GOVERNANCE TERRITORIALE E PARTECIPAZIONE
20/02/2017
GOVERNANCE: è un dispositivo attraverso il quale si analizza un territorio e si gettano le
basi per il suo governo/gestione attraverso la partecipazione dei cittadini che lo abitano.
Nella teoria, qualsiasi tipo di governo (comunale, provinciale, regionale, nazionale,
sovranazionale) per fare in modo di realizzare una buona gestione del proprio territorio
dovrebbe far partecipare gli abitanti che vivono in quel territorio. Questa teoria è applicata?
A livello pratico nessuno sa l’esistenza della governance e della partecipazione. Quindi,
c’è un PROBLEMA. A livello teorico tutte le organizzazioni internazionali parlano di
governance e di partecipazione per realizzare lo sviluppo sostenibile. Definizione:
sviluppo che utilizza le risorse presenti sul pianeta senza distruggerle in modo da favorire
le generazioni future e che questo utilizzo delle risorse deve avvenire con la
partecipazione delle comunità locali. Le organizzazioni internazionali (ONU) ha proclamato
un altro programma oltre ad aver proclamato il concetto di sviluppo sostenibile nel 1992
hanno proclamato anche un programma che si chiama Agenda 21. E’ un programma che
indica ai governi il modo in cui indicare lo sviluppo sostenibile, cioè attraverso la
partecipazione delle comunità locali. Quindi l’Agenda 21 è un programma dettato a livello
internazionale che dice che per realizzare lo sviluppo sostenibile dobbiamo coinvolgere le
comunità locali. Ci dice anche quali: i bambini, gli anziani, i giovani e le donne cioè quei
major groups che solitamente non vengono considerati. Quindi, a livello internazionale da
più di 20 anni si parla di sviluppo sostenibile e di partecipazione. A livello pragmatico (nella
realtà delle cose) c’è un problema, una discrasia tra il principio e la sua applicazione. I
governi non stanno agendo nell’ottica dello sviluppo sostenibile, non stanno mettendo in
pratica il principio secondo il quale per raggiungere lo sviluppo sostenibile dobbiamo
coinvolgere le comunità locali. Ecco perché c’è bisogno di sapere come si fa a partecipare,
perché bisogna partecipare e su quali aspetti bisogna partecipare, perché altrimenti tutto
rimane a livello ideologico/teorico e non viene realizzato nella pratica.
GIUSTIZIA SPAZIALE: concetto che esprime un grande diritto che tutti noi abbiamo, che
si chiama appunto giustizia spaziale che è il diritto di abitare i luoghi che abitiamo. In molti
contesti del mondo la giustizia spaziale viene negata, le comunità locali non possono
vivere e abitare nel luogo in cui vorrebbero. Esempi: da tanti mesi le comunità che stanno
tra il Canada e gli Stati Uniti stanno facendo una grande lotta per la costruzione di un
oleodotto, il progetto passa sopra le terre dei nativi d’America. Le comunità native si sono
organizzate per occupare i territori in cui le ruspe vanno a scavare per far passare
l’oleodotto. Ci sono capi delle comunità native che stanno cercando di fare opposizione al
fatto di estirpare le proprie terre per realizzare un oleodotto. Oppure un altro esempio è
quello di essere obbligati a lasciare la propria città perché qualcuno ha deciso di fare
guerra in quel luogo che non è più sicuro. Questa è una mancanza di giustizia spaziale.
Perché si fa quella guerra? Non tanto per impedire alle persone di andare a lavorare,
studiare o a vivere in quella città ma perché ci sono delle ragioni politiche internazionali
che valgono di più della volontà di andare a studiare, lavorare e vivere di tanti milioni di
persone che vivono in quel territorio. Un altro esempio è il popolo dei Curdi, tutta la fascia
mediorientale, anche la Siria ovviamente. Questa è la giustizia spaziale a livello macro
(internazionale). C’è una giustizia spaziale anche a scala molto più piccola (micro) ad
esempio all’interno di una città, quartiere o paese. Un’altra questione di giustizia spaziale è
per esempio la mancanza di trasporto pubblico efficiente per portare gli studenti nel loro
luogo di studio o dei lavoratori nel loro luogo di lavoro. Per esempio quando i treni Milano-
Bergamo ci mettono due ore invece di una, quando gli autobus sono sovraccarichi, questa
è tutta giustizia spaziale che non viene riconosciuta, cioè il governo di quella città non
tiene conto della presenza di cittadini che hanno dei bisogni importanti come studiare e
lavorare. Quando questi diritti vengono meno, il governo del territorio non sta agendo
verso la giustizia spaziale. Quindi cosa è la giustizia spaziale? Il diritto che tutti i cittadini
hanno di vivere all’interno di quel territorio per svolgere le proprie attività, innanzitutto la
propria vita (non morire) ma anche di poter condurre la propria vita, esercitare la propria
professione senza impedimenti. Quindi un governo che crede nei propri cittadini che
sviluppa un processo di governance è un governo che conosce bene i bisogni dei suoi
abitanti. Il governo di una città che è rispettoso dei bisogni dei propri abitanti interviene
nella pratica modificando la sua organizzazione cercando di risolvere i problemi dei suoi
abitanti. Quando parliamo di governance, parliamo sempre di alcuni elementi. 1) LUOGO:
c’è sempre un luogo in cui avviene qualcosa, un contesto territoriale. 2) ATTORI
TERRITORIALI: degli abitanti e questi attori non solo gli abitanti che vivono in quel luogo
ma sono anche i governatori, quindi il piano politico oppure l’Unione Europea, l’Onu. Ci
sono attori diversi che agiscono a scale diverse. Gli abitanti, i governi ma anche degli attori
sovranazionali e internazionali. Per capire queste logiche, l’analisi spaziale, l’analisi degli
attori che vivono in questi territori e il problema (che cosa manca) c’è bisogno di analizzare
questi tre livelli. Quindi luogo, territorio, attori e problema sono le tre principali questioni
che bisogna analizzare prima di pensare a realizzare il processi di partecipazione. Come
articoliamo il corso? In quattro momenti principali.
1) BASE DELLA GEOGRAFIA
2) PROCESSO DI TERRITORIALIZZAZIONE
3) GOVERNANCE TERRITORIALE E PARTECIPAZIONE
4) CASI STUDIO.
Abitare la terra: un progetto umano
1.
Abitare la terra è un progetto che l’uomo fin dalla sua comparsa sul pianeta terra ha
realizzato per sopravvivere e è un progetto umano importante che non vuol dire stare al
mondo passivamente e accettare tutto quello che la natura mi dà, ma significa agire in
modo attivo per capire cosa devo fare per sopravvivere (mangiare, trovare un rifugio
ecc…). La terra è abitata dagli uomini e questi hanno un progetto e lo hanno avuto sin da
quando lo hanno abitato. Questo fatto è molto importante nell’età che stiamo vivendo oggi
perché siamo entrati in una nuova era geologica, verso la fine del Settecento l’uomo entra
in una nuova era geologica che viene chiamata Antropocene. L’era in cui la società
domina la modellazione del pianeta. E’ l’uomo che stabilisce questi cambiamenti enormi
della morfologia terrestre ad esempio le deforestazioni. Poi ci sono calcoli sulla quantità di
terra che l’uomo annualmente sposta a livello planetario da un luogo per metterlo in un
altro, ad esempio per creare l’oleodotto tra Canada e Stati Uniti, per creare le vie di
comunicazione oppure per deforestare e creare nuovi paesaggi, per costruire città nei
deserti e così via. L’uomo sta rimodellando il pianeta sulla base di bisogni sociali. Un
problema sorge, cioè l’uomo abita la terra perché è il suo progetto umano ma negli ultimi
secoli questa azione sulla natura sta diventando talmente importante e forte che sta
rimodellando il pianeta. La società negli ultimi tre secoli ha un impatto fortissimo sul
mondo. La nostra responsabilità nei cambiamenti climatici, ambientali del nostro pianeta
non si risolvono facilmente perché siamo nell’Antropocene. Immaginiamo di essere
all’inizio dell’era dell’uomo, cosa ha fatto l’uomo quando è comparso sulla terra?
Innanzitutto un luogo di protezione. Le prime società apparse sul pianeta, la prima cosa
che hanno dovuto fare è stata quella di rapportarsi con una natura da cui dovevano
difendersi ma la natura in realtà consente anche di sopravvivere. La natura è da un lato
vincolo e da un lato possibilità. Perché da un lato consente di vivere e dall’altro però
bisogna difendersi ad esempio da tempeste e temporali, quindi la natura è sia vincolo che
possibilità. Cosa succede nell’evoluzione dell’uomo? L’uomo si organizza all’interno di
gruppi sempre più complessi e da un mero individuo con altri individui crea le prime
società. Cosa è una SOCIETA’? E’ un gruppo di individui che hanno delle risorse della
natura da utilizzare che si danno un progetto di vita comune. Per realizzare quell’obbiettivo
questa società si dota di regole interne per cui c’è un capo, ci sono dei consiglieri e tutti
hanno un ruolo all’interno di quel gruppo sociale. Il rapporto tra uomo e natura può essere
di due tipologie. L’individuo può rapportarsi alla natura in modo benevolo oppure la società
può rapportarsi alla natura in modo negativo. Sono due modalità di utilizzo di risorse della
natura. Nel primo caso, il rapporto tra uomo e natura prevede un buon funzionamento, nel
secondo caso, invece, provoca un conflitto. Quindi nel primo caso l’uomo interagisce con
le risorse naturali e le risorse vengono utilizzate in modo integrato dalla società e quindi il
rapporto tra risorsa e società, in questo caso RA=razionalità antropica, quel gruppo di
individui che ha quell’obbiettivo, quella logica o quel bisogno. Il secondo, il cattivo
funzionamento ovvero il conflitto, prevede una contrapposizione dell’uomo rispetto alla
natura e quindi un gruppo sociale impone la propria logica sull’uso delle risorse naturali a
scapito delle altre comunità. Quindi, nel primo caso il rapporto risorse/società non solo è
armonico ma è rispettoso nei confronti delle altre comunità. Nel secondo caso, invece, il
rapporto è conflittuale non solo nei confronti delle risorse che distruggo ma anche nei
confronti delle altre comunità che non potranno più utilizzarle. Quindi, il conflitto è nei
confronti delle risorse e nei confronti delle altre comunità che non possono più usare le
risorse.
22/02/2017
Di fronte alla natura le società realizzano, si mettono in relazione in modo diverso a
seconda della loro cultura, a seconda della loro organizzazione sociale, stabiliscono come
trasformare quella natura e farla diventare il loro luogo di vita. Ci sono 3 principali modalità
che le società hanno elaborato per trasformare la natura e produrre una trasformazione
che desse loro un luogo in cui vivere, qualsiasi tipo di luogo in cui svolgere le proprie
attività. Queste tre modalità rispondono a 3 diverse logiche. 1) LOGICA DEL SIMBOLO:
una modalità che prevede uso delle risorse basato su un rapporto simbolico con la natura.
Molte società nel mondo che quando devono trasformare la natura per costruire case,
abitazioni, villaggi ecc… la prima cosa che fanno è stabilire un contatto simbolico/sacrale
con la natura, dunque, prima di qualsiasi trasformazione vengono realizzati rituali,
vengono fatte delle offerte simboliche alla natura, avvengono una serie di pratiche
religiose, magico/sacrali che permettono a quel gruppo di individui di assicurarsi la
benevolenza della natura, di tenersi buona la natura per poterla trasformare. Esempi di
società basate sulla logica del simbolo: popolazioni africane. 2) LOGICA DELLA
MATERIA: un’altra modalità di vedere il rapporto con la natura non più secondo una logica
legata al simbolo, a mito, alla religione e alla sacralità ma secondo una logica che guarda
a ciò che viene costruito materialmente, e quindi alle tracce materiali che l’uomo lascia
sulla natura. Ad esempio: gli antichi egizi hanno mostrato con la trasformazione materiale
del territorio tutta la loro grandiosità, tutta la loro competenza nell’uso dei materiali per la
costruzione delle piramidi e di tutta la territorializzazione che hanno fatto all’interno del loro
territorio. Il popolo egizio pur avendo un aspetto religioso e simbolico ma la loro religiosità
l’hanno espressa materialmente, infatti le piramidi cosa erano? Artefatti legati al mondo
ultraterreno. Come faccio a mostrare un rapporto tra l’uomo e il mondo ultraterreno se non
attraverso una grande piramide che mostra la grandiosità di questo rapporto? Questo era
il pensiero egizio. Mostro attraverso la materialità una dimensione che va al di la della
materia. Il popolo egizio è un esempio calzante di che cosa sia la logica della materia. I
Maya hanno mostrato nella materialità costruita la grandiosità delle loro competenze, del
loro saper usare i materiali e saper calcolare l’equilibrio di queste costruzioni all’interno del
loro territorio. Hanno mostrato con la materialità un aspetto sempre legato alla sacralità e
ai rapporti dell’organizzazione sociale interna a queste società. Altro esempio più vicino a
noi sono le chiese, una espressione materiale di un rapporto religioso sacrale, nella
società occidentale le chiese hanno una dimensione molto imponente che si porta dietro
tutta una tradizione e una cultura. Un altro esempio della logica della materia della nostra
società sono le città e le megalopoli ( le megalopoli sono l’ espressione più alta della
logica della materia nella società occidentale e non solo). Adesso abbiamo le nuove sono
città della Cina che stanno nascendo su modello delle megalopoli americane, canadesi o
nord europee dove la logica della materia (la presenza di grattacieli e di edifici sempre più
sofisticati ed esteticamente scenografici diventa la nuova logica seguita dalla nostra
società). C’è una ricerca dell’impronta materiale sullo spazio molto forte soprattutto nella
società occidentale. La tecnica e la tecnologia sta sviluppando sempre di più la propria
intelligenza per realizzare materialmente degli artefatti che durino nel tempo e che siano
molto belli e scenografici. 3) LOGICA DELL’EMOZIONE: si può trasformare la natura
anche seguendo un’altra logica, cioè, avvicinando l’esperienza dell’individuo a ciò che
viene costruito in armonia con la natura e facendo in modo che ci sia un trasporto
emozionale dell’individuo all’interno di quello spazio. La logica dell’emozione viene
perseguita da tutti quegli artisti che hanno dedicato la loro vita non creando pitture,
sculture e opere d’arte all’interno dei musei, ma tutto quel filone di artisti, soprattutto dagli
anni sessanta in poi che hanno fondato una nuova arte che si chiama Land Art che
produce delle trasformazioni della natura e realizza delle opere d’arte dentro al territorio
che possono essere visitate dagli individui e possono far fare una esperienza agli abitanti,
semplicemente per dare una emozione e per realizzare un’opera d’arte. La Cattedrale
vegetale di Oltre il Colle è un esempio di land art. Vediamo l’esempio della realizzazione
di un luogo religioso all’interno delle tre modalità. Presso un villaggio del Burkina Faso,
questo Baobab costituisce il più grande luogo sacro di un gruppo di villaggi che stanno
attorno al villaggio stesso. In questo caso un luogo sacrale è incarnato all’interno di un
elemento della natura, non c’è nessun uso della materia per realizzare il luogo sacro,
viceversa c’è l’identificazione dell’albero che presso le comunità indigene dell’Africa
subsahriana, costituisce un albero importantissimo che indica al primo arrivato in quel
luogo la possibilità di insediarsi. Il baobab in Africa subsahriana costituisce un elemento
della natura che ha indirizzato i fondatori dei villaggi verso quel punto. Di sicuro, vicino a
quel Baobab si trova un villaggio. Quindi la natura viene rappresentata come la materialità
che esprime un potere in questo caso religioso del capo religioso del villaggio, attorno e al
di sotto del baobab si svolgono le riunioni della comunità di villaggio, di prendono le
decisioni più importati, si fanno i sacrifici prima di iniziare la stagione produttiva agricola e
si ringrazia alla fine della stagione agricola. Il baobab costituisce un elemento della natura
fondamentale e attorno ad esso si gioca la vita religiosa e produttiva di quel villaggio.
Siamo dentro la logica del simbolo. Se prendiamo un altro esempio, passando alla logica
della materia, il luogo religioso all’interno di altre società dove la logica della materia
prevale,deve essere imponente e visibile. Abbiamo tutta la storia dell’Arte e
dell’architettura europea incentrata sula costruzione delle basiliche e cattedrali come
segno evidente della presenza divina e allo stesso tempo come segno evidente della
capacità della società di utilizzare i materiali giusti, di avere artigiani specializzati che
sapevano costruire grandiosi opere. Abbiamo tutta l’architettura gotica europea incentrata
sulla dimensione verticale e quindi sul raggiungimento della divinità attraverso le guglie,
attraverso l’altezza, attraverso questa elevazione all’aldilà e abbiamo tutta la tradizione
artistica e architettonica di tutte le altre epoche tra cui quella rinascimentale che ha
prodotto delle opere grandiose che tutto il mondo viene a visitare oggi perché esempio di
una competenza, di un saper fare e di un utilizzo di materiali sofisticato e molto importante
e riconosciuto da tutte le società del
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