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Glottodidattica

Bona Cambiaghi

Appunti e integrazioni dai libri

Capitolo 1

Introduzione

? Il nome “glottodidattica” si può dividere in due parti:

1. “glotto” scienza del linguaggio

2. “didattica” scienza dell‘educazione: essa è quindi una disciplina duplice

? È una scienza teorica-pratica, cosı̀ come la medicina:

questo significa che attinge a diversi campi per intervenire nell‘apprendimento di una lingua (che

sia essa materna, classica, straniera, etc.)

? È possibile fare un parallelismo proprio con la medicina:

il medico ha bisogno di conoscenze di varie discipline (medicina, psicologia, farmacognosia, neu-

rologia...) per poter riuscire bene il suo lavoro, cosı̀ come il glottodidattica ha bisogno di un‘ampia

conoscenza delle discipline che prendono parte alle due succitate scienze prima di poter “operare”

su un singolo caso

? La glottodidattica ruota attorno al triangolo didattico classico, che evidenzia l‘interagire tra

isuoi tre poli, che sono: l‘insegnante (I), l‘allievo (A) e l‘oggetto dell‘insegnamento (O), che nel

nostro caso è la lingua (quindi O = L)

? Questo modello viene preso in prestito dalla didattica generale

? Negli ultimi anni, però, si è aggiunto al modello un quarto polo, il contesto, che si colloca al di

fuori dell‘insegnamento, ma è comunque influente sullo stesso:

→la nuova base che si crea un quadrato

? Una lignua difatti si può apprendere in diversi ambienti:

→ →

ad esempio in un contesto istituzionalizzato (scuola, università) oppure all‘estero (immi-

grazione, turismo), etc.

? Questo modello del quadrato didattico ha un nome, sotto forma di acronimo, che deriva dal

francese: S.O.M.A. Soggetto, Oggetto, Ambiente (Milieu), Agente

→ il primo a pensarlo fu il francese Legendre

? Per quanto riguarda l‘insegnamento, possiamo dire che tutto ruota attorno a questi tre (o

quattro) poli:

· sotto al polo dell’insegnante si colloca il metodo

· sotto al polo dell‘allievo si colloca la psico-linguistica applicata alla didattica

· attorno al polo della lingua si colloca la linguistica, intesa come disciplina che studia le

lingue 1

? La glottodidattica è detta anche linguistica applicata, ed in tutti i paesi è riconosciuta sotto

questo secondo nome, che la fa saltare all’occhio come branca della linguistica teorica:

in italiano invece porta anche questo nome (che da un‘idea di un ambito più specifico) grazie

all’opera di Renzo Titone, psicologo del linguaggio e dei processi cognitivi, che ne ha inventato

il nome e l’ha praticamente importata in Italia

? L’appropriazione di una lingua a altra è fatta di un continuum con momenti acquisizionali e

mondi di apprendimento (spontaneo vs. istituzionalizzato)

? La glottodidattica è partita dal francese LS

? , 1975 “10 Tesi per un’educazione lingustica democratica”:

Tullio De Mauro

· elaborato dalla società linguistica italiana e dai gruppi d’intervento scolastici di educazione

linguistica

· aggiornato nel 2011 da parte della società di didattica dell’italiano e della linguistica

educativa

· le tesi sono divise in una parte destruens (1-7), una parte construens (8-9) e una

conclusione (10)

· I. rapporti tra lingua e pensiero

II. sociolinguistica →

III. psicolinguistica livelli di lingua: volgare, informale, famigliare, neutro, formale,

letterario e aulico →

IV. pluralità della capacità linguistica (endolinguisticità) 4 abilità linguistiche fonda-

mentali:

a. capire

b. parlare

c. leggere

d. scrivere

→ traduzione: abilità composita, non fondamentale

V. diritti linguistici nella costituzione + lessico e morfosintassi nelle diverse regioni (di-

alettofonia)

VI. caratteri della pedagogia linguistica tradizionale

VII. inefficacia e limiti della pedagogia tradizionale (impronta sul latino)

VIII. 10 principi dell’educazione linguistica democratica:

1. sviluppo delle capacità verbali legato allo sviluppo psicomotorio e sociale

2. non fini a se stessi, ma strumenti di socializzazione

3. partire dal retroterra linguistico-culturale dell’allievo per arricchirlo gradualmente

4. scoperta dei diversi retroterra come partenza per scoprire la varietà della società

5. capacità ricettive da stimolare e tenere in considerazione

6. sviluppare aspetto orale e scritto

7. stimorlare le capacità di passaggio da informale a formale

8. studio del funzionamento e del divenire delle lingue + didattica delle lingue di

specializzazione

9. curare le capacità verbali di autodefinirsi e realizzarsi

10. sviluppare il senso di funzionalità (comunicativa) di ogni forma linguistica

? , “An outline guide for practical studies in foreign languages” (1942):

Leonard Bloomfeld

· anno di nascita convenzionale della “glottodidattica”

2

· legato al comportamentismo in America

· Bloomfield scrive questo Outline“ nel pieno del conflitto mondiale quando l‘America entra

in guerra, ed è quindi necessario che i soldati apprendano le lingue degli alleati per ragioni

militari e sociali

→ era necessario dunque un insegnamento intensivo, ma i superiori non si rivolgono alla

scuola civile, bensı̀ ad un linguistica teorico (Bloomfield, appunto) che crea per loro il

A.S.T.P. (Army Specialized Training Program), metodo basato sull‘overlearning

· distrugge le metodiche atratte e meta-tesutuali del secolo precedente, dicendo che l’ascolto e

l’imitazione dei parlanti nativi detti non maestri ma pari con cui avere dialoghi

informant,

e scmabi, sono i metodi per imparare la lingua

· →

non è compito dell’informant descrivere/teoretizzare la lingua la storia della lingua è

per il linguisti teorici

· la formula ideale per la didattica linguistica:

− →

stare a contatto con un native speaker/informant per 6/7 ore al giorno idea del Full

Immersion

− passare invece 6/7 ore alla settimana con il linguista teorico

⇒ un maestro non serve

· il migliore informant ha dominio pratico della lingua su larga gamma di vocaboli, capace di

dettare, che porta esempi di fonetica e aiuta, per apici intonativi e suoni, l’apprendimento

di una lingua

· a parte questa polemica contro gli insegnanti, è interessante notare ciò che egli dice del-

→“imitatelo,

l’informant fatelo scrivere e copiate quello che ha scritto, leggete e ripetete le

frasi finché queste non diventeranno una seconda natura”

· “Language learning is overlearning. Anything less is of no use”

· in pratica non servono le spiegazioni, fa una critica implicita a tutte le metodiche di natura

astrattiva e ai ragiona- menti sulla lingua che non erano compatibili con il suo “listen,

repeat and learn”

· educare ad una lingua “altr” significa educare a tutte le lingue, poiché il monolinguismo è

visto quasi come una malattia, visto che i popoli nel passato parlavano più lingue, come

anche al giorni d’oggi

· Il passaggio da fare, la porta da aprire, è l’accorgersi che una lingua è una cultura, ed oggi

questo discorso sta tornando rilevante 3

Capitolo 2

La Proto-Glottodidattica

? La glottodidattica è una costellazione disciplinare:

1. fonetica

2. linguistica

3. semantica

4. pragmatica

5. pedagogica

6. antropologica

7. interculturale

? La glottodidattica, ufficialmente nata nelle scuole e poi assunta dalle università come oggetto

di studi, può essere geograficamente divisa in stagioni a seconda dello sviluppo datole dai più

eminenti studiosi, e nella fattispecie:

· americana, con Bloomfield

· francese, negli anni ’50 con Galisson

· inglese, con Wilkund

· americana, con Curran (seconda stagione americana)

? Nel nostro paese, però, la glottodidattica nasce prima applicata alle lingue straniere:

· negli anni ’60 è glottodidattica del francese

· negli anni ’70 è glottodidattica dell‘inglese

· negli anni ’80 è glottodidattica dell‘italiano come lingua materna che, per tradizione, veniva

studiata dagli psicologi

? Negli anni ’90 la glottodidattica dell‘italiano diventa didattica dell’italiano come seconda lingua,

e nasce anche la differenziazione tra:

· Lingua straniera, lingua altra che viene insegnata a scuola in Italia da un docente italiano

· Lingua seconda, lingua che si parla nel contesto in cui si vive, non sempre coincide con la

lingua materna

? La differenza sostanziale è che la lingua straniera si apprende, mentre la lingua seconda si

acquisisce

? La formula per l’apprendimento consiste dunque nel trasformare l’apprendimento in acquisizione,

cioè in un fenomeno naturale, senza riflessioni linguistiche, etc.

4

? Tutta la glottodidattica in Italia viene chiamata anche scienza dell’educazione linguistica o

scienza della linguistica educativa:

→ il primo termine risale al 1920, usato dal ministro Lombardo Radice, mentre il secondo è la

dicitura moderna

? Lingua = cultura sarebbe un binomio valido

→ ma siccome apprendere una lingua altra significa “analizzare la realtà sotto un altro punto

di vista, non etichettare la realtà come unic” (Martiné),

⇒ allora lingua = cultura è addirittura un monomio, non un binomio

? ne delinea la storia in “Cinque millenni di insegnamento delle lingue” e in

Renzo Titone

“Glottodidattica, un profilo storico”

? importa la metodologia psicologica e linguistica americana

? Il bilinguismo era normale fra gli antichi ed esistevano scuole bilingui come fattore formativo

e cosciente della situazione di funzione tra lingue e culture insegnamento sistematico ed

intensivo, con traduzione delle idee e non delle parole

? Il bilinguismo era una realtà, ma anche una consapevolezza, che portò anche a forme di pidgin

e commistioni, con coscienza anche di bilinguismo precoce (es. nella fonetica)

? Alleanza linguistica tra le parole: passare da un sistema coerente di parole ad un altro vicino

geograficamente

? Le lingue quindi non si imparano con le regole, bensı̀ con il contatto diretto con testi scritti o

parola autentica del nativo

? L’istruzione del giovano romano era bilingue (latino e greco) fin dalla nascita

? Dizionari bilingui appaiono molto presto e i manuali erano forniti di vocabolari e testi di con-

versazione e narrazione

→ vivacità della conversazione quotidiana autentica

? C’erano esercizi:

· di traduzione (del senso, autentica solo in L1, idea delle possibili traduzioni)

· di memorizzazione (frasi e dialoghi)

· di chria (con immagine vicina, atti all’apprendimento delle lingue flessive)

· di declinazione contestualizzati, esempi di concatenazione delle azioni (es. giornata tipo)

· colloquia tra allievo e maestro

· esempi di ortografia ed etimologia

· di lettura ad alta voce

⇒ era educazione alla lingua e al pensiero

? Queste intuizioni sono prese da (filosofo del ’400-’500):

Erasmo da Rotterdam

· raccomanda che s’impari il latino come lingua viva nelle case fin dall’infanzia

· raccomanda l’educazione precoce, con pensiero ed espressione come contenuto duplici, con

testi dei migliori autori in L2 ed un contatto quitidiano con un madrelingua di L2 come

base

· la memoria ha secondo lui tre condizioni:

1. la profonda comprensione della materia

5

2. l’organizzazione logica dei contenuti

3. l’esercizio

· ⇒

la memoria visiva è la più forte, seguita da quella uditiva, poi tattile e olfattiva ciò fa

l’apprendimento sarà l’unione tra memoria ed imitazione

· per prima viene quindi la memoria orale con il capire ed il parlare, seguita più avanti da

leggere e scrivere

· l’apprendimento è graduale e tutto deve passare in maniera naturale

? (nel ’500):

Sir Roger Aschan

· è legato al (LS-L1, L1-LS)

double translation method

· la sua è una didattica che parte dal significato (proprio e traslato) e non dalle strutture

grammaticali, che sono comunque insegnate partendo da un testo e mai separatamente

· lavora su:

− la lingua (sinonimi, contrari . . . )

− la perifrasis

− la metafrasis (=sostituzione)

− l’epitome (=riassunto)

− l’imitatio

− la declamatio (ultime due tipiche dell’orale)

· nel suo libro “The Schoolmaster” dice anche che l’allievo è stimolato se viene lodato

? :

Michel De Montaigne

· nel 1550 scrive tre libri di saggi

· il 29esimo capitolo del primo libro parla della glottodidattica:

− per una didattica aperta a più stimoli e culture (interculturale)

− una didattica generale (del corpo e dello spirito) e in forma di divertimento ed

esercizio, in maniera diretta e comunicativa

− invita ad un’educazione in maniera esperienziale e sensoriale

− il parlare, non pedantesco, bensı̀ diretto e vivace, è l’abilità più importante

· è uno dei primi autori ad avere coscienza dell’unione lingua-cultura (“sfregare il proprio

cervello contro quello degli altri”), intesa come modelli di comportamento e come civiltà

(elementi intrinseci alla lingua)

· la lingua autentica è portatrice di cultura

? (olandese, tra il ’500 e il ’600)

Harald Lubinus

· è precursore di una didattica audiovisiva

→ insiste sull’uso di oggetti e figure (fecondità del senso della vista): “tutti gli oggetti si

possono vedere e disegnare le cose cosı̀ non più facili da ricordare

· i vocaboli devono essere presentati in frasi sensate e non campi semantici

· la grammatica deve essere anticipata da numerosi esempi

⇒ uso, esercizio ed esempi

· →

la grammatica va ridotta alle regole essenziali prima la nozione di sintassi e poi quella

morfologica

arte imita la natura: psicolinguistica applicata alla didattica

· si parte dalle cose per arrivare alle parole

6

· non bisogna sapere tutte le lingue allo stesso modo

· la conoscenza completa di una lingua è inutile

· scrive “Clavis grecae linguae” e “The true way to learn the Latin tongue”

? (1592 - 1670)

Comenio

· →

pedagogista realista e della didattica sensista procedimento didattico fondato sul-

l’osservazione diretta della natura, necessità di insegnare bene il vernacolo, le lingue straniere

dei popoli vicini ed il latino (lingua dei dotti) ed ogni lingua separatamente

· la sua opera fondamentale è “Didactica Magna” (1627)

scrive poi “Methodus linguarum novissima” e “Orbis sensualis fictus” (didattica del visivo)

“Lanua lingua rum reserata aurea” (per alcune lingue è sufficiente sapere la porta, cioè

l’essenziale, la base per comunicare con quella lingua)

· ci sono 8 regole per imparare le lingue:

1. ogni lingua va imparata separatamente

− lingua materna

− lingue vicine

− lingue straniere

− latino

− (greco)

− ebraico lingua materna

1 anno

2 anni lingue vicine

2. ogni lingua deve godere di uno spazio determinato: 3 anni latino

6 mesi ebraico

3. tutte le lingue si imparano più facilmente con la pratica che con le regole

→ esercizi, imitazione di un nativo ecc.

4. le regole limitano e rafforzano la coscienza esperienziale della pratica

5. le regole che riassumono le lingue devono essere grammaticali e linguistiche (6 = filosofiche

→ la “Grammatica generale e ragionata di Port-royal” (1660), Arnault e Lancelot)

6. per scrivere le regole di una nuova lingua, bisogna sempre tenere presente la lingua

materna e concentrarsi dove le lingue differiscono (linguistica contrastiva)

7. i primi esercizi nelle nuova lingue devono toccare contenuti già noti, se no la mente

deve stare attenta contemporaneamente a parole e cose

8. tutte le lingue si possono imparare con questo metodo

· parla anche dell’età delle lingue:

I. Età: infanzia balbettante e parlare confusamente

⇒ “amalgama di gioco e lingua”

II. Età: fanciullezza in maturazione

⇒ si impara a parlare con regole grammaticali

III. Età: maturazione - adolescenza

⇒ affinamento della lingua

IV. Età: virilità

⇒ parlare efficacemente

· “Nulla è nell’intelletto se prima non è passato tramite i sensi”

· “Ogni lingua si impara con l’uso piuttosto che con le regole”

· metodo intuitivo per l’insegnamento delle lingue:

7

− si mostrino sempre le cose nominate anche nella realtà

− cose che non possono essere mostrate e toccate devono essere differite più avanti

? (alias Claudius Holyband):

Claude de Sainliens

· precursore della didattica

· professore di inglese in Francia e di francese in Inghilterra

· visse tra il ’500 e il ’600

· offrı̀:

− una manualistica di lingua e cultura altra

− un libro sulla pronuncia della lingua francese

− “French Schoolmaster”

· insiste che l’insegnante debba essere nativo o perfetto bilingue

· l’insegnamento della lingua deve essere contestualizzato:

− dialoghi in situazione

− esercizio di “listen, read and repeat”

− vocabolo in contesto di comunicazione

· l’apprendimento deve essere ciclico:

− parole del nucleo fondamentale deve sempre essere ripreso e arricchito

− coinvolgimento della creatività e fantasia del dicente

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ely90h di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottodidattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Cambiaghi Bona.
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