La linguistica
La linguistica generale è una disciplina dove molte delle tematiche aderiscono alla: grammatica, storia della letteratura e nella filosofia, ma le affronta da un’altra prospettiva.
Linguistico: definizione
Linguistico: agg. relativo alle lingue, es. liceo linguistico, laboratorio linguistico, competenza linguistica. Sotto il nome di linguistica generale: generale vuol dire per ogni disciplina che si associa, una visione generalista, più ampia, nello specifico generale vuol dire ampia tanto da coprire lo studio del linguaggio e delle lingue. Generale: prospettiva che si propone di studiare le lingue e il linguaggio.
Linguistica generale: definizione e scopo
Linguistica generale: ramo delle scienze umane.
- Studio scientifico del linguaggio e delle lingue del mondo, del funzionamento dei sistemi linguistici; ha un fine conoscitivo
- Adotta metodi scientifici: si avvale di processi di astrazione (es: dal generale al particolare) (forma delle ipotesi, queste ipotesi vengono verificate, così come la chimica e la medicina, le ipotesi adottano dei metodi di validazione e statistica)
- È descrittiva, non prescrittiva. Descrittiva perché si propone di descrivere uno stato, un processo, ma non prescrittiva nel senso che la linguistica non è una scienza che ci dice come dobbiamo parlare o che ci dà delle norme su cosa è corretto e su cosa è scorretto, descrivere i fenomeni o dei comportamenti linguistici senza assumere posizioni di questo tipo.
Il campo della linguistica riguarda il linguaggio e la comunicazione verbale. Comprende una vastissima gamma di temi. Non ha un compito unico, fra gli obiettivi:
- Specificare la natura del linguaggio e le sue potenzialità
- Identificare le regole che i parlanti di una lingua applicano nel produrre e ricevere un messaggio verbale
- Descrivere e spiegare i cambiamenti che si attivano nel tempo
- Formulare ipotesi su proprietà, funzionamento, lingua
Il fine primario del linguaggio è la comunicazione.
Le aree disciplinari
- Linguistica generale: (o teorica o descrittiva) come sono fatte le lingue, come funzionano
- Linguistica storica: evoluzione storica delle lingue
- Sociolinguistica: rapporti tra lingua e società
- Neurolinguistica: lingua e strutture neuronali, cognitive. Teoria della mente
- Psicolinguistica: rapporti lingua e strutture psicologiche
- Dialettologia: descrivere i dialetti di una lingua
- Acquisizionale: acquisizione e linguaggio come lingua materna e modalità di lingue secondarie
- Computazionale: modelli matematici applicati a dati linguistici per elaborazione elettronica
- La tipologia: ricerca tra le lingue del mondo i più frequenti e gli universali
- L’antropologia o etnolinguistica: rapporti lingua e territori e cultura
- Glottodidattica: metodi per insegnamento, tecniche di traduzione
La riflessione linguistica
La riflessione sul linguaggio è antica e caratterizza tutte le culture (cinese, indiana, ebraica, araba). In Occidente, i primi ad occuparsi del linguaggio sono stati i filosofi greci, Platone, Aristotele, gli storici. La linguistica diventa scienza autonoma solo nel 1800.
I quesiti di fondo
Cos’è il linguaggio?
- Facoltà umana che predispone l’uomo a parlare (Facoltà del linguaggio)
- Genetica universale
- Congenita, la facoltà del linguaggio è innata
- Inapprendibile ed incancellabile
- Fondamenti biologici del linguaggio
- Universale
Cosa sono le lingue?
- Manifestazioni concrete del linguaggio, sono sistemi (pacchetti di unità, progressi e regole) storico-naturali (storici perché nascono e si evolvono nel corso della storia, e naturali perché si sono create ed evolute) e sistemi di comunicazione
- Mezzo orali-scritti
- Stile lingue vive-morte tempo spazio
Che rapporto c’è tra linguaggio e lingue?
Attualmente, le lingue naturali sono circa 7105 (stima 2016).
Cosa hanno in comune tutte le lingue per poter essere considerate tali?
- Tutte le lingue sono sistemi di comunicazione, servono a trasmettere informazioni tra emittenti e riceventi.
- Sono sistemi di segni, cioè codici.
- Possiedono delle varietà d’uso. Si modificano nel tempo e nello spazio.
Cosa hanno di diverso?
Tutte le lingue sono diverse solo in superficie, mentre sono sostanzialmente uguali, poiché rispettano principi universali. Le lingue umane costituiscono un fenomeno unitario, differiscono tra loro solo superficialmente. Presentano uno stesso grado di complessità; tutto ciò che viene espresso in una lingua può essere espresso in un’altra.
Concetti preliminari
Alcuni concetti preliminari. Gli elementi della comunicazione (Jakobson).
Attraverso questo sistema ha attivato gli elementi di base: emittente, contesto, ricevente, codice, codice, canale, linguaggio.
Cosa hanno in comune questi due partecipanti? Hanno uno stesso codice, il codice è la lingua perché se l’emittente si scrivesse con un codice diverso rispetto a quello che il ricevente è in grado di identificare la comunicazione non potrebbe avvenire. Devono condividere lo stesso codice in base anche alla direzione della comunicazione. Il messaggio linguistico parte dell’emittente ed arriva al ricevente. Il ricevente sarà a sua volta mittente e viceversa. Il circoletto rappresenta il canale. Il messaggio orale viaggia attraverso l’aria, quello scritto ha bisogno di un qualsiasi supporto grafico, papiri, carta, ecc. qualsiasi spazio può supportare una scrittura. Quando parliamo il messaggio orale è affidato all’aria perché produciamo suoni, e questi suoni sono particelle di aria che si spostano (onde sonore). Sullo sfondo vi è il contesto, emittente e ricevente sono presenti in un contesto, o un momento storico preciso.
Le proprietà
- Fine: la comunicazione
- Innatismo: le lingue sono apprese senza istruzioni esplicite, le lingue sono dei sistemi innati
- Elementi minimi: tutte le lingue possiedono delle unità minime con le quali possiamo formare unità più grandi
- Proprietà della composizione: (grammatica) se questa proprietà non fosse presente non avremmo la grammatica
- Proprietà della scomposizione: tutte le lingue sono formati da suoni. Non tutte le lingue hanno le stesse vocali o consonanti.
Scomposizione: le unità minime con cui opera la lingua sono sempre di numero limitato: ex. L’italiano è costituito da 30 fonemi (7 vocali e 23 consonanti).
Quante frasi possiamo formare? Quante frasi? Quanti significati possiamo esprimere? Le lingue sono dotate di grammatica cioè di composizione. Tutte le parole di una lingua sono formate a partire dal proprio inventario fonologico. Ex. It bosco, splendido, aereo, banana, nonno.
Discretezza, economicità, ricorsività
- Economia: tutte le lingue del mondo sono sistemi economici, perché sfruttano un numero limitato di entrate. Le unità sono di numero limitato ma ricorrente (non c’è un principio che vieta che una stessa unità può essere usata). Il numero delle unità fonologiche è più ristretto di quello della morfologia.
- Ricorsività: proprietà esclusiva; uno stesso procedimento può essere applicato più volte. Le lingue sono ricorsive perché gli elementi possono ricorrere più volte creando messaggi potenzialmente infiniti. Ex. Suffissazione: Attuare > attualizzare > attualizzazione.
Ricorsività: Mario dice che Angela sa che Federica suppone che lui sia il più intelligente della sua classe così come sostengono i suoi genitori. In realtà, la ricorsività non consiste solo nella possibilità di aggiungere ad una produzione linguistica altri elementi, a destra o a sinistra. La ricorsività è correlata alla struttura.
Creatività, astrazione, arbitrarietà
- Creatività: le lingue sono sistemi che permettono la possibilità di creare espressioni sempre nuove, anche mai dette prima. La lingua se non fosse creativa non formeremmo parole nuove, sarebbe solo sigillata e stilizzata; se non fosse creativa non avremmo oltre alle parole nuove, ma anche la poesia. I letterati hanno creato rime, assonanze, somiglianze. Se la lingua non si prestasse a tutto ciò?
- Astrazione: possono fare riferimento a qualcosa che non è fisicamente presente oppure ad (riferimento a distanza).
- Arbitrarietà: un evento linguistico è intenzionale ed è arbitrario; la relazione tra forma e sostanza è cioè casuale.
Proprietà metalinguistica, onnipotenza semantica
Nella lingua il fine e l’oggetto coincidono: per descrivere la lingua, la lingua deve cioè usare se stessa. La lingua è l’unica scienza che può fare questo, è plurifunzionale. Con la lingua possiamo esprimere tutto (plurifunzionalità), la lingua può parlare di tutto anche di se stessa (riflessiva).
La dipendenza
È la capacità delle parole di entrare in relazione con altre parole, creando accordi di genere o di numero. Coreferenze. Ex. I bambini guardano, il bambino mangia un panino.
Ex. Coreferenza pronominale: quando la vidi, mi accorsi che era una donna alta. Questa dipendenza si manifesta anche a distanza.
Dipendenza dalla struttura
La forma di una parola è determinata da quella di altre parole più distanti. Ex. La donna che hai visto stamattina con madre è polacca. Le frasi NON sono organizzate come semplice successione di parole: *pianoforte il Mario suonava *dress red my is.
I linguaggi informatici sono indipendenti.
Le lingue: economicità
- Unità
- Numero illimitato di produzione
- Processi
Insieme determinano un segno infinito di produzione linguistica.
Riassumendo
- Produttività
- Composizione (struttura)
- Ricorsività
- Economicità
- Creatività
- Riflessiva
- Onnipotenza semantica
- Dipendenza della struttura
- Arbitrarietà
- Discretezza
Il segno
Nella comunicazione verbale intervengono segni “speciali”. Il segno è qualcosa che sta al posto di qualcosa altro per esprimere qualcosa. Ad esempio: segnale stradale, strisce pedonali.
Il codice semiotica e semiologia è un insieme di segni come: Il segno è un’entità complessa.
Gli eventi semiotici
- Indizi o indici: fenomeni naturali privi di intenzionalità come: sbadiglio, nuvole.
- Segnali: fatti naturali ma intenzionali. Ad esempio: Tosse.
- Icone: intenzionali, ricordano per analogia l’oggetto cui rinviano. Ad esempio: vietato fumare.
- Simboli: intenzionali, culturali. Ad esempio: rosso del semaforo.
- Segni: intenzionali, convenzionali, discreti, combinabili, vasta portata semantica, molto ampio rispetto alle icone.
Il segno
Simboli e segni: sono entità complesse dotate di significante e significato, privi di legame convenzionale. La lingua è un codice di comunicazione. Tutte le lingue sono costituite da segni (unità che trasmettono informazioni).
Il segno linguistico: Significante “espressione” SEGNO Biplanarità. Significato “contenuto”. Il significante è l’espressione grafica o fonica del segno stesso.
Le proprietà del segno verbale
- Biplanarità, esempio: notte/botte/note
- Distintiva: relativa al solo significante
- Linearità: si estende nel tempo e nello spazio, si estende in una sola direzione
- Monodirezionale
- Arbitrarietà
- Trasponibilità
- Discretezza
L'arbitrarietà
Es: libro, forma fonica o grafica della parola, significante, idea mentale che quella forma suscita, significato.
Esempio: Italiano: libro, francese: livre. Il significante cambia, mentre non cambia il significato. Inglese: book, tedesco: Buck, giapponese: hon.
Le lingue sono la più evidente manifestazione.
Alcuni concetti preliminari
Il segno linguistico e il Referente
- Significante
- Significato
- Referente “oggetto concreto”
Il triangolo semiotico: Significato, Segno, Significante, Referente.
Arbitrarietà assoluta
- Onomatopee/ideofoni
- Classi di parole in cui il rapporto di Arbitrarietà è meno solido
- Il significante richiama il loro significato, sono quindi segni prevedibili e riconoscibili-es. maio /sussurare / tintinnio / din din
- Non c’è arbitrarietà assoluta
Arbitrarietà
Le onomatopee non sono solo suoni imitativi: Tintinn+io, Sussur-are. Una maggiore iconicità è invece posseduta dagli ideofoni esempio: zac, boom, toc toc.
Impossibilità lingua totalmente arbitraria
Assenza arbitrarietà “assoluta” esempio: chicchirichi, it, fr cocorico fr, kikeriki ted, kukeliku sved, cock-a-doodle-doo ingl.
Verso anatra, couin, couin fr, quak quak ted, rap rap, dan, mac mac ru.
La diversità NON diminuisce tuttavia l’iconicità, sono comunque versi imitativi o almeno evocativi.
Discretezza/continuità
- Proprietà fondamentale delle lingue umane
- Una distinzione essenziale tra i codici di comunicazione riguarda il modo in cui essi trasmettono e codificano l’informazione
- Dal punto di vista dell’espressione, le lingue sono codici discreti, molti linguaggi di comunicazione sono invece continui, ad esempio: api
Discreto: I segni linguistici, in primo luogo il significante, è discreto. Discreto: la differenza tra le unità è assoluta non relativa e cioè possibile individuare confini netti. Esempio: è diverso da
Continuo: è continuo tutto ciò che non ha confini netti e precisi, es. colori. È dotata di continuità la sostanza fonetica, “il flusso parlato”, ma anche, prescindendo dal segno linguistico: i confini delle comunità linguistiche, dei dialetti, il concetto di registro.
Informazione sonora
NESSUNMATEICIANUNDERSTANDSTHEPROOF
Fra una parola e l’altra non ci sono spazi o silenzi.
Discreto, continuo
Discreto: livello della forma, livello astratto digitale. Aritmetica, informatica. Discretezza: Il carattere discreto delle lingue è strettamente collegato all’arbitrarietà. Una lingua analogica sarebbe parte iconica. La discretezza serve ad assicurare alla lingua flessibilità ed efficienza.
Ferdinand De Saussure
Corso di linguistica generale, 1916. Dicotomie essenziali per la definizione di lingua.
- Sincronia, diacronia
- Significante, significato
- Rapporti associativi, paradigmatici
- Lingue, parole
Secondo gli strutturalisti la lingua è un sistema anzi, è un sistema del sistema, complesso costituito da più piccoli sistemi. Il concetto di sistema diviene l’idea di qualcosa di una struttura, fondamentale. La lingua è un insieme organizzato, unità di processi.
Diacronia, sincronia
- Dia’
+ chronos, tempo - Syn
+ chro/nos, tempo
Diacronia: analisi della lingua lungo il tempo. Sincronia: analisi della lingua in un preciso momento storico. Spesso è difficile separare le due componenti.
Relazioni sintagmatica e paradigmatiche
La relazione sintagmatica fa riferimento a tutti quei rapporti che un’unità linguistica stabilisce con ciò immediatamente precede o segue. È una relazione in presenza, tiene conto di ciò che sta prima o dopo. La relazione sintagmatica si può esternare anche a distanza. La linearità del segno linguistico, in quanto queste relazioni fanno riferimento all’ordine lineare con cui gli stessi elementi linguistici compaiono nella frase e Poiché non possiamo produrre contemporaneamente più segni questi si succedono determinando queste relazioni sintagmatiche di ordine lineare, ma non solo, ordine delle combinazioni, ogni volta che scelgo una parola la devo concatenare a quelle che eventualmente precedono o seguono.
Esempio: “i fiori sbocciano”, I due sintagmi uno verbale e uno nominale, la finale di fiori morfema, viene ripreso sull’articolo I, allo stesso tempo proiettato sul verbo che così assume la desinenza di terza persona plurale. Fiori: stabilisce una relazione sintagmatica. Con una frase di questo tipo i tre elementi sono co-referenziali (si riferiscono allo stesso referente della realtà).
L’articolo è un controllato. Sia I che il verbo dalla forma dell’articolo si desume che il controllore è di numero plurale ed è maschile, che sia di numero plurale si desume sia dal numero che dal verbo, che sia invece maschile si desume non dal verbo ma dall’articolo.
Esempio: “ho raccolto delle belle pere mature”: in questo caso, il sintagma preposizionale, il controllore è pere, il nome diffonde i due tratti morfologici su due elementi che sintatticamente dipendono da esso. La manifestazione linguistica è lineare.
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