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Glottologia: interiezione

Jakobson afferma che “le interiezioni rappresentano lo stato puramente emotivo della lingua”, e nel testo preso in esame si è voluto sottolineare la visione dell’interiezione nella storia, analizzando le visioni di Prisciano, Donato, Pietro Elia, Magister Johannes, Ruggero Bacone e Michele di Marbasio. Attualmente essa viene studiata come fattore simbolo di uno stile poco formale, oppure come discourse marker, mentre nell’antichità la visione era piuttosto oscillante.

Prisciano e l'interiezione

Prisciano considera l’interiezione come una classe a sé stante, ma si hanno alcuni dubbi, poiché egli riporta anche la visione dei suoi ispiratori greci, che invece non la distinguono dall’avverbio: Prisciano se ne discosta, aggiungendo anche che l’interiezione ha in sé il significato di un verbo che potrebbe reggerla, e conferma la sua visione quando cita le parti subordinate a nome e verbo, tra cui l’inter|iectio. Inoltre l’autore nota che anche altre parti del discorso possono essere usate come interiezioni, ma lui con questa definizione vuole considerare solo le voces primitivae, cioè quelle forme brevi che sottintendono tutte le passioni.

Donato e l'interiezione

Donato afferma che l’interiezione è una parte del discorso che implica una modifica nell’animo, e viene espressa con una vox incondita, cioè un versetto primitivo, come era solito definirla Prisciano.

Pietro Elia e l'interiezione

Pietro Elia non si sbilancia a dare una definizione di interiezione, si limita ad elencare alcune interiezioni di felicità, di dolore, di paura ed anche alcune che imitano il riso o l’indignazione. Ma non riuscendo proprio a collocare questa parte, Pietro Elia la incorpora all’avverbio, tornando alle sette classi, ed incolpa Donato di aver elencato l’interiezione come classe.

Magister Johannes e l'interiezione

Magister Johannes afferma che l’interiezione è una reazione non mediata al dolore, che la ragione subisce; se questa invece riesce a mediare il sentimento provato, esso viene espresso tramite altre parti del discorso. Per usare suoi esempi, l’interiezione sarebbe a metà strada tra l’urlo, spontaneo ed inarticolato e l’espressione pacata del proprio stato d’animo.

Ruggero Bacone e l'interiezione

Ruggero Bacone si limita a ricostruire sintatticamente l’interiezione, in quanto descrittiva del sentimento provato (e quindi probabilmente sostitutiva di un intero enunciato). Inoltre Bacone dice che l’interiezione può essere equivoca: ad esempio proch può esprimere sia dolore che vergogna, quindi deve essere accompagnata da un nome che ne specifichi il significato...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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