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Glottodidattica - Appunti

Appunti di Glottodidattica per l'esame della professoressa Cambiaghi. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: l'etimologia e il significato della parola glottodidattica: “glotto” → scienza del linguaggio; “didattica” → scienza dell‘educazione: essa ` quindi una disciplina duplice.

Esame di Glottodidattica docente Prof. B. Cambiaghi

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ESTRATTO DOCUMENTO

· legato al comportamentismo in America

· Bloomfield scrive questo Outline“ nel pieno del conflitto mondiale quando l‘America entra

in guerra, ed è quindi necessario che i soldati apprendano le lingue degli alleati per ragioni

militari e sociali

→ era necessario dunque un insegnamento intensivo, ma i superiori non si rivolgono alla

scuola civile, bensı̀ ad un linguistica teorico (Bloomfield, appunto) che crea per loro il

A.S.T.P. (Army Specialized Training Program), metodo basato sull‘overlearning

· distrugge le metodiche atratte e meta-tesutuali del secolo precedente, dicendo che l’ascolto e

l’imitazione dei parlanti nativi detti non maestri ma pari con cui avere dialoghi

informant,

e scmabi, sono i metodi per imparare la lingua

· →

non è compito dell’informant descrivere/teoretizzare la lingua la storia della lingua è

per il linguisti teorici

· la formula ideale per la didattica linguistica:

− →

stare a contatto con un native speaker/informant per 6/7 ore al giorno idea del Full

Immersion

− passare invece 6/7 ore alla settimana con il linguista teorico

⇒ un maestro non serve

· il migliore informant ha dominio pratico della lingua su larga gamma di vocaboli, capace di

dettare, che porta esempi di fonetica e aiuta, per apici intonativi e suoni, l’apprendimento

di una lingua

· a parte questa polemica contro gli insegnanti, è interessante notare ciò che egli dice del-

→“imitatelo,

l’informant fatelo scrivere e copiate quello che ha scritto, leggete e ripetete le

frasi finché queste non diventeranno una seconda natura”

· “Language learning is overlearning. Anything less is of no use”

· in pratica non servono le spiegazioni, fa una critica implicita a tutte le metodiche di natura

astrattiva e ai ragiona- menti sulla lingua che non erano compatibili con il suo “listen,

repeat and learn”

· educare ad una lingua “altr” significa educare a tutte le lingue, poiché il monolinguismo è

visto quasi come una malattia, visto che i popoli nel passato parlavano più lingue, come

anche al giorni d’oggi

· Il passaggio da fare, la porta da aprire, è l’accorgersi che una lingua è una cultura, ed oggi

questo discorso sta tornando rilevante 3

Capitolo 2

La Proto-Glottodidattica

? La glottodidattica è una costellazione disciplinare:

1. fonetica

2. linguistica

3. semantica

4. pragmatica

5. pedagogica

6. antropologica

7. interculturale

? La glottodidattica, ufficialmente nata nelle scuole e poi assunta dalle università come oggetto

di studi, può essere geograficamente divisa in stagioni a seconda dello sviluppo datole dai più

eminenti studiosi, e nella fattispecie:

· americana, con Bloomfield

· francese, negli anni ’50 con Galisson

· inglese, con Wilkund

· americana, con Curran (seconda stagione americana)

? Nel nostro paese, però, la glottodidattica nasce prima applicata alle lingue straniere:

· negli anni ’60 è glottodidattica del francese

· negli anni ’70 è glottodidattica dell‘inglese

· negli anni ’80 è glottodidattica dell‘italiano come lingua materna che, per tradizione, veniva

studiata dagli psicologi

? Negli anni ’90 la glottodidattica dell‘italiano diventa didattica dell’italiano come seconda lingua,

e nasce anche la differenziazione tra:

· Lingua straniera, lingua altra che viene insegnata a scuola in Italia da un docente italiano

· Lingua seconda, lingua che si parla nel contesto in cui si vive, non sempre coincide con la

lingua materna

? La differenza sostanziale è che la lingua straniera si apprende, mentre la lingua seconda si

acquisisce

? La formula per l’apprendimento consiste dunque nel trasformare l’apprendimento in acquisizione,

cioè in un fenomeno naturale, senza riflessioni linguistiche, etc.

4

? Tutta la glottodidattica in Italia viene chiamata anche scienza dell’educazione linguistica o

scienza della linguistica educativa:

→ il primo termine risale al 1920, usato dal ministro Lombardo Radice, mentre il secondo è la

dicitura moderna

? Lingua = cultura sarebbe un binomio valido

→ ma siccome apprendere una lingua altra significa “analizzare la realtà sotto un altro punto

di vista, non etichettare la realtà come unic” (Martiné),

⇒ allora lingua = cultura è addirittura un monomio, non un binomio

? ne delinea la storia in “Cinque millenni di insegnamento delle lingue” e in

Renzo Titone

“Glottodidattica, un profilo storico”

? importa la metodologia psicologica e linguistica americana

? Il bilinguismo era normale fra gli antichi ed esistevano scuole bilingui come fattore formativo

e cosciente della situazione di funzione tra lingue e culture insegnamento sistematico ed

intensivo, con traduzione delle idee e non delle parole

? Il bilinguismo era una realtà, ma anche una consapevolezza, che portò anche a forme di pidgin

e commistioni, con coscienza anche di bilinguismo precoce (es. nella fonetica)

? Alleanza linguistica tra le parole: passare da un sistema coerente di parole ad un altro vicino

geograficamente

? Le lingue quindi non si imparano con le regole, bensı̀ con il contatto diretto con testi scritti o

parola autentica del nativo

? L’istruzione del giovano romano era bilingue (latino e greco) fin dalla nascita

? Dizionari bilingui appaiono molto presto e i manuali erano forniti di vocabolari e testi di con-

versazione e narrazione

→ vivacità della conversazione quotidiana autentica

? C’erano esercizi:

· di traduzione (del senso, autentica solo in L1, idea delle possibili traduzioni)

· di memorizzazione (frasi e dialoghi)

· di chria (con immagine vicina, atti all’apprendimento delle lingue flessive)

· di declinazione contestualizzati, esempi di concatenazione delle azioni (es. giornata tipo)

· colloquia tra allievo e maestro

· esempi di ortografia ed etimologia

· di lettura ad alta voce

⇒ era educazione alla lingua e al pensiero

? Queste intuizioni sono prese da (filosofo del ’400-’500):

Erasmo da Rotterdam

· raccomanda che s’impari il latino come lingua viva nelle case fin dall’infanzia

· raccomanda l’educazione precoce, con pensiero ed espressione come contenuto duplici, con

testi dei migliori autori in L2 ed un contatto quitidiano con un madrelingua di L2 come

base

· la memoria ha secondo lui tre condizioni:

1. la profonda comprensione della materia

5

2. l’organizzazione logica dei contenuti

3. l’esercizio

· ⇒

la memoria visiva è la più forte, seguita da quella uditiva, poi tattile e olfattiva ciò fa

l’apprendimento sarà l’unione tra memoria ed imitazione

· per prima viene quindi la memoria orale con il capire ed il parlare, seguita più avanti da

leggere e scrivere

· l’apprendimento è graduale e tutto deve passare in maniera naturale

? (nel ’500):

Sir Roger Aschan

· è legato al (LS-L1, L1-LS)

double translation method

· la sua è una didattica che parte dal significato (proprio e traslato) e non dalle strutture

grammaticali, che sono comunque insegnate partendo da un testo e mai separatamente

· lavora su:

− la lingua (sinonimi, contrari . . . )

− la perifrasis

− la metafrasis (=sostituzione)

− l’epitome (=riassunto)

− l’imitatio

− la declamatio (ultime due tipiche dell’orale)

· nel suo libro “The Schoolmaster” dice anche che l’allievo è stimolato se viene lodato

? :

Michel De Montaigne

· nel 1550 scrive tre libri di saggi

· il 29esimo capitolo del primo libro parla della glottodidattica:

− per una didattica aperta a più stimoli e culture (interculturale)

− una didattica generale (del corpo e dello spirito) e in forma di divertimento ed

esercizio, in maniera diretta e comunicativa

− invita ad un’educazione in maniera esperienziale e sensoriale

− il parlare, non pedantesco, bensı̀ diretto e vivace, è l’abilità più importante

· è uno dei primi autori ad avere coscienza dell’unione lingua-cultura (“sfregare il proprio

cervello contro quello degli altri”), intesa come modelli di comportamento e come civiltà

(elementi intrinseci alla lingua)

· la lingua autentica è portatrice di cultura

? (olandese, tra il ’500 e il ’600)

Harald Lubinus

· è precursore di una didattica audiovisiva

→ insiste sull’uso di oggetti e figure (fecondità del senso della vista): “tutti gli oggetti si

possono vedere e disegnare le cose cosı̀ non più facili da ricordare

· i vocaboli devono essere presentati in frasi sensate e non campi semantici

· la grammatica deve essere anticipata da numerosi esempi

⇒ uso, esercizio ed esempi

· →

la grammatica va ridotta alle regole essenziali prima la nozione di sintassi e poi quella

morfologica

arte imita la natura: psicolinguistica applicata alla didattica

· si parte dalle cose per arrivare alle parole

6

· non bisogna sapere tutte le lingue allo stesso modo

· la conoscenza completa di una lingua è inutile

· scrive “Clavis grecae linguae” e “The true way to learn the Latin tongue”

? (1592 - 1670)

Comenio

· →

pedagogista realista e della didattica sensista procedimento didattico fondato sul-

l’osservazione diretta della natura, necessità di insegnare bene il vernacolo, le lingue straniere

dei popoli vicini ed il latino (lingua dei dotti) ed ogni lingua separatamente

· la sua opera fondamentale è “Didactica Magna” (1627)

scrive poi “Methodus linguarum novissima” e “Orbis sensualis fictus” (didattica del visivo)

“Lanua lingua rum reserata aurea” (per alcune lingue è sufficiente sapere la porta, cioè

l’essenziale, la base per comunicare con quella lingua)

· ci sono 8 regole per imparare le lingue:

1. ogni lingua va imparata separatamente

− lingua materna

− lingue vicine

− lingue straniere

− latino

− (greco)

− ebraico lingua materna

1 anno

2 anni lingue vicine

2. ogni lingua deve godere di uno spazio determinato: 3 anni latino

6 mesi ebraico

3. tutte le lingue si imparano più facilmente con la pratica che con le regole

→ esercizi, imitazione di un nativo ecc.

4. le regole limitano e rafforzano la coscienza esperienziale della pratica

5. le regole che riassumono le lingue devono essere grammaticali e linguistiche (6 = filosofiche

→ la “Grammatica generale e ragionata di Port-royal” (1660), Arnault e Lancelot)

6. per scrivere le regole di una nuova lingua, bisogna sempre tenere presente la lingua

materna e concentrarsi dove le lingue differiscono (linguistica contrastiva)

7. i primi esercizi nelle nuova lingue devono toccare contenuti già noti, se no la mente

deve stare attenta contemporaneamente a parole e cose

8. tutte le lingue si possono imparare con questo metodo

· parla anche dell’età delle lingue:

I. Età: infanzia balbettante e parlare confusamente

⇒ “amalgama di gioco e lingua”

II. Età: fanciullezza in maturazione

⇒ si impara a parlare con regole grammaticali

III. Età: maturazione - adolescenza

⇒ affinamento della lingua

IV. Età: virilità

⇒ parlare efficacemente

· “Nulla è nell’intelletto se prima non è passato tramite i sensi”

· “Ogni lingua si impara con l’uso piuttosto che con le regole”

· metodo intuitivo per l’insegnamento delle lingue:

7

− si mostrino sempre le cose nominate anche nella realtà

− cose che non possono essere mostrate e toccate devono essere differite più avanti

? (alias Claudius Holyband):

Claude de Sainliens

· precursore della didattica

· professore di inglese in Francia e di francese in Inghilterra

· visse tra il ’500 e il ’600

· offrı̀:

− una manualistica di lingua e cultura altra

− un libro sulla pronuncia della lingua francese

− “French Schoolmaster”

· insiste che l’insegnante debba essere nativo o perfetto bilingue

· l’insegnamento della lingua deve essere contestualizzato:

− dialoghi in situazione

− esercizio di “listen, read and repeat”

− vocabolo in contesto di comunicazione

· l’apprendimento deve essere ciclico:

− parole del nucleo fondamentale deve sempre essere ripreso e arricchito

− coinvolgimento della creatività e fantasia del dicente

· anticipa l’apprendimento attraverso il role play e i nuclei d’interesse dell’allievo

→ la centralità del dicente è quindi fondamentale

· coglie una dicotomia importante: lingua manipolata (dal docente) vs. lingua comunicativa

(autentica)

· l’esercizio per lui è la traduzione e la retroversione

→ utilità dei proverbi (nozione di civiltà nella L2)

· metodo per il lavoro a casa:

→ es. leggere qualcosa che si vuole ricordare prima di dormire

· propone un approccio teorico-pratico con uso costante e contestualizzato della L2, con

memorizzazione ed esercizio

· si sofferma sugli aspetti pedagogici ed organizzativi per gli insegnanti ed insiste sulla finalità

educativa e civica dell’insegnamento di una L2

· deontologia dell’insegnamento: conscio e subconscio della memoria

· anticipa il concetto di funzione della lingua:

→ si esprime attraverso diverse strutture linguistiche

· concetto di frequenza (lessico di base):

→ bisogna iniziare dalle parole più frequenti

· →

le diversità degli allievi dipende al background di ognuno, non dall’intelligenza diverse

motivazioni per imparare la lingua

? Bath

· era un gesuita irlandese

· scrive “De ambiguis”: è sulle cose detta in maniera simile ma che significano cose diverse

(es. sinonimie e omonimie) per 4-6 lingua diverse

8

? (Radichius):

Wolfgang Ratke

· unifica le grammatiche di lingue diverse sulla base di uno stesso modello:

⇒ Spachbund per facilitare il passaggio tra un lingua e l’altra

→ fenomeno dell’intercomprensione e dell’apprendimento simultaneo, specialmente

di lingue dello stesso ceppo

· insegnava latino usando il testo, le commedie di Terenzio

· nella sua grammatica:

− non c’è corrispondenza tra grafia e fonia e quindi di fare attenzione

− nella seconda parte esamina la lingua dal punto di vista filosofico:

→ le parole sono definite come suoni distinti e articolati di cui gli uomini hanno fatto

dei segni per esprimere i nostri pensieri

· operazioni dello spirito:

1. concepire: sguardo del nostro spirito sulle cose, sia in maniera piramente intellettuale

e astratta, si con immagini corporali e concrete

2. giudicare: affermare che una cosa che noi concepiamo è tale o no

3. ragionare: servirsi di due giudizi per farne un terzo

· il giudizio che facciamo delle cose si chiama proposizione

→ ogni proposizione racchiude il soggetto (ciò di cui si afferma qualcosa) e l’attributo

(cioò che si afferma del soggetto), legati dal verbo essere (es. la terra - è - rotonda)

· egli coinvolge nel discorso grammaticale quello emotivo

· gli oggetti dei pensieri +

la forma/maniera dei nostri pensieri =

nomi, articoli, pronomi, participi, avverbi e verbi, congiunzioni, interiezioni

· gli oggetti dei nostri pensieri sono:

− le cose (sostanza): esistono in se stesse (nomi-sostantivi)

− la maniera delle cose (accidente): esistono solo per le sostanze (nomi-aggettivi)

→ significato distinto (=denotazione) vs. confuso (=connotazione)

? e - “Grammatica generale e ragionata di Port-Royal” (1660):

Arnault Lancelot

· si tratta di una grammatica filosofica, cioè che alla sua base presenta regole di natura

filosofica, prima che grammaticale

· la sua pubblicazione ebbe una ripercussione fortissima in Europa, ponendo soprattutto alla

base degli studi in questo campo nell’Occidente europeo

· È composta da due tomi:

− “La grammatica è l’arte di parlare”

− “La logica è l‘arte di pensare”

· e contengono riflessioni su:

− vocali

− consonanti (latino, volgare, greco, ebraico)

− sillabe

− parole con e senza accento

− nuovo modo di imparare a leggere ogni lingua

− principi e ragioni su cui si appoggiano i significati delle parole

− nomi (sostantivi e aggettivi)

− nomi propri e appellativi 9

− numeri

− generi

− casi

− preposizioni

− articoli

− pronomi

− preposizioni

− avverbio

− verbi (tempi e modi)

− participi con valore aggettivale

− verbi ausiliari

− congiunzioni e interiezioni

− sintassi

− figure di costruzioni (retorica)

·

attorno a questi due ci sono altri autori come Le F

e vre, G. de Cordemoy

· quest’ultimo scrive “Discorso fisico della parola”:

− che parla della fisicità del suono

− definisce due tipi di bilinguismo:

1. coordinato: assoluto con le due lingue che hanno lo stesso valore

2. composito/misto: c’è una lingua che domina

→per lui dipendono dalla attitudini della persone, dal suo stile cognitivo

· e J.B. Bossuet

− scrive “De Istitutionem Delfini”:

· descrive come cerò di insegnare latino e greco al principe

· prima la grammatica poi stile

· le lingue di imparano leggendo e passando anche concezioni come pietà, virtù e

governo

· la lingua va insegnata anche tramite traduzioni di altre materia, come storia (da

leggere frequentemente)

? Tra 600’ e ’700 ci sono una serie di filosofi che si occupano di pedagogia ed insegnanti che scrivono

di didattica:

· John Locke

− saggio: “Concerning human understanding”

opera: “Some thoughts on education”

→ in entrambi sono contenuti elementi pedagogici

− dice che le lingue si devono imparare mediante l’uso e l0interesse, iniziando molto presto

(7-8 anni), con una conoscenza che si basa sull’esperienza

− il bambino cosı̀ impara L2 come L1, senza astrazione e teoresi, bensı̀ con naturalezza

(acquisizione

− bisogna prendere libri facili e piacevoli traducendoli interliearmente e più letteralmente

possibili

− è con la ripetizione, l’abitudine e la memoria che si imparano tutte le lingue

− la pura ripetizione meccanica non migliora la memore, mente l’attenzione e la com-

prensione ne solo la base 10

− incoraggia i viaggi nei paesi stranieri, per acquisire la lingua, usi e costumi

→ educazione al mondo

· Kant

− “Über die Pedagogik” (1803):

· fa l’elogio dell’esercizio come fattore determinante: “ noi sappiamo quanto riusci-

amo a mentenere nella memoria”

− le lingue si acquisiscono tramite la conversazione

→ memoria fondata sulla comprensione: l’esempio diventa formativo + rimandare alla

memoria tramite l’esercizio

− l’ascolto implica la comprensione e capire esercita un transfer positivo sulle altre

abilità

− anche le regole devono fare parte della comprensione e devono andare di pari passo

all’uso

→ faccio usare la lingua e dopo faccio riflettere sulla lingua

· Herder

− allievo di Kant

− dà un quadro negativo della scuola di grammatica e spinge alla scoperta della lingua,

riflettendo su essa come viva, facendo trovare le regole all’allievo

⇒ grammatica dei ritrovamenti: induttiva e filologica

− ciò che induci diventa più facilmente intake

− non ci sia parola senza concetto né concetti senza prematuramente assunti

→ filosofia sensista: introdurre concetti e idee attinti ai sensi

· Fichte

− “Aphorismen über Erziehung”

− dice di iniziare ad imparare le lingue moderne nell’uso, spinti da un bisogno reale o

artificialmente indotto

→ concetto di bisogno linguistico: motivazione strumentale (es. carriera) vs.

motivazione integrativa (L2 come seconda natura)

− il processo di appropriazione di una lingua è fatto di acquisizione e apprendimento

insieme

· Heinrich Pestalozzi

− “Wie Gertrud ihre Kinder lehrt” (1801)

− traccia una Elementarmethodik (metodica elementare) per dare al bambino un’edu-

cazione

− egli parte dalle impressioni sensoriali

− l’accento è sulla lingua materna nelle elementare, quindi sulle lingue moderne e poi

classiche

− l’insegnamento parte dalla conversazione, poi le parole e quindi la lettura

− ogni oggetto considerato come un’unità e le sue caratteristiche saranno presentate in

un secondo momento

− i momenti sono 3:

1. globalità

2. analisi

3. sintesi

− l’apprendimento della L2 si fonda su principi già formatisi nello studio della L1 (es.

abilità fonoarticolatorie già addestrate)

11

− acquisizione di una lingua come esercizio di intonazione, da toni noti a non noti

→ l’intonazione infatti è portatrice di senso

− predica una sorta di insegnamento individualizzato secondo il tipo di apprendente

→ chi parte da L1 molto ricca è avvantaggiato e chi parte con un codice ristretto ha

più difficoltà

? Tra ’700 e ’800 ci sono anche:

· Johann Friedrich Herbart

− la sua dottrina è fondata sulla filosofia e sulla psicologia

− il suo metodo, il “Metodo Herbertiano” passa per 5 momenti:

1. qualsiasi cognizione parte dalla preparazione

2. presentazione

3. comparazione (con elementi già noti)

4. generalizzazione (regole)

5. applicazione (esercizi)

− per le lingue di fa uso frequente della conversazione e del momento della compara-

zione in particolare

→ analisi comparativi con la L1

− per il latino e il greco i momenti più importanti saranno per ultimi il 3. e il 4.

? Ci sono autori che sono anche insegnanti che lasciano osservazioni sulle metodiche di didattica

(“Sages obscures”):

· C. Dumarsais

− “Esposizione di un metodo ragionato per imparare la lingua latina”

− vuole parlare di tutto

− invita ad un uso della traduzione secondo lo spirito della lingua, cioè partendo da

un testo (Sprachgeist

· Chompr

P.

− “Le dictionnaire de la fable”

− →

usa la favola per la didattica linguistica già conosciute dall’allievo: conoscendo il

significato si concentrano sulla forma, sui significati

· J. Hamilton

− “Metodo Hamilton”: usare i vangeli (Giovanni) per insegnare L2, che sono già noti

in L1

− →

saggio sul modo usuale di insegnare le lingue: traduzione parola per parola +

retroversione

· J. Weitenauer

− “Hexaglotton” (1780)

− come imparare 6 lingue contemporaneamente:

parole base di ogni lingua+

grammatica universale+

appendice sulla pronuncia tramite alfabeto fonetico internazionale

· C.F.L. de Radonvilliers

− “De la manière d’apprendre les langues”

− approccio comparativo di 5-6 lingue per trovare una grammatica universale

· J. Basedow 12

− inventa una formazione pedagogica con ore di laboratori

→ scuola di pedagogia: filantropı̀um (insegnante che segue un metodo ed esercizi di

didattica)

· L. de Boisgermain

− “Course de langue”: latino francese italiano e inglese

− bisogna comportarsi come per i bambini con la L1, cioè fa appello all’istinto materno

che insegnano le parole della loro lingua tramite un metodo “naturale”

· J. Jacotot

− “Méthode de l’enseignement universel”

→ per affrontare qualsiasi campo del sapere: L1, L2, musica-disegno-pittura, matem-

atica, filosofia-diritto

− bisogna avere dei nuclei fondativi di conoscenza e a questi riportare tutte le cose nuove:

“tutto è in tutto” all’interno di ogni scienza ci sono elementi globali ed elementi

trasferibili ad altri campi di conoscenza

− auspica perciò un metodo analitico-sintetico e di concentrazione su questi nuclei tramite

traduzione e deduzione

·

Abb

e Pluche

− “La mécanique de toutes les langues”

− “L’art de les enseigner et de les appreéndre par soi meme a tout age”

− in entrambi parla di un metodo naturale

→ suono e cosa significata + meccanica delle lingue + distinzione tra lingua e linguaggio

− il segno linguistico è naturale e convenzionale insieme

− codificazione universale delle strutture del discorso ed una grammatica universale sono

perciò possibili è una diversificazione delle singole lingue, tuffando il dicente nel vivo

del loro uso

− le lingue poi hanno diversi strati da presentare passando dall’uso alla riflessione:

· strutturazione del pensiero

· suoni e articolazioni

· letteratura

− secondo lui poi le opere letterarie sono basate su 3 momenti:

I. il genio della lingua: autori

II. il gusto: apprezzamento degli autori

III. il sapere: entrare nel perché dei testi e delle struttura

→ la glottodidattica è formata su base teorica (III.)

·

? Nell’800 l’insegnamento si basa sul latino (lingua prestigiosa) ed è visto come ginnastica men-

tale

→ l’analisi grammatica e logica infatti non ha nessun senso nella comunicazione, ma solo

dimostrazione di determinate regole

? I manuali seguono una struttura:

· le regole erano scritte in L1

· con esempi in LS

· ed eccezioni alle regole 13

? L’esercizio di traduzione è più forte per le lingue grammaticalizzate

? Su questo tema si esprimono:

· 

Seidenst

u cker

− “Libro elementare per l’apprendimento della lingua francese”

− negli esercizi non c’è l’elemento comunicativo (es. “I cammelli hanno i calli alle

ginocchia” per ricordarsi i plurali irregolari in francese)

· Sauver

− “Chiaccherate con gli alunni”

− inizia a dare importanza alla comunicazione

· F. Gouin

− svizzero francese

− “Les séries” e “L’arte di insegnare e di studiare le lingue”

− avendo avuto un’esperienza fallimentare nel cercare di imparare il tedesco per mezzo

di metodi grammaticali del tempo, ha un’intuizione

⇒ la lingua è comportamento: infatti i bambini generalizzano e quando parlano

con se stessi indugiano sui verbi (frazionare le azioni minutamente e ripetere il ver-

bo/l’azione ad alta voce)

− cosı̀ decide di costruire una serie di frasi che inventano e descrivono azioni. molto

semplici, da memorizzare e ripetere

− queste frasi sono costruite intorno a 5 centri di interesse:

1. casa

2. società

3. vita in natura

4. scienza

5. professioni

− esercizi tramite le orecchie e non sulla carta+

drammatizzazione della lingua (associazione, mimica ecc.)

− utilizza l’usato della frase completa (→ la lingua non funziona per parole staccate),

anche se non lunga (→ span di memoria = 5-7 elementi)

− la lingua deve essere comunicazione, elemento di scambio

− per lui la lingua è costituita da oggettività e soggettività, con a cavallo dei due, il

linguaggio figurato

→ la base oggettiva deve essere chiara prima di insegnare il figurato (es. sradicare la

pianta sradicare un vizio: il passaggio si fa attraverso la dominante)

− la grammatica si può ridurre tra capitoli:

a) studio del verbo: presente-passato-futuro

b) le espressioni modali: sfumature di significato

c) le funzioni della lingua

→ in totale erano 240 frasi per ogni soggettività (es. sentimento, elogio, noia. . . )

− la donna è più portata all’imparare e all’insegnare le lingue (per sistema articolo-

fonatorio)

− occorre andare a cogliere le nozioni grammaticali universali

− è l’accento che colpisce il bambino e lo aiuta ad imparare una lingua astratta

− ogni lingua si muove su due piani:

1. l’io: frasi relative (lingua soggettiva)

14

2. il non-io: serie, concretezze

− la metafora è il concreto tra idea astratta e oggetto reale

− c’è molto lavoro sull’oralità (incubazione), ovvero raccoglimento, imitazione del mod-

ello e presa di possesso

→ l’ortografia si può sempre riprendere/correggere

− prima bisogna impossessarsi della materia fonica che non si riforma (prima ascolto

tanto e poi parlo) e poi quello della lettura, la cui grafia spesso si riforma

− linguaggio oggettivo e metaforico saranno consideratati paralleli, non frase per frase,

ma tema con tema (es. obbedienza)

− i temi metaforici trasmettono il linguaggio figurato

− imparare una lingue è tradurre la propria individualità in questa lingua, descrivere se

stessi in un’altra lingua saper comunicare

− ci son dei tempi necessari per imparare le lingue, anche perché attraverso le lingue si

imparano le scienze e attraverso le scienze si imparano le lingue

− i fondamenti per lui sono:

· serie, di azioni semplice, che traducono in LS l’individualità

· dettati

· correzioni

· esercitazione

· il coronamento dell’insegnamento sarà la letteratura

→ partendo dal testo narrativo di vita domestica, poi epopea, storia, lirica, teatro...

− Critica l’uso del dizionario, da usare solo quando si possiede la lingua

? Autori che hanno una base linguistica:

· Vietor

− tedesco di origine polacca

− insegnamento deve cambiare strada tramite l’orecchio, l’ascolto

− rivista “Die neueren Sprachen” (nuovo nel senso di vivo)

→ a fine ’800 diventa “Phonetische Studien”

− in questa rivista si parla:

· del collegamento tra le lingue moderne e gli studi fonetici

· grammatica induttiva

· traduzione solo se la conoscenza di L1 e L2 è quasi perfetta

− 1878: codificazione dell’alfabeto fonetico internazionale API

− la fonetica articolata è la prima fonetica fondamentale

→ articolazione dei suoni

· Ritman

− “Kleine Phonetik”: elementi di fonetica fondamentale diversi tra L1 e L2

− la linguistica trasforma la didattica pedagogica in linguistica applicata

? Ci sono stati congressi a Vienna(1898) e a Lipsia (1900)

· Sweet

− fonetista

− “The practical study of languages” (1899)

− lo studio delle linge deve essere animato da una “living pholology”, perciò non solo

storica, bensı̀ linguistica 15

· descrittiva

· psicologica

· fonetica

− un buon metodo deve essere vasto ed eclettico

→ meglio meno approfondimento però tutto, che molto approfondito ma solo un’aspetto

− tutto è guidato dalle leggi psicologiche dell’associazione, che coinvolgono anche la

memoria

→ il fondamento psicologico dello studio della LS sta nell’associazione e nel sapere fare

associazioni: il noto all’ignoto

− basarsi sulla fonetica e la lingua parlata sono i due assiomi

− la messa in luce dei punti di frizione tra L1 e LS deve essere enfatizzata per eliminare

i problemi

− la lingua è:

· in parte razionale: la grammatica

· in parte irrazionale: più arbitraria e meno sistematica, come il lessico

− la ripetizione è fondamentale per la fissazione nella memoria

− testi, grammatica e dizionario devono essere ben correlati

− →

l’unità della lingua è la frase, non la parola bisogna affrontare prima la sintassi e

poi la morfologia

− è il primo didattologo più completo, perché parla di vari momenti:

· momento meccanico: padronanza completa della pronuncia

· momento grammaticale: studio di locuzioni secondo categorie psicologiche

· momento letterario: testi vari per forma e struttura, però partendo da testi

contemporanei per arrivare poi a quelli antichi

· momento arcaico: precedo dal presente al recupero del passato, tramite testi

− padre della linguistica applicata

− fu tradotto in italiano solo nel 1964

· Otto Jespersen

− professore, scrisse testi di linguistica generale

− “How to teach a foreign language” (1904)

− per parlare dell’eclettismo della glottodidattica, parla di 7 saggi padre

− ha un metodo didattico molto elastico

− tramite comunicazioni reali, la lingua viene studiata come un tutt’uno, nella sua

struttura globale

− l’allievo deve essere immerso nella lingua totalmente

− gli esercizi devono essere molti e variati

− molto importanti sono:

· il testo narrativo

· la inventional grammar: inventiva da “invenire”, quindi grammatica induttiva,

che scopre l’allievo stesso

− la lettura non deve escludere l’esercizio orale, che deve comunque sempre continuare

· Harald Palmer

− insegnate, teorico

− insegnava inglese e francese

− tenne conferenze sulla glottodidattica

− la sua prima opera fu “The scientific study and teaching languages” (1917)

16

− “The principle of language studies” (1919)

− “The teaching of oral English” (1940)

− “The language learning business” pubblicato postumo sulla didattica della microlin-

guistica

− pubblicò anche molti opuscoli e manialistica

− classifica gli studi sulla lingua in:

a. lessicologici: accenti, parole

b. morfologici: fonologia, ortografia ed etimologia

c. semantici: unità di significato, sinonimi, definizioni e traduzioni

d. ergonici: sintassi, ausiliari, modali e modificatori

− considera anche il punto di vista psicologico

→ da un’assimilazione inconscia bisogna passare ad una cosciente

− lo studente deve essere preso in conto, con la sua motivazione iniziale

− i suoi principi generali sono:

1. preparazione iniziale: addestrare ad ambiti mentali nuovi

2. accuratezza: mai lasciare nulla di impreciso, soprattutto da punto di vista fonetico

3. graduazione: tappe facili e brevi

4. proporzione: dedicare uguale attenzione alle varie abilità fondamentali della

lingua

5. concretezza: insegnare di più con esempi che con regole

6. interesse: criteri che suscitano interesse come

→ annullamento della sensazione di essere perduti, creare impressione di aver rag-

giunto qualcosa di completo comunicativamente, varietà di esercizi, esercizi-gioco,

buoni rapporti, ordine razionale di progressione dell’insegnante

− ci sono poi dei principi speciali:

1. segregazione di un punto della lingua su cui si vuole fare concentrare l’attenzione

dell’allievo

2. assimilazione passiva che precede quella attiva, del lavoro

→ prima esercizio di ascolto, comprensione ed incubazione e poi produzione attiva

3. modi di semantizzare in classe:

a) tramite associazione materiale: unità lingua-oggetto

b) tramite la traduzione: unità LS con corrispondente unità L1, con pezzi di frasi

corrispondenti, non tutti

c) tramite la definizione: equivalente tramite la parafrasi dell’espressione

d) tramite il contesto: fornendo esempi sull’uso

· Sweet, Jespersen e Palmer hanno dato elementi di linguistica alla didattica

· I metodi erano:

− grammaticale

− naturale (=diretto)

− psicologico: ragioni legate alla memoria, diversi tipi di memoria

− fonetico

− della lettura

? All’inizio del ’900 in USA si invcò il bisogno di definizioni precise e la difficoltà di insegnare con

metodi diretti/naturali

→ cosa molto difficile, perché si presuppone un’insegnate

· vitale 17

· pieno di risorse (gesti, disegni, mimica)

· a prova di fatica linguistica

· di grande competenza della LS

? Si distinguono due personalità ad inizio secolo che professarono la prima glottodidattica:

I. (belga)

Closset

· →

fu presidente di una rivista di lingue vive punto di riferimento per professori

· fondatore dell’ (Associazione Professori di Lingue Vive), ora

aplv fiplv

· organizza congressi internazionali dell’aplv:

→ Brussel, 1948

→ Silon, 1953

II. (tedesco)

Bohlen

· presenta “Neu sorachlicher Unterrichts” e “Metodiche dell’insegnamento delle lingue

vive” al congresso si Silon

→ entrambi parlano del raggiungimento della comprensione dello spirito della lingua

tramite la forma (Sprachform Sprachgeist)

? Intorno a questi due congressi hanno avuto molta importanza riviste europee quali

· “Le maitre fonétique”

· “Les quatre langue”: francese, inglese, tedesco e spagnolo

· “Die neueren Sprachen”

· “Il bollettino di filologia moderna”: “living philology”, cioè non solo storia dell’evoluzione

della lingua antica, ma viva

? L’esperienza americana, seguita dall’indagine del comitato dei 12 linguisti generali si inizio secolo

sui docenti, viene mandata avanti con

· il piano di lingua generale

· il piano Cleveland (=linguistica applicata)

→ rassegna di principi generali della lingua in prospettiva didattica

? Questo piano Cleveland era affidato a , che aveva scritto un’opera sulla disattica

Emile de Sauz

e

del francese LS e poi un manuale “Cours pratique de francais puor commencants”

? Questo piano comincia nel 1912 e viene ripreso fino a 20 anni dopo

? I principi fondamentali erano tre:

1. sfida logica: presentare la grammatica in maniera induttiva, mediante immagini scelte

2. enfasi singola: lo studente messo davanti ad una difficoltà per volto + molto esercizio

3. stimolazione: dare senso allo studente di aver fatto passi in avanti

? Dal 1942 la disciplina diverrà vera e proprio

? “Dizionario di Glottodidattica” (1999, ):

Balboni

· approccio: valuta e selezione dati ed impianti epistemologici dalle varie teorie e scienza e

li riorganizza secondo i parametri della glottodidattica (cioè mete e obbiettivi)

· metodo: realizzazione di un approccio in termini di procedure didattiche e di modelli

operativi (cioè no metodo assoluto, bensı̀ adattabile agli studenti; la parola chiave è il

lessico 18

· tecnica: attività di classe attraverso cui il materiale linguistico presentato agli allievi e da

questi analizzato si rivela efficace o inefficace per ottenere l’effetti desiderato; la tecnica è

neutra, non si può dire se sia buona o no, ma solo se sia efficace o meno; es. parola nascosta,

trova intruso, enigmistica, traduzione, ecc.

19

Capitolo 3

La Glottodidattica

1 Quadro generale degli approcci

I. : lingua come norma

Approccio formale

? “metodo” grammatica-traduzione

? “metodo” della lettura

→ diffuso in america negli anni ’20

II. : lingua come uso

Approccio funzionale

? “metodi” diretti

· Basic English

· metodi fonetici

· metodi naturali

· metodi semplificati

· metodi graduali

· metodi riformati

? metodi strutturali:

· audio-orali/linguali (AO o AL)

· audio-visivi/struttura globale

· audio-visivo (AV o SGAV)

III. (integrati e comunicativi): lingua come comunicazione

Approcci comunicativi

? approccio funzionale nozionale

? approccio interculturale

? approccio umanistico-affettivo

· Community Language

· T.P.R.

· Silent Way

· Project work

· interazione strategica 20

2 Approccio funzionale - metodi diretti

a) Metodo Berlitz

? polacco

? emigrato in America e apre diverse scuole

? niente di metodico/scientifico

? docenti dovrebbero essere tutti madrelingua e seguisre un decalogo:

cose da non fare (mai. . . ) cosa da fare (ma. . . )

tradurre dimostrare

spiegare fare

fare discorsi fare domande

imitare gli errori correggere

parlare per parole isolate usare sempre frasi intere

parlare troppo lasciare parlare lo studente

usare il libro programmare bene la lezione

procedere a salti seguire un programma

parlare troppo lentamente normalmente

parlare concitatamente naturlamente

parlare ad alta voce normalmente

procedere velocemente con calma

b) Basic English

? alla fine degli anni ’20

? include 850 parole

? metodo diretto semplidicato che presenta un lessico ridotto

? la prima pubblicazione è del 1929 di e

Ogden Richards

? ha avuto un enorme successo!

? sta per British American Scientific International Commercial

BASIC

? ha 3 usi possibili:

1. lingua universale

2. mezzo per semplificare e far conoscere le tragedie classiche

3. metodo per insegnare l’inglese come lingua straniera

? ci sono 5 regole:

1. operations: 16 operatori verbai + preposizioni direzionali

2. general things: astratte

3. picturable things: concrete

4. general qualities

5. opposite qualities

? nel 1942 esce il dizionario Giapponese - Basic English

? la Danimarca fu la prima ad inserire l’insegnamento del Basic English

? La scelta delle parola si basa sulla polisemia di queste

→ es. i phrasal verbs

? si aggiungono poi 100 parole per la scienza in generale e 50 per ogni ramo della scienza

? i sostantivi scelti sono quelli centrali o generali, da cui dipendono diverse relaizoeni, che

sottengono queste relazioni

→ es. tempo, spazio, materia, forma, atteggiamento

21

? si tengono quindi le parole più ampie e generiche, dallo spettro semico più ampio

? sono parole da una o due sillabe

? vengono eliminate le parole emotive, letterarie, che hanno bisogno di un contesto specifico

? l’espansione di queste parole può avvenire tramite:

· prefissi o suffissi (-ed, -ing, -er)

· estensioni del significato

? dal Basic English nascono molte opere:

· il manuale “Basic step by step”

· un trattato per le scuole: “Basic way to English”

· un dizionario di BE

· registrazioni su disco del lessico

? negli anni ’30-’40 ha grande successo

? alla fine degli anni ’40 però ci furono grandi critiche dal punto di vista didattico

→ il BE ha una struttura perifrastica e poco naturale (es. “avere amore” invece di amare)

? i maggiori critici sono e in “Critical examination of BE” dicono che

West Swenson

ostacola la competenza e non può essere utile per tutti gli stranieri →

? e poi c’è anche , “The problem of an international language” secondo lui bisogna

Sack

conoscere molte più parole

? il BE è infatti il primo esempio di vocabolario selettivo

c) Francais Fundamental

? nasce alla fine degli anni ’50

? nascerà un altro vocabolario di base con criteri linguistici avanzati dell’Unesco, redatto da

, , e dalla scuola di Saint Cloud (diventerà poi

Gougenheim Rivenc Sauvageot CREDIF,,

cioè centro di ricerca per diffondere il francese, che aveva una certa importanza nel consiglio

d’Europa)

→ Francais Fundamental (1959)

? il Francais Fundamental viene preceduto da indagini sulla lingua orale, tramite trascrizioni di

conversazioni

? hanno registrato in tutto 263 testimoni, di vari ambienti ed età (giovani/vecchi, di campagna

o di città ecc.)

→ criteri di variazione e variabilità della lingua

? I criteri seguiti erano:

· frequenza: criterio linguistico

· ripartizione: criterio del testo, occorrenze frequenti nei testi, “range”

· disponibilità: criterio di natura psicologica, parole che magari non sono frequenti ma

sono sempre disponibili nella mente del parlante, es. “forchetta”

? dalla pedagogia generale si prendono 16 centri d’interesse e si chiede a 250 ragazzi e 250

ragazze di liceo quali siano le prime 20 parole che vengono loro in mente circa quei centri

d’interesse

→ si individuano cosı̀ le parole disponibili

? i centri d’interesse sono:

1. parti del corpo

2. vestiti

3. casa 22

4. mobili

5. alimenti e bevande dei pasti

6. oggetti di cui ci si serve nei pasti

7. la cucina e i suoi mobili

8. la scuola e il materiale scolastico

9. il riscaldamento e l’illuminazione

10. la città

11. il paese o il borgo

12. i mezzi di trasporto

13. i lavori dei campi e il giardinaggio

14. gli animali

15. i giochi

16. i mestieri →

? un altro criterio è stato dato in seguito dall’insegnante : il criterio dell’efficacia:

Mich e a

della capacità delle parole di generare nuovi derivati e composti

? le parole più urgenti da inserire in un manuale per il FF risultano essere 1475

· tra le parole vuote o grammaticali, che sono le più frequenti (es. de, je, il , ils, se, la ,

pas, et, le ,a , on, vous, un, ca, les, que, ne)

· poi gli ausiliari etre e avoir

· il verbo faire

· quindi qui e alors (come intercalari), une, mais, des

· il verbo dire e verbi come aller, voir, savoire

· l’aggettivo petit

· il si condizionale

· plus

· sur

· sostantivi come jour e temps

· il sintagama (et. . . et) e il paradigma (aut. . . aut) sono cosı̀ le assi su cui si costruisce la

lingua secondo Saussure

? l’opera del FF include l’empirismo nel discorso didattico (come tramite l’indagine per trovare

le parole disponibili)

3 Approccio funzionale - metodi strutturali

? I metodi strutturali dipendono dalla linguistica di , dallo strutturalismo

Bloomfeld

? C’è in entrambi i sottometodi l’dea dell’esercizio strutturale composto da tre classi di esercizi:

1. di ripetizione: progressiva, regressiva, con aggiunta o sostituzione

2. di sostituzione: con o senza accordo

3. di trasformazione: a livello di struttura superficiale

? Es. :

· complemento reso con il pronome (con Paolo = con lui)

· attivo-passivo 23

· paratattico-ipotattico

· affermativo-negativo

· dichiarativa-interrogativa

? L’analogia è principale, il significato è secondario

→ →

es. il bimbo ha fare-Andrea ha fame-Anna ha fame X ha fame

? Gli esercizi sono svolti nel laboratorio linguistico

? I criteri sono:

· progressione duplice: gli esercizi vanno calibrati dal più al meno facile, sia all’interno

dell’esercizio che all’interno della sequenza di esercizi

· geometricità: uniformità di estensione degli stimoli e delle risposte, perché sono esercizi

meccanici

? I metodi strutturali partono dalla linguistica strutturalista che stabilisce una progressione tra i

chunks della lingua, che verranno fatti memorizzare

→ “la lingua è forma, non sostanza”

3.1 Audio-Orali →

? Negli audio-orali si costruiscono esercizi su lingue inventate es. “i galassi narposi moravano

spaziosamente le flene”

⇒ servivano per imprimere i pattern, il modello di frase, senza distrarsi per il significato e

concentrandosi solo sulla forma

? Il dittologo di rifermento è Delattre

· insegna francese come LS tramite tre frasi che esplicano alcune particolarità della lingua

francese

1. intonazione dichiarativa: “La belle démoiselle qui passe là-bas est la voisine de Pièrre”

2. le vocali aperte ed intermedie: “Monsieur Jean est le professeur. . . ”

3. i suoni nasali: “Dans le jardin. . . ”

· c’è una sapienza fonetica in tutte e tre le frasi

· queste ultime saranno poisviluppate in esercizi strutturali

· ha anche dato 10 intonazioni di base della lingua francese tramite un’unica storiella:

− la continuazione minore-maggiore

− la finalità

− l’interrogazione

− l’eco (frase incidentale)

− l’implicazione

− la parentesi

− l’esclamazione

− il comando 24

3.2 Audio-Visivi

? I metodi audio-visivi sono anche detti Strutto-Globali Audio Visivi

SGAV:

? L’audio-visivo è più concentrato sul significato, perché questo è sottolineato dall’immagine

→ quindi la lingua non solo come insieme di abitudini linguistiche, ma anche significato

? La linguistica europea arriva a studiare il significato prima negli USA

? In “Speech” di , negli anni ’30, si parla di significato nel senso di discorso e contesto

Firth

? In “Language et contexte” di , nel 1945, si parla di lingua e contesto

Slama Cazam

? L’immagine è fissa e strettamente legata al sonoro

? Ci sono diverse fasi:

· fase di presentazione: traduzione del materiale in sonoro

· fase di fissazione dei meccanismi

· fase si reimpiego degli elementi linguistici in altri contesti

? L’immagine è imbrigliata a significare solo quello che il materiale sono dice:

· disegni, non le foto, perché sono più chiari

· bianco/nero: i colori suscitano altre emozioni

· sopra l’immagine viene costruito un sistema linguistico

→ es. andare, venire (freccie), indicativo e congiutivo (altri simboli, sempre uguali)

? Il primo metodo audio-visivo su (Voix et images de France)

V.I.F.

? Le lezione 19 fu quella che ebbe più successo, poiché da significato nella parte detta “mécanismes”,

cioè quella più grammaticale, ma dal grande potere espressivo del significato

? Tutto il libro dell’alunno è fatto di immagini, senza le parole

? Il V.I.F. per l’adulto e Bonjour Line per bambini sono i primi due grandi metodi costruiti sul

français fundamental

? Si rivelano eccellenti per il livello dei principiant, ma limitati per quello avanzato

? Si diffondono le analisi componenziali una semantica per costruire a partire dal lessico del

francese fondamentale, segnalando cosı̀ i tratti comuni o specifici delle varie parole

? Es. per i sinonimi:

pièce de literie pour soutenuir la tete carré long

Orellier x x x

Traversin x x x

? In “Linguistics across cultures”, dice che le lingue si comparano tra loro secondo

Roberto Lado

3 parametri:

1. forma

2. significato

3. distribuzione: frequenza d’uso di certi stilemi piuttosto che altri; es. Corrida in Spagna

? Altri elementi interni alle sono le correzioni fonetiche o verbo-tonali la correzione

SGAV

della parola attraverso l’intonazione, dove si va nel senso contrario rispetto all’errore

25

? Nasce l’apparecchio che con la registrazione dei suoni mette nell’orecchio del-

SGAV-lingua

l’apprendere l’errore opporto

? Anche l’immagine viene usata per la correzione fonetica, con la sua potenza suggestiva

? Si stabiliscono anche correlazioni tra suoni ed espressioni corporali

→ →

braccio in su = intonazione ascendente mano aperta/chiusa = vocale aperta/chiusa

? Va poi trovata la posizione ottimale per sottolineare i suoni

→ es. l’intonazione ascendente sottolinea le vocali altre

? Anche la ricezione + da curare, perché non si può produrre bene se non si sente bene

? I pilastri de un metodo audio-visivo vero e proprio sono:

· le immagini: disegni e foto fatti bene e chiari nel significato

· la fonetica: voci dei natici ben registrate

· le situazioni: nel senso del contesto globale di comunicazione

? La critica sarà che la potenza dell’immagine è talmente forte che è la situazione fisica a prevalere

su quella verbale

? Un’altra critica sarà allo scritto, con dettato ed acquisizioni globali, partendo da parole a grafia

fonetica per arrivare al cpiare della lavagna è un orale trascritto, non c’è una didattica di

situazione di scrittura vera e propria

? La didattica del lessico passa poi in secondo piano rispetto alla grammatica

4 La psicolinguistica

? Si è sviluppata negli anni ’50 come disciplina autonoma, tramite gli autori e

Osgood Siblok



? Prima c’era la cosiddetta psicologia del linguaggio con , “Sprachentheorie”, 1934:

B

u hler

individua le tre funzioni fondamentali della lingua:

· di espressione: dell’io, emotiva

· di appello: del tu, dell’espressione

· di rappresentazione: dell’esso, referenziale

? La psicolinguistica la sostituirà, occupandosi soprattutto di due campi:

1. Attitudine per le lingue

2. Bilinguismo

4.1 Attitudine per le lingue

? 1954 - 1970: prima psicolinguistica risposte di natura linguistica

? 1970 - 2000: seconda psicolinguistica, risposte psico-centriche

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Ely90h

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche (BRESCIA - MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ely90h di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottodidattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cambiaghi Bona.

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