Definizione e delimitazione della ricerca etimologica nelle lingue romanze
Definizione di etimologia; ricerca sulla motivazione del segno linguistico
La ricerca etimologica persegue l’intento di determinare o ricostruire l’origine di singole unità del lessico in base alla loro concordanza o concorrenza nelle diverse lingue e nei dialetti. Un dizionario moderno indaga la storia delle parole nell’ambito dello sviluppo di una singola lingua. Il concetto di etimologia risale al greco ‘vero’ sulla base del fatto che nell’antichità il concetto di sapere etimologico connotava la ricerca del “vero significato” di una parola, dove con significato s’intendeva l’essenza e la natura stesse di ciò che veniva designato. Fine dell’etimologia è la giustificazione di una motivazione.
In passato non si pensava possibile cogliere l’essenza e la natura di ciò che era designato attraverso nozioni etimologiche, ma solo il motivo della denominazione al momento della formazione della parola o della comparsa di una sua rimotivazione secondaria. Per cui diventava essenziale concentrare l’indagine sulle ragioni di una denominazione e fondare la ricerca sulla motivazione del segno linguistico. Nell’antichità, come nel Medioevo, divenne importante la “possibilità di etimologizzare” una parola. Il punto del dibattito era se “una parola designasse la cosa che si trovava alla base della designazione secondo la propria natura o se la designazione fosse avvenuta solo in base a umana convenzione”.
Nasce la disputa secolare fra coloro che sostengono che le parole nascano secondo natura e coloro secondo i quali nascono per convenzioni: scuola eraclitea e della Stoà da una parte e quella sofistica e aristotelica (Tommaso d’Aquino) dall’altra. Aristotele è uno dei primi che parla dell’arbitrarietà del segno, Isidoro di Siviglia sostiene che sia possibile fare etimologia solo delle parole nate secondo natura.
L’etimologia della parola 'etymologia'
Il greco etimologia è composto da ‘vero’ e da ‘parola’. È una definizione degli Stoici che intendevano con questo la ricerca della verità insita in ogni parola. Da questo ambiente provengono i primi scritti etimologici di Apollodoro di Atene, di Demetrio Issione e gli 11 libri di Crisippo. Nel mondo latino troviamo invece: Cicerone (notatio), Marziano Capella (nota) e Varrone (origo verborum). Cicerone definiva l’etimologia come una cognizione teorica generale comprendente la natura, la causa e l’origine delle parole. Varrone la ritiene invece quella parte della grammatica che indaga perché e da dove provengano le parole.
Furono Gerolamo e Isidoro i primi a stabilire un rapporto concreto tra due o più parole. L’etimologia è definita da questi autori come quella relazione reale o ideale riscontrabile tra una certa parola di una lingua e altra di seconda lingua. I Padri della Chiesa intesero la ricerca etimologica come lo strumento che potesse permettere di comprendere il senso originario dei passi biblici, che potesse consentire traslazioni metaforiche dalla “lettera” (intesa come proprietà dell’etimo) alla etimologia “lettera” (intesa come contenuto profondo). Per Isidoro di Siviglia, inoltre, designa il fondamento della grammatica e della retorica e contiene la chiave del divenire consapevole delle molteplici relazioni tra le singole parole all’interno di un determinato sistema linguistico. Dal 4o secolo si inizia a incontrare la forma plurale etymologiae, intendendo la “comprensione” della totalità dei rapporti accertabili tra un numero illimitato di parole.
Cercando di ricostruire l’etimologia di “etimologia”, le più antiche documentazioni del francese antico si riferiscono all’opera di Isidoro e alla concezione etimologica medievale, che ammetteva rapporti esistenziali e immanenti tra contenuto e forma della parola. La scarsità di documentazioni si giustifica per il fatto che nell’alto Medioevo il concetto di etimologia non veniva espresso con il suo corrispondente sostantivo (fr, etimologie), ma attraverso parafrasi verbali. La parola ‘etimologia’, definita come concezione e scienza etimologica riferita alla ricerca dell’origine delle parole, si afferma nel 17o secolo e subentra alla connotazione medievale.
In Italia osserviamo la definizione del LEI (Lessico etimologico italiano), e troviamo: ETYMOLOGIA ‘spiegazione di parole’. Il LEI viene poi paragonato al francese FEW, e da questa comparazione si è potuto notare come le più antiche documentazioni francesi e italiane riposino sull’autorità di Isidoro di Siviglia e della sua opera “Etymologiarum sive originum libri 20”. Alla sua indiscussa primazia fa riferimento Beneeit de Saint-Maure (1174), anche se l’esplicita libro delle etimologie referenza del di Isidoro fa parte anche della più antica documentazione italiana a partire dal XIV secolo.
Nella “Chronique des Ducs de Normandie” di Beneeit de Saint Maure troviamo la formula sintagmatica “trover en l’etimologie”, che si riferisce a una tradizione etimologica. Nei versi 900-920, Beneeit racconta delle invasioni normanne nel territorio della Senna e della devastazione dell’abbazia di Jumièges (Gemedico). Beneeit propone due possibili giustificazioni etimologiche:
- La prima ritiene che Gemeges sia da mettere in relazione con “gemissemenz”, cioè con i lamenti della popolazione in seguito alla distruzione di Jumièges;
- La seconda mira a ricostruire un rapporto tra “Jemeges” e “gemme fine e esmeree”, cioè con i ricchi tesori presenti nell’abbazia nel XII secolo.
L’etimologia medievale mira, dunque, alla ricerca del vero. L’etimologia vuole cogliere il vero senso di una parola e risalire all’origine di essa. Determinante è la somiglianza fonetica delle forme verbali confrontate. Il riferimento semantico è qui secondario e arbitrario. Lo stesso avveniva nell’italiano antico.
Es. Castoro: Isidoro di Siviglia, Origines, ci dice che i “castori sono chiamati così da castrare, perché quando avvertono l’avvicinarsi del cacciatore, si castrano amputandosi a morsi testicoli ricercati per le loro virtù medicinali. Nel Bestiario Garver-McKenzie troviamo scritto che “lo castoro” sa per quale motivo è cacciato, e quando avverte il sopraggiungere dei cani e dei cacciatori si toglie il membro a morsi. Simile è anche la definizione di castoro nel fiorentino libro degli “Animali e la loro natura” l’intera tradizione letteraria italiana dipende da Isidoro, tanto che questa traduzione arriva fino a Tasso e a Marino. Lo stesso vale per ‘ape’. Isidoro, Origines, afferma che le api sono dette così perché nascono senza piedi. E questa definizione entra a far parte del Vocabulista di Papias (Composto prima del 1045) e tracce arrivano fino alla prima Crusca. Fuori dai vocabolari, la tradizione etimologica medievale continua a circolare, giungendo sino a Leonardo da Vinci. Lo stesso in Francia, in Brunetto Latini e nel Firmini Verris Dictionarius (1440). Alcune parti delle Origines hanno stabilito qualche nesso tra forma linguistica e realtà extralinguistica:
- L’origine dei vocaboli è l’etimologia, quando si stabilisca il valore della parola o della forma attraverso la sua interpretazione;
- Infatti, come vedrai donde trae origine la parola, prima comprenderai il suo valore;
- Qualunque ricognizione della cosa è più semplice, una volta conosciuta l’etimologia.
Isidoro aveva cercato dunque di sistematizzare il metodo della tecnica etimologica, definendone tecniche e antidoti, strumenti e classificazioni. Operando per categorie, a un nomenclatore del Medioevo non era necessario discutere sull’origine, dal momento che la maggior parte dei nomi poteva già così essere posta in luce. In questo modo si impadronisce della conoscenza etimologica la Chiesa, illuminando attraverso l’interpretazione cristiana dei nomi di numerosi luoghi dei Vangeli.
Etimologia romanza ed etimologia indoeuropea
Per etimologia, Varrone (De lingua latina) intende quella parte della grammatica che indaga “perché e da dove vengano le parole”. Per quanto riguarda la questione della provenienza delle parole, esiste una differenza fondamentale tra l’etimologia in ambito indoeuropeo, e quella d’area romanza. Pisani, indoeuropeista, intende il compito della ricerca etimologica come sondaggio del materiale linguistico a disposizione di colui che per primo ha utilizzato una parola. Si tratta di cogliere il significato nel momento in cui è stata creata la parola, cioè di sapere quale significato originario corrispondesse ad un determinato corpo fonetico.
Per lo studioso di lingue romanze non è importante “perché e da dove provenga una parola”, basta riuscire a ricondurre i rapporti genetici di una parola alla fase del cosiddetto latino-volgare (o alla base di sostrato o superstrato corrispondente, e non arretreranno fino alle radici indoeuropee). Tra le attestazioni latine, preferiscono quelle documentate, che possono rappresentare la base fonetica di tutti gli esiti romanzi: Es. variante latina “lacte” (Plauto e Petronio) al posto del lat LAC base etimologica per il rumeno “Lapte”, italiano “latte”, francese “lait”, portoghese “leite”. Opposizione di Devoto e Belardi.
Gli indoeuropeisti (così come i germanisti, gli anglisti e gli slavisti) non hanno a disposizione un siffatto definito stadio linguistico anteriore tanto accertato e vasto. Questione di particolare rilievo per l’etimologia romanza è quella delle forme ricostruite, quelle contrassegnate da asterisco definite così poiché non si sono potute rintracciare documentazioni latine per quelle forme. Nell’ambito romanzo il limite estremo di applicabilità di una base latino è considerato il 636 d.C (morte Isidoro di Siviglia). Attualmente la maggior parte delle basi etimologiche può considerarsi assicurata. (etimologia romanza non si occupa delle etimologie radicali). Le attestazioni dalle varie lingue e dai differenti dialetti, permettono spesso di dimostrare una sicura sequenza evolutiva fra base etimologica e moderno lessema, cosicché sia sul piano fonetico sia su quello semantico vengono ad evidenziarsi le singole fasi intermedie.
Breve sintesi del “periodo scientifico” della ricerca etimologica
Una ricerca etimologica fondata su solide basi scientifiche fu possibile solo a partire dall’inizio dell’ ‘800, cioè dal momento di fondazione pratica e teorica della linguistica comparativa. Sarà Diez a dare un forte impulso scientifico alla ricerca. Un’etimologia romanza come scienza fu postulabile e divenne praticabile solo dal momento in cui si riconobbero le connessioni genetiche delle lingue romanze constatabile solo all’interno di una determinata lingua o di un gruppo di lingue imparentate tra loro e che possono farsi risalire a una “Lingua base” comune. ..scoperta famiglia linguistica indoeuropea: Bopp e Pott fondarono gli studi etimologici in campo indoeuropeo. Fondatore della romanistica fu Friedrich Diez (Grammatica delle lingue romanze, Vocabolario etimologico). Solo l’enunciazione di una struttura solida delle “leggi fonetiche” rese possibile una suddivisione del vocabolario in forme di evoluzione fonetica popolare e forme dotte.
Il materiale lessicografico
Analisi del lessico
Il lessico di una lingua è composto di tre sezioni:
- Forme ereditarie e neoformazioni ad esse connesse (ereditarie sono quelle parole che una lingua ha ereditato da una fase linguistica precedente); Es: it. Forgiare < FABRICARE
- Forme dotte (ad es. per le lingue romanze sono i latinismi);
- Prestiti (sono quelle parole che una lingua ha assunto da una lingua vicina in un certo momento).
Il lessico ereditario può venire:
- Dal fondo degli appellativi (latini, per le lingue romanze);
- Da voci imitative od onomatopee;
- Da appellativi formati da toponimi o nomi di persona;
- Da sostrati;
- Da superstrati.
Compito della ricerca etimologica è determinare questi diversi elementi, confrontare le voci ereditarie di una lingua e dei dialetti imparentati, e ripercorrere il loro sviluppo formale e di contenuto fino alla lingua di partenza (Abaev). Abaev considera l’etimologia come una parte della lessicologia storica e pone dei limiti tra vocabolario storico e vocabolario etimologico.
- Il vocabolario storico è costruito su pura documentazione filologica e rappresenta la storia di una parola sulla base della documentazione scritta della lingua rappresentata. Si occupa solo della storia di una parola.
- Il vocabolario etimologico ricerca la storia e le relazioni genetiche delle parole sulla base della linguistica comparata, pur utilizzando i dati della documentazione filologica. Cerca di scoprire tali relazioni genetiche, sia nella complessità dei rapporti storico-fonetici, storico morfologici, e dei dati storico-semasiologici, sia in relazione all’intera famiglia o al gruppo di lingue imparentate.
Per la distinzione del lessico in forme ereditarie, dotte e prestiti è da tenere in considerazione in quale momento e a quale livello linguistico viene presa in considerazione una parola. Se accanto ai prestiti coesistono forme ereditarie, possiamo parlare di doppioni di parole. Es.: come derivato di EPISCOPUS, esisteva nella lingua ecclesiastica, accanto evescal episcopal, al fr. antico il doppione francese che dal XIV secolo ha soppiantato la voce più antica.
Fino al momento in cui parole a evoluzione fonetica ereditaria e prestiti coesistono nella stessa lingua, si stabilisce una differenziazione semantica: il lat. VITIUM ‘sbaglio, errore’ già possedeva al suo interno una connotazione malum vitium, peggiorativa, come che si realizzò anche attraverso una sorta di neutralizzazione di significato, come nell’occitano antico “vetz” ‘habitude, coutume’. Contemporaneamente, era attestato anche un occitano antico “vizi” “disposizione al male”, che è un latinismo. Parallelamente, la medesima differenziazione sopravvive anche in italiano: la forma ereditaria “vezzo” ‘modo di comportarsi abitualmente di una persona’ andò ad affiancarsi al peggiorativo “vizio” ‘disposizione al male’, attestato sin dal XIII secolo.
Forme ereditarie
Per parlare di forme...
-
Riassunto esame Glottologia, prof. Parenti, libro consigliato Parole e storie: Studi di etimologia italiana
-
Riassunto esame Filologia Romanza, docente Punzi, libro consigliato Introduzione alla linguistica romanza, Ch Lee S…
-
Riassunto esame Glottologia, prof. Parenti, libro consigliato La Cultura Indeuropea, Lazzeroni
-
Riassunto per esame Filologia romanza, prof Paradisi, libro consigliato: La filologia romanza, Beltrami, 2017