Glottologia
La glottologia, cioè la scienza che studia la lingua, è una disciplina piuttosto giovane le cui origini risalgono al XIX secolo.
Inglese di Gran Bretagna
All’interno della Gran Bretagna l’inglese propriamente detto si affianca allo scozzese e all’irlandese. L’inglese è classificabile generalmente come lingua germanica occidentale, ma questo riflette la situazione medievale e non quella attuale. Si può dire che la lingua mostra convergenza con le lingue scandinave continentali, ma è influenzata da perdita di morfologia ed unificazione dei paradigmi.
Tratti particolari della lingua sono le forme verbali progressive “I have been going” e l’uso del “do” in tutte le frasi non positive, il che forma la polarità affermativo/negativo dell’inglese contro la più comune negativo/positivo: il verbo “do” individua il soggetto cui dà il ruolo di marca differenziale (in posizione).
Ultimi due tratti generali da considerare sono la grande apertura al rinnovamento di contatto con le altre lingue e la tendenza a marcare la sillaba tonica a scapito delle altre, cosa che rende molte parole monosillabi.
Storicamente l’inglese moderno nasce con i lavori dei massimi poeti Chaucer e Shakespeare che succedono il periodo del “Great Vowel Shift” per il quale le vocali lunghe originarie subiscono un innalzamento. Questo ha generato la grande dissociazione fra pronuncia e scrittura dell’inglese.
La lingua moderna si solidifica in epoca elisabettiana, con rinnovamenti che poi diverranno caratteristici della letteratura dell’epoca (es. “he doth speak” -> “he does speak” – “thou speakest” -> “you speak”), viene inoltre reso obbligatorio l’uso del “do” nelle frasi affermative, negative ed interrogative.
La vera e completa unità linguistica viene raggiunta nel ‘700, anche se acquisiscono presenza i dialetti come varietà sociali con qualche eccezione sociale:
- Scozzese: discende dal dialetto della Northumbria ed è dovuto al tardo arrivo della koinè inglese in Scozia.
- Slang: multiforme e di origine sociale, contiene molti dialetti che differenziano gruppi non locali e legati piuttosto a posizioni sociali.
- Shelta: gergo dei lavoratori girovaghi, di origine irlandese e quindi celtica.
- Polari: gergo socialmente squalificato e comunemente associato ad attori ed omosessuali.
Lingue scandinave
Il ramo settentrionale delle lingue di famiglia germanica comprende danese, svedese, norvegese, feroese ed islandese; queste vengono dette lingue scandinave. Esse si dividono a loro volta in un gruppo orientale (danese e svedese) e in un gruppo occidentale (norvegese, feroese ed islandese); di queste le insulari hanno tratti più insoliti e squisitamente propri rispetto alle continentali. Le lingue continentali possiedono il determinativo ed il possessivo flessivo in –s(t).
Danese
Ha una fase moderna a partire dal 1550 con la Bibbia di Cristiano III. Fino al ‘600 presenta una profonda diglossia di classe e, dal ‘600 in poi, comincia a svuotarsi di termini tedeschi. Nonostante il fenomeno del Romanticismo ottocentesco, il danese rimane la lingua più ricettiva all’influenza europea ed il suo superstrato è in quasi ogni lingua scandinava.
Svedese
Anche esso ha inizio moderno con una Bibbia in volgare, quella di Gustavo Vasa nel 1541. La lingua viene anche portata nella colonizzata Finlandia ove impose un superstrato proprio. Come in Danimarca va ricordata la presenza nel ‘700 del latino come lingua della cultura. Nel ‘900 l’apporto dell’inglese riesce a ridurre il peso linguistico degli ingombranti neologismi. Tutt’ora è presente una notevole diglossia fra lingua nazionale e koinè.
Norvegese
La situazione norvegese è atipica sia per il fatto che la sua fase moderna ha avuto inizio nel XIX secolo, sia per la “pianificata” diglossia. Il “bokmål” o “riksmål” è la varietà più usata in generale e più comune nel linguaggio letterario. Il “nynorsk” è la lingua costruita in epoca romantica a partire dalla tradizione culturale orale norvegese, attualmente meno usata.
Islandese
La nascita consapevole dell’islandese si ha già nel medioevo pur nel dilagante bilinguismo dovuto alla dominazione danese. Nell’800 ha iniziato la grande riforma purista della lingua che rimpiazza tutti i neologismi moderni con termini indigeni e reintroduce forme alfabetiche quali la lettera þ per la fricativa “th”. In generale la lingua mantiene moltissimi tratti delle lingue europee antiche, come ad esempio nell’ordine delle parole.
Feroese
È l’ultima lingua ad affiorare. I primi documenti scritti risalgono al ‘700 e la prima grammatica all’800. Venne preso a modello l’islandese con l’intento di prendere le distanze dagli ex dominatori danesi, che pure continuarono ad influenzarne il lessico. Questo ha dato origine ad una grande dissociazione fra scritto e parlato, con mutamenti fonologici islandesi e lessico danese.
Arbitrarietà delle grammatiche
Una frase può essere analizzata secondo tre punti di vista:
- Morfo-sintattico: struttura composta di costituenti legati fra loro da rapporti di dipendenza.
- Semantico-referenziale: rappresentazione di uno stato o di un evento con i suoi partecipanti.
- Pragmatico-illocutivo: atto di comunicazione che ha il suo fine di informare l’interlocutore e di influire sul suo comportamento.
Queste modalità non sono esclusive ed il medesimo significato può essere formalmente rappresentato da diversi schemi sintattici. Nella storia della descrizione grammaticale avviene inizialmente che questa sia condizionata dalla struttura della lingua descritta. In generale la tradizione grammaticale occidentale è stata condizionata dalle grammatiche classiche. Poiché latino e greco avevano una flessione ricca, la loro grammatica consisteva soprattutto nella descrizione di paradigmi morfologici. Allo stesso modo si è continuato per secoli a descrivere le lingue moderne come se la grammatica coincidesse con la morfologia.
Nel ‘6-700 vi è stata la nuova egemonia del francese che, nella sua politica anticlassista, ha dato il giusto peso alla descrizione della sintassi, imponendo però lo schema SVO come ordine naturale e specchio del pensiero logico. Allo stesso modo non è un caso che la rappresentazione binaria degli schemi sintattici, fondata sul nucleo soggetto-predicato, sia stata concepita e sviluppata in ambiente anglosassone per la semplice ragione che si adatta alla struttura dell’inglese.