Giornalismo francese tra Seicento e Settecento
Il contesto in cui cominciò a svilupparsi il vero giornalismo in Francia era caratterizzato dal fatto che da un lato il potere cercava in parte di comprendere le esigenze della società, ma dall'altro era sempre orientato a reprimere qualsiasi tipo di dissenso; in questo quadro si inserisce la corrente portata avanti dai philosophes.
Inoltre, si affermò a partire dagli anni Trenta dell'Ottocento, la pubblicità commerciale, che svolge un ruolo fondamentale nel giornalismo, quello dei "ricavi", accostando a questa una stampa di tipo popolare per agevolare le letture.
La Gazette de France
Un esempio di giornale strettamente collegato al potere costituito dell'epoca fu la Gazette de France, uscita nel 1631 e stampata da Renaudot. Essa si presentava come settimanale, composto da quattro pagine, contenenti notizie di vario genere, dalle battaglie, agli eventi dinastici, agli eventi commerciali e anche notizie "interne" ma principalmente legate alla politica; era una sorta di "voce del potere". Ebbe lunga vita in quanto nel contesto dell'epoca, la libertà di stampa era bandita da parte degli ordini costituiti, e così non essendoci "concorrenti", poté tranquillamente segnare un lungo arco di tempo.
Il Journal des Savants
Altro giornale che si ritagliò uno spazio fu il Journal des Savants, promosso da Jean Baptist Colbert, il quale era intenzionato a portare avanti lo sviluppo economico della Francia; uscì nel 1661, e si presentò come periodico culturale e settimanale, con argomenti che spaziavano dalla letteratura, all'arte e alla scienza; divenne un modello per i periodici culturali del resto d'Europa. Incontrò un periodo d'arresto durante l'era napoleonica ma riprese con le pubblicazioni anche durante l'Ottocento.
Censura e innovazione
Tra i vari provvedimenti volti alla censura vi era inoltre un decreto nel 1764 che vietò la circolazione di fogli di ambito finanziario, e tre anni dopo, quelli di carattere religioso, in quanto il regime monarchico dell'epoca si sentiva minacciato. Ma la vera novità fu rappresentata dall'Illuminismo e dai philosophes, i quali promossero la circolazione di nuove idee, teorie scientifiche e laiche, scienze naturali, economia e politica. Opera più rappresentativa di questa nuova ideologia che andava sempre più sviluppandosi fu "L'Encyclopedie", pubblicata nel 1751 da Diderot e D'Alembert.
Può sembrare strano ma i philosophes non avevano idee positive nei confronti dei giornali e dei giornalisti in quanto ritenevano che questo binomio non era nient'altro che la fonte di notizie false o forzate e di polemiche faziose. Ma pur essendoci questo divario, gli illuministi si servirono della stampa per divulgare le loro idee sugli argomenti sopracitati: è così che nel 1721 iniziò le sue pubblicazioni lo "Spectateur Francais", palese riferimento allo "Spectateur" inglese; poi fu il turno del "Pouret Contre".
La nascita dei quotidiani
Data importante per la Francia è anche il 1777, in quanto segnò la nascita dei primi quotidiani; tra questi possiamo citare:
- L'Affiche de Paris, si presentava con 16 pagine contenenti annunci economici.
- Journal de Paris, si presentava con 4 pagine contenenti notizie che spaziavano su più argomenti, tra i quali anche l'astrologia. Il direttore di questo giornale, Pierre Antoine La Place, doveva però fare i conti con la rigidissima censura presente all'epoca; ciò gli costò varie interruzioni temporanee.
I pamphlet
Da non dimenticare inoltre i "pamphlet", gli opuscoli polemici di piccole dimensioni, le quali li rendevano più comodi per essere portati con sé ed essere oggetto di dibattiti soprattutto in luoghi come taverne e club; erano inoltre meno costosi, il che favorì la loro divulgazione. Anche in Francia pertanto, come in Gran Bretagna, i giornali diventarono elementi essenziali della società.
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