Estratto del documento

Lo scenario attuale

La TV si fa con le immagini e suoni; tutto il resto è conseguenza logica. La notizia stampata non viene altro che trasportata su TV in maniera identica con la sua impaginazione, prima pagina, copertina, ma è una tecnica che non sempre funziona per la TV. Il linguaggio tecnologico non viene ben assimilato dai giornalisti che, quando preparano un servizio con filmati, la chiamano “sporcatina di immagini”. La notizia non riusciva a integrarsi nella TV, la sporcatina non è altro che illustrazione, chiamata ironicamente "waal paper" (carta da parati), che solitamente non è altro che la faccia del giornalista, le talking heads, che ricreano il rapporto interpersonale primordiale, lanciando le notizie più importanti in testa e quelle meno in coda. La struttura dei servizi però non cambia. Per la TV il modello è quello delle notizie brevi del giornale, 70 battute da 1 minuto. I giornalisti TV sono da sempre scherniti dai loro colleghi della carta stampata, accusati di scrivere telegrammi più che articoli, arrivando a fare invece comizi interminabili in TV su argomenti poco interessanti.

I giornalisti in TV si sono trovati a dover far fronte ad aziende, colossi politici e interessi maggiori, non potendo il più delle volte fare informazione oggettiva. I giornalisti dovrebbero essere come magistrati: soggetti solo a notizie, dovere di informazione, terzietà, sono in terza persona quindi oggettivi, tenuti ad applicare le tecniche professionali che rendano effettivo questo uso corretto dell'informazione, cercando sempre una seconda voce di conferma o smentita. Nel 1975 un emendamento tolse al governo e diede al parlamento il controllo del servizio pubblico radiotelevisivo cercando di garantire pluralismo e coprire tutti gli interessi del popolo. In realtà si trasformò in un potentissimo mezzo elettorale in mano ai politici. Da allora tutte le assunzioni furono gestite dai partiti, nonostante concorsi e scuole. Il politico ora si pone il problema: chi mando in TV a farmi rappresentare? Solitamente sono figli, amici, nipoti, gente che non sa fare TV, che hanno intaccato tutta la catena produttiva generando un disastro senza via d'uscita. Per poter far dire la propria su ogni fatto, i partiti hanno rubato notizie ai cittadini, li hanno derubati di verità. Centinaia di notizie sono state tralasciate per far parlar loro. Il declino era inevitabile, il pubblico si stava tele scollando dalle notizie, così la TV italiana andò avanti fino al 1991 quando si ebbe l'impatto con la TV estera, la guerra del Golfo, che permise un cambio radicale della situazione news. Si introdusse un nuovo modello produttivo, miscela di difficoltà economiche e innovazioni tecnologiche e uso esasperato di immagini. Immagini che durante la guerra non c'erano perché tutti i giornalisti erano soggetti a censura, ma la si ricreò molto bene, la si fece percepire. La censura non era data da crudezza delle immagini o altro ma dai tagli al budget dei giornali che avevano speso tutto per il crollo del muro di Berlino.

Il linguaggio, teorie, tecniche

In TV gli spazi di un servizio si misurano in secondi e minuti. In quanto tempo verrà letto un servizio? Lo standard italiano è di 14 righe al minuto. Erroneamente si pensa che per riempire un TG di 30 minuti bastino 350 righe di servizio, poco per delineare i fatti di una giornata. La nostra ipotesi sarà quella di far entrare in 90 secondi un'informazione equivalente o maggiore a 90 righe scritte, e ciò è possibile con vari teoremi:

  • Teorema della tavolozza: Quando il linguaggio da scritto deve diventare audiovisivo, la prospettiva deve cambiare radicalmente. Si deve rappresentare, dipingere la notizia, farla vedere. Data una storia da rappresentare su uno schermo, lo strumento che traduce il linguaggio audiovisivo è una tavolozza costituita da 3 sezioni: immagini, suoni e parole. Come i colori di un quadro, un servizio avrà tante immagini, strumenti che è necessario padroneggiare, bisogna delineare il messaggio, dare una struttura come quando si abbozza un quadro, che assumerà forma compiuta con il montaggio, operazione che mette concretamente insieme i vari elementi.

Immagini

L'unità di misura è il fotogramma, singola immagine che resta impressa sulla pellicola. Con il passaggio al nastro magnetico si parla di frame, una realtà racchiusa in un'inquadratura.

  • Immagini fisse e in movimento: foto o diapositive fornite da agenzie o attinte in qualsiasi altro modo, sono tutte trasformate in digitale e conservate in archivio. La successione di immagini in 24 fotogrammi/s sono percepite come movimento, illusione. I frame in TV si accavallano tra loro 25 immagini/s. L'unità base del fotogramma o della sua sequenza è l'inquadratura, il campo visivo che si delimita con l'obiettivo e che varia di estensione, angolo e profondità. È una scelta fondamentale, in essa domina il principio dell'azione, cioè il movimento dello spazio girato dalla macchina. L'azione dà emozione all'inquadratura.

L'inquadratura può essere di base, dove il campo è lo spazio dell'azione e piano in riferimento alla persona, piano narrativo per descrivere l'azione, psicologici per descrivere stati d'animo:

  • Campo lungo: inquadratura larga dove lo spazio prevale sulle persone anche se sono riconoscibili, se si usa all'inizio del servizio è un'inquadratura di fondamento perché dà generalità alla scena, definisce rapporto persone/ambiente.
  • Campo medio: rapporto equilibrato tra persona e scena, figura occupa metà della scena.
  • Piano medio: mezza figura, taglia la persona sotto la cintura, esclude tutto ciò che non è rappresentativo, adatta per la TV e seguire dialoghi.
  • Primo piano: taglia la figura sopra la testa e sotto le spalle, lo isola e ne enfatizza il fisico, il soggetto deve essere fermo.
  • Primissimo piano: inquadra meno dell'intero viso, usato per enfatizzare una reazione emotiva.
  • Particolare: mostra una parte del viso o il dettaglio di un oggetto.
  • Mezzo primo piano: da sotto il petto a sopra la testa, accentua l'espressività ma attenua l'effetto psicologico, è il mezzo busto dei TG.
  • Piano americano: uno o più soggetti dalla testa alle ginocchia, arriva dai film western per far vedere le fondine delle pistole.
  • Figura intera: intera figura nell'inquadratura, per il cinema, consente di interagire con l'ambiente.
  • Campo totale: ambiente preso per intero per teatro.
  • Campo lunghissimo: la più ampia veduta possibile, persone sono limitate.
  • Campo estremamente lungo: spazi aperti con orizzonti lontani. In un'inquadratura i soggetti andranno disposti secondo regole precise per ottenere armonia e significati cercati, l'occhio deve essere aiutato a leggere le immagini. Si usa la regola dei terzi per dividere l'inquadratura con 2 linee orizzontali e 2 verticali e disporre i soggetti nei punti di intersezione. Importantissima è la posizione della telecamera, che determina una prospettiva:
  • Prospettiva oggettiva: tipo buco della serratura, nessuno guarda in macchina.
  • Prospettiva soggettiva: lo spettatore guarda chi agisce, è parte in causa dell'azione.
  • Prospettiva di cronaca: realtà raccontata da un cronista.

In ogni inquadratura 4 elementi possono variare:

  • Movimento del soggetto: azioni semplici di un unico soggetto come cambio di postura, o azioni complesse di 2 o più soggetti.
  • Movimento dell'ottica: si montano obiettivi diversi con diverse caratteristiche tecniche, e il loro cambiamento può descrivere la narrazione di un racconto (zoom avanti/indietro).
  • Movimenti telecamera: orizzontale, la camera è parallela al suolo e ruota il proprio asse o verso destra o sinistra.
  • Movimenti del supporto: è soggettiva quando l'operatore la tiene su una spalla e la porta con sé ovunque, oppure carrello a 4 ruote segue l'azione nel suo svolgimento, la camera è su una macchina, dolly la macchina è su un braccio idraulico che si muove con fluidità.

Ciascun movimento ha un significato preciso, e bisogna essere perfettamente a conoscenza:

  • Panoramica a destra/sinistra/alto/basso: si passa da un soggetto all'altro, descrive un soggetto, uno scenario o ambiente, segue l'ordine della narrazione.
  • Zoom avanti: porta l'attenzione su un singolo elemento.
  • Zoom indietro: scopre e rivela il contesto.
  • Carrello avanti/indietro: come zoom ma ha più valore espressivo, il carrello porta lo spettatore nella situazione.
  • Dolly e gru: lo spettatore si muove nella scena, il significato di una ripresa diventa più complesso in base al modo di come gli elementi e i movimenti vengono combinati, sono veri codici:
  • Ripresa semplice: inquadratura fissa, ferma in un campo visivo prescelto, vi è solo movimento semplice dell'oggetto.
  • Ripresa complessa: quando a movimento semplice si aggiunge movimento ottica o della telecamera, è necessario che le riprese di apertura e chiusura siano statiche, è un'azione definita.
  • Ripresa in evoluzione: movimento complicato tra più soggetti, e la camera si muove su supporto, lo spettatore non deve rendersi conto del movimento della camera, se è un buon piano sequenza non ha bisogno di essere montato.

Per un TG le immagini devono essere pensate per 3 minuti di scena che contengano tutte le informazioni necessarie, ogni passaggio è fondamentale:

  • Girare stretto: girare come se tutto quello che viene ripreso fosse mandato in onda così com'è, lo standard della BBC vuole un minuto di montato per ogni 3 minuti di girato, l'1 a 3, mentre per i documentari è necessario 1/5 per essere più chiari, ma erano registrazioni con la vecchia pellicola, con quella magnetica si può registrare illimitatamente, vantaggio che diventa svantaggio nel momento in cui c’è troppa roba inutile e il montatore non riuscirà a trovare i cardini del video, i jump-cut, abbondante non è sempre qualità.
  • Per un montaggio serrato e ritmato si deve avere diverse inquadrature fisse, stabili, di angolazione varia, badando che ci sia azione, nel girato stretto devono prevalere riprese semplici, perché le immagini per le news sono fisse con tagli e stacchi, immagine che non balli, che narri la storia insieme allo speaker.
  • Pochi movimenti di breve durata: max 7 sec altrimenti il ritmo cala, se ci si trova in emergenza si ricorre alle riprese complesse, una ripresa non deve mai essere fatta per coprire un buco di 10 sec, ogni movimento ha un suo significato.
  • A volte sono necessari i piani sequenza, la ripresa evolutiva che racconti la situazione in maniera dinamica per mostrare l'incalzare della cronaca, spesso per questo si usa la camera car per una carrellata d'immagine su un mezzo mobile.
  • Accertarsi che l'audio dell'ambiente sia sempre registrato, con il microfono a mano si registra su un secondo canale.
  • Le riprese delle interviste sono elaborate ma adottano una serie di inquadrature tipiche che agevolano il lavoro, come il primo piano dell'intervistato, piano a 2 con intervistatore di spalle, il piano d'ascolto dell'intervistatore, figura intera a 2, totale da varie angolazioni, dettaglio e vita intervistato.

Secondo l'uso dell'intervista dobbiamo distinguere 3 situazioni:

  • Testimonianze di 3 e 15 sec: è sufficiente un primo piano o mezzo primo piano.
  • Interviste semplificate: domanda-risposte veloci, tempi TG, più inquadrature per rendere tutto dinamico.
  • Interviste convenzionali: in studio, interlocutori seduti di fronte, ambientazione curata. Ritornando alle azioni per una buona ripresa:
  • Attenzione agli scavalcamenti di campo: non oltrepassare la linea mediana che divide la metà scena, la macchina dovrà rimanere sempre nella stessa zona di ripresa, esempio tipico nell'intervista a 2 (pagina 42).

Le immagini di cronaca sono quelle riferite ai protagonisti dei fatti, immagini che si realizzano o si comprano dalle agenzie, esse diventeranno immagini d'archivio, riutilizzabili sempre, sia perché mancano immagini di cronaca (argomento generale o sempre attuale, gente al parco d'estate, Israele in guerra...) sia per raccontare un fatto passato. Le immagini vengono anche scambiate tra varie emittenti, ma anche tra emittente e videoamatore, il principale canale è Eurovisione. L'Eurovisione è un organismo internazionale di coordinamento tra i paesi europei, fondato nel 1954, parte integrante dell'European Broadcasting Union. La sua funzione è quella di regolare tutti gli scambi di emissioni radiofoniche e televisive del continente. La sede amministrativa è a Ginevra, in Svizzera, mantenuta dalle sovvenzioni provenienti dai paesi membri. Da alcuni anni anche la sede operativa è stata trasferita da Bruxelles, in Belgio, a Ginevra. La guerra tra agenzie è sempre stata accanita, i servizi migliori erano quelli che Eurovisione trasmetteva. La grafica è una delle risorse maggiori della TV, per visualizzare cose astratte o chiarire concetti, le cartine geografiche sono il miglior modo per localizzare una situazione, magari che integra un'animazione facendo vedere come il fatto è avvenuto. Il grafico ha le informazioni e lui elabora il disegno, il giornalista si limiterà a dare informazioni. Altro grande mezzo è la realtà virtuale, ricostruire ambienti permettendo di raccontare in modo chiaro e sintetico un fatto di cronaca.

I suoni

Fino agli anni '70 i giornalisti TV (ex carta stampata) erano contro il sonoro nei servizi, credendo che facesse confusione. I tecnici di allora effettivamente non erano specializzati e più che un suono si creava un fruscio. Ancora oggi molti montatori non ascoltano l'audio prima di montarlo ma lo caricano in automatico con un livello standard, è il suono alla cieca, è una neutralizzazione sonora che ha colpito anche i documentari stranieri dove il sonoro era ben presente. Secondo il teorema di Negroponte, infatti, la realtà in TV dipende dai suoni che danno vita.

  • Suono come sottofondo: ogni immagine ha un suono naturale e deve conservarlo. Più la situazione sarà credibile, più lo spettatore si sentirà coinvolto. L'orecchio umano ha un ascolto selettivo e ciò deve essere mantenuto in TV creando voci primarie come lo speaker a volume più alto. Il sottofondo deve creare attenzione e interesse. Si capisce subito se esso non funziona perché si prova confusione e irritazione, e spesso succede che si voglia dare un sonoro a un testo nato senza suono.
  • Suono per segnalare: il suono serve a segnalare i cambiamenti di situazioni e di ambiente. Il suono aiuta in tempi di reazione rapidissime, a cambiare argomento e a esserne subito coinvolti. Ciò avvicina sempre più spettatore alla realtà del servizio, è il "catch time", il tempo giusto per coinvolgere e far capire che l'argomento è cambiato e che si va avanti.
  • Suono in primo piano: il suono in primo piano comunica informazioni e rappresenta la realtà, elemento autonomo che conquista un suo spazio nel servizio. Descrive situazioni senza parole, come un grido, lo schianto di un aereo. Non si devono usare troppo o si cadrebbe nello squallido e sceneggeremo la notizia, suoni che vengono carpiti con vari tipi di microfoni che ne descrivono la funzione e il piano d'importanza, come il microfono omnidirezionale, prende suoni in ogni angolazione va bene per una conferenza ma non per un'intervista, che sarà fatta con microfono direttivo, cioè reagisce solo a suoni ravvicinati. Le sue forme sono svariate, il gelato per la TV, collarino si attacca alla cravatta e lascia le mani libere, ma va bene per ambienti silenziosi perché capta tutto.
  • Canna da pesca: grande, in cima a un'asta telescopica collegato a un mixer portatile va...
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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ValeriaV19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Giornalismo televisivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof De Cobelli Claudio.
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