. Il carattere innovativo è stato concepire la partecipazione

come fase del processo decisionale del consiglio regionale. Non si diceva nella prima legge che

erano decisioni vincolanti, ma che avrebbero indirizzare le decisioni del governo, avrebbero

dovuto cambiare lo statuto della regione, il governo perde i poteri se qualcun altro lo ottiene.

La legge regionale del 2007 aveva 3 punti :

Istituzione di un dibattito pubblico regionale, per discutere dei temi più importanti, i

- vari consiglieri avrebbero potuto aprire un dibattito pubblico per discutere su come

realizzare al meglio quell’intervento

Sostegno ai processi locali di partecipazione, avrebbe appoggiato in modo strutturale

- qualsiasi processo partecipativo

istituendo un’agenzia della partecipazione regionale, creando un sito internet in cui ci

- si può iscrivere e prendere informazioni (116 processi partecipativi da 2007 a 2013)

nel 2013 ridefinizione della legge. Ha attuato sia modello giuridico virtuoso, che

autoriflessione sui processi che ha messo in atto, istituendo questo organo regionale che

comprende tre persone nominate dal consiglio, che si devono occupare solo di partecipazione.

Autorità pubblica della regione per i processi partecipativi. Trasparenza totale. Iniziativa

potente che riesce a contaminare le varie province toscane, es. comune di siena realizza

processo partecipativo per svolgere il piano di governo della città di Siena.

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l’Emilia Romagna

Anche si è dotata di uno strumento partecipativo nel 2010, ha preso

molto dalla regione toscana e la legge prevede una parte relativa ai soggetti che possono

proporre i processi partecipativi, inserisce un ente di garanzia, spiega come farà a sostenere i

processi e spiega che la responsabilità di accogliere o meno le istanze ma di doverle dichiarare

apertamente se non accettate. Ha creato anche il sito, per aiutare gli enti a realizzare i

processi, con il portale io partecipo posso scegliere la mia piazza di interesse. Strumento di

trasparenza che fa vedere al cittadino come quella problematica sta evolvendo nel corso del

tempo.

Anche il molise e l’umbria si sono mosse, attuando una legge sulla trasparenza

amministrativa, non è una legge sulla partecipazione, hanno messo in chiaro le iniziative

legislative. A bergamo c’è stato bilancio partecipativo, ma non c’è più, abbiamo un

regolamento della partecipazione, è stato approvato dal comune di bergamo, con indicazioni

per i cittadini di trasparenza dell’amministrazione nei confronti dei cittadini: consultazione

atti pubblici, rilascio copie di atti pubblici e altri documenti, accesso alle informazioni in

possesso del comune, partecipazione popolare: i soggetti, gli organismi di partecipazione, le

consultazioni, il regolamento della partecipazione avrebbe certi punti interessanti, ma solo a

livello di principio declaratorio, sul sito non c’è un portale della partecipazione. Buone

premesse ma non c’è una sua attualizzazione pratica. Nel 2016 i comitati di quartiere hanno

chiesto una modifica di questo regolamento. Alcune regioni hanno presentato una proposta di

legge sulla partecipazione, ma nessuna per ora è stata approvata dal consiglio regionale.

Metodi utilizzati per fare partecipazione nelle varie regioni o in altri contesti eu o

internazionali

Town meeting del ventesimo secolo, incontri organizzati in sottogruppi che rappresentano

delle componenti della società e che si incontrano fisicamente. Ogni gruppo di 10-12 persone

ha un facilitatore, scrive sul computer le idee e tutti gli altri facilitatori possono vedere cosa

stanno scrivendo gli altri. Poi c’è un team che produce un rapporto per ogni gruppo. Il

rapporto con tutte le discussioni viene inviato a chi ha partecipato e possono votare con un

tastierino digitale personale che serve a votare le decisioni, gli esiti vengono proiettati sullo

american speaks,

schermo così che tutti le vedano, in america si chiamano bisogna però

operare secondo ciò che emerge.

Appreciative inquiry, solo aspetti positivi fino a quel momento di un’impresa, quartiere,

comune, per riuscire a valorizzare le qualità.

Raccomandazione dei cittadini, gruppo di cittadini che viene informato e lo si paga per

partecipare, il gruppo deve produrre raccomandazioni e può richiedere il parere di un esperto

o più. Es. spagna per costruire un’autostrada, a berlino. Le giurie di cittadini, 16 cittadini che

Bilancio partecipativo

stanno insieme 4 giorni per fare una raccomandazione. es.

Citizens

grottammare, premiata per efficienza con cui viene effettuata la partecipazione.

commition dei cittadini, gruppi tra 500-2500 persone che sono scelti casualmente, si viene

consigli di saggezza,

pagati, maggiormente nel regno unito, tipo giurie composte da 8-12

partecipanti. Tantissimi strumenti. Formule leggermente diverse tra loro, ma ce ne sono

charrète

tantissime. La gruppo di professionisti o cittadini semplici, rappresentanti di gruppi

di interessi per problemi di natura urbana. Nasce in francia nel 700 nel mondo dell’arte

perché gli artisti quando dipingevano mettevano sulla charrette e gli abitanti le giudicavano,

Open space technology

davano suggerimenti. (soprattutto in California), 200 persone che

discutono, è tutto molto libero. 12

Open data banche dati che possono essere rese open per i cittadini che quindi possono

modificare. Dati che noi produciamo su internet, e dati che produciamo grazie alla nostra

presenza sul territorio con il cellulare (gps). Come possono essere utilizzati i big data che

provengono da tante strumentazioni per analizzare fenomeni, sono molto vari, servono per

l’archiviazione, tutto ciò che proviene da testi, immagini, video.. Esistono big data

georeferenziati e non, alcuni non hanno informazione spaziale dentro. Dati prodotti dagli

individui che inseriscono dati su internet oppure dati che vengono prodotti dagli strumenti,

telefono è mobile, o fissi, come sensori che producono dati. Big data sono vari perché si

diversificano. Anche l’accessibilità è caratteristica, dati open e dati privati. A seconda dell’ente

che produce i dati possono essere pubblici o privati. Big data localizzati e quelli prodotti dagli

abitanti perché ci interessa capire la sua modalità e il contributo che dà. Big data -> Varietà

dei dati che devono essere gestiti con strumenti computazionali potenti. Geo Big data prodotti

da coloro che abitano il territorio. 2 grandi fonti: telefonia mobile, compagnie telefoniche

possiedono banche di Big geo data, app, che registrano il nostro utilizzo, strumenti personali,

es smartwatch, biciclette, fornitori di servizi come bike sharing, car sharing. Fonte di dati

dove l’individuo ha un ruolo passivo. Seconda fonte: social network, blog, siti web, piattaforma

cartografica collaborativa, ruolo attivo, sono io che decido di inserire qualcosa es una foto su

un social network, io produco l’informazione, può esprimere il suo giudizio, esprimere dei

bisogni, può immaginare delle prospettive. Dati per noi molto importanti perché ci permettono

di tracciare la mobilità degli abitanti sul suolo, ci spiegano il rapporto tra individuo e spazio

urbano. Urban nexus -> iniziativa in comunione con altre 2 università.

GOVERNANCE

È il condividere una decisione e arrivare a una proposta che poi il governo possa mettere in

atto. Modalità di coordinamento dell’agire collettivamente che prevede il coinvolgimento di

una pluralità di attori, modo di coordinare le azioni sul territorio, rispettando i principi dettati

dalla commissione europea e altri per es quello della sostenibilità. La governance territoriale

serve per evitare che qualcuno prenda le decisioni al posto degli altri abitanti e che gli

interessi di uno prevalgano sugli interessi degli altri, di coloro che hanno meno peso

economico e finanziario. Consente una democrazia, un rispetto di diritti di tutte le componenti

sociali di un territorio. Evitare di sostenere maggiormente i bisogni di uno su tutti gli altri,

per non far prevalere uno sugli altri. La governance è modalità dell’agire territoriale che ci

permette di promuovere la giustizia spaziale, concetto molto attuale poi che in tutti i contesti

del mondo dove pensiamo di averne più che in altri luoghi ci sono problemi di giustizia

spaziale. Diritto degli abitanti di godere dell’accessibilità e delle risorse di un territorio al pari

di un altro individuo. In alcuni contesti è molto fragile, in cui alcuni abitanti vivono in

condizioni di uso dello spazio terribili, per esempio un sovraffollamento degli spazi di vita. Si

esprime in tanti modi, nel modo in cui abitiamo, nell’accedere o meno a delle risorse di un

territorio. Lefebvre introduce il tema dei diritti egli abitanti in le droit à la ville (1968), diritto

di abitare oltre la logica del profitto. Edward Soja (2010) indica l’importanza di come viene

utilizzato lo spazio da parte dei diversi attori sociali, aree con pochi servizi, aree accessibili.

Questioni legate a uso e gestione del territorio che non sono inclusivi. Non stiamo rispettando

il concetto di giustizia. Movimento che si è diffuso a livello mondiale dove si è proposta una

carta mondiale di utilizzo alla città. Condivisione di questo problema a livello mondiale. Tutto

partito dall’università di LA. Tre principi di base:

spazialità ontologica,

1. tutti gli esseri umani sono situati spazialmente, lavorano in un

luogo, ci vivono, tutti sono spaziali, hanno una relazione con lo spazio molto forte.

società

2. Lo spazio viene trasformato e prodotto dalla

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Dialettica socio spaziale,

3. lo spazio viene prodotto socialmente e anche il reciproco, il

sociale viene prodotto spazialmente. Per queste ragioni qualsiasi governo vorrebbe

promuovere la condivisione delle decisioni perché tutti quegli attori sociali hanno

diritto alla spazialità.

Se c’è una distribuzione equa delle risorse che servono alla società e della possibilità di

sfruttarle. Tre forze più note sono il livello di reddito, se sei povero non accedi alle risorse,

appartenenza etnica, il genere, sistemi di apartheid o segregazione, processi che creano

geografie coloniali su un territorio, creando strutture di privilegio, rispetto agli altri secondo

un modello centro-periferia. Modelli binari di gestione del territorio, ghetti urbani (certe etnie

all’interno di un quartiere), gated communities (all’interno di uno spazio circoscritto, area

residenziale a cui si accede es, solo con la sbarra, il pass ecc. Creazione di strutture o spazi

turistici come i resort, i villaggi, che settorializzano l’attività turistica, mentre all’esterno c’è

un altro tipo di gestione proprio del territorio es. baracche. Bisogna assicurare il

coinvolgimento dei cari attori, l’ue sta insistendo sulla necessità di integrare diversi attori

a tripla elica,

nella governance territoriale. Il nuovo modello è quello unisce

1. università, enti che studiano e fanno avanzamento scientifico

2. settore privato, aziende, commercianti

3. pubblica amministrazione, comune provincia camere di commercio.

Per assicurare governance questi tre si devono mettere insieme ad un altro soggetto che è

quello -non istituzionale (associazioni, cooperative, enti piccoli, volontariato, enti religiosi,

cittadini come individui) hanno voce in capitolo perché abitano in quei territori, sostengono le

categorie svantaggiate. Geografo tenta di promuovere la governance territoriale affinché ci sia

un miglioramento nelle condizioni della popolazione di quel territorio, capire all’interno di un

territorio quali sono gli attori presenti e quali sono le competenze territoriale all’interno di

quel territorio. Competenze territoriali insiste dei saperi che la comunità possiede nello

sviluppo del territorio, un geografo deve conoscere le competenze presenti nel sistema locale,

quali sono le attività produttive, quelle più praticate, ci dicono quali risorse abbiamo e come

vengono realizzate. Abbiamo un sapere che si è trasferito nel tempo, competenze che ci

permettono di produrre tessuti. Individuare i driver, gli elementi che promuovono la vita

all’interno di quel territorio tangibili e intangibili, tangibili, impianti agricoli ecc, intangibili

sue competenze che ha tramandato. Definire un linguaggio comune fra gli attori del territorio,

quando facciamo processo con tripla elica primo problema è dire stessa cosa con le stesse

parole, ognuno ha un suo linguaggio con diverse finalità; progettazione di azioni volte al local

content, territorio possiede come unicità, progettare azioni che consolidino ciò che proviene da

quel territorio, capitale spaziale di quella società, insieme delle competenze che una comunità

possiede sull’uso delle risorse del proprio territorio che possono essere messe a beneficio degli

altri abitanti. spatial capital,

Competenze territoriali locali sono lo insieme delle conoscenze possedute da

una certa società e che possono essere usate per diventare un patrimonio di cui possa

beneficiare l’intera comunità. È una forma di capitale che viene accompagnata a tutte le altre

forme es. capitale economico, capitale sociale, capitale culturale (insieme manifestazioni

culturali), geografo france levy ha aggiunto la nozione di capitale spaziale. Cap spaziale può

essere individuale o collettiva, individuale= percorrere un percorso quotidiano nel minor

tempo possibile, ottimizzare il tempo per spostarsi nello spazio. Lo possiamo vedere in forme

di reificazione per es. essere in una città con area verde e notare un passaggio nell’erba di

persone che attraversano per fare prima, dopo un po’ di tempo gli individui che non conoscono

quel territorio vede quel solco nell’erba e lo percorre anche lui. Forme di trasformazione

blanda del territorio che fanno sì di identificare percorsi che l’individuo fa perché percorre

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giorno per giorno. Capitale spaziale dell’individuo diventa collettivo, condiviso da altri che

hanno lo stesso capitale spaziale e che può inventare un bene comune per quella comunità. In

un progetto di governance bisogna fare in modo che i vari attori comunichino e si trasmettano

il proprio capitale spaziale. Per assicurare uno sviluppo sostenibile del territorio e garantire

risorse per il futuro bisogna tener conto delle esigenze degli abitanti e di coloro che

frequentano la città per qualche motivo (city users vs residenti); usare sistemi e tecnologie

Smart; pensare a progetti che mettano in connessione territorio diversi che possano

collaborare all’interno di una rete, progettualità reticolare, da un lato abbiamo esigenza di

valorizzare lo spatial capital, per farlo diventare un patrimonio per tutti e promuovere la

governance per facilitare la presa di decisione coinvolgendo più attori possibili. Spatial capital

serve per produrre altri benefici alla società che riguardano sia la sfera pubblica che la sfera

dei beni pubblici spaziali. Può servire a agire e valorizzare sia i beni pubblici (sanità,

educazione, alloggio…), beni pubblici spaziali. Coloro che si muovono all’interno di un

territorio hanno un capitale spaziale che andrebbe valorizzato. Si applica anche alle

dimensioni fisse.

METODOLOGIE

Strategia SIGAP sistemi informatici geografici azioni partecipate; 4 fasi di cui ognuna è un

modulo di ricerca.

1 fase conoscenza e informazione, studiare il contesto territoriale in cui ci troviamo, dati

qualitativi e quantitativi, analizzare bisogni e strategie degli abitanti presenti nel territorio.

Qual è l’aspetto importante e quali i bisogni.

2 fase consultazione degli attori per giudicare fattori dinamizzanti ovvero fonti di forza o

criticità che ci sono all’interno del territorio

3 fase individuare sistemi per fare la concertazione decidere insieme quali sono le

soluzioni che andrebbero a risolvere le criticità attraverso i tavoli di concertazione, e si

elaborano dei sistemi di supporto alla presa di decisione, anche digitali e he servono a avere

facilmente rappresentato nel sistema l’interlocutore, le criticità di quell’area, un sistema che

supporti coloro che governano nella presa di decisione

4 fase creare sistemi di capitalizzazione, mettere a sistema tutta la conoscenza che

abbiamo raccolto e prodotto. Diffondere i risultati della ricerca e e utilizzare questi strumenti

anche per il processo di informazione, nelle scuole, nella formazione degli operatori, per avere

una maggiore diffusione della conoscenza di quel territorio.

Diversi ambiti di applicazione della strategia SIGAP.

Si basa su

1. Partecipazione attiva alla ricerca da parte degli abitanti

- Fase 0: identificazione degli attori sociali e del contesto territoriale. Sulla base di ciò si

modifica tutta la strategia. Bisogna essere il più inclusivi possibile e decidere fin dove

spingersi

- fase 1: informazione e conoscenza dei luoghi e delle poste in gioco, informare i cittadini sul

perché lo si sta facendo

- fase 2. Consultazione di diversi attori per conoscere i diversi interessi/ bisogni. Chiedo agli

abitanti di esprimersi

- fase 3: concertazione per definire le soluzioni

- fase 4: capitalizzazione del processo partecipativo per l’empowerment, le soluzioni vengono

condivise il territorio

Tutte 4 fasi -> partecipazione attiva.

2. Utilizzare la cartografia. 15

Esempi

PROCESSI PARTECIPATIVI PER LA GOVERNANCE URBANA

BERGAMO OPEN MAPPING

Realizzato per la candidatura di Bergamo nel 2013 come capitale europea della cultura del

2019 che sarà Matera.

1 fase: Identificazione degli interlocutori privilegiati es biblioteche scuole ecc; Incontri di

presentazione; comunicazione, materiale cartaceo digitale social. (informazione)

2 Fase di consultazione: focus group per diffondere il sistema e supportare le utenze, incontri

mirati, spiegare sistema online, consultazione che avveniva o con tante persone o l’utente

poteva andare sul sito e inserire le sue segnalazioni di luoghi da valorizzare e sistema di

votazione dai cittadini, prime dieci più votate si inseriscono nel dossier.

3 Fase di presentazione pubblica delle prime dieci iniziative e concertazione cioè immaginarsi

budget.

IL PROCESSO PARTECIPATIVO A BERGAMO: PUBLIC SPACE

Riqualificazione del centro di Bergamo, area sempre meno frequentata a cui si voleva dare

vivacità. Creazione bando. Processo partecipativo per capire cosa vorrebbero gli abitanti,

comune e università hanno finanziato il progetto che si chiama BG public space. Sistema o

spazi piacentiniano dal nome di Marcello piacentini che fu l’architetto che realizzò gli edifici

agli inizi del 900. Ridisegnare l’uso degli spazi pubblici attraverso attività commerciali,

ristoro, attività culturali e di animazione. Collegare la Bergamo piacentiniana con i quartieri

a sud (zona stazione). I due punti su cui si basava il suo programma quindi: spazio pubblico

valorizzato e reticolarità della città. Bergamo aveva città alta e i borghi che consentivano

tante cose, avere prodotti per vivere perché da lì provenivano le merci, gli ortaggi, in città alta

i prodotti venivano commerciati, città alta era centrali perché per andare da un borgo all’altro

dovevo per forza passare per città alta. Tra borgo pignolo e borgo sant’Alessandro c’era un

prato dove si teneva la fiera con le botteghe provvisorie con le mercanzie che erano state

prodotte nel territorio. Venivano mercanti da tutta Europa, c’erano anche feste e giocolieri.

Nel 1800 viene tagliato il prato di sant’Alessandro in modo verticale, per creare una strada

chiamata ferdinandea (re Ferdinando d’austria), vengono costruiti i propilei per fare la porta

da cui sarebbe dovuto passare il re (oggi viale papa Giovanni e poi viale Roma). Nel 1857

viene costruita la ferrovia. Nuova mobilità, l’apertura fa sì che la fiera di Bergamo non è più

importante come unico centro commerciale vicino a Milano. Sistema piacentiniano viene

riqualificato dopo la caduta dell’importanza della fiera, che era diventata una struttura

permanente che possedeva tantissime botteghe, sopra ci vivevano i commercianti. All’interno

dei palazzi che piacentini crea nascono tanti edifici legati ai servizi statali, finanziari,

economici.

Vision: l’idea che oggi la Smart city è la città che grazie alle nuove tecnologie diventa

intelligente perché può sfruttare dati prodotti in tempo reale Per diventare più efficiente. Ciò

ci ha fatto dimenticare l’importanza delle persone. Si preferisce parlare di intelligenza

dell’urbano: una città sappia trasformare i propri servizi a seconda degli abitanti che

attraversano quella città e che siano costruttori e gestori di quel territorio e che devono essere

coinvolti nella gestione della città. L’uomo deve controllare le tecnologie e usarle per regolare

le questioni di interesse pubblico. Spazio pubblico come icona identitaria, non è solo insieme

di strade, piazze, parchi ma è l’espressione di dinamiche sociali di un territorio. Lo spazio

pubblico è il luogo in cui si manifesta l’identità sociale. Modo in cui lo spazio pubblico

trasferisce al suolo le esperienze di vita degli abitanti. Abitanti è color che abitano il luogo

indipendentemente dalle motivazioni o dalla durata della sua presenza. Consultazione

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaRadaelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Governance territoriale e partecipazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Burini Federica.

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