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Gli elementi base della strategia di MT

Appunti di marketing territoriale sugli elementi base della strategia di MT basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Peluso dell’università degli Studi del Salento - Unisalento, facoltà di Economia, Corso di laurea in economia aziendale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Marketing territoriale docente Prof. A. Peluso

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(competenze). Costituiscono i punti di forza strategici in direzione dello sviluppo del STL.

RISORSE ENDOGENE: rappresentano la capacità produttiva del STL e ne determinano il potenziale sviluppo.

Sono costituite da:

– infrastrutture: sono quella parte dello stock di capitale complessivo del sistema che, a causa del suo livello

di accessibilità pubblica, non sono normalmente fornite dal libero mercato o lo sono in maniera

inefficiente; pertanto, la loro produzione dipende dalle politiche di spesa pubblica. Sono caratterizzate da

immobilità, polivalenza, non sostituibilità, indivisibilità e possono essere FISICHE,

TECNOLOGICHE, IN CAPITALE UMANO, DI IMPRENDITORIALITA'.

– Fattori localizzativi: la localizzazione è la relativa vicinanza (o lontananza) di un STL rispetto ai

principali centri di attività economica. È una risorsa fortemente immobile,indivisibile e polivalente,

poichè la posizione geografica non può essere modificata. La sostituibilità, invece, può essere alta o bassa

a seconda del costo degli investimenti nei trasporti. I fattori localizzativi possono essere relativi

all'incertezza (distanza dal core del territorio, livello della presenza diretta estera); relativi al mercato

(fattori naturali,demografici,tecnici ed economici); relativi agli assets intangibili (reti di

comunicazioni,servizi alle imprese; infrastrutture scientifiche) e relativi all'ambiente (fattori storico-

culturali; politico-istituzionali).

– Economie agglomerative: la struttura agglomerativa riflette la concentrazione spaziale della popolazione,

delle imprese e dei consumatori del STL. Più un sistema è popolato maggiori sono le economie di

agglomerazione. Le economie di agglomerazione si possono distinguere in:

- economie di scala:ripartizione dei costi fissi su più ampie basi, migliori prezzi d’acquisto dei fattori della

produzione;

- economie di localizzazione: (esterne alle imprese,ma interne al settore produttivo) derivano dai vantaggi

connessi ai legami che si possono instaurare tra attività economiche correlate settorialmente (in

particolare, le connessioni di produzione,di servizio e di mercato);

- economie di urbanizzazione (esterne alle imprese e al settore produttivo) che riguardano i legami che si

possono instaurare tra attività economiche di settori diversi per il fatto di essere localizzate nello stesso

posto, i cui vantaggi sono accesso a servizi vendibili e non; presenza di un mercato del lavoro qualificato;

dotazione di infrastrutture e servizi collettivi superiori.

Struttura settoriale rappresenta la relazione tra la dimensione relativa dell’agricoltura, dell’industria, del

– settore dei servizi e il livello di sviluppo in termini di reddito procapite. Può assumere diverse forme :

SETTORE AGRICOLO; SETTORE INDUSTRIALE; SETTORE TERZIARIO; SETTORE

QUATERNARIO.

RISORSE ESOGENE: rappresentano fattori di POTENZIALE sviluppo del STL attivabili solo attraverso rapporti

con gli altri sistemi. Sono costituite da:

– esportazioni: comportano benefici DIRETTI (secondo la TEORIA DELLA BASE ECONOMICA)

dall'aumento della domanda esterna sull'occupazione locale e sul potere d'acquisto e MEDIATI (secondo

la TEORIA DELL'ESPORTAZIONE E DELLA CRESCITA CUMULATIVA) dalla crescita delle

esportazioni che fa aumentare la competitività del settore di base.

– Economie di rete: contribuiscono a creare e a rafforzare il vantaggio competitivo e comportano

BENEFICI DI COMPLEMENTARIETA’ derivanti dalla collaborazione tra centri diversamente

specializzati ma tra loro complementari; BENEFICI DI SINERGIA derivanti dalla cooperazione tra

centri collegati in rete specializzati nello stesso settore; BENEFICI D’INNOVAZIONE derivanti dal

compimento di un’innovazione territoriale o di un servizio comune.

COMPETENZE:sono distintive poiché distinguono un STL dagli altri. Rappresentano il sapere collettivo di un

STL su come coordinare le risorse e sono le modalità mediante le quali le risorse impiegate congiuntamente

determinano le capacità del sistema per competere efficacemente.

OGGETTO STRATEGICO: è costituito dalla creazione e dal mantenimento di un vantaggio competitivo del

STL,protetto PRO TEMPORE, che permetta la realizzazione del fine intrinseco del soggetto strategico: lo

sviluppo. Le caratteristiche del vantaggio competitivo sono AMPIEZZA, DURATA E SFRUTTABILITA’ NEL

BREVE. IL VANTAGGIO COMPETITIVO può essere di COSTO RELATIVO (superiorità nella struttura dei

costi, a parità di offerta, rispetto ai concorrenti), DIFFERENZIAZIONE (capacità di creare e comunicare agli

utenti caratteristiche distintive dell’immagine) SPECIALIZZAZIONE (focalizzazione sui bisogni di particolari

utenti a seconda della propria vocazione strategica). Il vantaggio competitivo di un STL rappresenta una capacità

distintiva di produrre valore e secondo la teoria di Porter vi sono differenti tipologie di strategie competitive che

corrispondono a questi vantaggi.

LA STRATEGIA DI LEADERSHIP DI PREZZO per il raggiungimento del VANTAGGIO DI COSTO

– RELATIVO è particolarmente utile per i territori aventi una vocazione diversa dall’immagine, ed è

raggiungibile tramite economie nell’uso delle risorse, delle infrastrutture e nell’organizzazione produttiva.

Questa strategia è finalizzata ad offrire un STL a prezzi inferiori ai fruitori attraverso ECONOMIE

ESTERNE ed INCENTIVI. Le ECONOMIE ESTERNE derivano dalla agglomerazione delle attività

economiche nel STL e possono potenzialmente comportare quattro principali vantaggi quali:riduzione di

comportamenti di tipo opportunistico, adozione di innovazione generiche, accumulazione di produttori ed

utilizzatori di tecnologie, riduzione dei costi di adozione dell’innovazione. Gli INCENTIVI d’altro canto

rappresentano delle economie esterne in senso lato e possono comportare delle implicazioni negative in

riferimento allo sviluppo del STL come l’amplificazione degli squilibri territoriali e il comportamento da

free riders delle cosiddette imprese footloose. Il sistema degli incentivi territoriali è costituito da: AIUTI

A FONDO PERDUTO, PRESTITI AGEVOLATI, ESONERI FISCALI, TASSAZIONE MASSIMA.

Inoltre deve prevedere accordi paritari sia che garantiscono il recupero delle somme erogate dal soggetto

pubblico sia quando le performance delle imprese non assicurino lo sviluppo del STL.

– LA STRATEGIA DI DIFFERENZIAZIONE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL VANTAGGIO DI

DIFFERENZIAZIONE è utile per i territori privi di una vocazione specifica e consiste nella

predisposizione di un’offerta percepibile come superiore, nella promozione di tratti specifici

dell’immagine e una serie di servizi per gli utenti. La comunicazione deve essere finalizzata ad

influenzare uno specifico comportamento di fruizione e avere contenuti non contrastanti con la realtà

sperimentabile. Per raggiungere tale vantaggio e permettere la PRIMA FRUIZIONE DEL STL occorre

sottolineare le caratteristiche di UNICITA’ che soddisfano desideri già espressi od cambiando la priorità

dei desideri per far emergere quelli che si è in grado di soddisfare. PER REITERARE LA FRUIZIONE

di un sistema occorre che sia percepito il minimo divario tra i desideri del pubblico obiettivo e

l’esperienza di fruizione sperimentata con l’utilizzo del STL. Da non tralasciare nella composizione della

strategia di differenziazione tre questioni: QUESTIONE STRATEGICA che riguarda la determinazione

degli obiettivi generali delle strategie promozionali; è fondamentale considerare l’immagine del STL in

esame e potenziarla, comprendere le esigenze e i bisogni dei potenziali fruitori e in ultimo

commercializzare l’immagine indipendentemente dal prodotto territorio; la QUESTIONE

INFORMATIVA riguarda il contenuto della comunicazione ed è indispensabile creare un trade off tra

informazione e persuasione, tra onestà e iperbole, evitando di enfatizzare oltremodo il territorio, e tra

forza e debolezza del messaggio ed in ultimo la QUESTIONE TATTICA/OPERATIVA che riguarda le

modalità con cui l’informazione selezionata debba essere convogliata in maniera efficace al potenziale

consumatore. È necessario individuare un pubblico obiettivo e in base a questo selezionare il canale più

adeguato.

– LA STRATEGIA DI FOCALIZZAZIONE O SPECIALIZZAZIONE PER IL RAGGIUNGIMENTO

DEL VANTAGGIO DI SPECIALIZZAZIONE per i territori con vocazione coerente con l’immagine, si

attua mediante la localizzazione delle imprese industriali o l’attrazione di flussi turistici, in ogni caso


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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annachiara9084 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Marketing territoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Peluso Alessandro.

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