Estratto del documento

Sono due i metodi per la ricostruzione della cultura degli indoeuropei:

Metodo lessicalistico:

Ø si ricostruisce una parola indoeuropea e dall’esistenza

del lessema si deduce l’esistenza del relativo denotato nel quadro della cultura

indoeuropea (ad esempio, dalla parola indicante “re”, si ricava che gli indoeuropei

erano governati da re).

Sono stati diversi gli studiosi che si sono occupati di questo tipo

di metodo:

1. Nel 1828 un filologo classico, K.O. Müller, dopo aver ricondotto la genesi di latini e italiaci ad

un gruppo di genti aborigene con invasori grecoidi, arrivò ad attribuire ai primi una spiccata

capacità militare, ai secondi una propensione per una cultura agricola. Il passaggio lessicale

avvenne con un procedimento di questo genere: ensis, termine utilizzato per indicare la “spada”,

non ha corrispondenze fuori dall’Italia e dunque proverrebbe dal lessico degli Aborigeni, che

dovevano essere una popolazione aborigena. Il ragionamento si domostrerebbe però tecnicamente

errato.

2. Il Kunh, con una serie di lavori fra il 1845 e il 1873, tracciò una prima ricostruzione della cultura

degli indoeuropei, che sarebbero stati contadini e allevatori di bestiame, dotati di una struttura

sociale, retti da un re, religiosi e dotati di un forte senso della famiglia. A lui va sicuramente il

merito di aver tracciato un primo quadro della cultura indoeuropea fondato su ottime

etimologie.

Una sistemazione complessiva di tutti i risultati si ottenne con

l’opera di A. Pictet, intitolata “Les origines indo-europeennes ou

les Aryas primitifs. Essai sur la paleontologie linguistique”. In

ogni caso, questo tipo di metodo presenta gravi limiti:

Innanzitutto non è vero che l’esistenza di un lessema

 implichi l’esistenza di quel denotato nella medesima area

linguistica.

In seguito mentre la ricostruzione del significante è

 univoca, questo è meno evidente per quanto riguarda il

significato, che prende una determinata direzione senza che

essa sia univoca.

Anche se il metodo lessicografico ci permette di stabilire un

significato sicuro, questo non significa che sia utile alla

ricostruzione di una cultura indoeuropea. Il metodo lessicalistico

quindi si incanala in due direzioni:

  1  

Da un lato, si prova a ricostruire tutto quello che appare possibile

o ricostruire, rinunciando ad una pretesa di organicità;

Dall’altro, si indagano campi differenti, ma più specifici, che offrono

o una documentazione lessicale ampia e compatta, anche se

l’argomento resta isolato da tutti gli elementi della cultura

indoeuropea.

Metodo testuale:

Ø si parte dalla premessa che gli Indoeuropei trasmisero ai

loro posteri la lingua e la cultura e che questa può essere ricostruita comparando

dati culturali identici o analoghi in altre culture indoeuropee, posto in essere che

non abbiano carattere innovativo o non vi siano elementi di prestito. Il metodo si

basa, quindi, su una analisi dei contenuti e va dal contenuto semantico di una

singola parola, fino alla struttura dell’intera letteratura.

Molto può essere recuperato grazie al metodo testuale, tenendo in

considerazione come dato primario quello dell’identificazione

dell’ideologia, cioè delle categorie di analisi e giudizio con cui si recepisce

il reale. Il merito della definizione dell’ideologia indoeuropea è di un

grande studioso francese, G.DUMEZIL, conosciuto come l’ideatore dell’

IDEOLOGIA TRIPARTITA. LA C ULTU RA IN DOE UR OP EA IN QU A DRA VA

OG N I A SP ETTO DELLA R EA LTA’ , LA C U I

TOTALITA ’ È RA PPRESEN TATA D ALLA

CO MP R ESEN ZA DELLE TRE FU N ZION I. U N

ESEMPIO CH IA RIFICA TORE LO POSSIA MO

IND IV IDU A RE N ELLA STORIA ROMA NA :

Quando i romani vollero narrare le origini della

loro città, vollero porre la questione su una

base di totalità, soddisfacendo questa esigenza

con i primi tre re. Numa Pompilio

rappresentava la sfera del sacro; Tullo Ostilio

la sfera del militare e Romolo rappresentava la

funzione economica. Su questa base la garanzia

di durata e di forza era assicurata

Cosa analoga avvenne per la Persia e per l’India vedica. Non sarebbe

possibile immaginare la cultura degli indoeuropei senza questa struttura

tripartita, che non deve però essere intesa come se descrivesse i tre strati

di una casta, ma intende raffigurare solo una partizione interpretativa.

Per avere un quadro più completo della società indoeuropea è necessario

prendere in considerazione gli elementi fondamentali della società:

  2  

l’unica divinità di cui riusciamo a ricostruire il nome è Zeus, questo

Religione:

v accade perché in quella religione l’importanza era attribuita alla funzione

che la divinità rappresentava, di modo che le genti indoeuropee potessero

creare o recepire dall’esterno altre divinità, alla condizione che ciascuna

esprimesse in modo chiaro la funzione di quella che andava a sostituire.

L’identità degli antichi sistemi religiosi non si costituisce nell’onorare delle

divinità, bensì nel disporle secondo lo schema tripartito del sacro, della

guerra e del benessere. Il concetto di divinità è sicuramente molto diverso

dal nostro e non legato ad un aspetto affettivo. In questa ottica si colloca il

sacrificio che è un vero e proprio atto giuridico a cui il dio non può sottrarsi

e l’estremo formalismo e la preghiera sono due aspetti ad esso connessi.

è difficile pensare che nelle società indoeuropee il sacrificio umano

Sacrificio:

v non fosse perpetrato. In Grecia, ad esempio, lo possiamo riscontrare a livello

del mito, nell’episodio di Agamennone e Ifigenia; a Roma Livio e Plutarco

testimoniano ancora sacrifici compiuti all’alba del III secolo. In realtà, il

sacrificio umano rappresenta una realtà molto evidente e ad esso poteva

essere connesso un sacrificio di animali, che probabilmente potevano

essere solo domestici, in quanto non tutti erano adatti al sacrificio. Ultimo

punto da rilevare è sicuramente la concezione delle divinità solo di sesso

maschile, in un’ottica androcentrica. Le grandi donne come divinità si

configurerà solo in tribù, in cui le donne avevano una posizione rilevante.

la religione indoeuropea non si poneva alcun dubbio o questione

Oltretomba:

v metafisica, non riusciva a rispondere agli interrogativi esistenziali dell’uomo.

Per questo nacquero ipotesi e fedi che ponevano l’accento e il rapporto

differente tra uomini e dei. (culto delle Madri, problema del post morte,

fede nella metempsicosi, speranza di una vita felice ed eterna).

la famiglia aveva una struttura analoga alla famiglia che ritroviamo

Famiglia:

v fra gli Slavi meridionali. Membri stabili sono solo i maschi, giacchè le donne si

trasferiscono ed entrano nella famiglia del marito. Ci sono altri dati che

meritano una grande attenzione: il latino nepos, indica due forme di

parentela diversa, in quanto designa sia il nipote rispetto al nonno, sia

rispetto allo zio; stesso caso per avus, che designa il nonno, ma al diminutivo

indica lo zio paterno. Questo tipo di ricostruzione pone due grossi ostacoli: il

primo è che per certi termini è difficile fissare un significato univoco e

preciso a livello d’indoeuropeo; il secondo è che in termini di parentela sono

soggetti a innovazioni semantiche e formali. In questo ambito ricordiamo le

ricerche di O. Szemerenyi, che dovette rinunciare all’analisi della famiglia

indoeuropea e a tentare di recuperare la funzione pratica e la collocazione

sociale dei suoi membri. L’indagine non trova compimento nel fatto che per

la maggior parte i nomi di parentela hanno etimologia oscura, proprio

perché appartengono allo strato più antico della lingua. In ogni caso

possiamo descriverla così: il padre è l’incontrastato signore, da intendersi

  3  

con il senso del paterfamilias romano. La donna, denominata con il nome

*potniH, che in origine ha un mero valore di appartenenza. La casa invece

era detta *dom-.

gli indoeuropei praticavano sicuramente più forme di matrimonio,

Matrimonio:

v che possiamo ricostruire grazie alla coincidenza fra quanto prescrivono gli

antichi testi giuridici indiano, irlandesi e gallesi, confermata dai tratti più

leggendari della storia romana. La forma più semplice per contrarre

matrimonio era a convivenza tra due giovani o la frequentazione a scopo

amoroso. Esisteva anche il matrimonio per ratto (ratto delle Sabine) e da

ultimo il matrimonio per acquisto, ossia il padre del giovane gli acquistava

una sposa, versando una quantità di beni al padre. La questione

economica di questo passaggio è un problema complesso, ma il più delle

volte si risolveva in uno scambio di beni tra le due famiglie, che stabilivano

tra loro un legame di alleanza. Sembra che fosse contemplata la poligamia,

che è bene attestata nell’area indoeuropea orientale e occidentale del

mondo. Il riconoscimento del neonato avveniva invece in modo molto

semplice, ma solenne: il padre se lo poneva sulle ginocchia e il bambino

assumeva la qualifica di figlio legittimo.

il *dom- è la più piccola unità sociale e l’individuo non ha

Organizzazione tribale:

v una realtà propria al di fuori di essa. Un insieme di *dom- costituisce il *wik-,

che viene identificato come una sorta di “clan”. È meno sicura la

ricostruzione delle unità al di sopra di questa, ma sembra possa essere

identificata con *touta, a capo della quale troviamo il *reg-s,”re”.

1. il re indoeuropeo non ha una dimensione militare. Egli ha

una funzione diversa ed è assai più importante; egli è lo

strumento che presenta agli dei i bisogni della sua gente

e attraverso cui gli dei fanno discendere i loro doni. Il re

è una figura sacrale ed è individuabile con il sacerdote

per eccellenza. Da lui dipendono il benessere e la vita

stessa della tribù, grazie alla sua capacità di comunicare

con gli dei. Il re è una figura umana quanto divina, questo

fa di lui il centro religioso della tribù, ma lasciava ampi

spazi di libertà al popolo. La schiavitù non &

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Longobardi, libro consigliato Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Campanile Pag. 1 Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Longobardi, libro consigliato Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Campanile Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Longobardi, libro consigliato Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Campanile Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Longobardi, libro consigliato Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Campanile Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Glottologia e linguistica, prof. Longobardi, libro consigliato Introduzione alla lingua e alla cultura degli indoeuropei, Campanile Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Longobardi Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community