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Glottologia

Insegnamento

Glottologia

  • Crediti: 8
  • Codice: 13175
  • Anno off. Formativa: 2013/2014
  • Corso di laurea: lingue e culture moderne (l-11) (distu)
  • Settore Scientifico: L-LIN/01
  • Docente: Luca Lorenzetti

Programma

Il corso presenta i principali concetti istituzionali della linguistica generale e storica.

Testi consigliati

G. Basile et alii, Linguistica generale, Carocci (o qualsiasi altro manuale aggiornato di linguistica generale)
F. Fanciullo, Introduzione alla linguistica storica, Il Mulino (o qualsiasi altro manuale aggiornato di linguistica storica)

Frequenza

Facoltativa

Metodologia didattica

  • Ore Lezioni: 60

Valutazione del profitto

Prova scritta

Descrizione dei metodi di accertamento

Prova scritta composta di domande a scelta multipla, domande a risposta aperta, stesura di brevi testi. Non è previsto un esame orale.

Luogo lezioni

  • Indirizzo: via S. Carlo 32
  • Edificio: da comunicare
  • Aula: da comunicare

Orari delle lezioni

Orari provvisori e da confermare: lun 15-17, mar 11-13, gio 15-17

Orari di ricevimento

Luca Lorenzetti: A partire da martedì 10 settembre e per tutto il periodo di lezioni del primo semestre (cioè fino a dicembre) riceverò il martedì dalle 14 alle 15; chi abbia necessità di colloqui in altri giorni o altri orari è pregato di concordare un appuntamento per email.

Le lingue nel mondo

La glottologia (detta più modernamente linguistica storica o linguistica diacronica) è la disciplina che si occupa dello studio strutturale delle lingue e delle loro famiglie etimologiche e grammaticali, considerando i loro rapporti e sviluppi in diacronia. Si contrappone alla linguistica descrittiva o linguistica sincronica, che studia lo stato di una lingua in un certo momento (ma non necessariamente la fase attuale). Lo studioso di glottologia è tradizionalmente detto glottologo, ma dobbiamo notare che oggi sono molto più usate, soprattutto fra gli addetti ai lavori, le parole linguistica e linguista.

Il fondatore della linguistica generale

Il "fondatore della linguistica generale" fu Ferdinand de Saussure (1857-1913) il quale, con un'opera postuma (Course de linguistique générale) scritta e pubblicata dai suoi allievi secondo i suoi insegnamenti, gettò le basi per lo studio della linguistica generale e più in particolare per l’indirizzo strutturalista.

Principio base dello studio linguistico secondo Saussure

Secondo Saussure lo studio linguistico seguiva un principio base: Oggetto linguistico ≠ materia linguistica ≠ compito linguistico

  • Oggetto: la lingua in sé per sé
  • Materia: dati, la totalità delle manifestazioni del linguaggio umano; giudizio dei parlanti.
  • Compito: descrizione e storia di tutte le lingue (come è nata e come si è sviluppata); scoperta degli universali presenti in tutte le lingue (differenze ed uguaglianze); delimitazione e definizione di se stessa.

Come funziona una lingua

Linguistica generale
Suoni → fonetica e fonologia;
Forme → morfologia;
Costrutti → sintassi;
Significati → lessicologia e semiotica (scienza del significato generale).

Come si evolve una lingua

Linguistica storica

  • Suoni: studiare come e perché cambiano i suoni
    • Bōnus → buono
    • Hōmo → uomo la ō diventa uo
    • Pōrcus → porco
    • ōcto → otto la ō diventa o
  • Forme: studiare come e perché cambia la forma
    • Amāre hābĕo = amēbō → amerò

Conteggio linguistico

Secondo il sito Ethnologue.org, le lingue esistenti al mondo sono circa 7000 e vengono censite, oltre che per un dato statistico, per tenere sotto controllo quali e quante nascono e muoiono ogni anno e poterne così studiare lo sviluppo linguistico.

Distribuzione delle lingue del mondo per numero di parlanti di prima lingua

Fascia di popolazione Lingue viventi Numero di parlanti
<100.000.000 8 0.1%
10.000.000 a 99.999.999 77 1.2%
1.000.000 a 9.999.999 308 5.5%
100.000 a 999.999 928 18.6%
10.000 a 99.999 1.798 43.9%
1.000 a 9.999 1.984 71.8%
100 a 999 1.054 86.7%
10 a 99 340 91.4%
> 9 134 93.3%
Sconosciuto 286 100.0%
Totali 7.105 100.0%

Quasi l’80% della popolazione mondiale appartiene alle prime due fasce linguistiche, infatti nella prima fascia, che copre il 40% della popolazione mondiale, possiamo trovare il cinese (parlato da circa 1.100 M di persone), spagnolo (400 M), inglese (335 M), hindi (260 M), arabo (230 M), portoghese (200 M), bengali (190 M) e russo (160 M).

Collocazione geografica delle lingue

I stati mondiali sono circa 230 e possiamo calcolare quindi una media di 27 lingue per ogni stato, anche se la maggior parte dei stati sono monolingue (Italia, Francia, Inghilterra ecc.).

Distribuzione delle lingue del mondo per area di provenienza

Settore Lingue viventi Numero di parlanti
Africa 2.146 30.2%
Americhe 1.060 14.9%
Asia 2.304 32.4%
Europa 284 4.0%
Pacifico 1.311 18.5%
Totali 7.105 100.0%

Il maggior numero di lingue si possono trovare tra i due tropici, dove la mobilità della popolazione è notevolmente inferiore. In questa area infatti, la popolazione non ha bisogno di spostarsi per la sopravvivenza poiché la biodiversità del luogo fa sì che tutti i beni di prima necessità sono a "portata di mano" e non c’è, quindi, il bisogno di dover interagire con altre comunità. Questo rende possibile la sopravvivenza delle piccole comunità linguistiche inferiori a 10 persone.

Processi linguistici

Uno dei fattori che determinano la nascita, lo sviluppo o l’estinzione di una lingua è il processo storico che può essere:

  • Processo di divergenza – es. un grande impero come l’impero romano, conteneva al suo interno svariate variazioni dialettali e linguistiche che alla caduta dell’impero hanno dato vita a molteplici lingue vere e proprie;
  • Processo di convergenza – es. all’interno della penisola italica prima dell’unificazione si potevano riscontrare numerose lingue che, al momento dell’unificazione del regno d’Italia, si sono unite al di sotto della lingua Italiana;

Secondo i studi statistici portati avanti da Ethnologue in Italia sarebbero presenti ben 33 lingue tra le quali vengono considerati anche alcuni dialetti che hanno sviluppato una letteratura come ad esempio il "Napoletano-calabrese", il Lombardo, il Piemontese, il Siciliano e il Veneziano.

Che cosa è una lingua?

Def. È definita lingua ciascuno dei sistemi simbolici propri della specie umana ma diversa da comunità a comunità, e in qualche caso da individuo a individuo, trasmessa per via culturale e non per via genetica, basati su simboli vocali o in casi particolari su simboli gestuali, attraverso i quali gli appartenenti alle società umane conoscono la realtà, la categorizzano, sviluppano pensieri articolati, comunicano le proprie conoscenze e i propri pensieri.

Nozioni di lingua

  • Nozione linguistica → Varietà linguistica
  • Nozione variazionistica → Linguistica storica → somma delle lingue in uno stesso repertorio.
  • Nozione sociolinguistica → sistema linguistico sviluppato con un certo grado di ampiezza sociale, standardizzato e sovraordinato ad altri sistemi linguistici.

Kloss nel 1978 unì queste tre nozioni sotto due criteri identificatori:

  • Abstandsprache → lingua per distanziazione – immediatamente riconosciuta autonoma in base alle caratteristiche strutturali.
  • Ausbausprache → lingua per elaborazione – in grado di soddisfare tutte le funzioni comunicative necessarie ad una società.

Criteri di identificazione delle lingue

  • Massimo grado di distanziazione e di elaborazione (italiano, spagnolo, inglese ecc.).
  • Massimo grado di distanziazione, scarso grado di elaborazione (sardo).
  • Massimo grado di elaborazione, scarso di distanziazione (olandese).
  • Volontà di elaborazione, scarsa o nulla distanziazione (slovacco – ceco, moldavo – romeno, ecc.).
  • Minima distanziazione minima elaborazione (dialetti locali).

I dialetti

"Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina" – Weinreich
Def. lingua propria di un numero limitato di parlanti che convive con un'altra lingua dagli usi più estesi.

Rapporto tra lingua madre e dialetti

  • Geograficamente ristretti;
  • Generalmente solo orali e privi di letteratura;
  • Non usati in situazioni formali;
  • Genealogicamente imparentati.

Tra lingua e dialetto non ci sono differenze strutturali, ed è per questo che è impossibile analizzare suoni, forme e costrutti di una frase e capire se si tratta di una lingua o un dialetto. Tra lingua e dialetto può anche esserci una differenza lessicale poiché la tradizione letterale della lingua è maggiore del dialetto prettamente orale.

Lingua e segni: alcuni concetti di base

La scrittura non è un complemento necessario alla linguistica:

  • Filogeneticamente (è nata prima la lingua parlata di quella scritta);
  • Ontogeneticamente (la lingua parlata si sviluppa più velocemente rispetto allo scritto).

Lingua e scrittura non sono necessariamente collegate nell’evoluzione della comunità linguistica. Molte comunità linguistiche, i cui parlanti condividono una o più lingue, usano la scrittura solo parzialmente e solo alcune classi sociali.

Lingua orale e lingua scritta non si evolvono di pari passo, la lingua parlata infatti si sviluppa molto più velocemente della lingua scritta. La lingua scritta non è uno mezzi di trasmissione generazionale della propria lingua.

Principi di teoria dei segni

Def. un segno è un’entità costituita da un’espressione (materiale) e da un contenuto (concettuale). La teoria convenzionalista ci dice però, che ad un contenuto corrisponde un’espressione a seconda della lingua.

Tipi di segni secondo Charles Sanders Pierce

  • Indice:
    • Sono dei segni prodotti senza volontà in cui l’espressione e il contenuto sono legati da un rapporto di origine naturale e di tipo causale
    • Espressione: Cielo grigio
    • Contenuto: temporale in arrivo
  • Icona:
    • Sono dei segni, prodotti volontariamente, che rinviano ad un oggetto o ad un evento per analogia, grazie a una somiglianza dell’espressione con alcune caratteristiche del contenuto.
    • Pericolo lavori in corso
    • Vietato suonare il clacson
  • Simbolo:
    • Segni nei quali il legame tra espressione e contenuto non ha motivazioni di tipo naturale o analogico, bensì di tipo convenzionale, garantito, cioè, da una tradizione.
    • Simbolo della pace
    • Simbolo dell’islamismo

Ciò che fa dei simboli i segni per eccellenza è il rapporto arbitrario tra espressione e contenuto.

Arbitrarietà assoluta

L’arbitrarietà altri non è che l’assenza di ragioni naturali, logiche o psicologiche che facciano sì che un dato segno sia così com’è, cioè che una data espressione sia in relazione con un dato contenuto. Questo rende possibile che al mondo ci sia una tale varietà di lingue, e che esse siano a loro modo variabili.

In diverse lingue possiamo trovare parole con uno stesso suono ma diverso contenuto come ad esempio:

  • Ing. "loop" ‘anello’
  • Rum. "Lup" ‘lupo’
  • It. "Burro"
  • Sp. "Burro" ‘somaro’

Arbitrarietà formale

L’arbitrarietà formale, al contrario di ciò che lascia intendere la parola, consiste nel fatto che, malgrado gli esseri umani dispongano di un medesimo apparato fonatorio per produrre suoni linguistici e un medesimo apparato percettivo per riceverli, i sistemi di suoni delle lingue umane sono diversi tra loro.

Spesso una sostanza fatta di suoni fisicamente molto simili è formata diversamente dal lingue diversamente. Pensiamo ad esempio alla lunghezza delle vocali nell’italiano

  • Dita ≠ Ditta [i:] vs [i]
  • Fumo ≠ Fummo [u:] vs [u]

Ma in Italia la lunghezza della vocale è ininfluente tanto che noi neanche ce ne accorgiamo mentre in inglese, per esempio, la differente lunghezza della vocale distingue parole diverse

  • Beat ‘battere’ vs bit ‘pezzettino’
  • Fool ‘pazzo’ vs full ‘pieno’

Arbitrarietà semantica

Ciascuna lingua ritaglia la materia del contenuto formandola in maniera propria, ed eventualmente diversa dalle altre lingue.

  • Italiano: Gamba Piede Braccio Mano
  • Inglese: Leg Foot Arm Hand
  • Rumeno: Picior Brat Mână
  • Russo: Nogá Ruká

I limiti dell'arbitrarietà

Una lingua nel quale il principio di arbitrarietà assoluta vigesse senza alcun contrappeso difficilmente potrebbe funzionare. In una lingua del genere, le parole sarebbero prive di qualsiasi collegamento tra di loro. I parlanti dovrebbero impararle e ricordarle una per una, senza alcuna possibilità di raggrupparle secondo somiglianza di suono e di forma.

Di ciò era consapevole lo stesso Saussure, il quale, dopo aver enunciato il principio di arbitrarietà, pose tra i compiti della linguistica anche quello di studiarne i limiti.

Vi sono segni totalmente arbitrari, i quanto totalmente immotivati nel legame tra espressione e contenuto, ma vi sono, accanto a questi, segni motivati, es. benzinaio → benzina --- linguista → lingua.

Motivazione

La motivazione è la relazione tra i diversi componenti riconoscibili nell’espressione di un segno e i rispettivi componenti del contenuto.

  • Benzina → Benzinaio
  • Lingua → Linguista

Esistono criteri obiettivi per valutare il grado di motivazione: i principali sono la trasparenza e la diagrammaticità.

Trasparenza

Un segno è tanto più trasparente quanto più facile è riconoscere e segmentare i suoi componenti sul piano dell’espressione (trasparenza morfotattica), e quanto più facile è assegnare loro un significato sul piano del contenuto (morfosemantica).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pisto12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi della Tuscia o del prof Lorenzetti Luca.
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