Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

due persone straniere che litigano non solo vedendole ma soprattutto ascoltandole. Non tutti i gesti

sono interculturalmente validi. Ma ad esempio, il gesto del sì e del no non sono uguali in tutto il

mondo.In Albania, ad esempio, il gesto del no è traducibile con il nostro gesto di sì.

Arbitrarietà relativa Dopo aver sottolineato l'importanza del principio di arbitrarietà nelle semiosi

linguistiche, vediamo altre limitazioni a questo principio così esteso.L'arbitrarietà relativa interessa

parole come "giornalaio, fioraio, orologiaio", nel senso che il suffisso "aio" oltre ad indicare

mestieri, indica anche un qualcosa di tradizionale. Il suffisso aio serve ad indicare mestieri

pre-tecnologici e quindi molto antichi(infatti non diciamo bancaio ma banchiere). Si tratta di un

caso di arbitrarietà relativa perché riesco a predire il significato che avrà il segno totale. Il segno

"giornalaio" è in parte motivato(la sua motivazione è il significato di "aio"), dunque la

combinazione di due segni mi da un segno maggiore grazie al quale posso predire il significato tutto

insieme.Facciamo un esempio per distinguere segni totalmente arbitrari e segni parzialmente

arbitrari. Il segno linguistico "DIECI" e il segno linguistico "VENTITRE' differiscono per il fatto

che il primo non può essere scomposto ed è quindi totalmente arbitrario, mentre il secondo può

essere scomposto ed è dunque parzialmente arbitrario. Possiamo concludere che tutte le parole

composte hanno una parziale arbitrarietà.

Sincronia vs diacronia La diacronia é un cambiamento linguistico che avviene in un lasso di

tempo. La sincronia é invece la descrizione di un cambiamento linguistico in un momento ben

preciso e in avvenimenti contemporanei.I parlanti non possono essere consapevoli di diacronia e

sincronia, perché sia che si studi diacronia sia che si studi sincronia, occorre una visione tecnica

della linguistica. Per De Saussure una lingua é come una scacchiera: un segno non ha un valore di

per sé ma in relazione con tutti gli altri.La nozione di sistema linguistico si avverte in sincronia. Il

significato di "mangiare", infatti, non sta lì in assoluto e da solo. Il significato di ciascuna parola é

definito dal significato di parole che la circondano. Mangiare esiste perché ci sono parole come

divorare, sbranare, mordere, bere che appartengono alla sfera del nutrimento. Il significato di casa

invece può essere correlato a parole come castello, dimora, appartamento. Non esiste la possibilità

di definire in assoluto un termine ma é possibile dire "cosa non é".Avere paura e temere hanno un

significato simile ma l'uno non significa l'altro. Se per una trasformazione diacronica uno dei due

venisse meno, il significato verrebbe inglobato da quello rimasto(vedere l'esempio dello zio in

latino e in italiano).La lingua è fatta di differenze, non importa la consistenza dei segni

linguistici né dal punto di vista di significato e significante ma importa che siano diversi l'uno

dall'altro(come in una scacchiera).

PRINCIPI DI FONETICA: L’APPARATO FONATORIO E LE VOCALI

La fonetica è la scienza che studia i suoi linguistici(foni), cioé ciò che costituisce materialmente il

significante di ogni segno linguistico.La fonetica articolatoria, in particolare, studia il modo in cui

gli esseri umani producono i suoni delle lingue.Un fono é, dal punto di vista fisico, un'oscillazione,

sotto forma di onde sonore, dell'aria. -Vantaggi di un significante fono-acustico:La produzione e

la ricezione di un significante fono-acustico possono essere simultanee rispetto ad altre attività(si

può parlare mentre si lavora etc). Un significante vocale, inoltre, può avere più riceventi. Tra l'altro,

un significante vocale può essere prodotto e recepito anche in condizioni sfavorevoli(come ad

esempio al buio).

L'apparato fonatorio L'apparato fonatorio sfrutta le vie aeree(respirazione) e dunque nessun

organo é destinato alla fonazione. Respirare e mangiare sono attività vitali ma teoricamente parlare

non lo sarebbe: si può sopravvivere senza parlare perché l'uomo non é strutturato per avere organi

addetti alla fonazione. Quando l'homo sapiens ha cominciato a produrre significati fonico-acustici,

ha assunto un ritmo più rapido nell'inspirazione e più lungo nella respirazione. Parliamo attraverso

l'aria che passa per bronchi e polmoni e poi esce.Trachea e faringe sono fondamentali per parlare,

così come la glottide che aveva originariamente il compito di protezione. Lingua e cavità nasale

concludono l'apparato fonatorio.L'apparato fonatorio di uno scimpanzé presenta una laringe molto

più in alto rispetto all'homo sapiens. Altra differenza fra apparato fonatorio di primati ed esseri

umani é la lingua: la lingua dell'essere umana è molto più gonfia. La cavità orale e la cavità nasale

infine non sono collegate nello scimpanzé, mentre nell'uomo sono collegate. L'essere umano ha una

ridotta capacità di respirazione: la scimmia respira meglio dell'uomo perché ha un apparato meno

complesso(lo stesso discorso vale anche per cane e cavallo).Il rapporto fra laringe e trachea

permette agli animali di respirare meglio, mentre negli esseri umani l'aria trova spazio maggiore per

alloggiarsi solo nei polmoni(ecco perché non potremmo mai correre come un cane o un cavallo).

Vediamo gli organi articolatori del nostro apparato. Abbiamo parlato dell'aria che viene dai polmoni

e la produzione dei suoni é l'effetto di una modificazione dell'aria che sale dai polmoni. L'aria risale

attraverso bronchi, trachea e fino alla laringe. La laringe presenta due piccole estroflessioni, note

come "corde vocali" all'interno della glottide. La glottide é l'alloggiamento delle corde vocali e si

ritrova nel pomo d'adamo. Le corde vocali non sono corde ma "serrande orizzontali" che si aprono e

si chiudono a gran velocità. L'aria che risale nella laringe trova come ostacolo due pareti che si

aprono e si chiudono sbattendo l'una contro l'altra. L'apertura e la chiusura delle corde vocali

permette che la colonna d'aria venga trasformata in un'onda sonora, grazie alla vibrazione delle

pliche vocali(corde vocali). Dal ritmo con cui vibra la glottide dipende l'altezza della nostra

voce(voci acute e voci meno acute). Le voci femminili sono teoricamente più alte di quelle

maschili, perché la glottide maschile vibra più velocemente di quella femminile. Quando non

parliamo, la glottide è aperta; quando parliamo, vibra; quando parliamo sottovoce, la glottide non è

né aperta né chiusa.Proseguiamo il percorso dell'aria. L'ultima parte del condotto

trachea-laringe-faringe é appunto la faringe(visibile ad occhio nudo). Nella cavità orale, l'organo

articolatorio più importante é la lingua, un muscolo mobile che ha come scopo principale quello di

convogliare il cibo sotto i denti e non quello di parlare. La punta della lingua si chiama corona.Poco

prima della lingua, c'é l'ugola, nonché il pendolo del velo palatino(parte mobile del nostro palato

superiore). Il resto del palato, nonché la cupola ossea che ricopre la nostra bocca, é fissa.Gli alveoli,

situati alla fine del palato duro, sono i piccoli rigonfiamenti in cui ritrovano alloggio le radici dei

denti. Gli unici due denti fondamentali per la fonazione sono gli incisivi superiori. Le labbra sono

organi articolatori il cui movimento consiste nella proclusione(quando pronunciamo la lettera U).

Trascrizione fonetica Gli alfabeti sono dei sistemi convenzionali e conservativi. Negli alfabeti

semitici le vocali non sono neppure scritte, ma in realtà ci sono ben altre incongruenze. Gli alfabeti

sono moltissimi e quindi i linguisti necessitano di un codice convenzionale, l'IPA(international

phonetic alphabet) che vale per tutte le lingue. L'IPA fu messo appunto fra 800 e 900 con lo scopo

di rappresentare le lingue. Molte altre lingue e molti altri suoni sono stati classificati ed ogni 5 anni

l'IPA viene aggiornato con suoni di lingue ancore non censite. Esistono trascrizioni strette e

larghe.L'IPA non si occupa del timbro individuale di ciascuna voce, ci sono una piccola serie di

dettagli che sono visibili attraverso un oscillogramma(apparato che usano i fisici per descrivere

un'onda) ma non pertinenti per un linguista. Faremo dunque sempre una trascrizione larga, astratta.

Si tratta di una distinzione importante, perché noi operiamo sempre un'interpretazione.Trascrizione

stretta: trascrizione che prende in considerazione tutti gli aspetti della voce umana e dei

suoni.Trascrizione larga: prende in considerazione aspetti davvero utili per la comprensione della

fonetica.La trascrizione larga va sempre chiusa in [...].

I suoni vocalici Distinzione fondamentale fra vocali e consonanti:-nelle vocali, c'é un'assenza di

diaframma sopralarringeo, nelle consonanti c'è. Il diagramma sopralarringeo é un'ostruzione,

dunque nelle consonanti ad un qualche livello si incontra un ostacolo totale o parziale quando sono

espresse, mentre nelle vocali c'é assenza di occlusione ed ostacolo.-nelle vocali avviene sempre la

vibrazione della glottide(sono sonore), nelle consonanti la vibrazione non é strettamente

necessaria;-la vocale può essere nucleo di sillaba(parte più prominente di una sillaba), la consonante

quasi mai(in italiano mai);-le vocali sono onde sonore periodiche, perché la vibrazione della glottide

trasforma aria indistinta in un'onda sonora vera e propria, mentre le consonanti sono sempre onde

sonore ma sono aperiodiche.Tutte le lingue hanno vocali e consonanti, il numero delle vocali é

SEMPRE inferiore al numero delle consonanti. Lo scopo della linguistica é quello di formulare

generalizzazioni che valgano per ben 7000 lingue parlate al mondo!

PARAMETRI PER CLASSIFICARE LE VOCALI

Altezza del dorso della lingua rispetto alla sua posizione neutra di riposo(vocali basse, medio-basse,

medio-alte, alte);-Avanzamento del dorso della lingua in direzione del palato(vocali anteriori o

palatali) o del velo palatino(vocali posteriori o velari), oppure posizione del dorso della lingua al

centro della bocca(vocali centrali).-Protrusione delle labbra(vocali procheile o aprocheile). Le

vocali procheile sono pronunciate con le labbra in avanti(u, o), le vocali aprocheileche sono le

vocali senza le labbra in avanti(a,e). La protrusione delle labbra allunga il percorso dell'aria che

proviene dai polmoni e ciò cambia il timbro della vocale che produco.-Passaggio dell'aria

attraverso la cavità nasale(vocali nasali o orali).

Le vocali dell'italiano sono 7, in latino ne sono 10. La posizione della lingua é diversa in ciascuna

vocale. Nella I il dorso della lingua è spinto in avanti, nella U il dorso della lingua é spinto avanti e

indietro e c'é proclusione delle labbra, nella vocale E(la E di "sete") il dorso della lingua è spinto

abbastanza in alto ed abbastanza avanti: è una vocale alta palatale.La O chiusa viene fatta da una

lingua abbastanza in su ed abbastanza indietro. Una E articolata con dorso di lingua più basso e

centralizzato ma sempre spinto in direzione palatale. La A é bassa è centrale. La O aperta è un po'

più bassa.A, I e U sono vocali universali. Queste tre vocali sono massimamente diverse

nell'articolazione: la A è completamente diversa da I e U.Confondare una A con una U é

impossibile, perché dal punto di vista articolatorio sono troppo differenti le une dalle

altre.Immaginiamo un semaforo. Ha tre colori molto diversi fra loro, perché così non ci si può

confondere. Se creassimo un semaforo con 3 gradazioni di rosso, sarebbe facile confondersi. Le

lingue che hanno solo 3 vocali, scelgono A, I e U perché sono le più diverse le une dalle altre,

proprio per non confondersi.

Il toscano ha dato l'italiano non perché sia un dialetto migliore ma perché il caso ha voluto che 2 o 3

massimi scrittori della nostra cultura siano nati e vissuti a Firenze. Se Petrarca e Boccaccio fossero

nati a Napoli o in Puglia, parleremmo sicuramente un altro italiano. Il sistema vocalico dell'italiano

standard é un significato epta-vocalico(cioé di 7 vocali).Quando la lingua articola le 7 vocali,

sembra formi un triangolo. La I é il vertice più alto che forma un lato obliquo fino alla A. Abbiamo

due parametri che si incrociano: vocali alte o chiuse, medio basse o semichiuse, medio-basse o

semiaperte, basse o aperte e vocali anteriori o palatali, una sola vocale centrale(la A), vocali

posteriori o velari.Tutte le vocali in italiano sono orali. Francese e portoghese hanno vocali nasali.

[i]: rappresenta la vocale anteriore alta di "FILO" o "ISOLA" ma anche dell'inglese "BEAT"; [e]: si

tratta di una E chiusa di parole come "VENTI", "PERCHE'", "MELE", identiche all'inglese BAY.

[Ƹ]: si tratta della stessa E di caffé, letto, oppure in inglese "AIR";[a]: é la semplice A italiana di

casa, latte[Ɔ]: la O di botte, lotta, nonna e dell'inglese FLOOR[o]: la O di voce, sole o del francese

BEAU;[u]: la U di uva, umido o di inglese POOL

A differenza dell'italiano, in inglese c'é una vocale a metà fra una alta ed una medio-alta: in quella

zona intermedia, la lingua di un inglese pronuncia una vocale che in italiano non c'é a metà fra I ed

E. Questa vocale viene rappresentata con una I maiuscola.Vocali non presenti in italiano[I]: vocale

alta centralizzata ed anteriore(bit, thin, sin).[Ʊ]: vocale alta, posteriore, velare e centralizzata(book,

Ə

pull, butter);[ ]: lo schwa é una vocale presente in inglese ma anche nei dialetti meridionali come il

napoletano. E' centrale ed indistina(in inglese the, in napoletano "mammeta")[æ]: vocale bassa,

anteriore(palatale) presenta nell'inglese Bad, Sad, e così via;[^]: vocale bassa posteriore inglese

CUT.

Vi sono anche vocali procheile(o arrotondate)[i:]: vocale alta, anteriore, aprocheila--[y]; vocale

alta, anteriore procheila(come in francese lune)[e:]: vocale medio-alta, anteriore,aprocheila--- [ø]:

vocale medio.alta, anteriore, procheila (in francese è peu, deux etc).[Ƹ:]: vocale medio-bassa

anteriore, aprocheila--- [ae]: vocale medio-bassa, anteriore, procheila(francese peur, seul)[Ɔ:]:

vocale medio-bassa posteriore apocheila---[^](non sono riuscito a scriverla, ha cambiato diapositiva

-_-)

Vocali nasali[Ě]: vocale medio-bassa, anteriore, nasale (francese FIN).[oe]: vocale medio-bassa,

anteriore, procheila, nasale (francese UN, BRUN)[ă]: vocale bassa, posteriore, nasale(francese

DANS, blanc)[3]: vocale medio-bassa, posteriore, nasale(francese MON, blond)

I FONI CONSONANTICI

La presenza del diaframma sopralarringeo caratterizza le consonanti. Altra caratteristica é la

vibrazione della glottide non necessariamente presente nelle consonanti, a differenza delle vocali.

Raramente le consonanti sono nucleo di sillaba e dal punto di vista acustico, le consonanti sono

delle onde sonore aperiodiche, proprio per via della presenza del diaframma che modifica lo spettro

acustico del suono.

Parametri per la classificazione delle consonanti:-modo di articolazione concerne il tipo di

ostacolo che l'aria incontra uscendo;-luogo di articolazione indica il luogo dell'apparato fonatorio in

cui quest'ostacolo si realizza;-sonorità concerne la presenza o l'assenza della vibrazione delle corde

vocali.Abbiamo già detto che generalmente i suoni si producono grazie alla fuoriuscita dell'aria, ma

poche lingue africane del gruppo Khoisan formano suoni apneumonici, anche detti click(si

producono con l'aria che entra).

Modi di articolazione

occlusivo: si tratta di uno sbarramento. L'aria si trova bloccata da un ostacolo e quando riesce a

forzarlo, si produce una piccola esplosione(occusione+esplosione) [esempio P, B]. Si dicono

momentanee, perché non possiamo pronunciarle per un lasso di tempo troppo lungo.

fricativo: si tratta di un avvicinamento degli organi articolatori senza occlusione. Gli organi

articolatori si avvicinano ma non determinano uno sbarramento, bensì il restringimento del canale.

L'aria che viene dai polmoni da' l'effetto di una frizione, un fruscìo. Sono consonanti fricative la S e

la F. Le fricative sono dette anche continue, perché riesco ad articolare per un lasso più lungo una S

o una F.

affricato: c'é un'occlusione iniziale a cui segue una frizione. C'è un primo momento simile alle

occlusive, poi una sorta di frizione.

nasale: il velo palatino é alzato e permette la comunicazione tra il canale orale e nasale. L'aria esce

non solo dalla bocca ma anche dal naso. Una tipica consonante é la N.

laterale: c'é un'occlusione centrale della lingua e il passaggio laterale dell'aria. La lingua si solleva

nella parte centrale, i lati restano abbassati: l'aria defluisce attraverso i due lati della lingua. Una

tipica consonante laterale é la L.

vibrante: c'é un'occlusione seguita da un'esplosione, un'altra occlusione seguita da esplosione e

così via. E' un'occlusione ed un'esplosione intermittente. Ci possono essere 5 o 6 cicli di esplosione

ed occlusione in pochi millesecondi. Possono essere articolate con un numero basso di vibrazioni o

rapido(consonante monovibrante e consonante polivibrante).

approssimante: nella letteratura critica, ha ricevuto tentativi di classificazione ma non si é ancora

d'accordo su come chiamare questi foni. Dal punto di vista articolatorio sono intermedi fra vocali e

fricative, perché nelle approssimanti gli organi non si toccano come nelle vocali ma sono

incredibilmente vicini, come le fricative. Sono dunque a metà fra vocali e fricativi. Il risultato é un

fruscìo molto meno vistoso che in una fricativa e soprattutto non c'é una vera e propria frizione. Si

possono definire semi-vocali o semi-consonanti. In italiano le approssimanti sono articolazioni che

si trovano vicino o dopo una vocale. Es. SEI. La e é una vocale, la I é una semi-vocale e quindi

approssimante. Una vocale+ una semi-vocale forma un dittongo.Nell'italiano regionale campano i

dittonghi vengono pronunciati con la vocale chiuse.Le consonanti articolate in modo fricativo,

approssimante, laterale, nasale e vibrante sono foni continui(come le vocali).Consonanti

articolate in modo occlusivo ed affricato sono foni momentanei. Nasali, laterali, vibranti ed

approssimanti sono sempre articolazioni SONORE. Occlusive ed affricate possono essere sia

SORDE che SONORE.

Dittongo: sequenza di una vocale+ approssimante o viceversa nella stessa sillaba.

Luogo di articolazione

Cominciamo dall'esterno e quindi dalle articolazioni bilabiali. L'occlusione o la frizione vengono

realizzate attraverso i due articolatori delle labbra che si avvicinano.Un fono bilabiale é la P o la B.I

foni labiodentali, invece, sono articolati nel luogo del contatto fra il labbro inferiore e gli incisivi

superiori. Un fono labiodentale é la F.Un gruppo di consonanti sono articolati nel luogo

dentale/alveolare/possalveare. Se il fono viene articolato nel luogo dentale, ne sono coinvolti i

denti; se viene articolato nel luogo alveolare, ne sono coinvolto gli alveoli e se viene articolato nel

luogo possalveare, é appena posteriore a quello alveolare. Ci sono differenze fra una lingua e l'altra.

La dentale dell'italiano T é articolata in modo diverso dalla dentale dell'inglese, perché la T italiana

é effettivamente DENTALE(si articola avvicinando l'apice della lingua ai denti) mentre la T inglese

é realizzata in modo più alveolare. TAVOLO e TIME non avranno la stessa T.Le consonanti

retroflesse fanno flettere la lingua leggermente più indietro. Alcuni dialetti come il siciliano

presentano questo tipo di consonanti.Nelle articolazioni palatari, troviamo il dorso della lingua che

entra in contatto con il palato. Seguono poi le velari, realizzate dal contatto fra lingua e velo

palatino. In direzione dell'ugola, avremo delle consonanti uvulari. Nelle consonanti glottidali c'é

un'esplosione a livello della glottide, proprio per effetto di una maggiore pressione di uscita dell'aria

pneumonica(che viene cioé dai polmoni).

SonoritàLe approssimanti, le velari, le nasali e le vibranti sono sempre sonore. Occlusive, affricate

e fricative possono essere sorde o sonore.

In una coppia di foni consonantici, la prima é sempre sorda, la seconda é sempre sonora.

Le consonanti dell'italiano-le occlusive:[p]: occlusiva bilabiale sorda come in papà e spoon in

inglese.[b]: occlusiva bilabiale sonora come in barca(se si appoggiano due dita sul pomo d'adamo,

sentiremo la vibrazione solo pronunciando B).[t]: occlusiva dentale sorda o sonora tempo[d]:

occlusiva dentale sonora come dente[k]: occlusiva velare sorda come in CUORE.[g]: occlusiva

velare sonora come in GATTO.-le fricative:[f]: é una fricativa labiodentale sorda come in

FARFALLA[v]: fricativa labidentale sonora come in VIA.[s]: fricativa alveolare sorda come in

SASSO.[z]: fricativa alveolare sonora come in SVEGLIAIn posizione pre-consonantica, dinanzi

una consonante sonora come la V, viene selezionata la sibilante sonora. Sonorità con sonorità. La v

é sonora in SVEGLIA e necessariamente anche la S dev'esserlo e quindi il suo fono sarà [z]. Lo

stesso accade nel verbo SNATURARE, la fricativa pre-consonantica viene pronunciata sonora [z]

perché c'é la nasale sonora [n]. In inglese, dinanzi la consonante sonora, si pronuncerà con una S

sorda e quindi [s](snow, non si pronuncerà).-affricate:[ƒ]: come in SCENA, SCI, SCIALLE.[3]:

come nel toscano RAGIONE, o l'inglese VISION[ts]: come in PAZZO, FORZA.[dz]: come in

MEZZO e ZERO[tƒ]: come in CITTA', CIELO-inglese CHIEF[d3]: affricata palatale sonora come

in GIOCO, ANGELO-inglese JUICE.-nasali:[m]: nasale bilabiale sonora come in MAMMA, MAI,

MAISON[n]: nasale dentale di NANO, KNEE[ŋ]: nasale palatale come GNOMO, REGNO o

KING[ɲ]: nasale velare come in ANGOLO.[ɱ]: nasale labiodentale come in INFERNO o

EMPHASIS.

[r]: come in rana[l]: come in lana[ʎ]: come in aglio, figlio[j]: come in ieri, iodio, YES[w]: come in

uovo, uomo

consonanti non presenti in italiano[h]: fricativa glottidale sorda, come in HAND o fiorentino

CASA[pH] occlusiva bilabiale sorda aspirata come in inglese POT[tH]: occlusiva dentale sorda

aspirata come in TIME.[kH]: occlusiva velare sorda aspirata come in inglese CAN.[ʘ]: fricativa

bilabiale sorda come nel toscano capo[ß]: fricativa bilabiale sonora come in Haber[Ɵ]: fricativa

interdentale sorda come in inglese THING o spagnolo CABEZAALTRE CONSONANTI DA

SAPERE, NON CI SONO I SIMBOLI, VEDERE SUL LIBRO SONO:fricativa palatale sorda come

nel tedesco ICHvibrante uvulare sonora come nel tedesco ROTapprossimante alveolare sonora

come nell'inglese RUNapprossimante labiodentale sonora, come nel napoletano rossolaterale

alveolare velarizzata come nell'inglese FEEL[?]: occlusiva glottidale sorda, come nel tedesco

ABER

Lunghezza o intensità articolatoriaIl significante fonico é lineare, cioé si contraddistingue per la

posizione dei foni che costituiscono il tessuto fonico del significante acustico. Queste consonanti

possono essere più o meno lunghe. In italiano abbiamo fenomeni di lunghezza ed intensità

articolatoria in parole come CASSA(lunga) o intensa come AFRICA. -s- é una consonante scempia,

-ss- é una consonante intensa.Vi sono lingue in cui non c'é distinzione tra scempie e intense.In

italiano la vocale può essere lunga o breve. La A di casa é più lunga della A di CASSA. La a iniziale

di AFRICA é più breve della a di abaco. La a di amare é più lunga della a di città.La variazione può

essere individuale.Ci sono lingue in cui la lunghezza é fondamentale. In latino, le dieci vocali si

distinguono proprio per la lunghezza dell'articolazione. POPULUS e POPULUS hanno la vocale O

lunga e breve a seconda del significato(o pioppo o popolo). In francese le consonanti doppie

fondamentalmente non esistono. La pronuncia intensa é solitamente italianeggiante.In italiano

alcune consonanti sono sempre intense in posizione iper-vocalica, come ad esempio la fricativa

postalveolare sorda(in PESCE ['peƒƒe]).La affricata intensa come [ts], per essere indicata,

dev'essere raddoppiata. Esempio: pazzo diventa [pattso].[dz]: es. RAZZO diventa [raddzo].[ŋ]: es.

RAGNO sarà [raŋŋo].[ʎ]: es. FIGLIO sarà [fiʎʎo]

Vademecum della trascrizione fonetica

La trascrizione fonetica va racchiusa fra parentesi quadri. L'accento va trascritto prima della sillaba

su cui cada['albero] oppure [mi'rakolo].L'indicazione della lunghezza vocalica, a differenza di

quella consonantica, é facoltativa. Si indica con i due punti [ka:sa] oppure ['kasa].Bisogna fare

attenzione all'altezza delle vocali, cioé al loro timbro(venti come numero non si potrà scrivere come

venti intesi come fenomeno naturale).In italiano solo sotto accento le vocali possono essere medio

alte: fuori dall'accento, le vocali sono SEMPRE CHIUSE.Alcuni foni consonantici in italiano sono

sempre intensi in posizione intervocalica. Occhio alle nasali in posizione preconsonatica(la nasale

di INFERNO é diversa dalla nasale di INCAVO o ANTONIO). LA NASALE ASSUME LO

STESSO LUOGO DI ARTICOLAZIONE DEL FONO CHE SEGUE: DENTALE-DENTALE,

LABIODENTALE-LABIODENTALE, e così via.I grafemi <i> ed <h> non hanno talore

consistenza fonetica. Sono solo diacritici e non vanno trascritti. Nella parola GIOCO, la I non viene

pronunciata perché equivale a ['d3oko].Non dimentichiamo le approssimanti(quando abbiamo due

vocali, una dietro l'altra, una delle due é approssimante). Es. ['pjano], ['wovo].Se trascriviamo una

parola straniera, non facciamoci ingannare dall'ortografia: <card> equivale a [ka:d].La <r> non é

una sola! Rosso, Rouge, red non é la stessa cosa.

PRINCIPI DI FONOLOGIA

La fonologia é la scienza che studia la funzione linguistica dei suoni ed identifica i fonemi di una

lingua.Il fonema é un fono con valore distintivo entro un determinato sistema linguistico.In cosa si

distinguono fonetica e fonologia?Sia il cavallo che il gatto muovono la coda. Le funzioni di

movimento del gatto e quello del cavallo sono diverse. Il gatto usa la coda per comunicare, il

cavallo per scacciare le mosche.La fonologia studia la FUNZIONE LINGUISTICA.Quando si parla

di fonema si parla di foni che hanno una specifica funzione in base al sistema.

Il fonema Prova di commutazione---> COPPIE MINIME Si tratta di uno scambio di due suoni

all'interno dello stesso contesto sintagmatico. Per identificare il numero di fonemi, si procede con

questo scambio. Questi suoni si differenziano solo per un suono(esempio. PARE/TARE).La coppia

minima mi permette di identificare la funzione di fonema in certi foni. Due parole hanno un

significato diverso e sono distinte per un fonema diverso nello stesso ambiente.La prova di

commutazione mi da' il numero definitivo dei fonemi di una certa lingua.Proprietà del fonemaIl

fonema é un fono con funzione distintiva entro un certo sistema linguistico. Un fonema non é

ulteriormente scomponibile in sotto-unità. Non c'é nulla di più piccolo di un fonema che mi

permetta di opporre una coppia minima.Il fonema ha funzione distintiva, mi permette di avere

parole diverse. E' un'unità di seconda articolazione. I morfemi sono unità di prima articolazione, i

fonemi sono unità di seconda articolazione. La trascrizione IPA per i fonemi é questa /.../. Tratti

distintivi del fonemaAbbiamo detto che non c'é nulla di più piccolo del fonema, però possiamo

comunque analizzare una serie di tratti di questo.La coppia minima ['kare]/ ['gare] é distinguibile

perché la /k/ é occlusiva velare sorda mentre la /g/ é un occlusivo velare sonoro. L'unica distinzione

fra /k/ e /g/ é la sonorità.In ['mare] e ['bare] l'unico tratto distintivo é il modo di articolazione: /m/ é

nasale, /b/ occlusivo. Facciamo un esempio con fonemi vocalici. ['donna] e ['danno] si distinguono

per /o/ che é velare medio-alto orale mentre /a/ é centrale basso orale.

Ad una stessa unità di fonema, possono corrispondere più foni. Il modo in cui pronunciamo un fono

può variare rispetto a varie circostanze. Lo stesso fono non si pronuncia sempre allo stesso modo o

alla stessa altezza. I foni variano ma l'unità che essi realizzano(il fonema) é sempre lo stesso.Il

fonema /a/, per esempio, ha diverse realizzazioni: [a], [ae] e così via. La differenza fra i vari modi in

cui pronuncio i foni non CREA COPPIE MINIME. Il fonema é dunque un'unita astratta compatta di

foni che non producono coppie minime, é un raggruppamento generale che ha una funzione

distintiva( I FONI NON HANNO FUNZIONE DISTINTIVA). Questo tipo di ragionamento é

valido solo per una lingua. In inglese o in spagnolo avremo rapporto fra foni e fonemi di volta in

volta diversi.In inglese la fricativa interdentale non é una rappresentazione diversa di T, ma é un

fonema completamente diverso(THING non potrà mai essere pronunciato senza il suo suono

fricativo).

I fonemi sono parte del sistema della lingua, i foni della sua realizzazione concreta. I fonemi in

quanto parte di un sistema intrattengono fra loro realizzazioni differenziali. La sola ragione per cui

ci sono certi fonemi in una lingua é la differenza di questi rispetto ad altri. In italiano /b/ é un

fonema perché si oppone a /t/ o /v/ o /f/ in uno stesso contesto.In inglese l'aspirata /h/ é un fonema

perché si oppone a /p/, /f/ o /t/.La differenza é l'unica cosa che ci permette di opporre un fonema

dall'altro.Se un fono non genera coppie minime in una certa lingua, molto semplicemente, non é un

fonema di quella lingua. [3] in italiano standard non oppone mai una coppia minima. E' un fono che

é stato introdotto nella nostra lingua grazie a parole straniere come GARAGE o BEIGE: non

appartiene al nostro sistema fonologico.Il numero di fonemi dell'italiano varia fra i 30 e 40. La

media del numero dei fonemi si aggira fra i 30 e 40. Una lingua africana può averne ben 122.I

sistemi linguistici, secondo un principio di "economia", preferiscono usare un numero inferiore di

fonemi e combinarli invece in unità di prima articolazione(morfemi).

L'allofono L'allofono é una variante combinatoria di un fonema, cioé é il modo in cui realizzo un

certo fonema a seconda del contesto in cui si trova o di una scelta/abitudine personale. Tutti i foni

che possono realizzare uno stesso fonema sono dunque ALLOFONI.Facciamo un esempio.La

fricativa alveolare sorda [s] si può trovare all'inizio come in [s]era o in mezzo come insa[ss]o ma

anche a finire parole come in lapi[s].Dinanzi a consonanti sonore, però, io la realizzerò con [z]:

esempio, [z]veglia o [z]branare.Dinanzi a consonanti sorde, invece, produrrò un fono sordo:

esempio [s]paurito o [s]cavare.In italiano, di fronte una consonante sonora, la sibilante si articola

come sonora e viceversa. Non c'é opposizione ma realizzazione contestuale diversa.In inglese, per

esempio, l'occlusiva semplice o l'occlusiva seguita da aspirazione dipendono dalla posizione: in

CAT la [k] sarà aspirata, in SKIN la [k] sarà semplice.

Finora abbiamo trattato con varianti combinatorie, ora trattiamo gli allofoni con varianti libere.La

parola RANA può essere pronunciata come preferiamo: [r]ana oppure [R]ana. La distribuzione delle

varianti libere non é combinatoria ma di totale sovrapposizione: la mia vibrante la pronuncerò

SEMPRE con lo stesso allofono [r] oppure [R].

Diamo un'occhiata ai fonemi vocalici. Se io dico v[i]no oppure v[i:]no non ho alcun problema nel

far capire la parola a chi mi ascolta. Si tratta di due allofoni con variante libere.Non é così però per

l'inglese. L[i]ve e l[:]ve sono due parole DIVERSE, cioé sarebbe la stessa differenza che noi

facciamo in italiano fra PALLA E BALLA. L[i]ve e l[i:]ve sono dunque fonemi in inglese e non

allofoni.

Fenomeni fonologici e soprasegmentali

Si intende come fenomeno fonologico l'insieme delle modificazioni che i foni subiscono in un certo

ambiente sintagmatico. L'ambiente sintagmatico, cioé il contesto pertinente dal punto di vista

fonetico, travalica i confini della parola "grafica".NeutralizzazioneVerranno chiesti all'esame sono i

fenomeni fonologici scritti qui.La neutralizzazione avviene nel tedesco con un'occlusiva sonora in

posizione finale che diventa sorda. L'opposizione fra /t/ e /d/ non esiste più se in posizione finale,

pronunceremo sempre un suono sordo. Il tratto di sonorità viene quindi desonorizzato.Questi

fenomeni fonologici possono essere rappresentati attraverso una regola fonologica.La regola

fonologica ha una rappresentazione di massima che potrebbe essere sintetizzata così:A-->B/__ (A

diventa B in un contesto)

In tedesco [d]--->[t]/___ #

C C [+sonoro]--->[-sonoro]/ _________ #

La prima rappresentazione [d]---->[t] vale solo per l'occlusiva dentale, la seconda vale per ogni

suona. La seconda é una regola più generale che mi permette di catturare casi maggiori.

Assimilazione [an'donjo]: ANTONIOIn questo caso la d assume la caratteristica della sonorità

perché si trova fra foni sonori.Si fa più fatica a smettere di far vibrare le corde piuttosto che farle

vibrare sempre. Le ragioni profonde dell'assimilazione sono solo supposizioni.L'assimilazione di

Antonio é detta parziale.Vi é però anche un tipo di assimilazione totale, come nel dialetto

romanesco ['kallo]: caldo. In questo caso la [d] diventa identica al fonema precedente. Il tratto che

si assimila in ['kallo] oltre ad essere totale, é anche un tipo di assimilazione rispetto al MODO DI

ARTICOLAZIONE. Dobbiamo pensare a quali sono i tratti di ciascun fono e capire dove diventano

identici.

Cancellazione E' la perdita di un fono nella catena sintagmatica. Questo accade nella

composizione di due parole o nella derivazione. Quando unisco più morfi, accade che un segmento

fonico vada perduto. Se da ['vino] unisco il suffisso [ajo] non otterrò VINOAIO, ma VINAIO. Vi

sono casi in cui non c'é cancellazione come nel caso di [vir'tu]+[oso].La cancellazione vale sempre

tranne nel caso in cui la vocale sia tonica.Se volessimo rappresenterla come regola fonologica,

allora andrebbe scritta così:V---->O/______+V: un vocale senza accento diventa zero nel caso in cui

segua un'altra vocale.

Cambiamento di tratti Il fonema si sottoarticola in tratti che permettono un'analisi più fine del

fonema stesso. [diko], [dikono], [ditSe]. Il suono K occlusivo diventa tS, nonché un'affricata

palatale sorda. La velare cambia il suo modo di articolazione, ma soprattutto il luogo in base alla

vocale che segue. Il fenomeno per cui un occlusiva velare sorda diventa un'affricata palatale sorda si

é verificato nel passaggio da latino ad italiano.La parola latina ['kentum] é divenuta [tSento] in

italiano.Vi sono naturalmente eccezioni, perché ['korpus] ha dato vita a [korpo], proprio perché la o

é una vocale velare e quindi la consonante si mantiene velare.

Accento e intonazione Siamo nell'ambito dei fenomeni soprasegmentali. Soprasegmentale

significa che é un fenomeno simultaneo rispetto alla catena fonica. Accento ed intonazione sono

naturalmente soprasegmentali, perché non si può parlare prima e poi accentare quello che abbiamo

detto: avviene contemporaneamente.Accento ha un uso tecnico scientifico ed uno non scientifico.

Nell'ambito scientifico, accento vuol dire "pronuncia". L'accento, tecnicamente e dal punto di vista

linguistico, é una forma di prominenza con cui viene pronunciata una sillaba rispetto alle alte. Le

parole toniche sono parole che hanno l'accento, mentre ci sono parole che non hanno un proprio

accento: cioé i clitici. I clitici sono parole che non sanno stare in piedi da sole ed hanno bisogno di

appoggiarsi ad altre. LO e LA, in italiano, si attaccano alla parola perché non hanno autonomia,

dobbiamo necessariamente dire PRENDILO o MANGIALA.

Vediamo la differenza fra accento intensivo ed accento tonale.Lingue come italiano, francese,

polacco e turbo hanno un accento intensivo; cinese mandarino, greco antico, svedese sono lingue

con accento tonale.L'accento intensivo consiste in una maggiore intensità, volume e durata con cui

viene pronunciata una certa sillaba. Nelle lingue ad accento intensivo, le sillabe sono pronunciate

con maggiore forza ed é un atto volontario. Alla maggiore potenza si aggiunge un maggior volume

ed una maggiore durata. Questi 3 parametri, intensità, volume e durata fanno sì che le sillabe

accentate siano prominenti.Le lingue con accento tonale si realizzano con una maggiore altezza. C'é

un aumento della frequenza di vibrazione della glottide, un'altezza maggiore del suono, come se

stessimo cantando. Nel cinese mandarino, la distribuzione dei toni segue una funzione fonematica

complessa:la sillaba [ma] con tono alto significa madre, con tono alto discendente significa

ingiurare, con tono alto ascendente si dice lino etc etc.

Oltre alla tipologia di accento, varia anche la posizione dell'accento. In certe lingue, la posizione

dell'accento é fissa(il francese ha l'accento tendenzialmente fisso sull'ultima sillaba), relativamente

libera(non c'é una regola che dice dove cade l'accento, ma in italiano di solito cade sulla penultima

sillaba), condizionata(l'arabo per esempio ha delle regole in base alle quali l'accento può essere

stabilito a priori in base alla lunghezza).Nelle lingue con accento fisso, l'accento non é distintivo:

questo é solo possibile nelle lingue ad accento relativamento libero.

Nelle lingue ad accento intensivo, una variazione di altezza é comunque presente. Variazioni di

altezza danno una funzione intonativa o prosodica. La prosodia o intonazione é l'andamento

melodico di una frase o un gruppo di parole.

Andiamo.Andiamo?Andiamo!L'accento rimane sempre su A, ma l'intonazione diventa prosodica

perché comunica intenzioni diverse in base al tono che usiamo.

Ti chiami Luigi? Si.(prosodia discendente)Pronto, Luigi? Si?.(prosodia ascendente).Non si può

produrre un fonema senza intonazione.

Sillaba

La sillaba é un'unità costituita intorno ad un picco di intensità o ad un tono, dunque a seconda che si

tratti di una lingua da accento intensivo o tonale.Sia nelle lingue intensive sia tanali, i fonemi si

raggruppano attorno alla sillaba. Quest'ultima é un universale linguistico(come la distinzione fra

vocali e consonanti).Le prime produzioni foniche dei bambini sono sillabe e non fonemi.Tutte le

sillabe del mondo sono composte da attacco, rima, nucleo e coda. Non vi sono MAI sillabe senza

nucleo. Il nucleo di sillaba può essere costituito da vocali o sonoranti(foni che non possono che

essere sonori, come quelli nasali, laterali e vibranti): il nucleo é dunque un picco di sonorità.In

attacco e in coda si distribuiscono le consonanti. Le sillabe con una coda si chiamano chiuse, senza

coda sono aperte.Il nucleo può essere costituito da una sola vocale, ad esempio la a. Può esserci il

nucleo vocalico a+ una consonante in attacco come ad esempio "ma". Si possono avere consonanti

come attacco, nucleo e coda, come ad esempio "conducono".

Restrizioni su nucleo, attacco e codaNUCLEO

Il nucleo può essere costituito solo da una vocale o da una sonorante(vibrante, nasale, laterale). In

italiano non c'é la possibilità di avere una sonorante come nucleo, ma in sloveno sì(esempio Trieste

si traduce TRST in sloveno), così come in inglese BOTTLE o GARDEN.ATTACCOIn italiano,

l'attacco sillabico può essere costituito solo da una fricativa alveolare sorda+opzionalmente una

consonante, oppure una consonante occlusiva/fricativa+vibrante/laterale più una vocale.In tavolo,

ho consonante+vocale; in crescere ho un'occlusiva+una vibrante+una vocale etc.CODACi sono

sillabe aperte(senza coda e quindi che seguendo lo schema consonante+vocale), chiuse(con coda e

quindi che segueno lo schema consonante+vocale+consonante).In italiano la coda può essere

occupata solo da una consonante(in inglese da due). Ad esempio, PARCO(par-ko) presenta solo una

consonante nella sua coda cioè K. LA MORFOLOGIA

Le entità della morfologia La morfologia studia il modo in cui sono formate le parole, le loro

modificazioni e le varietà di forme che esse assumono.La parola morfologia si trova anche in altri

contesti col significato di composizione: morfologia del territorio, dell'apparato fonatorio etc etc.Fa

parte della competenza nativa dei parlanti la nozione del fatto che alcune parole sono semplici e non

ulteriormente scomponibili(ieri, sempre) mentre altre composte da più parti(baretto, ingiallire etc) e

quindi scomponibili. Il parlante ha informazioni non mediate dallo studio tecnico-scientifico. Il

parlante sa assegnare le parole ad una categoria lessicale se scolarizzato, ma soprattutto sa l'ordine

con cui queste parole si agganciano l'una all'altra. Il parlante ha anche nozioni più sofisticate: ogni

nativo sa che parole come "mangiabile" e "descrivibile" fanno parte della sua lingua ma "moribile"

e "cadibile" no. Questo é dovuto al fatto che il parlante nativo possiede una regola innata e cioé

quella di aggiungere il suffisso BILE solo ad un verbo transitivo.Il parlante sa molto di più di quello

che crede e può distinguere nomi astratti da concreti, nomi comuni da nomi propri. Esiste una

regola derivazionale per i nomi d'azione in italiano: il suffisso AGGIO e ZIONE non si possono

aggiungere a verbi che hanno già il suono G o Z. Per questo non avremo parole come

SCHEGGIAGGIO oppure TAPPEZZAZIONE.

Lessico mentale E' un deposito di parole che da parte non coincide con il dizionario e dall'altra é

continuamente ampliabile. Il lessico mentale ammette una serie di possibilità che il dizionario non

registra ancora o non registrerà mai: una parola come SFIDUCIOSO, non esiste nel dizionario ma il

nostro lessico mentale lo riconosce come parola e può capire il significato. Inoltre, il lessico

mentale, é continuamente ampliabile. La nostra conoscenza lessicale é difficile da calcolare. Età,

grado di istruzione e competenze professionali variano molto la media di parole che conosciamo.

Ad ogni modo, volendo fare un calcolo, un parlante adulto mediamente istruito conosce qualche

decina di migliaia di parole. Un dizionario di medio-formato contiene circa centinaia di migliaia di

parole.

Nozione di parola I linguisti concordano poco su cosa sia una parola, tanto che molti hanno

proposto di non usarla più. Coloro che se ne servono ancora, non sono sicuri di sapere cosa sia.I

parlanti hanno una nozione intuitiva di che cos'é una parola. Cominciamo con osservazioni

tecniche.Il criterio grafico é discutibile e non risolvibile. Non si può definire parola ciò che é scritto.

Le lingue scritte sono un prodotto culturale e non é detto che questo venga sempre raggiunto: il

somalo fu scritto per la prima volta nel 1972, non possiamo dire però che prima non abbia avuto

parole!Lo stesso vale per il latino. Gli amici dei miei amici sono miei amici.In questa frase, ci sono

otto forme flesse(o occorrenze). Però, diremo anche che in questa frase compaiono cinque

lessemi(IL, AMICO, MIO, DI ESSERE).Forme flesse e lessemi sono due modi diversi di contare

parole. Il lessema é un'unità astratta, perché un lessema come ESSERE prevede moltissime forme

flesse(sono, erano, saranno) etc.I lessemi vanno scritti sempre in maiuscolo, le forme flesse

no.L'insieme delle forme flesse di essere o amico sono detti paradigmi. Amico/amici é il paradigma

del lessema.La distinzione fra forme flesse e lessema é un modo diverso di contare le parole. In

italiano, il singolare equivale al lessema per i nomi, l'infinito per i verbi. In latino, per esempio, i

verbi hanno un diverso lessema e cioé la prima forma singolare.Ciò che abbiamo imparato a scuola

confonde lessema e forma flessa. L'analisi grammaticale infatti confonde le cose.Se noi

consideriamo CASA come nome comune di cosa, femminile, singolare stiamo dando informazioni

mischiate su lessemi e forme lesse. Nome comune di cosa, genere femminile é un'informazione del

lessema. Singolare é un'informazione della forma flessa.La forma flessa varia sempre per genere e

numero.Esistono lessemi con hanno forme flesse, come "tesi" o "città". Anche "pazienza" e "nozze"

non hanno l'intero repertorio delle forme flesse."Blu", "stranamente", "su" sono parole particolari

perché il primo é un aggettivo invariante, il secondo ed il terzo sono avverbi che in italiano non

hanno forme flesse(a differenza, stranamente, di alcuni dialetti del sud Italia dove gli avverbi si

flettono per genere e numero).

Dalla parola al morfema Abbiamo visto come la definizione di parola viene inquinata da una serie

di riflessioni confuse. Bisognerà sostituire la parola con il morfema.Cos'è un morfema? Il morfema

é un segno linguistico, nonché una corrispondenza stabile fra significato e significante in un

contesto. Il morfema ha sia significante che significato, a differenza del fonema che ha solo un

significante e non un significato.Se voglio definire come unità MINIMA dotata di significnte e

significato, dovrò parlare necessariamente del morfema. Se consideriamo la parola AMICO come

un MORFEMA, dovremo scomporla: AMIC significa "persona cara", -O indica che é maschile

singolare. Da questo momento in poi, amico sarà una sequenza di due morfemi."Blu" é un morfema

che non può essere scomporso. Anche "in", preposizione, é un morfema non scomponibile.Esistono

vari tipi di morfemi:-Morfemi liberi:al, per, bar, il, blu, virtù(possono comparire da solo, non

hanno bisogno di unirsi ad altri per avere significato e significante).-Morfemi

legati:-a,-i,-ata,-zione(questi morfemi hanno bisogno di unirsi ad un altro morfema)Anche amic- é

un morfema legato, perché ha bisogno di qualcos'altro per ottenere significato e

significante.-Morfemi lessicali:libr-,madr-, paes-(hanno un significato complesso e non

riconducibile ad una singola categoria) INFORMAZIONE LESSICALE-Morfemi

grammaticali:-i, a-, -ono, -ebbero(sono morfemi che indicano la categoria grammaticale)

INFORMAZIONE GRAMMATICALELessico e grammatica, naturalmente, variano di lingua in

lingua.I morfemi lessicali in una lingua sono moltissimi ed esprimono significati di ogni tipo. I

morfemi grammaticali sono di numero ridotto.Morfemi lessicali, grammaticali, liberi e legati non

coincidono. Possiamo avere morfemi lessicali liberi, oppure morfemi lessicali legati; si possono

avere anche morfemi grammaticali liberi(l'inglese will) e così via.La morfologia é uno strumento

economico: possiamo usare stesse forme ma combinarle diversamente. I morfemi grammaticali

sono sempre gli stessi, invece. Se immaginassimo una lingua a cui ogni forma flessa corrispondesse

un morfema grammaticale diverso, questa sarebbe una lingua troppo difficile da imparare. La

combinabilità degli stessi morfemi fa sì che partendo da un numero limitato io possa creare un

numero di morfemi praticamente quasi infinito.

Allomorfia e suppletivismo Un allomorfo é una variante libera e determinata di un medesimo

morfema. C'é quindi il parallelo con l'allomorfo. Fra il morfema "il" o "lo" non c'é differenza: sono

sempre articoli.Ciò che determina il loro uso, é il contesto sintagmatico(si darà IL PADRE e non LO

PADRE)."Pronuncia" e "pronunzia" sono un esempio di allomorfia libera, cioé dipende dalla scelta

che fa il parlante.L'allomorfia condizionata fonologicamente é quella in cui lo stesso significato di

NON può essere realizzato con prefissi ad alcuni aggettivi come ad esempio IR: "non raggiungibile"

é la stessa cosa di "irraggiungibile".Il lessema vincere ha due allomorfi: VINC e VINCI.Esiste

anche un caso di allomorfia lessicale. L'inglese OX farà di plurale OXEN. Qui non c'é ragione

fonologica o semantica, ma é una pura ragione lessicale.

Suppletivismo Il suppletivismo é il fenomeno tale per cui si alternano forme che non hanno nulla a

che fare l'una con l'altra. Le forme non sono dovute ad un'alternanza lessicale o del contesto ma a

ragioni storiche e quindi non hanno relazione con le altre. Acqua ha come aggettivo di relazione

"idrico" ma non sono allomorfi, perché sono due morfemi diversi. Anche esempi con verbo come

Vado e Andare sono esempi di suppletivismo. C'é chi distingue un suppletivismo debole e forte. Un

suppletivismo debole può essere "legno" e "ligneo", un suppletivismo forte "Napoli" e

"partenopei".Il suppletivismo é un fenomeno fonologico non più produttivo. Costringe alla

memorizzazione di forme scollegate le une alle altre ed é dunque anti-economico(a differenza dei

morfemi).

I processi della morfologia Gli affissi sono morfemi legati, grammaticali, di numero finito ed

inferiore rispetto ai lessemi di una lingua. Gli affissi sono vari e si possono collegare: prima del

lessema(prefissi), dopo(suffissi), nel bel mezzo(infissi), prima e dopo(circonfissi), nel lessema in

più punti(transfissi).La combinazione fra lessema ed affisso ribadisce il principio semiotico della

linearità del significante. Il lessema e l'affisso vanno messi in un certo ordine lineare. Prefissi: si

collocano prima del lessema. Es. -in, -arci, -dis, -antiSuffissi: si collocano dopo il lessema.

Es.-mento, -ezza,-eggiare.I suffissi possono cambiare la categoria lessicale di appartenenza della

base: da un aggettivo posso ottenere un nome(suffissi derivazionali).Infissi: si colloca nel mezzo

del lessema. In italiano non abbiamo infissi, dobbiamo ricorrere al latino. Es -n(pres. vinco-passato

vici, victus). Anche in inglese ci sono esempi di infissazione e persino in napoletano.Circonfisso: si

colloca una parte prima ed una parte dopo. E' frequente nel tedesco. Es. ge..-t("lieben" significa

amare, "geliebt" significata amato).Transfisso: assieme al circonfisso, é detto morfema discontinuo

perché é dislocato nel lessema. Nelle lingue come l'arabo, esistono radici che vengono specificate

grazie ai transfissi. Ad esempio, dalla radice slt(che di per sé non vuol dire nulla in arabo) io

ottengo salaatin.Le lingue naturali non sfruttano in egual misura e con gli stessi scopi tutti i tipi di

affissi teoricamente disponibili. L'italiano fa uso prevalentemente di suffissi e di prefissi, e in

misura minore, di circonfissi. (ri-fare, martell-are, in-giall-ire).

La morfologia come processo La competenza morfologica dei parlanti é più alta di quanto

crediamo: sappiamo cose che non ci sono state insegnate.Si possono però sviluppare anche processi

per creare parole composte come ad esempio "indubitabilmente". La morfologia é un insieme di

processi attraverso cui si creano parole nuove e si esprimono alcune categorie grammaticali previste

dalla lingua.La modificazione delle parole non solo crea parole nuove come ammanettamento, ma

mi serve ad indicare categorie grammaticali che la lingua impone. Es. il vitello é bianco, al plurale,

sarà necessariamente I vitelli sono bianchi. Non ho scelta, é obbligatorio espressare genere e

numero.Il fenomeno di "ammanettamento" assumerà il nome di processo derivazionale o

composizione; il fenomeno di "il vitello é bianco, i vitelli sono bianchi" assumerà il nome di

flessione.Composizione e derivazione: formazione di nuove parole.Espressione di categorie

grammaticali: flessione.

Derivazione La derivazione é il processo morfologico per cui da una parola se ne ricava un altra

che appartiene alla stessa classe lessicale o meno.Dalla base -cas attraverso il morfema

derivazionale -eggiat- ottengo il morfema flessivo -o- e quindi: caseggiato.In italiano, il significato

causativo del verbo si esprime in forma lessicale: mangiare-far mangiare, dormire-far dormire.In

italiano la derivazione avviene mediante suffissi, prefissi e circonfissi(affatica-mento, in-felice,

in-bianc-are).I prefissi non mutano la categoria lessicale di appartenenza del lessema di base:

abile-inabile resteranno sempre aggettivi.I suffissi derivazionali, invece, cambiano eccome la

categoria lessicale di appartenenza del lessema di base: affaticare-affaticamento.La produttività

effettiva di un certo suffisso come -mento é molto frequente in italiano. A differenza di -mento, il

suffisso -ile é infinitamente meno produttivo. Una produttività nulla ce l'ha invece il suffisso

-id(come in rapido, umido, timido), perché viene dal latino e non é produttivo in un'altra lingua.

Esistono comunque restrizioni sulle regole di formazione di parola. Ad esempio, dal verbo

industrializzare notiamo che si può usare il prefisso -de per creare la nuova parola

"deindustrializzare".Tuttavia, dall'aggettivo "industriale" io non potrò ottenere "deindustriale".

Capiamo quindi che possiamo prefissare -de soltanto in base all'appartenenza della base: se ho un

verbo, posso prefissarlo con -de mentre lo stesso non vale per aggettivi o nome.Altra restrizione che

può essere intesa come semantica é il suffisso -aggine. Questa restrizione vale solo per cose

negative: potrò dire RIDICOLAGGINE ma non SIMPATAGGINE.Altro tipo di restrizione é quella

fonologica.Da dente ottengo dentale, da palato-palatale, da velo-velare e non velale. Nelle basi in

cui é gia presente una laterale, il suffisso ALE si trasforma in ARE.

Composizione La composizione é il processo morfologico che realizza la formazione di nuove

parole mediante l'unione di due o più lessemi diversi(Nome+nome, aggettivo+verbo, nome+verbo

etc etc).Perché alcuni composti sono impossibili?E' impossibile qualunque composto che abbia una

qualsivoglia categoria grammaticale+una proposizione come secondo elemento del composto. Il

motivo va ricercato nel fatto che l'ordine sintattico prevede sempre la preposizione+il nome( si dice

"con pazienza" e non "pazienza con"). La proposizione non può mai essere secondo elemento del

composto.

Nei composti, posso identificare una testa. Consideriamo il nome camposanto. In questo caso

campo é la testa categoriale(perché ha la stessa categoria lessicale e cioé il nome di uno dei suoi

costituenti, campo, che ne é la testa), campo é anche testa semantica(perché un camposanto é

EFFETTIVAMENTE un campo).Facciamo un esempio con l'inglese. In butter cookies(biscotti al

burro)la testa é cookies, ma in cookies butter(burro per biscotto) la testa sarà butter. Notiamo che la

testa può essere posizionata tanto a destra quanto a sinistra. In inglese la testa viene spesso messa a

destra, in italiano é l'esatto contrario.Parole come camposanto, capostazione, pescecane evincono

che la testa é sempre a sinistra, ma non mancano esempi con gentiluomo nei quali la testa é a destra.

Essendo più rari, i composti con testa a destra hanno sempre una spiegazione storica.Gentiluomo é

un composto antico dell'italiano e ha un ordine marcato; terremoto, che pure ha la testa a destra,

viene dal latino dove la testa era sempre messa a destra.Non é sempre possibile individuare la testa

nel composto.In "dormiveglia" non possiamo effettivamente individuare la testa, così come in

"pellerossa", "senzatetto", "pianoforte"."Cassapanca" é un composto dvandva, cioé può avere la

testia sia a destra sia a sinistra.

Flessione Le forme flesse di un lessema si producono con lo scopo di esprimere i valori di certe

categorie grammaticali che la grammatica di una lingua richiede che siano obbligatoriamente

espresse. Anche un lessema irregolare come pazienza ha un numero: non ha plurale ma ha il

singolare, quindi ha comunque un numero.In altre parole, la flessione assicura che certe categorie

grammaticali, che variano da lingua a lingua, siano espresse nelle parole attraverso specifici

morfemi flessivi.In latino il morfema lessicale LUP(cane selvatico feroce) si unisce ad un morfema

flessivo(US) che indica maschile, singolare, nominativo.In latino non esistono nomi senza caso,

così come non esistono in italiano nomi senza numero.La flessione appare dunque obbligatoria,

perché é inerente al lessema per quanto concerne il genere dei nomi. "Forchetta", "coltello" e

"pilota" sono sempre di questo genere, indipendentemente da forme flesse singolari e plurali. Il

genere é INERENTE al lessema. La flessione può anche essere inerente alla forma flessa, e quindi

al numero dei nomi: "forchette", "coltelli". In questo caso, scelgo di parlare di forchette ma non

posso scegliere che siano maschili perché saranno per forza femminili. Il terzo tipo di flessione é

quella contestuale. L'accordo di genere e numero negli aggettivi e negli articoli, in italiano, é una

flessione contestuale. Io dirò "piccole forchette", scegliendo di usare "piccole" ma obbligandomi a

tramutarlo in un morfema aggettivale femminile perché accordato al nome che precede.

Vediamo ora la flessione contestuale di accordo e reggenza.Il genere appartiene SOLO al nome e

non all'aggettivo o all'articolo: in questo caso, il genere si trasmetterà e quindi si accorderà alle altre

parti della frase(La piccola FORCHETTA, sarà una frase al femminile perché il genere femminile di

forchetta tramuta LA e PICCOLA in femminile).La reggenza si ha quando abbiamo una

preposizione che determina il caso(molto frequente in tedesco).

Gli amalgami sono morfemi in cui molti significati vengono espressi da un solo significato.Il latino

LUP(che indica il cane feroce selvatico) allegato ad US, unico morfema, ci dice che é maschile,

singolare, nominativo.US é l'unico significante che racchiude tutti questi significati.

L'autentica differenza nelle lingue consiste in ciò che DEVONO esprimere e non in ciò che

POSSONO esprimere.

Differenze tra derivazione e flessione La derivazione non é mai obbligatoria, la flessione sì.Posso

dire la mia casa é bella, ma anche la mia casetta é bella. Ciò che è certo é che non potrò mai dire "il

mio caseggiato é bella". La flessione contestuale dell'aggettivo é obbligatoria, pena una frase

agrammaticale. La derivazione può inoltre essere ricorsiva, la flessione no.Posso dire gioco,

giochino, giochetto, ma non potrò dire amiamoassimo(una fusione fra presente e congiuntivo

imperfetto non é mai possibile).La derivazione può cambiare la classe lessicale di appartenenza del

lessema di base, la flessione no.Dal punto di vista semantico, i morfemi derivazionali sono a metà

strada fra i lessimi e i morfemi flessivi.-ile, indica il luogo dove vengono ricoverati gli animali

forzatamente, quindi ha un significato complesso ed é a metà strada fra lessema(che ha un

significato pieno) e flessivo(significato grammaticale).

Categorie grammaticali e tipologia morfologica Le categorie grammaticali sono un limitato

numero di nozioni esprimibili nelle lingue naturali mediante la flessione.Ogni lingua, in virtu del

principio dell'arbitrarietà, seleziona alcune nozioni invece di altre, assegna dei valori possibili per

ogni categoria(in italiano, ad esempio, alla categoria del numero é associato il singolare ed plurale),

combina tali nozioni con specifiche classi lessicali(in italiano, il genere si riferisce solo al numero,

in arabo si riferisce anche ai verbi).GenereMolte lingue ne sono prive: ungherese, turco e

cinese.L'inglese conosce una flessione per genere(i pronomi personali). La categoria del genere

raggruppa i nomi di una lingua in due o più classi, in base a criteri semantici, fonologici o alla

combinazione di essi.Le lingue che usano criteri semantici fanno riferimento al sesso del referente,

ma anche alla forma, la razionalità, etc. Il tamil ha 3 generi: il maschile razionale, il femminile

razionale ed il genere irrazionale. Anche nelle lingue indoeuropee antiche, il neutro era assegnato ad

entità inanimate. Il criterio di animatezza sembra essere alla base dell'assegnazione proprio del

neutro. La dimensione cognitiva non é necessariamente quella del sesso del referente. In italiano,

l'assegnazione del genere procede sulla base del sesso. In objwa abbiamo generi animati ed

inanimati. In inglese l'assegnazione del genere é puramente semantica: girl é femminile, boy

maschile, spoon neutro. In questo caso, il pronome anaforico a cui mi riferirò a girl sarà SHE, boy

sarà HE, a spoon sarà IT, ecco perché l'assegnazione é semantica.Il libro di George Lakoff dimostra

che, lingue parlate in Australia come il girbal, presentano parole pericolose come coltello, tempesta,

veleno ricadono nello stesso genere: c'é un certo genere che classifica donne, fuoco e cose

pericolose. Il criterio semantico di queste lingue affonda radici nella cultura del girbal, per cui i

parlanti donne, fuoco e cose pericolose sono accomunate in un solo genere.Criteri fonologiciIn

italiano, una parola é maschile o femminile a seconda della lettera con cui termina: il mango sarà

maschile perché termina per "o", la papaia sarà femminile perché termina per "a". Anche parole di

lingue senza genere come il giapponese kimono ricadono in questo criterio.Ci sono naturalmente

violazioni in favore del criterio fonologico: il soprano, malgrado sia una donna, é maschile.Criterio

fonologico e semantico si accavallano.In italiano ci sono casi impredicibili, ad esempio i lessemi

che terminano in -e: il fiore, la volpe.La forma fonologica non aiuta e nei casi in cui non aiuta

neppure il criterio semantico, l'attribuzione del genere é casuale.Vi sono casi in cui sono

interferenze nella regola di assegnazione di genere. Per esempio, in kafar, sono sempre maschili i

nomi che terminano in vocale atona e femminili i nomi che terminano in vocale tonica: tuttavia, una

parola come abà che significa padre, sarà maschile per criterio semantico. Il francese e l'italiano,

lingue sorelle, sono esemplari: ci sono moltissime differenze di genere fra le due lingue che spesso

inducono in errore.NumeroIl numero, nelle lingue, indica la quantità in senso cardinale(la

numerosità). In realtà, quella del numero é una categoria complessa perché si intreccia con aspetti di

natura semantica e logica. Le lingue che fanno a meno del numero sono pochissime, le lingue che

ne fanno uso invece differiscono sia per le classi di parole che si flettono per numero sia per i valori

di tali categorie. I valori sono le opzioni possibili di una certa categoria grammaticale: in italiano, i

valori del numero sono due e cioé singolare e plurale.Greco ed arabo sono lingue con tre numeri:

singolari, plurale e duale.Il duale in greco indica due oggetti di ogni tipo: due penne, due sassi, due

persone. Nel sanscrito, il duale serve ad indicare due oggetti che lo siano per natura: due occhi, due

gemelli, due orecchie.Latino, inglese e tedesco hanno un cosiddetto duale mascherato o lessicale:

l'inglese "both hands" é un duale. Anche l'italiano "entrambe le mani" é un duale

mascherato.Esistono sistemi di numeri assai più rigidi, come documentano lingue oceaniche della

Nuova Guinea o della Nuova Irlanda.Il sistema più complesso di numero comprende: singolare,

duale, paucale minore, paucale maggiore, plurale. Il paucale indica qualcosa di "poco". Il paucale

minore indica per esempio la famiglia(madre, padre, figlio); il paucale maggiore indica la famiglia

allargata(nonno, zio, cugino).

Il numero viene studiato da filosofi e studiosi. "Qualche penna" é sicuramente più di una penna e

sarebbe quindi un plurale, eppure penna é espresso al singolare."Il cavallo é un animale resistente" e

"I cavalli sono animali resistenti" sono sinonimi perché sto parlando della classe animale del

cavallo: ha lo stesso significato al singolare e al plurale.Il numero é un qualcosa in più della

semplice numerosità, può dire qualcosa di più rispetto ad una quantità. La base cognitiva é

sofisticata e complessa di quanto crediamo.PersonaLa persona é una categoria inerente nei pronomi

e contestuale nei verbi. La prima persona, l'emittente, é la persona che parla. Non siamo a

conoscenza di soggetti inanimati che parlino, quindi nel pronome IO é codificato come emittente

animato.La seconda persona é il ricevente, anch'esso animato: teoricamente, potremmo rivolgerci

ad un qualcosa di inanimato ma per convenzione parliamo con esseri animati.La terza persona é un

partecipante diverso da tutti gli altri. Seconda una tradizione di studi francesi, la terza persona é

detta "non persona", perché possiamo parlare di persone che non ci sono e può non essere animata. I

tratti della terza persona sono diversi da prima e seconda soprattutto per il discorso sulla presenza

fisica.Alcune lingue codificano in modo preciso la persona differenziando una persona inclusiva da

una persona esclusiva."Noi andiamo, tu che fai?" questo NOI é inclusivo, perché unisce anche la

terza persona. "Sai che ti dico? Noi andiamocene, loro facciano come voglio" questo NOI é

esclusivo, perché esclude altri referenti(loro).Questa distinzione in italiano crea un po' di

confusione, ma in lingue come l'inglese la differenza é chiarissima:"Let us eat" e "let's eat" sono

chiaramente differenti. La forma contatta let's é possibile solo nel caso di un NOI inclusivo. Let us

eat é necessariamente ed obbligatoriamente esclusivo.TempoL'opposizione più comune che

vediamo nelle lingue é l'opposizione fra tempo presente e non presente. L'indoeuropeo

ricostruito(perché ovviamente non é attestato, in quanto non ci sono documenti indoeuropei) però,

non esprimeva la categoria del tempo nel verbo. Sembra strano, ma molte lingue vive non

esprimono la categoria di tempo nel verbo ma viene piuttosto espressa in avverbi o nomi. Se dico

pizza in tre modi diversi in base al momento in cui l'ho mangiata(ieri, oggi o domani), questa

varietà rarissima si comprende bene.Torniamo all'opposizione presente e non-presente. Quello

non-presente significa ciò che non esiste, che é solo un'aspirazione. "Io ero la guardia, tu il ladro" é

una frase che indica una "non-realtà", un mondo parallelo che però NON é passato anche se si usa

l'imperfetto! ERO é dunque non-presente perché non é reale.Quando raccontiamo un sogno, lo

facciamo all'imperfetto."Se ero in te, studiavo di più" é una forma apparentemente scorretta, ma ai

linguisti non interessa che dal punto di vista normativo questa frase sarebbe censurata bensì che sia

compresa. Anche qui, il non-presente, indica la non-realtà.A proposito del tempo, vale la pena

notare che l'opposizione fra futuro e presente viene espressa attraverso mezzi lessicali. Il futuro é

molto instabile nel panorama delle lingue: ci sono lingue che non ce l'hanno, lingue che lo formano

con perifrasi.In finlandese, il presente "io vado domani" vale come "io andrò domani". Nel caso del

finlandese, l'avverbio vincola il tempo e non il verbo. Anche in italiano "io vado domani" indica

futuro, malgrado usassimo il presente. L'inglese "I will go" é un esempio di perifrasi.Le lingue

romanze hanno un futuro che parte dalla costruzione perifrastica del latino

AMARE+HABERE---->AMARE AO---->AMERO'.AspettoL'aspetto perfettivo si oppone a quello

imperfettivo. L'aspetto imperfettivo indica azioni in corso di svolgimento, di cui non si vede la fine

o al massimo non é rappresentata. L'aspetto perfettivo indica un'azione visualizzata rispetto alla sua

conclusione."Grazia scriveva una lettera" e "Grazia scrisse una lettera" sono espressi nel passato,

ma il primo utilizza l'aspetto imperfettivo(non classifica la fine dell'azione) mentre il secondo

utilizza la forma perfettiva(ciò che si comunica é la conclusione dell'azione).In russo, l'aspetto é

fondamentale. Ha una caratteristica pervasiva.DiatesiAnche detta "voce", concerne la distribuzione

della funzione di agente e paziente. L'agente é colui che inizia e controlla l'azione; il paziente non

inizia e non controlla l'azione."Mario(AGENTE) ha mangiato il panino" e "Il panino (PAZIENTE) é

stato mangiato da Mario".La frase passiva é la strategia che permette al paziente di divenire

soggetto. La diatesi é una categoria grammaticale che si esprime sul verbo, perché non cambia solo

l'ordine della frase ma il verbo che ha una flessione morfologica che designa lo spostamento da "ha

mangiato il panino" a "é stato mangiato il panino".La diatesi viene dunque significata dal verbo,

almeno in italiano.In molte altre lingue ci sono una serie di affissi che indicano diatesi e che mutano

il verbo.

Tipologia morfologica I tipi linguistici raggruppano lingue non per forza imparentate dal punto di

vista genetico ma che combinano costruzioni simili.A partire dal XIX secolo, i linguisti

raggrupparono le lingue con una classificazione funzionante e basata sulla loro morfologia. Le

lingue possono essere classificate in base alla costruzione delle loro parole.In un'operazione di

classificazione tipologica su base morfologica é rilevante la struttura della parola cioè:-il rapporto

tra morfemi lessicali e morfemi grammaticali;-il numero di morfemi che ciascuna parola

contiene;-la segmentabilità dei morfemi grammaticali(capacità di riconoscere tutti i valori

grammaticali che un morfema porta con sé oppure possibilità che questi valori vengano accumulati

in un amalgama).Sulla base della combinazione di questi principi, classificheremo le lingue del

mondo in base all'indice di sintesi(indica il numero di morfemi individuabili all'interno della parola)

e all'indice di fusione(indica la riconoscibilità di tali morfemi). Vi sono lingue che ammettono

grandi numeri di morfemi: una lingua con grande indice di sintesi avrà parole molto lunghe e quindi

polimorfemiche.La segmentabilità dei morfemi é calcolabile grazie all'indice di fusione: posso

segmentare o no? "Us", nominativo singolare e maschile, é un amalgama quindi ha un indice di

fusione molto alto perché fonde più informazioni insieme.Le lingue quindi vengono classificate da

un massimo a un minimo di fusione e sintesi.

Partiamo dalle lingue isolanti. Nelle lingue isolanti non c'é sintesi né fusione. Le parole di una

lingua isolante sono monomorfematiche, quindi un morfema per parola. I morfemi diventano segni

linguistici ma anche parole: saranno tutti morfemi LIBERI.Ogni morfema ha un solo significato ed

ogni parola é isolata l'una dalle altre, senza segnali di relazioni morfologiche fra di loro. Il ruolo é

segnalato dall'ordine reciproco, cioé un ordine tendenzialmente fisso.Una lingua isolante al 100%

non esiste, ma esiste una lingua che ci va molto vicina e cioé il vietnamita. Se facessimo una

traduzione letterale dal vietnamita, avremo frasi come: "quando io venire casa amico io cominciare

fare lezione". Ogni parola di questa frase é invariabile: la forma IO, ad esempio, é la stessa di IO e

MIO.Anche il cinese mandarino é una lingua isolante. Non ci sono fenomeni di derivazione,

flessione, composizione se non marginalmente.Le lingue isolanti sono dunque più facili? Si tratta di

un pregiudizio. Le lingue isolanti hanno molte difficoltà, come l'ordine fisso delle parole, la

fonologia estremamente complessa e così via. Non esistono lingue facili o difficili.

Altra tipologia di lingue é quella delle lingue agglutinanti.Il glutine é una "colla" ed infatti le

lingue agglutinanti presentano parole poli-morfemiche. I morfemi sono tutti perfettamente

riconosciuti: si incollano ma restano riconoscibili(possono esservi allomorfi).La sintesi di queste

lingue é alta, mentre la fusione é rarissima.Una lingua agglutinante per eccellenza é il turco. Le

parole eleimizden e adamlara presentano un allofono e cioé -ler che diventa -lar. Il significato di

plurale é espresso da due significanti diversi. Anche lo swahili é una lingua agglutinante:

Ninakimbia significa IO CORRO. I morfemi sono segmentabili, tutto ha sempre lo stesso

significato(la "a" per esempio indica sempre la persona singolare, "nin" il tempo verbale e così via).

Vi sono poi le lingue fusive. Le parole in queste lingue sono costituite da morfemi lessicali e

grammaticali, ma non lunghe quanto una lingua agglutinante. Frequenti sono i fenomeni di

amalgami, allomorfia e suppletivismo.La sintesi di queste lingue é medio-bassa, la fusione é

altissima.Un esempio di lingua fusiva é il russo. Nel russo abbiamo i casi, così parole come KNIGA

sono composte da KNIG e -A. -A fonde insieme nominativo e singolare, un po' come il latino.Tutte

le lingue fusive presentano molte eccezioni perché presentano parecchi fenomeni di omofonia. Il

russo KNIGE é al tempo stesso dativo e caso prepositivo, quindi lo stesso morfema -E non solo

unisce numero e caso ma addirittura può essere due casi diversi. Ecco la difficoltà di una lingua

fusiva ed in generale la difficoltà di lingue con le declinazioni.Il plurale in italiano, può essere

espresso dai fonemi -i, -e,-a, oppure da fonemi invariabili(come in città). Questi fonemi sono dovuti

al fatto che l'italiano é una lingua fusiva anch'essa.Le lingue fusive hanno un sottotipo che é detto

introflessivo. Molte lingue semitiche come arabo ed ebraico presentano questo tipo di sottotipo. In

arabo, con la radice ktb ottengo più transfissi: la radice c'é sempre, ma i transfissi cambieranno

sempre.La flessione avviene DENTRO il lessema, non é affidata quindi ad un componente finale

come in italiano o in russo ma é interna.

Analizziamo ora l'ultimo tipo di lingua e cioé le lingue polisintetiche. Queste lingue sono poche e

confinante geograficamente nell'estremo nord. L'eschimese siberiano é una lingua polisintetica,

perché ciascuna parola assume più morfemi lessicali e più morfemi grammaticali. La sintesi é

altissima, la fusione é possibile ma marginale.La differenza rispetto le lingue agglutinanti é che in

una lingua polisintetica posso aggiungere molti morfemi lessicali.Tipi morfologici mistiAbbiamo

descritto finora tipi morfologici "ideali". Una lingua isolante non esiste al 100%, ma quello che é

più frequente nelle lingue del mondo sono i tipi morfologici misti cioé tendenzialmente appartenenti

ad una certa linea morfologica ma con caratteristiche che sono eccentriche.L'inglese é una lingua

difficile da classificare dal punto di vista tipologico, perché ha molti tratti isolanti. Parole come

WALK e TABLE trovano in italiano la corrispondenza di CAMMINARE e TAVOLO. L'inglese

esprime il futuro con WILL, parola monomorfemica ed invariabile con un solo significato: utilizza

la stessa strategia isolante del vietnamita.La flessione del verbo SING, sempre uguale se non alla

terza persona singolare, é un'altra strategia fortemente isolante.SHE-DOG é un modo per attribuire

ad una parola femminile un'altra che sarebbe neutra: un morfema libero viene unito ad un morfema

lessicale per specificarne il genere é un'altra strategia delle lingue isolanti.Una stessa parola, in

inglese, può funzionare con categorie differenti: "a round table", "to round a figure", "the earth goes

round" presentano sempre la stessa forma e cioé ROUND. Non c'é derivazione. L'inglese non é una

lingua isolante, perché ha morfemi agglutinanti("boys"---> BOY e -S).Allo stesso modo, l'inglese

mantiene tracce di flessione perché é del resto una lingua indoeuropea(l'inglese antico era

paragonabile a latino e greco). TO HIT, HIT, HIT presenta la stessa identità di forma, così come

SHE, IT, HE presenta la flessione di genere.Ci sono anche esempi di introflessione, come ad

esempio nei verbi irregolari o nei plurarli irregolari: FOOT-FEET, SING-SANG-SUNG.In inglese

c'é davvero di tutto, ma allora che tipo di lingua é?In realtà, non ci sono tipi "puri" di lingue. Il

cinese antico, ad esempio, era una lingua flessiva mentre oggi é isolante.Le lingue cambiano la loro

forma e nessuna é totalmente coerente al suo interno. Nessuna lingua é perfetta o pura o aderisce al

modello: l'importante é che funzioni. LA SINTASSI

La struttura indivisibile della sintassi Alla base dell'analisi sintattica, ci sono due assiomi

intuitivi:-le parole si combinano tra loro non a caso;-l'ordine in cui si combinano le parole é

pertinente.Sintassi deriva dal greco e significa "ordine, disposizione". Nella storia della linguistica,


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

47

PESO

258.50 KB

AUTORE

rorynut

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, culture e letterature moderne europee
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rorynut di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Fabrizio Claudia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lingue, culture e letterature moderne europee

Riassunto esame Letteratura Francese, prof. Caminiti, libro consigliato La Religiosa, Diderot
Appunto
Letteratura francese - vita e opere di Voltaire - Appunti
Appunto
Riassunto esame Letteratura Italiana, prof. Muscariello, libro consigliato Il Romanzo Italiano da Foscolo a Svevo, Palumbo
Appunto
Letteratura francese - vita e opere di Montesquieu
Appunto